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rapporti con le istituzioni e con gli enti amministrativi e

politici, sul piano nazionale ed internazionale. Questa

associazione si occupa della promozione di forme di

propaganda e pubblicità commerciale, di iniziative per la

formazione professionale e aggiornamento tecnico,

dell'instaurazione di rapporti di collaborazione e di intesa

con le associazioni nazionali delle imprese e professioni

turistiche per il conseguimento di scopi comuni.

CAP IV

LE PROFESSIONI TURISTICHE

ART 6 COD. TUR. PROFESSIONI TURISTICHE :"quelle attività,

aventi ad oggetto la prestazione di servizi di promozione

dell'attività turistica, nonchè servizi di ospitalità, assistenza,

accompagnamento e guida, diretti a consentire ai turisti la

migliore funzione del viaggio e della vacanza, anche sotto il

profilo della conoscenza dei luoghi visitati.!

La disciplina delle professioni turistiche deve essere dettata

da legge regionale ma comunque basata sulle leggi statali.

L'accesso alle professioni turistiche non protette è libero e

non è previsto un albo per le guide turistiche.

In questo ambito possiamo distinguere la guida turistica

dall'accompagnatore.

La guida turistica è il soggetto che per professione

 accompagna i turisti nelle visite ad opere d'arte, musei

ed illustra le caratteristiche. Questa figura aiuta i turisti

a capire meglio i valori di ciò che essi visitano.

L'accompagnatore è colui che per professione

 accompagna nei viaggi i turisti, fornendo loro notizie a

livello turistico, infatti, questa figura non va nei dettagli

a mostrare e spiegare valori storici e paesaggistici.

I cittadini appartenenti ai Paesi membri dell'Unione Europea

sono equiparati a quelli italiani in condizioni di reciprocità.

Ogni cittadino comunitario gode dunque del diritto di

circolare, stabilirsi ed esercitare la propria attività

professionale in qualsiasi stato dell'Unione Europea.

CAP V

LE TIPOLOGIE SPECIALI DI TURISMO

L’ecoturismo

I termini ecoturismo, turismo sostenibile, turismo

responsabile, hanno tutti un’unica chiave di lettura: la

necessità di conciliare le politiche di sviluppo del turismo con

quelle indirizzate alla tutela e alla salvaguardia

dell’ambiente. Tale tendenza è alimentata sia dalle esigenze

percepite a livello internazionale di proteggere l’ambiente,

sia dal sempre maggior bisogno degli individui di

riavvicinarsi alla natura.

-L’ecoturismo nasce in America del Nord negli anni ’80, dopo

la moda del turismo naturalistico nei luoghi ancora selvaggi.

-Il termine “turismo sostenibile”, invece, nasce durante la

Conferenza sull'Ambiente e lo Sviluppo (Rio de Janeiro

1992) ,avente ad oggetto la lotta all’inquinamento,dalla

quale emersero, delle linee guida basate sul seguente

principio “gli esseri umani hanno il diritto ad una vita sana e

produttiva in armonia con la natura e deve essere impegno

degli stati preservare l’ecosistema e garantire che lo

sfruttamento delle risorse nazionali non danneggi

l’ambiente”.

Con turismo responsabile si intende l’attività di viaggio e

soggiorno praticata nel rispetto dell’ambiente, dei luoghi e

delle tradizioni. Non un turismo devastante, ma rispettoso

delle risorse naturali, culturali e sociali, che contribuisce alla

crescita economica e al benessere delle popolazioni che

ospitano.

-La costruzione di villaggi turistici e complessi alberghieri

richiede di procedere ad una stima degli effetti

sull’ambiente. La conservazione delle risorse ambientali è

essenziale per l’esercizio dell’attività turistica e non si può

negare che il consumo di spazio, in termini di edifici da

costruire, accompagnato da una concentrazione di persone

che vivono periodicamente in un determinato luogo,

generano sovraccarichi e tensioni ambientali. Con il termine

“impatto ambientale” si indicano le variazioni che

scaturiscono nel sistema uomo-ambiente, a seguito di un

determinato evento.

Il procedimento di valutazione di impatto ambientale(V.I.A)

mira proprio a verificare in via preventiva l’impatto sulle

risorse naturali che i progetti turistici possono causare.

Per il settore turistico la VIA è obbligatoria per più di 40

tipologie di opere diverse( porti turistici e da diporto,

campeggi e villaggi, centri turistici residenziali, esercizi

alberghieri ecc.)

Turismo sociale nasce per consentire il turismo ai ceti meno

abbienti.

Il termine turismo sociale ha fatto la sua comparsa tra la fine

degli anni 40 e l’inizio degli anni 5 del XX secolo, e indicava

le attività turistiche promosse da organizzazioni che

operavano senza fini di lucro a favore dei ceti popolari.

Nell’ottica del riordino del sistema, e di tutela del

consumatore- turista, il Codice del turismo disegna il settore

del turismo sociale, con l'individuazione dei buoni vacanza.

Si tratta di uno strumento concreto per affermare il diritto

alle vacanze per tutti (vedi art. 27 Cod. tur "Fondo buoni

vacanze")

ART 27 COD. TUR consiste nell' "erogazione di buoni

vacanza da destinare ad interventi di solidarietà in favore

delle fasce sociali piu' deboli, anche per la soddisfazione

delle esigenze di destagionalizzazione dei flussi turistici ed

anche ai fini della valorizzazione delle aree che non abbiano

ancora conosciuto una adeguata fruizione turistica."

L’AGRITURISMO

Per attività di agriturismo si intende l’attività di ricezione e di

ospitalità esercitata esclusivamente dagli imprenditori

agricoli, singoli ed associati, e dai loro familiari, attraverso

l’utilizzazione della propria azienda in rapporto di

connessione e complementarietà rispetto alle attività di

coltivazione e allevamento.

Ambiente, agricoltura e cultura sono i pilastri su cui si fonda

il turismo rurale: tutte le attività e le iniziative in questo

settore tendono a realizzare un miglior rapporto tra uomo e

ambiente, agricoltura e turismo, coltivatori e consumatori,

città e campagna.

L’agriturismo è proprio una forma di turismo che concilia

l’esigenza di valorizzare il patrimonio culturale della propria

terra con quella di tutelare l’ambiente rurale.

In Italia la conservazione dell’agriturismo come forma di

vacanza largamente diffusa si è avuta con l’introduzione

della legge quadro del turismo e poi con la realizzazione di

un intero testo normativo ad esso dedicato.

L’art. 2135 cod. civ. inserisce tra le “attività connesse” la

gestione dell’azienda agrituristica. "È imprenditore agricolo

chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del

fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività

connesse". Disciplina dell’agriturismo

Il primo testo normativo interamente dedicato all’agriturismo

risale al 1985, con la legge 730 "disciplina dell'agriturismo".

Scopi di questa legge: salvaguardare l’ambiente, favorire lo

sviluppo del territorio agricolo, sviluppare il turismo sociale e

giovanile, favorire la permanenza dei produttori agricoli nelle

campagne. Considerata però la domanda crescente da parte

dei turisti, nel 2006 si è sentita la necessità di innovare la

disciplina normativa, per cui la legge 730 viene abrogata

dalla Legge 96/2006 che mira a sostenere l’agricoltura anche

mediante la promozione di forme idonee di turismo nelle

campagne volte a: tutelare e valorizzare le risorse di ciascun

territorio, favorire il mantenimento delle attività umane nelle

aree rurali, favorire le iniziative a difesa del suolo, del

territorio e dell’ambiente, recuperare il patrimonio edilizio

rurale, sostenere ed incentivare le produzioni tipiche, di

qualità e le connesse tradizioni enogastronomiche,

promuovere la cultura rurale e l’educazione alimentare,

favorire lo sviluppo agricolo e forestale.

TURISMO CULTURALE

Al turismo culturale è dedicato il capo II del Cod. tur.

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale del

turismo (OMT), agenzia delle Nazioni Unite,”il turismo

culturale rappresenta tutti quei movimenti di persone

motivati da scopi culturali come le vacanze studio, la

partecipazione a spettacoli dal vivo, festival, eventi culturali,

visite a siti archeologici e monumenti, i pellegrinaggi. Il

turismo culturale riguarda anche il piacere di immergersi

nello stile di vita locale e in tutto ciò che ne costituisce

l’identità e il carattere”.

Per l’immenso patrimonio storico e artistico che possiede,

l’Italia è una meta esclusiva per quanto riguarda il turismo

culturale. L’immagine dell’Italia, culla di immense bellezze

storico artistiche, è legata profondamente al concetto di

cultura intesa anche come patrimonio gastronomico,

artigianale, folkloristico ecc.

TURISMO RELIGIOSO

Il turismo religioso è la forma di turismo che ha come

principale obiettivo la fede e quindi la visita a luoghi

religiosi(come santuari, chiese, conventi, abbazie, eremi e

luoghi sacri). Non va confuso con il pellegrinaggio che invece

è un viaggio compiuto esclusivamente per devozione, ricerca

spirituale o penitenza verso un luogo considerato sacro.

Il turismo religioso è in continua crescita, con un notevole

risvolto economico.

Le destinazioni principali per il turismo religioso in Italia

sono: San Giovanni Rotondo(luogo in cui riposano le spoglie

di Padre Pio), Sant’Antonio da Padova,

San Francesco d’Assisi e il Vaticano, in cui stato sono raccolti

più tesori religiosi che in qualsiasi altra parte del mondo.

TURISMO SPORTIVO

La pratica delle attività sportive è divenuta un elemento

essenziale nelle motivazioni di viaggio del turista moderno,

sono in continua crescita e trasformazione i flussi turistici

che si caratterizzano per la forte motivazione di dedicare un

periodo di soggiorno abbinando all’esperienza salutistica un

rilassante rapporto con il territorio. La vacanza combina

infatti un soggiorno di tipo tradizionale con lo svolgimento di

attività fisiche come golf, tennis, trekking, cicloturismo,

canoa, vela, percorsi enogastronomici e molto altro.

In questi anni il connubio turismo e sport si è fato sempre più

solido diventando una notevole risorsa economica per tutti

coloro che operano in entrambi i settori.

TURISMO TERMALE

Il turismo termale è il fenomeno che usufruisce di acque

sorgenti, vapori e fanghi che possiedono proprietà curative.

L’Italia è il Paese europeo che vanta il maggior numero di

stabilimenti termali, soprattutto grazie alla sua particolare

conformazione geologica, ricca di fenomeni vulcanici.

Il turismo termale è disciplinato dalla Legge 24 Ottobre

2000, n 323,e successive modificazioni. Il turismo del

benessere segue la disciplina prevista dal titolo III del Codice

del Turismo.

Con la Legge 24 ottobre 2000, n 323 viene disciplinata

l’erogazione delle prestazioni termali al fine di assicurare il

mantenimento ed il ripristino dello stato di benessere psico-

fisico e reca le disposizioni per la promozione e la

riqualificazione del patrimonio idrotermale, anche ai fini della

valorizzazione delle risorse naturali, ambientali e culturali dei

territori termali.

Ai fini della presente legge si intendono per acque termali le

acque minerali naturali utilizzate a fini terapeutici.

Cap VI

L’USO TURISTICO DEL DEMANIO MARITTIMO

I beni pubblici sono i beni che appartengono allo Stato e si

dividono in beni demaniali e beni patrimoniali. L’art.117

attribuisce alle regioni la potestà legislativa esclusiva sul

demanio marittimo.

I beni demaniali sono inalienabili, imprescrittibili, non

 suscettibili di usucapione né di espropriazione forzata e

non possono essere oggetto di diritti a favore di terzi,

se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li

riguardano (attraverso concessioni). beni demaniali

comprendono le cose che appartengono agli enti

pubblici territoriali e sono tassativamente individuati e

suddivisi in due ulteriori categorie: demanio necessario

e demanio accidentale.

-Il demanio necessario comprende: il demanio marittimo(lido

del mare, spiaggia, rade, porti, lagune, fari e altre

installazioni costiere per la navigazione), il demanio idrico

(fiumi, torrenti, laghi, sorgenti e tutte le acque sotterranee e

superficiali ancorché non estratte dal sottosuolo; acqua) e il

demanio militare (beni destinati alla difesa nazionale, per

es., fortificazioni militari).

-Il demanio accidentale comprende: il demanio stradale

(strade, autostrade, ferrovie e aerodromi) e altre tipologie di

beni (gli acquedotti, i beni culturali, di interesse

archeologico, artistico e storico, i mercati comunali e i

cimiteri).

I beni demaniali possono essere concessi in godimento a

determinati soggetti mediante concessione o licenza, ma

solo se la concessione sia utile per la collettività e a patto

che tale concessione venga ritirata se venisse a mancare

tale requisito successivamente.

ART 822 CODICE CIVILE: "Appartengono allo Stato e fanno

parte del demanio pubblico il lido del mare , la spiaggia, le

rade e i porti; i fiumi, i torrenti , i laghi e le altre acque

definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate

alla difesa nazionale."

I beni patrimoniali consistono in cose mobili e

 immobili: foreste, parchi nazionali e regionali; miniere,

cave e torbiere; beni d’interesse artistico, storico e

archeologico (beni culturali); beni destinati al servizio

della difesa (per es., caserme, aeromobili militari ecc.),

a esclusione di quelli appartenenti al demanio; beni

costituenti la dotazione del presidente della Repubblica;

edifici e arredi destinati a pubblici uffici e servizi; acque

minerali e termali.

-La disciplina fondamentale del demanio marittimo si

rinviene negli artt. 822 del codice civile e negli articoli 28 e

seguenti del codice della navigazione. Esso è inoltre regolato

in relazione a profili particolari da numerose leggi speciali e

da disposizioni e principi di natura comunitaria ed

internazionale.

La concessione per finalità turistica

Con l’andare del tempo si è verificata l’estensione degli usi

dei beni demaniali marittimi ad attività quali il turismo, la

navigazione da diporto e agli sport nautici. In questo sistema

le concessioni rappresentano lo strumento fondamentale

attraverso cui i beni sono utilizzati dai privati in vista del

raggiungimento dell’interesse comune.

Definizione: "La concessione è il provvedimento

amministrativo mediante il quale l'Amministrazione

Comunale attribuisce, per un periodo di tempo determinato,

l'utilizzazione di beni rientranti nel Demanio Marittimo per

finalità conformi al Piano Particolareggiato degli Arenili ed

agli altri strumenti urbanistici vigenti. La concessione del

Comune è rilasciata nel pieno rispetto delle prescrizioni

normative nazionali e regionali disciplinanti la materia."

L'articolo 28 del Codice della Navigazione definisce i singoli

beni che concorrono alla formazione del demanio marittimo:

Il lido, ossia quella parte di terra, a immediato contatto

 con le acque del mare, che è normalmente coperta

dalle mareggiate ordinarie. Ne riesce impossibile ogni

altro uso che non sia quello marittimo, relativo, cioè,

all'approdo, alla pesca o alla balneazione;

la spiaggia, corrispondente ad una striscia di terra,

 dalla più varia natura geologica (sabbiosa, rocciosa,

ghiaiosa), che si estende dal lido verso terra ferma,

utilizzabile per il soddifacimento degli usi marittimi. Si

tratta di una porzione di terreno dai confini variabili, in

quanto si restringe, per far pasto al lido, sotto l'azione

delle forze erosive del mare, o si amplia, in seguito al

ritrarsi delle acque;

i porti, che possono essere definiti come specchi

 d'acqua o porzioni di mare comprese tra sponde

disposte ad arco, o insenature di origine naturale o

costruite dall'uomo, nelle quali le navi, protette dalla

violenza del vento e delle onde, possono sostare ed

approdare;

le rade, ossia parti di mare dove le navi gettano

 l'ancora, attendendo al riparo il momento di entrare in

porto. Anche le rade possono essere naturali se il riparo

è offerto da isole, scogliere, banchi, oppure artificiale se

realizzate dall'uomo;

le lagune, ossia superfici d'acqua situate nelle

 vicinanze del mare e con esso non immediatamente

comunicanti;

i bacini di acqua salamastra, ossia specchi acquei

 prossimi al mare, comunicanti liberamente con esso

almeno una volta all'anno,

le foci dei fiumi, nelle quali il corso d'acqua dolce

 perde la natura fluviale immettendosi nel mare;

i canali utilizzabili ad uso marittimoi ,

 immediatamente collegati al mare ed adibiti a ricovero

di imbarcazioni ed alle operazioni di carico e scarico;

le pertinenze, che sono costruzioni ed altre opere

 appartenenti allo Stato che esistono entro i limiti del

demanio marittimo e del mare territoriale pur non

rientrando in alcuna delle categorie di beni indicati

direttamente dalla legge come demaniali.

La concessione dei beni demaniali marittimi può essere

rilasciata oltre che per i servizi pubblici e per i servizi e

attività portuali e produttive, per l’esercizio delle seguenti

attività:

-gestione di stabilimenti balneari;

-esercizi di ristorazione e somministrazione di bevande, cibi

precotti e generi di monopolio;

-noleggio di imbarcazioni e natanti in genere,

-gestione di strutture ricettive e attività ricreative e sportive;

-esercizi commerciali;

-servizi di altra natura e conduzione di strutture ad uso

abitativo compatibilmente con le esigenze di utilizzazione di

cui alle precedenti categorie.

Gli obblighi del concessionario

Le imprese turistiche che producono servizi sevendosi della

spiaggia (come gli stabilimenti balneari), devono pagare un

canone di concessione allo Stato, che ha titolarità

dominicale del bene demaniale. Il canone costituisce il

corrispettivo da pagare per l'utilizzo dei beni di proprietà

aliena.

La determinazione della misura del canone dovuto è l'esito

di un particolare procedimento amministrativo finalizzato

alla preventiva valutazione del tipo e delle caratteristiche

dell'attività imprenditoriale programmata con l'utilizzo del

bene demaniale e dei profitti che il richiedente la

concessione amministrativa può obiettivamente ricavare,

anche in base alla stagionalità o annualità dell'attività,

dell'esistenza di eventuali divieti di balneazione.

I criteri di determinazione dei canoni demaniali marittimi per

finalità turistico-ricreative sono stabiliti dalla legge statale.

L'interesse pubblicistico che questo rapporto mira a

realizzare consiste nel consentire la migliore fruizione della

spiaggia e del mare ai turisti. Ciò implica che dalla

concessione scaturiscono una serie di obblighi per il

concessionario.

Il concessionario si obbliga a garantire il mantenimento della

pulizia delle aree in concessione e degli spazi limitrofi, i

servizi minimi igienico-sanitari, il salvataggio, il transito

libero e gratuito per l'accesso alla battigia ed al mare

territoriale. L'inadempimento di tali obblighi può portare alla

decadenza della concessione ai sensi dell'art. 47 comma 1

del codice della navigazione.

Le aree, le pertinenze e gli specchi acquei sono classificati

dalle Regioni in due categorie a seconda che siano concessi

per uso pubblico ad altra od a normale valenza turistica.

L'estinzione del rapporto

La disciplina delle cause di estinzione del rapporto di

concessione è data dal Codice della navigazione.

Il rapporto di concessione si estingue innanzitutto per la

 scadenza del termine previsto nel contratto senza

rinnovazione della concessione;

Il codice distingue poi a seconda che la modifica o

 estinzione della concessione siano dipendenti da causa

naturali o da fatto dell'Amministrazione (revoca o

decandenza).

Per quanto riguarda l'estinzione del rapporto per cause

naturali, potrebbe darsi che i beni demaniali dati in

concessione subiscano per eventi naturali, per esempio

erosione e modificazioni tali da restringerne la possibilità di

utilizzo o da renderla addirittura impossibile.

Per il secondo gruppo di cause, ossia estinzione del rapporto

per fatto dell'amministrazione, si tratta di revoca o

decadenza.

-La revoca è un atto amministrativo emanato dalla stessa

autorità che ha disposto la concessione, che si giustifica

qualora si verifichino modificazioni sopravvenute per effetto

delle quali viene meno l'interesse collettivo inizialmente

correlato all'oggetto della concessione.

Nell'ipotesi di revoca parziale, il concessionario può

rinunciare alla concessione dandone comunicazione

all'autorità concedente al termine di trenta giorni dalla

notifica del provvedimento di revoca.

-La decadenza costituisce invece un provvedimento della

pubblica amministraziome che ha rilasciato la concessione a

carattere sanzionario pronunciato in determinati casi

tassativi, previsti dall'art. 47 del Codice della Navigazione.

Cessato il rapporto di concessione, per decadenza o revoca,

le opere non amovibili costruite sulla zona demaniale

restano acquisite dallo Stato ed al titolare della concessione

non compete alcun compenso o rimborso.

Il subingresso

L'art. 30 del Regolamento di esecuzione del Codice della

navigazione prescrive l'obbligo del concessionario di

esercitare direttamente la concessione, cioè senza sostituire

altri a sè nel godimento della stessa. L'eventuale abusiva

sostituzione porta alla decadenza della concessione prevista

dall'art. 47 Cod. Nav.

L'art. 46 del Codice della Navigazione disciplina il

subingresso:

"Quando il concessionario intende sostituire altri nel

godimento della

concessione deve chiedere l'autorizzazione dell' autorità

concedente.

In caso di vendita o di esecuzione forzata, l' acquirente o l'

aggiudicatario di opere o impianti costruiti dal

concessionario su beni demaniali non può subentrare nella

concessione senza l' autorizzazione dell' autorità

concedente.

In caso di morte del concessionario gli eredi subentrano nel

godimento della concessione, ma devono chiederne la

confema entro sei mesi, sotto pena di decadenza. Se, per

ragioni attinenti all' idoneità tecnica od economica degli


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze del turismo
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sarasapia1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Legislazione del turismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Vipiana Piera Maria.

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