Funzione denotativa
Valore referenziale, mimetico-realistico: il cibo può entrare nel testo letterario come un dato oggettivo che fornisce informazioni su pratiche alimentari riconducibili a coordinate spazio-temporali e storico-sociali determinate. Tutti i riferimenti a piatti, ricette, riti, consuetudini di un tempo ed un territorio precisi contribuiscono a dare veridicità alla narrazione. Allo stesso modo il rapporto tra i personaggi e il cibo attraverso la loro condizione sociale costituisce una delle condizioni fondamentali della narrazione e definisce il genere letterario. (A Renzo viene proposto stufato all’Osteria della Luna Piena, piatto tipico della cucina milanese). I riferimenti al cibo svolgono funzione denotativa in vari generi letterari: romanzo realista, verista, neorealista, novellistica, ma anche testi poetici, sonetti, testi poetici parodici, carmina burana.
Riferimenti al contesto
Il contesto, i tempi, i luoghi di preparazione e consumazione, le modalità del servizio possono tutti ricostruire la realtà storico-sociale in cui si svolge la vicenda, ma anche informazioni sulle condizioni sociali dei personaggi e sui rapporti tra di essi. Si pensi a tutte le descrizioni di pranzi e banchetti presenti nella produzione letteraria di ogni tempo, ricchi di particolari relativi a sede, modalità dell’apparecchiatura e del servizio, alle ritualità. (La bottega del Caffè di Goldoni, Decameron di Boccaccio, i fasto brecciato dei servizi da tavola di Palazzo Salina ne Il Gattopardo, ma soprattutto il Piacere di D’Annunzio, in cui domina il trionfo della raffinatezza estetizzante del contesto, a fronte dell’anonimia dei cibi, come nella descrizione del pranzo in casa della marchesa d’Atleta, in cui la forma prevale sulla sostanza e i cibi diventano cose prive di nome e identità).
Consuetudini e riti
Sono spesso presenti riferimenti a consuetudini, pratiche e riti alimentari che stabiliscono interessanti collegamenti con la realtà storico-sociale delle vicende narrate. Al cibo vengono attribuiti poteri medicamentosi evocabili tramite riti propiziatori. Pratica del consolo, spargimento nei campi di pani benedetti per scongiurare la carestia in Novelle Rusticane di Verga.
Riferimenti a prodotti e piatti tipici
Il testo letterario può fornire indicazioni preziose su particolari prodotti, modalità di cottura o consuetudini alimentari, gusti, tutti legati ad un momento storico o ad una condizione sociale. Compaiono quindi nei testi piatti popolari e tipici di un determinato luogo. I riferimenti al cibo nelle commedie di Goldoni (i manicaretti serviti ne La villeggiatura) e i riferimenti al cibo negli autori di area siciliana, a partire da Nedda di Verga, con riferimenti a prodotti della terra: cipolle, legumi, fave.
Corrispondenze fra testo letterario e documentazione storica
In molti casi è possibile stabilire precisi punti di contatto tra il testo e la documentazione storica, come nel caso in cui si fa riferimento alla fame o all’abbondanza alimentare e si contestualizza quindi la vicenda. Spesso la fame è proprio all’origine, è proprio la causa, la complicazione dalla quale scaturisce la vicenda. Il pane, pane bianco e pane nero, la carne.
Funzione connotativa
Si parla di funzione connotativa quando i riferimenti alla sfera alimentare non hanno lo scopo di marcare la verosimiglianza e il realismo dell’opera, ma servono all’autore per tratteggiare il carattere dei personaggi e definirne la personalità attraverso gesti, atteggiamenti, consuetudini legate al cibo. Questo non vale solo a livello individuale ma anche collettivo, per marcare l’identità di una comunità, sul piano sociale, etnico, territoriale.
Cibo e caratterizzazione dei personaggi
La prima e più diretta relazione tra soggettività e mondo esterno passa proprio attraverso l’alimentazione e il rapporto che stabiliamo con essa contribuisce a caratterizzare l’identità individuale (Rosso Malpelo che offre il suo pranzo a Ranocchio, nei Malavoglia Padron ‘Ntoni che offre acqua col limone alla Longa alla partenza del giovane Ntoni, indovinando che la nuora dovesse avere la bocca amara). Spesso il rapporto con il cibo assume un ruolo fondamentale nel definire la caratteristica totalizzante di un personaggio. Avviene ad esempio con Arlecchino, del quale la fame finisce per essere il carattere dominante e principale. Possono crearsi quindi anti-eroi o eroi, in base al loro possibile riscatto o meno dalle loro condizioni di fame.
Casi di connotazione multipla
La funzione connotativa può riguardare anche più personaggi contemporaneamente, che interagiscono e si rivelano attraverso il loro rapporto con un alimento. Accade in un passo de Il piacere di D’Annunzio, in cui l’autore caratterizza la differenza tra due personaggi. Durante il pranzo tra Sperelli e Secìnaro, entrambi aristocratici, il primo non mangia ed è quindi un modello da seguire, sublimato e spiritualizzato, il secondo mangia molto ed invece è crudo, sanguigno, forte e volgare.
I luoghi del cibo e la caratterizzazione del personaggio
Anche il luogo dove il cibo si prepara o si consuma può rivelare molto della personalità di chi vi dimora.
Cibo e identità collettiva
Come per l’individuo, anche per la collettività il cibo può costituire un elemento importante per la definizione dell’identità, in base a molteplici fattori, di tipo sociale, economico, etnico, ideologico, territoriale.
Identità socio-economica
Si definisce nell’insieme delle pratiche alimentari proprie di una classe, che la distinguono dalle altre. Diversi i cibi, le modalità di preparazione e consumazione, nonché il contesto e i cerimoniali. Se riguardo ai ceti più alti vengono sempre sottolineate qualità e raffinatezza dei prodotti, quando si parla dei ceti popolari viene invece sottolineata la quantità (Decameron). Pane bianco, pane nero. Thé, caffè. Un elemento importante per il riconoscimento dell’identità sociale è costituito dalle buone maniere a tavola, che definiscono urbanità, educazione, livello sociale e cultura dell’individuo. Ne Il Gattopardo, durante il pranzo a Palazzo Salina, il timballo di maccheroni svolge funzione connotativa, in quanto le reazioni alla sua vista sono diverse tra loro. Nel Barone Rampante di Calvino, il protagonista conserverà le buone maniere anche quando si ritirerà a vivere sugli alberi.
Identità ideologica
Una forma di identità è anche quella che si costituisce intorno a uno stesso ideale, a un comune progetto politico, ad uno stile di vita condiviso. Spesso nei testi letterari gli ideali vengono spiegati tramite riferimenti al cibo.
Identità di genere
La preferenza per determinati cibi segnala da sempre la distinzione tra gusti maschili e gusti femminili ma indica anche il ruolo che l’individuo, maschio o femmina, riveste nella società. Se procacciare il cibo è compito demandato alla figura maschile, prepararlo e dispensarlo è invece affidato alla figura femminile.
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