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GIANNI RODARI “LA GRAMMATICA DELLA FANTASIA”

GIANNI RODARI “LA GRAMMATICA DELLA FANTASIA”

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GIANNI RODARI “LA GRAMMATICA DELLA FANTASIA”

Vuole comunicare le tecniche dell’immaginazione

Gianni Rodari comincia a scrivere per i bambini nel 1848.

ai bambini nelle scuole, investendo sulle sue tecniche d’invenzione di una storia. Rodari racconta senza il

minimo riferimento alla realtà. Una storia può essere raccontata da un singolo narratore, da un gruppo, può

addirittura diventare un film o un’opera teatrale.

Rodari paragona il lancio di un sasso, ad una parola detta a caso, che provoca una serie infinita di reazioni nel

suo pronunciatore: una parola qualunque, scelta a caso, può essere utile per disseppellire campi di

memoria che giacevano nella memoria da tempo.

Da qui nasce il concetto di “tema fantastico”. Esso nasce quando si accostano parole strane, differenti, che

talvolta non hanno senso.

Nelle scuole dell’Infanzia si gioca al “gioco del cantastorie”: bambino racconta ai compagni una storia di sua

invenzione. Esiste però un metodo, la maestra suggerisce la parola (es. “Ciao”) e il bambino deve inventare la

storia, utilizzando la parola dettata dall’Insegnante. Quella proposta è una ricerca delle parole vicine lungo la

catena del significato, che il bambino deve selezionare (Asse della selezione). Queste parole servono a chiarire

e determinare con maggiore precisione lo svolgimento della storia stessa. Questo asse della selezione da luogo

a vari gruppi di parole: buone e brutte, lunghe e corte.

Ne consegue direttamente che il bambino definisce brutte le parole quelle che gli è proibito di pronunciare

(parolacce, insulti e tutto ciò che non gli permette di fare amicizie), mentre sono definite parole buone (giuste

e gentili) quelle del contesto scolastico, come ad esempio “Ciao”.

l’immaginazione si costruisce di alcuni elementi fondamentali,

Rodari parla anche di immaginazione: parola

“binomio fantastico”.

singola, scoperta di nuovi significati; questo binomio, è noto anche come Secondo

Klee, non esistono concetti a sé stanti, ma solo binomi di concetti, i binomi di concetti costituiscono il “binomio

fantastico”.

Ernest parlo poi di “Spaesamento sistematico”, si tratta di parole che sono messe fuori dalle rispettive

categorie verbali.

A questo punto si può generare una STORIA: la storia si genera seguendo questi passaggi:

- Immaginazione;

- Binomio fantastico;

- Spaesamento sistematico.

In alcuni casi, come ad esempio in quello della storia “Luce e Scarpe”, la storia stessa ci appare come

un sogno ad occhi aperti. dice che l’ipotesi è una rete: la si butta,

La storia può però essere anche concepita per ipotesi. Novalis

e prima o poi qualcosa si raccoglie. All’interno dell’ipotesi tutto diventa logico umano e può essere

interpretato.

“Il mondo può essere guardato da diverse angolazioni (ad altezza d’uomo o da una nuvola), nella

realtà si può entrare dalla porta principale o da un finestrino”.

Un procedimento alternativo al “binomio fantastico” è l’ “ipotesi fantastica”: si uniscono un nome

e un verbo, od un soggetto e un attributo. I bambini giocano a deformare le parole, ciò stimola la loro

libertà di parola, il loro dominio sulla parola stessa (temperino stemperino).

“Prefisso fantastico”

Esiste anche il prefisso che serve a rendere una parola apparentemente

insignificante, genera nuove immagini.

Da un lapsus può nascere una storia, molti errori dei bambini sono creazioni autonome che servono

giace la possibilità di una storia, “Sbagliando

per assimilare una realtà sconosciuta. In ogni errore

s’inventa”.

Si possono persino inventare storie con un giornale e un paio di forbici, questo gioco da luogo a catene

di “binomi fantastici”. Si può giocare anche con dei bigliettini a domande e risposte, in quel caso si

tratta di “trama fantastica”, poiché si sceglie una sintassi a caso. Anche le figure possono contenere

una storia in quanto sono “forme dell’epressione”.

Vi è anche un’altra tecnica: quella del “Trattamento” di un verso; ciò costituisce un allenamento

dell’immaginazione ad uscire fuori degli schemi, anche grazie ad un insignificante stimolo. Si possono

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costruire grazie ai versi delle bellissime filastrocche o una storia. Da questo punto di vista risulta utilissima la

figura di Carducci. “Limerick”,

Altra possibilità ancora è quella di utilizzare il genere organizzato e codificato di non senso (in

– le rime sono spesso assurde, ma non bisogna limitare l’assurdo-:

versi) che hanno sempre la stessa struttura

1°: Protagonista;

2°: Qualità;

3°-4°: Realizzazione del predicato;

5°: Apparizione di un epiteto finale.

Altro genere descritto è quello dell’indovinello: L’indovinello è la

esercizio di logica ed immaginazione.

Alla base dell’indovinello c’è uno

forma emblematica della conquista, da parte dei bambini, della realtà.

straniamento, un oggetto viene separato dal suo significato o contesto abituale. Alcune volte l’indovinello può

una singola caratteristica dell’oggetto in questione, possono essere arricchiti con

riguardare ad esempio

metafore, fino a nascondere l’oggetto stesso. L’indovinello si crea attraverso q

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher StefanoManz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura per l'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Filograsso Ilaria.
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