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Capitolo I: Stato

Lo stato è il nome dato ad una particolare forma di organizzazione del potere politico, che esercita il monopolio della forza legittima in un determinato territorio (sovranità) e si avvale di un apparato amministrativo.

Sovranità

Lo stato moderno nasce in Europa tra il XV e il XVII secolo e mette in rilievo il concetto giuridico di sovranità:

  • Interna: Supremo potere di comando in un territorio che non riconosce nessun altro potere sopra di sé.
  • Indipendenza: Lo stato non dipende da nessun altro stato. Essi sono strettamente collegati: se lo stato non fosse indipendente, non potrebbe vantare il supremo potere di comando sul proprio territorio.
  • Esterna: Riconosceva i propri limiti nell’ambito dei trattati internazionali con altri stati. Dopo la 2a guerra mondiale, viene limitata la sovranità esterna per garantire la pace, tutelare i diritti umani e la sicurezza internazionale, con l’istituzione dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite, 1945) e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (1948). Essa enuncia l’uguaglianza di tutti i suoi membri e vieta l’ingerenza nelle questioni interne dei singoli stati, mentre la limitazione della sovranità interna dello stato diviene evidente con la creazione di organizzazioni sovranazionali come la Comunità Economica Europea (1957).

Cittadinanza

Essa è uno status cui la costituzione riconosce una serie di diritti e di doveri. È la condizione per l’esercizio dei diritti connessi alla sovranità del popolo (politici: esprimere con il voto il consenso politico), doveri (concorrere alle spese pubbliche, difendere la patria, osservanza delle leggi).

Acquisto della cittadinanza:

  • Nascita (ius sanguinis): Figlio di cittadini anche adottivo.
  • (ius soli): Nato da ignoti o apolidi (senza cittadinanza).
  • Nato in Italia da stranieri, prende la cittadinanza dei genitori secondo le leggi degli stati di appartenenza.
  • Straniero nato in Italia, ivi residente fino alla maggiore età, se dichiara entro un anno di voler essere cittadino italiano.

Richiesta con contributo economico al sindaco di residenza o al consolato:

  • Coniuge di cittadino italiano (residente per 2 anni dal matrimonio, 3 anni dal matrimonio in Italia, si dimezzano i tempi in presenza di figli).
  • Straniero che dimostri di avere un genitore italiano o ascendente di secondo grado cittadino italiano.
  • Straniero di maggiore età adottato da italiano residente da almeno 5 anni successivi all’adozione.
  • Straniero che ha prestato servizio alle dipendenze dello stato per almeno 5 anni, cittadino UE dopo 4 anni di residenza.
  • Apolide dopo 5 anni di residenza.
  • Straniero dopo 10 anni di residenza.

Perdita della cittadinanza:

  • Cittadino che in possesso, acquisto o riacquisto della cittadinanza straniera, decide di stabilirsi all’estero.
  • Cittadino che svolge funzioni alle dipendenze di uno stato estero che vuole conservare la cittadinanza nonostante l’intimazione dell’Italia a cessare tale rapporto.

Cittadinanza dell’Unione Europea

Il trattato di Maastricht (1992) ha istituito la cittadinanza dell’Unione, di cui fanno parte i cittadini degli stati membri. Essa non sostituisce la cittadinanza nazionale ma la completa: i diritti e i doveri si integrano con quelli degli stati di appartenenza, come soggiornare liberamente, elettorato attivo e passivo dello stato in cui risiede e del parlamento europeo, rispettare i diritti sanciti dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e del cittadino, comuni a tutti gli stati membri.

Lo stato come apparato

Lo stato possiede un apparato organizzativo servito da una burocrazia professionale (personale che presta la loro opera allo stato), stabile, impersonale (una persona può essere sostituita da un’altra), che funziona su regole (procedure) ben definite di divisione del lavoro in base alle competenze.

Lo stato come persona giuridica

La persona giuridica è un soggetto cui l’ordinamento attribuisce la capacità di agire con effetti giuridici. Stato persona: insieme degli organi dello stato che esercitano il potere cioè soggetti che governano lo stato (organizzazione del potere pubblico). Stato comunità: organizzazione sociale, società civile che vive sul territorio.

Enti pubblici

Apparati costituiti per il perseguimento dei propri fini, stabiliti al momento della loro creazione, riconosciuti come persone giuridiche, creati per soddisfare interessi comuni ad una comunità.

Evoluzione delle forme di stato

Stato assoluto: (1400-1500) Il potere è concentrato nelle mani di uno solo, titolare della funzione legislativa ed esecutiva, separato dalla società civile che non condiziona le sue scelte.

Stato liberale: (1700-1800) Nasce con la crisi dello stato assoluto, sviluppo del capitalismo e affermazione della borghesia. La finalità dello stato liberale è che esso è uno strumento per la tutela della libertà e dei diritti degli individui. Esso è limitato, cioè titolare solo di quelle funzioni necessarie all’adempimento di alcune funzioni: giurisdizionali, di ordine pubblico, di difesa esterna. Tutela e riconosce la libertà personale, la proprietà privata, di pensiero, di stampa, religiosa. Affida la tutela dei diritti individuali alla separazione dei poteri: il potere politico viene suddiviso tra soggetti diversi che si controllano fra loro. La tutela dei diritti è affidata alla legge, ogni limitazione della libertà è stabilita dalla legge. Il principio rappresentativo stabilisce che vi sono assemblee legislative che rappresentano il popolo, elette da una parte del popolo (borghesia).

Differenza tra Stato liberale e di diritto: lo stato liberale si limita a garantire la pace e permette ai privati di svolgere liberamente le loro attività. Lo stato di diritto si basa su principi di base giuridici (legalità, tutela dei diritti, eguaglianza, separazione dei poteri).

Stato di democrazia pluralista: Deriva dalla trasformazione dello stato liberale che allarga la base sociale, con il suffragio universale che amplia la quantità e la qualità delle scelte elettorali. Si affermano i partiti di massa, gli organi elettivi divengono incontro e scontro di vari interessi. Vengono riconosciuti, insieme ai diritti di libertà dello stato liberale, i diritti sociali soprattutto per i gruppi svantaggiati. All’amministrazione pubblica è affidato il compito delle prestazioni sociali.

Stato unitario: (Europa) Il potere è attribuito allo stato centrale o a soggetti periferici dipendenti da esso che fanno parte dell’organizzazione statale (decentramento amministrativo).

Stato composto: (USA) Il potere è distribuito tra lo stato centrale e gli enti territoriali distinti da esso, titolari di poteri politici, legislativi e amministrativi (decentramento politico).

Stato federale: Possiede un ordinamento statale federale con una costituzione ed enti politici territoriali, con proprie costituzioni e diverse denominazioni (stati membri o province), ripartizione di competenze tra stato centrale e membri, parlamento bicamerale: una camera rappresentativa degli stati membri, partecipazione degli stati membri alla revisione costituzionale, la presenza di una corte costituzionale che risolve i conflitti tra stato federale e stati membri.

Stato regionale: Possiede una costituzione statale che garantisce l’esistenza di enti pubblici territoriali dotati di autonomia politica (regioni), le regioni possiedono competenze legislative ed amministrative. Lo stato federale e lo stato regionale sono molto simili quindi la distinzione più netta è tra stato unitario con forte decentramento politico e stato composto con decentramento politico limitato.

Distinzione tra federalismo duale e cooperativo: duale (divisione netta tra stato federale e stati membri) cooperativo (interventi congiunti e coordinati tra stato centrale e stati membri o regioni).

Potestà pubblica

Lo stato e gli enti pubblici godono di una forma di supremazia giuridica nei confronti dei soggetti privati. Essi devono osservare le leggi, i provvedimenti e le sentenze anche se non sono d’accordo con essi. Questo è la potestà pubblica o potere d’imperio con il quale i soggetti pubblici devono attenersi però alla legge. I soggetti privati possono provvedere liberamente a disciplinare i propri rapporti sempre nei limiti della legge (autonomia privata).

Uffici ed organi

Lo stato è organizzato in modo da soddisfare gli interessi pubblici, è diviso in organi (ufficio qualificato a svolgere specifiche funzioni) e gli organi sono divisi in uffici (servizi prestati da persone), l’ente, persona giuridica può avere molti uffici, ma solo alcuni sono organi con capacità di compiere atti giuridici.

Organi rappresentativi: Titolari eletti direttamente dal corpo elettorale (Parlamento).

Organi burocratici: Persone che professionalmente prestano la loro attività esclusivamente a favore dello stato.

Organi attivi (deliberano, cioè decidono)

Organi consultivi (danno pareri ai primi su come esercitano il potere decisionale, parere facoltativo: si può richiedere, obbligatorio: si devono richiedere, vincolante: devono essere seguiti)

Organi di controllo (verificano la legittimità o il merito degli atti compiuti dagli altri organi)

Organi costituzionali

Elementi necessari dello stato, indefettibili, cioè non possono essere soppressi senza cambiare la forma dello stato. La loro struttura è dettata dalla costituzione, hanno pari condizione giuridica quindi di autorità.

Amministrazione pubblica: servizi e funzioni

Funzione pubblica (poteri di autorità, producono conseguenze giuridiche, tutela dell’ordine pubblico) servizio pubblico (servizio reso alla comunità senza uso dell’autorità, aziende sanitarie per cura dei malati). Servizio pubblico: prestazione di attività di responsabilità del soggetto pubblico. Per essere pubblico, le attività devono essere attribuite dalla legge, deve essere resa uguale in tutto lo stato con un programma di erogazione delle prestazioni. L’erogazione può essere in carico dell’amministrazione pubblica o affidata a soggetti esterni.

Capitolo II: Unione Europea

Origini e sviluppi

1951: Istituzione della CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio). 1957: CEE (Comunità Economica Europea) ed Euratom (Comunità Europea per l’energia Atomica). 1965: A Bruxelles le 3 comunità vengono fuse. 1992: A Maastricht viene istituita l’Unione Europea. Nel 2009 a Lisbona la UE ha sostituito la CEE. (28 stati e 500 milioni di cittadini, 23 lingue ufficiali). Nata per assicurare una pace duratura, un mercato comune, la libertà di circolazione dei beni, delle persone, dei capitali e dei servizi. Si è affermata anche la questione dei diritti dei cittadini europei (art. 6: l’unione rispetta i diritti fondamentali garantiti dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni degli stati membri in quanto diritti generali del diritto comunitario). Vuole consolidare i diritti dei cittadini degli stati membri e promuovere una profonda integrazione (Carta dei diritti della UE, 2000) articolata in 6 capi: dignità umana, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza, giustizia.

Competenze e rapporti con gli stati membri

Gli stati membri hanno trasferito all’Unione Europea poteri rilevanti, attribuendo loro sia la competenza a produrre norme giuridiche sia quella di adottare decisioni prima riservate agli stati, secondo il principio di attribuzione. Non sono competenze generali ma specifiche per il raggiungimento degli obiettivi fissati da tutta la UE (libera circolazione delle merci, dei lavoratori, dei servizi, dei capitali, disciplina nella concorrenza, formazione, ricerca, ambiente, ecc.).

  • Secondo il principio di auto integrazione, la UE può esercitare i poteri necessari a realizzare gli scopi del trattato.
  • Secondo il principio dei poteri impliciti essa può adottare tutte le misure necessarie al raggiungimento del fine prefissato.
  • Secondo il principio di proporzionalità, non deve eccedere nei mezzi da usare ma devono essere proporzionati al fine.
  • Secondo il principio di sussidiarietà, la UE interviene soltanto se lo stato non riesce a realizzare uno scopo comunitario da solo.
  • Secondo il principio di leale cooperazione, gli stati aiutano la UE nello svolgimento dei suoi compiti, evitando comportamenti che possano compromettere gli scopi comunitari.

L'organizzazione

Consiglio Europeo: Organo di impulso politico, privo di poteri normativi (non può fare leggi) composto da capi di stato e di governo di ciascuno stato membro e dal Presidente della Commissione che rappresenta la UE all’esterno, eletto a maggioranza qualificata, dura in carica 2 anni e ½ e non può ricoprire cariche nazionali.

Consiglio: Esercita la funzione legislativa, con il Parlamento europeo e la funzione di bilancio e coordina le politiche generali di tutti gli stati (un rappresentante di ogni stato, presieduto per 6 mesi da uno di loro). Il consiglio è coadiuvato dal Comitato dei Rappresentati Permanenti (rappresentati degli stati membri, preparano ed eseguono i compiti che il consiglio gli affida).

Commissione Europea: Organo di propulsione dell’ordinamento comunitario (controllo, normative, amministrazione, regolamentazione, finanziamenti comunitari). 28 membri in carica 5 anni scelti in base alle loro competenze, il vicepresidente è l’alto rappresentante per gli affari esterni che rappresenta la UE nella politica estera.

Parlamento Europeo: È composto dai rappresentanti dei cittadini della UE (750, il più piccolo ha 6 rappresentanti, il più grande 96), per 5 anni a suffragio universale e diretto, organo rappresentativo, dotato di legittimazione democratica. Attraverso la procedura legislativa ordinaria partecipa al processo delle leggi, la Commissione propone e richiede il consenso del Parlamento e del Consiglio. Il Parlamento Europeo risponde alle petizioni dei cittadini comunitari, ha poteri di controllo sulla Commissione Europea.

La Corte di Giustizia: È l’organo giurisdizionale che fa rispettare le leggi comunitarie e controlla la legittimità degli atti normativi europei ed è composta da tanti giudici quanti sono gli stati membri.

Corte dei Conti: Organo di controllo contabile, esamina le entrate e le spese della UE e dei suoi organi.

Comitato economico e sociale: Organo consultivo che esprime i suoi pareri sulle categorie economiche e sociali.

Comitato delle Regioni: Organo consultivo composto da rappresentanti delle regioni, delle quali esprime le istanze comunitarie.

Il mercato tra stato e UE

Il moderno stato sociale è uno stato misto (imprese miste pubblico-privato). L’UE si è posta l’obiettivo di instaurare un mercato comune interno, per lo sviluppo e la crescita economica della stessa UE, eliminando gli ostacoli alla libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali, adottando una stretta collaborazione tra gli stati membri, secondo il Trattato dell’UE. Si sono adottate le 4 libertà: (libertà di circolazione delle merci, dei lavoratori, dei servizi e dei capitali) aggiungendo il divieto degli aiuti finanziari e la disciplina della concorrenza (gli stati non possono adottare comportamenti che impediscano questi criteri).

L'Unione monetaria e i parametri di Maastricht

Il mercato unico è stato completato dalla creazione di una moneta unica l’EURO con una politica monetaria e una politica di cambio gestite da istituzioni comunitarie (sistema di banche centrali con a capo la Banca Centrale Europea BCE che ha potere di controllo). Finalità: mantenere la stabilità dei prezzi, sostenere le politiche economiche della UE, lotta all’inflazione, libertà di concorrenza. Gli stati che aderiscono devono avere finanze pubbliche sane e sottoporre il bilancio alla UE per il patto di stabilità e crescita della UE.

La crisi finanziaria in Europa e la nuova governance economica

La funzione monetaria è stata sottratta alle autorità nazionali ed è divenuta attività tecnica separata dai poteri nazionali e comunitari controllata dalla BCE mentre le politiche di bilancio dovevano essere di competenza dei singoli stati. Questo meccanismo però non è riuscito a fermare gli squilibri che alcuni paesi a rischio di default (fallimento economico dello stato) hanno portato nell’Eurozona (i paesi che hanno adottato l’euro). Con la nuova governance europea si è cercato di rafforzare il coordinamento delle politiche economiche nazionali e si è reso più efficace il controllo sui bilanci degli stati, che devono obbligatoriamente seguire la politica imposta dalla UE.

Innovazioni: Semestre europeo:

  • Gennaio: Analisi annuale sulla crescita di ogni stato.
  • Marzo: La UE indica gli obiettivi di politica economica e relative strategie.
  • Aprile: Gli stati indicano i propri obiettivi e le riforme da adottare.
  • Giugno e Luglio: La UE fornisce indicazioni per ciascun paese, nei mesi successivi ogni paese deve adeguarsi alle misure richieste dalla UE.

Six pack (6 regolamenti comunitari per sorvegliare economia e finanza).

Braccio preventivo: la Commissione controlla le finanze di ogni stato per raggiungere il pareggio di bilancio.

Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance della UE: Fiscal compact (patto di bilancio nel quale il deficit di bilancio non deve superare lo 0,5% del PIL - Prodotto Interno Lordo). Introduzione di un meccanismo di solidarietà per aiutare gli stati in difficoltà finanziarie (European Financial Stability Facility) sostituito dal Meccanismo europeo di stabilità.

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Katheryna99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Fares Guerino Massimo Oscar.
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