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ESTRATTO DOCUMENTO

- La cognata del pesce cane riferisce a moglie di merluzzo che era diventato un

avvocatone ricchissimo

- Moglie merluzzo dice a portinaia che Tonino stava per essere nominato da

imperatore primo ministro dell’impero Rorò.

- Portinaia racconta a mamma di Tonino che suo figlio era ministro dell’impero.

Tonino passava giornata a fare scriba, doveva scrivere bene, ma Tonino faceva fatica a

scrivere e l’avvocato lo prendeva in giro.

Un giorno Tonino si offende e se ne va, arriva a pescheria dove c’è barile di tonno

sott’olio, li Tonino riconosce un tonno, è Tonnarello che è morto

Tonino è triste per storia di Tonnarello, si chiede se tutti i tonni tra gli uomini finiscono

a pezzi in barile,

decide di tornare sott’acqua mandando a fanculo chi voleva farsi i cazzi suoi, ma non

sapeva più nuotare e affoga.

Morale: quando fai qualcosa di troppo per te rischi di sbagliare

Bocasso il principe grasso

Un principe grasso governava una valle, era esaltato e pieno di se, non era però così

bravo, mangiava sempre e non era sazio. Un giorno aveva mangiato tutto ciò che c’era

nel regno. Il ministro delle cucine dice al principe che non c’era niente da mangiare,

ma lui chiede comunque qualcosa.

Il ministro delle cucine convoca consiglio di ministri su questione di mancanza di cibo

Il ministro dell’economia dice che: s’è mangiato troppo prima e ora non c’è più niente,

il principe dovrà scontare pena, tutti i ministri avevano paura.

Il principe Boccasso ordina punizione per ministro di economia.

Il ministro delle seggiole propone vendita di tutte le seggiole -> approvata da tutti ->

grande banchetto, le ossa vengono date ai cani del principe, ma una vecchia si

avvicina per prendere un osso, viene arrestata e portata dal principe dove gli chiede

un osso, ma il principe rifiuta.

La vecchia si trasforma in fata: minaccia il principe e scompare, ma il principe non si

era spaventato

Il giorno dopo si presentano al castello un bue, 2 capretti e 5 polli cucinati.

Camminavano verso il principe e aspettavano di essere mangiati.

Il principe mangia, il giorno dopo arriva altro cibo, lui mangia.

Ogni sera si presentavano questi bocconi

Il principe era ingrassato molto e non riusciva a vestirsi, si rende conto di ciò e ordina

ai suoi soldati di impedirgli di non mangiare, ma non potevano sconfiggere la magia.

Lui tutte le sere continuava a mangiare comandato da una forza.

Va dal re di Danimarca che ha una stanza abbastanza grande per ospitarlo, poi troppo

grasso va dal Kaimacan, poi troppo grasso va verso il mare e entra finchè l’acqua non

arriva al mare, aveva trovato un posto perfetto, si pentiva.

Un giorno vede di mattina i fila 40 uomini e 40 donne che camminavano, inizia a

chiamarli ma loro non li sentivano. Decide di seguirli fino ad una foresta nel regno dei

Poverelli. Il principe Boccasso si sdraia li vicino e sente che i poverelli si lamentano per

la fame.

Un usignolo da consiglio a Boccasso di prendere cesta, andare in giro per il mondo a

raccogliere tutto ciò che aveva sprecato.

La cesta era senza fondo, cammina e trova un sacco di roba:

dal sultano trova un pezzo di tacchino da lui sprecato

dal sindaco di Pechino trova un prezzo di pane da lui sprecato

trova tanti pezzi, ma la cesta è sempre vuota, quando era disperata gli compare una

fata che gli dice che il castigo era sufficiente, da fondo alla cesta, lui ricomincia e

regala poi la cesta a re dei Poverelli.

Era diventato piccolo a magro, torna al suo castello fa chiamare ministro delle cucine e

gli dice che si mangerà poco

Da quel giorno tutti mangeranno poco

Il fratello del ranocchio turchino

Al ranocchio turchino era accaduta una disgrazia.

Voleva diventare grande come un bue e però era scoppiato. Il fratello incolpa il bue per

il fatto di voler essere stato imitato.

Il fratello del ranocchio decide di vendicarsi con il bue con tutti gli altri ranocchi: il bue

inciampa e cade nel pantano, chiede aiuto a ranocchi, il fratello del ranocchio decide

di vendicarsi: spinge più in giù il bue.

Morale: non si deve godere delle sfighe degli altri

La bambola vera che fa primavera

200 anni fa c’era un nonno detto ‘Borbotta’ senza nipoti disgraziato che viveva in una

casa con “dieci occhietti verdi” (le finestre) che non si aprivano mai. Tutti lo

chiamavano nonno perché faceva burattini belly. Non aveva nessuno che gli voleva

bene. Non voleva mai uscire di casa e nessuno voleva stargli vicino perché era

scorbutico. Era contento solo quando faceva i suoi burattini, un giorno non gli soddisfa

neanche più la sua bottega, faceva freddo ed era inverno.

Cerca di scaldarsi ma non riusciva, si sentiva triste sempre, entra in una stanza dove

non andava nessuno, apre un armadio dove c’è dentro un burattino grande, (tipo un

Pinocchio) con molti meccanismi interni, sembrava una persona (pensava addirittura).

Si chiamava Florindo ed era nero (si chiamava come il nonno del nonno di Borbotta).

Borbotta vuole farlo diventare perfetto per far si che Florindo gli volesse bene.

Florindo era diventato perfetto e piaceva a tutto il paese, Borbotta era quasi felice.

Dopo un po’ Borbotta torna triste, fa freddo (gli manca qualcosa), una bussa di notte,

Florindo va ad aprire ma scompare e dice che c’è una bambina (di circa 6 anni) sulla

neve. La porta dentro e la stanza inizia a scaldarsi.

La bambina non sapeva niente di se, la chiamano bucaneve.

Cresce nella casa e diventa massaia.

Nonno invecchia sempre di più, non considera mai Bucaneve (non le parla mai), lei ci

rimane un po’ male e gli chiede come mai non la calcoli ma lui non le risponde.

Bucaneve vuole guarire suo nonno, il segreto per farlo stare meglio salta fuori dal

macinino del caffè, è una donnina grande come un chicco di caffè che le dice che

Borbotta starà meglio con la primavera, bisogna trovarla e deve farlo Bucaneve.

Bucaneve urla per chiamare la primavera e Florindo le ride in faccia (lui non sa cosa

siano le stagioni)

Bucaneve non trova la primavera -> cerca di farla, va a cercare i bambini nel paese

per creare la primavera, li porta alla casa di Borbotta: tolgono la neve, dipingono

l’erba, mettono i fiori, chiamano i passerotti, dispongono tutti i pupazzi nel giardino

Borbotta esce il giorno dopo con Bucaneve, ma il giardino costruito era veramente

diventato primavera.

Nonno Borbotta è contento e abbraccia Bucaneve.

Borbotta dice che Bucaneve è stata mandata dalla Madonna

Borbotta fa festa, ma Florindo era invidioso di Bucaneve perché lui non era riuscito a

far felice Borbotta -> va via in altro paese dove lo fanno ministro.

Bucaneve si sposa ma non abbandona mai Borbotta, i 10 occhietti delle finestre ora si

aprono

La damina nel sacco

Un signore che andava in campagna quando esce di casa lascia silenzio nella sua casa

piena di oggetti di antiquariato che dormono, la mattina si svegliano e parlano tra loro:

gli oggetti nell’armadio a vetri fatti di porcellana erano sempre molto discreti e

stavano tra di loro, al 3° piano c’era una damina bella e graziosa chiamata

Madamigella Cip-Cip che se la tirava. Si lamenta con un ufficiale di porcellana e un

mercante grasso che non riesce a dormire bene da tre giorni perché c’è l’erba nel

giardino che cresce. Voleva l’aiuto di sua madrina (che è una persona grande)

Il mercante le consiglia di scendere al 2° piano che accetta, ma non le basta perché al

2° piano c’è un tipo che fa rumore con il naso quando prende il tabacco ed esce

dall’armadio

Arriva su una colonnetta vicino ad un gesso di un uomo illustre (uno che non parla mai

e pensa sempre), che però non le basta perché il filosofo pensando fa rumore, se ne va

dalla colonnetta

Vuole andare da una bambola, ma lei fa troppo rumore chiudendo gli occhi quindi non

ci va

Vuole andare all’uscio ma c’è un ritratto che sospira e fa troppo rumore

Un colibrì si propone di andare dalla madrina della damina (fata chiaccherina) che

abita in fondo alla città, ma non riesce a scrivere una lettera per la madrina perché il

rumore della penna le dava troppo fastidio, quindi gli da un messaggio vocale da

riportare: dire che è infelice e raccontare la sua sventura.

Dopo poco tempo arriva alla casa una carrozza vuota per portare via la damina alla

casa della madrina.

La madrina le dice che è una rompiscatole ma comunque l’aiuterà facendola abitare

con se.

La porta in una camera bella ed accogliente

Alla Cip-Cip però da fastidio la luce della luna, le cuciture dei vestiti donatele dalla

madrina, la collana di perle

Un’aiutante della madrina chiama un cenciaiolo e lui le chiede se venderebbe la

damina, la compra per 10 soldi e la butta dentro un sacco con dei vestiti e dei ferri,

Cip-Cip si lamenta ma il cenciaiolo non la sente.

La rosa troppo bella

C’era una fata bionda fruttivendola che andava al mercato per vendere la sua merce.

Aveva una passione, aveva un cespuglio di rose rosse che fiorivano tutto l’anno. Un

giorno si preoccupa per del vento che sta per arrivare e le avverte di non guardarlo,

loro le dicono che non lo faranno (anche la più piccola appena nata).

La rosa piccola sfotte una lumachina che non riesce a raggiungere a cima della rosa, la

lumachina le risponde senza offendersi che deve avere paura del vento e che deve

chiudersi se no cadrà nello stagno.

La rosa viene smembrata e i petali vengono lanciati nello stagno, però la rosa continua

a vantarsi con la lumachetta.

La fata non si accorge che manca una rosa, pensa di aver contato male la mattina

Una tragedia da ridere

Un giovanotto tenore dentro un quadro a cui tutti volevano bene

Gli amici più grandi erano 12 marionette con il filo appesi dietro il teatro che lo

guardavano cantare.

Un giorno non canta più e sono tutti agitati perché il chiodo che tiene il quadro

scricchiola.

Un nano sotto il quadro dice alle marionette che c’è un pericolo.

Le marionette decidono di fare qualcosa:

- Pantalone va a dare consiglio a giovanotto: prudenza e ragionamento (pensa

che sia un colpo di testa del giovanotto)

- Balanzone e Colombina: vanno a cercare libro per capire come guarire

- Cavalier Bombetta vuole partire alla ricerca della soluzione

Non succede niente, cercano soluzioni per 1 anno, ma non trovano niente ma anzi

hanno perso qualcosa loro (Pantalone ha perso i soldi, Balanzone ha i capelli bianchi)

Tutti si commuovono al ritorno delle 12 marionette tranne lo zio grasso di ceramica

che non amava essere scomodato e fa capire dicendo solo ‘puàh’ che tutti si erano

dimenticati del giovanotto.

Arlecchino che non era mai andato via dice che in realtà il giovanotto non aveva

passato pericoli perché gliel’ha detto una zanzara: lo zio grasso di ceramica aveva


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto esame di letteratura italiana di prof M. Masoero, libro consigliato G. Bistolfi, Storielle di lucciole e di stelle, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente M. Masoero. Università degli Studi di Torino - Unito.
gli appunti sono validi anche per altri esami che trattino e siano basati sul libro 'Storielle di lucciole e di stelle' di G. Bistolfi


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2019-2020

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher broccolazzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Masoero Mariarosa.

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