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nelle prigioni. Lui va e da il cibo al barbiere che però gli chiede carta e penna. Poi si

presenta come Burchiello (Domenico di Giovanni) e spiega a Riccio perché è in

prigione. Poi Burchiello gli consiglia di non sposarsi (perché a lui il matrimonio l’ha

rovinato) tutto cantando in rima. Dopo poco è ubriaco e ruba a Riccio la mancia che

aveva guadagnato lavorando all’osteria. Riccio torna all’osteria e lavora li ancora la

sera e dorme su un materasso scrocchioso di granturco. Il giorno dopo riparte per

Firenze

Cap 11: Firenze

Personaggi:

Due ragazzi: mandati da Padre Savonarola a raccogliere i peccati per la città

Padre Girolamo da Savonarola: un predicatore domenicano, istituì i “bruciamenti delle

vanità”

Storia:

A vedere Firenze da fuori il paesaggio sembra stupendo, poi avvicinandosi Riccio vede

tutto silenzioso, incontra due ragazzi vestiti di bianco, che “raccolgono peccati”. Riccio

li segue andare in una casa, e raccogliere un libro ed una collana (che rappresentano

gli oggetti peccaminosi). Loro gli spiegano che si fa così per carnevale (1497). Lui gli

chiede dove può mangiare ma loro dicono che è tutto chiuso e che mangerà il giorno

dopo. Arrivano ad una piazza dove c’è tanta gente e ci sono tanti oggetti vicini ad un

palo. Tutti iniziano a pregare finché un mercante non offre 20 000 scudi per tutta la

roba. Padre Savonarola fa allora fare velocemente da un ragazzo un ritratto del

mercante che viene appeso in cima al palo. Il mercante allora se ne va sdegnato.

Viene dato fuoco alla pila, tutto brucia, Riccio si allontana sperando di trovare qualche

lavoro per qualche giorno per sfamarsi.

Cap 12: Firenze 2

Personaggi:

Cennino Cennini: (pittore influenzato da Giotto famoso per aver scritto il primo

manuale sulla pittura)

Storia:

camminando per la strada Riccio trova una bottega di un maestro d’arte, dove

Cennino Cennini gli chiede di lavorare per lui. Riccio acconsente. Cennino gli spiega

che 7 sono i colori naturali, Riccio si immagina i colori come dei giganti dalle particolari

caratteristiche (Rosso violento e armato, giallo addormentato al sole… etc.). Riccio

finisce di lavorare e va a dormire in bottega. Riccio rimane in quella bottega per una

settimana, poi avendo guadagnato 14 soldi riparte per il suo viaggio.

Cap 13: In viaggio a Firenze

Personaggi: Il Principe

Niccolò Machiavelli: (è andato in esilio, nel quale scrive con l’intenzione di

rientrare nella vita politica di Firenze)

Storia:

Riccio abbandona Firenze e si ferma poco dopo in un’osteria per del pane. Li trova 4

persone che giocano a dadi. Uno è molto pensieroso su cosa buttare, e si fa tutte le

strategie per sconfiggere gli altri tre. Si vede che è più intelligente degli altri 3- prova

una strategia ma perde la partita e paga le bottiglie per tutti. Poi esce e viene salutato

come Machiavelli. Riccio scambiato per garzone viene obbligato ad accompagnare

Machiavelli reggendogli la lampada. Machiavelli arriva a casa e da la buonanotte a

Il Principe.

Riccio che si mette a spiare da una finestra. Machiavelli stava scrivendo

Riccio si addormenta li vicino a casa di Machiavelli e poi la mattina dopo riprende la

strada.

Cap 14: Il convento

Personaggi:

Padre Pietro: frate contadino: racconta che c’era un principe che ha fatto un patto con

il diavolo: poteva commettere ogni peccato in cambio dopo un po’ sarebbe andato

all’inferno: ogni peccato gli trasforma un pezzo di carne in argento, quando l’argento

avrebbe superato la carne in % sarebbe andato all’inferno. Commette peccati e

diventa piano piano più d’argento, poi preso dalla paura va nel convento di Pietro, che

lo protegge in cambio della promessa che non avrebbe più fatto peccati. Un giorno poi

il principe si converte e diventa buono restituendo tutto ciò che aveva rubato e

distrutto e torna ad essere fatto di carne e non più d’argento.

Storia:

Riccio qualche giorno dopo suona alle porte di un convento. Gli aprono, gli danno da

mangiare e da dormire. Si sveglia per una campana, i frati si svegliavano per pregare

di notte. Lui accompagna Pietro a zappare. Pietro gli chiede di chiacchierare un

pochino visto che li non possono farlo spesso. Gli racconta che in quel convento ci

sono stati Giulio II e altri, ma che spesso ci va Dante Alighieri. Pietro racconta la

propria storia a Riccio. Poi la sera dopo cena Riccio va nella sua cella, di notte vede

che effettivamente Dante Alighieri gira per il convento e legge un libro. Il giorno dopo

riparte per l’Emilia

Cap 15: L’Emilia

Personaggi:

Alcide Cervi: è un signore anziano che ha capelli bianchi e sul petto delle medaglie

affisse (è il padre dei 7 fratelli Cervi che hanno combattuto contro il fascismo e sono

stati fucilati). Racconta la storia dei figli: sono intelligenti, attenti al progresso anche

tecnologico e alla cultura. Ma non erano contenti perché c’era un Tiranno Nero. Un

giorno il Tiranno viene tolto e poi rimesso dai Tedeschi, allora i 7 fratelli gli dichiarano

battaglia. Un giorno i 7 fratelli vengono circondati dagli amici del Tiranno e per salvare

donne e bambini si arrendono. Vengono portati in carcere, dove gli viene chiesto di

cambiare lato, ma loro rifiutano e allora vengono uccisi. Sopravvive il padre che si

prende carico degli 11 nipoti

Storia:

C’è un vecchio che chiede che ad una cerchia di bambini che cosa hanno fatto, loro

glielo dicono e poi il vecchio gli promette che diventeranno “signori” dopo aver

costruito una nuova stalla. Poi inizia a raccontare una storia. Riccio sta su un albero ad

ascoltarlo. I Ragazzi vogliono che venga loro raccontata la storia dei loro padri in gesta

eroiche. Poi finita la storia il Vecchio vede Riccio, lo saluta e lui gli aiuta a costruire la

stalla.

Cap 16: L’Emilia 2

Personaggi:

Angelo detto Ruzzante: (drammaturgo padovano 1500) disertore che scappa dalla sua

truppa. Figlio di un nobile e una contadina, voleva sposare una contadina, e allora gli

servono dei soldi -> si fa soldato, però scopre che la vita da soldato è più difficile di

quella che pensava. Scappa e ormai è solo, la morosa l’avrà tradito e ormai sarà solo.

(non piace molto a Riccio come compagnia) (è un po' uno sfigato che si prende

sempre le botte)

Gnua: (personaggio tipico del teatro di Ruzzante) contadinotta cicciona e muscolosa

Storia:

Riccio è disperato perché non riesce a raggiungere il Monte Banco, è appena arrivato

al Po, non sa come attraversarlo. Incontra per caso un soldato che anche lui deve

attraversare il fiume. Lo attraversano insieme costruendo una zattera, dall’altra parte

si fermano a mangiare un po’ e Ruzzante gli racconta la sua storia. Poi i due si

incamminano verso Padova. Per strada vedono 2 contadini, e Ruzzante volendoli

spaventare gli corre addosso. I due lo prendono a zappate. Poi torna da Riccio e

continuano a camminare. Dopo un po’ vedono una ragazza, Ruzzante vuole fare

l’Otello con lei per farsi dare il cestino che tiene. Si avvicina alla ragazza, parlano

ridono e mangiano. Riccio furioso va verso di loro e urla ‘al lupo’ (non letteralmente

ma quello era il significato) e riceve una coscia di pollo che sgranocchia per farlo stare

zitto. Poi i due riprendono il viaggio. Arrivano poi ad una casupola che poi si rivelerà di

Gnua. Ruzzante le chiede di aprire, ma lei lo vuole cacciare. Prende una scopa e lo

legna. Ruzzante torna da Riccio, poi riprovando l’Otello torna da Gnua che lo caccia

con dei cani. Riccio e Ruzzante scappano alla volta di Padova. Dopo aver seminato i

cani Ruzzante si addormenta nell’erba e Riccio lo abbandona andando verso Padova

Cap 17: Padova

Personaggi:

Marcantonio: Lavoratore che crea calamite nell’officina di Galileo Galilei. Gli racconta

che Galileo costruisce cose strane e ora si sta cimentando troppo in un cannocchiale,

cosa che può dare fastidio alla chiesa.

Galileo Galilei: uomo ancora giovane, che arriva all’officina solo di sera. Viene descritto

come uomo iperattivo o che pensa immobile.

Storia:

Riccio lavora ad una bottega per Marcantonio. di sera entra il Maestro (Galileo Galilei)

che da ordini su cosa fare. Riccio vede dall’officina la casa di Galileo, lo vede studiare

e passeggiare pensieroso. Riccio rimane li ancora una settimana ad aiutare

Marcantonio, poi riparte per il Monte Bianco.

Cap 18: Il Vittoriale

Personaggi

Gabriele D’Annunzio: ometto piccolo e pelato

Storia:

Riccio vede una nave tra gli alberi e si avvicina: vede un contadino che pota delle rose,

che gli dice che il suo padrone è matto. Riccio va verso la villa li vicino dove viene

accolto da delle cameriere che gli danno da mangiare. Poi lui volendo ripartire si

allontana ma va verso una statua dove c’è un piccolo ometto pelato che lo vede e lo

saluta (è D’Annunzio). Riccio gli chiede dove deve andare e D’annunzio gli dice

“ovunque e comunque”. Riccio prende una strada a caso ma si perde e per sbaglio

torna da Gabriele, che gli chiede di fargli assaggiare un po' di pane secco, visto che lui

è costretto da ciò che si aspettano gli altri a comportarsi in maniera strana,

inventando cose, vestendosi in modo strambo etc. Riccio glielo da, ma Gabriele non gli

da niente in cambio (il suo motto era ‘io ho quel che ho donato’). Riccio riprende la

strada ed esce dal giardino.

Cap 19: Alba e gli Antifascisti

Personaggi:

Ferruccio Parri detto Maurizio: (politico antifascista)

Tuono: capo dei partigiani

Garibaldi: indossa un mantello

Cavour: consiglia a Maurizio di iniziare a preparare un’uscita politica per l’Italia dopo il

fascismo

Vecchio contadino: aiuta Riccio ad attraversare un posto di blocco

Storia:

Riccio attraversa il Ticino, va verso il vercellese, poi raggiunge le Langhe e infine Alba.

Li nascosto dietro un gelso sente degli spari. Vede un autocarro da cui scappano dei

soldati, i partigiani si impadroniscono del mezzo. Un partigiano lo vede e allora Riccio li

segue. I partigiani decidono di dare fuoco all’autocarro e Riccio va con loro alla loro

base. Dove trova Maurizio e Tuono (due capi partigiani) che decidono di far

abbandonare tutto dai partigiani. Partono e si appostano in un bosco, ad aspettare i

fascisti. Maurizio si allontana dal campo creato e Riccio lo segue; ad un certo punto

vede che Maurizio sta parlando con Garibaldi e Cavour che gli danno consigli sul da

farsi. Di colpo sentono un colpo: arrivano i fascisti: i partigiani riescono a fermare

l’avanzata dei fascisti facendo esplodere un camion. Tuono decide di mandare Riccio

ad Alba con un messaggio. Riccio parte, ad un certo punto trova un posto di blocco, si

fa caricare da un vecchio sul proprio carro nel fieno per non farsi vedere e attraversa il

posto di blocco. Riccio consegna il messaggio e in cambio viene accompagnato

dall’altra sponda del Tanaro, dove si sveglia la mattina dopo all’ombra di un pagliaio.

Cap 20: Bra

Personaggi:

Beato Cottolengo: (fondatore della Casa della divina Provvidenza) è un ragazzo

altruista, che dona tutto quello che ha ai poveri.

Zio Toio: zio capo famiglia della famiglia di Beato, lo vuole punire per il fatto che

dilapida il patrimonio di famiglia.

Storia:

Riccio arriva a Bra, e vede un ubriaco aiutato da un ragazzino. Dopo che il ragazzo si

allontana Riccio gli si avvicina per chiedergli la strada per il Monte Bianco. Il ragazzo

gli dice che vuole dargli un po’ di cibo e Riccio accetta. Il ragazzo si chiama “Beato

Cottolengo”. Beato lo porta a casa sua dove gli da cibo e una giacca (che però è

troppo piccola per Riccio). Quel giorno arrivano tutti i parenti di Beato per discutere

cosa fare di lui, visto che dilapida tutto il patrimonio di famiglia dandolo ai poveri.

Riccio e Beato si mettono ad origliare cosa dicono i parenti riuniti, tra loro spicca lo Zio

Toio, che decide di mandarlo in collegio. Beato e Riccio decidono di uscire a distribuire

un po' della roba che Beato ha nel suo solaio, escono e Beato indica a Riccio la strada

per Torino. I due si salutano e Beato dice che un giorno andrà anche lui a Torino ad

aiutare i bisognosi anche li.

Cap 21: Torino

Personaggi:

Antonio Gramsci: (politico) accompagna Riccio per Torino e gli racconta la storia degli

operai durante la WW1

Storia:

Riccio arriva a Torino, incontra un uomo che cammina, lo saluta e gli propone di

accompagnarlo sulle Alpi. Attraversano la città e l’uomo gli parla dei monumenti e

delle statue. Poi l’uomo decide di raccontargli una storia: parla della WW1, degli operai

nelle fabbriche, che vogliono la pace e la rivoluzione. Finita la guerra Torino viene

assediata e gli operai vengono presi a fucilate. Finito l’assedio torna tutto come prima,

e gli operai devono tornare a fare quello che facevano prima.

Nel frattempo, sono usciti da Torino e si avvicinano alle Alpi. L’uomo saluta Riccio

dandogli delle mele da dare al suo amico Piero, l’uomo si rivela Antonio Gramsci.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2019-2020

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher broccolazzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Masoero Mariarosa.

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