SEMIOTICA DEL TEATRO
Keir Elam ‘’ A gentle introduction to the semiotic of theatre and drama
’’
MDLSX (video): middle sex, protagonista Silvia Calderoni, lo porta anche a teatro.
Semiotica del teatro è un testo pubblicato originariamente nel 1980 poi nel 1988 in
italiano. Elam è un professore di letteratura inglese all’università di Bologna.
Il titolo in inglese è molto importante in quanto in Italiano viene tradotto solo come:
“semiotica del teatro”, mentre la traduzione più adeguata sarebbe, “un'introduzione
gentile alla semiotica del teatro e del testo drammatico/dramma”.
Distinguiamo infatti fra:
● Semiotica di un testo drammatico quali Othello o The Merchant of Venice
(drammaturgisti);
● Semiotica dello spettacolo teatrale riguarda la performance dell’opera
teatrale (spettacolisti).
Quando leggiamo il testo, esso è immutato. Quando guardiamo una
rappresentazione teatrale, la rappresentazione cambia ogni volta che viene messa in
scena. C’è una differenza fra il testo immobile e la performance teatrale. Elam
prende queste due branche della stessa disciplina e le mette insieme, le unisce. Non
si può studiare un testo drammatico senza studiare la scena teatrale. Quindi
parliamo di semiotica del teatro e del dramma.
Questo volume nasce a cavallo fra due tradizioni:
1. Tradizione di stampo europeo ;
2. tradizione empirica di stampo anglosassone .
Secondo Elam la tradizione italiana è molto teorica, in Italia si teorizza molto. Nei
paesi anglosassoni si parte dalla pratica, per questo parla di empirismo. Si parte
dall’osservazione, dallo spettacolo teatrale e non dalla teoria.
Queste appena dette sono le origini di Elam.
La semiotica del teatro ha delle origini ceco-slovacche. In particolare, facciamo
riferimento alla scuola di Praga negli anni ‘30.
La semiotica è una scienza multidisciplinare, scienza rivolta allo studio del significato,
parte dalla base secondo cui: per studiare un testo teatrale dobbiamo partire prima
dalla linguistica.
La semiologia (o semiotica, termine prevalente in area angloamericana e russa) è,
secondo De Saussure, la scienza dei segni nel cui ambito rientra anche la linguistica:
“ La lingua è un sistema di segni esprimenti delle idee e, pertanto, è confrontabile con
la scrittura, l’alfabeto dei sordomuti, i riti simbolici, le forme di cortesia, i segni
militari ecc.
”
Essa è semplicemente il più importante di tali sistemi. Si può dunque concepire una
scienza che studia la vita dei segni nel quadro della vita sociale; essa potrebbe
formare una parte della psicologia sociale e, di conseguenza, della psicologia
generale; noi la chiameremo semiologia. Essa potrebbe dirci in che consistono i
segni, quali leggi li regolano. Poiché essa non esiste ancora non possiamo dire che
cosa sarà; essa ha tuttavia diritto ad esistere e il suo posto è deciso in partenza. La
linguistica è solo una parte di questa scienza generale, le leggi scoperte dalla
semiologia saranno applicabili alla linguistica, e questa si troverà collegata ad un
dominio ben definito nell’insieme dei fatti umani” (Saussure).
Due momenti importanti:
● Anni ’30, ‘40: formalisti ceco-slovacchi (sono gli anni in cui nascono questi
studi)
● Studi contemporanei sul teatro. (teoria di performatività, Austin “How to do
things with words”)
Peirce: the systematic study of signs or, more precisely, of the production of
meaning from sign-system, linguistic or not-linguistic. As a distinct tradition of
inquiry into human communications, semiotics was founded by American
philosopher C.S.Peirce and separately by the Swiss linguistic Ferdinand De Saussure,
who proposed that linguistics would form one part of a more general science of
signs: “semiology” (Baldick).
Pag 10, “la fortuna…” La semiotica è una scienza applicabile a qualsiasi genere
letterario.
Il teatro è qualcosa di fluido, è in continuo movimento.
Differenza fra testo spettacolare e testo drammatico:
1. Composto nel teatro;
2. Composto per il teatro.
“ A differenza dei semiologi letterari o degli studiosi del mito o delle arti plastiche,
chi si occupa del teatro o del dramma si ritrova di fronte a due tipi di materiale
testuale piuttosto dissimili- sebbene collegati- quello prodotto nel teatro e quello
prodotto per il teatro”
● Teatro si riferisce al complesso fenomeno associato alla transazione
attore-pubblico
● Per dramma si intende quella modalità di fiction destinata alla
rappresentazione scenica e costruita secondo particolari convenzioni
drammatiche
Un testo teatrale viene scritto per essere messo in scena. non possiamo studiare
testo drammatico e spettacolare separatamente. Se viene scritto per essere messo
in scena vanno studiati insieme in quanto facce della stessa medaglia.
I manoscritti del periodo elisabettiano erano ancora legati ad un concetto effimero.
STRUTTURALISMO PRAGHESE E SEGNO TEATRALE
1931 fino ad allora la scienza descrittiva del dramma e della performance aveva
fatto pochi progressi. Dall’inizio degli anni trenta inizia a fare grossi passi avanti
rispetto alle sue origini Aristoteliche.
Gli studi sul teatro non nascono con lo strutturalismo praghese ma da una forma,
una disciplina. Questi studi esistevano già prima.
1931: pubblicazione di due testi sul teatro.
Estetica dell’arte del dramma Otakar Zich
Zich dice che non c’è un predominio del testo scritto ma bisogna dare importanza
anche a come viene rappresentato. Nello studio di una rappresentazione teatrale
non c’è una predominanza: dobbiamo studiare la messa in scena e vedere cosa
succede, non c’è quindi un predominio del testo scritto, ma è tanto importante
quanto la messa in scena e tutte le altre cose.
Lo strutturalismo praghese racchiudeva un insieme di persone che si occupavano di
teatro, fu influenzato da:
● Formalisti russi scrivono un testo sulla teoria della letteratura e metodo
critico
● Linguistica strutturale Saussuriana analizzare tutti i comportamenti
comunicativi e significativi dell’uomo all’interno di una semiotica generale e
anche una definizione operativa del segno.
Il segno è un’entità a due facce che lega un veicolo materiale (significante) ad un
concetto mentale (significato).
Per studiare la semiotica del teatro si prendono le nozioni della linguistica e si
applicano al teatro. I semiologi del teatro prendono questi concetti e li rielaborano
attraverso lo spettacolo teatrale .
Una delle teorie portate avanti dallo strutturalismo è quella dello Straniamento (=
rendere strana una cosa): una cosa che noi facciamo/vediamo/usiamo
quotidianamente diventa automatica, lo straniamento è un processo che cerca di
de-automatizzare la realtà. Con lo straniamento è possibile dare nuova vita a queste
forme.
“ Tentativo di analisi del fenomeno dell’attore
” di JAN MUKAROVSKY.
Partendo dal tentativo di teorizzare il macro-segno , Mukarovsky applica una
classificazione del repertorio dei segni gestuali e della loro funzione nelle mimiche di
Charlie Chaplin. Mukarovsky prende in considerazione gli elementi paralinguistici
ovvero quelle cose che accompagnano la produzione del parlato tipo il gesto, il
movimento.
Mukarovsky, identificava l’opera d’arte in quanto tale (per esempio la
rappresentazione teatrale nella sua interezza) come l’unità semiotica, il cui
significante è l’ opera stessa in quanto cosa o insieme di elementi materiali, e il cui
significato è “l’ oggetto estetico ” che risiede nella coscienza collettiva. Il testo
spettacolare diviene, in quest’ottica, un macro-segno e il suo significato è costituito
dal suo effetto totale. In questa prospettiva, lo spettatore è artefice ultimo dei
proprio significati.
La strategia adottata successivamente dai colleghi di Mukarovsky è quella di vedere
la performance non come un segno singolo, ma come un insieme di unità semiotiche
appartenenti a diversi sistemi cooperativi (Elam).
PETER BOGATYRËV Le Signes du Théatre
La scena trasforma radicalmente tutti gli oggetti e i corpi in essa definiti, conferendo
loro un potere significante che essi non hanno – o almeno è meno evidente – nella
loro funzione sociale: “sulla scena gli oggetti che hanno il ruolo di segni teatrali (…)
acquistano delle qualità e degli attributi particolari che non hanno nella vita reale”.
(Bogatyrëv)
Semiotizzazione dell’oggetto fazzoletto in Othello
Nella realtà non ha alcun significato mentre in Otello è fondamentale.
“ il fatto stesso che degli oggetti appaiono nella scena sopprime la loro funzione
pratica in favore di un ruolo significante e simbolico che li fa partecipare alla
rappresentazione drammatica” assume molta importanza la significazione
dell’oggetto più che il suo uso.
ATTORE E I SUOI ATTRIBUTI FISICI:
● “L’unità dinamica di un intero insieme di segni”.
Nella rappresentazione drammatica tradizionale il corpo dell’attore raggiunge i suoi
poteri mimetici e rappresentativi, muta e diventa qualcosa di diverso da se stesso,
più o meno di un individuo. Questo vale sia per il suo modo di parlare che per ogni
aspetto della sua performance, nella misura in cui anche fattori puramente
contingenti come i riflessi fisiologicamente determinati vengono accettati come
unità significanti .
il corpo è significante a priori a teatro Attore = unità dinamica per eccellenza
CONNOTAZIONE
OLTRE alla denotazione di un oggetto come sedia può esserci un significato in più.
Quel significato è una connotazione dell’oggetto che assume a teatro.
“Bogatyrëv fa notare questa capacità dei veicoli segnici teatrali di indicare, al di là
della denotazione, ulteriori significati culturali. Può accadere, per esempio, che oltre
al denotato “armatura”, un costume marziale, venga a significare per un pubblico
particolare “coraggio” o “virilità”, o in un interno domestico borghese “ricchezza”,
“ostentazione”, “cattivo gusto”. Spesso queste unità di significato culturalmente
determinate e di secondo ordine, vengono a superare in importanza le loro funzioni
denotative . Parliamo qui, di connotazione . La connotazione, quindi, è una funzione
semantica parassita attraverso cui il veicolo segnico del segno fornisce la base per
un rapporto segnico di secondo ordine (il veicolo segnico del segno scenico “corona”
acquista i significati secondari di “maestà”, “usurpazione” etc.).”
LA SEMIOTICA DEL TEATRO
Straniamento
● Margaret Atwood. Esempio della penna
● Aphra Benn.
● Dulce Chacòn La voz dormida: esempio coltello e cucchiaio, i carcerati che
escono di prigione non sono più in grado di usare coltello e forchetta in
quanto abituati ad usare solo il cucchiaio.
● Jacinta Escudos Hirohito, mi amor. Il procedimento straniante qui si applica
alla relazione di coppia.
MOBILITÀ, DINAMISMO O TRASFORMABILITÀ DEL SEGNO (19-23)
“il veicolo segnico può essere semanticamente versatile (o sovradeterminato) non
solo a livello connotativo, ma all’occasione anche denotativo – lo stesso elemento
scenico sta per diversi significati che dipendono dal contesto in cui esso appare.
Lo stesso oggetto in scena può cambiare il suo significato.
Esempi:
● L’impugnatura di una spada può essere interpretata in una scena successiva
come una croce (attraverso un semplice cambiamento di posizione).
● Lo scenario che in un contesto sta per una palizzata può essere
immediatamente trasformato, senza modificazione strutturali, in un muro o in
un giardino recintato.
CONTINUUM SOGGETTIVO-OGGETTIVO (22-23)
Un soggetto sulla scena può diventare nel corso della rappresentazione un oggetto .
Allo stesso modo un oggetto può trasformarsi in soggetto .
Proposto da Veltrusky
Esempi:
● I soldati che stanno ai lati dell’entrata di una casa indicano che la casa è una
caserma. quindi l’attore in questo caso ha la funzione di una parte della
scenografia (da soggettività a oggettività).
● Pugnale da parte integrante del costume a una partecipazione, all’azione
come strumento, a una associazione autonoma con una qualche azione, come
quando appare sulla scena un pugnale insanguinato (da oggettività a
soggettività).
EVIDENZIAZIONE E GERARCHIA DELLA PERFORMANCE (23-26)
Fin dall’inizio, i teorici praghesi – seguendo Zich – concepirono la struttura della
performance come una gerarchia dinamica di elementi . Il primo saggio di
Mukarovsky su Chaplin comincia caratterizzando l’oggetto della sua analisi come
“una struttura, cioè come un sistema di elementi esteticamente realizzati e
raggruppati in una complessa gerarchia, dove uno degli elementi predomina sugli
altri” (Mukarovsky).
Qui viene applicato un concetto sviluppato in precedenza nello studio del linguaggio
poetico. Si ha evidenziazione linguistica quando un uso inatteso improvvisamente
costringe l’ascoltatore o il lettore a prestare attenzione all’enunciato stesso,
piuttosto che continuare ad interessarsi automaticamente al ‘contenuto’.
Quando parliamo di gerarchia a teatro è perché ogni elemento rientra in una
struttura. Ci sono quindi elementi più importanti di altri.
Evidenziazione linguistica . Questi concetti mutuano dalla linguistica e dal
formalismo russo e si applicano al teatro.
Evidenziazione linguistica: pronunciando una frase con degli amici, marchiamo,
evidenziamo un qualcosa e l’attenzione ricade sulla forma linguistica che stiamo
utilizzando. Dal modo in cui pronunciamo la frase si può capire lo stato d’animo della
p
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