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Letteratura russa

La letteratura russa nel 1800 diventa autonoma. La scrittura viene affidata ai monasteri, ai religiosi. Vengono scritti anche degli Annali. Si delineano alcune figure importanti.

Periodo storico e culturale

Si apre il secolo con lo zar Alessandro I, speranza dopo il periodo successivo alla morte di Caterina la Grande, periodo buio, si aprono temi costanti. Con Alessandro I si accendono le speranze per una riforma del sistema e della servitù della gleba. Queste speranze non saranno realizzate. Vengono fatte alcune riforme, ma non viene scalfito il potere assoluto dell'autocrazia russa.

Altra vicenda importante a inizio ‘800, che ha contribuito allo sviluppo del senso patriottico: Napoleone e le guerre napoleoniche, invasione fino a Mosca tema costante della letteratura russa dell’800, ma anche tema più generale per senso del nemico, del confine, senso della patria, patriottismo. Due guerre patriottiche: prima contro Napoleone, la seconda è la seconda guerra mondiale (sono arrivati a pochi chilometri dal Cremlino). Il tema degli atti di eroismo è un tema molto ripreso in questi ultimi anni. L'anno cruciale della guerra contro Napoleone è il 1812. In guerra combattevano i nobili. Il rapporto tra padrone e contadino è sempre stato molto ambiguo, perché il padrone ha bisogno del contadino, spesso sono anche in buoni rapporti, ma il padrone rimaneva il padrone. Il contadino viveva nella proprietà dei signori (avevano anche delle tenute di campagna), ed erano in contatto con loro, ma mantenevano le distanze. La guerra napoleonica avvicina contadini e nobili, perché i nobili ufficiali per non farsi catturare si travestivano da contadini e si nascondevano. Questo avvicinamento è in parte facilitato dalla guerra.

Altro grande evento: rivolta dei decabristi, primo caso organizzato di rivolta contro il potere costituito, contro la monarchia e l’assolutismo. Avviene nel 1925. In questo anno muore Alessandro I e succede Nicola I e il passaggio di potere è un'occasione per far valere le proprie istanze, scalfire il potere. “Decabristi” perché è avvenuta nel mese di dicembre. La rivolta fallisce e i protagonisti della rivolta sono stati severamente puniti (pena di morte o deportati in Siberia). Il potere assoluto vince ma si crea una frattura alcuni nobili colti parteciparono all'insurrezione, anche molti amici di Pushkin. Pushkin non ha partecipato perché non era a Pietrogrado, ma sostenne gli insorti. Insorgono le classi più istruite contro il potere assoluto. Il potere assoluto in Russia si reggeva su tre pilastri, di Uvarov (aveva formulato la sua idea di uno stato russo perfetto): ortodossia (chiesa), autocrazia (stato) e elemento popolare (nazione). Il popolo non era libero, ma delegava il proprio potere alle due istanze (monarca e chiesa). C’era una certa collaborazione tra il potere politico e quello ecclesiastico.

Nicola I, dopo la rivolta, non può far altro che tornare indietro sulle istanze liberali del predecessore: controlli di polizia, crea la terza sezione (polizia delle spie politiche che controllano quello che si pubblica). Chiusura nei confronti dell’occidente: sospettava che l’occidente fosse fonte di rovina per la Russia. Nascono il movimento degli slavofili e degli occidentalisti. La Russia nel ‘700 a opera di Pietro il Grande e poi di Caterina la Grande fa una grande opera di occidentalizzazione. Pietro dichiara la libertà di culto, l’ortodossia non era più la religione ufficiale. La Russia esce dallo stato di arretratezza, ma prende un modello occidentale. A corte si parlava francese ai tempi di Caterina. Il russo è la lingua del popolo. Iniziano i matrimoni con le dinastie occidentali (tedeschi soprattutto). Queste riforme rapide e l'aver rinunciato alla propria identità nazionale provocano una frattura. Pietro veniva considerato una specie di anticristo. Dopo il ‘700, quando si conclude il secolo di spinta verso l’occidente, rimane l’idea che questa cultura importata non è quella autentica russa, quindi si deve correggere.

Emergono tendenze slavofile, gruppi di intellettuali che sostengono che l’occidente contenga molti elementi negativi, che la Russia se vuole mantenere la propria identità culturale deve percorrere una strada autonoma basandosi sui valori del proprio passato (moscovita, chiesa, Russia pre-petrina). Sottolineando questo elemento di natura slava, la Russia può mantenere la sua identità. Gli occidentalisti dicevano che la Russia aveva esteso suoi territori, ma di suo non aveva elaborato nessuna idea forte e che quindi se non voleva tornare nell'arretratezza doveva mantenere i rapporti con l’occidente e cercare di perseguire la sua stessa strada. Quindi anche le posizioni di potere, l'assolutismo e la posizione dei contadini. Tra slavofili ci sono soprattutto tradizionalisti, conservatori; negli occidentalisti prevalentemente progressisti, liberali, maggiore apertura.

Pushkin

Uno dei poeti che ne farà le spese sarà Pushkin. Il regno di Nicola I finisce con un altro evento bellico (sconfitta della Russia), la guerra di Crimea (Russia vs. Impero Ottomano, Francia, Regno Unito e Regno di Sardegna. Ha avuto origine da un conflitto tra Russia e Francia per il controllo dei luoghi della cristianità nell’Impero Ottomano), guerra disastrosa per la Russia, si conclude con l’assedio di Sebastopoli, città sul mar nero (posizione di alcuni centri della marina militare russa), viene difesa per molti mesi, ma crolla. Pushkin viene coinvolto, Tolstoj anche. La fine della guerra di Crimea segna la fine del regno di Nicola I, a cui succede uno zar che fa rinascere le aspettative di apertura, soluzione della servitù della gleba Alessandro II (zar liberatore). È sua la riforma della fine della servitù della gleba, concluderà i suoi giorni ucciso in atto di terrorismo da alcuni seguaci di una fazione terroristica che lottava contro la monarchia assoluta. L’ultima parte dell’800 è periodo che vive con la minaccia dell'attentato terroristico.

Nel periodo che segue i primi anni del regno di Alessandro II la letteratura, il giornalismo hanno un grosso impulso letteratura socialista, libertaria, i temi sociali sono quasi superiori ai temi artistici (arte in funzione della società, non prevale più). Parte da qui l'uso strumentale della letteratura che raggiungerà il culmine nel periodo sovietico. Tendenze del socialismo russo, della critica sociale, proseguono fino al periodo sovietico. Alla morte di Alessandro II, il successore è Alessandro III: ripristina la polizia, periodo di reazione violenta. L’800 è il secolo che recupera dal ‘700 certi progressi, e ha ancora grosse carenze interne (servitù della gleba), disuguaglianze, la classe intellettuale partecipa al dibattito culturale/sociale, ma vede alti e bassi, aperture e arretramenti. Fino ad arrivare al passaggio tra ‘800 e ‘900, che è un periodo di fermento, di spinte rivoluzionarie forti, ma nascono anche partiti (occidentali, liberali), si sviluppa un sistema parlamentare.

Gli scrittori maggiori

  • Pushkin
  • Lermontov
  • Gogol' ("Le anime morte")
  • Tolstoj
  • Turgenev (Serie di racconti, "Memorie di un cacciatore": il cacciatore racconta le spedizioni di caccia, c'è sempre un incontro con un contadino.)
  • Dostoevskij

Pushkin viene considerato il padre della letteratura russa. Famiglia nobile, studia in uno dei licei più importanti dell'epoca (Carskoe Selo). Nel ‘900 si forma una cultura russa all'estero, scrittori che siccome non hanno accettato il sistema bolscevico decidono di emigrare. Formano alcuni centri nelle capitali europee e negli stati uniti. Vladimir Nabokov, famoso per il romanzo "Lolita", figlio di famiglia nobile, uno dei più importanti scrittori dell'emigrazione che scrive i suoi romanzi in lingua russa, poi si trasferisce negli stati uniti e scrive in inglese. Nel suo ultimo romanzo "Guarda gli arlecchini!", Nabokov immagina di tornare nella Russia sovietica e riconosce e non riconosce alcune cose. Fa finta di non riconoscere il monumento a Pushkin.

Nel 1937 (centenario della morte di Pushkin) escono pubblicazioni celebrative dedicate a Pushkin sia in emigrazione che in unione sovietica. Nonostante le divisioni, tutti concordavano su Pushkin. Pushkin è il creatore della lingua letteraria nazionale. Rielabora il verso, lo svecchia. Rielabora la lingua e la rende più vicina a quella del popolo. Costruisce una specie di monumento alla lingua russa che era diventata una lingua di seconda categoria, la riabilita, le dà grande rilevanza letteraria. Un personaggio che passerà alla leggenda sarà la sua balia, che secondo lui gli aveva insegnato la lingua russa. Pushkin ha messo per iscritto le fiabe russe. Rielabora il patrimonio folkloristico locale con grande ironia, capacità di manovrare il linguaggio e rende per la prima volta il patrimonio precristiano a disposizione del pubblico. Le favole di Pushkin, in versi, continuano a essere ripubblicate anche adesso. In poesia affronta temi profondi (lirici, amore, natura, ma anche maggiore impegno politico e sociale, potere, popolo).

Pushkin è soprattutto famoso per un poema ("romanzo in versi") che si intitola "Eugenio Onegin": storia di un giovane dandy, delle sue vicissitudini amorose, un dandy annoiato, soffre il senso di inutilità della vita, pigrizia metafisica esistenziale, affronta temi della vita di corte, le abitudini delle alte sfere. Raffigura un personaggio femminile molto vicino al popolo e alla campagna anche se è nobile: Tatiana. Tatiana è l’emblema della donna russa, che segue le superstizioni popolari, è una donna forte. Onegin ha molta cultura, ma non sa cosa farne, si sente inutile. Il romanzo è considerato un’enciclopedia della cultura russa, descrizione di Mosca, della corte pietroburghese, della campagna. C'è anche un elemento drammatico, romantico: il duello. Onegin uccide in duello il suo avversario (il fidanzato della sorella di Tatiana). Il tema del duello è importante per la cultura russa, anche perché segna la sorte del poeta (Pushkin stesso muore in duello nel 1837). Tratta anche il tema del Caucaso, legato a vicende belliche, all’espansione russa. Il Caucaso era abitato da guerrieri, i ceceni, quindi immagini forti, vivaci che entrano nella produzione di Pushkin, e che entreranno anche nell’immaginario collettivo. Scrive alcuni poemi dedicati al Caucaso, uno alla Crimea ("La fontana di Bachčisaraj").

Parte in cui Pushkin affronta il tema della storia, del potere, del rapporto tra popolo, potere e ribellione. "La figlia del capitano" risente dell’influenza del grande romanzo che si diffonde in Russia: vicenda amorosa sullo sfondo di vicende storiche. Ambientato nell’epoca di Caterina la Grande, il protagonista è un ufficiale, fidanzato con la figlia di un militare, tratta della rivolta di Pugačëv. Pugačëv è un contadino che si mette a capo di un esercito di contadini, si proclama zar, si fa chiamare zar Pietro III e vuole sovvertire il regno di Caterina e porsi a capo del nuovo regno dove lui governerà in nome dei contadini. È un episodio vero, storico, la rivolta di Pugačëv fu una delle grandi rivolte che affrontò Caterina, che la portò ad acuire le misure repressive verso la servitù della gleba. Pugačëv viene sconfitto. Pushkin affronta questo tema in modo interessante, perché stabilisce un contatto con questo bandito, ne rivela sia crudeltà che le doti umane. Tra i due si stabilisce una sorta di sostegno fraterno. Intervento diretto di Caterina che prima condanna questo suo ufficiale, ma poi viene salvato. È un classico romanzo storico che però si basa su fatti russi e rivela il particolare atteggiamento di Pushkin che medita sul rapporto tra il potere e il popolo. Pushkin vuole scrivere anche un trattato storico su Pugačëv. Gli interessa anche molto la figura di un altro protagonista della storia russa: Boris Godunov prende la reggenza del potere russo ed è una figura controversa.

Pushkin propone anche racconti di sfondo romantico come la vicenda della "Dama di picche" (senso della suspense, tema del gioco, del fantasma) o "Il fabbricante di bare" (tema gotico del cimitero), o "La signorina contadina" (scambio di persona tra contadina e padrona) prosa narrativa in cui Pushkin riprende tutti i motivi, gli stili, i generi. Nicola I controlla Pushkin, lo esilia, gli impedisce di pubblicare testi. Ha paura che con la sua poesia influenzi troppo l’opinione pubblica e le giovani generazioni. Tema del desiderio di libertà che viene oppressa. Grazie a lui scopriamo che lo stato russo aveva già inventato l’esilio, Siberia come luogo di esportazione. Pushkin muore in duello, che faceva parte della vita dell'uomo dell'epoca. Il duello era stato provocato in modo da fare uccidere Pushkin, perché era una voce scomoda.

Lermontov

Altro grande poeta che muore in duello è Lermontov. Produzione letteraria più limitata di quella di Pushkin. Scrittore che raggiunge vertici molto alti nella produzione di poesia romantica (poema "Il demone"), mescola temi legati a quelli romantici, al Caucaso. Alcuni di questi episodi verranno ripresi nella pittura di fine ‘800 da grandi pittori russi. Lermontov è anche autore di un altro testo: "Un eroe del nostro tempo", considerato uno dei testi più moderni della letteratura dell'800. Ambientato nel Caucaso, i protagonisti sono i nobili ufficiali, ci sono conflitti amorosi, ma il personaggio è eroe del nostro tempo perché è uno dei prototipi dell'indifferenza, della noia di vivere che continua per tutto l'800 russo. Il protagonista è Pechorin. Anche la vita di Lermontov si conclude in duello come la vita del suo protagonista.

Gogol'

Gogol’ si ispirava a Pushkin. Pushkin scrive in modo molto positivo sui primi racconti di Gogol'. Gogol' era nato in Ucraina, è uno scrittore ucraino/russo. Poi si era trasferito a Pietroburgo e scriveva in russo. I primi racconti sono sull’Ucraina, racconti fantastici, riprende il folklore (pieno di streghe, diavoli). Gogol' si afferma come scrittore quando si trasferisce a Pietroburgo e qui inizia ad avere vicissitudini personali molto tormentate. Aveva grandi ambizioni, ma era pieno di complessi. Scrive “Il naso” un impiegato si sveglia la mattina e non trova più il suo naso; racconto sui tentativi di recuperare il naso. I suoi racconti sono sempre un miscuglio di fantastico e quotidiano. Un altro racconto è "Il cappotto": un impiegato sogna di farsi un cappotto nuovo, e quando ha abbastanza soldi viene rapinato. Il monumento a Gogol' era ritenuto troppo deprimente nel periodo sovietico, quindi Gogol' viene raffigurato come il fustigatore dei difetti della Russia zarista. Il monumento viene spostato in periferia, poi recuperato e messo in un cortile e al suo posto viene eretto il monumento di uno scrittore pre-sovietico con nessun segno di depressione. Gogol' soggiornò molto in Italia, “Le anime morte" vengono scritte in gran parte a Roma. Scrive anche alcuni racconti di ambientazione italiana.

Tolstoj e Dostoevskij

Grossa polemica anche su Tolstoj (“Guerra e pace”, “Anna Karenina”) e Dostoevskij. Tolstoj era un conte, che finirà la sua vita come maestro di figli di contadini. A un certo punto rinnegherà la letteratura e quello che ha scritto e scriverà solo trattati e libri di scuola per i figli dei contadini. Riceve una scomunica perché era molto critico nei confronti della chiesa ortodossa. Tolstoj è contemporaneo dei decabristi e dei rivoluzionari, perché vive tantissimo e muore alla vigilia della rivoluzione.

Dostoevskij non è nobile, è figlio di un medico che vede direttamente la miseria e la povertà. Inizia a lavorare nel profondo della psiche dell'uomo contemporaneo, dei grandi dilemmi etici e morali dell'uomo contemporaneo (“Delitto e castigo”). Dostoevskij è uno scrittore di città, vive molti anni a Pietroburgo, influenzato dal clima pesante della città e subisce condanne e persecuzioni perché viene deportato in Siberia dopo aver partecipato alle riunioni di una società segreta.

L'800

Divisione tra il 1800 e il 1825, perché avviene un fatto importante, la rivolta dei decabristi. Espressione di Pushkin che definisce l’inizio del regno di Alessandro I, “дней александровых прекрасное начало”, periodo di grande aspettative. Il regno di Alessandro I inizia nel 1801.

1801-1825 (Eventi importanti durante il regno di Alessandro I):

  • Guerra patriottica (отечественная война) che vede l’invasione napoleonica, l’incendio di Mosca, la reazione del popolo e dell’esercito russo che riesce a fermare le armate napoleoniche e a sconfiggere Napoleone.
  • Senso del patriottismo, si prova il carattere nazionale, la resistenza.
  • Tema del nemico e del confine, temi che torneranno anche in un’altra guerra patriottica, la seconda guerra mondiale. Temi attuali anche nella Russia di oggi.
  • Rivolta dei decabristi (восстание декабристов). Decabristi: classe di appartenenza erano ufficiali, nobili. “La figlia del capitano” di Pushkin è ambientata nel ‘700 ma già qui si vede che nell’esercito, nei ruoli di dirigenza erano tutti nobili. I nobili avevano l’obbligo di servire. Imposizione molto forte nel ‘700. Tutti i cittadini non servi della gleba erano obbligati a servire lo stato: o entravano nella pubblica amministrazione (чиновник, funzionario), o servivano nell’esercito.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/21 Slavistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cacciadeborah di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura russa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Garetto Elda.
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