Pedagogia della letteratura giovanile
Il ruolo della pedagogia nella lettura
La pedagogia svolge un ruolo fondamentale anche a fronte dell’evidente incidenza delle letture sulla personalità, considerato che il libro, sin dai tempi antichi, è spesso usato come mezzo di indottrinamento, conformazione e adeguamento a modelli sociali, oltre mezzo di manipolazione. Il libro, infatti, intenzionalmente o meno, fornisce insegnamenti e modelli che vengono interiorizzati mediante processi di immedesimazione e identificazione, consentendo l’acquisizione e la formazione di caratteristici tratti di personalità.
Impatto delle letture sulla personalità
Molte ricerche e testimonianze psicologiche confermano l’incidenza delle letture sulla personalità del minore. Questo accade, però, anche dinanzi a contenuti aggressivi dei libri, modelli non positivi per un fanciullo in crescita: contenuti aggressivi possono provocare analogamente un comportamento violento, sia sul piano fisico che verbale e relazionale.
Teoria del modellamento e dell'imitazione differita
Quanto detto, conferma la teoria di Albert Bandura secondo cui i lettori sperimentano gli eventi narrati e vivono le emozioni dei personaggi come fossero reali.
Teoria dell'apprendimento sociale - Bandura (1997)
Modellamento: processo di apprendimento che si attiva quando il comportamento di un individuo che osserva si modifica in funzione del comportamento di un altro individuo che ha la funzione di modello. Vari autori evidenziano poi il ruolo giocato dai neuroni specchio, una classe di neuroni che si attiva quando un individuo compie un'azione e quando l'individuo osserva la stessa azione compiuta da un altro soggetto.
Le letture, quindi, lasciano, anche al di là delle intenzioni dell’autore, un’impronta sul soggetto. È opportuno, pertanto, individuare e perseguire finalità educative volte alla formazione dell’uomo e del cittadino, nella direzione del bene comune; sono così preferibili modelli tratti dalla cronaca e dalla storia, più che dalla finzione letteraria, perché reali, e quindi vicende non romanzate di grandi uomini o di persone comuni che hanno deciso di dare un altro significato alla loro esistenza.
Non neutralità dei testi narrativi
Alla luce di quanto detto, non è possibile sostenere la neutralità dei testi narrativi, neppure di quelli scritti per il puro piacere di raccontare: trasmettono in ogni modo un messaggio positivo o negativo e fanno trapelare il punto di vista dell’autore che, nei suoi testi, trasmette un po’ di sé, della sua personalità, della sua interiorità e del suo sistema di valori; il lettore trae immancabilmente qualche esempio o modello con cui uniformarsi, qualche meta ideale a cui tendere.
Il libro, oltre mezzo di indottrinamento e conformazione, può anche essere fonte di pregiudizi e stereotipi, oltre che rivelarsi una preziosa risorsa per il loro superamento, o almeno per la loro riduzione. Si devono, pertanto, accogliere con entusiasmo i libri di impegno interculturale, di accoglienza e di solidarietà verso qualsiasi diversità.
Stereotipi nella letteratura
Un particolare stereotipo della letteratura tramandato dal passato è particolarmente il sessismo e la discriminazione nei confronti delle donne, in particolare per quanto concerne la fiaba classica. La figura femminile veniva spesso presentata come dolce, sentimentale, emotivamente fragile, ricca di doti empatiche, capace di sacrifici e gesti eroici specialmente nel ruolo di madre, ma anche vanitosa, pettegola, invidiosa e vendicativa specialmente in ambito amoroso. Coraggio, audacia, presa d’iniziativa e amore per l’avventura erano caratteristiche del personaggio maschile.
Oggi, tuttavia, sotto la pressione del movimento femminista, i ruoli sul piano dell’intraprendenza sono sostanzialmente equilibrati. Sono frequenti le eroine dinamiche, coraggiose, indipendenti, anticonformiste che si ribellano a convenzioni e volontà familiari, specie in ambito matrimoniale.
Comprensione e maturità del lettore
La comprensione chiama in causa la maturità linguistica, cognitiva, esperienziale del ricevente; è da riferire all’integrazione tra i contenuti della storia o della lettura e le conoscenze pregresse o preconoscenze del lettore, quelle che sono entrate a far parte della sua “enciclopedia” personale, quindi conservate nella memoria di lungo termine. Lo scrittore deve fare necessariamente riferimento a un reticolo di conoscenze in massima parte condivise dal potenziale lettore. Senza queste attenzioni, molti termini ed espressioni risulteranno ostici se non incomprensibili al bambino; di conseguenza il giovane lettore potrà smarrirsi nel mare di un linguaggio, espressioni a lui non accessibili, col rischio di demotivarsi alla lettura, magari accompagnando queste difficoltà a sentimenti di inferiorità e di inadeguatezza.
Non va poi dimenticata la frequente presenza di bambini extracomunitari che hanno una conoscenza incerta e approssimativa della lingua italiana.
In alcuni casi si può godere un testo anche quando non lo si comprende fino in fondo (Detti): il termine sconosciuto può suscitare interesse e curiosità; diverso però quando le parole e le espressioni ignote sono talmente frequenti.
Va tenuto presente che spesso il bambino, allorché si imbatte in una parola ignota, tende ad assimilarla ad altra da lui conosciuta, sulla base di analogie fonetiche e strutturali, acquisendola nel proprio bagaglio linguistico con conseguente distorsione del significato del testo. Possono rivelarsi ostici alla comprensione, a seconda della maturità linguistica e cognitiva del lettore, l’uso del soggetto sottointeso, la forma passiva, il ragionamento deduttivo, le congiunzioni concessive (nonostante, benché..) e avversative (ma, però…), i nessi di causalità (perché, quindi, poiché). Particolarmente impegnativa la comprensione del linguaggio metaforico e delle parole astratte.
Queste confusioni terminologiche, con conseguente distorsione del significato, sono frequenti fino all’adolescenza e denunciano quanto sia problematica la comunicazione e quanto troppo frequentemente diamo per scontata una comprensione che spesso non si è verificata.
Non inopportuno l’accompagnamento della sola parola sconosciuta con un sinonimo noto, al fine di favorirne la comprensione, al pari di ripetizioni esplicative, perifrasi o brevi glossari posti alla fine della narrazione, a disposizione dei lettori che abbiano curiosità e la costanza di ricercar
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