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Riassunto esame letteratura russa, prof. Elda Garetto, libro consigliato La figlia del capitano, Aleksandr Sergeevič Puškin

Riassunto e analisi per l'esame di letteratura russa, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Elda Garetto: "La figlia del capitano", Aleksandr Sergeevič Puškin. Il documento contiene dettagli sulla vita dell'autore, la trama del romanzo, il contesto storico in cui è ambientato, il contesto storico in cui è stato scritto,... Vedi di più

Esame di Letteratura russa docente Prof. E. Garetto

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Emel’jan Pugačëv

Storicamente la figura di si colloca nella seconda metà del 1700, ma la stesura

del romanzo avviene nei primi decenni del 1800.

Pugačëv appartenente a un’etnia

era un cosacco e faceva quindi parte di una comunità militare

particolare con origini orientali (tatare) che ha svolto un ruolo molto importante nella cultura e nella

accompagnando per molti secoli le vicende della Russia e dell’Impero Russo.

storia russa,

Inizialmente con il termine “cosacchi” venivano identificate le popolazioni nomadi tatare che

vivevano nelle steppe della Russia meridionale. Tuttavia, successivamente, il nome fu attribuito ad

alcuni gruppi di slavi che popolavano il territorio tra i fiumi Don e Dnepr. Altre aree colonizzate da

questo popolo furono la pianura ciscaucasica, il basso Volga, la steppa degli Urali e alcune zone

della Siberia orientale. I cosacchi furono fondamentali per la conquista della Siberia nel 1600,

poiché aprirono la strada allo stato centralizzato che si impossessò di questi enormi territori per

sfruttarne le ricchezze. I cosacchi sono un popolo guerriero molto fiero, con proprie tradizioni e

usanze, che spesso, per identità di popolo, ebbero conflitti con il potere costituito o furono

perseguitati, ma a volte trovarono anche delle alleanze con la Russia zarista.

Emel’jan Pugačëv interprete di una delle rivolte dell’etnia cosacca,

(1742-1775) si fece

proclamandosi imperatore sfruttando la somiglianza con il defunto zar Pietro III, che sua moglie,

Caterina II la Grande, aveva spodestato nel 1762. Egli si autoproclama quindi imperatore con il

nome di Pietro III e conduce una rivolta grazie alla quale riesce a conquistare alcune postazioni

russo, utilizzando delle modalità piuttosto violente per appropriarsi del

dominate dall’esercito

Pugačëv, dell’esercito

potere. dopo essere stato considerato disertore imperiale, si è posto a capo di

un esercito di cosacchi per vendicare i torti da loro subiti e dar loro libertà. Uno dei suoi obiettivi

principali era quello di richiudere Caterina II in un monastero, in modo da assumere il potere senza

Pugačëv

ostacoli. Grazie al suo esercito di generali creato attraverso il reclutamento di massa,

conquista le regioni tra il Volga e gli Urali e riesce a conquistare una delle più importanti città

russe, Kazan’, che è sempre stata al confine tra la Russia europea e la Russia asiatica. Il potere del

falso imperatore aumenta sempre di più e la minaccia al potere imperiale continua a crescere, quindi

Caterina II viene costretta a formare un esercito per rispondere alla rivolta. Caterina II schiera i suoi

Pugačëv,

migliori generali e anche grazie al tradimento di alcuni suoi ufficiali, viene catturato e

mandato a Mosca, dove verrà decapitato in piazza di fronte al popolo.

Pugačëv, Puškin

La figura di nel periodo in cui studia la sua storia, ha una duplice valenza: da un

violento e dall’altro,

lato è il nemico, il bandito che si oppone al regime in modo cioè per tutti

coloro che considerano il potere zarista un potere dispotico, è un miglioratore, un liberatore.

Contesto storico in cui è stato scritto il romanzo

Dal punto di vista culturale e letterario il 1800 è caratterizzato dal Romanticismo, un movimento

Pugačëv

culturale nato in Germania nel 1700 e poi diffusosi in tutta Europa e in Russia. La figura di

Pugačëv rientrano perfettamente nei temi trattati dagli scrittori dell’epoca: il

e la rivolta di l’eroismo;

Romanticismo infatti celebrava la libertà, il patriottismo, la morte in nome della libertà e

la noncuranza del pericolo erano considerate eroiche.

Puškin

Negli anni in cui ha iniziato la stesura del romanzo ha avuto luogo la rivolta dei Decabristi, i

membri delle società segrete che volevano disfarsi dell’assolutismo dell’Impero. I Decabristi erano

avanti le riforme promesse all’inizio del suo

delusi perché Alessandro I non era riuscito a portare

Puškin stesso come “meraviglioso inizio”, “прекрасная начала”)

regno (definito da e, incitati dallo

spirito patriottico, hanno dato inizio a una rivolta con lo scopo di abolire la servitù della gleba e di

ottenere la fondazione di una Repubblica o almeno una Costituzione, cose che avrebbero portato la 3

Russia a essere un vero stato moderno. Ma dopo essere stato incoronato imperatore, Nicola I

reprime facilmente questa rivolta e fa giustiziare alcuni ufficiali che ne erano stati promotori.

Inoltre, per prevenire le insurrezioni, istituisce un rigido controllo poliziesco che si ripercuote anche

Puškin.

su Pugačëv, Puškin

Quindi quando inizia a interessarsi alla rivolta di sta vivendo in prima persona nel

clima creato dalla rivolta dei Decabristi. Il regno di Caterina II viene in un certo senso paragonato al

regno di Nicola I, poiché entrambi hanno posto fine in modo violento a una rivolta contadina.

L’attenzione non va solo rivolta al fatto storico, ma al sentimento con cui ne parla, poiché Puškin è

stato amico di molti decabristi e di conseguenza vittima del potere costituito. In particolar modo ha

subito il rigido controllo di Nicola I, che per evitare la diffusione di ideali rivoluzionari, ha creato

отделение), la polizia politica russa

una struttura speciale, la Terza Sezione (Третье che si

occupava anche della censura sulla stampa, sulla letteratura e sugli spettacoli teatrali. Avendo

Puškin Pugačëv

vissuto in prima persona in questo contesto, vede in (come nei Decabristi) un

ribelle e un assassino, ma anche un liberatore e un eroe romantico.

Analisi dei personaggi

Pëtr Andréevič Grinëv: Puškin)

è il protagonista del romanzo, membro della nobiltà (come e

destinato fin da piccolo al servizio militare. Nel corso del romanzo osserviamo la sua crescita

psicologica; passa infatti dall’essere un ingenuo ragazzo che perde tutti i suoi soldi in una partita di

biliardo, a un uomo che farebbe di tutto per proteggere le persone a lui care, anche se questo

significa affrontare le conseguenze delle sue azioni ed essere imprigionato.

Švabrin: Švabrin

inizialmente amico, poi nemico del protagonista. e Pëtr sono innamorati della

Maša,

stessa ragazza, e questo li porterà a duellare. Le circostanze degli eventi lo spingeranno ad

Pugačëv

allearsi con e a diventare uno dei cattivi del romanzo. Anche dopo essere stato catturato

Švabrin la causa dell’arresto di

non si smentisce, e sarà proprio Pëtr.

Savelič: Assume il ruolo dell’aiutante del

stalliere della famiglia Grinëv e fedele servo di Pëtr.

Pugačëv, Savelič

protagonista: quanto Pëtr sta per essere ucciso su ordine di interviene per salvarlo,

cosa che permetterà al tiranno di riconoscere il nobile che gli aveva regalato il pellicciotto di lepre

Savelič

per ringraziarlo del suo aiuto. rappresenta la saggezza popolare, fatta di semplicità ma anche

Puškin

di un senso etico che spesso la nobiltà non riusciva a individuare. Per la cultura popolare era

importante, poiché diceva di essere stato allevato dalla sua balia, da cui derivava buona parte della

sua istruzione. e l’antagonista Švabrin. E’

Maria Ivanovna: oggetto del desiderio conteso tra il protagonista Pëtr

una ragazza timida e molto impressionabile, ma anche premurosa e audace; sarà infatti lei a salvare

Pëtr dalla prigionia dopo aver parlato con Caterina II, spiegandole che il suo amato era innocente.

Pugačëv: è l’antagonista principale del romanzo. Lo vediamo inizialmente nei panni della buona

Savelič

guida che ha aiutato Pëtr e durante la tempesta e successivamente nelle vesti del tiranno che

ha saccheggiato e devastato diverse terre russe. Nel corso del romanzo aiuterà il protagonista in

diverse situazioni, in segno di gratitudine. Questa sorta di alleanza tra i due risulterà nell’arresto di

Pëtr, poiché verrà accusato di aver simpatizzato per Pugačëv. Alla fine del racconto, il falso

imperatore viene ucciso pubblicamente mentre Pëtr osserva la scena da lontano.

Ivanovič

Ivan Zurin: un capitano del reggimento degli ussari a cavallo che il protagonista incontra

all’inizio del suo viaggio e che sarà fondamentale nella cattura di Švabrin Maša

e nel salvataggio di

e della famiglia di Pëtr. 4


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto e analisi per l'esame di letteratura russa, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Elda Garetto: "La figlia del capitano", Aleksandr Sergeevič Puškin. Il documento contiene dettagli sulla vita dell'autore, la trama del romanzo, il contesto storico in cui è ambientato, il contesto storico in cui è stato scritto, l'analisi dei personaggi e di alcuni temi fondamentali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Interpretariato e comunicazione
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cacciadeborah di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura russa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm o del prof Garetto Elda.

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