Appunti letteratura francese, docente Blanco, testo di riferimento Bénichou,
Il tempo dei profeti. Dottrine dell'età romantica, 1997, Bologna, Il Mulino.
L’800 è un secolo importante In Francia ci sono eventi di tipo politico e militare, il
700 finisce con la Rivoluzione Francese (1789), finisce la Monarchia: i regnanti
vengono decapitati. Il popolo prende il potere. Arriva Napoleone e le guerre
napoleoniche, il suo scopo è diffondere la Repubblica. Passaggio monarchia-
repubblica.
Periodo importante anche in Italia (Repubblica Cisalpina), nuove leggi. In questo
periodo si afferma la BORGHESIA. Ritornerà successivamente la monarchia con la
sconfitta di Napoleone, che fu abbandonato sull’isola di Sant’Elena questo periodo
di ritorno alla monarchia è chiamato RESTAURAZIONE.
Nel periodo della Repubblica, molti sono scontenti e vorrebbero tornare alla
monarchia; dal punto di vista letterario ora c’è il Romanticismo (si torna alle origini,
ovvero Medioevo con Re e sudditi) fenomeno regressivo nel tempo. Il Romanticismo
è una letteratura della Restaurazione a causa dei contenuti molto vicini.
Poesia Francese-Romantica e politica francese e non solo: bisogna stabilire il rapporto.
Mentre il Romanticismo tedesco è REAZIONARIO, quello francese è Progressista
(aperto, con posizioni di sinistra); ma dietro questo lato progressista, ci sono anche lati
conservatori.
V.Hugo è deputato parlamentare, con Napoleone III, si scioglie il Parlamento è Hugo
scappa e se ne va per circa 20 anni. Lui è Repubblicano a tutti gli effetti.
Lemantin ha un’idea simile, molto coinvolto nella politica. Lui ha idee repubblicane e
cattoliche del potere politico. Per lui la Repubblica si sviluppa lentamente, per Hugo
c’è già.
Sono entrami due autori che appaiono progressisti, ma si celano due istanze
conservatrici.
Hugo inizialmente da adolescente era monarchico (influenzato dalla madre), poi
diventerà Repubblicano tratti di incoerenza, imposizione. Delle volte sembrano
simpatizzare la Repubblica, altre volte il Dispotismo.
La Germania è Regressista (ritorno alla Monarchia), la Francia con Hugo e Lamantin
sembra protendere verso la Repubblica ma in realtà ci sono molti lati conservatori.
Lamantin ha scritto molte poesie, romanzi, è stato giornalista divulgatore, ha
pubblicato molti articoli, qualcosa sulla politica (i diversi fatti in Parlamento).
Hugo ha scritto opere teatrali, poesia (enormi poemi), romanzi famosi (Les Miserables,
Notre Dam De Paris), argomenti sulla politica (interventi scritti) 4 volumi. Il
trattamento semantico (far apparire un concetto in senso positivo o negativo) di un
argomento è diverso a seconda di dove scriveva (trattato in politica o nelle lettere).
Quando parlava in Parlamento esaltava la Repubblica, quando scriveva altre cose, altri
atteggiamenti. Davanti ad un pubblico entrambi filtravano i loro pensieri, molto più
entusiasti, speranzosi; nella poesia questa coloritura fiduciosa cade e diventa più
pessimista. Hugo aveva origini socialmente elevate, aristocratico come anche
Lamantin atteggiamento ambivalente di tutti e due forse per paura.
Hugo ha disprezzato molto napoleone “IL PICCOLO” Napoleone III, allo stesso
tempo lo ha reso affascinante nei libri come ad esempio nella “Storia di un crimine”.
Durante il 700 fino al 1789 in Frnacia c’è la MONARCHIA, c’è stata una lotta per
affermare la REPUBBLICA facevano un viaggio in Inghilterra e facevano un racconto
elogiando il Parlamento e le buone condizioni: (Voltaire parla del viaggio in Inghilterra).
Già nel 700 si contestava la politica in modo indiretto. Fa vedere come all’estero le
cose vadano meglio. Un’altra soluzione viene da un magistrato che scrive un
romanzetto epistolare: “le lettere persiane” di Montesquieu; dove due persiani
fanno un viaggio in Europa e mandano lettere in Persia.
Il 2 Dicembre 1851 ci fu il Colpo di Stato di Napoleone II. Nel 1876 Hugo pubblica la
“Storia di un crimine”, in tutti questi anni se ne va nelle isole del Canale (isoletta
inglese) poi ritornerà in politica. Durante questi 20 anni di dittatura ci fu un grande
boom economico. Tracce di questo sviluppo si anno negli anni ’30 e ’40 in Balzac e nei
suoi testi e più tardi in Zola. Mutamenti forti nel commercio, la dittatura finisce in un
conflitto franco-prussiano dove la Francia viene sconfitta. Poté comunque compensare
agli indennizzi di guerre per il grande sviluppo economico.
Hugo e Lamantin scrivono in modo diverso in prosa e poesia.
L’indagine è partita da due aggettivi l’IMMENSO e l’ENORME, legati al sentimento
della paura. Nella prosa questi aggettivi accompagnavano dei termini, in poesia altri.
Ad esempio cercando tra le prose di Hugo, il termine IMMENSO si riferisce alle leggi
dello Stato, dittatura e rivoluzione, anche della pace, serenità della rappresentazione.
“Immenso” è riferito sia a duri fenomeni politici o agitati; ma anche all’esatto
opposto. Un terzo polo è l’avvenire, progresso e fecondità, associati all’immenso.
IMMENSO: / riappacificazione / progresso (sviluppo degli ideali e
rivoluzione
della Repubblica nel futuro.
Sicuramente la Repubblica sta nel futuro. Nella prosa Hugo non parla di NATURA
(elemento tipico del Romanticismo), invece ne parla nelle poesie, dove emerge in
maniera insistente. Nella poesia IMMENSO, fa solo riferimento a fenomeni naturali.
Anche la natura ha 2 poli opposti: 1: aspetto pacifico (il paesaggio, il deserto, venti,
luce equilibrio, equità = equilibrio di tipo morale) – 2: aspetto agitato che comporta il
turbine, il vortice, il cratere, termini negativi come il “nulla”, l’”abisso”, la “notte”,
“caverna”. Tutti termini affiancati dall’aggettivo IMMENSO. Qui si delinea la
componente della PAURA. È una differenza anche a livello cromatico.
IMMENSO è anche la folla: elemento che non è più natura ma che comunque incute
paura. Hugo ha paura della FOLLA e a lui la rivoluzione non sta bene (lo si capisce da
molte frasi). La paura della folla è uguale alla paura per l’abisso.
IMMENSO: in pace / natura agitata / folla (diventa una forza naturale
natura
la forza della natura)
Hugo vuole la Repubblica, ma senza rivoluzione (tutti per lui dovrebbero votare per
non avere rivoluzioni universale: a quei tempi si votava per censimento.
suffragio
Diventa fatalista, si rassegna: quando nel ’52 c’è il Colpo di Stato lui non reagisce, sta
fermo e aspetta che qualcun altro dal basso prende iniziativa. Non ha nemmeno
rimpianti e fa fare una figuraccia al popolo. AMBIGUITÁ: davanti ai fatti conviene non
reagire.
Analogo ragionamento anche per l’aggettivo ENORME. In Hugo c’è un numero di
termini comune sia alla prosa sia alla poesia. La FOLLA IMMENSA compare anche
nella prosa, ma nella poesia è un elemento isolato.
Lamantin e l’opposizione vizio-virtù: il vizio è indubbiamente una cosa negativa.
Dalla prosa alla poesia qui sembra esserci uno sviluppo di ragionamento. Nelle prose
lui associa la parola vizio con l’ostentazione, avidità ecc. ma allo stesso tempo ha a
che fare con l’utopia quando passa alle poesia si passa ad un biforcazione.
VIZIO corruzione e miseria
Nelle prose dà esempi, nelle poesie dà giudizi.
La poesia diventa il punto in cui sono più aggressivi e incisivi e cattivi a differenza
della prosa dove sono più positivi. Ecco perché poesia è politica.
Nella prosa esprimono una idea progressista, nella poesia idea conservatrice. Il
Romanticismo francese è progressista.
Aggettivo ENORME in Hugo: si avvicina al significato di immenso. Nelle prose si
avvicina ai fenomeni incontrollabili la marea (la folla), la guerra civile, la
repressione, usurpazione e crimini enormi, uragano (metafora per esprimere
l’agitazione sociale). Oltre a questo clima ce n’è anche uno notturno: FUMO,
TENEBRE. C’è un lato notturno delle rivolte c’è un potere compatto, notturno.
Anche in questo caso la folla è un agente di disordine. Forza e volontà sono
affiancate alla sollevazione popolare Repubblicano che ha paura della rivolta
popolare.
Enorme fa anche riferimento all’ECONOMIA enormi SPESE, DEBITO, MULTE, CIFRE,
QUANTITÁ, CONCORRENZA. Forse questo dimostra la diffidenza di Hugo per
l’economia.
ENORME PAURA DELLA RIVOLUZIONE /DIFFIDENZA PER L’ECONOMIA (entrambe
nella prosa) / FENOMENI INCONTROLLABILI.
Nelle poesie ci sono vari polo: enorme riferito a FENOMENI NATURALI / CORPO /LATO
NOTTURNO /LATO POLITICO-GUERRESCO /ARCHITETTURA.
Il primo polo è quello della natura: l’onda, universo, soffio, oceano, profondità, luce,
contenuti, luna, foresta, bosco, orbite, cieli, acque il vuoto ondoso e l’orizzonte (nelle
prose solo l’URAGANO.
Anche questa natura cova qualcosa che la farà esplodere dall’ordine al disordine.
Il secondo polo è quello del corpo: intende tipo i MOSTRI tipo Polifemo, i mostri biblici,
le parti del corpo che giudica enormi sono i talloni, scheletro, ventre, anca, testa,
zampa, occhio, la pupilla.
Il terzo polo è quello dell’architettura: arco, frontone, cupola, roccia, muro, porta. Si
sente rassicurato da questi edifici enormi, linea più conservatrice. Hugo cita un
monumento: la sfinge degli egizi, sta recedendo dalle posizioni più progressiste.
Il quarto polo è quello delle attività militari: combattimento, lotta, guerre, assolto,
battaglia, collera.
Il quinto polo è la monarchia: punto fondamentale, forse legato al fatto della madre
che lo spingeva verso la monarchia.
Il sesto punto riguarda il lato notturno: abisso, rumore, precipizio, gabbia, prigione,
segreta, ombre, eternità, oscurità.
Enorme si sofferma solo sul disordine.
Che succede in Hugo e Lamantine se si parla di libertà e rivoluzione e repubblica e
popolo.
Opinione diffusissima durante tutto l’800: “bisogna cambiare le cose o in maniera
violenta e sovversiva o in maniera graduale (meglio)” la gente ha paura della
insurrezione popolare.
Concetto di LIBERTÁ, Hugo ne parla dividendo sempre due ambiti: nella produzione in
prosa e in poesia. Nelle prose la libertà viene associata alla ragione (libertà regolata
dalla ragione), diritto, uguaglianza, dignità, legge, responsabilità, dovere,
filosofia (libertà di pensiero), stabilità (stabilità di sistema), forza, forze, libertà,
produttività, all’interno di questa libertà laboriosa ci dei germi, semi che si
sviluppano. Infine il concetto viene associato all’espressione governo di libertà.
LIBERTÁ: RAGIONEVOLE / IN DIVENIRE.
Altri termini a cui è associata sono fecondare, esplosione, espansione,
emancipazione, albero della libertà, luce che si ingrandisce. La libertà che c’è
adesso dovrebbe essere ragionevole e poi dovrebbe espandersi. Deve essere gestita
con le leggi e la ragione ma tende a voler superare questi limiti. Possiamo dire che la
libertà è in evoluzione per non farla scoppiare bisogna usare i termini democratici. Si
determina una prospettiva futura. Per Hugo la libertà deve affermarsi in due modi:
1. Senza usurpazioni,
2. Senza violenza (sempre posizione moderata).
Sempre nella prosa Hugo parla di censura (in senso politico) e si dichiara favorevole.
Lui parla di una libertà inglese da emulare. Ulteriore associazione di libertà con i valori
della patria: LIBERTÁ PATRIOTTICA, non è una libertà globale ma interna e
nazionale. Si intuisce qui la sua solita paura del disordine e questo pericolo si
manifesta nel suo dire LIBERTÁ ARBITRARIA limitata. Dice “la libertà non può
esistere se il governo della sorveglianza non fa niente. Dio non vuole altro che la
libertà”
Nelle poesie la libertà si crea una incarnazione al femminile: la figura della donna
mostro figura presa da tristezza, confusione, piacere, poco controllo: pallida,
fiera, esiliata, capelli per aria, eclatante, lontana. Due incarnazioni di libertà
arbitrarie, due figure senza punti di riferimento. Sregolatezza perché non c’è una
libertà regolata, regolamentata.
Un altro polo è quello della natura: FENOMENI VIOLENTI ma la sposta sul lato pacifico
della natura: “la libertà si svegliava e rideva “nel tuono”. Hugo prende questa libertà
che gli fa paura e gli attribuisce elementi pacifici: “libertà superba del cielo blu”
riappacificata libertà sublime, santa, dolce come un’ala, come un
elemento
vento (rinfrescante). Schiudersi lento e supremo. “Libertà è TEMPESTA” lato
della NATURA in disordine. Viene anche spiritualizzata “l’angelo libertà plana
sull’azzurro spazioso”. Lui appoggia la libertà progressista.
Prose: arbitrario / indomabile / irresistibile (anche nelle poesie)
Hugo accanto alle sue opinioni progressiste esprime la paura dei ricchi di cambiamenti
che rovesciano la loro posizione e di rivoluzioni. Esprimono delle posizioni di sinistra
ma progressive.
Libertà regolata dal punto di vista politico da modalità democratiche: voto. Si parla di
una libertà che si esprime in un contesto repubblicano. Libertà: basi razionali e
ragionevoli / negoziato politico tra popolo e potere.
Come Hugo parla di Dio? Ne parla all’interno della politica in quanto il suo progetto è
l’ampliamento della libertà. Con la comparsa di Dio compare il sovrano (in mezzo a
tutti i suoi discorsi sulla repubblica e sulla democrazia, sul negoziato politico tra potere
e popolo).
DIO nella prosa (in “Atti e Parole”): libertà “la libertà è il suo verbo”; progresso
“è il passo di Dio”, parla di un Dio che favorisce sia la libertà che il progresso (il
progresso ancora rimane qualcosa di non chiaro). Dio repubblicano, diritto “Dio e
diritto sono sinonimi”, verità e giustizia. Dio di buon senso che produce leggi,
persegue la libertà e promuove il processo.
Inoltre Hugo nella prosa parla ad una unità di Dio, linfa, alito (aria fresca), sorriso,
manifestazioni lievi che portano una freschezza floreale: tratti positivi. Ci sono anche
allusioni ad un altro comportamento canonico della divinità: clemenza, aiuto, mano,
dito, punto d’appoggio continua però ad essere
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