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Aleksandr Sergeevič Puškin – “La figlia del capitano”

“La (Капитанская Дочка) è un romanzo storico scritto dall’autore Aleksandr

figlia del capitano”

Sergeevič Puškin, uno dei maggiori rappresentanti della letteratura russa dell’Ottocento. E’ stato

pubblicato per la prima volta nel 1836 nella quarta edizione della rivista letteraria

(Современник, Puškin

Sovremennik "Il Contemporaneo"), fondata da stesso e diventata in

Oltre all’attività poetica e

pochissimo tempo la più importante rivista russa di critica letteraria.

l’autore

pubblicistica, per portare avanti la stesura del romanzo, si dedica allo studio di materiali

storici nell’Archivio di Stato di San Pietroburgo. In particolar modo si interesserà alla storia della

Pugačëv all’epoca di Caterina II

rivolta di la Grande, che gli permetterà di realizzare due ambiziosi

progetti: l’opera storica “Storia della rivolta di Pugačëv” e il romanzo “La figlia del capitano”, in

cui le vicende del ribelle si svolgono principalmente nello sfondo.

Note sull’autore

Aleksandr Sergeevič Puškin nasce a Mosca il 26 maggio 1799 da una famiglia di piccola ma antica

nobiltà. Cresce in un ambiente favorevole alla letteratura e mostra soprattutto interesse per la

letteratura francese illuminista. Nel 1811 entra al Liceo di Tsarskoe Selo, dove incontrerà degli

autori che avranno un ruolo importante nella rivolta decabrista e inaugurerà la sua carriera letteraria

con alcuni componimenti poetici. Con il passare degli anni continua a dedicarsi all’attività letteraria

“Ruslan (Руслан и Людмила),

e compone e Ljudmila” un poema fiabesco a tema epico-popolare.

A causa del suo atteggiamento anticonformista viene mandato in esilio nel sud dove entra in

contatto con il movimento decabrista. Questo sarà un periodo molto produttivo dal punto di vista

creativo. Il trasferimento a Odessa nel 1823 invece segna l’inizio di un periodo difficile della vita di

Puškin. “Evgenij Onegin”

Qui inizierà a stendere il primo abbozzo del suo romando in versi

Онегин). Nel 1824 viene mandato nuovamente in esilio,

(Евгений che provocherà

l’allontanamento dal movimento decabrista. In questo periodo si dedicherà approfonditamente

all’attività letteraria: studierà il folclore nazionale, si occuperà di critica e soprattutto inizierà ad

“Boris (Борис Годунов) e continuerà

appassionarsi di storia. Scriverà il dramma storico Godunov”

il lavoro sull’Onegin. Nel 1826 viene convocato dallo zar Nicola I, che gli revoca l’esilio, e lo

autorizza a risiedere a Mosca, con l’unica condizione che tutte le sue opere vengano sottoposte al

Continua quindi a lavorare all’Onegin, costretto però a fare grandi modifiche.

suo diretto controllo.

Nel 1830 si fidanza con la giovane Natal’ja Gončarova e parte per Boldino, dove avrà uno dei

periodi più produttivi della sua vita. Qui porta a termine l’Evgenij Onegin. Nel 1831 rientra a

Mosca qualche mese prima del suo matrimonio e si dedica all’attività pubblicista, fondando una

rivista letteraria, il Sovremennik. Successivamente si trasferisce a San Pietroburgo, dove partecipa

attivamente alla vita di corte e si dedica allo studio dei materiali storici per realizzare due suoi

un romanzo storico sull’epoca di Pugačëv – “Storia della

progetti: che porterà alla realizzazione di

Pugačëv” (Исто́рия Пугачёва) “La figlia del capitano” (Капитанская Дочка) –

rivolta di e di e una

storia di Pietro I il Grande. Negli ultimi anni di vita l’autore si cimenta in diversi generi, tra cui

Puškin

quello fantastico. A causa di alcuni pettegolezzi sulla vita frivola della moglie, nel 1837

sfida a duello un barone francese e muore a causa delle ferite riportate.

Trama del romanzo

Pëtr Andréevič Grinëv è l'unico figlio sopravvissuto di un ufficiale dell’esercito in pensione.

Quando compie 17 anni, suo padre lo invia a prestare servizio militare a Orenburg, accompagnato

Savelič.

dal suo fedele servitore In viaggio si perdono in una tempesta, ma vengono salvati da un

uomo misterioso. Come segno della sua gratitudine, Pëtr offre alla guida il suo pellicciotto di lepre.

1

Arrivato a Orenburg, Pëtr fa rapporto al comandante e viene mandato a servire alla fortezza di

Belogorsk sotto il capitano Ivan Mironov. La fortezza è poco più di una recinzione intorno a un

villaggio, e la vera responsabile è la moglie del capitano, Vassilissa Jegorovna. Qui Pëtr diventa

amico dell’ufficiale Švabrin, che è stato esiliato dopo un duello che ha portato alla morte del suo

Maša

avversario. Durante le cene con la famiglia Mironov, incontra la figlia e si innamora di lei.

Švabrin,

Questo provoca una frattura tra Pëtr e che in precedenza &

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/21 Slavistica

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