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Riassunto esame Istituzioni di diritto privato 1

Riassunto esame di Istituzioni di diritto privato prof Castelli, basato su appunti personali e studio autonomo dei testi consigliati Istituzioni di diritto privato, ventunesima edizione, Trimarchi e Appunti di diritto privato, Carnevali.

Esame di Istituzioni di diritto privato docente Prof. L. Castelli

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ESTRATTO DOCUMENTO

• Il riconoscimento ha dunque efficacia costituiva della personalità giuridica.

Se riconosciute le persone giuridiche sono sottoposti a pubblicità, quindi molti non lo fanno per

mantenere la riservatezza degli associati.

• Per costituirla se non la si vuole riconoscere basta l’accordo (sia scritto che orale) se si vuole

che sia riconosciuto si deve redarre l’atto costitutivo in forma pubblica.

• FEDERAZIONI

Per risolvere problemi organizzativi si suole creare delle cioè associazioni in

cui i soci sono altre associazioni: i creditori di un’associazione minore non potranno rivolgersi

alle altre o alla federazione.

• E’ la stessa associazione che decide chi può entrare o no senza che il giudice possa intervenire.

• E’ nullo l’impegno di partecipare a vita ad un’associazione (per tutelare la libertà del singolo) e si

può recedere anticipatamente per giusta causa.

• L’esclusione piò essere solo per gravi motivi e potrà venire impugnata davanti all’autorità

giudiziaria, però la stessa non può sostituire i propri criteri con quelli dell’associazione.

L’escluso non può pretendere che gli venga liquidata una quota del patrimonio sociale in quanto

l’associazione è a fondo perduto.

• Se è riconosciuta lo scioglimento è dichiarato dall’autorità amministrativa e prima di sciogliersi

entra in liquidazione (i soldi vanno secondo lo statuto o lo decide il giudice ad enti che hanno fini

analoghi).

LE FONDAZIONI

Hanno uno scopo determinato.

Sono diverse dalle associazioni perché quest’ultime sono composte da persone che interpretano e

modificano liberamente gli scopi dell’associazione, mentre nella fondazione si perseguono

finalità esterne e immutabili, determinate dal fondatore con l’atto costitutivo.

• Si costituisce con atto pubblico o con testamento.

• Acquista la personalità giuridica con l’atto amministrativo.

• L’autorità amministrativa nomina gli amministratori se questi non sono nominati nell’atto di

fondazione.

• I beneficiari della fondazione possono chiedere l’adempimento della prestazione solo nel caso

che questi siano determinati.

• Se lo scopo benefico non esiste più l’autorità amministrativa può trasformare (il meno possibile)

la fondazione, se finisco i soldi la può fondere con altre simili e si estingue se lo scopo è

raggiunto, per le cause previste nell’atto costitutivo o se non viene trasformata.

MODI DI ACQUISTO DI UN DIRITTO

È il collegamento di un diritto con una persona che ne diventa titolare.

Nei casi di intrasferibilità legale l’eventuale trasferimento è privo di effetto.

Può essere decisa l’intrasferibilità mediante un negozio, ma sono validi solo se sono

temporanei e rispondenti “a un apprezzabile interesse di una delle parti”: la ragione è la libera

circolazione dei beni considerata esigenza primaria dell’economia.

Questo ha però efficacia obbligatoria, quindi inopponibile a terzi.

1- A titolo derivativo

Il diritto si trasmette da una persona all’altra

FONTI:

negozio giuridico (contratto, testamento,…)

• la legge (legittima o espropriazione, in questo caso il diritto va allo Stato)

Il diritto qui rimane totalmente immutato, cambia solo il titolare.

C’è una continuazione giuridica, infatti se si scopre che il dante causa non è titolare, l’avente

causa non ha nessun diritto.

La rescissione e la risoluzione del contratto non hanno effetti retroattivi nei confronti di terzi

subacquirenti (se hanno acquistato prima della risoluzione).

La prescrizione non si interrompe.

DERIVATIVO- COSTITUTIVO: si ha quando viene trasmesso all’avente causa l’intero diritto, ma

dal contenuto di questo sorge un diritto nuovo di contenuto minore (es. vendo la casa con un

usufrutto).

SUCCESSIONI:

A titolo particolare: l’avente causa subentra nello specifico diritto. Può essere inter vivo o mortis

• causa (in questo caso si dice legatario)

A titolo universale: è solo mortis causa e presuppone il titolo di erede. Subentra in tutti i diritti

• del defunto.

2- A titolo originario

il diritto sorge senza essere stato trasmesso da nessuno.

E’ del tutto indipendente dalla posizione di un eventuale precedente titolare del diritto. (es. se c’era

un’ipoteca questa sparisce).

FONTI: sono stabilite specificatamente per legge

E’ soggetto a nuovo termine di prescrizione

Esempi: usucapione, quando il committente commissiona qualcosa, o nei diritti di credito quando

c’è la novazione (estingue un’ obbligazione esistente e ne nasce una nuova).

NB: il diritto di regresso (obbligazioni solidali quando uno paga tutto) sorge a titolo originario,

mentre quello di surrogazione (entra negli stessi diritti del creditore da lui soddisfatto per poter

chiedere il rimborso agli altri condebitori) è a titolo derivativo in quanto prima era del creditore

dell’obbligazione solidale. Ovviamente il condebitore solidale non può cumulare i vantaggi sia del

regresso che della surrogazione: deve decidere quali delle due azioni far valere.

Esiste anche il caso dell’acquisto a non domino (es. simulazione) in cui il rimedio dell’acquirente

che in buona fede ha nei confronti dell’allettante non proprietario è la domanda di risoluzione del

contratto (con il risarcimento dei danni) o, avvenuta l’evizione, il risarcimento dei danni.

Una tutelata minore è per i negozi a titolo gratuito.

possesso vale titolo

:

per i beni mobili e per il titolo di credito è sufficiente (per avere la proprietà):

un titolo (se il titolo non è idoneo si acquista il diritto con il possesso in buona fede per 10 anni,

• anche se l’effettivo titolare può esercitare l’azione di rivendica)

L’avvenuta consegna (possesso del documento di proprietà per i titoli di credito)

• la buona fede

C’è meno affidamento per i beni immobili e i mobili registrati in quanto si può conoscere se chi

ce li vende ne è proprietario: la tutela si estende solo con una diminuzione dei tempi di usucapione

(10 anni e 3 anni). Comunque serve sempre la buona fede ed il titolo idoneo.

SUCCESSIONE NEL DEBITO:

Mentre il creditore può cedere il suo credito senza l’accordo con il debitore, quest’ultimo non lo può

fare in quanto per il creditore è importante la persona del debitore (si pensi alle obbligazioni di

fare).

Si può cedere il debito in due modi:

• Successione

• Novazione

Con la prima si mantengono tutte le garanzie ed eccezioni (ad esempio il diritto di prelazione),

mentre con la seconda sparisce tutto.

Per questo in caso di dubbio si ritiene che ci sia stata una successione (che comporta

conseguenze meno drastiche).

IL NEGOZIO GIURIDICO

“si fa prevalere ora la volontà del dichiarante, ora l’affidamento del destinatario o dei terzi in base

al principio di responsabilità”

autonomia privata

L’ nello stipulare negozi giuridici è limita dalla tipicità in alcuni campi, ma con

art 1322

l’ si riconosce ai privati l’autonomia contrattuale (atipicità) purché ci siano interessi

meritevoli di tutela secondo l’ordinamento.

Elementi essenziali del negozio ex 1325:

Accordo delle parti: è la manifestazione di volontà (da cui nasce il problema dei vizi della

1. volontà)

Causa: interesse che l’operazione negoziale è diretta a soddisfare, deve esistere, essere lecita

2. e degna di tutela

Oggetto: è la prestazione negoziale, deve essere possibile, lecito, determinato e determinabile

3. Forma: quando risulta che è prescritta dalla legge sotto pena di nullità

4.

Esistono anche gli elementi accidentali: condizione, termine e modo

Unilaterali: dichiarazione di volontà di una parte, sono soliti gli atti che riguardano direttamente

solo il patrimonio di chi li compie (accettazione eredità, procura,…)

Bilaterali (contratti): dichiarazione di 2 o più parti (plurilaterali); anche quando il contratto si

conclude senza la necessità di accettazione da parte dell’oblato (il destinatario dell’offerta), perché

egli se vuole può paralizzare la proposta con un rifiuto, mentre se fosse unilaterale non potrebbe

farlo.

Dichiarazioni recettizie e non recettizie

Il negozio bilaterale è sempre recettizio, mentre esempi di negozi unilaterali non recettizi sono il

testamento, l’accettazione dell’eredità,…

La dichiarazione recettizia produce il suo effetto dal momento in cui giunge a conoscenza della

persona a cui è destinata.

Si intende conosciuta quando giunge all’indirizzo dell’interessato salvo che egli provi di non

esserne venuto a conoscenza non per sua colpa.

MANIFESTAZIONE DELLA VOLONTA’

Per la conclusione dei contratti consensuali si necessita la proposta e l’accettazione, altri

invece hanno bisogno solo della consegna della cosa perché siano conclusi, qui allora si parla di

contratti reali (es. donazione di modico valore).

I due si differenziano nel modo in cui si conclude un contratto.

Non c’entrano gli effetti in quanto entrambi hanno effetti reali, ad esempio trasferire un diritto reale.

comportamento

La volontà può anche essere manifestata in modo tacito, cioè con un

concludente. E’ un comportamento dal quale è comunque possibile dedurre l’implicito consenso

negoziale.

NB: L’apparente significato negoziale di un comportamento può essere escluso da un’espressa

protestatio

dichiarazione esplicativa ( , vedi appunti precedenti)

art 1327 - esecuzione prima della risposta dell’accettante

Qualora, su richiesta del proponente o per la natura dell’affare o secondo gli usi, la prestazione

debba eseguirsi senza una preventiva risposta, il contratto è concluso nel tempo e nel luogo in

cui avuto inizio l’esecuzione.

Il contratto si conclude con un inizio di esecuzione senza bisogno dell’accettazione.

E’ una semplificazione, una deroga dello schema generale per esigenze di celerità.

Inizio di esecuzione: è un’ accettazione tacita, un comportamento concludente

La giurisprudenza dà un’interpretazione più dura, infatti non ritiene sufficiente la natura

dell’affare, ma si richiede sempre la richiesta del proponente.

Il silenzio

DI regola non costituisce dichiarazione di volontà , ma ci sono eccezioni.

Queste sono stabilite solo :

• art 1333

dalla legge ( - Contratto con obbligazione del solo proponente, se non dice niente è

come se accettasse in quanto in questo caso per lui ci sono solo vantaggi - prelievo post

mortem)

• da un precedente accordo

• buona fede nelle trattative e nel rapporto contrattuale

NB: nessuno può inviare una richiesta ad una persona imponendogli che il suo silenzio possa

equivalere con l’accettazione.

codice dei consumatori

Esiste nel (2005, n 206), un’ eccezione all’eccezione: infatti qui il

silenzio non vale MAI

, non sono ammesse deroghe.

INTERPRETAZIONE DEL NEGOZIO GIURIDICO

Interpretazione soggettiva: si deve indagare ciò che hanno inteso le parti, anche se

oggettivamente ha un significato diverso visto dall’esterno si deve dare precedenza a ciò che

intendevano le parti.

Particolare rilevanza per rilevare il loro pensiero è dato dal comportamento complessivo, cioè

come si sono mosse prima e dopo la conclusione le parti.

Interpretazione oggettiva: quando le due parti non concordano si cerca l’interpretazione più

ragionevole.

Un limite alla prevalenza del significato più ragionevole è dettato dal principio di buona fede: es.

• lascio persistere un equivoco per poi sfruttarlo successivamente.

Nella ricerca del significato più ragionevole la legge stabilisce che nel dubbio si deve

• interpretare:

nel senso in cui le clausole abbiano un effetto anziché essere nulle

1. conforme a ciò che si pratica generalmente

2. più conveniente alla natura e all’oggetto del contratto

3.

Nel caso ad esempio dei consumatori dove le clausole sono scritte in moduli o formulari prestabiliti

per una pluralità di clienti, si interpreta a favore del consumatore.

Se tutte le regole precedenti non portano a nulla si interpreta nel senso meno gravoso per

• l’obbligato (titolo gratuito) e nell’equità degli interessi (titolo oneroso)

Nei casi limite in cui non è possibile trovare una soluzione il negozio sarà privo di effetti.

NB: l’interpretazione soggettiva ha la precedenza su quella oggettiva, che viene utilizzato solo

quando non sono d’accordo le parti.

PROBLEMI DELLA MANIFESTAZIONE DI VOLONTA’: LA SIMULAZIONE

C’è una divergenza tra volontà e dichiarazione che è voluta di comune accordo tra le parti.

Assoluta: non vogliono fare alcun contratto

Relativa: vogliono fare un contratto diverso, può essere oggettiva se riguarda l’oggetto o la natura

del contratto (al posto di donare, vendo) o soggettiva (interposizione fittizia) se cade sulle parti (c’è

un prestanome.

Art 1414

(in Francia prevale l’apparenza per simulazioni a fini fiscali, nel nostro ordinamento non succede mai)

nullità del contratto

La simulazione porta sempre alla : esso non è valido perché non è voluto.

Se si tratta di una simulazione relativa, fra le parti ha effetto il contratto dissimulato (purché sia

valido).

NB: Occorre che l’atto dissimulato sia lecito. Il problema della illiceità della simulazione è diverso

da quello della illiceità dell’atto dissimulato.

Si parla di vera e propria illiceità del contratto quando con la simulazione si viola un divieto

art 1471

generale. Es. : persone che non possono comprare all’asta pubblica, ma con un

prestanome lo fanno (il sindaco)

e i terzi?

A.V. a A.V. b

a b

C a C b

CASO A.V. a (aventi causa di a)

art 1415, 2 comma

Può far dimostrare che il contratto è simulato e chiedere la nullità ad un giudice

CASO A.V. b (aventi causa di b)

art 1415, 1 comma

Se ha acquistato in buona fede, il contratto simulato è valido

C’è un eccezione: se a ha trascritto al giudice la domanda di accertare la simulazione del suo

contratto con b prima che b venda a A.V. b, allora questi non è tutelato.

(tranne quando A.V. a ha acquistato da a prima del

Normalmente A.V. b prevale su A.V. a

contratto simulato). Se A.V. a acquista dopo la simulazione prima che A.V. b acquisti da b,

prevale sempre A.V. b.

A.V. a se vuole essere tutelato deve trascrivere subito la domanda al giudice.

possesso vale titolo

Se il bene è mobile vale la regola: .

Se non c’è nessun A.V. b, allora A.V. a può far valere i suoi diritti.

CASO C a

Conservano nei confronti del loro debitore la garanzia patrimoniale anche sul bene alienato, a

meno che non ci siano dei A.V. b. (art 1415)

CASO C b

art 1416

La simulazione non gli può essere opposta se ha già compiuto l’esecuzione forzata in buona fede.

C a VS. C b

C a è tutelato se il suo credito è sorto prima della simulazione e se C b è un creditore

chirografario (cioè non ha garanzie reali, pegno ed ipoteca, ha fatto un generico affidamento sul

patrimonio di b): l’affidamento fondato sulla realtà è preferito rispetto a quello sull’apparenza.

L’azione giudiziaria che stabilisce chi il contratto è nullo è un’azione di accertamento.

Oltre alla dichiarazione le parti devono portare la controdichiarazione.

I terzi invece possono provare la simulazione con qualsiasi mezzo.

Negozio fiduciario

Qui le parti vogliono effettivamente ciò che hanno dichiarato. E’ un diritto di credito non reale,

questo segue le esigenze di sicurezza e semplicità del traffico giuridico.

PROBLEMI DELLA MANIFESTAZIONE DI VOLONTÀ’: I VIZI DELLA VOLONTÀ’

Art 1427: errore, dolo o violenza, si può chiedere di annullare il contratto

Errore

Consiste in una falsa conoscenza o nell’ignoranza di situazioni, qualità o rapporti.

Può essere ostativo, cioè cadere sulla dichiarazione (nel Codice Civile del 1865 questo

comportava la nullità del contratto, quindi non si tutelava l’affidamento dell’altro).

Può essere di vizio cioè la mia volontà si è affermata sulla base di un errore (es. pensavo

fosse oro, invece è argento)

La legge Italiana fa prevalere la tutela dell’affidamento nei contratti a titolo oneroso, mentre si

tutela il dichiarante in quelli a titolo gratuito.

per annullare

Requisiti il contratto (oneroso):

riconoscibile

1. L’errore è annullabile solo se è dall’altro contraente (se questi sapeva

dell’errore o poteva rilevarlo con la normale diligenza non c’è nessun affidamento da tutelare,

quindi non si può annullare)

essenziale

2. Deve essere : vedi sotto (art 1429). Ogni altro errore è irrilevante anche se è

determinante del consenso.

per annullare

Requisiti il contratto (gratuito):

determinante del consenso

Deve essere il solo

1. risulti dall’atto

il motivo su quale cade l’errore (per evitare tardivi e pretestuosi ripensamenti o

2. rivendichi)

ESSENZIALITA’ DELL’ERRORE

art 1429

Disciplinata dall’ è diversa dall’essere determinante del consenso.

Ci sono errori determinanti del consenso che non sono essenziali e quindi non si può chiedere

l’annullamento del contratto.

Essenziale:

Sulla natura e sull’oggetto del contratto: credo vendere invece dò in locazione

1. Sull’identità o sulle qualità della prestazione: credo di comprare quel terreno invece è un’

2. altro o penso sia d’oro mentre è d’argento. (le qualità e l’oggetto in questo caso devono essere

determinanti)

Sull’identità e le qualità della persona dell’altro contraente: se è ha fatto bancarotta in

3. passato, è stato in carcere,..

errore di diritto, quando è essenziale e riconoscibile (se è a titolo oneroso). Non basta che sia

4. determinante del contratto, ha bisogno anche di essere essenziale.

NB: la parte in errore non può chiedere l’annullamento (prima che ci sia un grave pregiudizio) se

l’altra gli offre di eseguirla come voleva lei.

Dolo

Consiste in un raggiro (che deve indurre in errore una persona sensata)

Per la menzogna la dottrina ha due diverse dottrine:

Rileva la menzogna se tocca la sfera che riguarda la controparte (es. valore di un oggetto)

• E’ irrilevante su dati che riguardano la sfera propria (es. il minore non basta che dichiari di

• essere maggiorenne, ci deve essere un’ artificiosa macchinazione)

Il silenzio vale come raggiro in alcuni casi come il contratto di assicurazione o se viola il dovere di

correttezza nelle trattative. In questo secondo caso interviene il principio di buona fede.

Spesso le leggi europee impongono il diritto di informazione verso il cliente.

E’ più grave rispetto all’errore in quanto si annulla anche se non è essenziale, basta

che sia determinante.

Si dice determinate se senza di questo il contratto non sarebbe stato concluso.

Questo deve venire dall’altro contraente. Se proviene da un terzo e l’altra parte non lo sa, si tutela

l’affidamento e non è possibile annullare il contratto per dolo.

NB: non è considerato terzo l’ausiliare (rappresentante, dipendente, mandatario,..) di uno dei

contraenti

L’esistenza del dolo che provoca un errore rende più facile annullare i contratti:

• Il dolo rende invalido il contratto (oneroso) anche se ha provocato un’errore non essenziale

(deve essere determinante)

• In quello gratuito è invalido se il dolo provoca anche un errore che non risulti dall’atto.

Oltre all’invalidità del contratto sorgerà la responsabilità extracontrattuale del terzo e quella

dell’altra parte (responsabilità precontrattuale) che sapeva del raggiro.

Se l’altra parte non sapeva del raggiro allora ci sarà solo il risarcimento del danno.

dolo incidente

Il può anche essere in quanto il contraente avrebbe sottoscritto il contratto a

condizioni diverse se non fosse stato ingannato.

Qui il contratto è valido, ma l’autore del raggiro deve risarcire il danno. Se era un terzo e l’altra

parte lo sapeva questa anch’essa risponde del danno.

Violenza

Si intende solo quella psicologica in quanto in quella fisica non c’è proprio manifestazione di

volontà (quindi il contratto è nullo). Sotto minaccia c’è volontà solo che è viziata.

Non c’è differenza tra determinante ed incidente.

La minaccia è più grave della truffa perché comporta il reato di estorsione.

Qui la tutela dell’affidamento cede per la tutela contro l’estorsione.

per annullare

Requisiti per violenza:

Lo scopo della violenza deve essere quello di portare a termine il contratto

1. Deve essere seria e far paura ad una persona sensata (si guarda al sesso, all’età,…)

2. Il male può non essere solo sulla persona, ma anche famigliari, beni,…

3. deve essere ingiusta, cioè un male causato da un comportamento illecito (se si minaccia di far

4. valere un proprio diritto non vale a meno che non sia correlato con il diritto che si vuole fare

valere, un’abuso di potere)

Esiste anche il TIMORE REVERENZIALE, uno stato di soggezione psicologica che però non

porta all’annullamento del contratto.

L’OGGETTO

E’ uno dei requisiti essenziali del contratto ex art 1325.

Nel Codice è regolato senza che però ci sia data una definizione.

E’ la PRESTAZIONE.

Questo si ricava da alcune norme, dove il Codice parla dell’oggetto come prestazione (c’è scritto

art 1347 - art 1348 - art 1349

oggetto nel titolo, ma nell’articolo parla di prestazione): .

NB: l’oggetto è diverso dal contenuto del contratto. Quest’ultimo lo si ritrova nelle seguenti norme:

art 1322 concetto più ampio

• (autonomia contrattuale): è un . E’ l’oggetto del contratto

qualificato dalla causa.

art 1419

• (nullità per sostituzione di diritto): parla di contenuto perché la nullità non è solo per la

prestazione, ma anche la causa di quella prestazione.

es. Vendita e donazione: hanno entrambe lo stesso oggetto, ma contenuto diverso: la prima è

onerosa, la seconda è gratuita.

art 1346 (

requisiti dell’oggetto):

POSSIBILE: in senso fisico (o materiale) o in senso giuridico (non vi sono impedimenti legali).

1. Solo l’impossibilità originaria rende nullo il contratto, quella sopravvenuta no. Questa deve

essere anche assoluta: ciò nessuno è in grado di compiere quella prestazione (tutti sono

garanti di una giusta valutazione delle proprie capacità e possibilità).

LECITO: non contrario a norme imperative, all’ordine pubblico e al buon costume. E’

2. illecito anche quando la prestazione non è vietata, ma per un risultato illecito del contratto la

prestazione è fondamentale (si guarda dunque al fine del contratto). Più delle volte l’illiceità

dell’oggetto rende illecita la causa, ma non è vero il contrario.

DETERMINATO O DETERMINABILE: l’accordo contiene informazioni sufficienti per

3. determinare il rapporto contrattuale. E’ definito dalle parti in modo che i due contraenti

sappiano cosa possono pretendere. E’ indeterminato quando non è definito in qualche aspetto

suo rilevante.

Il problema è capire quando la prestazione non è definita, ma è definibile in futuro.

Si può determinare l’oggetto con:

Criterio convenzionale: le parti indicano nello stesso contratto gli elementi da cui si potrà

• ricavare la determinazione.Possono affidare questa determinazione ad un terzo detto arbitratore,

Si affidano non al MERO(secondo la sua libera scelta che può essere impugnata solo se c’è

malafede) ma all’EQUO (impugnabile quando manifesta iniquità ed erroneità)

• Criterio legale: le parti non hanno convenuto il prezzo, ci si affida a quello di listino. E’ una

determinazione, non una determinabilità legale perché è dettata da una norma dispositiva.

• Criterio giudiziale: è la legge che affida la determinazione al giudice (si vuole salvare il

contratto)

LA CAUSA

Requisito essenziale del contratto ex art 1325

E’ l’interesse che l’operazione negoziale è diretta a soddisfare (scopo immediato, ogni scopo

ulteriore estraneo alla causa è chiamato motivo), è la giustificazione dell’accordo fatto dalle parti.

TEORIE SULLA CAUSA

Dottrine soggettive (non più usate): causa come motivo ultimo delle parti (così la si confonde con

l’accordo)

Dottrine oggettive:

• Teoria astratta (non più valida): funzione economico-sociale del contratto. C’è il rischio di

sovrapporre la causa al tipo di contratto (vendita, donazione,..). Il limite più grande sta però nel

fatto che così non possono esistere nei contratti tipici cause illecite in quanto la loro funzione

economico-sociale è sempre lecita essendo tipici, ma si possono usare anche vendite, locazioni,

donazioni,… per fini illeciti

• Teoria concreta (vigente): funzione economico-individuale del contratto. Si va oltre la causa

tipica e si guada l’interesse effettivamente perseguito dalle parti.

Art 1322 : autonomia contrattuale

Possono stabilire liberamente il contenuto di contratti tipici, ma l’autonomia è un concetto più

ampio infatti possono fare anche contratti diversi basta che ci sia la “

meritevolezza degli interessi”

La meritevolezza è strettamente collegata alla causa, cioè all’interesse perseguito dalle parti (es.

utero in affitto, la causa è illecita e non è meritevole di interessi).

Qui la meritevolezza è per i contrati atipici, ma è ovvio che la si richiede anche per quelli tipici (è

collegato alla causa).

Prima del Codice del 1942, la meritevolezza era intesa come conformità del contratto ad un

requisito di pubblica utilità. Il contratto doveva avere una funzione socialmente utile (nulli i

contratti futili, interessi stravaganti e capricciosi,…). E’ un concezione dirigistica dell’autonomia

privata, che tende quasi ad annullarla del tutto.

Con il liberalismo questa viene rifiutata: oggi la meritevolezza coincide con la liceità (ma non per

tutti gli studiosi)

Deve essere una causa oggettiva del contratto (es. compro una cosa che è già mia, non vale mai

anche se non sapevo fosse mia. Le regole della causa prevalgono su quelle dell’errore, quindi il

contratto è nullo, non annullabile).

La causa deve essere valutata in maniera unitaria: nel codice del 1865 e in quello di Napoleone si

parlava di causa della singola obbligazione. E’ una teoria analitica della causa.

Es. Vendita: due cause, il prezzo (l’impegno del venditore) e il bene ricevuto (impegno del

compratore)

Causa unitaria: attribuzione del bene contro il prezzo.

Si guarda il motivo per cui le parti negoziano. L’obbligazione non ha più propriamente una

causa, ma un titolo. Basti pensare alle fonti delle obbligazioni: può essere contrattuale (quindi il

titolo è il contratto). E’ il contratto ad avere la causa.

Art 1343 :, la causa è illecita quando è contraria:

a norme imperative

• all’ordine pubblico (principi dettati dalla Costituzione)

• al buon costume (alla stregua della coscienza sociale)

Se la causa è illecita allora il contratto è nullo.

Se il motivo è illecito normalmente è irrilevante perché sono finalità esterne al contratto (si tutela

l’affidamento). art

Se invece questo è comune ad entrambe le parti e determinante del consenso allora rileva. (

1345, rende nullo il contratto)

es. ruspa per fare una strage gliela vende ad un prezzo più alto, se gliela vende al prezzo normale

allora non rileva il motivo perché l’illecito è solo da una parte

Nella donazione il motivo illecito è simile all’errore in quanto rileva se questo risulta dall’atto (e

quindi il contratto è nullo).

Negozio astratto: irrilevanza della causa ai fini della realizzazione del negozio (il contratto non è

quindi uno di questi). E’ un esigenza di semplicità e velocità nel traffico giuridico.

Es. assunzione di un’obbligazione mediante una cambiale (questa gira a diverse persone, quindi è

chiaro che la causa non può essere fondamentale)

Nell’ordinamento italiano i trasferimenti di proprietà o di altri diritti immobiliari sono sempre

causali: in mancanza di causa valida la proprietà non si trasferisce.

Nei casi di contatti di servizi e traslazioni di altri diritti la causa si presume: io non devo

provare la causa in giudizio, il giudice la può presumere.

C’è un’inversione dell’onere della prova, l’altra parte può dimostrare che la causa non esiste o è

illecita se è nel suo interesse, se non lo fa si dà per scontato che la causa ci sia (si presume).

LA FORMA

Quando è richiesta è essenziale a pena di nullità.

Il principio di libertà della forma (autonomia privata) si è un po’ affievolito per la normativa UE e

dalla prassi quando si fanno contratti scritti anche quando non è richiesto.

Tipi di forme:

Atto pubblico: redatto da un notaio (o pubblico ufficiale autorizzato) conferisce all’atto piena

• efficacia probatoria fino a querela di falso (es. donazione, atto costitutivo di spa, convenzioni

matrimoniali, tutti i contratti con enti pubblici,..)

Scrittura privata: è un documento firmato dai contraenti. Non è piena prova della provenienza

• dell’atto, a meno che la sottoscrizione delle parti non è autenticata da un notaio (es. trasferimenti

immobiliari, patto di opzione sulla vendita di un immobile,…)

Orale

• Atto materiale

Queste si usano per distinguere tra le trattative e la conclusione del contratto. A

lcune forme sono così determinate perché vogliono imporre una riflessione (donazione per atto

pubblico). Altre hanno funzione probatoria, altre vogliono semplificare.

Ma in generale la forma rallenta i traffici, agevola che vuole annullare un contratto per vizi di forma.

FORMA AB SUBSTANTIAM: serve quella se no il contratto è nullo

Molte leggi UE impongono la forma scritta ab susbstantiam per molti contratti, a tutela del

consumatore (può essere fatto valere solo dalla parte debole).

FORMA AD PROVATIONEM: forma richiesta per la prova. Il contratto può essere provato solo per

iscritto. In assenza della forma qui il contratto è valido, ma se non c’è allora non si potrà provare,

neanche con testimoni.

NB: contratto telematico (2006), la firma digitale autentica il contratto digitale che determina la

validità del contratto.

FORMA PER RELATIONEM: contratto preliminare in cui le parti si obbligano a stipulare in futuro

un successivo contratto. Quello preliminare deve avere la stessa forma di quello definitivo.

LA CONDIZIONE

Può essere sospensiva (da un certo punto in poi inizia il contratto) o risolutiva (finisce il contratto

da un certo punto):

Ci sono negozi che non tollerano l’apposizione di condizioni per esigenza di chiarezza e univocità:

es. matrimonio, accettazione dell’eredità,…

Se viene messa in alcuni casi è considerata come non messa, in altri rende nullo l’intero

negozio (come nel caso dell’eredità).

Può essere causale (se non dipende da nessuna della due parti), potestativa (se dipende da una

delle parti) o mista (un po’ di una un po’ dell’altra),

Sono nulle le condizioni meramente potestative (pagherò se vorrò, in cui dipende la mera

volontà dell’obbligato).

NB: Valgono invece quelle come il patto di riscatto dove una parte cede un bene, ma si riserva se

vorrà di riaverla indietro pagando il prezzo e rimborsando le spese, qui il trasferimento avviene

subito (sono i casi di trasferimento subordinato ad una condizione risolutiva dipendente dalla mera

volontà dell’alienante).

Se la condizione è illecita e determinate del consenso il negozio è nullo, se si riferisce ad un

singola clausola, allora si limita a questa.

La condizione sospensiva impossibile rende il negozio nullo (non potrà accadere mai) quella

risolutiva impossibile si ha come non apposta (il negozio ha effetti definitivi in quanto non si potrà

mai concludere.

NB: queste regole valgono solo per i contratti e i negozi unilaterali inter vivo. Per il testamento ci

sono altre soluzioni.

Chi ha una condizione sospensiva non ha ancora il diritto ma può chiedere di compiere atti

conservativi e per entrambi esige il comportarsi secondo correttezza che se violata potrà essere

sanzionata (risarcimento del danno) se la condizione si avvererà.

Il titolare di un’ aspettativa può alienarla ad un terzo che se non gli viene detto della condizione si

applicano le regole generali della tutela dell’affidamento: es. se si tratta di una cosa mobile egli ne

diviene proprietario se è in buona fede e la cosa gli è stata consegnata.

La condizione avverata ha effetti retroattivi ed opera anche contro i terzi (salvo le regole di tutela

dell’affidamento).

IL TERMINE

e’ certo a differenza della condizione. Di solito è messo a favore del debitore (ma può anche

essere a favore del creditore o di entrambi). Se non risulta dall’accordo il termine si presume a

favore del debitore.

IL MODO

Può essere apposto solo ai negozi gratuiti. Impone un obbligo al beneficiario.

LA RAPPRESENTANZA

E’ un istituto giuridico in base al quale la volontà negoziale è formata e dichiarata da un soggetto

(rappresentante o parte formale), mentre gli effetti del negozio fanno capo a un soggetto diverso

(rappresentato o parte sostanziale).

Non è possibile per il testamento e i negozi del diritto familiare, atti che per loro natura si vogliono

riservare solo alla persona interessata.

Per la rappresentanza vera e propria (o diretta) serve:

Contemplatio domini: spendita del nome del rappresentato

• Agire per conto

Interposizione gestoria (o rappresentanza indiretta): quando si agisce in nome proprio, ma negli

interessi di qualcun altro.

Non è una vera e propria rappresentanza in quanto agisco a mio nome, servono infatti due

contratti per trasferire a colui per cui ho agito gli effetti del negozio che io ho concluso.

Mandato con rappresentanza: il mandante conferisce al mandatario poteri di rappresentanza.

Il mandato però non è rappresentanza, questo è un contratto, la rappresentanza è un potere

(che solitamente è legata al contratto, ma se non ce l’ha non c’è l’obbligo. Solo il contratto indica

l’obbligo. La rappresentanza poi è un negozio unilaterale perché non ha bisogno di accettazione

del rappresentante.)

Se non già deciso è il rappresentante che decide il contenuto del contratto.

Il nuncius opera come semplice strumento utilizzato dall’interessato per manifestare la volontà.

Egli si limita solo a comunicare la volontà e quindi può anche non avere capacità di intendere e

di volere.

Fonti della rappresentanza:

LEGALE

: questo potere è conferito dalla legge

• ORGANICA

: potere che compete agli organi di un ente (es. chi lavora nei confronti della sua

• società)

VOLONTARIA

: si conferisce mediante la PROCURA (atto recettizio e, per i negozi formali,

• formale, cioè della stessa forma del contratto che il rappresentato deve stipulare).

La procura può essere generale (tutti gli atti giuridici) o speciale (solo singoli e determinati atti).

La procura si estingue:

scadenza del termine

• morte, interdizione, inabilitazione del rappresentante

• estinzione del rapporto di base (es. licenziamento)

• rinuncia del rappresentante

• revoca del rappresentato (eccezione, vedi sotto)

• Morte, interdizione e inabilitazione del rappresentato (eccezione, vedi sotto)

• Fallimento del rappresentato (perché il fallito perde il potere di disporre con piena efficacia del

• proprio patrimonio, eccezione, vedi sotto)

La revoca è un negozio unilaterale, che non chiede forme particolari.

Può essere anche tacita: si nomina un’altra persona (comportamento concludente).

sia stato conferito anche negli interessi del

E’ irrevocabile dal rappresentato se il potere

rappresentante o di terzi (anche in questo caso tuttavia può essere revocata per giusta

causa): una regola che si deduce dal contratto di mandato.

Questo tipo di procura non si estingue per la morte, l’interdizione e, secondo la giurisprudenza,

neppure per il fallimento del rappresentato. sono opponibili a terzi se sono state portate a

La revoca o la modifica della rappresentanza

loro conoscenza con mezzi idonei (si deve tutelare il terzo se non è provata la sua malafede).

Nelle società per azioni la tutela dell’affidamento dei terzi è ancora più intensa: le limitazioni al

potere di rappresentanza degli amministratori, anche se sono pubblicate, non sono opponibili ai

terzi.

Il rappresentato deve avere la capacità di agire, il rappresentante basta che abbia quella di

intendere e di volere.

Il vizio della volontà è quello del rappresentante perché è lui che agisce (a meno che non si sia già

tutto deciso con il rappresentato).

Bisogna però anche valutare la sua buona fede, in quanto il rappresentato in malafede non può

mai giovarsi della buona fede del rappresentante.

Conflitto di interessi della rappresentanza:

causa di annullamento del contratto

Sorge il problema di affidamento dei terzi: è infatti annullabile solo se questi conoscevano, o

potevano riconoscere il conflitto (non è nemmeno necessario qui provare il danno, basta che sorga

un danno potenziale).

Nel contratto con sé stesso (cioè è il rappresentante che compra) non si applica la tutela

dell’affidamento.

Se il contenuto del contratto era già determinato dal rappresentato non sorge il conflitto di

interessi (qui non c’è un danno potenziale).

Rappresentanza senza poteri (falso rappresentante):

fa contratti che non poteva fare: eccede i suoi limiti

Il contratto è inefficace (dottrina) perché il falso rappresentato può ratificarlo, ma per lui non

rappresenta un vincolo (eccezione per la r. apparente). Non vincola nemmeno il falso

rappresentate in quanto il terzo non voleva fare un contratto con lui (con due eccezioni:

ASSICURAZIONE e SOTTOSCRIZIONE DI UNA CAMBIALE). Fattispecie informazione

(giurisprudenza): il terzo è sempre vincolato, quindi se il falso rappresentato ratifica deve

accettare. Però può insieme al falso rappresentante decidere di sciogliere il contratto prima della

ratifica (qui il rappresentato non può più ratificare).

Ratifica da parte del falso rappresentato: atto unilaterale, recettizio e formale (se è richiesta la

silenzio

forma). Ha effetti retroattivi, ma sono salvi i diritti dei terzi. Nel del rappresentato il

contratto non è rettificato.

Responsabilità del falso rappresentante: se non c’è la ratifica, egli deve risarcire il terzo.

Rappresentanza apparente

il falso rappresentato è vincolato al terzo

Quando:

c’è apparenza di poteri rappresentativi

• il falso rappresentato tollera o colposamente crea il suo falso rappresentante

• i terzi sono in buona fede

Contratto per persona da nominare:

quando una delle parti si riserva di nominare un altra persona come parte sostanziale del contratto

(entro 3 giorni ex legge o un diverso lasso di tempo stabilito dalle parti).

Il terzo nominato diventa parte con effetti retroattivi nei confronti del promettente di tutti i diritti e

tutti gli obblighi.

Se non si nomina nessuno allora questo ha validità tra le due parti contraenti originarie.

INVALIDITA’ DEL NEGOZIO GIURIDICO:

Le due categorie sono nullità e annullabilità

Si distinguono dall’inefficacia: questa non produce effetti, può essere provvisoria o definitiva (es.

condizione sospensiva).

NB: non tutti i contratti invalidi sono di per sé inefficaci (es. contratti fatti dai minori: validi, ma

possono essere annullati).

art 1418

Nullità (dall’ in poi)

Il contratto nullo non produce ab origine i suoi effetti, infatti qui la sentenza del giudice è solo

dichiarativa.

Art 1421 , Legittimazione assoluta (tutti possono chiedere al giudice di far dichiarare nullo un

contratto).

C’è l’eccezione della nullità di protezione, in cui solo il contraente debole (il consumatore, art 36

codice di consumo) può far dichiarare la nullità (è derivabile d’ufficio dal giudice solo a vantaggio

del consumatore)

E’ un diritto imprescrittibile (fatti salvi i diritti acquisiti per usucapione e diritti di credito senza

causa) e non è ammessa la convalida, ma è ammessa la conversione (qui i suoi effetti hanno

inizio dalla data della conversione perché è un contratto nuovo).

Vedi nullità parziale e sostituzione di diritto (art 1419)

La nullità è opponibile ai terzi.

PRINCIPALI CAUSE:

contratto simulato

1. oggetto che non è possibile, lecito determinato o determinabile

2. causa (anche i motivi se comuni alle due parti e determinanti) illecita o manca (per quei negozi

3. in cui serve)

forma se richiesta dalla legge

4. negozio non meritevole di tutela secondo l’ordinamento: illecito (condizione, causa,…)

5.

Annullabilità

Il contratto è efficace fino alla sentenza del giudice. Qui infatti la sentenza è costitutiva (quindi

retroattiva).

C’è la legittimazione relativa: può chiedere al giudice di annullare solo la parte nel cui interesse è

stabilito dalla legge.

Se si decide di mantenere un contratto, ma si è interdetti (o minori) il termine si prescrive dal

raggiungimento della maggiore età o della revoca dell’interdizione.

La prescrizione è di 5 anni.

art 1442 : SI PRESCRIVE L’AZIONE MA NON L’ECCEZIONE

Può essere convalidato il contratto annullabile:

espressa: vuole mantenere in vita il contratto anche se sa del vizio, sicuramente elimina la

• possibilità di annullare e chi lo fa deve essere nel pieno dei poteri (capacità di agire).

tacita: la parte sa, ma decide di rispettare lo stesso il contratto. Può comunque essere ancora

• annullato.

E’ opponibile a terzi quando sapevano dell’annullabilità del contratto (per errore, dolo, sapevano

che era minore,…) o è avvenuta la trascrizione della domanda di annullamento (beni immobili dove

è sempre richiesta la forma scritta.).

Se il terzo è in buona fede ed è un contratto oneroso non si può chiedere l’annullamento.

Per i beni mobili vale la regola possesso vale titolo, quindi non si può opporre al terzo che

possiede in buona fede.

PROMESSA AL PUBBLICO

è una promessa unilaterale, e perciò è vincolante non appena è resa pubblica.

Se non è apposto termine si usa come termine l’anno.

Può venire revocata per giusta casa purché sia resa pubblica.

PROPOSTA E ACCETTAZIONE DEL CONTRATTO

Il contratto si conclude nel momento e nel luogo in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza

dell’accettazione dell’altra parte.

E’ sufficiente anche che l’accettazione sia giunta all’indirizzo del proponente o in caso di contratto

telematico l’accettazione provenga al server dell’offerente.

L’accettazione e la proposta perdono efficacia quando l’accettante e rispettivamente il proponente

muoio o divengono incapaci prima della conclusione del contratto (questa regola non si estende

all’imprenditore nell’esercizio della sua impresa, tranne in determinati affari soprattutto con

imprenditori piccoli dove si ritorna alla regola generale).

art 1327

Nei casi dell’ (inzio esecuzione prima della risposta dell’accettante) il contratto si

conclude nel tempo e nel luogo in cui ha inizio l’esecuzione (nei casi di comportamento

concludente). Qui la proposta non può essere revocata (infatti ha inizio subito il contratto, è la

differenza rispetto al caso generale).

art 1328 (regola generale): finché il contratto non è concluso, la proposta potrà essere revocata

e se l’altra parte ha già intrapreso in buona fede l’esecuzione, il proponente è tenuto ad

indennizzarla delle spese e delle perdite subite (questa responsabilità opera indipendentemente da

ogni valutazione di correttezza nella revoca).

Anche l’accettazione è revocabile prima che il contratto sia concluso, a tale scopo però la revoca

deve giungere al proponente prima dell’accettazione.

Il recesso per i consumatori e i risparmiatori può essere esercitato per un breve periodo

successivo alla conclusione del contratto (7 giorni per i risparmiatori).

Per determinate clausole particolarmente gravose, denominate vessatorie, non hanno effetto se

non sono specificatamente approvate per iscritto.

A questo fine è necessaria la sottoscrizione separata delle clausole particolarmente onerose o di

un’ apposita dichiarazione che le richiami (per i consumatori le clausole vessatorie a loro danno

sono prive di effetto e non implicano la validità del contratto: è una nullità parziale derivabile

d’ufficio).

GLI EFFETTI DEL CONTRATTO DOPO LA SUA CONCLUSIONE

Di regola dopo la conclusione del contratto non è consentito il recesso unilaterale.

E’ concesso dalla legge per contratti ad esecuzione periodica conclusi per un tempo determinato

(es. lavoro) o può essere stabilito dalle parti.

Se si è data una caparra ad una parte e questa recede essa dovrà restituire la caparra

penitenziale (cioè il doppio di quella ricevuta).

Se la somma non è consegnata al momento del recesso, ma è solo una promessa di pagare si

parla di multa penitenziale.

Per i contratti ad effetti reali la proprietà si trasferisce per effetto del consenso delle parti, non

è necessaria né la consegna della cosa né il pagamento del presso.

Per le cose future si acquista ne l momento in cui vengono ad esistere, per quelle fungibili nel

momento in cui vengono individuate.

Con la proprietà passa all’acquirente il rischio del perimento fortuito della cosa (tranne per i

consumatori che inizia quando inizia il possesso), infatti questo è tenuto a pagare lo stesso il

prezzo (es. del quadro).

Conflitto tra acquirenti del medesimo diritto:

• per i beni immobili vince il primo che ha trascritto il trasferimento nei registri immobiliari

• per i beni mobili vale la regola possesso vale titolo

• per i diritti di godimento chi per primo utilizza la cosa (se nessuno dei due ha già iniziato o

entrambi nello stesso momento si guarda a quello che ha conseguito il titolo in data anteriore,

es. affitto casa ad agosto).

IL CONTRATTO PRELIMINARE

E’ un contratto con il quale le parti si obbligano a stipulare in futuro un contratto definitivo

Si fa perché una parte magari vuole informarsi e accertarsi su quel bene, a chi non ha i soldi di

poterseli procurare,…Ciascuna delle parti è legata all’affare.

Nel Codice non c’è una disciplina del contratto preliminare, si usano le stesse regole del contratto

formale.

Patto di opzione

per una parte c’è l’obbligo di contrarre e l’altra è libera di accettare oppure no.

Con questo patto però basta l’accettazione (il contratto inizia dal momento dell’accettazione), con

quello preliminare ho bisogno di una nuova proposta, due manifestazioni di volontà.

Il patto preliminare unilaterale ha bisogno infatti di un’altra manifestazione di volontà: ne è un

esempio è il patto di prelazione che è sottoposto a condizione potestativa (solo se questo

deicide di vendere, di locare,… diventerà operante).

FORMA PER RELATIONEM: deve essere della stessa forma del contratto definitivo.

La ratio di questa decisone sta nel fatto che gli effetti del definitivo possono essere prodotti

nonostante non ci sia un vero e proprio contratto definitivo.

Art 2932: Se una parte si rifiuta di adempiere oltre ai normali rimedi l’altra parte può chiedere al

giudice emanare una sentenza che produca gli stessi effetti del contratto definitivo (ecco qui

il fine della forma per relationem).

L’effetto costitutivo della sentenza però deve essere possibile.

E’ una sentenza costitutiva perché produce gli effetti di un contratto non concluso.

Per questo ha una doppia natura: sia un atto giurisdizionale che fonte del contratto.

NB: Si deve distinguere il contratto preliminare da quello di futura documentazione (es. farò dopo

l’atto pubblico): qui la sentenza se non è rispettato il contratto, ha natura dichiarativa perché qui

c’è già un contratto concluso e infatti gli effetti si producono dalla data dell’accordo non da quella

della sentenza. Le due parti possono però accordarsi ed escludere dal contratto la possibilità del

metodo coattivo del giudice (esclusione dal titolo).

’intangibilità del preliminare

Fino agli anni ’60 c’era l : il giudice non poteva intervenire (unico

rimedio impossibilità sopravvenuta).

Oggi il preliminare come ad esempio quello di compravendita, che non vuole sciogliersi, può

chiedere al giudice la riduzione del prezzo del bene (prima l’unico rimedio era sciogliere il contratto

perché il giudice non poteva intaccare il principio di autonomia privata), mentre nel caso di vizio si

chiede di eliminarlo (si hanno 8 giorni per far valere i vizi, come i contratti normali).

Se parti del contratto preliminare essenziali non sono determinabili allora questo è nullo.

Il contatto preliminare ha effetti obbligatori, mentre quello conclusivo ha effetti reali, quindi il

primo non può essere opposto a terzi. Una limitazione è data però dalle norme sulla trascrizione

sul contratto preliminare di vendita di un bene immobile, però questo smette di valere se entro un

anno dalla data convenuta non si sia concluso il contratto definitivo e in ogni caso entro tre anni.

CONTRATTO A FAVORE DI TERZI

Determina l’acquisto di un diritto in capo al destinatario nonostante che questi sia un terzo

estraneo al contratto.

E’ valida questa stipulazione e determina l’acquisto di un diritto da parte del terzo

automaticamente senza che esso debba dichiarare volontà (può infatti essere anche incapace o

non ancora nato).

Se a questo contratto viene applicato un termine o una condizione il suo acquisto comunque

non è definitivo fino a quando non dichiari a stipulante e promittente di accettare, in questo modo

egli ha ancora la possibilità di rifiutare e lo stipulate può ancora revocare o modificare il contratto.

La legge da però al terzo la possibilità di rifiutare.

In qualsiasi caso comunque il promittente (quello che fa la prestazione) non è mai vincolato con il

terzo, ma con lo stipulante (l’altro che fa a favore del terzo).

Non sono contratti a favore di terzo quando questi portano al terzo vantaggi di fatto (es.

fideiussione al debitore). Qui ci sono solo vantaggi indiretti.

La mancanza di un valido interesse dello stipulante ad attribuire il beneficio al terzo si

ripercuote sulla validità della clausola in favore del terzo.

Non è possibile invece imporre ad un terzo un’obbligazione o una privazione di un suo diritto,

obbligato è il promittente il quale dovrà adoperarsi affinché il terzo compia il fatto promesso.

Se il terzo rifiuta, il promittente dovrà indennizzare l’altra parte, anche se ha fatto di tutto

per convincere il terzo.

RESCISSIONE DEL CONTRATTO

Proprio perché la rescissione presuppone uno squilibrio di valore fra prestazioni

corrispettive, essa è applicabile solo ai contratti.

1. Anche il pericolo nel quali si è incorsi volontariamente o per imprudenza può giustificare la

rescissione dal contrato (il giudice può però assegnare un equo risarcimento all’altra parte).

2. Ci sono casi in cui una persona per lo stato di bisogno (lesione) in cui si trova conclude

contratti a lei svantaggiosi: la lesione deve valere oltre la metà della prestazione corrispettiva e

l’altra parte deve averne approfittato per poter rescindere il contratto.

I contratti aleatori non sono rescindibili per lesione (costa troppo per il prezzo normale della

prestazione).

Solo la parte danneggiata può fare la domanda di rescissione, non è ammessa convalida e

in un anno si prescrivono sia l’azione che l’eccezione.

Non è opponibile a terzi salvo gli effetti della trascrizione della domanda.

Se l’altro contraente si offre di riportare il contratto ad equità a lui non si può opporre la

domanda giudiziale.

NB: Qui diverso dalla risoluzione si ha che il problema c’è già appena concluso il contratto, nella

risoluzione invece sopravviene.

RESPONSABILITA’ PRECONTRATTUALE

Quando convergono due atti puntuali: CONTRATTO ISTANTANEO

La formazione progressiva si realizza attraverso un dialogo delle parti, sono le trattative.

Si determinano man mano che la trattativa procede determinati punti del contratto.

Si forma un accordo necessario e sufficiente per la formazione del contratto:

Di norma, il contratto non si conclude fino a quando non c’è un accordo su tutti gli elementi della

trattativa, ma nonostante il persistere di alcuni punti di disaccordo il contratto si conclude se le parti

sono d’accordo di volersi comunque impegnare.

Altri sono casi in cui un accordo parziale non è in grado di fare un contratto vero e proprio:

Puntuazione (o munuta): le parti fissano per iscritto i punti già concordati, testo provvisorio

Questi due casi non sono un contratto, ma possono avere responsabilità precontrattuale.

Di altro tipo sono le lettere d’intenti, una dichiarazione delle due parti con cui dicono di essere

d’accordo su alcuni elementi essenziali. Queste impegnano le parti a continuare le trattative.

art 1337 Responsabilità precontrattuale: non vincolano le parti realmente, ma hanno effetti

obbligatori perché se una parte si ritira viola la buonafede. Questa norma conferisce potere al

giudice. : correttezza

BUONAFEDE OGGETTIVA : ignoranza di ledere un diritto altrui

BUONAFEDE SOGGETTIVA

Ipotesi di responsabilità precontrattuale (deriva dalla mancata conclusione del contratto):

art 1338

Contratto concluso che è invalido/Inefficace (es. , rappresentanza senza potere, dolo

• determinante)

contratto valido, ma non è conveniente o è meno conveniente di quanto sperato (es. dolo

• incidente, c’è la violazione della buona fede, ma non è così forte da eliminare il contratto, la

vittima avrebbe potuto chiedere l’annullamento, ma non lo ha fatto)

una parte inizia la trattativa senza concludere o recede dalla trattativa senza giustificato

• motivo

E’ contrattuale o extracontrattuale?

In dottrina esistono entrambe le ipotesi:

EXTRACONTRATTUALE: violazione di buonafede parificata a quella contrattuale

• CONTRATTUALE: parifica la violazione di buonafede ad un inadempimento

Differenza tra le due sono l’onere probatorio, risarcibilità danni imprevedibili e prevedibili

(quella contrattuale solo questi) e la prescrizione (contrattuale 10 anni, extracontrattuale 5 anni).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilalilli02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Castelli Laura.

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