Le mille e una Italia
Cap 1: La Sicilia
Personaggi
- Riccio: Protagonista, parte in viaggio per andare dal padre minatore sul monte Bianco.
- Giovanni Verga: Incontra Riccio all'inizio del viaggio indicandogli la strada da seguire. Viene rappresentato come un contadino che cerca di rendere fertili le pareti dell’Etna piantando dei fichi d’india per rompere le rocce. Consiglia Riccio di avere coraggio e occhi aperti.
- Luigi Pirandello: Porta Riccio a vedere l’Italia dalla caverna del Ciclope. Gli consiglia di non spaventarsi né stupirsi mai.
Storia
Riccio parte dall’Etna dove incontra Giovanni Verga che gli dice di andare da un suo amico in costa che gli mostrerà la strada dell’Italia. Riccio va dall’amico che si rivelerà Luigi Pirandello. Quest'ultimo lo porta, insieme a Marta (storica amica dell’artista e attrice delle sue opere teatrali), alla caverna del Ciclope per vedere l’Italia. Lì c’è la metafora: l’Italia è come un pesce con la pelle di tanti colori diversi.
Cap 2: La Calabria
Personaggi
- Don Vincenzo Padula: Seduto su una sedia con una piccola bambina. Don Padula è un poeta e patriota.
- Calabrina: Spera che Don Padula possa portarsela in paradiso una volta arrivato San Francesco perché una volta un uomo cattivo ha incarcerato suo padre e le ha rubato l’anima.
- Don Ferdinando: Il padrone e uomo nero. È un po' anziano e non capisce molto.
- Scrivano di Don Ferdinando: Si fa pagare una moneta per dire a Riccio che la collana è nell’armeria.
Storia
Riccio si sveglia che è arrivato in Calabria, si sposta e arriva ad una casupola dove trova un prete e una bambina, entrambi aspettano San Francesco. Riccio promette di riportare a Calabrina l’anima (una collanina di cristallo che tiene ancora l’uomo nero). Va al castello (che assomiglia più ad una stalla che ad un castello vero) e incontra Don Ferdinando, che però è anziano e non capisce molto. Allora parla con il suo scrivano, che gli dice che la collana è nell’armeria. Riccio nell’armeria rompe un lampadario e prende dei cristalli. Poi, andandosene, chiede ad un contadino perché non se ne va dalla stalla visto che Don Ferdinando è “scimunito”, ma lui risponde che arriverà un nuovo padrone. Riccio consegna i diamanti a Calabrina.
Cap 3: La Campania
Personaggi
- Pulcinella: Viene rappresentato come la classica maschera ma con dietro un uomo vecchio e rugoso, il suo vestito è tutto rattoppato e malandato. Si lamenta che si “passa da un pescecane all’altro”. Rappresenta il napoletano che nonostante tutti i problemi riesce ad uscirne con un sorriso.
Storia
Riccio dopo un lungo viaggio arriva a Napoli, lì fa 3 lavori: vende limoni, vende formaggi e regge una valigia ad un forestiero. Si aspettava una città festosa e con sole, ma vede una città tranquilla e con vento forte. Prima di andarsene una sera incontra Pulcinella. La maschera chiede a Riccio che per una volta non sia lui a dover far ridere, ma che possa ascoltare. Riccio gli racconta il suo viaggio dall’Etna a lì, sottolineando la tristezza di Napoli. Pulcinella gli dice che sarebbe dovuto venire da ricco per vedere la vivacità di Napoli, e invece è arrivato da povero. Poi lo porta al mare dove compare un pescecane. Pulcinella, trattandolo da padrone, gli chiede cosa vuole facendo un lungo elenco e tirando fuori dalle maniche degli oggetti (propone dei maccheroni e tira fuori dalla manica un piatto con dentro disegnati dei maccheroni, propone una pipa e tira fuori una pipa rotta), ma il pesce lo manda a stendere. Pulcinella poi mostra la strada per Roma a Riccio e va a covare un cavolo dicendo che da quel cavolo nascerà un nuovo Pulcinella pronto per rompere il culo ai padroni.
Cap 4: Annibale
Personaggi
- Elefanti: Dall’aspetto molto anziano (Fido e Bobi).
- Annibale: Anziano con la barba lunga, solo senza nessuno, perché tutti nel tempo l’hanno abbandonato. Gli sono rimasti solo due elefanti. Vuole parlare con Riccio.
Storia
Riccio sta andando a Roma, si mette sotto un albero a dormire e vede un elefante (mentre era sveglio). Riccio urla “uelà” inavvertitamente e l’elefante si ferma a guardarlo, poi dopo un po’ riprende a camminare. Riccio lo segue e arrivano ad una capanna. Da lì esce Annibale che offre da mangiare a Riccio. Annibale inizia a stressare Riccio con la sua storia. Riccio vuole andarsene e allora Annibale gli propone una partita a dadi: se vince Annibale, Riccio deve rimanere da lui per 3 giorni, se vince Riccio, Annibale gli deve dare un regalo. Vince Riccio e se ne va con un po’ di formaggio.
Cap 5: Molise
Personaggi
- Gruppo di ragazzetti: Vestiti di stracci che vogliono fare la “rivoluzione”. Stanno facendo la guardia ai terreni che i loro genitori stanno occupando e coltivando contro i carabinieri.
- Carabinieri: Trovano il campo e sparano fucilate, poi respinti dai contadini si ritirano.
- Camicie nere: Aiutano i carabinieri.
Storia
Riccio viene fermato per strada da un gruppo di ragazzetti con a capo Carletto che gli chiedono se vuole unirsi a loro. Lui accetta, stanno facendo la guardia contro i carabinieri che vogliono togliere i terreni ai loro genitori, perché li stanno occupando. I carabinieri arrivano, ma respinti dai contadini non avanzano. Compaiono allora le camicie nere che attaccano i contadini da dietro, i contadini si consegnano. Riccio chiede a Carletto se vuole seguirlo nel suo viaggio ma lui rifiuta perché deve continuare la “lotta” ora che i suoi genitori non ci sono più.
Cap 6: Roma
Personaggi
- Mario Maria Capannelli: Professore, e personaggio inventato da Arpino, rappresenta la “tendenza della sociologia all’astrattezza”.
- Elogio alla follia di Erasmo da Rotterdam: Giudica male Roma, infatti ha scritto dopo aver visto come era messo San Pietro.
- Benito Mussolini: Viene rappresentato come persona gasata.
Storia
Riccio viene tirato sul treno da una persona che lo afferra e lo fa entrare dalla finestra mentre il treno stava partendo, e si ritrova in uno scompartimento con altri 8 operai e un professore che parla da solo. Dopo qualche fermata tutti gli operai scendono e Riccio rimane solo con il professore che attacca discorso dicendo che “vuole misurare la distanza tra il fumo e l’arrosto”, dice che ha trovato una spiegazione che da a Riccio (solo fuffa intortata da altra fuffa). Poi l’uomo scende, anche Riccio scende. Incontra Erasmo da Rotterdam che insulta Roma e poi poco dopo viene fermato da Benito Mussolini che gli chiede di entrare a Roma insieme. Ad un certo punto Benito urla “Roma! Arriva chi sarà il tuo padrone!”
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