Britannia anglosassone
La produzione letteraria da cui si sviluppò la letteratura inglese è quella prodotta sul suolo dell'Inghilterra storica (escluse quindi Scozia, Galles e Irlanda).
Invasioni e germanizzazione
A iniziare dal 6o secolo, la regione delle isole britanniche era stata occupata da popolazioni celtiche, che saranno poi in seguito conquistate dai Romani. L'occupazione era di natura prevalentemente militare, infatti la Britannia non si romanizzò del tutto. L'impero romano era tuttavia minacciato dalle invasioni barbariche: verso la metà del 6o secolo d.C., gruppi di Picti e Scoti, tribù celtiche stanziate nell'odierna Scozia e Irlanda, attaccavano la Britannia romana fino a Londra mentre pirati detti "Sassoni" infestavano le coste meridionali.
L'imperatore Onorio non aiutò le civitates britanniche nel 409 comunicando la rinuncia di Roma a dominare sulla Britannia. Gli avvenimenti successivi furono approssimativamente ricostruiti attraverso fonti storiografiche coeve, tra cui in particolare la "Historia ecclesiastica gentis Anglorum" del Venerabile Beda.
Nel corso di qualche decennio, popolazioni germaniche non cristianizzate alla ricerca di terre dove stabilirsi invasero la regione, divise in tre gruppi:
- Iuti, occuparono il Sud-est
- Angli, occuparono la regione centrale e settentrionale
- Sassoni, occuparono l'Inghilterra sud-occidentale
Verso il 590 la germanizzazione della Britannia è completata. L'uso dell'aggettivo "anglosassone" è usato per designare l'insieme della Britannia germanizzata e della sua civiltà e letteratura, mentre per designare le popolazioni isolane e la loro terra già dall’8o secolo si diffuse l'espressione "Engla Land" (terra degli Angli) e gli aggettivi "angel" ed "englisc". In ambito linguistico invece si ricorre ad "Old English", antico inglese (che cela la coesistenza di almeno 4 principali dialetti fra i quali emergerà nel X secolo il sassone occidentale del Wessex), e "Middle English", medio inglese.
La Britannia Romana aveva tuttavia consegnato agli invasori il cristianesimo.
Unità nazionale inglese
Il processo di formazione dell'unità nazionale inglese conclude alla fine del primo millennio dopo che nell'865 i Danesi (Vichinghi) conquistarono in 15 anni i regni di Northumbria, Mercia ed East Anglia formando il vasto dominio del Danelaw (con York come centro principale) e che Alfredo il Grande e i suoi successori giunsero alla riunificazione della frammentata Inghilterra Anglosassone includendo la monarchia sassone del Wessex, rimasta prima indipendente.
Prosa storica e omiletica
La prosa anglosassone nasce con la traduzione delle "Historia" di Beda, della "Cura Pastoralis" di Papa Gregorio I, dei "Dialogi miraculorum" di Gregorio Magno e del "De consolatione philosophiae" di Boezio. Alfredo il Grande, infatti, verso la fine del IX secolo cercò di risollevare la cultura inglese dalla decadenza attraverso un programma educativo incentrato su:
- Studio del latino (per futuri ecclesiastici)
- Mettere a disposizione testi tradotti in volgare inglese ai giovani
Significativa allo scopo è anche la compilazione annalistica a partire dal 891 della "Anglo Saxon Chronicle" come raccolta dei principali fatti storici inglesi dai primi insediamenti al tempo di re Alfredo, fornendo un esempio dello sviluppo della prosa letteraria in ambito storiografico.
Importante è anche la produzione omiletica, frutto della riforma monastica del X secolo, dove spiccano Wulstan per il "Sermo Lupi ad Anglos" e Aelfric per i 120 sermoni in volgare, dove emerge un crescente uso degli strumenti retorici (allitterazione in particolare) e un interesse per la storia da cui prende vita il sermone.
Nel X secolo inoltre, si rivolge lo sguardo anche al passato recente, ritenuto parte integrante della propria identità storica: risale a questo periodo la compilazione dei 4 manoscritti Junius, Vercelli, Exeter e Cotton Vitellius A XV (manoscritto di Beowulf), dove individuiamo con filoni principali quello religioso, epico e elegiaco.
Per quanto riguarda la prosa religiosa antico-inglese, il primo poeta cristiano anglosassone è Cædmon, del tardo VII secolo, di cui ci tramanda Beda nelle "Historia ecclesiastica". Secondo la fonte, Cædmon era un scrittore e letterato presso la comunità monastica di Whitby che tramite un sogno profetico ricevette da Dio il dono dell'ispirazione poetica componendo al suo risveglio un Inno al Creatore.
Il primo poeta religioso è invece Cynewulf, VIII secolo, a cui vanno attribuiti 4 poemi tra i codici Vercelli ed Exeter. Nel "Sogno della Croce", primo poema-sogno della tradizione poetica volgare inglese, l'autore costruisce una duplice struttura narrativa dove la voce del sognatore fa da racconto al racconto della Croce, la quale narra le proprie vicende fin dall'abbraccio di Cristo a quando fu ritrovata dalla madre dell'imperatore Costantino (stesso tema di uno dei 4 poemi, Elene).
Poesia eroica
Fra le letterature di epoca medievale delle popolazioni germaniche emerge "Beowulf", il più antico poema composto in lingua volgare.
- Copia di 3182 versi ripartiti in Prologo e 43 Fitts di lunghezza irregolare
- Composizione: fra la metà del 7o e metà del 9o secolo, ma la data è incerta così come la figura dell'autore
- Scenari: regioni della Danimarca e Scandinavia meridionale
- 3 nuclei narrativi, ma lo schema di snodo è il combattimento tra eroe e mostro
- Emerge il pessimismo tragico della cultura germanica (poema che si apre e conclude con 2 riti funebri) e il confronto tra le forze archetipe (Male, Oscurità, Caos)
- Uso del "verso lungo" a 4 accenti principali
- Dizione contrassegnata dal Kenning: frasi o composti prevalentemente nominali che mettendo in rilievo una quantità peculiare designano in maniera pittoresca persone-oggetto
Due Panegirici della "Anglo Saxon Chronicle":
- "The Battle of Brunanburh": 73 versi, celebrano l'impresa vittoriosa del re Athelstan di Wessex e dei suoi alleati di Mercia contro Scozzesi e Vichinghi
- "The Battle of Maldon": 325 versi, canta lo sfortunato scontro e la morte eroica di Byrhtnoth presso Maldon, nell'Essex, durante un episodio di guerra del 991, ruotando intorno alla fedeltà dei suoi seguaci in una battaglia impari e intorno alla nozione di orgoglio che caratterizza il protagonista.
Poesia elegiaca
Tra le elegie troviamo:
- Componimento in versi del manoscritto Exeter: diffuso senso di desolato sgomento e alienazione provocato da perdita passato che rappresentava stabilità e sicurezza.
- Protagonista Widsith (nome appellativo, "Colui che ha molto viaggiato"): perpetuo errante (scop), cantore di leggende eroiche e depositario sapienza, che lamenta la sua condizione ma con atteggiamento di stoica accettazione delle avversità.
- "The Wanderer": ispirazione più cristiana e didatticheggiante, protagonista lamenta vanitas possessi terreni nella prospettiva della morte che incombe su tutti ma che è anche approdo di pace.
- "The Ruin": io poetante contempla con malinconia le rovine della gloria e della potenza di un tempo e attribuisce la distruzione della città termale (forse Bath) al "wyrd", corrispondente del Fato per la germanità pagana.
- Due frammenti: "Eadwacer" e "The Wife's Lament": voce monologante donna divisa fra amante e marito nel primo e innocente ripudiata e allontanata nel secondo. Abbandono, perdita, solitudine e nostalgia rapporti amorosi.
- "The Message": invito da parte di un innamorato lontano affinché la destinataria lo raggiunga.
Letteratura medio inglese dalla conquista normanna al XV secolo
Nel 1066, Guglielmo di Normandia sconfisse a Hastings l'esercito di Harold (ultimo re anglosassone): svolta per l'Inghilterra, ormai trilingue:
- Volgare: "inglese" parlato dalla gente comune
- Normanno (varietà locale francese settentrionale): lingua con cui si esprime il potere politico
- Latino: lingua Chiesa e cultura
Nella prima fase di transizione la trasmissione della cultura ha luogo prevalentemente presso comunità religiose (ambiente monastico e poi scuole), quindi la produzione letteraria inglese è inizialmente prevalentemente devozionale prodotta da ecclesiastici che miravano all'edificazione spirituale di strati popolari non educati.
Letteratura omiletica e mistica
Primi esempi di testi omiletici in versi: XII secolo. Costituivano lo strumento più adeguato per finalità didascaliche e dottrinali: in quest'ambito la prosa inglese tra 1066 e metà 200 offre i risultati più pregevoli. Capolavoro di questo periodo: "Ancrene Riwle" dove la prima e le ultime delle 8 sezioni offrono consigli su pratiche devote e aspetti pratici della vita, mentre le restanti raccontano la vita spirituale delle recluse con momento centrale nella confessione (ci si apre alla scoperta della psicologia dell'individuo).
Nel XII secolo si affermano gli ordini mendicanti dei francescani e domenicani con missione evangelizzatrice incentrata sulla predicazione rivolta alle masse illetterate. Ricca produzione in versi: "South English Legendary" e "Handlyng synne" (di Robert Mannyng di Brunne): con fini moralegianti, linguaggio semplice, stile vivace (esempio di realismo descrittivo inglese prima di Chaucer).
"Cursor Mundi": parafrasi di materiale biblico trattante l'intera storia spirituale dell'umanità. "Cleannes" e "Patience". Tra il XIV e XV secolo la cultura si va laicizzando: ruolo importante centri scolastici nella produzione letteraria e volgare inglese non più considerato inferiore grazie all'anglicizzazione politica e linguistica dei ceti dominanti. L'individualismo investe anche il mondo della religione: produzione non più dottrinale ma carica di valenze emotive espressione degli autori stessi: Chaucer, Langland, Gowe, Rolle de Hampole, Hilton e un anonimo di cui è opera "The Cloud of Unknowing" (dove l'autore prende atto della assoluta inconoscibilità della natura divina e padroneggia strumenti retorici e stilistici saldi e raffinati), e voci femminili tra cui Giuliana di Nowrich e Margery Kempe.
Produzione comica e lirica
"The Owl and the Nightingale": contrasto fra gufo e usignolo con umorismo e sensibilità per il mondo della natura.
"The Fox and the Wolf": contrasto tra volpe e lupo ma con azione drammatica più considerevole.
"Land of Cokayne": descrizione di un chierico vagante di uno spensierato anti-Paradiso di leccornie e piaceri carnali, primo esempio di produzione comica.
"Dame Sirith", del primo 200, breve racconto a carattere dialogico con argomento tradizionale (giovane vuole conquistare moglie dal marito assente e dopo essere respinto vi riuscirà con uno stratagemma): corrisponde alla narrativa comica in versi dei fabliaux della Francia settentrionale.
Dal 300 vi sono testimonianze di produzione lirica volgare inglese non occasionali e frammentarie: importanza popolare. Liriche religiose (capolavoro: "Quia amore langueo") e secolari (amorose, satiriche, politiche) (capolavoro: "Sumer is icumen in", primo dove topos natura al risveglio primaverile si combina con tematica amorosa).
Narrativa romanzesca
Romanzo cavalleresco: nasce e matura in Francia settentrionale nel XII secolo grazie a Chretien de Troyes, con fioritura in Inghilterra a partire dal XIII secolo.
Due filoni tematici:
- Bretone: carattere raffinato e mondano, intriso di illusioni magiche e amori, incentrato su Re Artù e cavalieri, dove confluisce poi il corpo di narrazioni su Re Marco di Cornovaglia e nipote Tristano
- Carolingio: celebrazione delle gesta di Carlo Magno e paladini, carattere epico, impeto guerriero si coniuga con quello religioso, specificatamente cristiano
Lagiamon, prelato inglese di campagna, compone nel 200 circa 16000 versi allitterativi del "Brut": considerabile ultimo epigono della stagione epica anglosassone (lingua poetica ricca di arcaismi). Primo a collocare al centro della storia inglese delle origini Re Artù (qui con carattere eroico), figura in cui si incarna l'essenza della tradizione romanzesca del Medioevo Inglese ma che scompare dopo il "Brut" per circa un secolo e ripreso poi in "Morte Arthure" dove la rovina del re è data dalla sua desmesure e cupidigia, per le quali viene condannato moralmente dall'autore.
Nel 1260, due più antichi romance medio inglesi: "King Horn": intreccia situazioni romanzesche archetipe con protagonisti e scenari vicini a realtà locali e toni epicheggianti. "Floris and Blanchefleur": peripezie di due innamorati con interventi magici e ambientazione orientale.
All'inizio del 300: "Guy of Warwick" e "Beues of Hamtoun": imprese amorose, vendetta, riconquista diritti, stessi temi di "William of Palerne" (trovatello nutrito da lupo mannaro, atmosfera magica e fiabesca) e di più brevi narrazioni come "Sir Laufnal", "Sir degaré", "Lai le Freine" e "Sir Orfeo" (riscrittura mito Orfeo e Euridice ambientata nella Fairyland celtica).
Il Gawain-poet
Dopo il "Brut" di Lagiamon vi è un vuoto cronologico di circa 120 anni nella letteratura medio inglese e dove la tecnica del verso sciolto allitterativo del "Beowulf" riappare in un corpo di poemi dell'area provinciale del Settentrione e delle Midlands occidentali (fenomeno conosciuto come Allitterative Revival), di cui il capolavoro è "Sir Gawain and the Green Knight", di autore sconosciuto:
- Combina solennità e vigore ritmico dell'epica anglosassone con eleganza narrativa cortese d'ispirazione continentale
- Fonde tematiche arturiane, gusto aristocratico per avventura e senso meraviglioso dove elemento folklorico è filtrato al vaglio di una raffinata cultura letteraria
- Due nuclei folklorici: Beheading Game, giocare alla decapitazione e scambio delle prede (fra Gawin e Bertilak)
"Pearl", dello stesso autore di "Sir Gawain and the Green Knight":
- Cura per finezza e armonia architettonica
- Complessa organizzazione prosodica: uso di refrain e della concatenatio
- È un dream poem (altro genere letterario più importante insieme al romance): poema sogno/visione
- Nodo teologico centrale: ruolo Grazia divina nell'economia della salvezza
"Patience" e "Cleanness" dello stesso autore di "Sir Gawain and the Green Knight" in fase meno matura: presenza tema "virtù", pazienza, purezza: elaborati però dal punto di vista negativo, additando conseguenze che il mancato esercizio di tali virtù può provocare.
Langland
"The Vision of Piers Plowman", di William Langland: opera più ambiziosa e di maggiore impegno etico religioso e sociale della letteratura medio inglese.
- Dialetto sud occidentale
- Vasta popolarità (oltre 50 manoscritti presenti) dovuti al dialetto e alle problematiche religiose trattate
- Definito "classico della parola"
- Testo in progress: interminabile lavoro di revisione, esistono infatti 3 redazioni (testi A, B, più diffuso, C e anche una Z, probabilmente un primo abbozzo)
- Parte B più importante: maggiore coesione strutturale, Prologo e 20 azioni chiamate Passus: Prologo e primi 7 formano un blocco narrativo chiamato "Visio", il cui tema di fondo è quello della vita attiva dell'uomo in un mondo e una società corrotti e del rapporto di essa con Dio, mentre gli altri 13 formano la "Vita", che insegna la ricerca intellettuale da parte del sognatore della buona vita cristiana dopo il vano tentativo di riforma della società attuato nella prima parte
- Tema di fondo: ricerca di perfezione dove piano individuale si interseca con quello collettivo spirituale e materiale, pellegrinaggio spirituale
- Interrogativo del protagonista Will che pervade il poema: come ottenere la salvezza dell'anima
Gower
Come Chaucer anche egli operava nella corte di Riccardo II. Tre opere maggiori:
- "Mirour": dinamica accorata e organizzata condotta con ricorso alla tecnica delle personificazioni allegoriche, dello stato di degenerazione morale che travaglia l'umanità
- "Vox Clamantis": orientato sul versante politico, esprime animo terrorizzato ai disordini sociali della Peasant Revolt, moti contadini del 1381 e corruzione dilagante
- "Confessio Amantis": forma di collezione di storie racchiuse da cornice, con protagonista Amans, alter ego dell'autore. Concezione amore come religione. Stile narrativo fluido, lineare, melodioso e semplice.
Chaucer
Nacque a Londra da prospera famiglia mercantile e fu presto a servizio della moglie di Lionel, uno dei figli di Edoardo III. Partecipò a spedizioni in Francia, Spagna e Italia rivestendo anche cariche importanti. Fu sepolto nell'abbazia di Westminster.
- Attività letteraria: necessità interiore di esprimersi, rifugio e ristoro da incombenze quotidiane
- Pubblico: la cerchia a cui apparteneva (funzionari e gentiluomini piccola nobiltà), tranne una opera ("The Book of the Duchess", per l'aristocratico Gaunt) e "The Legend of Good Women"
- Volgare inglese concepito da lui e la sua cerchia come lingua capace di essere strumento di espressione letteraria dignitosa ed elegante
- Inesausto sperimentalismo, complessa diversificazione delle componenti interne al testo
Primi lavori: traduzione "Roman de la Rosa" e in seguito di "An ABC".
Primo dei suoi poemi onirici: "Book of the Duchess". Poema consolatorio verso John of Gaunt che aveva perso la moglie. Avvio: parafrasi episodio di Ceice e Alcione (Metamorfosi di Ovidio).
Incontro con cultura italiana del 300: "House of Fame". Forma poema visione diventa aperta, mostrando l'inatteso. Ultimo poema onirico: "The Parliament of Fowls". Affronta problemi di poetica e filosofia.
Primo lavoro di piena maturità artistica: "Troilus and Criseyde". Tratta materia legata alla leggenda troiana suddividendo gli 8200 versi in 5 libri. Manca la dimensione "meravigliosa" mentre rimane centrale la funzione dell'esperienza amorosa, fulcro azioni.
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