Codice Rocco
Codice del 1930 e tutt’ora vigente.
A) PARTE GENERALE: comprende i principi che governano la responsabilità =
norme di carattere generale che ci dicono come il singolo reato si può imputare
ad una persona.
B) PARTE SPECIALE: elenco e descrizione dei singoli reati = fattispecie. (n.b. ce
sono anche altri fuori dal codice)
Il codice riflette l’ideologia totalitaria del regime fascista, infatti l’ordine delle
varie categorie di reati nella parte speciale esprime la nuova gerarchia di valori
su cui si fondano i rapporti tra Stato e cittadini:
Delitti contro la personalità dello Stato
Delitti contro la pubblica amministrazione
Delitti contro il sentimento religioso
Delitti contro l’ordine pubblico
Delitti contro l’incolumità pubblica
Delitti contro la fede pubblica
Delitti contro la moralità pubblica e il buon costume
Delitti contro l’integrità e la sanità della stirpe
Delitti contro la famiglia
Ultimo posto = delitti contro la persona e contro il patrimonio nell’ideologia
fascista l’individuo è secondario allo Stato.
N.B. le fattispecie vengono elencate per tipologia = tipo di interesse leso/offeso
dal reato.
Ci sono state molte modifiche nel corso dei 70 anni trascorsi dalla caduta del
fascismo. Queste modifiche sono intervenute per iniziativa del legislatore,
interventi della Corte Costituzionale (illegittimità), indirizzi interpretativi più
liberali della giurisprudenza ordinaria.
Rispetto al diritto penale sostanziale, la Costituzione repubblicana ha enunciata
le garanzie di stampo liberale negli artt. 25 comma 2 e 27 comma 1.
Principio di legalità
L’Italia è l’unico paese dell’Unione Europea ad avere un codice penale
precedente al secondo conflitto mondiale. Dopo il 1948 ci sono stati molti
interventi da parte del legislatore ordinario e della C. Costituzionale per rendere
compatibile la codificazione penale fascista con i nuovi principi e le garanzie
fondamentali previste dalla Cost.
La Costituzione dedica alcune norme al sistema penale:
Principio di personalità della responsabilità penale
Divieto di pene contrarie al senso di umanità
Finalità rieducativa della pena
Divieto della pena di morte
Principio di legalità
Durante l’ancien régime il potere di emanare le norme penale e di giudicare
spettava al sovrano; con l’Illuminismo si fa strada l’idea che le norme che
possono limitare la libertà personale dei cittadini debbano essere introdotte
solo attraverso la legge.
Nasce quindi il principio di legalità:
Fondamentale limite all’abuso del potere sovrano
Riserva la potestà normativa penale al Parlamento
Impone che le norme penali non possano mai incriminare fatti che erano
leciti al momento della loro commissione
Le norme penali devono essere comprensibili, prive di margini di
incertezza interpretativa in modo da consentire ai destinatari (cittadini) e
a coloro che devono applicarle (magistrati), di comprendere quali sono i
fatti vietati e con quali sanzioni sono puniti
Questi principi = riserva di legge, irretroattività delle norme penali sfavorevoli,
determinatezza del precetto penale, sono i 3 corollari fondamentali del
principio di legalità.
Principio di riserva di legge
Sistema penale italiano = a legalità formale, quindi può essere considerato
reato solo ciò che è definito tale da una legge.
A) Esigenza di certezza: il cittadino deve poter sapere con precisione quali
sono i fatti vietati e ciò è possibile grazie alle modalità di formazione e
pubblicità delle leggi dello stato;
B) Ragione di garanzia: gli interventi limitativi della libertà personale devono
essere frutto di un procedimento di formazione e produzione delle norme
che coinvolga tutte le forze politiche rappresentative in Parlamento e
soprattutto le minoranze per evitare possibili abusi da parte del potere
costituito.
Per legge si intendono le leggi costituzionali, le leggi ordinarie, i decreti
governativi in tempo di guerra.
Decreti legge e decreti legislativi? È presente un controllo parlamentare,
fondamentale per garantire il rispetto del principio di legalità. Il decreto
legge deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni ed
in caso contrario perde efficacia; il decreto legislativo trova origine solo in
una legge del Parlamento (legge delega) che deve indicare principi e
criteri direttivi e circoscrivere l’atto del governo ad oggetti definiti e solo
per un tempo limitato
Leggi regionali consigli regionali = organi elettivi ma se si attribuisse
loro la possibilità di emanare norme che limitano la libertà personale dei
cittadini si avrebbe una disparità trattamentale tra cittadini di regioni
diverse.
La riserva di legge esclude che possa farsi ricorso alla consuetudine . In ambito
1
civilistico è ammesso che gli usi possono avere rilevanza giuridica nelle materie
che non sono regolate né da leggi né da regolamenti. Ma la questione diventa
delicata per i reati culturalmente orientati = comportamenti ritenuti legittimi o
imposti dalle convinzioni religiose dell’autore.
Rapporti tra legge e fonti subordinate: si ritiene che la riserva di legge
debba essere assoluta cioè non è legittimo che la legge rimandi ad una
fonte subordinata. Unica eccezione: rinvio al decreto ministeriale, relativo
a valutazioni tecniche (es. materia delle sostanze stupefacenti).
Ordinamento comunitario: l’Ue non ha una potestà normativa penale
diretta ma può introdurre direttamente negli ordinamenti degli stati
membri nuove fattispecie incriminatrici né abrogare o modificare quelle
esistenti. Ma con sempre maggiore frequenza le direttive europee
impongono agli stati membri di introdurre nuovi reati a tutela degli
interessi comunitari. A seguito del Trattato di Lisbona (2007) le direttive
1 Comportamento costante, ripetuto nel tempo cui la comunità si uniforma con la convinzione
di obbedire ad una norma giuridica
possono stabilire norme minime relative alla definizione di reati e delle
sanzioni in sfere di criminalità particolarmente grave che hanno una
dimensione transnazionale derivante dal carattere di tali reati o dalla
necessità di combatterli su basi comuni (es terrorismo, tratta degli esseri
umani, criminalità organizzata).
La Corte di giustizia delle Comunità europee ha affermato il principio di
preminenza del diritto comunitario in virtù del quale ogni volta che via un
contrasto tra norme interne e norme europee queste ultime devono prevalere,
costringendo il giudice a disapplicare le norme interne incompatibili con un
regolamento o una direttiva europea.
Principio di irretroattività della legge penale
Tale principio impone che la legge penale non può che disporre per l’avvenire.
Una fattispecie che incrimina fatti precedenti alla sua entrata in vigore da un
lato impedisce ai cittadini di sapere con certezza quali fatti sono vietati
penalmente e quali sono leciti ratio di certezza; e consente forme di abuso
rese possibili dall’introduzione di nuovi reati finalizzati a colpire coloro che in
precedenza hanno tenuto comportamenti punibili all’epoca dei fatti ratio di
garanzia. Il fine è tutelare il singolo e la sua libertà individuale.
L’irretroattività delle norme penale sfavorevoli è sancita dalla Costituzione: art.
nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia
25 comma 2 =
entrate in vigore prima del fatto commesso = principio fondamentale e
inderogabile +
nessuno può essere punito per un fatto
Dal codice penale: art. 2 comma 1 =
che, secondo la legge del tempo in cui fu commesso non costituiva reato.
Nel sistema penale però ci sono spesso interventi legislativi che modificano il
regime vigente, secondo 3 modelli:
1. Si introducono nuove fattispecie incriminatrici
2. Si abrogano reati precedentemente puniti
3. Si mantiene la punibilità di determinate condotte ma se ne modifica in
meglio o in puggio la disciplina
1° ipotesi: NUOVA FATTISPECIE INCRIMINATRICE non potrà applicarsi
retroattivamente
2° ipotesi: ABOLITIO CRIMINIS art.2 comma 2 c.p. prevede che nessuno può
essere punti per un comportamento che secondo una legge posteriore non
costituisce più reato; se è stata pronunciata una sentenza di condanna anche
definitiva, ne cessa l’esecuzione e vengono meno gli effetti penali. La ragione
sta nella disparità trattamentale tra chi sconterebbe una pena perché ha
commesso il fatto prima dell’abrogazione e chi invece non verrebbe processato
perché ha commesso il fatto successivamente all’abrogazione.
La stessa regola vale anche nel caso in cui la C. Cost. dichiara
l’incostituzionalità di una fattispecie incriminatrice.
3° ipotesi: il fatto mantiene rilevanza penale sia rispetto alla norma precedente
che a quella disciplina ma CAMBIA LA DISCIPLINA la regola impone al giudice
di applicare la disciplina più favorevole in concreto.
Quale è la più favorevole? In astratto si guardano le cornici edittali, in concreto,
ad esempio, c’è quella che stabilisce la pena più alta ma è perseguibile a
querela oppure c’è la pena più alta ma c’è anche la multa valutazione della
pena in concreto che viene fatta dal giudice.
Infatti il sistema italiano confida nel fatto che il giudice faccia bene tutte le
ipotesi e sia anche corretto e leale nel farle.
Secondo l’art. 2, se però è stata già pronunciata una sentenza irrevocabile non
è possibile applicare retroattivamente la disciplina penale successiva più
favorevole GIUDICATO è un limite valido per il diritto penale italiano
MA
La Corte di Strasburgo (Cedu) dal 2014 ha ritenuto che il giudicato non è un
limite valido all’applicazione retroattiva della legge più favorevole chiunque
lo richiede ha diritto al ricalcolo della pena.
Invece se la modifica legislativa favorevole prevede che da una pena detentiva
si passa ad una pecuniaria, la nuova disciplina si applica retroattivamente
anche se c’è stata una sentenza detentiva in esecuzione.
Tutto questo sistema non si applica a 2 categorie di reati: quelli previsti da leggi
eccezionali (mirano a fronteggiare un fenomeno specifico) e quelli previsti da
leggi temporanee (in vigore solo per un determinato lasso di tempo), perché
queste leggi perderanno efficacia in un dato momento.
Principio di determinatezza
In base a tale principio la tecnica di redazione delle fattispecie incriminatrici
deve individuare con precisione tutti gli elementi costitutivi del reato e della
norma penale. Questo monito è indirizzato:
a) Al legislatore che deve escludere ogni margine di incertezza
b) Al giudice al quale deve essere impedito di procedere a interpretazioni
della norma penale oltre il loro significato letterale
N.B. ambiguità del linguaggio umano:
Pudore
Onore
Moralità pubblica
Atti sessuali
Il significato tende a trasformarsi e a mutare nel tempo e nelle diverse epoche
storiche a seconda dei cambiamenti del costume sociale e del comune sentire
della collettività.
individuati criteri interpretativi al fine di evitare che il significato possa
estendere la portata di una fattispecie incriminatrice oltre i suoi confini. I
canoni interpretativi tendono ad evitare il ricorso all’analogia in bonam
2
partem. In ambito penale non è ammesso il ricorso al procedimento analogico
perché introdurrebbe un’elusione del principio di legalità rimettendo al giudice
(e non al legislatore) l’individuazione dei fatti penalmente rilevanti. L’analogia
in materia penale è vietata sia dall’art. 14 delle disposizioni sulla legge in
generale che dall’art. 1 c.p. ma è possibile il ricorso all’analogia in bonam
partem purché non vi sia una lacuna intenzionale dal legislatore e non si tratti
di norme eccezionali. Reato
Definizione formale: il reato è un fatto umano, vietato dalla legge, la cui
applicazione comporta l’applicazione di una sanzione penale. Il tipo di sanzione
qualifica un reato come un illecito, distinguendolo da quello civile,
amministrativo o disciplinare.
2 L’analogia è un procedimento con cui si ricava la regola di un caso determinato non
dall’applicazione di una norma di legge ma dall’applicazione di una norma che regola un caso
analogo
L’art. 17 c.p. individua 5 tipi di pene principali: 3 detentive (ergastolo,
reclusione, arresto) e 2 pecuniarie (multa e ammenda).
D.lgs. 28/08/2000 n.274 ha previsto per alcune fattispecie meno gravi la
competenza del giudice di pace. Queste violazioni prevedono come pene
principali la pena pecuniaria + permanenza domiciliare e lavoro di pubblica
utilità.
Definizione sostanziale: la sanzione penale incide sulla libertà personale dei
cittadini e quindi il ricorso a questa tipologia di sanzione è legittimo solo
quando è necessario per tutelare beni e interessi di rango elevato.
Per punire l’omicidio, la violenza sessuale e la corruzione dei pubblici ufficiali è
doveroso ricorrere alla sanzione penale
INVECE
Non si può ricorrere alla pena detentiva per sanzionare violazioni del codice
della strada, in virtù della minima rilevanza dell’interesse da tutelare e dei fatti
da scoraggiare.
La giurisprudenza della C. Europea dei diritti dell’uomo stabilisce che deve
essere considerato reato ogni illecito al quale l’ordinamento reagisce con una
sanzione caratterizzata da un contenuto sostanzialmente punito e/o da una
dimensione sostanzialmente afflittiva (definizione sostanziale).
La corte ha fornito un’esemplificazione dei criteri da utilizzare a riguardo
natura dell’inflazione, natura e gravità della sanzione, scopo perseguito,
procedere per la sua adozione.
Delitti e contravvenzioni
Nel nostro ordinamento penale sono previste 2 categorie di reati: delitti e
contravvenzioni.
Delitti = reati puniti con:
Ergastolo
Reclusione
Multa
Contravvenzioni = reati puniti con:
Arresto
Ammenda
I delitti sono più gravi mentre le contravvenzioni riguardano violazioni di regole
o procedure amministrative. La distinzione è importante perché il codice detta
delle regole diverse per le 2 categorie di reati in materia di elemento
soggettivo, rilevanza del tentativo, applicabilità di determinate cause estintive
del reato.
Dei delitti si risponde a titolo di dolo e la punibilità per colpa deve essere
espressamente prevista (es. omicidio). Le contravvenzioni, a parte alcune
eccezioni, sono punite indifferentemente a titolo di dolo o di colpa. Il tentativo,
invece, è punito solo nei delitti.
Sistema sanzionatorio
Il nostro ordinamento penale reagisce alla commissione di un reato con
molteplici sanzioni:
1) Pene principali di competenza del giudice e sono:
Ergastolo = pena perpetua per i delitti più gravi
Reclusione = pena detentiva per i delitti da 15 giorni a 24 anni
Multa = pena pecuniaria per i delitti da 50 a 25000 euro
Arresto = pena detentiva per le contravvenzioni da 5 giorni a 3
anni
Ammenda = pena pecuniaria per le contravvenzioni da 20 a 10000
euro
I reati di competenza del giudice di pace sono punti con:
Pena pecuniaria
Permanenza domiciliare
Lavoro di pubblica utilità
2) Pene accessorie seguono la condanna penale e hanno natura
prevalentemente interdittiva:
Interdizione dai pubblici uffici
Interdizione da una professione o un’arte
Interdizione legale
Interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle
imprese
Incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione
Estinzione del rapporto di impiego o di lavoro
Decadenza o sospensione della responsabilità genitoriale
3) Misure di sicurezza (introdotte dal codice del 1930) nella prospettiva
repressiva del codice Rocco non avevano una durata massima
proporzionata alla gravità del fatto commesso ma durano fino a quando
permane una prognosi negativa sulla pericolosità del reo infatti i 2
presupposti per applicare una mis. di sicurezza sono: la commissione di
un reato + la pericolosità sociale del soggetto. Le misure di sicurezza
personale detentiva si applicano ai soggetti non imputabili ma anche i
soggetti imputabili, dopo aver scontato una pena detentiva, possono
essere sottoposti a misure di sicurezza personali detentiva se ritenuti
soggetti socialmente pericolosi.
SISTEMA DEL DOPPIO BINARIO: criticato dalla nostra dottrina perché prevede
per lo stesso soggetto sia la pena che la misura di sicurezza.
Ci sono poi le misure di sicurezza persona non detentive = libertà vigilata, e
patrimoniali = confisca e cauzione di buona condotta.
L’intero sistema sanzionatorio del codice Rocco è stato stravolto dalla legge di
riforma dell’ordinamento penitenziario (l.354/1975) e da altre 2 leggi che
hanno modificato le modalità di esecuzione delle pene detentive: legge Gozzini
(l.10/10/1986 n.663) e legge Simeone-Saraceni (l.27/05/1998 n.165).
L’attuale sistema sanzionatorio prevede alcune misure alternative alla
detenzione che incidono sia sulla misura della pena inflitta che sulle sue
modalità di esecuzione e vengono applicate dal Trib. di sorveglianza in fase
esecutiva.
Ambito di studio del diritto penale
Il diritto penale ha 3 principali settori di st
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Legislazione penale speciale e minorile, Prof. Cingari Francesco, libro consigliato Diritto penale …
-
Riassunto esame Diritto Penale, prof. Giors, libri consigliati Giustizia Penale e Poteri dello Stato, Grosso, Giust…
-
Riassunto esame Diritto penale, parte generale, Prof. Cingari Francesco, libro consigliato Corso di diritto penale,…
-
Riassunto esame Diritto penale , Prof. Petrini Davide, libro consigliato Manuale di diritto penale, -