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RIASSUNTI DI AFFERRARE LE REDINI D'UNA VITA NUOVA -

FABIO PIERANGELI:

Il tema è quello di un nuovo inizio. L' importanza di questo titolo è presente

già nel primo capitolo, la letteratura è sorella gemella della libertà,che parla

di alcuni carcerati e prigionieri che hanno formato gruppi di lettere spinti da

una consegna totale e quasi disperata al libro che rappresenta per loro il

sogno e la libertà. Alcuni carcerati si occupano infatti di ampliare le

biblioteche che partono come progetti di riconquista personale, cercando

anche di alfebetizzare chi non ha mai frequentato la scuola o organizzare

seminari dove scambiarsi opinioni. Viene riportato l'esempio del carcere di

Rebibbia dove è stato creato un laboratorio letterario molto produttivo. La

letteratura rappresenta quindi per loro un riscatto, la libertà, una nuova vita.

La testimonianza diretta di un carcerato nel secondo capitolo ci spiega

quanto sia difficile arrendersi a volte alla realtà e quanto sia gratificante poi

trovare un modo per continuare a vivere in totale assenza di libertà. I

detenuti devono infatti cercare di inventarsi una nuova vita, in quanto il

carcere definito un luogo-non luogo dove il tempo non è tempo, è un

ambiente innaturale, dove l'uomo vive nell'immobilità e può solo cercare di

vivere una vita che materialmene non ha, le altre alternative sono la pazzia o

la morte. Invita gli uomini che si sentono intrappolati a fantasticare al di

fuori delle mura per capire i motivi per cui vivere. A Rebibbia infatti i

detenuti conseguono la laurea, gli esami ottengono un ottimo profitto

nonostante i detenuti vengano trattati con rigore, come gli studenti esterni.

Questi sono contenti di ricevere questo trattamento,perchè vogliono essere

trattati come gente normale, come persone il cui passato spesso condiziona

ma che cercano la via del riscatto, da chi prima non aveva nemmeno la terza

media ed ora riempie le sue giorante così, vogliono essere un contributo non

un peso. Importante anche l'esperienza di Pavese con il carcere, durata 3

mesi e svoltasi nelle carceri di Torino, Regina Coeli di Roma e Poggio Reale

per poi essere condannato al confino. Pavese frequenta infatti la casa editrice

Enaudi, importante la rivista "La Cultura". Il direttore della rivista è Leone

Ginzburg. La Cultura fu presa di mira dal Fascismo perchè di impronta

Antifascista. Presto vengono infatti arrestati alcuni intellettuali Torinesi

amici di Pavese appartenenti al movimento Giustizia e Libertà come Carlo

Levi e Leone Ginzburg. Per Pavese è un colpo duro, anche perchè Leone

lavorava alla pubblicazione di "Lavorare stanca", viene chiamato Pavese per

dirigere "La Cultura" ma prenderà presto le dimissioni perchè considerato un

posto scomodo, gli articoli erano anche sequestrati dalla polizia. Pavese era

trall'altro passivo agli impegni e disinteressato alla politica. Continua ad

insegnare e collaborare con la rivista. Uno dei motivi principali del suo

arresto sarà la relazione con Tina Pizzardo, insegnante di matematica e

componente del partito comunista, già arrestata e condannata a causa della

sua relazione con Altiero Spinelli. Il rapporto tra Pavese e la donna è molto

bello, lei è attratta da lui perchè lo vede forte e maturo, che non cercava in

lei conforto. Pavese invece gli parla d'amore, e quando la donna lo lascia

piange, lei prova fastidio verso la debolezza di lui. Si fà arrivare a casa di

Pavese delle lettere, che come direttore di La Cultura, aveva la

corrispondenza sorvegliata. Viene arrestato con l'accusa di aver favorito lo

scambio clandestino con Maffi, e per l'iscrizione al partito fascista. Durante

il processo, il prefetto ammette la fama di cui gode il soggetto e il suo

carattere mite, ma lo condanna a 3 anni di confino. Lui è un po' risentito

verso Tina. All'inizio non è preoccupato, ma la giustizia non si ferma davanti

alle sue dichiarazioni di innocenza sulla sua buona fede e sul carattere

esclusivamente letterario e scientifico della rivista, per quanto riguarda la

corrispondenza di Tina afferma di averle fatto un favore ingenuamente.

Scrive molte lettere alla sorella Maria dove è dispiaciuto di non poter portare

agli esami i suoi alunni. Alla fine l'isolamento non è un fatto troppo negativo

ma quasi un'occasione per stare in tranquillità e solitudine. Resta ottimista

fino a quando non soffre di attacchi d'asma, scrive "L'isolamento fa

diventare come bestie", ha nostalgia di una vita libera e spensierata, associa

l'esperienza al convento. Desidera invecchiare, la pubblicazione delle sue

opere viene sempre rimandata. Scrive una poesia dedicata alla prigione di

Poggioreale caratterizzata da uno stile evocativo dovuto alla sua quotidianità

durante la quale deve contemplare e ricordare, il testo descrive una tipica

giornata di un carcerato che vede dalla finestra i colori e sente i rumori del

mondo esterno e fantastica, motivo della morte quieta e serena,non c'è

riflessione sul male. Differenza con Verlaine: Il carcere non è una colpa o

castigo divino,ma un caso del destino, non è espiazione per un peccato

commesso. C'è il motivo della solitudine, la cella è una bara che separa il

morto dal vivo, rottura di ogni legame. C'è un uomo disteso sul prato che

potrebbe percepire la vita ma non lo fa, sembra morto pacificamente ( il

pensiero del carcerato che vaga nel mondo esterno). La finestra ricorda al

carcerato la separazione tra lui e la vita, e la natura che mantiene la sua

vitalità come gli uccelli e il fiume, elementi che portano l'autore agli

elementi naturali della sua infanzia, del paesaggio di Santo Stefano Belbo. 2

romanzi: "Il compagno" dove Pablo viene arrestato, è tutto descritto in modo

realistico, il soffocamento della cella. L'altro è "Il carcere" dove Stefano vive

una condizione di confino nel sud italia, qui cerca l'isolamento nelle

relazioni umane, chiuso in se stesso ed evita le emozioni. Riporta le lettere

di Stefano e sembra alludere a quelle con la sorella, Stefano risponde in

modo asciutto. Il carcere è metafora esistenziale dell'isolamento,

impossibilità di condividere vita e emozioni con gli altri e un nascondiglio

per ripararsi dalle insidie del

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tuttigliappunti96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Pierangeli Fabio.
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