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Introduzione al corso di letteratura per ragazzi, Modulo 1

Ma perché consacrare proprio la letteratura per l'infanzia e non i grandi classici? Perché essa è la base della letteratura classica dell'Italia dell'800, 900. Questo nuovo stile nasce infatti antecedentemente a questo periodo ed il suo scopo è quello di educare ed informare il cittadino (oggi ha una funzione ludica ed informativa nei confronti dei bambini). Questa corrente letteraria dunque si evolve e cambia, ma il messaggio resta quasi sempre attuabile a qualunque tempo. [Es: La Gatta Cenerentola, film modernissimo, che prima era solo un’opera di Basile, oggi trasmette ancora un forte messaggio moderno]

Quale fu il ruolo dell’Italia?

L’Italia, anche se non venne celebrata alle Olimpiadi di Londra, è in realtà la base, la nascita della fiaba con Basile ed i personaggi che lo seguirono (come Moravia, Calvino, ...). La fiaba francese nasce infatti proprio come una rielaborazione dell’opera di Basile da parte di Charles Perrault.

Introduzione alla fiaba

[Nata dalla cultura popolare, ha un messaggio facilmente identificabile ed analizzabile]

Favola vs Fiaba

  • Fiaba: narrazione che proviene dalla narrazione popolare con racconti connotati dall’elemento della magia. Essa segue un particolare schema che è stato studiato e formalizzato (infatti i personaggi sono solo esseri umani e fantastici, e non vi è mai una morale, ma ad agire è la sorte. Inoltre vi è spesso la narrazione di un sapere popolare, rapportato tramite dei proverbi popolari conclusivi del racconto). [Es nella prima edizione di Cenerentola di Basile, la ragazza buona e gentile decapita la matrigna per errore, chiudendole la testa in un baule in legno, e sposa il principe. Non → morale, ma azzardo] Personaggi caratterizzati dalla totale impermeabilità al trauma: loro vedono e subiscono o fanno azioni violente, ma nel momento in cui il tutto finisce essi subiscono come un reset totale (non si scandalizzano, torna tutto alla normalità). Questa caratteristica la ritroveremo appunto nel romanzo nero ottocentesco (Romanzo Il Monaco: dove Agnes partorisce un mostro dopo essere stata rapita e stuprata, ma quando arriva il suo fidanzato a salvarla, tutto torna normale e i due si sposano) e la perderemo totalmente nei film di Garrone.
  • Favola: Composizione in prosa o in versi, con protagonisti animali antropomorfi ed oggetti che si comportano come uomini. Essa ha invece un forte messaggio morale.

La fiaba per Propp

Propp (1895/1970 San Pietro Burgo) nella “Morfologia della fiaba” [effettua uno studio antropologico, oltre che culturale riguardo alla tradizione popolare]: spiegazione della struttura tipica del racconto (egli identifica le 31 funzioni costanti della fiaba), ma omissione del fatto che tutti gli elementi normali (e reali) appartenenti ad essa, vengono modificati dalla cultura popolare e dalle credenze.

  • 31 funzioni costanti (allontanamento, ...)
  • 7 personaggi comuni a tutte le fiabe (protagonista, antagonista, elemento magico, ...)

Da tali elementi nasce la dinamica della fiaba → Fanciulla perseguitata: elemento tradizionale, ma caratterizzato da azioni e vicende insensate [Es: una regina muore lasciando il marito inconsolabile, ma fa promettere all’uomo di non sposarsi se non con una donna bella come lei. Lui vede la figlia, che però impaurita fugge e si taglia le mani. Le mani sono consegnate al padre sconvolto. A fine fiaba, con l’aiuto di un fiume magico le mani le ricrescono e diviene Santa, Sant’Uliva = Non vi è un filo logico]. Tutto ciò nasce da una leggenda cosmogonica sul susseguirsi delle stagioni (l’estate → muore, lasciando l’autunno sconsolato, l’inverno vedendo gli alberi tagliati soffre, ma con l’arrivo della primavera tutto rinasce).

Mito vs Leggenda

  • Mito: racconto di carattere sacrale, estremamente veritiero.
  • Fiaba: racconto inventato! Ma quando il mito perde il suo carattere sacrale diviene esso stesso fiaba.

La fiaba per Hoffman

German Hoffman (scrittore olandese che vive durante il periodo fascista) in “Forme semplici” (1930) spiega che le costanti narrative non esistono solo nelle fiabe, bensì esse sono ovunque nella letteratura e passano di popolo in popolo. Egli ne identifica 8:

  • Leggenda sacra
  • Leggenda profana
  • Il mito
  • L’enigma
  • La sentenza
  • Il caso memorabile
  • La fiaba
  • Lo scherzo

Esse passano attraverso i secoli senza cambiare struttura o significato. Questo perché le forme semplici sono autoreferenziali (VS metatestuali)! Mito e fiaba sono sullo stesso piano e fanno parte dello stesso gruppo della leggenda sacra e della leggenda profana (VS Propp che le gerarchizza) [Es: La favola della fanciulla perseguitata arriva in Europa grazie alla geografia (racconto sacro) di San Uliva].

Autoreferenziale vs Metatestuale

Nella leggenda profana ogni volta che c’è bisogno di un’informazione aggiunta, la narrazione si sospende (come nell’epica antica) e si danno le informazioni necessarie (struttura autoreferenziale, tipica della tradizione orale). Questo però varia nella narrazione moderna, dove ci si basa su una struttura metatestuale, ovvero io introduco qualcosa senza una vera e propria spiegazione precedente (perché si fa riferimento ad un patrimonio culturale condiviso tra lettore e scrittore. Basti pensare alla pubblicità moderna).

Perché questo si scopre solo nel 1970, benché scrisse nel 1930?

È escluso dalla storia della letteratura, in quanto fascista interventista. Quando Hitler si suiciderà ed arriveranno gli Americani nel suo paesino, lui si suiciderà, dando così vita alla fama del suo libro, che sarà però pubblicato sotto forma totalmente anonima.

La fiaba per Wetterheim

Bruno Wetterheim (Psichiatra, ex deportato che morirà suicidato del periodo fascista) spiega che si può passare dal mito alla fiaba tramite una sorta di osmosi (inizialmente non viene preso in considerazione, in quanto si dice che alterasse i risultati di molti esami). Si concentra sul significato e sul messaggio psicanalitico del testo (come fece Freud coi sogni). Così nasce la psicologia dello “Sposo animale” (Es: La bella e la bestia), ovvero la riscrittura del mito di Amore e Psiche (passaggio diretto da mito a fiaba). All’eroina viene proposto uno sposo apparentemente mostruoso a causa della magia. → L’eroina lo accetta, ma vi è un ulteriore problema, ovvero l’ostilità della madre dello sposo nei confronti della ragazza. Bella è catturata da una bestia, che un tempo era un principe e quando se ne innamora, → Gastone si mette in mezzo. Perché questo passaggio diretto? Perché come ci ha spiegato Hoffman non vi sono differenze gerarchiali tra i generi, ma sono tutti sullo stesso piano, quindi vi è un mutamento trasversale e diretto (che può avvenire tra tutti i generi, non solo tra fiaba e mito).

La fiaba per Benoist

Luc Benoist (1893/1980 Francia) nel 1975 scrive “Segni, simboli e miti” nel quale, per la prima volta, viene spiegato cosa è un simbolo. Per lui il simbolo è una realtà indipendente dalla realtà che veicola. Esso diviene dunque una sorta di contenitore, che può essere riempito o svuotato di significati diversi, senza però perdere il significato di simbolo (questo è dovuto al rapporto del simbolo con il nostro inconscio). [Es: la Svastica prima rappresentava l’adorazione al sole, poi è divenuto simbolo nazista]. La stessa cosa vale per la narrazione, che può essere letta ed interpretata in maniere → differenti, senza perdere il suo significato simbolico. [Es: significato della triade coloristica rosso, bianco e nero che varia a seconda del contesto. In Cappuccetto Rosso il colore è simbolo di innocenza della bambina, di pericolo causato dal lupo; ma con Basile questo diviene sinonimo di passione ed erotismo]. Con quest’idea di simbolo e con Aarne (1867/1925 Helsinki) e Thompsom (1885/1975 Stati Uniti) le funzioni di Propp si avvalgono di significato simbolico. Essi scrivono infatti una sorta di catalogo di trame ben precise per fiabe (storie di magia, storie di animali fiabeschi, storie dell’orco stupido, ...), che ancora oggi è preso in considerazione per scrivere e studiare la letteratura per l’infanzia.

Reazione di Greimas

Greimas (1917/1992 Parigi) cerca di creare una struttura dove inserire → tutte le trame (di qualsiasi tipologia). Non bisogna quindi più concentrarsi sulla costante simbolica, ma su qualcosa di più generale, dove il simbolo perde significato. Questo porta però a non creare delle parentele e dei legami tra le diverse trame. Ciò che evidenziato in questa struttura innovativa sono i punti di forza della fiaba, ovvero “la funzione contrattuale” e “la differenza tra il manipolatore ed il manipolato” (Io personaggio ti propongo un patto che non manterrò, ma tu lettore sai che l’eroe lo onorerà. Il problema che io personaggio lo so, tu lettore anche, ma l’eroe non ne sa niente ed agisce solo grazie alla magia). Per quanto riguarda la performance del soggetto passivo, esso riceverà un premio in maniera conscia o inconscia. Questa azione risulta sempre sproporzionata rispetto alle abilità del personaggio, ma ad un certo punto il tutto succede ugualmente, anche se non vi è moralità e si tratta di un fatto inconfessabile (qua tutto può essere raccontato). → [Es: Corvetto di Basile. Un re violento chiede al suo cortigiano buono ed onesto di sterminare un’intera famiglia di orchi “civilizzati”. Egli agisce in maniera indifferente e torna vincitore].

Tutto ciò varierà nel tempo (dal 1700 in poi), nel momento in cui il messaggio dovrà acquisire moralità e l’inconfessabile verrà censurato. [Es: Basile e la vera storia della gatta con gli stivali, “Cagliuso”]! “Orco sciocco”: prima di morire, viene raggirato VS Ma con Basile tutto si trasforma e l’orco diviene estremamente astuto e civilizzato come un uomo [Es: “Il cunto dell’orco” di Basile]. La trasformazione di Basile verrà però perduta, e si tornerà all’orco cattivo ed alle streghe brute.

Introduzione al "Cunto dei cunti"

Lo cunto dei cunti”: Giorgetiello acciaccare → La pulce → La cerva fatata → La vecchia scorticata → Cagliuso → La gatta cenerentola → I tre cedri → L’orsa → Sole, Luna e Talia

Storia del manoscritto

Raccolta in dialetto napoletano (dialetto non esistente e non riconosciuto: dialetto fittizio solo ispirato al vero napoletano) ispirata al Decameron di Boccaccio (è un continuo discorso con lui).

Basile (1566/1632): funzionario di corte (alta casta) che frequenta l'Accademia Napoletana [non si farà mai corrompere, perché per lui la miglior paga è l’arte].

1) L'opera è inedita perché mai è stata pubblicata e rivista o riletta (infatti i nomi cambiano di pagina in pagina, i lupi diventano volpi, ecc...) la pubblicherà la sorella (cantante), ma a causa della mancata rilettura non avrà successo →

2) 1674, Pompeo Sarnelli (1649/1724 Bisceglie, vescovo, Marsiglio Renione da Renopoli è lo pseudonimo) la correggerà e la renderà corretta:

  • Cambia titolo (Lo trattienimento de pecerille Cunto dei cunti) →
  • Corregge gli errori (nomi personaggi, ...)
  • Lo pubblica a nome di Basile, ma aggiunge tre citazioni che rendano unica questa nuova edizione e ricordino la sua famiglia Sarnelli (è quasi una seconda firma) molto successo e traduzione in altre lingue (no in Italiano, ma Francese) →

! Il vescovo cercherà di scrivere un'opera sua, ma non avrà successo.

3) 1800, Benedetto Croce (1866/1952 Napoli) la traduce in Italiano.

Perché il titolo "Cunto dei Cunti"?

Il Cunto dei Cunti si sviluppa in 5 giornate (come nel Decameron) con 50 fiabe (nel Decameron 10) interrotte da 4 egloghe (mentre nel Decameron abbiamo le canzoni che interrompono):

  • La Coppella (strumento per capire se l'oro era vero o meno = diviene strumento per capire di che pasta le persone sono fatte)
  • La Tintura (è il reciproco della Coppella = la Tintura che fa apparire una persona come non è)
  • La Stufa (la noia = tutto nella vita prima o poi stufa)
  • L'Uncino (il secchio per tirare su l'acqua dal pozzo = strumento attraverso il quale ognuno di noi può essere attirato è comprato, corrotto. Ma lui qua si cita esplicitamente dicendo che il suo prezzo è l'arte, ma mai si è fatto comprare!)

! Tra le quattro egloghe vi è legame, ma esse sono l'opposto della fiaba e rappresentano la realtà vera! Cunto dei cunti = 50esima storia che fa da cornice alle altre quarantanove.

Personaggi e trama

  • Zoza (nome parlante: fondo della botte, lo schifo): principessa che non ride mai (ciò significa che non ha ancora interesse sessuale e non sorride all'uomo)
  • Re De Valle Pelosa: per renderla felice fa costruire una fontana dalla quale esce dell'olio che fa scivolare i paesani. In questo modo spera che la figlia, che guarda tutto dalla finestra (forte elemento fiabesco), possa ridere
  • Paesana e vecchia scorticata: decide di raccogliere però l'olio per non sprecarlo
  • Un paggio del re: decide così di lanciare un sasso sul secchio dell'olio raccolto per fare ridere la principessa e combattere la "pezzente" (per il re tutto sono dei pezzenti). La donna risponde con forti accenni sessuali ed insulti ("spreca il tuo seme"), ma l'uomo risponde a sua volta. La donna quindi per difendersi in altro modo si tira su la gonna (Proserpina nel mito classico è disperata perché ha perso la figlia, così la sua vecchia schiava si tira su la gonna e le dice "rallegrati tu puoi ancora usarla,") per e la principessa ride.

La vecchia offesa le lancia una maledizione: lei che non rideva mai, è destinata a sposarsi → con Tadeo (nome parlante: babbeo), principe dormiente in eterno. Zoza inizia a cercare Tadeo per malinconia quasi inconscia (elemento fiabesco) e, durante → questi sette anni, incontra tre fate che le regalano tre automi. Alla tomba deve piangere così tanto da poter riempire una brocca di lacrime per → Arrivata poterlo svegliare, così piange e piange, ma alla fine si addormenta. Alla tomba arriva anche Lucia (una fata nera, la quale nome ricorda è simbolo di luce) che → con le sue lacrime riesce a svegliare Tadeo e lo sposa. Per paura di Zoza, che si è svegliata e sa tutto, si fa mettere in cinta. Zoza inizia quindi a spiarli dalla finestra e capisce che il presupposto principe è uno stupido, → che si fa tiranneggiare dalla moglie. Zoza utilizza così gli automi per attirare Lucia (detta anche la schiava) ai suoi automi ed → all'aborto:

  • Un nanetto che canta meravigliosamente
  • Dodici pulcini d’oro
  • Una bambola che fila oro (metafora del filare storie)

Visto che la donna non è nobile come lui, decide di chiamare a corte dieci donne popolane → (come 10 erano i narratori uomini del Decameron) che raccontino lei 10 storie. Tadeo vuole così che il bimbo nasca, ma in realtà le donne divengono simbolo dell'aborto → stesso, perché l'ultima donna (che ha il difetto di soffrire di diarrea acuta) si sente male e non può raccontare la storia. Viene così chiamata Zoza a corte per sostituirla, e la principessa racconta la sua stessa storia. Tadeo, che già sospettava, fa così seppellire Lucia viva e non se ne preoccupa più, né di lei, → né del figlio Giorge Tiello (a quella che sarebbe stata la nascita del figlio si sostituisce la nascita del loro amore, cioè metaforicamente la conclusione dell’opera del Cunto)! Con il Decameron: i nomi parlanti (qua ricordiamo che spesso l'erotismo corrisponde con l'umorismo popolare) e il sentimento di malinconia (Zoza e Lucia hanno in comune la malinconia verso un qualcosa)! Queste donne hanno anche loro dei "nomi parlanti" che rappresentano dei difetti fisici, legati al fatto che non si possa mai tenere la verità nascosta ("Bavuta": non può tener qualcosa in bocca che lo sputa).

Ciometiella

Personaggio centrale che racconta sempre le none fiabe:

  • “La cerva fatata”: dove si narra la storia di una regina che non può avere figli e che dunque fa uccidere un drago per poterli avere. Lei e la sua serva partoriscono così due bimbi identici, ma l’uno il doppio dell’altro. Per questo la regina invidiosa cerca di uccidere il figlio della schiava, il quale sposa però una principessa, che si rivelerà essere un orco in grado di trasformarsi in cerva bianca, il quale lo vuole uccidere. Esso non ha però alcun legame con la regina, la quale perderà il figlio in quanto egli cercherà di salvare il fratello. [Garrone nel film di questa storia trasforma la figura della madre, influenzandola con la presenza del trauma che nelle fiabe non è mai citato VS nella fiaba originaria si presenta solo la figura del Doppio ed il meccanismo che sta alla base del “Cunto dei Cunti”: in essa infatti il cuore del drago doveva essere cotto per figliare e fu così che cucinandolo la serva ne respirò il vapore e partorì (questa è una chiara metafora barocca che rappresenta il Cunto che genera le altre 49 fiabe; siamo infatti nella prima giornata)]
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara.felletti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura per ragazzi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Allasia Chiara.
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