Introduzione all'arte di inventare storie
Necessità dell'immaginazione nell'educazione
C’è una necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione, coltivando una fiducia nella creatività infantile. I test sulla creatività non hanno lo scopo di stimolare la creatività infantile, ma solo di misurarla per selezionare i più bravi in immaginazione: l’immaginazione deve servire ai bambini, non servirsi di loro.
L'importanza delle parole
Una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e profondità, provocando una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni, immagini, analogie, ricordi, significati, sogni in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio ed è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente per accettare, respingere, collegare, censurare, costruire, distruggere. Una parola qualunque scelta a caso può funzionare come parola magica per disseppellire campi di memoria che giacevano sotto la polvere del tempo (es. Proust).
Il tema fantastico
Il tema fantastico nasce quando si creano accostamenti strani, parentele imprevedibili tra parole che appartengono a categorie diverse. Quando il bambino inventa una storia, si tratta di un’operazione creativa che ha anche un aspetto estetico, ma qui interessa in relazione alla creatività, non all’arte.
Il verbo imperfetto
Il verbo imperfetto: è il tempo del gioco e dell’immaginazione, come nelle fiabe “c’era una volta”.
Il binomio fantastico
Il binomio fantastico: la parola singola agisce solo quando ne incontra una seconda che la provoca e la costringe a uscire dai binari dell’abitudine, a scoprire nuove possibilità di significare (non c’è vita dove non c’è lotta). Paul Klee (Teorema della forma e della figurazione) afferma che il concetto è impossibile senza il suo opposto; non esistono concetti a sé stanti, ma di regola sono binomi di concetti.
Occorre una certa distanza tra le due parole, che una sia sufficientemente strana all’altra e il loro accostamento discretamente insolito affinché l’immaginazione sia costretta a mettersi in moto per istituire tra loro una parentela, per costruire un insieme fantastico in cui i due elementi estranei possano convivere (es. le due parole sono dettate da bambini, estratte a sorte, ecc.). Nel binomio fantastico le due parole non sono prese nel loro significato quotidiano ma liberate dalle catene verbali di cui fanno parte quotidianamente.
Le ipotesi fantastiche
Le ipotesi fantastiche: tecnica semplicissima che prende avvio dalla domanda “che cosa succederebbe se…” (per formulare la domanda si scelgono a caso un soggetto e un predicato, la loro unione fornirà l’ipotesi su cui lavorare: gli avvenimenti narrativi si moltiplicano all’infinito). Es. che cosa succederebbe se la Sicilia perdesse i bottoni? L’ipotesi fantastica è un caso particolare di binomio fantastico rappresentato dall’unione arbitraria tra un soggetto e un predicato; mutano i componenti del binomio ma non la loro funzione.
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