Il Medioevo: da Beowulf a Malory
La letteratura in Old English
La cultura anglosassone attecchisce nel nord del paese, a York, e poi è soffocata dalle invasioni danesi, fino a re Alfred che crea un nuovo centro. I poemi anglosassoni che oggi abbiamo ci sono giunti in 4 manoscritti, tutti del X secolo. La poesia in Old English presenta due caratteristiche principali: il metro allitterativo e un linguaggio molto formulaico. Lo stesso metro lo ritroviamo in Beowulf, presumibilmente scritto all’inizio dell’VIII secolo da un poeta della Northumbria o della Mercia, ma che ci è giunto in un’edizione più tarda, riconducibile all’anno 1000, scritta nel dialetto del Wessex e in un unico manoscritto.
La tarda redazione ci fa capire come mai, nonostante il poema parli di un eroe scandinavo e abbia una serie di riferimenti legati al mondo misterico e pagano, ci dà prova anche di influssi cristiani. Il protagonista del poema è tratto dal folklore germanico, ma ciò nonostante il poeta insiste sulla storicità del racconto e usa un registro molto grave ed aristocratico. A tal proposito sono interessanti i festeggiamenti che seguono ogni trionfo dell’eroe con canti dove si celebra la consapevolezza di possedere una tradizione storica e culturale.
La letteratura anglosassone oltre alla poesia epica, ci ha lasciato anche una produzione elegiaca risalente al VII – VIII secolo, in sei opere. I temi sono ricorrenti: la perdita, l’esilio, la mancanza, tutti topoi che torneranno nel corso della letteratura inglese. Delle sei raccolte le più antiche sono Widsith e Deor, entrambe a tema pagano. Deor è il lamento di uno scop che piange per aver perso la predilezione del proprio padrone. The wife’s lament è altrettanto interessante perché per la prima volta viene data voce a un personaggio femminile, che si lamenta per la lontananza del marito.
Una forte valenza documentaria assumono i poeti Caedmon e Cynewulf perché di loro abbiamo anche qualche notizia biografica. Del primo ce ne parla Beda nelle sue Historia ecclesiastica. Il secondo viveva nella Northumbria tra la fine dell’VIII secolo e i primi decenni del IX. L’interesse degli anglosassoni a tracciare i confini della loro identità è confermato dall’interesse per la storia e per la narrazione cronachistica in prosa, e ciò è dimostrato dal fatto che la Historia di Beda scritta in latino fu tradotta già ai tempi di re Alfred.
Questi credeva fortemente nel riscatto della cultura locale dalle condizioni difficili in cui era caduta dopo le invasioni e insistette molto sulle traduzioni dei testi sacri dal latino al volgare. Fu lui a patrocinare le Anglo-Saxon Chronicle, un prodotto a metà tra storico e letterario che rappresenta il più antico resoconto della propria storia da parte di un popolo germanico. La redazione delle chronicle proseguì anche dopo la morte di re Alfred e arrivò fino al 1154, oltre la conquista normanna.
Quando i normanni giunsero in Inghilterra, la cultura anglosassone stava attraversando una fase di piena maturità; ecco perché la cultura normanna, nonostante la sua compiutezza e raffinatezza, non riuscì mai a cancellare del tutto le istanze del passato, ma abbia dato inizio a un complesso mix di culture.
La letteratura in Middle English: il romance e il dream-poem
Il romance nasce in Francia, si diffonde con l’invasione normanna e con l’introduzione del feudalesimo in Inghilterra, dove l’elaborazione e la formalizzazione del genere furono ulteriormente migliorate grazie all’apporto tanto dei poeti francesi arrivati in Inghilterra, quanto dei cantori autoctoni.
Il romance inglese presenta diverse differenze rispetto a quello francese: celebrazione eventi e personaggi locali, assorbe altri generi come la chanson de geste, l’exemplum... Questa duplicità è riconducibile al fatto che gli aristocratici normanni, che si convertono all’inglese solo tra il XIII e il XIV sec. usufruivano della produzione scritta in lingua francese ma nata in Inghilterra, mentre il romanzo volgare era destinato alla popolazione locale. I primi romances in inglese erano rielaborazioni di romances anglo-normanni e comparirono intorno alla prima metà del XIII sec, quando la tradizione romanzesca in Francia si stava esaurendo.
Esempio: Havelok the Dane, la cui versione in middle english si può confrontare con due versioni in francese. Geffrei Gaimar, intorno al 1135 – 1140, aveva narrato la stessa vicenda ma in anglo-normanno per la famiglia Lincoln che lo ospitava, e ciò testimonia il nuovo interesse per le nuove famiglie nobili per la tradizione storica anglo-sassone. Il lai d’Haveloc risale alla fine del XII secolo, è un romanzo anonimo scritto in francese e il cui tenore è ancora cortese. La versione in middle english dunque è di grande interesse al fine di postulare una definizione del genere del romance in Inghilterra e di discuterne le finalità.
Il poema inglese è più lungo degli altri, anche se copre lo stesso lasso di tempo, perché viene dato spazio alle vicende giovanili. È evidente la trasposizione in chiave più popolare delle vicende cavalleresche, dunque tentativo di apertura a un pubblico più grande e tentativo di traslare la vicenda da un passato mitico e indefinito al presente.
L’opera più riuscita è il poemetto sir Gawain and the green knight che testimonia il processo di sviluppo e riappropriazione del genere. Fine XIV secolo, dialetto di Midlands occidentale, anonimo sia l’autore che il committente. C’è giunto in un manoscritto insieme a tre poemetti di stampo religioso: pearl, cleanness e patience, tutti probabilmente dello stesso autore, chiamato Gawain-poet. Composto in una corte del nord, dunque abbastanza autonomo rispetto al potere londinese, adotta il metro alliterativo della poesia anglo-sassone (il ritornello è accostato al verso ritmato di stampo francese).
Fa parte del ciclo bretone. Lo sfidante di Gawain è un essere sovrannaturale che richiama il mondo naturale, questi lo invita a rinnovare la tradizione del beheading game e la storia si svolge nell’arco di un anno: questi sono tutti elementi che testimoniano l’incontro tra il romanzo cavalleresco e il folk tale tradizionale. Interessante la prassi dell’autore di collocare una vicenda che appartiene a un passato mitico in un’Inghilterra contemporanea, scelta che testimonia da un lato la scelta di attualizzare il romanzo cavalleresco, dall’altro di rintracciare una mitologia delle origini della propria nazione dentro la tradizione classica.
L’autore fa propria la lezione del roman courtois, e traccia un panorama della nobiltà medievale in un romanzo fondamentalmente aristocratico, ma si stacca dal suo modello accostando al piano di lettura di superficie, un livello di comprensione più profondo, a sfondo morale. La finalità didattico/etica è testimoniata anche dall’accostamento del poemetto di sir Gawain ai tre poemi di stampo religioso. Cleanness è sul diluvio, patience parla di Giona e infine pearl fa parte dei dream-poem, un genere atto a descrivere un’esperienza di tipo visionaria vissuta come un sogno dal narratore.
Pearl, in cui è chiara l’ispirazione all’Olympia di Boccaccio, alterna allitterazione e rima, e l’autore ci dice di essersi addormentato e d’aver avuto la visione di una fanciulla al di là di un fiume (il Paradiso). Il poeta prova a raggiungerla ma cade nell'acqua e si sveglia. Di nuovo, a caratterizzare il dream poem di matrice inglese è l’interpolazione di diverse tradizioni. Il più importante esempio di dream poem nella letteratura inglese è The vision of Piers Plowman di William Langland.
A parte l’ambientazione allegorica, il poema procede sulla base di dettagli concreti ed attuali. L’elemento di novità del dream poem è la folla che compare in queste esperienze: baroni, borghesi e contadini ed innumerevoli rappresentanti di arti e mestieri, folla che ricorda i pellegrini dei Canterbury tales.
Geoffrey Chaucer e le origini della letteratura inglese moderna
Chaucer nasce a Londra nel 1340, e rappresenta la “borghesia” che stava assumendo così tanto potere all’epoca. Paggio alla corte di Edward III, partecipò alla guerra contro i francesi del 1359. Fece viaggi e missioni in Europa, dai quali tornava portando manoscritti delle letterature con le quali veniva a contatto. Solo verso la fine della sua vita si dedica maggiormente alla letteratura.
Chaucer percepì le diverse tradizioni letterarie antecedenti, delle quali riconobbe l’auctoritas, ma che rielaborò adattandole ai tempi e considerò segno di innovazione e maturità sfoggiare, insieme ai testi classici, anche la propria conoscenza dei contemporanei francesi e italiani. A lui inoltre si deve il fatto che il dialetto londinese diventò la lingua ufficiale della letteratura. A lui il merito di aver sviluppato e definito al massimo i generi letterari dell’epoca.
Nel book of the duchess ripropone il sogno. Al romance Chaucer dedica altre sue opere come troylus and cryseide che deriva dal Filostrato di Boccaccio e su cui si innestano prestiti del Filostrato di Boccaccio, che a volte traduce (nell’accezione medievale del termine) e altre volte invece alterna al travaglio psicologico e morale dei suoi personaggi, che assumono ognuno un proprio eloquio e una propria gestualità. Il narratore di Chaucer inoltre (al contrario di quello di Boccaccio che coincide con il personaggio) è una figura esterna, ma del quale il lettore percepisce la presenza.
Come il narratore dei Canterbury tales, egli comunica direttamente con il lettore, condividendo con lui la propria difficoltà nel trattare una materia come l’amore della quale non ha esperienza personale e ne sollecita la comprensione. Canterbury Tales (3/4 del XIV sec. Presumibilmente anni ‘80) si presentano in una maniera apparentemente non innovativa, come una cornice che racchiude una serie di racconti (tipo Decameron); la trama è a pag. 13.
L’opera è incompleta e alcuni dei racconti riconducibili al XV secolo erano già scritti prima che Chaucer programmasse l’opera. Il narratore si unisce al gruppo, e nel general prologue ci presenta tutti i personaggi uno per uno, descrivendoci lo status sociale, l’aspetto e l’atteggiamento. È l’alter ego dell’autore, ma è una figura assolutamente diversa da lui: timido e poco dotato letteralmente, e questa sua incapacità lo porterà a non dire niente di più che la trascrizione letterale di quanto avvenuto nel pellegrinaggio: nel modo il più fedele possibile alla realtà.
In realtà lui darà prova di conoscere la natura umana, di essere ironico e di abbattere le tradizionali barriere tra materia scritta e narrazione orale. Tra i personaggi il più alto socialmente è un cavaliere, mentre il più alto dal punto di vista ecclesiastico è una priora di un convento. La classe media viene dunque ampiamente descritta.
Chaucer, infatti, vive in un’epoca di sostanziali cambiamenti. La rivolta dei contadini e la caduta di Richard II cambiarono la fisionomia alle lotte politiche e l’espansione economica faceva sempre più del denaro uno strumento del potere. Il livello culturale e la literacy si stavano alzando e l’inglese diventava la lingua dell’identità nazionale. Il potere della chiesa e del clero sulla cultura e sulla politica stava per la prima volta seriamente in discussione.
E Chaucer allora ci presenta un’immagine del suo tempo contraddittoria: sua scrittura è duplice: citazioni della Bibbia e della letteratura classica sono usate come strumenti per affermare il proprio diritto alla parola ma personaggi umili come la wife of Bath possono parlare in base alla propria esperienza. Questa donna è molto interessante; sanguinaria e loquace, nel suo prolisso prologo ci dà il resoconto della sua travagliata vita coniugale.
Il suo orgoglio è la sua attività di tessitrice che ha ereditato da uno dei mariti e che le consente di fare la bella vita e di donare grosse somme in beneficenza. Topos in Chaucer il consentire a ogni personaggio, anche minimo, un registro espressivo consono alla sua classe sociale e ognuno comunque ha il diritto di prendere parola. Es. l’infedele May di the merchant’s tale che diventa talmente abile nel linguaggio da ingannare il marito.
L’appropriazione del linguaggio va di pari passo con l’acquisizione di beni materiali, infatti, Griselda di the clerk’s tale dovrà rinunciare alla parola essendo priva di qualsiasi altra cosa che possiede, inclusi i vestiti. La composizione sociale dei pellegrini fa sì che essi facciano appello a generi differenziati, dal romance al racconto di materia religiosa, fino al fabliau. Interessante sul versante opposto il cavaliere che nella wife of Bath macchia con il suo stupro la tradizionale cortesia della letteratura cavalleresca.
Chaucer sintetizza nella sua opera le indicazioni stilistiche, letterarie ecc. della sua epoca portandole a esiti nuovi con l’apporto di tradizioni continentali. I suoi scritti presentano già i segni della modernità.
Il teatro medievale
La critica non è riuscita a colmare il solco tra i tropi del X secolo e i drammi biblici che divennero una delle più popolari forme d’intrattenimento nel XIV e XV secolo. Le prime rappresentazioni che avvenivano nelle chiese. La prassi delle rappresentazioni liturgiche presto si estese ad altre occasioni, in primis la natività.
I tropi dalla funzione prevalentemente esegetica di momenti fondamentali della liturgia contenevano già gli elementi classici della drammaturgia. Ma sorprende come senza una fase di transizione la storia dello spettacolo in Inghilterra proponga nel ‘300 una vasta fioritura di drammi ispirati alla Bibbia, che si svolgevano all’aperto, in volgare, accostavano agli eventi biblici eventi contemporanei ed erano finanziati dalle guilds, corporazioni di arti e mestieri. La testimonianza più completa ci è arrivata in 4 cicli diversi di rappresentazioni bibliche.
Dramma ciclico = spettacolo cittadino, organizzato in grossi borghi con un’economia fiorente e dove gli artigiani erano una delle componenti più grande e meglio organizzate. Nel basso medioevo uno spettacolo che si svolgeva all’aperto coinvolgeva tutte le classi sociali, dalle più umili alle più importanti. Partecipava anche la popolazione contadina delle cittadine limitrofe attratta sia dalla possibilità di terminare contrattazioni e scambi commerciali. Il dramma ciclico dunque operava come strumento di mediazione.
Ciò non implica la rottura con la tradizione clericale né il completo obiettivo dell’istituzione religiosa, al contrario, la sua popolarità era misurabile nella capacità di coniugare intrattenimento e didattica. La storia della Bibbia è riscritta in un qualche affresco comico; esemplare il dramma più famoso. Second Shepherd’s play del ciclo di Wakenfield che mixa la drammatizzazione della Natività a un episodio popolare.
Due modalità espressive differenti condizionavano la struttura dei cicli e la ripartizione della storia in episodi. La rappresentazione su pageant (i carri) implicava azioni statiche, contenuti in spazi limitati e plays compiuti in sé stessi. Carro triplice struttura. L’allestimento dello spettacolo in uno spazio fisso e circolare consentiva una maggiore mobilità degli attori e anche di compiere azioni contemporanee in spazi differenti. Il pubblico circonda il luogo della rappresentazione ed interagisce con gli attori. I plays si susseguivano senza soluzione di continuità e ciò è rilevabile al livello di struttura dell’intero ciclo e anche a livello testuale.
The book of Margery Kempe e le Paston Letters
Le ultime ricerche hanno portato alla luce interessanti documenti non accademici che concernono la vita delle donne, la società, il livello di istruzione e literacy, dentro una data classe sociale nel XV secolo: Il diario di Margery Kempe di Norfolk, donna fedele ma dal passato burrascoso e da imprenditrice nell’impresa familiare e l’epistolario della famiglia Paston, che dimostra quel pragmatismo nel gestire e raccontare il quotidiano tipico solo dell’Inghilterra e di nessun’altra letteratura europea.
The book of Margery Kempe è diviso in due parti: una narra la conversione della donna e i suoi innumerevoli pellegrinaggi, mentre la seconda parte parla del figlio e dei pellegrinaggi con la nuora dopo la morte di questi. Questa divisione è dovuta a un fatto interessante: Margery era analfabeta e dunque questo la porta a recarsi da un redattore, che però muore prima della fine dell’opera, fatto che porta Margery a recarsi da un secondo redattore.
La differenza è notevole: la prima è ricca di dettagli anche sui pellegrinaggi e sulle visioni della donna, la seconda parte invece è molto più rapida e si conclude con un elenco delle preghiere che quest’ultima era solita fare. La mediazione maschile era fondamentale: non solo lo scribano le consentiva di scrivere visto appunto il suo analfabetismo, ma allo stesso tempo garantiva ai lettori la veridicità della narrazione.
Nel proemio si dice che scopo dell’opera è celebrare le opere del Signore, ma anche di come egli sia stato così misericordioso da consentire a una peccatrice di redimersi, una frase questa che testimonia la volontà di allargarsi a un pubblico e svolgere una funzione didattica. La famiglia Paston ci dà un perfetto esempio delle condizioni di vita della gentry. La loro collezione comprende moltissimi documenti del...
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