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Il Cinquecento didattico

Nell’umanesimo inglese l’intento è dominante. L’obiettivo manifesto di Utopia di More e di The Utopiaschoolmaster di Ascham è il buongoverno, e il loro interlocutore privilegiato è chi detiene il potere. Pubblicata in latino nel 1516, fu scritta nei Paesi Bassi in una missione diplomatica per conto di Henry VIII. Si divide in due libri:

  • Critica alle istituzioni sociali, politiche e religiose contemporanee;
  • Descrizione del funzionamento legislativo e dei costumi degli abitanti di un’isola immaginaria in cui predomina la democrazia diretta.

Schoolmaster

Nello 1570, prima opera di traduzione, il tema centrale è l’istruzione ed è un vero trattato di pedagogia, che non ha però nessun intento letterario. Dice che il maestro, se non vuole creare avversione nei confronti della cultura, deve usare la gentilezza e l'elogio con i bambini. Inoltre, allo studio devono affiancarsi dei passatempi onesti come l’equitazione o il tiro con l’arco.

Oltre che dall’umanesimo, un notevole sviluppo della prosa del XVI secolo viene dal protestantesimo, dai sermoni e dai pamphlet religiosi. Con la riforma, in tutto il mondo protestante c’era l’idea che tutti i fedeli potessero leggere la Bibbia nella propria lingua. Dunque era fondamentale che le traduzioni si rifacessero agli originali greci ed ebrei, e non sulla Vulgata latina ritenuta corrotta.

Non furono soltanto gli storici a vedere negli eventi un percorso verso la prosperità e affermazione dell'Inghilterra. L’Inghilterra era rimasta fuori dalla conquista del nuovo mondo, a differenza della Spagna e Portogallo, ma la sua posizione geografica era vantaggiosa perché era un’isola. Ci furono molti resoconti di viaggio, chiamati recollections, di coloro che furono impegnati ad espandere l’influenza britannica sui mari.

Questi racconti vengono pubblicati da Hakluyt in una raccolta intitolata "The principal navigations, Voyages and discoveries of the English nation" del 1589. La letteratura di viaggio, una delle caratteristiche della prosa del 600, iniziò con la pubblicazione di Hakluyt, che era una memoria di quanto gli inglesi stavano facendo dal punto di vista dei commerci con l’India e in particolare con l’occidente, oltre che contiene i ricordi autobiografici dei navigatori e esploratori. Ha a che fare con il mare, uno dei topos è la tempesta, un classico della letteratura occidentale già da Shakespeare. La tempesta è un punto di svolta perché cambia la vita dei protagonisti.

The English Rogue

Nel 1665, si ha una svolta nella letteratura di viaggio con The English Rogue, che, come nel teatro, è frutto di collaborazione di due persone: Richard Head e Francis Kirkman. Non è una relazione di viaggi, ma ci troviamo di fronte all’introduzione del picaro: la letteratura picaresca fu un vero e proprio genere, è una tradizione spagnola del 500, che parla di un uomo sfortunato che cresce per strada, ma affronta la vita e riesce ad avere successo.

Il protagonista di The English Rogue è Meriton Latroon, un picaro che cresce fino a diventare un mercante che traffica con l’oriente. Il nome del protagonista è ambiguo: richiama Meritum → merito. Questo nome con valenza positiva si contrappone al cognome Latroon → ladrone o anche un animale. Questo perché il fine di Kirkman (come Neville o Behn) è presentare le loro opere anche con l’affermazione del realismo, ma è una letteratura di burla, da un lato prende in giro il lettore, dall’altra prende in giro la nuova classe borghese mercantile. La prima necessità del romanzo inglese è quella di creare memoria dell’esperienza coloniale inglese.

Nel 700 ci saranno delle rimozioni, come Pines o Oroonoko o lo stesso Rogue, perché questi tre romanzi non fanno didattica di quei punti fermi della classe borghese. Dunque, con gli anni il romanzo diventerà il prodotto della società. La nascita del romanzo è strettamente connessa allo sviluppo dell’impresa coloniale, rappresentata dai mercanti. La prosa iniziale era alta, usata anche in filosofia, come per esempio in Utopia di More. Questa prosa alta era compresa solamente da chi aveva una buona istruzione, ma il passaggio avviene attraverso una letteratura di viaggio, perché nel 500 molte erano le esplorazioni, i resoconti di viaggi e le testimonianze chiamate recollections. Questi testi uscivano sia in inglese che in latino perché fuori dall’Inghilterra non lo capivano. Questa prosa dava la possibilità di scrivere questo nuovo mondo. Di conseguenza, il viaggio porta alla scoperta di nuove lingue e nuove forme terminologiche.

Altre opere in prosa del periodo elisabettiano (1558-1603), pur non tralasciando l'intento didattico, erano mirate all’intrattenimento di un pubblico, che si andava sempre più allargando. Gli anni '60 e '70 videro un’esplosione di interesse per la novella e lo sviluppo della narrativa cortese con Lyly e Euphes the anatomy of wit. L’eufuismo è un movimento letterario e sociale. Il nome deriva dal greco che significa ben cresciuto, ben fatto. Lo stile eufuistico mirava ad espandere le potenzialità della prosa inglese al pari con la classicità latina.

Il teatro elisabettiano, a differenza del romanzo moderno, era scritto in versi, il blank verse ovvero il linguaggio poetico.

Il Seicento

Secolo caratterizzato da profondi cambiamenti politici, sociali e culturali, ma c’è una distinzione tra primo e secondo 600.

1603-1660

Alla morte di Elizabeth I, salì al trono James VI Stuart con il nome di James I, riunì il regno di Scozia, Irlanda e Inghilterra. Il figlio di Mary Stuart, l’odiata cugina di Elisabeth, ereditò una situazione complessa a causa dell’irrisolta questione religiosa che divideva il paese fra anglicani, cattolici e puritani. Il sovrano peggiorò la situazione ribadendo con forza nei suoi scritti e nei discorsi al Parlamento il diritto divino del re: i due trattati sull’assolutismo regale ebbero la disapprovazione dei puritani che avevano la maggioranza nel parlamento. I frequenti contrasti tra il re e il parlamento continuarono e peggiorarono con il suo successore Charles I (1625-1649), sfociando in una guerra civile che vide la maggior parte della ricca borghesia cittadina e proprietari terrieri schierarsi contro il re, sostenuto dall’aristocrazia e dall’alto clero anglicano. L’esercito parlamentare sconfisse il re nel 1646 e 1648. L’anno successivo il re fu giustiziato e la sua famiglia fuggì in esilio in Francia. Viene instaurata una repubblica (Commonwealth) e Cromwell fu nominato lord protettore nel 1653. Alla sua morte, nel 1658, successe il figlio Richard che non aveva nessuna qualità del padre e dopo un anno abdicò. Al caos che seguì l’unica soluzione era quella di richiamare il figlio del re in esilio, Charles II, e restaurare la monarchia nel 1660 (Restaurazione).

La complessità del periodo precedente la restaurazione si rispecchia anche nel panorama letterario e culturale. Sia sotto James I che il suo successore la corte era luogo importante di attività letterarie e rappresentazioni teatrali. A corte erano celebri i masques, degli intrattenimenti costosi, composti da Ben Johnson.

1660-1700

La restaurazione della monarchia e il ritorno di Charles II Stuart diede nuova speranza a una nazione esausta e distrutta da 20 anni di guerra civile. La corte e la chiesa anglicana riconquistarono tutta la fiducia e i puritani furono perseguitati e sottoposti a dure sanzioni. Anche i cattolici furono emarginati ed esclusi dalla vita pubblica: il cattolico Alexander Pope ad esempio non poté frequentare l’università né possedere terreni, né ricoprire cariche pubbliche. I cattolici inglesi erano addirittura sospettati di essere responsabili dell’incendio che distrusse Londra nel 1666. Tuttavia, i problemi che avevano diviso Charles I e il parlamento non furono risolti: il nuovo re aveva promesso di governare tramite il parlamento ma ciò che fece in realtà fu consolidare la propria autorità, evitando di confrontarsi con il parlamento e nascondendo inoltre le proprie simpatie per la chiesa cattolica. La crisi si palesò cosicché il re sciolse il parlamento. Il paese si divise in due, in due partiti politici: i Tories sostenevano il re ed erano conservatori e avevano l’appoggio del clero anglicano e dei proprietari terrieri; i Whigs, più aperti alla tolleranza religiosa, sostenevano il commercio e la libera iniziativa, sostenuti da nobili gelosi del potere della corona, mercanti e finanziari, e vescovi e sacerdoti della low Church. Una cosa soltanto univa i due partiti: entrambi non potevano accettare che alla morte di Charles II governasse il fratello James II, cattolico, il quale, non appena salito al trono nel 1685, si prese il diritto di promulgare le leggi senza consultare il parlamento e cominciò a far entrare i cattolici nell’esercito e nel governo. Iniziarono negoziati segreti tra il parlamento e William d’orange, elettore del Palatinato e marito di Mary, una delle figlie di James II. William sbarcò con un piccolo esercito e si diresse verso Londra, questa era la Glorious Revolution che si concluse senza spargimento di sangue e portò alla stesura del Bill of Rights del 1689, documento che limitava i poteri della corona, riaffermava la supremazia del parlamento e garantiva alcuni fondamentali diritti del cittadino.

Accanto ai cambiamenti politici della seconda metà del secolo, ci furono anche mutamenti e nuove aperture in campo letterario: Charles II aveva portato con se dall’esilio una grande ammirazione per la letteratura e i costumi francesi, influenzando gli scrittori inglesi. Il teatro della restaurazione è soprattutto legato alla commedia (commedies of manners), genere più significativo del periodo. La seconda parte del 600 è detta età augustea o neoclassica anche con richiamo al regno di Cesare Augusto seguito all’assassinio di Giulio Cesare: periodo della storia romana che godette di notevole stabilità politica e vide un nuovo fiorire delle arti e della letteratura. Così in Inghilterra, dopo il trauma del regicidio e gli anni caotici della guerra civile, si apriva un periodo di stabilità e prosperità economica, dovuta a una espansione coloniale, a una rivoluzione agraria e industriale. Sia il termine augusteo sia neoclassico indicano l’aspirazione all’eleganza formale dei classici. È la prosa a dominare l’epoca, specie gli ultimi decenni che vedono la nascita del giornalismo, del romanzo e della saggistica.

Teatro del primo 600

Dal punto di vista tematico, il teatro del primo 600 si rivolge a considerare lo stesso contesto londinese dove si svolge, che diviene fonte di osservazioni comiche, osservando anche se stesso con le sue guerre. Dopo la guerra contro i puritani e altri nemici del teatro, ora il teatro elisabettiano è libero di guerreggiare al suo interno. Nella corte si sviluppa il genere dei masques, un insieme di balli, musiche, scenografie e poesia codificato da Ben Johnson. Il masque è importante nel 600 e il primo componimento teatrale scritto in America è "Il teatro di Nettuno" 1606, in francese da Lescarbot. Essendo fatto per essere presentato a corte, ruota intorno a una macchina teatrale costituita da una “Grande conchiglia” coperta da oggetti preziosi, al cui centro della perla c’è una pedana dove era inciso Nettuno (dio del mare), rappresenta colui che ha colmato le acque e ha reso possibili i viaggi. Il compito del masque è tessere le lodi di qualcuno (es. del sovrano).

L’opera più rappresentata del 600 è The Indian Queene di Purcell in cui l’esotismo (Il gusto degli elementi o degli oggetti propri di ambienti estranei al proprio paese e alla propria cultura) è fondamentale perché è una regina indiana ma europeizzata ed è la storia di una principessa indiana che sopravvive alla conquista spagnola. Accanto ai teatri pubblici, fra cui il Globe (andato a fuoco nel 1616 poi ricostruito), compaiono i teatri privati. Nel 1608 il teatro viene acquistato dai King’s Men, che così potevano alternare le rappresentazioni fra il Black Friars (al chiuso) e il Globe (aperto). C’era una distinzione tra teatri pubblici e privati, questi ultimi godevano di un’illuminazione artificiale che permetteva un maggiore realismo nella creazione di oscurità sul palco ma i prezzi erano più alti.

Teatro del secondo 600 (Restaurazione)

Nonostante i continui editti contro le rappresentazioni teatrali emessi dai puritani, i quali ordinarono la chiusura dei teatri nel 1642, durante il Protettorato di Oliver Cromwell, gli spettacoli teatrali continuarono, sebbene in modo irregolare, in diversi edifici della capitale. Al termine della repubblica il sovrano restaurato Charles II, consapevole del ruolo essenziale del teatro, concesse il privilegio reale (royal licence) a William Davenant e Killigrew, ai quali permetteva di fare teatro con l’approvazione diretta del sovrano e dettero vita a due compagnie teatrali distinti, collegate alla corte, la Duke of York’s men e la King’s company.

La sospensione delle attività teatrali aveva reso impossibile la stesura di nuovi lavori drammatici. Con la riapertura dei teatri importante diventa il ruolo delle attrici a cui fino a quel momento era stato vietato, infatti prima della sospensione puritana, durante il periodo elisabettiano i ruoli femminili venivano interpretati dai maschi i cosiddetti boy actors. Il dramma patetico e la tragedia al femminile sono tipici del secondo 600. La tragedia si sposta sulla vita domestica e privata e non più sulla storia classica. Per quanto riguarda la commedia, questa viene influenzata molto dal modello francese di Molière. È dalla trasposizione sulle pagine di commedie di costume e drammi barocchi e soprattutto dal riadattamento narrativo a cui questi testi furono sottoposti che ebbe origine il romanzo inglese settecentesco.

Prosa del 600

La produzione in prosa del 600 rispecchia la complessità del secolo, che assistette a trasformazioni in ogni campo del sapere e la novità del romanzo e del giornalismo che fiorirono nel secolo successivo. Il seicento inizia con l’ascesa di James I Stuart 1603, uomo di cultura ma legato ancora a delle ideologie passate e conservatrici. Nell’Europa di James I la stregoneria costituiva un problema serio, numerose erano le denunce e torture, testimoniata anche dall’opera Daemonology nella cui prefazione il sovrano afferma che il suo scopo è convincere anche i più scettici della vera esistenza di maghi e streghe e della necessità di punirli in quanto strumenti di satana.

Interesse per le grandi scoperte scientifiche. In alcune opere si individuano alcuni temi che verranno poi sviluppati dalle future utopie. Il più importante è More, autore di Utopia. A partire dalla metà del secolo iniziano le opere in prosa: il saggio giornalistico e il romanzo. Fra questi c’è Aphra Behn.

Il Settecento

Parlando del '700 ci si riferisce al periodo che va dal 1688 (anno della Glorious Revolution) all'avvento della rivoluzione industriale, convenzionalmente negli anni '70 del secolo. La Glorious Revolution (insieme degli eventi attorno al 1688-1689 che portarono alla deposizione di Giacomo II d'Inghilterra e alla sua sostituzione con Guglielmo III e sua moglie Maria II Stuart) non fu una semplice lotta alla successione, bensì l'inizio di una nuova monarchia di tipo costituzionale, la quale, con la Dichiarazione dei diritti (Bill of Rights - 1689), riconobbe le prerogative del Parlamento e i limiti posti all'autorità regia. Al re rimase sostanzialmente il potere esecutivo. Questo impose un cambiamento politico, sancendo la supremazia del Parlamento come fonte di sovranità e la sconfitta della corte e dell’aristocrazia come classe egemona, mentre la rivoluzione industriale pose le basi per la letteratura successiva (Blake, Dickens).

In letteratura si parla di Neoclassical, o Augustan Age, termini con cui si indica l’armonia che le lettere aspirarono ad assumere nella formazione degli intellettuali nella produzione scritta tra la fine del XVII secolo e la morte di Alexander Pope nel 1744. Si superano anche le tradizionali divisioni fra scienza e fede (Pope (1734): “God said let Newton be! And all was light!”). Spesso il periodo è indicato come un’epoca di pacificazione e compromesso tra le ali estreme del Parlamento inglese, di dominio dell’oligarchia Whig, di forti mutamenti economici e di controllo esercitato dal primo ministro Walpole.

A livello politico, nel 1707 con l'Act of Union nasce la Gran Bretagna dall'Unione del regno di Inghilterra e Galles con la Scozia, anche se molti scrittori, tra cui Defoe, la definirono un'unione prettamente politica. A livello politico, troviamo oltre alla nobiltà e alla gentry delle nuove categorie legate all'ascendente borghesia:

  • I gentlemen, la ricca borghesia mercantile.
  • The people, lo strato intermedio costituito da piccoli imprenditori, commercianti e artigiani.
  • The mob, lo strato basso di popolazione che sopravviveva faticosamente.

Si consolida il potere della classe mercantile. In questo periodo la Gran Bretagna, grazie a nuovi possedimenti in Nord America ed in India (Regulation Act and Indian Act, 1784, sancirono il controllo politico della Gran Bretagna) diventa l' impero coloniale più grande al mondo (aveva Baia di Hudson e Terranova, le rotte atlantiche, l’India, Canada e Louisiana).

Nel 1783 la pace di Parigi segnerà la fine del primo impero Britannico, la cui causa della perdita delle 13 colonie americana fu attribuito a George III. La Rivoluzione industriale chiuderà l’epoca inasprendo il contrasto tra l’esibizione del lusso delle classi agiate e la miseria e l’ignoranza del popolo.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgia2808 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Gebbia Alessandro.
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