RIASSUNTO ESAME LETTERATURA INGLESE II, DOCENTE CAPOFERRO, TESTO CONSIGLIATO “SEMIOTICA DEL
TESTO LETTERARIO”, D.PANOSETTI.
Capitolo 1
1.1
Nel suo Corso di Linguistica Generale, Ferdinand de Saussure definisce il SEGNO come entità composta da
due facce:
- Significato: è dato dal rapporto del concetto e ciò che non è.
- Significante: rapporto paradigmatico con gli altri significati della stessa lingua.
PAROLE: sono segni che messe in fila formano FRASI E PERIODI.
Ci sono quindi 2 tipi di relazione tra i segni:
- Rapporti associativi: questo/quello - cane/pane – cane/gatto
- Rapporti sintagmatici: soggetto/verbo/complemento
CHARLES PIERCE studia il processo di INTERPRETAZIONE INFERENZIALE:
- Segno come qualsiasi elemento significante in grado di dare avvio al processo SEMIOSICO.
- Interferente: segno che interpreta un altro segno. Evidenzia gli ASPETTI o ATTRIBUTI dell’oggetto.
Il SIGNIFICATO non è referente.
SIGNIFICAZIONE: rapporto rea più elementi. Cambia la natura della relazione stessa:
- Binaria (Saussure)
- Tradica (Peirce)
- Valore linguistico come elemento differenziale definito dal suo inserimento in un sistema di posizioni
(Saussure)
- L’interpretante come segno che sta per un altro segno “secondo un determinato rispetto o capacità
(Pierce)
1.2
NOZIONE DI TESTO: la semiotica ha legato sempre più il proprio sviluppo a quello di tale nozione.
L’oggetto della semiotica viene identificato con il SEGNO, inteso come fenomeno essenzialmente statico,
unitario e modulare. L’attenzione di sposta verso l’insieme di sistemi e processi della SIGNIFICAZIONE: dalle
condizioni e ai meccanismi che permettono a tali elementi di significare. L’oggetto della semiotica a
coincidere con le unità di significazione, a varai livelli di definizione: unità può essere il LESSEMA,
ENUNCIATO, TESTO.
Le definizioni più utili pero riguardano il carattere operativo ovvero l’approccio costruttivista, ovvero vedono
nel testo un oggetto istituito dall’analista che attraversi ben precise scelte di sguardo vi proietta una serie di
caratteri ricorrenti quali:
- Chiusura: presenza di confini individuabili.
- Articolazione: presenza di diverse componenti.
- Coerenza: relazioni tra queste componenti.
Cosa significa analizzare un testo?
Azione di scomposizione di un insieme in sotto-elementi, per definizioni più semplici ovvero individuare le
articolazioni, che possono essere sia interne che esterne.
Ogni testo deve essere isolarlo dall’extra-testo, con il quale necessariamente va rapportato; e deve essere
organizzato al suo interno secondo diversi livelli e dimensioni di articolazione, che permettono di definire la
sua struttura imminente.
1.3
Analizzare un testo significa dunque definirlo nel senso etimologico del termine, isolarlo e ritagliarlo rispetto
a ciò che testo non è. Quali sono i confini esterni del testo? Da cosi si differenzia? Secondo quali relazioni?
L’extra-testo è il sistema culturale, sociale e storico all’interno del quale il testo in questione è stato prodotto
ed è destinato a essere fruito o interpretato:
Contesto in semiotica si articola: co-testo: fa riferimento all’insieme delle possibilità che un segno ha di
comparire con altri segni all’interno di un atto di linguaggio; e la circostanza enunciativa che fa riferimento
alle possibili situazioni comunicative all’interno delle quali un segno può manifestarsi.
Entrambi funzionano come parametri per disambiguare il significato di un segno, per selezionare il senso
realizzato in una specifica interazione comunicativa.
In una prospettiva semiotica, tutto ciò che è fuori dal texto è testo, mentre va considerato sotto forma
testuale nel momento in cui viene sottoposto ad analisi.
La nozione sociologica di contesto viene così di fatto sostituita con quella di intertesto, più specifica rispetto
alla teoria semiotica. S’intende un insieme interconnesso di testi che rimandano l’un l’altro secondo legami
variabili, instaurando una sorta di dialogo reciproco. Ogni testo di conseguenza include una certa quota di
RIFERIMENTI impliciti ed espliciti, ad altri testi, i quali devono essere richiamati in qualche forma del corso
dell’interpretazione.
Il concetto enciclopedia e quello di cooperazione interpretativa rappresentata uno dei cardini della teoria
semiotica elaborata da Eco che sosteneva che ogni testo per essere interpretato, va sempre rapportato alla
cultura in cui è stato prodotto e in cui è destinato ad essere fruito.
Il TESTO richiede al lettore di possedere una serie di competenze che banno da quelle semplicemente
linguistiche a quelle di genere.
Per ENCICLOPEDIA si intende l’insieme organizzato di queste competenze dove sono depositati tutti gli
interpretanti di una cultura, dalle immagini fino alle regole di comportamento e di interpretazione, sotto
forma di sceneggiature codificate.
L’EXTRA TESTO è ridotto all’interno del testo sotto forma di rimando implicito alle competenze
enciclopediche necessarie a interpretarlo, che a loro volta si formano
SEMIOSFERA rapporta il testo a un quadro culturale di riferimento esterno strutturato in senso
essenzialmente semiotico.
L’interno della semiotica è regolato dalla DIALETTICA tra i due principi opposti di ISOMORFISMO e
IRREGOLARITÁ STRUTTURALE
LINGUE CREOLE sono sistemi semiotici meticci, generati dall’unione di duo o più principi strutturali diversi.
I concetti di enciclopedia e semiosfera si basano sul riconoscimento di una natura intertestuale della cultura,
vista essa come un insieme di testi o di regole per la costruzione di testi.
La distinzione tra testo, co-testo e circostanza diventa una questione di prospettive e di scelta da parte
dell’analista.
In una prospettiva semiotica il riferimento ad altri testi non segue mai criteri estrinseci come la suggestione,
l’impressione o l’intuizione dell’interprete ma va attivata dalla misura in cui, tale riferimento è
effettivamente riconstrabile all’interno del testo. Il testo e la struttura, rimangono la cartina tornasole
dell’analisi.
1.4
La glossematica destinata a studiare la lingua come sistema immanente dotato di una logica intrinseca
indipendente dalle manifestazioni materiali o da qualsiasi altra regolazione esterna. Riformulata la nozione di
disegno sostituendo ai concetti di significante e significato quelli di espressione e contenuto intesi come due
piani, articolati al loro interno in unità più semplici.
Es. Nella parola “cane” le articolazioni dell’espressione sono date dai fonemi c.a.n.e. mentre quelle
del contenuto dell’unità concettuali come /animale/, /domestico/, /quadrupede/.
Le unità di ciascun piano sono infatti risultato di diversi “ritagli” operati dalla lingua su un continuum
prelinguistico, concettuale o percettivo a seconda della propria attitudine a categorizzare la realtà e ad
esprimerla.
La figura si intende un elemento che è componente del segno, ma che in sé non ha natura di segno, dunque
non possiede un correlato sull’altro piano della significazione. Se la parola “cane” è un significante correlato
al rispettivo significato, il fonema “c” è l’unità concettuale /animale / sono figure rispettivamente
dell’espressione e del contenuto.
La prova di commutazione: data una qualsiasi funzione segnica, è figura ogni elemento che, se modificato su
uno dei piani, provoca un cambiamento anche nell’altro. Per questa capacità di commutare il segno di cui è
parte la figura è detta tratto distintivo.
Funzione segnica: relazione tra due piani messi in forma. Distinguere i diversi sistemi di significazione proprio
a partire dalla natura dei piani stessi e del loro rapporto. Viene così posta la differenza tra sistemi semiotici e
sistemi simbolici.
Sistemi semiotici sono caratterizzati da una non corrispondenza tra le figure dell’espressione e del
contenuto.
Sistemi simbolici sono caratterizzati da una corrispondenza biunivoca tra le unità dei due piani, considerate
come articolazioni non ulteriormente scomponibili: le figure, quindi, risultano non pertinenti. È il caso dei
linguaggi matematici o iconografici.
Semi simbolismo esiste una corrispondenza tra i due piani, ma non riguarda le figure dell’espressione e del
contenuto, bensì le categorie in cui tali figure possono essere raggruppate.
In un testo complesso, il significato è organizzato secondo diverse dimensioni e diversi livelli.
Quali sono i personaggi e come si relazionano tra loro oppure quali sono le vicende narrate, le tematiche
principali o i valori profondi veicolati dalla vicenda.
I vari livelli possono essere certamente analizzati in modo indipendente, cercando per ciascuno le proprie
articolazioni e i propri tratti permanenti. L’effetto di senso complessivo del testo è una totalità di senso. Con
l’obiettivo prima di tutto di costruire un modello di articolazione interna del contenuto.
1.5
La semiotica generativa si concentra sul piano contenuto introducendo il principio di generatività.
Il lessema può specificarsi in diversi significati, uno primario e l’altro figurato.
La differenza sta nella diversa combinazione di semi attivati.
L’articolazione di base di ogni categoria darà luogo al quadrato emiotico.
L’influenza antropologica si percepisce soprattutto nell’affermazione dell’esistenza sul piano semantico di
due grandi forme di organizzazione del discorso: una logica del concreto che si serve di elementi del mondo
naturale.
Una logica astratta si serve invece di unità concettuali come vita/morte, natura/cultura, bene/male. Questi
due livelli corrispondono a due grandi categorie di contenuto: figurativo e tematico.
Di derivazione fenomenologica invece la scelta di ridefinire queste due categorie in base al loro ruolo nel
processo di percezione del mondo e di aggiungervi la categoria timica che rende conto della percezione
stessa del ruolo del corpo senziente come interfaccia tra soggetto e oggetto. Ne risulta la seguente semica:
- Semi esterocettivi figurativi
- Semi interocettivi tematici
- Semi propriocettivi o timici.
L’influenza della narratologia, si manifesta in una generalizzazione e semplificazione del modello narrativo di
Propp identificato all’interno del proprio corpus, una serie di situazioni e personaggi tipici, ricavandone
rispettivamente 31 funzioni narrative e 7 sfere d’azione.
La narrativa rappresenta una modalità di organizzazione profonda del contenuto, che trova la sua essenza
nell’idea generale di “trasformazione”, si articola sempre, indipendentemente dalla manifestazione
discorsiva specifica, in una successione di stati e trasformazioni.
Percorso generativo coniuga l’idea di un’articolazione formale del contenuto e di una concezione profonda
della narrativa con il principio di generatività. È un ideale percorso di costruzione e ricostruzione del
significato di un testo che viene visto come il prodotto complessivo di diversi livelli di strutturazione tra loro
interconnessi secondo una relazione gerarchica che va dal più semplice al più complesso.
- Piano semi narrativo rende conto di un livello più astratto di strutturazione del contenuto,
riguardante l’ossatura narrativa e semantica del discorso.
- Piano discorsivo messa in scena del discorso: elementi immediatamente riconoscibili quelli le
tematiche affrontate, lo scenario temporale e spaziale, i dettagli figurativi, la caratterizzazione dei
personaggi.
Il percorso generativo non è un percorso genetico di costruzione materiale di un testo, né tantomeno
una descrizione di ciò che avviene nell’esperienza di interpretazione, ma un modello astratto di
organizzazione del senso, pensato per mettere in luce i diversi livelli di strutturazione del contenuto e le
relazioni che intercorrono tra questi livelli.
1.6
Non esiste una regola fissa per avvicinarsi a un testo. L’analisi è una forma di interpretazione che cerca di
comprendere non solo il senso di un testo, ma anche perché è come tale senso viene prodotto.
L’analisi può iniziare da qualsiasi livello del percorso generativo. I vari strati vanno considerati come diversi
livelli di pertinenza: in un testo può essere più pertinente l’aspetto narrativo, in un altro quello discorsivo.
Spesso nella scelta del livello di pertinenza si può essere guidati dall’appartenenza del testo a un determinato
genere di discorso.
Una volta definito il piano di pertinenza, la scelta degli strumenti e delle categorie di analisi diventa più
semplice. L’articolazione di un livello conduce all’articolazione dell’altro: si innesca così un circolo
ermeneutico, per cui la progressiva comprensione di una dimensione del significato. Ricade e nutre quella
delle altre dimensioni e viceversa.
Tale movimento nel paradigma semiotico è interamente compreso all’interno dei confini di testo e si attiva
esclusivamente tra i diversi livelli di strutturazione del contenuto; è il cosiddetto principio di immanenza
dell’analisi.
Capitolo 2
2.1
Specifico letterario: identificare i tratti distintivi, ovvero quell’insieme di caratteristiche che distinguono la
letteratura da altre forme di comunicazione, non solo rispetto alla poesia.
Un racconto, sonetto e un manuale di istruzione si avvalgono tutti del linguaggio verbale.
Funzione estetica funziona da discriminante tra comunicazione poetico-letteraria e scientifica.
La letterarietà è stata ricondotta alla presenza di uno specifico registro linguistico ovvero un insieme di scelte
lessicali, sintattiche e stilistiche che si sovrappongono all’uso abituale della lingua delineando una sorta di
sotto codice letterario.
È il meccanismo della connotazione che interviene su una funzione segnica di primo livello (denotazione)
assumendola come espressione di un ulteriore significato, che non sostituisce il primo, ma vi aggiunge
ulteriori sfumature di senso.
Esistono alcune “spie” connotative, non solo lessicali ma anche descrittive, narrative o tematiche, la cui
presenza è in grado di attivare un significato ulteriore di letterarietà.
Funzionalità ovvero la capacità di creare mondi possibili. Per mondo possibile si intende un insieme
organizzato di scenari, figure e azioni inesistenti, per quanto parzialmente modellati sul mondo
dell’esperienza: mondi più o meno verosimili, ma non VERI, più o meno realistici ma non REALI.
Non esistono narrazioni del tutto immaginarie, anche le derivazioni più fantasiose sono necessariamente
parassitarie rispetto al mondo reale.
Esistono più generi costitutivamente ambigui sul piano verosimiglianza come ad esempio il realismo magico.
A questo si aggiunge il problema della verità: secondo una logica verofunzionale, un enunciato è considerato
VERO se e solo se è possibile individuare uno stato corrispondente nel mondo dell’esperienza.
Da un punto di vista semiotico, il problema è di fatto ininfluente. La disciplina nasce infatti con una esplicita
impostazione anti referenziale: gli stati del mondo vengono considerati non pertinenti per lo studio dei
meccanismi di significazione; ciò che conta è comprendere come un messaggio viene decodificato,
indipendentemente dal fatto che il suo contenuto corrisponde o m
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