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Re Litichino e Re Liticone

Re Litichino e Re Liticone sono due re che litigano sempre: Litichino afferma di avere sempre ragione, mentre Liticone sostiene di non avere mai torto. Litigano tutti i giorni, fino a quando il popolo decide di creare un comitato per la pace, in cui è presente anche il sindaco, nominato tale perché non capiva niente. Propone di far vedere la questione a un filosofo, il quale crea un libro, apparentemente molto interessante, ma i re continuano a litigare.

Il popolo e i due re

I popolani decidono di regalare ai re il libro del filosofo. Tuttavia, il libro non serve e fa litigare ancora di più i due re, tanto da azzuffarsi e rimanere agganciati con le mani nei capelli l'uno dell'altro. Il popolo chiama due medici che suggeriscono di attaccare 100 buoi alla schiena di ciascun re, ma non funziona.

La proposta della vecchietta

Una vecchietta dice che c'è spiritismo, così il popolo scaccia i re dal regno. Arrivano fino ai confini e, a un certo punto, si fermano e si chiedono il perché dei loro litigi. Rimpiangono la pace seduti su un masso e piangono talmente tanto che creano un buco nella pietra, da cui arriva una voce. La seguono e arrivano in una grotta di gnomi spiritelli, incontrando uno gnomo di nome Memecco, vestito d'oro e con in mano un metro d'oro per misurare ragione e torto.

La lezione dello gnomo Memecco

Memecco misura la ragione dei due re e scopre che entrambi hanno più torto che ragione. La lezione è talmente dura che la punizione può essere considerata sufficiente. Li libera, dicendo che se litigheranno di nuovo, la punizione sarà eterna. Tornano a casa e il popolo organizza una festa.

Il ritorno dei re

Il giorno dopo, i re si ritrovano a parlare:

  • Litichino: "Non ho mai torto."
  • Liticone: "Ho sempre ragione."

Don Caciottino va’ adagino

Due babbi parlano del figlio di Don Bartolomeo, Giuseppino, un ragazzo di 15 anni che desidera partire per un'avventura. Il padre è disperato. Giuseppino afferma di voler uccidere un drago, ma il popolo lo prende in giro per queste idee strampalate.

La decisione di Giuseppino

Le persone gli dicono: "Don Caciottino (perché era piccolo per avere 15 anni) va’ adagino", e lui si arrabbia. Un giorno, Giuseppino va dai genitori e dice di voler andarsene. Il padre gli dà un cavallo, un'armatura e armi. La madre gli dà la benedizione e una scatolina con dentro una cosa che fa tic tac.

Il viaggio di Giuseppino

Giuseppino parte con due scudieri fannulloni e decide di andare dal padrino Mago Zibibbo. Zibibbo non ama avere ospiti, ma gli dà dei semi che, buttati a terra, teletrasportano ("un talismano che mette le ali ai piedi").

Le avventure di Caciottino

Va via dal padrino, ma gli scudieri lo abbandonano: uno rimane intrappolato in una trappola per volpi mentre rubava verdure, e l'altro decide di fermarsi a lavorare da un oste. Caciottino finisce i semi e inizia a camminare. Dopo un po', si stanca, gli cresce la barba lunga e il cavallo da nero diventa bianco. Quando sta per tornare indietro, arriva alla città di Cippilimerli, dove vede un annuncio: "Chi uccide il brigante Antropofago avrà in sposa la figlia del re Chiomadoro."

La sfida ad Antropofago

Deve andare in un bosco e tagliare molta legna per poter sfidare il brigante. Lo fa, ma, appena finito di tagliare la legna, è esausto. Arriva Antropofago che gli dà una mazzata in testa e lo fa svenire. Lo porta in prigione piangente. Gli vengono in mente i ricordi di quando stava bene a casa, e gli viene in mente la scatola della madre che fa tic tac. La apre, compare un portale, entra e ritorna a tre giornate di cammino da casa sua, di nuovo giovane. Arriva a casa, i suoi sono felici.

Il ritorno a casa

(Nella scatola c'era la parte più grande del cuore della mamma, perché le mamme, quando i figli vanno lontano, donano parte del cuore.) Re di Cippilimerli porta un regalo per scusarsi. Caciottino racconta la storia ai suoi. La storia non deve fare morale, ma spiega che i Caciottini (le altre persone) non devono fare scelte imprudenti.

Buon cuore senza cuore

Uno stregone in pensione si lamentava del non far niente, e decide di insegnare al suo asino come diventare un asino di buon cuore. Dopo un anno, riesce nel suo intento, crea una carrozza e decide di far vedere al mondo il suo asino di buon cuore. Parte.

L'incontro con la mosca

Arrivano a una strada di campagna, fa caldo, lo stregone dorme. Una mosca, stanca di viaggiare, decide di appoggiarsi sulla lingua dell'asino per farsi trainare. Arrivati in cima a una collina, la mosca ringrazia e l'asino, di buon cuore, afferma di non volere né ringraziamenti né ricompense, ma si mangia la mosca.

La morale dell'ometto

Un ometto lì vicino vede la scena e dice: "Ci sono molte persone che fanno piccoli favori ad altri e poi si fanno ripagare con molto di più."

Il tonno e la sua professione

Un tonno di nome Tonino aveva 18 anni. Suo padre era maestro di nuoto, mentre sua madre si preoccupava per il futuro di Tonino, che era molto timido e pensava molto. La balena, che faceva l'insegnante, gli aveva insegnato molto e Tonino capiva il compito di 'tonno onorato'. Vuole fare l'artista, ma la mamma è preoccupata per la professione inusuale, e il padre gli consiglia di 'pensarci'.

I consigli degli amici

La moglie del Merluzzo (pettegola) aveva sentito la discussione e tranquillizza il Sig. Tonno, dicendo che Tonino è intelligente. La signora Triglia dice che le servirebbe un commesso nel negozio di sanguisughe. Tonino si sente umiliato. Il dott. Storione dice che serve molta ginnastica, quindi potrebbe fare il portalettere. Tonino si sente sempre più umiliato.

La ricerca di lavoro di Tonino

La voce di Tonino in cerca di lavoro si era diffusa, così durante una passeggiata, Tonino si sente accerchiato.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher broccolazzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Masoero Mariarosa.
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