LETTERATURA PER L’INFANZIA OGGI
PARTE 1 “LA CRESCITA ATTUALE DELLA LETTERATURA PER L’INFANZIA”
Cap.1 Una tradizione di tre secoli alle spalle
A.Tra Sette e Ottocento.
La LETTERATURA PER L’INFANZIA ha una data di nascita: il 1697, l’anno in cui vengono pubblicati i
Racconti di mamma Oca, di Charles Perrault.
È un testo che lui scrive insieme al figlio, il quale raccoglie i racconti ascoltati dalle nutrici, racconti
che risalgono a quella tradizione fiabica popolare orale, diffusa in Europa e che qui passano
dall’oralità alla scrittura. Sono fiabe popolari che parlano di un mondo lontano e che ora si
presentano in veste pedagogica come depositarie di insegnamenti e di consigli per i ragazzi e i
giovani, i quali in tali racconti trovano esperienze-chiave del loro crescere e formarsi.
Poi da tale testo prese corpo quella letteratura del meraviglioso, che produrrà, tra Sei e
Settecento, una moda di tali racconti fantastici.
Ma Perrault ha avviato, col suo testo, anche un iter di crescita della letteratura infantile, su due
fronti: del racconto fantastico (con le fiabe) e del racconto morale (con le morali delle sue fiabe).
quindi alla fine del ‘600 c’è una raccolta di fiabe rivolta intenzionalmente all’infanzia.
Da un lato sono poi le fiabe del meraviglioso che poi passano a farsi letture per l’infanzia,
determinando un genere di grande successo; dall’altro lato, sta il romanzo o il racconto di
formazione, dal quale nasce lo stesso racconto morale così centrale nella cultura educativa del
secondo ‘700 : e si vedano per l’Italia per esempio, i Racconti morali di Soave, che sviluppano
narrazioni di tipo pedagogico attinenti a comportamenti, coscienza di sé, situazioni sociali.
La letteratura per l’infanzia, come osserva Cambi, si articola intorno a
un triplice intento, a una triangolazione che ne manifesta la varietà e
la ricchezza come pure l’identità complessa. È infatti connessa:
1.all’iniziazione, 2.al lavoro di fantasia, 3.e alla prospettiva
pedagogica. Quindi la letteratura per l’infanzia è oggi un complesso
di opere connotate da una scrittura che pur di qualità diversificata,
possiede segni di AUTONOMIA, di LIBERTA’ CREATIVA e manifesta la
PRESENZA DELLA RESPONSABILITA’ AUTORIALE.
Nel mezzo, tra fiaba e racconto morale, sta la FAVOLA. Ed è ancora Rousseau a indicarcela come
topos di lettura per l’infanzia, quando sottopone a critica Il corvo e la volpe di La Fontanie,
rifiutando questo tipo di testo, dichiarandolo estraneo alla conoscenza linguistica e alla sensibilità
etica del bambino.
Allora, tra fiaba, favola e racconto morale il Settecento, soprattutto in Francia, ha dato corpo a
una tradizione di letteratura per l’infanzia moderna: specializzata e formativa. Ha inaugurato un
genere scritto che avrà nei due secoli successivi una crescita strepitosa, sottoposta a costante
pressione da parte di un mercato in continua crescita.
Il ‘700 rappresenta sul piano pedagogico l’affermazione di un sistema istituzionale diffuso e una
forma di culturalizzazione per la classe aristocratica. Il ‘700 fa emergere una letteratura per
l’infanzia improntata su un decalogo di regole comportamentali con un’impronta radicata nella
religione cattolica che non ammette la discussione e l’interpretazione del testo sacro. La diffusione
della lettura e la discussione del testo sacro è avvenuta nei paesi del protestantesimo e questo ha
allargato la fascia dei lettori e ha diffuso la lettura.
Il ‘700 è il secolo in cui la nobiltà fa propria la tradizione popolare e ne fa argomento di lettura
prima per gli adulti poi per i bambini, naturalmente appartenenti alla classe aristocratica.
L’Ottocento romantico (secolo che ha costruito l’imprinting della letteratura infantile)sarà l’epoca
di una ulteriore svolta e sviluppo della letteratura infantile: la fiaba torna al suo modello popolare,
ma passa dall’oralità alla scrittura; intanto prende quota anche la fiaba d’autore, come
ripresa/innovazione del fiabesco ora contrassegnato dalla creatività dell’autore, e aperto a
percorsi ideativi e stilistici profondamente nuovi e personali; si rilancia anche il racconto morale,
che avrà un tracciato esemplare nel corso del secolo: dall’enfatizzazione
all’emarginazione/ironizzazione; nasce anche una poesia per l’infanzia; cresce il romanzo
d’avventura, fantascientifico o esotico; si sviluppa anche il romanzo di formazione per i più
giovani; si affaccia anche il romanzo sociale e civile; si sviluppa una stampa periodica per
l’infanziacosì, nel corso dell’800, il genere “letteratura per l’infanzia” ha dipanato una sua
complessa articolazione, sviluppando tutto un mercato culturale e di consumo che già alla fine del
secolo aveva raggiunto una sua complessità.
Si ha anche un cambiamento a livello della società:
--Cambiamento sociologico: cambia la società, la struttura della famiglia è più fragile. Sul piano
sociale c’è un’evoluzione, si diffonde l’alfabetizzazione che diventa di massa.
--Cambia il livello medio culturale.
--Boom editoriale.
--Piumini e Pitzorno.
1.La fiaba popolare riemerge con i Grimm e le loro Fiabe del focolare (1812), che aprono una
tradizione europea di raccolta del patrimonio fiabico orale, nato nelle età arcaiche e depositatosi
come folklore e ora riesposto sì in chiave storica ma soprattutto educativa: come letture per i
bambini da coltivare soprattutto in famiglia.
In Italia Imbriani, Nerucci, Pitrè saranno autori di raccolte di fiabe della tradizione orale.
C’è in tutta Europa questa attenzione al patrimonio folkloristico della fiaba.
Si ricordino Andersen, Collodi, Carroll: in tutti e tre la fiaba si sviluppa e si sofistica, si intride di altri
generi, dà vita a testi di assoluta complessità, scritti sì per l’infanzia ma aperti a una lettura adulta,
forse la sola capace di coglierne tutto lo spessore letterario, stilistico e di messaggio.
Sono testi supremi della tradizione letteraria infantile: ricchi, densi, innovativi: capolavori letterari
tout court. Tutto ciò rivela come la fiaba si articoli e si sviluppi, oltrepassando sia il popolare, sia il
meraviglioso.
2.Anche il racconto morale e/o di formazione subisce una sua crescita con variazioni.
Per esempio, con Cuore l’impianto si complica: si fa civile, letterariamente sofisticato, intreccia più
piani pedagogici e narrativi.
E la poesia? C’è quella alta di Carducci o di Pascoli o quella minore di Zietta Liù, tipica per
l’infanzia. Così accade anche fuori dall’Italia, con tradizioni ora più alte ora più basse, di tipo
folkloristico e/o di tipo pedagogico più esplicito.
Per il romanzo di formazione si pensi alla produzione della Alcott: Piccole donne (1868) e Piccoli
uomini (1871).
Anche il romanzo sociale cresce nel corso del secolo, così come l’avventura, capaci di interpretare
il fantastico-moderno e la tensione verso l’esotismo, l’altrove.
La stessa stampa periodica per ragazzi diverrà, nel corso dell’800, un fronte d’impegno per
l’editoria, che scopre il mondo infantile, interpretando quella nuova sensibilità verso i bambini.
Si pensi al Giornale dei bambini fondato da Martini nel 1881, su cui uscì a puntate, Le avventure di
Pinocchio dal 1881.
Sono testate presenti in tutto l’Occidente e che ben manifestano:
1.La nuova immagine sociale del bambino.
2.L’articolazione dell’azione pedagogica.
3.La disponibilità di autori e di forme testuali già definite.
4.L’esistenza di un mercato per tale lettura e di un mercato che si rinnova, per aderire ai
mutamenti culturali e sociali, i quali rinnovano anche l’idea di infanzia e dei suoi stessi bisogni.
L’800 ci ha dato un suo modello articolato, sofisticato, ha consegnato al nuovo secolo una
tradizione diffusa nei vari paesi, fatta anche di exempla illustri e di autocoscienza, pedagogica,
culturale e sociale.
PERscritta per i bambini ma scritta dagli adulti. È una forma di educazione dell’infanzia prodotta
da un modello degli adulti.
B.Nel ‘900: un’avventura polimorfa.
Nel corso del XX secolo la tradizione costituitasi nell’800 così ricca, si è confermata, estesa,
sviluppata, dando vita a un settore forte dell’industria culturale, ancora oggi in ascesa.
Poi c’è l’aspetto della crescita dei mezzi di comunicazione di tale forma letteraria: dal cinema
alla tv, al video, a Internet.
Infine c’è la crescita relativa ai testi e ai messaggi che si sono affinati, raggiungendo frontiere fin
qui inedite: la trasgressione, il sesso, il crimine etc.
Poi col ‘900 nasce una vera critica letteraria, che ha accompagnato in forma sempre più sottile
la produzione letteraria per l’infanzia, i suoi generi e sottogeneri, mettendo alla prova anche le
metodologie più avanzate.
Vediamo ora LE ARTERIE DELLA TRADIZIONE LETTERARIA PER L’INFANZIA NEL CORSO DEL ‘900:
---Il XX secolo è stato un percorso storico ben nutrito anche di “rivoluzioni culturali”: col mercato
via via sempre più dominante, con i mass media, con la Civiltà dei consumi, con la cultura del
cambiamento, con l’avvento dell’uomo-massa.
In questo processo di trasformazioni anche la letteratura, anche quella per l’infanzia, non poteva
rimanere immobile e ha vissuto la sua rivoluzione anch’essa.
A lungo questa frontiera letteraria (per l’infanzia) è rimasta fedele ai propri modelli ottocenteschi,
pur revisitati e aggiornati, resi più aperti e “sperimentali”, ma sempre regolata da un modello
borghese di letteratura per l’infanzia che si contrassegna pedagogicamente, attingendo a forme
letterarie diverse ma connotabili come letteratura educativaSi pensi alla tradizione italiana:
abbiamo le due collane più prestigiose di letture per ragazzi, la “scala d’oro” della UTET e la
“Biblioteca dei miei ragazzi” della Salani: rivolta ai classici la prima, all’avventura la secondadella
prima è stata più volte messa in rilievo la bellezza delle immagini e della seconda la ripresa
dell’avventura nelle sue forme più variate, più legata al quotidiano.
Anche a livello internazionale i modelli borgesi continuano a essere presenti; si pensi a I ragazzi
della via Paal di Molnar (1907), che oscilla tra romanzo sociale dell’adolescenza e analisi critica
della socializzazione giovanile.
Anche Kipling rilancia il mito dell’uomo naturale, con Mowgli ne Il libro della giungla (1894).
--Tuttavia, col ‘900 si annunciano anche vie nuove nella letteratura infantile, che verranno ad
assumere un ruolo chiave nella seconda metà del secolo. Con Astrid Lindgren, con Hughes e con
Saint-Exupery che delineano elementi trasgressivi, da un lato, e sofisticazione del testo narrativo,
dall’altro: e queste saranno le due linee di rinnovamento novecentesco di tale letteratura. La
Lindgren, soprattutto con Pippi Calzelunghe (1947) sottolinea il valore formativo dell’eccentricità
come critica ai modelli sociali di vita e di comportamento e attiva un fronte narrativo che si lega
alla libertà, al puro gioco di farsi liberi. Certo nella Lindgren ci sono anche altri aspetti: il valore-
amicizia, il paesaggio nordico ma la trasgressione e il sogno sono gli ingredienti più forti del suo
narrare. Poi c’è Hughes che rinnova l’immagine dell’infanzia e con Saint-Exeupery è il simbolismo
esistenziale e la raffinatezza testuale che innovano l’aspetto fiabico del suo raccontofiaba
filosofica prima di tutto.
Il Piccolo principe (1944) è un testo-chiave del ‘900 e non solo per l’infanzia in quanto è leggibile a
più livelli e secondo molteplici punti di vista.
Tale processo di innovazione come trasgressione/sofisticazione viene ad attraversare la stessa
stampa per l’infanzia che nel ‘900 è stata protagonista letteraria. Si pensi solo al passaggio da “Il
corriere dei piccoli” (1908) a “Il vittorioso” (1937) con le storie di Jacovitti, così barocche e
trasgressive, cariche di simboli onirici e di spirito voyeur e di riso.
Si pensi anche al Topolino disneyano, che con l’identikit del protagonista (uomo d’ordine, ligio
alla legge) e con i vari soggetti-tipo che gli fanno da contorno, ha innovato col fumetto la stampa
periodica per ragazzi, fungendo da prototipo e arrivando poi a Tex Mix.
Anche nei periodici per l’infanzia si ha la stessa evoluzione: dall’ordine al disordine, dalla sicurezza
alla trasgressione, dal borghese al post/anti-borghese.
Con l’avvio del secondo-Novecento tutto l’universo narrativo rivolto all’infanzia viene ancora a
cambiare. Si aprono frontiere narrative nuove e si attivano scritture altrettanto nuove, costruendo
sottogeneri inediti (il fantasy) e testualità sofisticate: in senso letterario (alla Sepulveda), in senso
fantastico (alla Tolkien)quindi nel secondo ‘900 il genere letteratura infantile si rinnova fino al
libro-game.
C’è poi l’irruzione di temi e problemi nuovi: la crescita della letteratura al femminile, la
trasgressione, l’avventura che si fa fantastica, carica di magia.
Dal secondo dopoguerra a oggi la letteratura infantile a livello internazionale entra in una fase di
sviluppo intenso e innovativo, nel cui iter si collocano Rodari, Golding e Pitzorno.
Cap.2
Testualità critica e letteratura di consumo
A.Il testo e la critica
La sofisticazione della letteratura infantile, nel corso del ‘900 ha seguito DUE PERCORSI: quello
della testualità letteraria e quello dell’analisi critica.
Il testo letterario si è reso via via più complesso proprio attraverso innesti che ne hanno
arricchito l’identità: con altre tradizioni letterarie, con altre poetiche coltesi pensi al Piccolo
principe!
Siamo davanti a una crescita del testo che si qualifica attraverso torsioni e assimilazioni, si rende
più complesso e carico di significatiCosì la letteratura infantile si è adeguata al trend della
letteratura tout court, la quale, nel corso del ‘900, si è aperta a sperimentazioni, soprattutto in
relazione al narrativo stesso.
La narrazione novecentesca è stata sì la prosecuzione di generi e sottogeneri, ma è stata anche
l’apertura di nuove vie/esperienze di narrazione più sofisticate e più sperimentalicosì il narrativo
è cresciuto e ciò è avvenuto in tutti i generi: dal romanzo (Joyce) al teatro (Beckett), alla poesia.
Anche la letteratura per l’infanzia ha vissuto nell’arco del secondo ‘900 questo iter di
sofisticazione.
--Con Saint-Exeupery: testualità polivalente che include elementi di fantascienza nel simbolismo
fiabico.
--Con Rodari: Le favole al telefono sono già narrazioni sperimentali; di uno scrittore che col suo
testo/manifesto Grammatica della fantasia mostrerà le radici del suo canone letterario (le
avanguardie, il surrealismo, le poetiche romantiche della “fantasia”), ma anche realizzerà un
romanzo sofisticato dal valore soprattutto metanarrativo.
In Rodari il fantastico fa da costante promotore e il neorealismo è presente. Anche qui il genere si
apre alla sperimentazione, declinandosi secondo un processo di sofisticazione.
E il FANTASY? È un genere che al tempo stesso si declina in modo polimorfo e sottile, ci porta in
“terre sconosciute”, esalta lo spirito di avventura, intreccia “avventura, epos e magia”. Gli scrittori
del fantasy sono Stevenson (che lega il fantasy alla fiaba), Tolkien e Corto Maltese, che vive l’ansia
dell’altrove e la tensione senza meta del viaggio, esprimendo con forza la filosofia interiore
dell’uomo contemporaneo, in fuga da sé e dal mondo, sospeso alla ricerca di senso.
Tale iter di sofisticazione si è realizzato anche per via critica attraverso l’autocomprensione
che tale genere ha compiuto di se stesso negli ultimi decenni del ‘900, in modo da consegnare
un’immagine di sé rinnovata e affinata. Si ripercorra la critica novecentesca nella/della letteratura
infantile e si vedrà che solo di recente è entrata nei circuiti della critica letterariasi consideri
cosa era la visione della letteratura infantile fino agli anni ’50, a forte connotazione pedagogica e/o
ideologica e si pensi a cosa è diventata dai ’60 a oggi.
La letterarietà di questi testi, sofisticandosi, salvaguarda la funzione formativa di tali testualità
per l’infanzia, quindi la sofisticazione critica viene a riconfermare proprio la formatività alta di tali
testi.
A fianco della complessa avventura di arricchimento che la letteratura per l’infanzia ha
attraversato negli ultimi 50 anni, c’è stata anche una complessa crescita della letteratura di
consumo: fumetti, giornalini. L’editoria si è specializzata, crescendo secondo paradigmi industriali
e ha dato corpo a quella “letteratura minore” per ragazzi, di scarso valore letterario, ma di
complessa funzione formativa.
Tutti insieme compongono quella frontiera diffusa di “letteratura” di cui i ragazzi sono fruitori
quotidiani e che lascia traccia nella loro mente e nel loro immaginario.
B.La narrazione rinnovata.
A partire dal 1980, anno della morte di Gianni Rodari, la letteratura per l’infanzia in Italia cominciò
ad assimilare il suo messaggio, sì di scrittore ma anche di pedagogista e didatta della lettura.
Egli innovò lo stile e i contenuti della produzione per l’infanzia, ma anche le finalità di questa
letteratura.
In questo senso furono
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