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Esame di letteratura francese - docente Blanco

L'800 in Francia e in Italia

L'800 è un secolo importante. In Francia ci sono eventi di tipo politico e militare. Il '700 finisce con la Rivoluzione Francese (1789), finisce la monarchia: i regnanti vengono decapitati e il popolo prende il potere. Arriva Napoleone e le guerre napoleoniche, il suo scopo è diffondere la Repubblica. Passaggio monarchia-repubblica. Periodo importante anche in Italia (Repubblica Cisalpina), nuove leggi. In questo periodo si afferma la borghesia. Ritornerà successivamente la monarchia con la sconfitta di Napoleone, che fu abbandonato sull’isola di Sant’Elena. Questo periodo di ritorno alla monarchia è chiamato Restaurazione.

Nel periodo della Repubblica, molti sono scontenti e vorrebbero tornare alla monarchia; dal punto di vista letterario ora c'è il Romanticismo (si torna alle origini, ovvero Medioevo con re e sudditi), fenomeno regressivo nel tempo. Il Romanticismo è una letteratura della Restaurazione a causa dei contenuti molto vicini. Poesia francese-romantica e politica francese e non solo: bisogna stabilire il rapporto.

Il romanticismo in Francia e Germania

Mentre il Romanticismo tedesco è reazionario, quello francese è progressista (aperto, con posizioni di sinistra); ma dietro questo lato progressista, ci sono anche lati conservatori. V. Hugo è deputato parlamentare, con Napoleone III, si scioglie il Parlamento e Hugo scappa e se ne va per circa 20 anni. Lui è repubblicano a tutti gli effetti.

Lemantin ha un’idea simile, molto coinvolto nella politica. Lui ha idee repubblicane e cattoliche del potere politico. Per lui la Repubblica si sviluppa lentamente, per Hugo c’è già. Sono entrambi due autori che appaiono progressisti, ma si celano due istanze conservatrici. Hugo inizialmente da adolescente era monarchico (influenzato dalla madre), poi diventerà repubblicano, tratti di incoerenza, imposizione. Delle volte sembrano simpatizzare la Repubblica, altre volte il dispotismo.

La scrittura di Hugo e Lamantin

La Germania è regressista (ritorno alla monarchia), la Francia con Hugo e Lamantin sembra protendere verso la Repubblica ma in realtà ci sono molti lati conservatori. Lamantin ha scritto molte poesie, romanzi, è stato giornalista divulgatore, ha pubblicato molti articoli, qualcosa sulla politica (i diversi fatti in Parlamento).

Hugo ha scritto opere teatrali, poesia (enormi poemi), romanzi famosi (Les Miserables, Notre Dame de Paris), argomenti sulla politica (interventi scritti). Il trattamento semantico (far apparire un concetto in senso positivo o negativo) di un argomento è diverso a seconda di dove scriveva (trattato in politica o nelle lettere). Quando parlava in Parlamento esaltava la Repubblica, quando scriveva altre cose, altri atteggiamenti.

Davanti a un pubblico, entrambi filtravano i loro pensieri, molto più entusiasti, speranzosi; nella poesia questa coloritura fiduciosa cade e diventa più pessimista. Hugo aveva origini socialmente elevate, aristocratico come anche Lamantin, atteggiamento ambivalente di entrambi forse per paura. Hugo ha disprezzato molto Napoleone “Il piccolo” Napoleone III, allo stesso tempo lo ha reso affascinante nei libri come ad esempio nella “Storia di un crimine”.

La Rivoluzione e la Restaurazione

Durante il '700 fino al 1789 in Francia c’è la monarchia, c’è stata una lotta per affermare la Repubblica. Facevano un viaggio in Inghilterra e facevano un racconto elogiando il Parlamento e le buone condizioni: (Voltaire parla del viaggio in Inghilterra). Già nel '700 si contestava la politica in modo indiretto. Fa vedere come all’estero le cose vadano meglio.

Un’altra soluzione viene da un magistrato che scrive un romanzetto epistolare: “Le lettere persiane” di Montesquieu; dove due persiani fanno un viaggio in Europa e mandano lettere in Persia.

Il colpo di Stato e l'economia

Il 2 dicembre 1851 ci fu il Colpo di Stato di Napoleone III. Nel 1876 Hugo pubblica la “Storia di un crimine”, in tutti questi anni se ne va nelle isole del Canale (isoletta inglese) poi ritornerà in politica. Durante questi 20 anni di dittatura ci fu un grande boom economico. Tracce di questo sviluppo si anno negli anni '30 e '40 in Balzac e nei suoi testi e più tardi in Zola. Mutamenti forti nel commercio, la dittatura finisce in un conflitto franco-prussiano dove la Francia viene sconfitta. Poté comunque compensare agli indennizzi di guerre per il grande sviluppo economico.

La prosa e la poesia di Hugo e Lamantin

Hugo e Lamantin scrivono in modo diverso in prosa e poesia. L’indagine è partita da due aggettivi: l’immenso e l’enorme, legati al sentimento della paura. Nella prosa questi aggettivi accompagnavano dei termini, in poesia altri. Ad esempio, cercando tra le prose di Hugo, il termine immenso si riferisce alle leggi dello Stato, dittatura e rivoluzione, anche della pace, serenità della rappresentazione. “Immenso” è riferito sia a duri fenomeni politici o agitati; ma anche all’esatto opposto.

Un terzo polo è l’avvenire, progresso e fecondità, associati all’immenso. Sicuramente la Repubblica sta nel futuro. Nella prosa Hugo non parla di Natura (elemento tipico del Romanticismo), invece ne parla nelle poesie, dove emerge in maniera insistente. Nella poesia, immenso fa solo riferimento a fenomeni naturali.

Il sentimento della paura

Anche la natura ha 2 poli opposti: 1: aspetto pacifico (il paesaggio, il deserto, venti, luce equilibrio, equità = equilibrio di tipo morale) – 2: aspetto agitato che comporta il turbine, il vortice, il cratere, termini negativi come il “nulla”, l’“abisso”, la “notte”, “caverna”. Tutti termini affiancati dall’aggettivo immenso. Qui si delinea la componente della paura. È una differenza anche a livello cromatico. Immenso è anche la folla: elemento che non è più natura ma che comunque incute paura. Hugo ha paura della folla e a lui la rivoluzione non sta bene (lo si capisce da molte frasi). La paura della folla è uguale alla paura per l’abisso.

La Repubblica e la Rivoluzione

Hugo vuole la Repubblica, ma senza rivoluzione (tutti per lui dovrebbero votare per non avere rivoluzioni, suffragio universale: a quei tempi si votava per censimento). Diventa fatalista, si rassegna: quando nel '52 c’è il Colpo di Stato lui non reagisce, sta fermo e aspetta che qualcun altro dal basso prenda iniziativa. Non ha nemmeno rimpianti e fa fare una figuraccia al popolo. Ambiguità: davanti ai fatti conviene non reagire. Analogo ragionamento anche per l’aggettivo enorme. In Hugo c’è un numero di termini comune sia alla prosa sia alla poesia. La folla immensa compare anche nella prosa, ma nella poesia è un elemento isolato.

Vizio e virtù in Lamantin

Lamantin e l’opposizione vizio-virtù: il vizio è indubbiamente una cosa negativa. Dalla prosa alla poesia qui sembra esserci uno sviluppo di ragionamento. Nelle prose lui associa la parola vizio con l’ostentazione, avidità ecc., ma allo stesso tempo ha a che fare con l’utopia quando passa alle poesie si passa a una biforcazione. Vizio corruzione e miseria. Nelle prose dà esempi, nelle poesie dà giudizi. La poesia diventa il punto in cui sono più aggressivi e incisivi e cattivi a differenza della prosa dove sono più positivi. Ecco perché poesia è politica. Nella prosa esprimono un'idea progressista, nella poesia idea conservatrice. Il Romanticismo francese è progressista.

Aggettivo "enorme" in Hugo

Aggettivo enorme in Hugo: si avvicina al significato di immenso. Nelle prose si avvicina ai fenomeni incontrollabili: la marea (la folla), la guerra civile, la repressione, usurpazione e crimini enormi, uragano (metafora per esprimere l’agitazione sociale). Oltre a questo clima ce n’è anche uno notturno: fumo, tenebre. C’è un lato notturno delle rivolte, c’è un potere compatto, notturno. Anche in questo caso la folla è un agente di disordine. Forza e volontà sono affiancate alla sollevazione popolare repubblicana che ha paura della rivolta popolare.

Enorme fa anche riferimento all’economia: enormi spese, debito, multe, cifre, quantità, concorrenza. Forse questo dimostra la diffidenza di Hugo per l’economia. Enorme paura della rivoluzione/diffidenza per l’economia (entrambe nella prosa)/fenomeni incontrollabili. Nelle poesie ci sono vari poli: enorme riferito a fenomeni naturali/corpo/lato notturno/lato politico-guerriero/architettura.

Elementi naturali e architettura

Il primo polo è quello della natura: l’onda, universo, soffio, oceano, profondità, luce, contenuti, luna, foresta, bosco, orbite, cieli, acque, il vuoto ondoso e l’orizzonte (nelle prose solo l’uragano). Anche questa natura cova qualcosa che la farà esplodere dall’ordine al disordine.

Il secondo polo è quello del corpo: intende tipo i mostri tipo Polifemo, i mostri biblici, le parti del corpo che giudica enormi sono i talloni, scheletro, ventre, anca, testa, zampa, occhio, la pupilla.

Il terzo polo è quello dell’architettura: arco, frontone, cupola, roccia, muro, porta. Si sente rassicurato da questi edifici enormi, linea più conservatrice. Hugo cita un monumento: la sfinge degli egizi, sta recedendo dalle posizioni più progressiste.

Il quarto polo è quello delle attività militari: combattimento, lotta, guerre, assolto, battaglia, collera.

Il quinto polo è la monarchia: punto fondamentale, forse legato al fatto della madre che lo spingeva verso la monarchia.

Il sesto punto riguarda il lato notturno: abisso, rumore, precipizio, gabbia, prigione, segreta, ombre, eternità, oscurità. Enorme si sofferma solo sul disordine.

Libertà, rivoluzione e repubblica

Che succede in Hugo e Lamantin se si parla di libertà e rivoluzione e repubblica e popolo. Opinione diffusissima durante tutto l’800: “bisogna cambiare le cose o in maniera violenta e sovversiva o in maniera graduale (meglio)” la gente ha paura dell'insurrezione popolare.

Concetto di libertà, Hugo ne parla dividendo sempre due ambiti: nella produzione in prosa e in poesia. Nelle prose la libertà viene associata alla ragione (libertà regolata dalla ragione), diritto, uguaglianza, dignità, legge, responsabilità, dovere, filosofia (libertà di pensiero), stabilità (stabilità di sistema), forza, forze, libertà, produttività, all’interno di questa libertà laboriosa ci sono germi, semi che si sviluppano. Infine il concetto viene associato all’espressione governo di libertà. Libertà: ragionevole/in divenire.

Altri termini a cui è associata sono fecondare, esplosione, espansione, emancipazione, albero della libertà, luce che si ingrandisce. La libertà che c’è adesso dovrebbe essere ragionevole e poi dovrebbe espandersi. Deve essere gestita con le leggi e la ragione ma tende a voler superare questi limiti. Possiamo dire che la libertà è in evoluzione per non farla scoppiare bisogna usare i termini democratici. Si determina una prospettiva futura. Per Hugo la libertà deve affermarsi in due modi:

  • Senza usurpazioni
  • Senza violenza (sempre posizione moderata)

Sempre nella prosa Hugo parla di censura (in senso politico) e si dichiara favorevole. Lui parla di una libertà inglese da emulare. Ulteriore associazione di libertà con i valori della patria: libertà patriottica, non è una libertà globale ma interna e nazionale. Si intuisce qui la sua solita paura del disordine e questo pericolo si manifesta nel suo dire libertà arbitraria limitata. Dice “la libertà non può esistere se il governo della sorveglianza non fa niente. Dio non vuole altro che la libertà”.

La libertà in poesia

Nelle poesie la libertà si crea un’incarnazione al femminile: la figura della donna mostruosa figura presa da tristezza, confusione, piacere, poco controllo: pallida, fiera, esiliata, capelli per aria, eclatante, lontana. Due incarnazioni di libertà arbitrarie, due figure senza punti di riferimento. Sregolatezza perché non c’è una libertà regolata, regolamentata.

Un altro polo è quello della natura: fenomeni violenti ma la sposta sul lato pacifico della natura: “la libertà si svegliava e rideva nel tuono”. Hugo prende questa libertà che gli fa paura e gli attribuisce elementi pacifici: “libertà superba del cielo blu” riappacificata, libertà sublime, santa, dolce come un’ala, come un vento (rinfrescante). Schiudersi lento e supremo. “Libertà è tempesta” lato della natura in disordine. Viene anche spiritualizzata “l’angelo libertà plana sull’azzurro spazioso”. Lui appoggia la libertà progressista.

Prose: arbitrario/indomabile/irresistibile (anche nelle poesie). Hugo accanto alle sue opinioni progressiste esprime la paura dei ricchi di cambiamenti che rovesciano la loro posizione e di rivoluzioni. Esprimono delle posizioni di sinistra ma progressive. Libertà regolata dal punto di vista politico da modalità democratiche: voto. Si parla di una libertà che si esprime in un contesto repubblicano. Libertà: basi razionali e ragionevoli/negoziato politico tra popolo e potere.

Dio e politica

Come Hugo parla di Dio? Ne parla all’interno della politica in quanto il suo progetto è l’ampliamento della libertà. Con la comparsa di Dio compare il sovrano (in mezzo a tutti i suoi discorsi sulla Repubblica e sulla democrazia, sul negoziato politico tra potere e popolo).

Dio nella prosa (in “Atti e Parole”): libertà “la libertà è il suo verbo”; progresso “è il passo di Dio”, parla di un Dio che favorisce sia la libertà che il progresso (il progresso ancora rimane qualcosa di non chiaro). Dio repubblicano, diritto “Dio e diritto sono sinonimi”, verità e giustizia. Dio di buon senso che produce leggi, persegue la libertà e promuove il processo.

Inoltre Hugo nella prosa parla a un’unità di Dio, linfa, alito (aria fresca), sorriso, manifestazioni lievi che portano una freschezza floreale: tratti positivi. Ci sono anche allusioni a un altro comportamento canonico della divinità: clemenza, aiuto, mano, dito, punto d’appoggio continua.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aivlis93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Blanco Massimo.
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