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Laboratorio di scrittura e argomentazione

Perché scriviamo?

L’obiettivo di ogni atto di scrittura è quello di ottenere un effetto comunicativo. Se scriviamo qualcosa senza avere bene a mente l’obiettivo, si ottiene una scrittura deficitaria.

Effetti comunicativi della scrittura

  • Informare
  • Richiedere
  • Convincere -> ambito pubblicitario
  • Ordinare
  • Domandare
  • Offrire
  • Offendere
  • Provocare

È molto importante non mescolare i registri, per questo motivo è molto importante avere bene a mente l’obiettivo comunicativo.

Revisione

Dopo aver scritto un testo è necessario controllarlo seguendo tutte le seguenti fasi:

  • Revisione morfologica (ortografia)
  • Revisione lessicale (scelta delle parole)
  • Revisione sintattica (lunghezza e correttezza di frasi e nessi)
  • Revisione testuale (divisione dei paragrafi, note e titoli)
  • Revisione pragmatica (organizzazione delle informazioni)
  • Revisione semiotica (modulazione delle informazioni, significazione in rapporto ad un sistema di comunicazione condivisa)

Revisione morfologica

Attenzione all’ortografia, regole da tenere a mente:

  • Un + maschile -> no apostrofo
  • Un + femminile -> sì apostrofo
  • Po’ vuole l’apostrofo e non l’accento

Revisione lessicale

È importante scegliere le parole giuste in relazione al contesto e al registro che si deve utilizzare. Accuratezze:

  • Attenzione alle ripetizioni in particolare a breve distanza -> ma non dobbiamo essere ossessionati dal fantasma della ripetizione, se per essere chiaro il testo ha bisogno che un termine venga ripetuto non dobbiamo farci problemi a reinserirlo.
  • Se alcuni termini sono troppo generici vanno sostituiti con un sinonimo.
  • Non usare termini di cui non si conosce il significato.
  • Fare uso anche di perifrasi.

Revisione sintattica

Riguarda l’organizzazione della frase, essa non deve essere troppo lunga -> IDEALE: 1 principale e 2 subordinate.

  • Usare una struttura paratattica (coordinazione) per dare un ritmo scandito e incalzante al testo, si usa per comunicare l’immediatezza di una situazione, la sua iterazione o una situazione di suspance.
  • Usare una struttura ipotattica (subordinazione) per le parti del testo direttamente legate all’argomentazione, per l’esposizione del ragionamento e dei passaggi logici del testo.

Revisione testuale

In questa fase si va a lavorare sulla globalità del testo, aspetti fondamentali:

  • Paragrafo: è l’unità basale del testo, tutti i tipi di testo vanno divisi in paragrafi per dare un ordine logico:
    • Devono essere coerenti, coesi e rinviare alla tesi centrale del testo.
    • Collegati correttamente gli uni agli altri con i connettivi.
    • Bisogna sempre andare a capo all’inizio di una nuova argomentazione.
    • Non andare a capo se si continua a parlare della stessa argomentazione.
  • Note: quelle a piè di pagina, sono utilizzate quando è necessario citare qualcosa -> le note differenziano un testo scientifico da uno che non lo è.
  • Titoli: è la prima cosa che ci cattura di un articolo, deve essere un giusto compromesso tra l’essere brillante e l’essere coerente con le informazioni contenute all’interno del testo.

Revisione pragmatica

Si parla dell’elemento concreto, ovvero le informazioni -> esse devono essere strutturate in modo da rimanere impresse al lettore.

L’attenzione di chi legge cala molto rapidamente e quindi le informazioni importanti non devono mai essere inserite nella seconda metà del testo -> le informazioni essenziali vanno inserite all’inizio così si è sicuri che vengano lette, nella seconda parte si inseriscono invece le informazioni specifiche che verranno lette soltanto da chi è realmente interessato.

Quindi: Titolo + Introduzione (max 2 frasi) + Primo paragrafo con info importanti

Revisione semiotica

Questo tipo di revisione obbliga a controllare le informazioni che sono state date e le parole utilizzate per darle e se quello che l’autore del testo intendeva dire risulta ambiguo e incomprensibile per la cultura di riferimento deve essere cambiato.

Bisogna quindi andare a riformulare le informazioni qualora queste potessero essere interpretate in maniera ambigua da qualcuno -> è necessario che quello che si dice sia il più chiaro e meno ambiguo possibile.

Indicazioni di metodo per fare revisione

  • Completezza del contenuto
  • Correttezza linguistica
  • Adeguatezza rispetto al target
  • Adeguatezza rispetto all’obiettivo

Prima di scrivere bisogna tenere conto dei seguenti aspetti

  1. Topic -> cosa si scrive (revisione pragmatica)
    • Gli argomenti devono essere ordinati a partire dal più importante.
    • Si deve essere sintetici.
    • Gli elementi formali devono essere corretti.
    • Lo stile deve essere adeguato e consono.
  2. Audience -> a chi si scrive (revisione semiotica)
    • Genere: dipende per cosa scrivo, se per una rivista femminile, sport o politica.
    • Posizione assoluta: dipende dal livello gerarchico che occupa il pubblico per cui scrivo, il linguaggio sarà diverso se mi riferisco al mio capo o al mio collega.
    • Posizione relativa: dipende da cosa è quella persona per me, se il mio capo è anche il papà della mia migliore amica userò un tono diverso.
    • Età
    • Conoscenza
  3. Medium -> con che mezzo si scrive e si comunica

Punteggiatura

Nella scrittura formale corretta è molto importante sapere utilizzare al meglio la punteggiatura, essa è un elemento del registro e varia in base al contesto -> per un messaggio in chat o una mail informale può essere anche più fluida, in altri contesti deve essere rigida.

Precisazioni per non sbagliare:

  • Puntini di sospensione: sono 3, indicano una pausa molto forte come il punto e virgola -> sono un tipo di punteggiatura informale.
  • Parentesi: isolano una porzione di testo e creano un’incidentale, come isolare un inciso con due virgole -> sono un tipo di punteggiatura informale.
  • Virgolette: sono di due tipi (alte: “ ” / basse: » «) -> servono ad identificare una citazione, un discorso diretto o una sfumatura ironica.
  • Trattini lunghi (_): hanno la stessa funzione delle parentesi e servono a segnalare anche gli incisi, si usano quando si vuole esplicitare un pensiero interno e personale.
  • Trattino breve (-): si usa per indicare le parole composte.

Bibbia della punteggiatura

Un segno di interpunzione non si mette mai:

  • Tra soggetto e predicato: NO
  • Tra aggettivo e nome
  • Tra predicato e complemento oggetto
  • Tra elemento reggente e complemento di specificazione

La punteggiatura è condizionata dal registro e non bisogna farsi ingannare dalla punteggiatura intonativa.

Regola della virgola:

  • La virgola prima della E: NO se collega elementi che sono sullo stesso piano.
  • SI se viene interrotto un elenco.
  • SI se la E ha una sfumatura diversa dalla congiunzione.

La correttezza linguistica

Lo studente segue il corso -> S + PV + CO -> è l’ordine formale della frase in italiano.

In alcune frasi, in particolare in italiano, si può avere:

  • Dislocazione a sinistra: il complemento si sposta a sinistra del verbo -> il corso, lo segue Marco (retrocede).
  • Dislocazione a destra: il complemento viene isolato a destra della frase -> lo segue Marco, il corso.

Non usare i dislocamenti nello scritto.

I margini

La frase va costruita sempre sul verbo e vengono inseriti i margini, essi sono le precisazioni che vengono aggiunte alla frase principale -> solitamente sono precisazioni di luogo e di tempo, i margini sono staccati con una virgola:

  • Il lunedì e il giovedì, lo studente di lettere segue con i suoi compagni il corso per gli ofa nel laboratorio di informatica.
  • A Bologna, piove da una settimana.
  • Filippo va a Bologna tutte le settimane -> in questo caso il verbo andare regge il luogo quindi io non posso separare il margine di luogo con una virgola.

Il periodo

Oltre che con i margini, una frase può essere ampliata anche con altre frasi -> un insieme di più frasi forma un PERIODO.

In un periodo le frasi possono essere collegate tra loro per:

  • Coordinazione
  • Subordinazione: le subordinate possono essere implicite o esplicite -> implicite: il verbo è coniugato in un modo non finito / esplicite: il verbo è coniugato in modo finito

Esempi:

  • Lo studente segue il corso affinché colmi il debito formativo -> ESPLICITA
  • Lo studente segue il corso per colmare il debito formativo -> IMPLICITA, queste frasi sono solite creare ambiguità, il soggetto dell’implicita è lo stesso della principale.
  • Non avendo superato il test, lo studente deve frequentare il corso SI perché il soggetto della principale è lo stesso dell’implicita.
  • Avendo seguito il corso con successo, l’insegnante può registrare l’idoneità allo studente NO perché in una frase formulata così il soggetto di “avendo seguito”.

Subordinate

  • Oggettive: lo studente ha deciso che frequenterà il corso -> CO
  • Soggettive: è obbligatorio che lo studente frequenti il corso -> S

Che polivalente

Nel parlato il che viene utilizzato con molte funzioni, così facendo si sbaglia perché il che in realtà ha SOLO DUE FUNZIONI:

  • Che congiunzione dichiarativa: si usa dopo verbi come dire, pensare -> io penso che Marco sia proprio un bravo ragazzo.
  • Che pronome relativo: si sostituisce con il quale / la quale per capire quando è pronome relativo.

Tutti gli altri usi di che sono sbagliati:

  • Vieni in chat che ti racconto -> SBAGLIATO, ha una funzione consecutiva, quindi: vieni in chat così ti racconto.
  • Vai a dormire che è tardi -> SBAGLIATO, ha una funzione causale, quindi: vai a dormire perché è tardi.
  • Il giorno che ho fatto l’esame ero agitato -> SBAGLIATO, ha una funzione temporale, quindi: il giorno in cui ho fatto l’esame ero agitato.

Dalla frase al testo

Un testo per essere tale deve avere almeno due caratteristiche:

  • Coesione: indica i legami linguistici e morfosintattici tra gli elementi del testo.
  • Coerenza: riguarda l’organizzazione del significato.

Elementi della coesione

  1. Forme di accordo grammaticale: la concordanza tra genere e numero può creare problemi con i nomi collettivi.
    • SI: La maggior parte degli studenti va a scuola in bici.
    • NO: La maggior parte degli studenti vanno a scuola in bici -> la maggior parte è il soggetto ed è singolare.
  2. Reggenza: i verbi devono essere legati alle preposizioni e agli avverbi giusti.
  3. Pronomi e aggettivi: la coesione si ha attraverso l’uso di pronomi personali, pronomi, aggettivi possessivi e dimostrativi.
    • SI: Marco va a lezione con la SUA bicicletta.
    • NO: Marco e il suo coinquilino vanno a lezione con la SUA bicicletta.
  4. Incapsulatori: sono nomi che svolgono la funzione testuale di rinviare ai contenuti di una porzione del contesto.
    • Esempio: Mario, Marco e Laura sono 3 protagonisti di un testo se non vogliamo ripeterli in continuazione usiamo gli incapsulatori che sono creati sulla base delle caratteristiche dei soggetti (il ragazzo, la ragazza, il letterato).
    • Anaforica: quando vogliamo riferirci a qualcosa che abbiamo già precedentemente menzionato nel testo -> riferimento a qualcosa sopra.
    • Cataforica: rimando testuale verso il basso, si usano pronomi per fare riferimento a qualcosa che verrà svelato dopo -> è una forma di anticipazione che crea suspance.
  5. Sono incapsulatori anche le sostituzioni lessicali mediante:
    • Sinonimi: parole con significati affini.
    • Iperonimi: gatto/felino per non ripetere il nome proprio dell’animale.
    • Nomi generali: cosa, oggetto, persona, luogo.

Elementi della coerenza

Riguarda i legami logici tra le parti del testo, ma anche i legami tra testo e contesto, può essere:

  • Referenziale: corrispondenza tra le parole che ho detto e la realtà.
  • Tematica: coerenza consequenziale delle informazioni, cronologia.
  • Logica: struttura e organizzazione del discorso.
  • Semantica: uso corretto del significato delle parole.
  • Stilistica: il registro usato, la coerenza tra lo stile e quello che si dice.

Referenziale

È la corrispondenza tra quanto detto e la realtà, esempi:

  • Oggi speravo proprio in una bella giornata e sono stata accontentata: guarda come piove!
  • Oggi speravo proprio in una bella giornata e sono stata accontentata: guarda come piove!, disse Morticia affacciandosi alla finestra.

Il contesto è fondamentale per capire la relazione tra quello che si dice e la realtà.

Tematica

Riguarda l’ordine delle informazioni.

Logica

Riguarda la connessione semantica e logica tra le parti del testo.

  • Marco deve studiare molto perché l’esame è lontano -> non ha senso mettere il perché, meglio mettere nonostante.
  • Marco deve studiare molto perché l’esame è vicino -> ha senso il perché.

Connettivi: temporali / logico causali / spaziali / di opposizione / di ipotesi / di ordine / di spiegazione.

Semantica

Riguarda la congruenza di significato tra le parole utilizzate, spesso è legata a fenomeni di malapropismo -> parole somiglianti nella forma, ma diverse nel significato.

Stilistica

Riguarda la coerenza tra le scelte linguistiche del testo e la situazione comunicativa a cui è destinato -> il registro.

La correttezza grammaticale non è un requisito sufficiente per formare un testo, serve anche coerenza semantica -> per migliorare la chiarezza serve utilizzare le subordinate esplicite, i participi, i gerundi e la concordanza ad sensum.

  • È consigliato utilizzare le subordinate esplicite.
  • Meglio l’uso delle subordinate rispetto alle coordinate.
  • Frasi non troppo lunghe.

Uso del participio passato

  • Il soggetto concorda SEMPRE con il participio -> arrivato il Sicilia, si sentì felice / NO: arrivato in Sicilia, la mamma gli preparò i cannoli.
  • Il participio può avere un soggetto diverso dalla principale, ma deve essere esplicitato.

Uso del gerundio

  • Non usarlo troppo.
  • Il gerundio condivide il soggetto con la principale.
  • Il gerundio può avere un soggetto diverso da quello della principale, ma va sempre espresso nella proposizione subordinata.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher righettifami di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di scrittura e argomentazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Zazzaroni Annarita.
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