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ISTITUZIONI DI DIRITTO PRIVATO I

POSITIVITA’ DEL DIRITTO

Diritto = regola le relazioni sociali in modo giuridico  positivo = attualmente vigente

Insieme di comandi per ordinare, regolare ed organizzare le attività dei consociati  regole

generali applicabili in vari contesti e riutilizzabili OPPURE riferimento a un singolo fatto concreto

Diritto Privato  diritto positivo affrontato in maniera scientifica  situazioni che possono

portare a conflitti NORMA GIURIDICA

Unità elementare del sistema del diritto  regole coattive che organizzano la collettività,

regolando i conflitti d’interesse tra i consociati

- Generalità = non si riferisce ad una particolare categoria

- Astrattezza = situazione tipica

- Positività = coercitività, l’essere vigente oggigiorno

Predeterminazione della norma = l’individuo sa a priori cosa aspettarsi andando contro una

data norma prestabilita

RATIO della norma  ragione, quid presente nella disciplina per poterla meglio ricordare

Sentenza = norma particolare e concreta con motivazione / Legge= norma generale ed

astratta senza esplicita motivazione

Da norma concreta a particolare (sentenza) a norma generale  COMMON LAW (la sentenza

diventa norma)

Da norma generale ed astratta a caso concreto  CIVIL LAW , decisione

Casi eccezionali = PRINCIPIO DI EQUITA’: norma ad hoc per un caso concreto che il

giudice prende in ragione della particolarità e singolarità del fatto presentato al suo esame,

operando una deroga o introducendo una eccezione al diritto comune dettate per problemi

temporanei, a causa di una particolare congiuntura (leggi congiunturali alle quali non si può

applicare l’analogia)

La norma indica un dover-essere, è un comando giuridico di carattere generale ed astratto

(prevedibilità decisionale)  precettiva  comporta di norma una sanzione (pena, coazione

diretta, esecuzione forzata,..)

A volte il diritto impartisce vari vantaggi subordinandoli a varie condizioni (es: devono

persistere dei presupposti perché un contratto sia valido)  altrimenti entra in vigore il principio

di invalidità considerabile al pari della sanzione

Ordinamento giuridico = coordinamento di norme  possibilità di impiego della forza applicata

solo in situazioni marginali  rispetto della norma giuridica = deriva dall’abitudine, dalle

convenzioni morali e raramente dal timore della sanzione

Il diritto NON E’ SOLO un insieme di meccanismi sanzionatori coordinati fra loro, è più

complesso.

Norma giuridica = norma con conseguenze giuridiche (= portate coattivamente ad esecuzione)

 “perché i cittadini non si facciano giustizia da sé con le armi”  norma generale ed astratta

che qualifica un fatto concreto la sentenza deve essere conforme alla norma generale, la

quale va interpretata e ricostruita SILLOGISMO

Premessa Maggiore (= norma)  determinazione della norma applicabile +

Premessa Minore (= fatto)  accertamento del fatto+

Conclusione ( = sentenza)

Diritto romano  mentalità più pratica rispetto a quello greco, più duraturo nel tempo

Organo giuridico pertinente al diritto privato  ufficiale giudiziario

“If.. Then”  IF = fattispecie (limiti entro cui può essere applicata la norma, descrizione dei casi

e presupposti) THEN = disciplina (conseguenza giuridica della fattispecie)

L’avvocato deve saper riscostruire una norma attraverso un collage di più articoli (es: art. 1325

CC = fattispecie  Art.1418 CC = disciplina)

Una fattispecie può essere:

- astratta (l’Art. nel CC)  generale

- concreta (norma applicata in base al caso concreto e pratico)  particolare

CODICE CIVILE

“Approvazione del testo del codice civile in vigore dal 21/04/1942”  approvato per regio

decreto da Vittorio Emanuele e scritto in epoca fascista, ma  non è un’opera fascista  opera

scientifica, redatta da giuristi non permeati di politica

Il Governo non ha le capacità di redigere un codice civile, quindi ne dà il compito a

un’assemblea di giuristi sotto delega del Re, che poi dovrà approvare e lo renderà imperativo

tramite due articoli

- Primi 16 articoli: Disposizioni sulla legge in generale (prolegomeni o preleggi) Art. 11-15

- 200 articoli circa: Disposizioni attuazione del codice civile

FONTI DEL DIRITTO:

- Di Produzione: Atti o fatti che producono diritto (Costituzione) Art.1

- Di Cognizione (da cognoscere): documenti informativi riguardo l’esistenza di una norma

(gazzette, codici,..)

In Italia vi è il diritto di produzione legislativa  le sentenze o raccolte di giurisprudenza

possono essere intese come fonti di cognizione

Il formante è un concetto elaborato da Rodolfo Sacco (diritto comparato).  base giuridica sulla

quale si sviluppa l'ordinamento giuridico di una società.

- giurisprudenziale, (common law)  principio dello stare decisis = sentenze come fonti del

diritto

- legislativo, (civil law)  diritto creato dal Parlamento attraverso l’atto normativo

- Norme Costituzionali: vincolano 2) Leggi ordinarie: conformi alla

anche il Parlamento limitandone la

Costituzione con validità accertata dalla

legislazione: revisione della Corte Costituzionale

Costituzione tramite un particolare

provvedimento (rigidità della

Costituzione)

dottrinale corti influenzate dalle opere di

studiosi del diritto (tesi, teorie, case

books,..) la dottrina guarda al lato

pratico

Diritto nazionale italiano + Diritto comunitario  regolamenti comunitari emanati dalla

Comunità Europea secondo il Trattato istitutivo che limita la sovranità dello Stato italiano in

accordo ai trattati internazionali

Fonti del diritto Italiano secondo una preciso gerarchia:

1) Costituzione Italiana: norma fondamentale che esprime princìpi fondamentali (dal

01/01/1948)  norme fondamentali di regolamentazione statale, organizza gli organi

supremi e legittima il potere pubblico

Rapporti fra cittadini-Stato e tra cittadini-cittadini (regole fondamentali del diritto

privato)

Raccolte nel Codice Civile (a parte è presente un Codice della navigazione per la navigazione

marittima ed aerea)  nuovi contenuti in leggi antiche, alcune norme sono state soppresse,

spesso le leggi innovative vengono poste come leggi speciali ( nuove esigenze ed innovazioni

accrescono l’importanza delle leggi speciali)

Norme che regolano i rapporti con i paesi internazionali a causa di precedenti trattati e

convenzioni (scambi economici, libertà fondamentali, diritti dell’uomo,..)  diritti ed obblighi

internazionali  le leggi vanno interpretate in modo da non contrastare i trattati internazionali

3) Leggi regionali: circoscritte materie, leggi che non possono andare contro

l’interesse regionale o nazionale  invalidità accertata dalla Corte Costituzionale

Le regioni a statuto speciale (Trentino, Valle d’Aosta, Sicilia, Sardegna, Friuli) hanno

una maggiore autonomia legislativa

4) Regolamenti: si distinguono in varie categorie per argomento e fondamento

della loro efficacia  regolamenti d’esecuzione = disciplinano l’applicazione delle leggi

statali e regionali  invalidità accertata dal giudice ordinario

5) Usi (o consuetudini): (nascono dalla pratica costante degli interessati) affinché

vi sia un uso occorre

- un elemento materiale o oggettivo: pratica uniforme e costante per lungo tempo

in modo che abbia dignità di norma agli occhi dei consociati

- un elemento psicologico o soggettivo: la pratica deve essere tenuta con la

convinzione che sia obbligatoria in quanto conforme ad una norma giuridica

Altrimenti si ha solo un uso di fatto senza uso normativo

L’uso oggigiorno ha efficacia solo se espressamente richiamato dalla legge o dal

regolamento

Una legge non può venir meno per desuetudine, ma può solo essere abrogata da una

legge successiva  raccolte ufficiali degli usi per facilitarne la conoscenza

INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE

La norma, essendo generale ed astratta, va interpretata a seconda del contesto e della

situazione  vi è un’ampia zona di indeterminazione che concerne il soggetto a cui la norma si

riferisce, che può risultare dubbio o sibillino concetti di qualità (pericoloso, grave,..)

difficilmente determinabili

Quando una legge viene approvata la si proclama in maniera generale  i problemi di

interpretazione si pongono durante i casi concreti

Il LEGISLATORE (colui che ha formulato la norma) è:

- Coerente  l’interpretazione preferibile è coerente con il resto dell’ordinamento

- Rispettoso della Costituzione  interpretazione non contraria al resto della Costituzione

- Mantiene gli impegni con i paesi internazionali  interpretazione che non va contro i

trattati di pace

- Efficiente, razionale e giusto  interpretazione che non cerca conseguenze assurde o

inique

Legislatore =personificazione di un principio di razionalità assunto dall’interprete  si preferisce

sempre l’interpretazione che meglio realizza le finalità della legge  giurisprudenza degli

interessi

Interpretazione evolutiva = che muta con il passare del tempo e delle convenzioni sociali

Procedimento per analogia  aver riguardo delle disposizioni di materiale simile o analogo

Talvolta le norme indicano dove cercare le applicazioni per analogia  determinare la ragione

giustificatrice della norma, per vedere se è possibile applicarla in quel dato caso analogo (non

si può procedere per analogia nel caso di leggi speciali o norme penali)

Nel caso in cui un’applicazione analogica non sia possibile, bisogna decidere secondo i PRINCIPI

GENERALI DELL’ORDINAMENTO GIURIDICO dello Stato norme costituzionali : eguaglianza,

diritti naturali, responsabilità, buona fede,..

Leggi eccezionali= fanno eccezione alle norme giuridiche generali ma sono applicabili solo

per un determinato periodo di tempo  ogni norma può apparire eccezione di un’altra, tranne i

generali e generici princìpi di libertà

- Leggi strutturali : princìpi stabili, giudizi di valore consolidati

- Leggi congiunturali : dettate da considerazioni contingente e variabili  leggi eccezionali

= non applicabili analogicamente (valide solo per un determinato periodo o per una

determinata causa) CLAUSOLE GENERALI

Due possibilità date dal dettare una disciplina rigida in ambito legislativo:

- Emanare regole generali prive di flessibilità

- Dettare una casistica pesante, incompleta, e senza un contatto diretto e con i casi

concreti

Il legislatore si limita a fissare i princìpi, lasciando che la giurisprudenza le interpreti e le

applichi  flessibilità del sistema giuridico e capacità di adattarsi ai cambiamenti

Clausole generali = giusta causa, grave/giustificato motivo, danno ingiusto, buona fede,

buon costume,..  spetta al giudice integrarle al caso secondo un’opera di integrazione

oggettiva secondo i valori correnti

Concetto di equità contrapposto alla rigidità della regole  giustizia adeguata ai particolari

dei casi concreti

La norma è semplificatrice, dunque può essere che raramente capiti che mal si adatti a un

particolare caso  il giudice può agire secondo equità se autorizzato

IL GIUDICE

Le regole elaborate dal giudice non sono efficaci quanto le leggi  passaggio della motivazione

della sentenza, non è un precedente vincolante ma può liberamente essere preso a esempio

Spesso le regole di giurisprudenza consolidate sono state assunte in testi di legge  diritto

prodotto anche dall’attività giurisdizionale a causa dell’inevitabilità delle lacune e delle zone

d’ombra

Sec. XVII e XVII  nei casi in tribunale non era ammessa la minima interpretazione della legge,

a meno che i casi non fossero decisi dalla legge e in tal caso venivano interpretati da dottori 

fonti del diritto di tipo casistico (Corpus Iuris)

Tribunali Superiori con decisioni interpretative più autoritarie di quelle dei dottori  decisioni

ripetute e conformi = consuetudine vincolante per la generalità dei casi a venire

I Sovrani interpretavano gli editti da loro promulgati, applicandoli ai vari casi concreti

Francese

1790 (Rivoluzione ) = principio che attribuisce al legislatore il potere di interpretare la

legge  rigida separazione dei poteri (assemblee legislative = produrre diritto, giudici = bocca

della legge)  principio presto abolito  il giudice interpreta nuovamente la legge (1804)

Austriaco Albertino

Codice Civile e Codice = vieta l’attribuzione alla legge di altro senso se

non quello specificato, il giudice deve procedere o per analogia o rifacendosi ai princìpi generali

del diritto  si sviluppa l’idea di un ordinamento giuridico potenzialmente completo

(procedimento analogico puramente tecnico e scientifico, lontano da soggettività personali)

francese

Letteratura giuridica  metodo dell’esegesi analisi dei testi di legge e dei lavori

preparatori per accertare la volontà del legislatore (ragionamento analogico, a fortiori=regola

applicabile a casi non espressamente previsti, a contrario=non applicabile a casi

implicitamente esclusi dal legislatore, divieto di analogia per le leggi eccezionali,..)

In Germania nasce la giurisprudenza teleologica (interpretazione orientata sullo scopo della

legge) e la giurisprudenza degli interessi (realizzare interessi meritevoli di tutela secondo la

legge)

Francia e Germania (primi del 1900): Scuola della libera ricerca del diritto  il giudice deve

rispettare i comandi della legge, ma non se è chiamato a decidere in base a qualcosa non

regolato dalla legge (LACUNA)  deve operare nei panni del legislatore

Incertezza riguardante l’imparzialità del giudice, che potrebbe erroneamente agire secondo i

suoi personali valori morali o seguendo le sue ideologie politiche soggettive  la legislazione

analitica è utile nei casi in cui vi sono tensioni politiche, per evitare queste sentenze basate su

valori personali del giudice (sono comunque necessari limitati giudizi di valore)

DIRITTO PUBBLICO

Organizzazione dello Stato, degli enti pubblici territoriali (Regioni, Province, Comuni ) ed enti

pubblici non territoriali (Camere di Commercio, Università degli Studi )  rapporti reciproci degli

enti pubblici in base allo svolgimento delle loro funzioni pubbliche + rapporti degli enti pubblici

con i privati ove vi è la supremazia dell’ente pubblico sul privato soggettato  collettività su un

piano di supremazia ed imparità (tra un privato e un pubblico,..)

 TIPICITA’ (non si possono inventare nuovi reati)

Diritto Costituzionale, Amministrativo, Tributario e Penale.

DIRITTO PRIVATO

Rapporti reciproci degli individui (contratti, obbligazioni, proprietà,..) + organizzazione e attività

di società ed enti privati o pubblici

 esempio: se un ente pubblico cagiona ingiustamente un danno a un privato, ne risponde

secondo le norme di responsabilità civile  quotidianità

Un ente pubblico spesso può usufruire del diritto privato per realizzare i propri finisoggetti su

un piano di parità (Stato e Università,..)

Sotto branche (civile e commerciale) esistenti unicamente dal punto di vista didattico (un unico

Codice Civile, al contrario della Francia)  ATIPICITA’ (Art. 1322 C.C. Comma II)

Digesto 1.1.2  distinzione tra diritto pubblico e privato operata dai Romani in primis, Egizi e

Celti non facevano distinzioni  i Romani creano una scienza giuridica

La distinzione tra Diritto Pubblico e Privato non dipende dai soggetti o dagli interessi, ma dal

tipo di rapporto :

- parità giuridica +autonomia dei soggetti  PRIVATO

- esercizio di poteri di supremazia  PUBBLICO

Spesso i due fenomeni finiscono con il mischiarsi, non avendo precisi limiti contenitivi ben

definibili  progressivo cambiamento di definizione di Diritto Privato  STATUTO DEI PRIVATI:

principi dei diritti dell’uomo, individualismo, libertà  strumenti tecnici particolare (contratto,

società,..) + particolari princìpi (uguaglianza, concorrenza,..)

OGGIGIORNO  la differenza tra diritto pubblico o privato si basa sulla natura dei conflitti

(collettiva o individuale) LA COSTITUZIONE

La Costituzione occupa il primo posto nella gerarchia delle fonti del diritto:

- Legittima i pubblici poteri e disciplina la validità dell’attività legislativa  Costituzione

Italiana rigida

- Esprime i princìpi dell’ordinamento giuridico (diritti e doveri fondamentali dei cittadini +

divisione dei poteri)  ordinato sviluppo delle istituzioni scevro da revisioni orientate

verso determinati partiti politici

La Costituzione esprime princìpi validi sia per il diritto pubblico che per il diritto privato

(rapporti tra cittadini e Stato, ma anche tra cittadini)

Se una legge ordinaria è in contrasto con la Costituzione, il giudice deve sospendere il giudizio

e rivolgersi alla Corte Costituzionale, la quale dichiarerà (dopo averla accertata) l’illegalità della

norma in contrasto con il precetto costituzionale

Precetti costituzionali che proclamano un diritto senza specificarne i mezzi per attuarlo, o

prescrivono direttive da svolgere in futuro (Art.3 II, 4 I, 32, 44,..)  non è sempre facile

attuarli, anche e soprattutto a causa dei costi, ma rimangono comunque precetti inviolabili ai

quali non si può andare contro tramite legge ordinaria

Le norme costituzionali sono molto generali (per consentire una maggior stabilità e durata nel

tempo, e un maggior adattamento al contesto sociopolitico)  interpretazione letterale quasi

mai sufficiente  coordinazione della disposizione con le altre (non trascurando il riferimento

alle circostanze sociali ed economiche che la norma vuole regolare)

La Costituzione pone in primo piano la persona umana (Stato al servizio dell’uomo, non

viceversa)

Diritti inviolabili dell’uomo (art.2) diritti e libertà specifiche (libertà personale, di domicilio, di

religione.. Art.13,14,19) + libertà di propaganda, libertà di scelta del lavoro, libertà di

pensiero e di parola,..(Art 15 a 21)

Distinzione tra

- Diritti e libertà personali in misura ampia che non recano danno

- Diritti e libertà strumentali limitati

Per altri diritti e libertà, la Costituzione prevede la delimitazione mediante legge ordinaria 

riserva di legge giustificata da finalità costituzionalmente riconosciute

CONVENZIONI INTERNAZIONALI

Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali

(1950) + Carta sociale europea (1996)  non hanno la rigidità della Costituzione né una

posizione di preminenza nella gerarchia delle fonti (efficacia derivata da leggi ordinarie)

Contenuto coincidente con quello costituzionale + ulteriori norme e specificazioni 

proclamazioni di principio

Trattato Istitutivo della Comunità Europea (1957)  sistema economico: economia di mercato

basata sulla concorrenza, intervento dello Stato, vieta gli aiuti statali che falsano la

concorrenza STATO DI DIRITTO E STATO SOCIALE

26/08/1789 (Francia): Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino  iniziale

proclamazione dei diritti inviolabili del cittadino: libertà (autonomia degli individui, libertà di

agire), proprietà privata (inviolabile e sacra; base dell’indipendenza del singolo e strumento per

l’esercizio economico), uguaglianza di fronte alla legge (eguaglianza giuridica ≠ uguaglianza

sociale e di fatto)

Legge = tutela contro la sopraffazione e limite per il riconoscimento dell’uguale libertà altrui 

obblighi di rispetto, più divieti che imposizioni

STATO DI DIRITTO = garante dei diritti e delle libertà, concedi rimedi giurisdizionali contro

azioni illegale  potere giudiziario che realizza la volontà generale, l’eguaglianza e la certezza

del diritto 

sovranità della legge + rimedi giurisdizionali + divisione dei poteri + certezza del diritto +

irretroattività delle leggi

La socialità (disposizione a creare migliori condizioni per lo sviluppo della società) non ancora

preminente

Pressione dei ceti popolari tramite associazioni operaie e la partecipazione politica  estensione

del suffragio maschile universale (in seguito anche femminile)  richiesta di legislazione sociale

per assicurare un’esistenza libera: previdenza sociale, sanità ed istruzione + interventi pubblici

nell’economia per favorire l’occupazione  STATO SOCIALE

PRINCIPIO D’EGUAGLIANZA

Sia per i cittadini che per lo straniero riguardo ai diritti inviolabili dell’uomo

1950 : Convenzione Europea dei diritti dell’uomo = il godimento dei diritti va assicurato a

chiunque, salvo solo le limitazioni all’attività politica degli stranieri

Occorre stabilire quando la diversità delle situazioni giustifica un diverso trattamento e quando

no (prima indicazione all’art.3)  la diversità di trattamento è illecita quando vuole

perseguitare un gruppo o dettata dal pregiudizio  la Corte Costituzionale deve annullare

l’illegittima discriminazione

Il principio d’eguaglianza risulta violato quando la disparità di trattamento appare

irragionevole, fuori dallo scopo della legge  il legislatore può dettare norme protettive creando

disuguaglianze giuridiche formali (le legge può intervenire evitando la sopraffazione)

Autotutela di categoria = organizzazione sindacale, sciopero,..

Il legislatore può anche determinare una politica sociale ed economica basata sui presupposti

d’eguaglianza per l’esercizio effettivo dei diritti e delle libertà da parte di tutti

AUTOTUTELA PRIVATA

La regola giuridica assicura l’ordine e la pacifica convivenza: oltre a determinare cosa spetta a

ciascuno, disciplina il procedimento di attuazione del diritto  Tutti gli ordinamenti progrediti

vietano al privato di farsi giustizia da sé  divieto verso qualsiasi atto di chi mina una diritto

L’autotutela privata viene scoraggiata e resa nulla dalle norme giuridiche, ed implica

responsabilità civile (reato e sanzione)  deroghe eccezionali all’autotutela privata nei casi in

cui sia necessaria per difendere un diritto:

- In situazioni di emergenza (legittima difesa)

- Il creditore talvolta ha diritto di ritenzione (trattenere l’oggetto del debitore fino

all’adempimento e talvolta venderlo)

DIRITTO SOGGETTIVO

Il singolo ha una zona di potere, immune da ogni intervento esterno  queste zone creano un

conflitto di interessi (es: il diritto alla riservatezza va compiuto tenendo conto del contrapposto

interesse all’informazione giornalistica)

Diritto soggettivo contrapposto alla potestà = potere attribuito ad una persona perché eserciti

una funzione per realizzare un interesse altrui o superiore  potere vincolato alla funzione: la

discrezionalità si pone fra l’agire liberamente e l’essere vincolato  possibilità di decisione

controllata nei limiti della legge

La disciplina legislativa, essendo generale e tipica, fornisce una garanzia di uguaglianza

giuridica

Il limite non vale generalmente in ogni caso, ma va adeguato alle situazioni congiunturali

Quando il limite al diritto soggettivo è voluto dall’interesse pubblico, va accertato e interviene

la Pubblica Amministrazione  determinati atti dei privati richiedono un’autorizzazione 

principio di legalità (tutti gli organi dello Stato sono tenuti ad agire secondo la legge)

AUTONOMIA PRIVATA

Potere del singolo di regolare i rapporti giuridici  negozi giuridici = dichiarazioni alle quali

l’ordinamento fa seguire effetti giuridici conformi al volere del dichiarante (testamento,

matrimonio,..) entro i limiti previsti dalla legge, e che richiedono l’accordo di tutte le parti

secondo il diritto alla libertà (es: non è possibile gestire affari altrui senza un incarico apposito)

- Il diritto deve determinare i presupposti della capacità di agire (i minori non l’hanno)

- La tutela della libertà negoziale protegge da eventuali illeciti (protezione anche a chi

stipula negozi giuridici per errore)

Limitazioni all’autonomia privata derivanti da concezioni etiche sono presenti anche in settori

economici: i contratti contrari al buon costume sono illeciti (Art.1343, 1418)

Limitazioni al fine di tutelare l’interesse pubblico (limiti di prezzi di determinati beni,..)

Il diritto tutela il giusto equilibrio dei rapporti contrattuali nel caso di possibili abusi e

sopraffazioni (difetto d’informazione, debolezza economica,..)

- Limiti generali

- Limiti determinati dalla Pubblica Amministrazione in base al caso concreto

Adattamento dall’autonomia privata a seconda del contesto storico (flessibilità)  la zone della

libertà contrattuale rimane comunque ampia

STABILITA’, DINAMICA, CONCORRENZA

Ogni attività giuridica ha una base di certezza e stabilità del dettati legislativo

Momento statico della protezione giuridica (sia per il titolare del diritto, che per i terzi che

devono rispettarlo) 

Un diritto soggettivo è immobile e perpetuo, mentre le attività umane si muovono dinamica

dell’ordinamento giuridico (le singole posizioni determinano mutamenti) mutamento dei

diritti

L’esigenza statica entra in conflitto spesso con l’esigenza dinamica  regole che danno la

prevalenza all’una o all’altra, a seconda dei casi e del contesto

Formalismo = disposizioni che richiedono forme particolari per la validità di certi atti  si è

ridotto di efficacia a causa dei mutamenti economici e dei nuovi assetti raggiunti

Il fenomeno più caratteristico della dinamicità nell’ordinamento giuridico è dato dalla

concorrenza = confronto nel campo economico concreti bisogni di perfezionamento,

selezione e di primato

Questo principio della concorrenza permea tutto l’ordinamento giuridico

POTERE ECONOMICO

Il processo storico da dopo l’ultima guerra mondiale ha portato a emergere due profili durevoli

e mutevoli: il profilo socio-economico della società di massa + il profilo solidaristico per

proteggere e assecondare la crescita della società

- SOCIETA’ DI MASSA = la grande impresa (causa ed effetto della società di massa)

propone problemi sulla sua conformazione giuridica, sui rapporti con le istituzioni e con i

consumatori  impedire possibili prevaricazioni, programmi di contenimento economico

e stroncare possibili oligopoli o monopoli o tantomeno distorsioni dell’informazione

pubblica che minino la giusta e corretta concorrenza

Problema degli interessi diffusi a difesa dei consumatori, dei piccoli risparmiatori, e in

difesa contro gli inquinamenti

Contro pubblicità menzognere, prodotti dannosi, clausole vessatorie o limitazioni della

libera concorrenza  controlli amministrativi + interventi della pubblica autorità

Tutela di questi interessi:

- Un ente pubblico portatore di questi interessi (tutela dell’ambiente)  lo Stato ha il

diritto di risarcimento del danno)

- Le associazioni rappresentative di questi interessi possono agire in giudizio contro le

imprese citate

- Via indiretta  l’azione dell’imprenditore danneggiato dalla pubblicità menzognere

del suo concorrente, giova ai consumatori

- PRINCIPIO SOLIDARISTICO = assicura le condizioni per un’esistenza libera e dignitosa, e

per poter affermare la propria personalità  sistematico intervento pubblico (politica

economica, servizi pubblici,..)

Protezione sul lavoro, impignorabilità dello stipendio,..

ORDINE, CERTEZZA, GIUSTIZIA

L’ordine e la certezza (aspirazioni umane in contrasto con la giustizia) sono soggette a

mutamenti e variazioni  perenna ricerca dell’equilibrio

La giustizia è spesso costretta ad essere limitata o interpretata  non esiste un ordine

prestabilito ed immutabile, né tantomeno una giustizia prestabilita ed immutabile (fatta

eccezione per i princìpi fondamentali)  giustizia applicata al caso concreto ed al contesto 

equità: È sempre preferibile far prevalere le ragioni della giustizia e dell’equità su quelle dello

stretto diritto CONCETTI GIURIDICI ELEMENTARI

Lo scorretto uso comune di concetti giuridici, tende a caricarli di imprecisioni; inoltre nella

tradizione giuridica spesso esistono termini aventi differenti significati (es: Dolo = volontà di

cagionare danno, ma anche raggiro)

Il diritto è pratico e molto vicino alla vita quotidiana  è opportuno che il linguaggio della

scienza giuridica sia coincidente con quello del legislatore (spesso incerto e incoerente)

Norma giuridica= comando a cui corrisponde un determinato dovere (obbligo) da parte del

soggetto a cui è rivolto il comando (azione o astensione)

Il dovere è imposto per la realizzazione di un interesse: il soggetto a cui è attribuito questo

interesse è portatore di una pretesa

Nel diritto privato è costante l’esistenza di una pretesa correlativa al dovere (nel diritto

pubblico si hanno doveri imposti per la realizzazione di un interesse generale)

(A ha nei confronti di B l’obbligo di un comportamento = B ha la pretesa corrispondente verso

A)

Negazione di pretesa e obbligo:

(A non può pretendere un comportamento da B = B ha la facoltà di non tenerlo)  facoltà e

mancanza di pretesa : concetti relativi tra loro (pretesa di escludere gli estranei, facoltà di

usare la propria automobile)  alla facoltà si accompagna la pretesa di astensione da parte di

chiunque di impedirne l’esercizio

Pretesa Facoltà

Obbligo Mancanza di pretesa

La possibilità di modificare situazioni giuridiche tramite atti di disposizione= potere

Chi subisce le conseguenze del potere è in soggezione= situazione nella quale un soggetto

subisca le conseguenze giuridiche di un atto dispositivo altrui

Negazione di potere e soggezione:

(se A non ha il potere di modificare una situazione di B = B ha una data immunità)

Immunità: correlativa alla mancanza di potere

Potere Immunità

Soggezione Mancanza di potere

La maggior parte delle posizioni giuridiche soggettive costituiscono degli aggregati complessi

di rapporti giuridici elementari ASPETTATIVA

Aspettativa di acquisire un diritto = determinata dal verificarsi o meno di un fatto da cui

dipende l’acquisto di un diritto  aspettativa = diritto in formazione; partecipa alla natura del

diritto che essa prepara (reale = diritto reale; personale = diritto di credito)

- Aspettativa di fatto  non presa in considerazione dalla legge (art. 48 sulla

successione ereditaria in caso di scomparsa del genitore)

- Aspettativa di diritto quando la legge tutela l’aspettativa (Art.1356 sul diritto alla

conservazione dei beni da parte del titolare dell’aspettativa)

DIRITTO POTESTATIVO

Potere di determinare una modifica della sfera giuridica di un soggetto, che può solo subirla

(diritto di recedere da un rapporto contrattuale,..Art. 1569, 1596)  nel caso in cui la modifica

della sfera giuridica avvenga tramite una sentenza del giudice, il diritto potestativo si esercita

promovendo l’azione giudiziaria (disconoscimento paternità Art.235, annullamento del

contratto Art. 1425,…) ONERE

Comportamento facoltativo, ma richiesto come presupposto per l’esercizio di un potere 

Art.1495 I (il compratore ha l’onere di informare il venditore della cosa difettosa entro 8

giorni, se vuole valersi dei rimedi di legge)

RAPPORTI GIURIDICI

Relazione fra un soggetto attivo (titolare dell’interesse protetto) e un soggetto passivo

(colui che è tenuto a rispettare l’interesse)

Fascio di diritti o doveri tra loro collegati (perché un diritto possa essere esercitato è necessario

il compimento di un dato dovere; accanto a diritti e doveri compaiono diritti potestativi,

soggezioni, oneri; accanto al dovere principale se ne collocano altri in funzione strumentale;...)

 rapporto giuridico complesso = insieme di posizioni soggettive fra loro collegate e composte

FATTI E ATTI GIURIDICI

Fatti giuridici = concorrono a costruire, modificare o estinguere rapporti giuridici

• Fatti in senso stretto (nascita, mutamenti, crollo,..)  art 1, 946

• Atti umani (imprudenza, intimazione,..)  art. 2054, 1219

Distinzione basata sulla rilevanza giuridica nel momento soggettivo degli atti umani (capacità

giuridica, prevedibilità, volontà,..)  a volte un atto umano produce un effetto giuridico

indipendente da questi aspetti, ossia indipendente dalla volontà o meno di un soggetto di

modificare un determinato rapporto giuridico (fatto materiale)

Atti giuridici si dividono in

• Atti leciti (conformi alle norme dell’ordinamento)

• Atti illeciti (in violazione dei doveri giuridici)

Oppure anche in atti negoziali e non negoziali:

• Atti negoziali = manifestazioni di volontà con le quali i singoli intendono costruire,

modificare o estinguere rapporti giuridici (a volte è necessaria la dichiarazione di una

sola persona come la promessa al pubblico Art.1989; altre volte invece occorrono

dichiarazioni di diverse persone come nell’accettazione del contratto)

• Atti non negoziali = volti a produrre un risultato di fatto

- Atti materiali (o reali) = modificazioni reali del mondo esterno (trasferimento di

domicilio, Art.44)

- Comunicazioni = scopo di informare o intimare Art. 1219  comunicazioni di scienza

(o di verità) = comunicazioni a scopo puramente informativo

LA PERSONA FISICA

CAPACITA’ GIURIDICA

Capacità di una persona di essere soggetto di diritti e obblighi

Un bambino ha capacità giuridica ma non ha capacità di agire (di disporre di detti diritti e

obblighi)  rappresentante legale: genitore o tutore

L’incapacità giuridica non può essere esercitata nemmeno da un tutore

In epoca moderna, la capacità giuridica generale spetta ad ogni uomo  in casi limitati:

limitazione della capacità giuridica (lo straniero non ha diritto di voto in Italia, ma gli è garantita

la tutela dei dritti fondamentali)

Art.1 la capacità giuridica di acquista con la nascita

Anche il concepito ha alcuni diritti: può ereditare o ricevere per donazione, alla condizione che

nasca vivo (si dice che durante la gestazione il nascituro ha un’aspettativa)

Si possono lasciare beni anche al figlio non ancora concepito di una persona vivente, il quale

l’acquisterà al momento dell’eventuale nascita (Art. 462, III)  capacità giuridica speciale

CAPACITA’ DI AGIRE

Capacità di disporre dei propri diritti e di assumere impegni

Limitazioni della capacità di agire a causa della mancanza della capacità di intendere e di

volere  protezione dell’incapace con annullamento dei negozi giuridici da lui intrapresi

Vi sono determinate persone che si prendono cura degli interessi dell’incapace (genitore,

tutore, curatore) sotto la sorveglianza del giudice tutelare e del Tribunale

Nel caso di scelte strettamente personali, il genitore/tutore/curatore non può sostituirsi

all’incapace (impossibilità di fare testamento o di sposarsi)

Cause della limitazione della capacità di agire:

- Minore età = Art.2, limite uguale per tutti: 18 anni

- Infermità mentale = interdizione e protezione dell’incapace che è affidato a un tutore e

non può compiere atti giuridici, salvo rare eccezioni

Se l’infermità mentale non è grave, vi è l’inabilitazione che limita la capacità di

compiere atti di straordinaria amministrazione (curatore) Art. 414 e 415 (prodighi,

alcolizzati, drogati o anche il sordo o il cieco con educazione insufficiente)

- Amministrazione di sostegno nei casi di infermità in cui è necessaria un’assistenza per

l’attuazione dei propri interessi (Art.401) solo per determinati atti e per un tempo

determinato  provvedimento limitato e costruito ad hoc per il beneficiario in questione

Incapacità legale assoluta (minori, interdetti) o relativa (minori emancipati, inabilitati,

beneficiari dell’amministrazione di sostegno)  diversa dall’incapacità naturale (un minore è

incapace legalmente, ma naturalmente capace e intelligente; oppure un malato di mente

guarito ma con interdizione non ancora revocata)

L’incapacità di intendere e di volere può anche derivare da una causa transitoria (ubriachezza,

stato febbrile,..) e non vi può essere né interdizione né inabilitazione

Se vi è incapacità legale ma non naturale:

Un negozio giuridico stipulato da un minore o da un interdetto è sempre annullabile, anche se

nel pieno della propria capacità naturale  accertamento dell’interdizione tramite documento

d’identità (art. 1426) o presso i registri appositi (Art. 423)

Se vi è incapacità naturale ma non legale:

- possono essere annullati i negozi del diritto di famiglia (art. 120)

- annullabile anche il testamento e la donazione per incapacità naturale (art. 775)

- atti unilaterali annullabili solo se gravemente dannosi per l’incapace (Art.428)

- nel campo degli affari bisogna verificare il verificarsi del pregiudizio all’incapace e la

malafede del contraente

L’incapace di intendere e di volere non risponde dei propri illeciti, ciò che importa è la capacità

naturale più di quella legale (capacità da valutarsi caso per caso)

Il CONDANNATO alla reclusione per più di 5 anni è in stato di interdizione legale: incapacità di

agire per punire l’individuo, non per proteggerlo (art. 1441, II)

LA MINORE ETA’

Art. 1425: il negozio giuridico compiuto dal minore è annullabile anche se non dannoso 

eccesso di protezione

Se il minore riceve una prestazione che non può restituire, è comunque obbligato a pagarne

l’equivalente nei limiti del vantaggio ricevuto

Nel caso di parole dette da un bambino, il negozio giuridico è inesistente

La cura del minore è di norma affidata ai genitori che ne hanno la potestà: dal 1975, entrambi i

genitori su un piano di uguaglianza assoluta.

In caso di contrasto, interviene il giudice per favorire un accordo nell’interesse del figlio,

art.316

In caso di urgenza di decisione, il padre può adottare provvedimenti anche in contrasto con la

madre (residuo della preminenza paterna)

La potestà è un dovere-potere esercitato negli interessi del minore 

- Dovere di mantenimento

- Dovere di sorveglianza: tenerlo presso di sé nel caso scappi di casa, regolare le

frequentazioni del figlio ed intercettarne la corrispondenza  è dei genitori la

responsabilità verso i terzi danneggiati dal figlio minore

- Dovere di educazione: corso di studi, educazione religiosa, mezzi di correzione e

disciplina approvati dal costume

- Dovere di amministrazione del patrimonio e rappresentanza legale: nel caso di scelte

non strettamente personali. Gli atti esterni all’ordinaria amministrazione possono essere

compiuti solo in casi di estrema necessità e dopo sentenza del giudice tutelare 

altrimenti sono annullabili

Ordinaria amministrazione = atti di disposizione del reddito e atti che riguardano il

miglioramento e la conservazione di beni patrimoniali

Straordinaria amministrazione = atti di disposizione del capitale e restanti

I genitori potestativi hanno l’usufrutto legale sui beni del figlio, eccezione fatta su quelli

guadagnati con il proprio reddito e lavoro (per evitare una disparità nel tenore di vita familiare

inalienabile) (art.324-326)  potere di godere dei beni e percepirne il reddito

Se vengono violati i doveri inerenti alla potestà: decade la potestà, viene rimossa

l’amministrazione dei genitori sui beni del figlio, e vengono privati dell’usufrutto legale (Art.

330, 333, 334) TUTELA DEI MINORI

Art. 343: nel caso di morte dei genitori o altre cause  tutore = persona designata dai genitori

(oppure persona fra i prossimi parenti del minore Art. 348)

Art. 357: il tutore cura ed amministra i beni del minore  simile alla potestà dei genitori, ma

con controlli tutelari del giudice più frequenti

Il tutore deve procedere all’inventario dei beni del minore e investirne i capitali

Tiene una regolare contabilità della sua amministrazione e renderne conto al giudice

annualmente, anche al termine della tutela

Gli atti di straordinaria amministrazione richiedono l’avvio da parte del giudice o del Tribunale

In caso contrario, il tutore può essere rimosso e costretto a risarcire il minore dei danni causati

(Art. 362 a 375, 384 a 386) EMANCIPAZIONE

Per gravi motivi, il minore di almeno 16 anni può contrarre matrimonio e un certa libertà di

azione  acquisisce emancipazione: può compiere in autonomia gli atti di ordinaria

amministrazione; per gli altri serve la sentenza del giudice, del tribunale e l’assistenza di un

curatore (altrimenti sono annullabili)

TUTORE E CURATORE

Interdetto = incapacità assoluta = tutela (come minori)

Inabilitato = incapacità relativa (compie da solo atti di ordinaria amministrazione) = curatore

(come minore emancipati)

Art. 429: l’interdizione o inabilitazione possono essere revocate

AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

Disposta dal giudice tutelare su disposizione del beneficiario (minore, interdetto o inabilitato),

del coniuge o di altri soggetti indicati in Art. 404, 406, 417

Il decreto di nomina dell’amministratore di sostegno contiene: l’oggetto dell’incarico, gli atti per

cui è necessaria la presenza dell’amministratore (art. 405, 409)

L’amministratore tiene conto dei bisogni del beneficiario, e in caso di dissenso il giudice

tutelare attua i necessari provvedimenti tramite decreto

Gli atti compiuti in violazione dei provvedimenti sono annullabili (art. 412)

L’amministrazione di sostegno può essere revocata dal giudice o dal beneficiario nel caso in cui

vengano meno i presupposti SEDE

Art. 94, 311, 456

Dimora = luogo in cui si trova attualmente una persona

Residenza = dimora abituale della persona

Domicilio = sede principale di affari e interessi della persona (art. 43)

MORTE PRESUNTA

Nel caso di scomparsa o assenza di una persona, il Tribunale instituisce un curatore che

conservi il patrimonio dello scomparso (art. 48)

Dopo DUE anni: viene dichiarata l’assenza

Gli eredi diventano possessori temporanei, conservano il patrimonio e godono delle rendite a

seconda del grado di parentela (art. da 49 a 54)

Dopo DIECI anni: viene dichiarata la presunta morte

Gli eredi hanno libera disponibilità del patrimonio (art da 58 a 68)

Se il presunto morto ritorna, recupera i beni e l’eventuale nuovo matrimonio contratto del

coniuge viene annullato DIRITTI DELLA PERSONALITA’

Diritti e libertà fondamentali a tutela della personalità umana

Inviolabilità fisica della persona

 Anche l’operazione chirurgica richiede il consenso del paziente o del rappresentante

legale nel caso sia minorenne o interdetto (nelle situazioni di emergenza, il chirurgo

decide se operare o meno Art.2045)

Non possono essere imposte cure mediche al paziente contro la sua volontà (vi sono

alcune eccezioni: vaccinazione obbligatoria interesse pubblico)

Il trapianto di organi tra persone viventi è regolato da apposite leggi speciali (Art.5)

Libertà fisica di movimento e libertà di fare o non fare (problemi di diritto

 pubblico)

Nel diritto privato, la legge ammette vincoli precari e di tempo determinato a tutela

della personalità umana il lavoratore può recedere dal lavoro in qualsiasi momento,

dando unicamente un preavviso

Non si può costringere un individuo a eseguire una prestazione di fare o non fare, ma

sarà unicamente obbligato al risarcimento pecuniario

Libertà di religione, di parola, di opinioni politiche: tutela della dignità e libertà

 umana nelle manifestazioni di personalità  viene considerato illecito il negozio che

influenza l’esercizio di queste libertà con incentivi impropri

Diritto al nome: è lecito agire in giudizio contro chi contesti il diritto all’uso del proprio

 nome, o contro chi ne faccia un uso indebito cagionando danno (sia patrimoniale che

non patrimoniale)

E’ illecito designare un personaggio di fantasia con il nome di una persona esistente

solo se reca danno (risarcimento + pubblicazione della sentenza)

Analoga tutela nel caso dello pseudonimo (Art.9)

Diritto all’onore: contro l’ingiuria e la diffamazione

 Diritto alla riservatezza della vita privata: inviolabilità del domicilio + segretezza

 della corrispondenza

Diritto alla verità personale: leso nel momento in cui si divulgano notizie false sulla

 persona (anche non diffamatorie), ma dannose

PERSONE GIURIDICHE

Lo Stato, altri enti pubblici territoriali (Regioni, Province,..), istituti di interesse pubblico

(Università) o anche

società e fondazioni possono essere soggetti di rapporti giuridici  persone giuridiche (non sullo

stesso livello delle persone fisiche)

Le persone giuridiche vengono costituite per diversi scopi pratici:

- Interessi di carattere generale o di alcune categorie di persone  ente come portatore

istituzionale (fondazioni: enti a cui destinare il proprio patrimonio per scopi culturali o

benefici eccedenti dalla durata della vita umana)

- Coordinazione di più persone per uno scopo comune (società, associazione, consorzio) 

istituzione di un ente avente sufficiente stabilità ed autonomia

- Limitazione di responsabilità, affidando il proprio patrimonio ad un ente per proteggerlo

in parte da un possibile insuccesso economico dovuto a debiti  persone giuridica come

ente separato avente autonomia patrimoniale (protezione ai terzi contro l’inganno e la

perdita del loro patrimonio in mano al debitore)

AUTONOMIA PATRIMONIALE

Una persona giuridica detiene un proprio patrimonio (insieme di rapporti giuridici attivi e

passivi) indipendente dalla

persona fisica, con vicende autonome e avente un determinato scopo  autonomia del

patrimonio = destinato allo

scopo dell’ente, indipendente dalle persone fisiche (schermo giuridico)

Acquistando azioni di una società si diventa soci, ma non si è obbligati per i suoi debiti

L’ente, avendo un patrimonio separato, opera giuridicamente come un soggetto giuridico

distinto: stipula contratti, detiene obblighi e diritti

La comunione non ha autonomia patrimoniale  debiti e diritti comuni nel caso di più persone

comproprietarie dello stesso, non costituiscono un patrimonio unificato e distinto da quello

dei partecipanti

Autonomia patrimoniale perfetta  società per azioni: separazione patrimoniale netta e

completa in cui i soci non rispondono dei debiti della società

Autonomia patrimoniale imperfetta (posizione intermedia) organizzazioni giuridiche

collettive: patrimonio non totalmente immune, e soggetto a disgregazioni nel caso di

pretese creditorie

(Società in nome collettivo = il creditore del socio non può chiedere una liquidazione anticipata della sua

quota, ma solo nel caso in cui i debiti lo conducano al fallimento

Società semplice = il creditore può chiedere la liquidazione anticipata della sua quota  i creditori non

esercitano pretese sui beni dell’ente, ma solo una liquidazione al netto dei debiti)

Tanto più è netta la separazione tra patrimonio dell’ente e dei gestori, tanto più è rigida la

disciplina di legge a tutela

dei creditori sociali

Vi sono alcune società in cui i soci rispondono anche personalmente dei debiti dell’ente 

garanzia personale ai

creditori (Art.2267, 2291, 2313, 2462)

Personalità giuridica  enti con netta separazione tra ente e persone partecipanti (associazioni,

spa,..)

riconosciuta dopo il completamento dell’organizzazione e assoggettamento alla disciplina 

devono essere riconosciute (associazioni e fondazioni) e iscriversi nel Registro delle Imprese

(società di capitali)

Convenzioni linguistiche  il concetto di soggettività giuridica viene applicato anche quando si

tratta di organizzazioni che non sono persone giuridiche (altri enti muniti di autonomia

patrimoniale) secondo il significato legislativo del termine

ORGANI

Organo amministrativo = una (organo individuale) o più (organo collegiale) persone a cui

viene affidata l’amministrazione del patrimonio

• Vi sono organizzazioni che realizzano interessi generali, o di persone esterne

all’organizzazione: ISTITUZIONI l’operare degli amministratori si basa sullo scopo

dell’ente

• Le organizzazioni a carattere associativo (CORPORAZIONI) realizzano interessi

appartenenti alle persone all’interno dell’organizzazione e i soci/associati deliberano in

assemblea generale

In alcune persone giuridiche  organi di controllo (collegio sindacale)

Organi ulteriori = rappresentano o difendono particolari interessi (Art. 2415)

Ogni atto giuridico compiuto dagli organi e ogni atto illecito compiuto dai titolari degli organi,

viene imputato all’ente (gli organi impegnano il patrimonio dell’ente per le obbligazioni in suo

nome) CLASSIFICAZIONE

• 

Istituzioni = vincolate ad uno scopo prestabilito ed immutabile fine generale o

interessi di una particolare categoria

- Fondazioni: fondatori con un patrimonio iniziale e fissano lo scopo dell’ente (comitato

promotore = raccoglie i fondi presso terzi)

• Corporazioni = gruppi di persone che dispongono liberamente del patrimonio comune 

interessi personali (club) o interessi generali (associazione per lo sviluppo culturale tra

due paesi)  lo scopo della corporazione non è vincolante ed immutabile

- Associazioni: se lo scopo non è un’attività produttiva (finalità culturali, religiose,..)

- Società: se lo scopo è lucrativo

- Consorzi: se lo scopo è il soddisfacimento di un bisogno economico comune ai

partecipanti (Art.863) ABUSI

Abusi sul concetto di personalità giuridica  Art. 1153 come si applica nel caso di una persona

giuridica? (gli stati di buona/mala fede sono attribuibili solo a esseri umani)  analogia: la

persona giuridica è in buona fede se lo è il suo amministratore.

Ma l’amministratore agisce per i soci, i quali potrebbero essere a conoscenza dell’eventuale

illegittima provenienza della cosa  Art. 1392,II : chi è in malafede non può giovarsi dello stato

di ignoranza o di buona fede di chi agisce per lui

Analisi realistica necessaria nel passaggio da persona fisica a persona giuridica, al quale non

possono essere affibbiati direttamente concetti di buonafede, ingratitudine, meritevolezza...

Reprimere gli abusi di chi cerca di eludere divieti dietro lo schermo della persona giuridica (ad

esempio un divieto di concorrenza)  la distinzione tra persona giuridica e i suoi membri è

possibile solo nei casi limite di tutela dei diritti

ASSOCIAZIONE

Organizzazione collettiva privata avente uno scopo comune di natura ideale, non

economica

Nasce per effetto di un accordo tra persone (atto costitutivo) che stabiliscono le regole

dell’associazione (statuto)  associazioni culturali, ricreative, sportive, sindacati, partiti politici,

… In Italia l’Art.18 Costituz. difende la libertà di associazione

RICONOSCIMENTO

Le associazioni vengono riconosciute con provvedimento dell’autorità amministrativa: il

riconoscimento non è indispensabile per associarsi esso conferisce la personalità giuridica

(netta separazione tra ente e partecipanti + autonomia patrimoniale)  in mancanza di

riconoscimento, alla responsabilità dell’associazione si riconosce la responsabilità dei

partecipanti agenti in nome di essa (Riconoscimento = efficacia costitutiva)

Il riconoscimento può essere negato se il patrimonio risulta insufficiente per la garanzia di

futuri creditori  se viene certificato il riconoscimento, le condizioni devono continuare a

sussistere: controllo autorità amministrativa anche dopo il riconoscimento

Gli atti più importanti delle associazioni riconosciute sono soggetti a pubblicità nel registro

delle persone giuridiche

Fatta eccezione per la pubblicità, i controlli amministrativi e la presenza di un considerevole e

stabile patrimonio, non vi sono sostanziali differenze tra associazioni riconosciute e non

riconosciute (norme applicabili analogicamente a entrambe le categorie)  la maggior parte

delle associazioni (partiti e sindacati) non sono riconosciute per avere un maggior svincolo dal

controllo amministrativo e favorire una maggiore riservatezza ai consociati

ATTO COSTITUTIVO E STATUTO

- Associazioni non riconosciute = è necessaria la manifestazione dell’accordo (anche

oralmente) riguardante i temi fondamentali: scopo, diritti, obblighi, regole, condizioni

per l’ammissione degli associati,..

- Associazioni riconosciute = atto costitutivo redatto in forma pubblica con anche la sede,

la denominazione e il patrimonio  indispensabili per l’attuazione di pubblicità nei

registri delle persone giuridiche ORGANI

Fondo dell’associazione = contribuiti associati + beni acquisiti  proprietà dell’associazione (gli

associati non ne hanno diritto e se recedono dall’associazione non hanno diritto alla

liquidazione della quota Art.37)

Associazione = soggetto di diritto  completa separazione tra patrimonio associazione e

patrimonio associati

L’assemblea degli associati nomina gli amministratori e delibera in base a principio

maggioritario  la legge detta disposizioni sulla convocazione, il numero minimo di presenza

necessarie per l’assemblea (quorum), e le maggioranza necessarie (Art. 20 e 21)

Controllo giudiziario = scopo tutelare, non deve ledere l’autonomia dell’associazione  controlla

la conformità alla legge, all’atto costitutivo e allo statuto delle scelte operate dall’assemblea

FEDERAZIONI

Per le grandi associazioni esistono due soluzioni diverse

- Costruire associazioni minori e riunirle in una federazione che altri non è che

un’associazione avente per membri altre associazioni (struttura piramidale) le

associazioni minori hanno una propria autonoma responsabilità verso terzi + alle

assemblee della federazione partecipano solo i rappresentanti delle associazioni minori

- Associazioni parallele: gli iscritti partecipano a entrambe le sezioni (locali e di vertice)

e alle assemblee dell’associazione di vertice partecipano solo i delegati eletti dagli

iscritti (schema adottato da partiti e sindacati)

AMMISSIONE, RECESSO ED ESCLUSIONE

Gli statuti determinano requisiti necessari per l’ammissione, ma un individuo avente

determinati requisiti non è automaticamente ammesso all’associazione  rifiuto

dell’ammissione (insindacabile in quanto lederebbe la libertà delle associazioni)

L’associato può recedere sempre, a meno che non si sia impegnato a farne parte per un

tempo determinato che non sia comunque tutta la vita o per una durata eccessiva (per la

tutela della libertà del singolo, Art.24,II)

Se si tratta di associazioni religiose o politiche, l’obbligo di parteciparvi per un determinato

periodo è nullo e contro i princìpi fondamentali di libertà

Nel caso in cui l’obbligo di rimanere nell’associazione sia valido, si può sempre recedere per

giusta causa

L’esclusione di un associato può essere deliberata solo per gravi motivi e deve essere

motivata per violazione di regole legali o statuarie, o per gravi motivi (Art. 23, 24 III) 

l’associazione è libera di adottare criteri a piacimento sull’esclusione (il giudice deve solo

valutare che l’esclusione non abbia carattere discriminatorio o sia una reazione sproporzionata)

- Associazioni: l’associato escluso/recesso non può pretendere una liquidazione della sua

quota iniziale in quanto le associazioni non sono a scopo lucrativo

- Società: è d’obbligo una liquidazione

ESTINZIONE

L’associazione si estingue al raggiungimento dello scopo, all’impossibilità di raggiungerlo o per

l’avvenuta mancanza di tutti gli associati  si estingue anche per voto dell’assemblea degli

associati (minimo di voti: ¾ ) (Art. 21 e 27)

Le cause di estinzione devono essere dichiarate all’autorità amministrativa

Prima che sopraggiunga l’estinzione, si ha la liquidazione dell’associazione che non può

compiere nuove operazioni ma solamente adempiere ai rapporti con i creditori

I beni sono devoluti secondo le disposizione dello statuto o dell’assemblea, oppure vengono

attribuiti ad altri enti con finalità analoghe

FONDAZIONE

Istituzione che attua la destinazione di un patrimonio a un determinato scopo

(culturale, scientifica, assistenziale,…)

Differisce dall’associazione per il fatto che quest’ultima ha scopi duttili e mutevoli (e un organo

dominante: l’assemblea degli associati); mentre la fondazione ha scopi prestabiliti ed

immutabili (e organi serventi)

La fondazione, come l’associazione, è costituita con atto pubblico (Art. 14) contenente

denominazione, sede, scopo, patrimonio, norme e modalità di erogazione rendite  acquista la

personalità giuridica secondo gli stessi criteri dell’associazione e, se riconosciuta, gli atti più

importanti saranno soggetti a pubblicità nei registri pubblici

ORGANI E DIRITTI

Nell’atto di fondazione sono esposti i criteri di nomina degli amministratori  se i criteri non

possono venire applicati, sono nominati dall’autorità amministrativa (art. 25)

Nelle fondazioni non è possibile un controllo interno come nelle associazioni (gli amministratori

sono controllati dall’assemblea degli associati)  controllo esercitato dall’autorità

amministrativa che può annullare le disposizioni contrarie a norme di legge, all’atto di

fondazione o al buon costume (può anche sciogliere l’amministrazione e nominare un

commissario straordinario)

I terzi possono agire contro le fondazioni che prevedano erogazioni o prestazioni a terzi, se la

fondazione non adempie  spesso il terzo va scelto con giudizio discrezionale in una

determinata categoria: gli aspiranti aventi i requisiti non hanno diritto ad una prestazione, ma

hanno interessa che vengano eseguite le operazioni preliminari per la scelta

TRASFORMAZIONE ED ESTINZIONE

Lo scopo di una fondazione non è assolutamente immutabile, nel caso si possa modificare la

situazione nella quale essa opera, ma se lo scopo diventa di scarsa utilità o si esaurisce

insieme con il patrimonio  l’autorità governativa trasforma la fondazione, spesso unendola

con fondazioni analoghe (fusione) Art 27 e 28

Se i fatti sono considerati nell’atto di fondazione come causa di estinzione e devoluzione dei

beni, la trasformazione non è ammessa

L’autorità governativa può altresì disporre il coordinamento dell’attività di più fondazioni ed

unificarne le amministrazioni, pur rispettando la volontà del fondatore (art.26)

La fondazione si estingue per cause previste (nell’atto di fondazione o nello statuto), quando

lo scopo è raggiunto o impossibile, o se l’autorità governativa non procede nella trasformazione

 liquidazione ed estinzione come nelle associazioni

COMITATI

Gruppi di persone che raccolgono fondi destinati ad uno scopo annunciato, presso terzi

(comitati di soccorso, di beneficenza, promotori di opere pubbliche,..)

Lo scopo dei fondi costituisce un vincolo immutabile  i comitati sono fondazioni non

riconosciute (senza personalità giuridica) Art. 39 a 41

In assenza del riconoscimento, delle obbligazioni risponde sia il fondo raccolto che i

componenti.

I fondi hanno però una data autonomia in quanto non appartengono né ai componenti, né agli

oblatori (coloro che l’hanno devoluto)  soggettività giuridica minore, in assenza di personalità

giuridica

La responsabilità delle obbligazioni grava sui componenti, non sui sottoscrittori

Coloro che gestiscono i fondi sono responsabili della loro conservazione e devoluzione allo

scopo predeterminato

Devoluzione dei beni (art. 42) se il fondo è insufficiente, se lo scopo è stato raggiunto o non è

più attuabile DIRITTI PATRIMONIALI:

- Diritti reali  utilizzo di una cosa o energia naturale

- Diritti di credito (il cui oggetto è il comportamento del debitore)  obbligazione

- Diritti sulle opere dell’ingegno (diritto d’autore o brevetti)  creazioni intellettuali aventi

come oggetto l’opera di ingegno che è un bene immateriale

I BENI

Art. 810 e 814: i beni sono tutte le cose e le energie suscettibili di appropriazione e che

formano oggetto di diritti

• Cose MOBILI ed IMMOBILI:

- Immobili = tutto ciò che è materialmente incorporato al suolo (terreni, edifici, alberi,

mulini,..)

La staticità degli immobili rende più facile annotarne eventuali trasferimenti e vicende

giuridiche in pubblici registri (pubblicità immobiliare Art.2643), ma l’esercizio dei diritti

di proprietà sui beni immobili è più ristretto e complicato

(per trasferire beni immobili è necessario un atto scritto)

- Mobili = tutti gli altri beni (Art.812)

Anche alcuni beni mobili hanno un’analoga pubblicità (sono beni mobili registrati: navi,

veicoli, aerei…)  una pubblicità di beni mobili è più difficile da realizzare e si attua

attraverso gli spostamenti del possesso (scioltezza e rapidità nei trasferimenti,

circolazione più avvantaggiata e semplice)

• Cose FUNGIBILI ed INFUNGIBILI:

- Fungibili (cose di genere) = cose sostituibili tra di loro in quanto equivalenti ai fini

dell’utilizzazione (generi alimentari, prodotti chimici, monete, prodotti nuovi…)

- Infungibili = cose prodotte in esemplari unici, opere d’arte originali, tutte le cose

usate e gli immobili Importanza di questa distinzione:

- il venditore di cose fungibili è obbligato alla corretta quantità, ma non è tenuto a

consegnare determinati esemplari (qualità) Art. 1178

- l’acquirente di cose fungibili ne diventa proprietario solo quando vengono individuate

d’accordo fra le parti (non basta determinarne la quantità e il genere) Art. 1378

- il risarcimento specifico di una cose è possibile solo se si tratta di una cosa fungibile,

altrimenti il risarcimento avviene in equivalente in denaro

- solo le cose fungibili sono oggetto di mutuo (Art. 1813)

• Cose CONSUMABILI e NON CONSUMABILI:

- Consumabili = non suscettibili di uso continuativo e ripetuto, utilizzabili solo una

volta (anche il denaro)

Se sono fungibili, è possibile consumarle e restituirne al proprietario un’eguale quantità

- Inconsumabili = suscettibili di continuo utilizzo (vestiti…)  attribuibili a una

persona in uso temporaneo (comodato, usufrutto, locazione) Art. 1813

• PERTINENZE:

Cose destinate a servizio o ornamento di un’altra cosa senza esserne parte costitutiva 

destinazione operata dal proprietario o da chi ne detiene un diritto reale (Art.817, 818)

(attrezzi, ruota di scorta, arredamento…)

Gli atti aventi per oggetto la cosa principale contengono anche le pertinenze, se non

diversamente esposto - la pertinenza può anche formare oggetto di un atto di

disposizione separato

• UNIVERSALITA’ DI MOBILI:

pluralità di cose aventi destinazione unitaria ed appartenenti alla stessa persona

(collezione, quadri di pinacoteca, gregge…)  come nelle pertinenze, la destinazione

dipende dalla volontà del possessore (atti aventi come oggetto sia l’universalità, che le

cose separate) Art. 1156, 1160, 1170

• Frutti NATURALI e CIVILI:

- Naturali = provenienti direttamente dalla cosa (prodotti agricoli, miniere,…)

appartengono al proprietario della cosa che li produce se non stabilito diversamente

(Art.820 e 821)

- Civili = si ritraggono da una cosa come corrispettivo del godimento che altri ne

abbia, il danaro che il proprietario ricava dalla cessione ad altri del godimento della

cosa. (quelli che possono essere ricavati dalla corrispondente utilizzazione del

bene(locazione e quindi il canone mensile derivante dal contratto di locazione). (Art.

820 III) CLASSIFICAZIONI DIRITTO SOGGETTIVO

Insieme di pretese, facoltà, immunità e poteri riconosciuti al singolo per la

soddisfazione di un suo interesse secondo il suo libero apprezzamento (a volte

possono subire mutamenti)

Ma il diritto spetta anche a coloro che sono incapaci o interdetti  diritto soggettivo: “interesse

giuridicamente tutelato”  definizione troppo ampia

Viene mantenuta la definizione originaria riferita alla struttura normale del diritto soggettivo

Ogni diritto soggettivo va riferito a un bene/interesse particolare e specifico  la presenza di

pretese è fondamentale; al diritto soggettivo corrisponde sempre un dovere (un fascio di

facoltà è insufficiente a creare il diritto soggettivo)

Vi sono tipi di diritti in cui prevalgono la pretesa e l’obbligo (credito pecuniario), altri in cui

primeggiano le facoltà (proprietà)

• Diritto RELATIVO = pretese che possono essere messe in atto solo nei confronti di una

persona o più persone determinate (azione o astensione)  credito pecuniario

• Diritto ASSOLUTO = pretese che possono essere messe in atto verso una moltitudine di

persone  diritto di proprietà, diritto al nome, diritto all’onore,..

Se avviene violazione del diritto assoluto, il titolare del diritto acquisisce un diritto relativo nei

confronti del responsabile

Un’altra classificazione dei diritti soggettivi:

Diritti DELLA PERSONALITA’ = alla vita, all’integrità fisica, al nome,…  interessi non

 patrimoniali (sono intrasmissibili)

Diritti PATRIMONIALI = suscettibili di valutazione economica (trasmissibili) 

 assoluti: diritti reali  proprietà

relativi: diritti di credito o personali  obbligazioni

DIRITTO SOGGETTIVO

ASSOLUTI

RELATIVI

Patrimoniali Non patrimoniale Patrimoniale

Non patrimoniale

(diritto reale) (diritto della personalità) (diritto di credito, OBBLIGAZIONI)

(sui rapp. familiari)

In epoca romana vi era il concetto unicamente patrimoniale di diritto soggettivo, diviso tra

dominium (proprietà) ed obligatio (obbligazione)

Archetipo del diritto soggettivo: ius escludendi alios + usufruire subito del proprio diritto

Diritti relativi non patrimoniali: diritto all’educazione dei figli, alla fedeltà del coniuge,..

 

Diritti assoluti non patrimoniali: relativo a opere d’ingegno proprietà intellettuale

 (diritto d’autore e di brevetto) anche dal punto di vista patrimoniale (cedibile

temporaneamente) diritti morali intrasmissibili (inventore di una cosa)

DIRITTO REALE

Diritto di trarre da una cosa utilità economiche garantite legalmente

Proprietà (diritto di usare e disporre di una cosa), usufrutto (diritto di usare una cosa altrui e i

suoi frutti), superficie (diritto di utilizzare un suolo altrui), servitù di passaggio (diritto del

proprietario di un fondo di passare su quello vicino)

Dal diritto reale vi è un correlativo dovere di chiunque di astenersi dall’impedirne/turbarne

l’esercizio (ius escludendi alios)

Al titolare del diritto reale possono spettare pretese specifiche nei confronti di persone

determinate

La trasmissibilità dei diritti è più semplificata nei diritti assoluti patrimoniali

DIRITTO ASSOLUTO PATRIMONIALE

(diritti reali minori)

di godimento di garanzia (dipende dal

tipo di bene) Mobile (pegno)

Immobile (ipoteca) CLASSIFICAZIONE

Proprietà  godere/disporre di una cosa pienamente, entro certi limiti e rispettando

determinati obblighi prestabiliti (Art. 823)

Gli altri diritti reali sono detti DIRITTI REALI MINORI ed incidono sulla cosa altrui

Diritti reali di godimento = diritti di trarre utilità dalla cosa altrui

 - usufrutto (Art.981: usare la

cosa altrui e trarne i frutti)

Il proprietario ha diritto di godere e disporre di un bene - uso (Art. 1021: contenuto

in modo PIENO ed ESCLUSIVO (sia direttamente che

indirettamente di rendita)

limitato  utilizzare direttamente una cosa se se ne ha il diritto d’uso, e raccoglierne i

frutti se è fruttifera, ma solo nei bisogni propri

- abitazione (Art. 1022: consente di abitare una casa)

- superficie (Art. 952,955: utilizzare e costruire il suolo altrui)

- servitù (Art.1027: peso imposto sopra un fondo servente per l’utilità del fondo

dominante di diverso proprietario)

- enfiteusi (Art. 958 a 960: utilizzare un fondo, raccoglierne i frutti, pagarne un canone

e migliorarlo nel tempo)

Diritti reali di garanzia = potere di disposizione pecuniario di una cosa

 - pegno (ha per oggetto cose mobili non iscritte nei pubblici registri)

- ipoteca (ha per oggetto cose immobili e beni iscritti in pubblici registri)

Il creditore, in mancanza di adempimento, può soddisfarsi sul bene pignorato/ipotecato

Il proprietario della cosa può trasferirla a un terzo, gravata del pegno/ipoteca

Elasticità del dominio = se il diritto reale si estingue, il diritto di proprietà riacquisisce la

propria pienezza

I diritti reali sono a numero chiuso  solo espressamente previsti dalla legge per ridurre la

possibilità di modificare la destinazione economica della cosa e per facilitare la circolazione di

beni DIRITTI DI CREDITO (OBBLIGAZIONE)

Il diritto di credito personale attribuisce al creditore la pretesa di esigere una prestazione da

uno o più debitori

Rapporto fra creditore e debitore = obbligazione (rapporto obbligatorio)

Prestazione (suscettibile di valutazione economica, patrimoniale) Art. 1174: prestazione

patrimoniale oggetto di scambio economico:

- Negativa: consiste in un’astensione (non fare)

- Positiva: consiste in un’azione (dare o fare)

Problema della giuridicità dell’obbligo: i rapporti di cortesia non sono obbligazioni e non creano

vincoli giuridici  la prestazione non ha carattere economico e quindi non è un’obbligazione (si

tratta spesso di doveri famigliari, comprensione…)

L’interesse del creditore può anche avere come obiettivo il vantaggio di un terzo, non il proprio

arricchimento personale

Se la prestazione non viene correttamente compiuta, sorgono una miriade di obblighi correlati

(restituzione, risarcimento, riparazione…)

Accanto alla prestazione principale si affiancano altre con funzione complementare  art. 1175:

le parti devono comportarsi secondo le regole della correttezza: Art. 1177 doveri di rispetto,

informazione, custodia e collaborazione (debitore) o obblighi di cooperazione (creditore)

CAUSA E AZIONE

Se il debitore non adempie, il creditore può procedere tramite un provvedimento giudiziario

detto azione  l’obbligazione dà azione al creditore per conseguire ciò che gli spetta + è

giusta causa della prestazione (titolo che giustifica la prestazione)  ma non sempre: nei debiti

di gioco il creditore non ha diritto di azione (obbligazioni imperfette) (Art. 1933 e 2033)

Obbligazioni naturali = rapporti in cui non è necessaria l’attuazione forzata, affidati alla

coscienza dei singoli

Il patrimonio del debitore è normalmente assoggettato all’esecuzione forzata anche nel caso in

cui si tratti di una prestazione di fare/non fare  non può essere costretto a tenere un certo

comportamento, ma deve risarcire pecuniariamente il creditore (il quale può far eseguire la

prestazione anche da altri a spese del debitore (Art.2931)

Nel caso di un’obbligazione del non fare, ciò che è stato fatto dal debitore verrà distrutto +

risarcimento del creditore (Art. 2933)

RESPONSABILITA’ PATRIMONIALE = il debitore risponde del mancato adempimento con tutti i

suoi beni presenti e futuri  assoggettamento del patrimonio (Art. 2740) ma non con i beni

passati, ormai usciti dal suo patrimonio (rischio per il creditore)

I vari creditori possono soddisfarsi in maniera individuale (esecuzione individuale), o tutti

insieme proporzionalmente salvo preferenze da privilegio, pegno o ipoteca (esecuzione

concorsuale)  rischio per il creditore FONTI

Il contratto, il fatto illecito (obbligazioni extracontrattuali), atti o fatti idonei a produrle

in conformità dell’ordinamento (Art. 1173)

Contratto = accordo patrimoniale fra due o più parti (Art. 1321)  principale fonte

dell’obbligazione + promesse unilaterali (Art. 1987)

- Gestione degli affari (una persona che assume consapevolmente la gestione degli affari

di un altro incapace) Art. 2028

- Ripetizione dell’indebito e arricchimento senza causa (per ristabilire equilibri giuridici

turbati da prestazioni senza causa)

OBBLIGAZIONE REALE: L’obbligazione è a carico di un soggetto avente un diritto reale sulla

cosa in questione (nei rapporti di vicinato fondiario o di comunione su una cosa)  inerenti a un

diritto reale (chi succeda in tale diritto diventa obbligato, o l’obbligato può rinunciare al diritto

in favore dell’altra parte) CONFRONTO

Oggetto del diritto reale = utilità di una determinata cosa  dovere di astensione rivolto a

tutti affinché il titolare possa trarre vantaggio dalle utilità della cosa

Relazione immediata con la cosa  diritto di seguito (che segue la cosa): ASSOLUTEZZA del

diritto = assolutezza della tutela (diritto tutelato verso chiunque)

Oggetto del diritto di credito = prestazione del debitore  astensione (nell’obbligazione

negativa) solo verso il debitore

Segue la persona del debitore, non la cosa: RELATIVITA’ del diritto = relatività della tutela

(diritto tutelato solo contro il debitore)

Nel diritto di credito, i creditori hanno un generico diritto di garanzia sul patrimonio del

debitore, ma solo sulla sua consistenza variabile  il debitore ha libertà di gestire il proprio

patrimonio in quanto il diritto di credito è inefficace contro i terzi acquirenti (per mantenere

semplice e spedita la circolazione dei beni)

Talvolta il diritto reale su una cosa è inefficace verso i terzi acquirenti  circolazione delle cose

mobili (più rapida e sicura)  differenza attenuata tra diritti reali e diritti di credito

Nel diritto di credito, l’azione contro il terzo può essere effettuata solo dall’effettivo proprietario

della cosa  se il proprietario non la rivendica, il creditore si sostituisce a lui (Art. 2900) e riceve

il risarcimento nel caso di distruzione o smarrimento (Art. 1259)  tutela mediata e indiretta del

creditore per coordinarla con la tutela del proprietario

DIRITTI DI GODIMENTO DI COSE

Diritti personali di godimento = diritti di credito con concessione dell’uso di una cosa

(locazione)  simili ai diritti reali di godimento

Nei diritti personali di godimento, il creditore deve garantire per il debitore contro le molestie di

terzi e consegnargli la cosa; ciò non avviene nei diritti reali (esempio: diritto di proprietà

derivante da usucapione)

Se la cosa è presso un terzo e non ancora consegnata, il debitore non può pretenderla dal terzo

ma può solo avere pretese sul creditore che gli deve garantire la consegna  nel diritto reale di

usufrutto invece, l’usufruttuario può pretendere la consegna dal terzo

Il diritto del conduttore ha un carattere di assolutezza nel senso che nella locazione, il suo

diritto sulla cosa è efficace contro i terzi che la acquistino successivamente  diritto personale

vicino al diritto reale PATRIMONIO

Insieme di rapporti giuridici attivi e passivi aventi contenuto economico

Questi rapporti giuridici possono essere unificati per la loro appartenenza al medesimo

soggetto, o per la loro destinazione unitaria

Patrimonio generale della persona  unitarietà: il debitore risponde all’adempimento con tutti i

suoi beni (Art. 2740)  mantiene la sua coesione anche nella successione ereditaria

Patrimonio di destinazione  una parte dei rapporti di una persona (o una pluralità di

rapporti di più persone) formano una distinta unità giuridica a causa di una loro funzione

specifica

Patrimonio autonomo = patrimonio di destinazione che fa capo a una pluralità di

 persone (patrimoni delle associazioni…)

Patrimonio separato = patrimonio di destinazione che fa capo a una sola persona

 (eredità acquisita dall’erede ma che rimane temporaneamente separata)

 destinazione preferenziale dell’attivo alla soddisfazione delle passività comprese nel

patrimonio stesso

Funzione di responsabilità e garanzia (esclusiva = il creditore del patrimonio separato può

soddisfarsi solo su esso; o concorre la garanzia offerta dal patrimonio generico)

+ Regole varie relative all’amministrazione del patrimonio e all’assicurazione di una stabilità

della sua destinazione ACQUISTO

A titolo originario = non è trasmesso da un’altra persona (acquisto proprietà di cosa

 mobile non appartenente a nessuno, mediante l’occupazione, diritto d’autore…)

A titolo derivativo = precedentemente trasmesso da un’altra persona (trasferimento

 del diritto di proprietà…)  Successione: dall’autore o dante causa al successore o

avente causa (diritto immutato, cambia solo il titolare)

A volte l’acquisto derivativo ha per oggetto un diritto nuovo, derivante da un diritto del

dante causa che lo limita successione costitutiva (distinta dalla successione traslativa)

Per acquistare a titolo derivativo occorre: un valido titolo d’acquisto (atto/fatto che

giustifiche l’acquisto) + il dante causa deve essere l’effettivo titolare del diritto trasmesso

Ma se il dante causa non è l’effettivo titolare del diritto  la legge tutela l’acquirente

attribuendogli il diritto, e l’effettivo titolare può unicamente ottenere risarcimento

dall’alienante (se è in mala fede), o il prezzo guadagnato (se in buona fede)  rischio per

l’effettivo titolare TUTELA

Tutela dell’affidamento = regole che assicurano la massima tutela al titolare del diritto 

spesso si manifesta in modi diversi: diritto acquistato in ipotesi nelle quali il titolo d’acquisto

presenta qualche irregolarità non riconoscibile (esempio: incapacità naturale del venditore)

- Tutela specifica = se un diritto viene leso, l’ordinamento assicura in modo pieno,

coattivo ed efficace l’esercizio delle facoltà e dei poteri che ne sono oggetto (se il

debitore non adempie, il creditore può ottenere il prelievo di una somma di denaro dal

suo conto bancario)

- Tutela per equivalente = quando non è possibile la tutela specifica (illecito ferimento

di persona) o perché va contro princìpi di libertà (preclusa da esigenza di rispetto: non si

può costringere una persona a fare una cosa)  risarcimento del danno

La tutela specifica essendo rigida, può venire in conflitto con le esigenze di innovazione

economica e per questo viene spesso preferita la tutela per equivalente, seppur spesso

inadeguata e difficilmente valutabile in denaro  traffico giuridico più scorrevole

Se un diritto è relativo, la tutela non può avvenire in maniera specifica (tutela al diritto di

locazione  risarcimento)

NEGOZIO GIURIDICO E CONTRATTO

AUTONOMIA PRIVATA

Possibilità si regolare da sé i rapporti giuridici con altre persone

Negozio giuridico (strumento per realizzare l’autonomia privata) = atto rivolto a produrre

effetti riconosciuti e garantiti dall’ordinamento giuridico, conferisce ai singoli l’asseto voluto 

Atti negoziali = dichiarazioni (nomine, promesse…) o comportamenti che danno materiale

attuazione a un assetto negoziale di interessi (abbandono della cosa = negozio di derelizione)

Ciò che crea il vincolo è la posizione di un regolamento di interessi (trasferimento di un

diritto…) nei confronti di altre persone attraverso la dichiarazione o l’attuazione negoziale

VOLONTA’ E DICHIARAZIONE

Non sempre la dichiarazione negoziale corrisponde a ciò che il negoziante vuole (tralasciando i

casi in cui abbia una riserva mentale intima in disaccordo, o stia recitando)  divergenza da

errore nella dichiarazione, minaccia, inganno o errore

Tutela del dichiarante ma anche delle persone che si affidavano al dichiarante: sistema di

regole che fanno prevalere ora l’una ora l’altra parte: principio di responsabilità del dichiarante

e tutela degli affidamenti da lui suscitati LIMITI

Gli interessi dei singoli non devono essere in contrasto con le norme della società e devono

essere degni di protezione giuridica (regole del gioco)  limiti

I privati spesso possono scegliere solo tra un numero chiuso di negozi giuridici (diritto di

famiglia…)

In altri casi invece la legge prevede un numero di negozi (i più importanti), ma lascia

all’individuo la libertà di crearne altri o modificarli a proprio piacimento, purché conformi alla

legge e con interessi meritevoli di tutela spazio di libertà della volontà privata (principio di

atipicità) Art. 1322

Aumento dell’estensione del controllo tramite norme imperative e il concetto di ordine pubblico

REGOLAMENTO NEGOZIALE PRIVATO

• Dichiarazione precettive dei privati: nucleo centrale e fondamentale (raramente può

subire modifiche da norme imperative)  spesso chi stipula un contratto non può

prevederne tutti gli effetti (senza questo nucleo fondamentale, il contratto è nullo)

• Legge: colma le lacune del regolamento negoziale

- Norme dispositive (o suppletive)  regole integrative che semplificano e colmano le

lacune della contrattazione se non espressamente enunciate dai contraenti (autonomia

privata)

- Norme imperative  limiti dell’autonomia privata, norme non derogabili che

modificano il regolamento negoziale

• Usi e equo apprezzamento del giudice (in maniera unicamente integrativa, mai

modificativa) ELEMENTI DEL NEGOZIO GIURIDICO

Art. 1325: Elementi essenziali =

- Accordo delle parti  manifestazione di volontà (anche negozi unilaterali): problemi della

formazione della volontà, dell’interpretazione, della corrispondenza,…

- Causa  ragione essenziale e giustificatrice del negozio: deve esistere, essere lecita e

degna di tutela

- Oggetto  prestazioni negoziali: deve essere possibile, lecito, e determinato o

determinabile

- Forma se prescritta dalla legge sotto pena di nullità  si riferisce alla forma speciale e

vincolata richiesta per alcuni tipi di negozio (atto notarile,…)

Elementi accidentali = condizione, termine e modo

TEORIA UNITARIA DEL NEGOZIO

1800/1900 = teoria generale del negozio giuridico comprendente il contratto, i negozi

patrimoniali tra vivi, il testamento e i negozi del diritto famigliare che intendeva esaltare il

principio dell’autonomia privata e elaborare princìpi generali su vari aspetti e problemi 

preferibile mantenere una distinzione tra le varie categorie del negozio giuridico

NEGOZI UNILATERALI E CONTRATTI

- Unilaterale = dichiarazione di volontà o comportamento negoziale di una sola parte

(testamento)

- Plurilaterale o bilaterale = costituito dalle dichiarazioni di volontà di due parti o più

Contratto = (Art. 1321) negozio giuridico con il quale due o più parti costituiscono, regolano o

estinguono rapporti giuridici patrimoniali  necessità del consenso di tutti gli interessati (non

sempre si ha interesse a ricevere un’attribuzione patrimoniale  doveri e obblighi correlati)

Le promesse o attribuzioni a una persona necessitano di accettazione del beneficiario

(donazione) o possono essere rifiutate (entro il termine previsto, altrimenti il contratto è

concluso)

Stesso meccanismo per il contratto con obbligazioni del solo proponente dato che il beneficiario

non avrebbe ragioni di rinunciare a effetti a lui favorevoli

Contratto = volontà di entrambe le parti (opera soprattutto tra rapporti patrimoniali tra vivi) 

se non vi è necessità di accettazione si avvicina al negozio unilaterale, ma esiste la possibilità

del rifiuto

Negozi unilaterali atti riguardanti solo il patrimonio di chi compie l’atto (rinuncia al diritto

reale, abbandono della cosa mobile…) ma vi sono atti unilaterali che modificano

negativamente il patrimonio altrui (recesso da un contratto,…)

DELIBERAZIONI

Dichiarazioni negoziali approvate dall’organo collegiale di una persona giuridica o

gruppo organizzato, che valgono come regolamento negoziale del gruppo  negozi

unilaterali DICHIARAZIONI Art. 1334, 1335

- Recettizie = la cui ricezione subordina in seguito l’efficacia giuridica (tutti i negozi

bilaterali + alcuni negozi unilaterali come il recesso unilaterale da una società).

Produce effetto dal momento in cui essa sia giunta all’indirizzo del destinatario, a meno

che egli, senza averne colpa, non abbia potuto averne notizia

- Non recettizie = l’efficacia giuridica non è subordinata alla ricezione o conoscenza di

esse (alcuni contratti unilaterali come il testamento e la promessa al pubblico, la quale

p vincolante appena sia resa pubblica)

La volontà delle dichiarazioni può essere esplicita o tacita:

- Espressa in modo esplicito tramite la parola o qualsiasi mezzo o segno valido

- Espressa in modo tacito attraverso un COMPORTAMENTO CONCLUDENTE o, raramente,

con il silenzio

Volontà che si deduce dal comportamento dell’individuo e dal contesto in cui si trova, realizza

indirettamente una volontà (es: al supermercato un individuo che paga non ha bisogno di manifestare

espressamente la sua volontà di concludere un contratto, ma lo fa tramite un suo comportamento tacito)

- In alcuni casi, il significato di un comportamento concludente deriva dalla legge (es: Art.

1444 volontaria esecuzione di un contratto annullabile costituisce convalida del

contratto),

- In altri casi invece sono le circostanze che attribuiscono un significato al

comportamento concludente (es: salire su un autobus, eseguire una richiesta senza

previa accettazione...)  Manifestazione della volontà negoziale (Art. 1237) , o

attuazione coatta di un regolamento negoziale senza che sia necessaria una

dichiarazione esplicita (salire su un autobus)

Protestatio = specificazione esplicita che muta l’apparente significato negoziale, chiarendo

l’oggetto nel negozio giuridico  non è sempre valida, ad esempio nel caso che io salga su un

autobus sena pagare il biglietto affermando di non aver voluto concludere un contratto

Vi è spesso un abuso del concetto di dichiarazione tacita quando si finge che dati risultati

giuridici siano stati voluti dall’interessato, previa tacita dichiarazione  finzione

IL SILENZIO Art. 1333, 1375, 1377

Raramente assume dichiarazione di volontà tacita, ma non ammissibile inviare una proposta di

contratto dichiarando che il silenzio varrà come accettazione  questo significato può derivare

solo da: legge, o previo accordo tra le parti, o dal principio di buona fede

Vi sono alcuni casi in cui la legge ammette un termine massimo entro il quale l’individuo

coinvolto può rifiutare o accettare l’acquisto di un diritto; alla scadenza del termine il silenzio

varrà come rinuncia  anche se il silenzio è involontario, dovuto a cause maggiori non dovute

all’individuo (dimenticanza, incapacità,…)

Analogamente, un eventuale richiamo va presentato entro un dato termine, ma il silenzio non

sempre è sinonimo di accettazione Art. 1362 - 1371

(I criteri interpretativi sono validi anche per i negozi unilaterali tra i vivi)

Il significato delle parole o dei segni può variare a seconda del contesto, delle circostanze, o

degli individui che ne sono coinvolti  spesso le dichiarazioni negoziali non hanno un significato

univoco e bisogna procedere con l’interpretazione di essi

Può anche darsi che le parti si siano intese sulle parti centrali, e non sulle ipotesi marginali che

porterebbero alla nascita di conflitti d’interesse

INTERPRETAZIONE SOGGETTIVA

Ricerca del significato concordemente attribuito alla dichiarazione negoziale

Interpretare il contratto secondo la comune intenzione concordemente decisa dalle parti al

momento della conclusione di esso, senza limitarsi al significato letterale delle parole

(nei negozi unilaterali tra i vivi: se la dichiarazione è stata ugualmente intesa dal dichiarante e

dal destinatario)

Il significato può risultare anche dal contesto, dalle circostanze, dal comportamento

complessivo delle parti (prima e dopo la conclusione del contratto)

Questo principio vale anche per i negozi in cui è necessaria una particolare forma: occorre che

l’interpretazione estrinseca della dichiarazione sia un possibile significato della dichiarazione

formale  la volontà negoziale (accertata anche dagli elementi estrinsechi) deve aver trovato

un’espressione nella forma prescritta dalla legge

INTERPRETAZIONE OGGETTIVA

Ricerca del significato più ragionevole nel caso in cui dichiarante e destinatario non

avessero inteso ugualmente la dichiarazione negoziale

Occorre dunque stabilire quale dei due significati abbia prevalenza (quello del destinatario, o

quello del dichiarante?)

 non è possibile una regola fissa perché il dichiarante deve esprimersi con chiarezza, e il

destinatario usare diligenza per intendere bene la dichiarazione  prevale il significato più

ragionevole (Art. 1367 – 1371)

Un limite di questo principio è dato dal principio di buona fede (es: non ammissibile che una

parte si esprime in modo equivoco, per sfruttare questo punto in un momento successivo)

1) Principio di conservazione: il contratto e le clausole devono interpretarsi nel senso in cui

potrebbero avere qualche effetto (Art. 1367)

2) Prevale l’interpretazione conforme a ciò che si pratica generalmente (Art. 1368)

3) Prevale l’interpretazione più conveniente alla natura del contratto (Art. 1369)

4) La clausola inserita nelle condizioni generali da uno dei contraenti, va interpretata a

favore dell’altro, nel caso di contratti solitamente assoggettati a un controllo da

assistenti legali (Art. 1370)  nel caso di contratti stipulati individualmente,

l’interpretazione contro l’autore si effettua solo se le circostanze lo richiedono

Le clausole proposte al consumatore dall’imprenditore, sono interpretate come favorevoli al

consumatore (Art. 35 II)

5) Regola finale = (Art. 1371) se il negozio rimane oscuro, è inteso nel senso meno gravoso

per l’obbligato (se a titolo gratuito), nel senso che realizzi l’equo contemperamento

degli interessi delle parti (se a titolo oneroso)

Principio di gerarchia delle regole interpretative  soggettiva > oggettiva; buona fede >

sugli altri

In casi limite, si conclude che la dichiarazione equivoca è intesa con significati diversi dalle due

parti, nessuno dei quale ha la prevalenza  nullità del negozio giuridico

NEGOZIO SIMULATO (Art. 1414 – 1417)

Una dichiarazione negoziale si dice simulata quando il dichiarante e il destinatario non ne

vogliono gli effetti (mera finzione volta ad ingannare i terzi)  dietro la finta dichiarazione vi è

una controdichiarazione occulta che esprime la reale ed effettiva volontà delle parti

VI sono due tipi di simulazione:

- ASSOLUTA: le parti fingono di porre in essere un negozio, ma in realtà non ne vogliono

nessuno

- RELATIVA: le parti fingono di porre in essere un negozio (simulato), volendo in realtà

costituirne uno differente sotto vari aspetti (dissimulato): la natura del negozio oppure

la diversità dei soggetti

A finge di vendere a B (interposto o prestanome) ma in realtà vende a C (interponente)

= interposizione fittizia di persona

La simulazione non è realizzabile nelle dichiarazioni negoziali non recettizie o che attengano a

interessi di più persone (promessa al pubblico, accettazione dell’eredità)

La simulazione ha lo scopo di recare pregiudizio ai diritti di terzi, o di occultare la violazione di

norme imperative  spesso, ma non sempre, a scopo illecito e di frode fiscale

EFFETTI DELLA SIMULAZIONE

- TRA LE PARTI: Non vi è effetto della simulazione tra le parti, a meno che si tratti di

simulazione relativa (in tal caso, ha effetto l’effettiva controdichiarazione)

Liceità dell’atto dissimulato ≠ liceità della simulazione

- TRA I TERZI: ad essi è sempre concesso di far valere la realtà nascosta del negozio

simulato, nel caso in cui essi abbiano interesse a far prevalere la realtà sull’apparenza

A ha alienato simulatamente a B, ed effettivamente a C  C può pretendere la cosa da B

dimostrando che lui ne è il reale proprietario  C avente causa del simulato alienante A

può opporre la simulazione al simulato acquirente B

OPPONIBILITA’ AI TERZI AVENTI CAUSA

Nel caso in cui A alieni simulatamente a B e questi lo venda a C in buona fede  l’apparenza

ingannevole è stata volutamente creata dalle parti, e ne risponde B  C diventa l’effettivo

proprietario, a A agisce contro B per il risarcimento

La simulazione non può essere opposta ai terzi in buona fede aventi causa dal simulato

acquirente (avente causa = colui che abbia un titolo di acquisto derivativo di un diritto)  la

simulazione non può essere fatta valere da nessuno nei confronti dei terzi in buona fede (né

creditori, né dalle parti)

Se si tratta di beni immobili o registrati nei pubblici registri  vale anche la trascrizione: se A

teme che B abusi della sua posizione apparente, può agire in giudizio per dichiarare la

simulazione e trascriverla cosicché i terzi possano esserne messi a conoscenza

OPPONIBILITA’ AI TERZI CREDITORI

Il creditore del simulato alienante può far dichiarare la simulazione per far sottoporre ad

esecuzione forzata il bene oggetto della simulazione

Il creditore del simulato acquirente invece, ha interesse a far prevalere l’apparenza sulla realtà

per potersi soddisfare del bene in oggetto della simulazione  se il creditore è un

chirografario (non ha acquistato nessuna garanzia reale) la simulazione gli può essere

opposta (a meno che abbia iniziato l’esecuzione forzata in buona fede)

 In mancanza di una garanzia reale, l’affidamento che il creditore ha fatto sull’esistenza del

bene simulato è troppo generico per essere tutelato

Creditori chirografari del simulato acquirente < creditori del simulato alienante (realtà >

apparenza) NEGOZIO FIDUCIARIO Art. 2058, 2932

Il fiduciante trasferisce al fiduciario la proprietà di una cosa, imponendogli di farne un

uso determinato tramite un vincolo obbligatorio

Limitazione obbligatoria (efficace tra le parti) di un più ampio effetto reale (rilevante nei

confronti dei terzi)

Fiducia a scopo di garanzia  la proprietà viene trasferita con l’intesa che il creditore la

restituirà al pagamento del debito

Offre quindi in garanzia le cose mobili, senza spossessarle tramite pegno  evita le spese e gli

inconvenienti delle procedure previste da pegno e ipoteca (se alla scadenza del debito il

debitore non ha pagato, il creditore può trattenere l’oggetto)

Se il fiduciario non rispetta il vincolo obbligatorio e gli impegni, il fiduciante può agire in

giudizio  se il fiduciario trasferisce ulteriormente la cosa a un terzo, l’acquisto di questo ultimo

è salvo: il diritto leso del fiduciante è un diritto di credito (non un diritto reale), e quindi

inopponibile ai terzi  il fiduciante può chiedere il risarcimento al fiduciario

Per esigenza di semplicità e sicurezza del traffico giuridico i terzi ricorrono all’intestazione

fiduciaria, perché ogni complicanza riguardo il patto fiduciario non li riguarda a meno che siano

d’accordo con il fiduciario ed in malafede  ne rispondono verso il fiduciante con la restituzione

e il risarcimento

Nel contratto fiduciario, le parti vogliono effettivamente ciò che hanno dichiarato (trasferimento

+ vincolo obbligatorio)

Anche il patto fiduciario può essere simulato: se A vuole occultare il proprio interesse

all’esercizio di un’azienda, la trasferisce a B simulando un contratto di compravendita

Diversamente, la società fiduciaria non simula, ma semplicemente mantiene la riservatezza dei

suoi fiducianti) VIZI DELLA VOLONTA’

A) L’ERRORE Art. 1428 - 1433, 787

Falsa conoscenza o ignoranza di situazioni, rapporti, qualità

- Errore ostativo Cade sulla dichiarazione = si dichiara una cosa diversa da quella che si

vorrebbe

- Errore vizio Cade su circostanze che influenzano la formazione della volontà negoziale

es: la mia volontà si è formata sulla base di un errore qualitativo

- Errore in senso tecnico-giuridico = la falsa rappresentazione di riferisce a fatti presenti o

passati, non futuri

Il dichiarante nel negozio giuridico regola i propri interessi nei rapporti con altre persone che

fanno affidamento sull’assetto negoziale  negando semplicemente efficacia al negozio fondato

su un errore, se deludono questi affidamenti degni di tutela  problema del trattamento

dell’errore nel negozio giuridico

La legge italiana fa prevalere la tutela dell’affidamento nei contratti a titolo oneroso, e la tutela

del dichiarante nei negozi a titolo gratuito  la mancata tutela dell’affidamento nei contratti a

titolo oneroso, incepperebbe i traffici (non nel contratto a titolo gratuito, invece)

Tutela dell’affidamento nei CONTRATTI A TITOLO ONEROSO: il dichiarante non è sempre

 

vincolato alla sua dichiarazione, se l’errore è stato rilevato dall’altra parte c. a titolo

on. annullabile solo se l’errore è riconoscibile dall’altro contraente (la legge impone ad

ogni contraente l’onere di attenzione e della normale diligenza, al fine di svelare

eventuali vizi)

L’errore dunque, perché il contratto venga annullato, deve essere riconoscibile ed

essenziale (natura o oggetto del contratto, oggetto della prestazione, identità o qualità

delle parti) ogni altro errore è irrilevante

NEGOZI A TITOLO GRATUITO: l’affidamento non trova tutela  l’errore può essere causa

 di invalidità anche se non essenziale né riconoscibile  occorre che l’errore abbia avuto

un’efficacia causale determinante del consenso e che il motivo erroneo sia il solo che

ha determinato il donante a compiere la liberalità (il negozio resta valido se si sarebbe

stipulato anche in mancanza dell’errore)

Il motivo sul quale ricade l’errore deve risultare nell’atto di donazione (Art. 787) o dalla

dichiarazione negoziale nel caso di negozi a titolo gratuito senza necessità di atto scritto

(a difesa contro tardive escogitazioni): si richiede che dall’atto risulti il motivo, ma non

l’errore 

Errore ostativo ed errore vizio sono assoggettati allo stesso regime giuridico anche l’errore

ostativo deve essere essenziale e riconoscibile e può al massimo rendere il contratto

annullabile (il problema della tutela dell’affidamento si pone in egual misura in entrambi i tipi di

errore)

Il caso in cui l’errore sia stato commesso da inesattezza di trasmissione della persona o 

dell’ufficio incaricati, è analogo al caso in cui l’errore è stato commesso dal dichiarante il

contraente subisce anche senza colpa

L’errore nei NEGOZI UNILATERALI TRA VIVI non ha disposizioni specifiche, dunque si applicano

analogamente le norme relative ai contratti a titolo oneroso e alla donazione  negozi

unilaterali tra vivi che danno luogo alla tutela dell’affidamento (= contratti a titolo oneroso) ≠

negozi unilaterali tra vivi che operano attribuzioni gratuite (= regola dell’errore nella

donazione) ESSENZIALITA’ DELL’ERRORE

Un errore determinante del consenso (A compra qualcosa non sapendo che il suo dipendente B

l’ha già comprata) non è essenziale ai sensi dell’art. 1429 non cade né sulla natura del

contratto, né sulla natura/qualità della merce, né sul prezzo  non è causa di annullabilità del

contratto

Gli errori essenziali costituiscono una categoria compresa entro la più ampia degli errori

determinanti del negozio TIPI DI ERRORE ESSENZIALE

ERRORI DI FATTO (circostanze di fatto)

Errore sulla natura o sull’oggetto del contratto

 Errore sull’identità o qualità dell’oggetto della prestazione (qualità che deve

 ritenersi determinante del consenso, altrimenti è irrilevante) qualità = struttura

materiale + circostanza o rapporto che qualifichi la cosa economicamente (un contratto

a titolo oneroso non è annullabile se l’errore cade esclusivamente sul prezzo di mercato

della cosa)

Errore sull’identità o qualità dell’altro contraente, in quanto sempre determinanti

 del consenso (qualità = fisiche, intellettuali + circostanza o rapporto che sia rilevante ai

fini pratici del contratto come le vicende passate del contraente)

ERRORE DI DIRITTO (esistenza/interpretazione di una regola di diritto)  causa di annullabilità

del contratto a titolo oneroso solo quando è errore sulla natura o oggetto del contratto, o sulle

qualità giuridiche dell’oggetto o del contraente (se essenziale e riconoscibile)

Errori sulla qualità giuridica Le possibilità di utilizzazione di una cosa dipendono a

 volte dal regime giuridico cui è sottoposta (es: commerciabilità di un’opera d’arte), o

anche nel caso di qualità della persona dell’altro contraente (es: ingegnere straniero

non può firmare progetti di costruzione in Italia)

Errore sul regime giuridico del contratto stipulato

 - ipotesi estrema: fraintendimento completo della natura/scopo del contratto = errore

di linguaggio giuridico  annullabile

- Norme DISPOSITIVE: per la stipulazione di un contratto, le parti si accordano sui

requisiti essenziali, mentre alle rimanenti questioni secondarie opera la legge,

integrando i regolamenti  l’errore su queste conseguenze giuridiche NON può essere

causa di annullamento (questioni secondarie, non essenziali)

- Norme IMPERATIVE che modificano gran parte del contratto secondo la legge: non si

può invocare l’ignoranza davanti alla legge perché equivarrebbe ed eluderla (ignoranza

della legge non scusa) RICONOSCIBILITA’ DELL’ERRORE

E’ riconoscibile quando una persona di normale diligenza avrebbe potuto rilevarlo

La riconoscibilità è richiesta a tutela dell’affidamento  ulteriore requisito dell’essenzialità

dell’errore: l’onere di diligenza sarebbe troppo gravoso se si dovesse tener conto anche di

eventuali circostanze estrinseche della controparte

Per l’annullabilità, non è necessario che l’errore sia scusabile (= perdonabile)  se l’errore è

riconoscibile e non scusabile, vi sarebbe negligenza del dichiarante in errore, e del contraente

per non averlo rilevato o averlo taciuto

E’ più equa l’annullabilità in modo che ne soffrano entrambe le parti (perdono il profitto

sperato)

CONSEGUENZE DELL’ERRORE: il negozio viziato da errore giuridicamente rilevante è

annullabile  la parte in errore non può domandare l’annullamento se prima l’altra offre di

eseguirlo conforme al contenuto e alle modalità del contratto che quella intendeva concludere

L’impugnabilità per errore incontra limiti nell’accettazione/rinuncia dell’eredità e nel contratto

di divisione. B) IL DOLO Art. 1429, 1439 – 1440

Inganno (raggiro, artificio ingannevole, menzogna)

Anche il SILENZIO è considerata dolo se viola intenzionalmente un obbligo di chiarimento

all’altra parte (obbligo specifico imposto dalla legge, o obbligo derivante dal dovere di

correttezza nelle trattative)  sleale reticenza

Determina un errore: tutela contro il dolo più severa della tutela contro l’errore il dolo deve

essere idoneo ad indurre in errore (tenendo conto delle condizioni psico-fisiche e sociali

dell’ingannato)  sono irrilevanti le contestazioni tipiche dei contraenti riguardo la qualità della

merce (DOLUS BONUS operato tipicamente dal commerciante)

1) DOLO DETERMINANTE (senza di esso il negozio giuridico non sarebbe stato stipulato):

negozio annullabile

Il dolo deve provenire dell’altro contraente  se proviene da un terzo e non è noto al

contraente, vi è un conflitto tra la tutela dell’affidamento del contraente e quella

dell’ingannato  la legge fa prevalere la tutela dell’affidamento: il contraente ingannato

può impugnare il contratto per dolo solo se la controparte ne era a conoscenza

L’ausiliario del contraente o il rappresentante non è terzo, ed il contraente ne risponde

come se a causare il danno sia stato egli stesso (anche se non ne era a conoscenza)

- invalido il contratto a titolo oneroso (anche con errore non essenziale)

- invalido il contratto a titolo gratuito (anche se con errore su un motivo non risultante

dall’atto)

Conseguenza del dolo: INVALIDITA’ + RESPONSABILITA’ (dell’autore del dolo ed

eventualmente anche del contraente a conoscenza dell’inganno)

2) DOLO INCIDENTE (non determina la stipulazione del contratto): contratto valido +

risarcimento

Del dolo risponde l’autore di esso, ed eventualmente il contraente che ne ha ricevuto

vantaggio, se ne era al corrente

TUTELA CONTRO L’INGANNO (Art. 515, 516, 640): l’annullabilità del contratto per dolo è una

tutela di efficacia limitata (ignoranza o timidezza degli acquirenti, lunghezza e spese del

procedimento  poco frequente questo ricorso)

Opera però la minaccia della sanzioni penali per i reati di truffa e frode in commercio  tutela

mediante l’Autorità garante della concorrenza e del mercato che elimina ed inibisce le pratiche

scorrette

Tutela indiretta del consumatore tramite la pubblicità menzognera (concorrenza sleale)  i

concorrenti danneggiati, agendo in giudizio, aiutano anche i consumatori ingannati

C) LA VIOLENZA Art. 1435 - 1438

- VIOLENZA FISICA = impiego della forza per costringere altri (ipnosi)  negozio nullo (anche

se esercitata da un terzo  la legge non richiede la consapevolezza della controparte del

minacciato

- MINACCIA = costringere un soggetto ad emettere dichiarazione negoziale tramite minaccia

ingiusta (estorsione)  se il minacciato cede: negozio annullabile per vizio della volontà

La violenza va distinta da stipulazione del contratto in un contesto di pericolo per il dichiarante

 il pericolo dipende da un fatto di natura (mancanza di soldi), la violenza dipende da un terzo

(minaccia)

Stato oggettivo di necessità = nel caso in cui il terzo non disponga la stipulazione del negozio 

stato di evidente pericolo del venditore (requisiti NON necessari all’annullamento per violenza)

Es: A minaccia B di vendere a C : contratto annullabile per violenza

A minaccia B di estorsione di denaro e B per procurarsi la somma vende a C : vendita NON

annullabile per violenza

La violenza per essere causa di annullabilità deve essere:

1) Da FAR IMPRESSIONE a persona sensata (tenendo conto di età, sesso e condizione) e da

farle temere per sé, i suoi beni o i suoi parenti prossimi (anche se riguarda il coniuge, gli

ascendenti o i discendenti)

2) Deve essere INGIUSTA (comportamento antigiuridico)  più spesso viene operata

attraverso un ricatto sottile, ossia la minaccia di un comportamento che fuori dal

contesto sarebbe lecito e oggetto di diritto

Es: A creditore di B minaccia di esecuzione forzata a meno che B non acconsenta

finalmente a vendergli un terreno oggetto di interesse per A

La minaccia di far valere un diritto è valida e lecita solo quando vuole ottenere la

stipulazione di un negozio strumentale per la realizzazione del diritto stesso (es: A costringe

ad esecuzione forzata B per ottenere da lui un pegno o ipoteca a garanzia del suo diritto) 

se così non è (eccede dal dovuto) la minaccia è ingiusta e determina l’annullabilità del

negozio OGGETTO, CAUSA E FORMA

OGGETTO Art. 1346, 1349, 1418

Consiste nelle prestazioni negoziali promesse o determinate nel contratto

Deve essere:

a) POSSIBILE

- Se si tratta di impossibilità oggettiva ed assoluta, il negozio è nullo (es: viene venduta

una nave che è poco prima affondata)  l’impossibilità iniziale prevale sull’errore perché

l’impossibilità prevede la nullità del negozio, non la semplice annullabilità (se una parte

era a conoscenza dell’impossibilità, deve risarcire l’altra parte)

- Se l’impossibilità è soggettiva del promittente, il negozio è valido (ciascuno deve

essere garante di una giusta valutazione delle proprie capacità)

La valutazione va attuata con un criterio di ragionevolezza

b) LECITO

Non deve essere contrario a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume

c) DETERMINATO (se definito dalle parti) o DETERMINABILE (se le parti definiscono il

criterio per la sua determinazione)

- Equo apprezzamento di un arbitratore = terzo a cui le parti si rivolgono per

determinare alcuni elementi del contratto, il quale procederà con equo apprezzamento

(seguendo i criteri delle parti)  tutela giurisdizionale contro un suo eventuale abuso

Se la sua dichiarazione non esiste, o è manifestamente iniqua od erronea, può essere

impugnabile e sostituibile con la valutazione del giudice

- Mero arbitrio del terzo: libero di decidere a suo piacimento; la sua decisione è

impugnabile solo se in malafede e se essa manca, il contratto è nullo e non

completabile dal giudice CAUSA Art. 1343 – 1345

Lo scopo immediato del dichiarante ha rilevanza in quanto se risultasse mutilata una delle parti

costitutive, lo sarebbero anche le rimanenti

Ed inoltre l’ordinamento giuridico tutela solo i negozi leciti o che realizzino operazioni degne di

tutela

L’operazione negoziale costituisce lo scopo immediato del dichiarante, ed è distinta dagli scopi

ulteriori

 se è illecito lo scopo immediato, la reazione si ripercuote sull’intero contratto

 se è illecito uno scopo ulteriore, non è necessaria una reazione eccessiva

CAUSA = ragione giustificatrice del negozio, schema dell’operazione economico – giuridica del

negozio; struttura essenziale del negozio (gli aspetti essenziale che si ricollegano alla causa

sono indipendenti dalle variazioni di contenuto: la compravendita ha una sola causa, qualunque

sia il bene in oggetto)

 ogni scopo ulteriore ed estraneo ad essa è MOTIVO in senso tecnico (un motivo può anche

essere comune ad entrambe le parti, ma rimane comunque distinto dalla causa)

Es: la causa del contratto di mutuo è il trasferimento di una determinata quantità di denaro,

l’uso e la ragione di tale somma sono motivi

Il negozio indiretto è caratterizzato dalla divergenza fra gli scopi dei dichiaranti, e la funzione

dello schema negoziale adottato (es: voglio donare un immobile ma invece lo vendo ad un

prezzo irrisorio)  tentativo di eludere norme inderogabili: negozio in frode alla legge

- OPERAZIONE ORIGINARIA: 

La causa nella maggior parte dei negozi è la sintesi dei loro effetti giuridici essenziali

ogni singolo effetto trova giustificazione negli altri (un assicuratore si assume il rischio

giustificatamente al pagamento del premio da parte dell’assicurato) nei contratti a

prestazioni corrispettive: la giustificazione sta nell’esistenza di un corrispettivo

La necessità di giustificare una prestazione viene meno quando la si vuole offrire a titolo

gratuito la causa della prestazione è costituita dallo spirito di liberalità

- PRESUPPOSTO IN UN’OBBLIGAZIONE PREESISTENTE:

l’inesistenza de presupposto renderebbe nullo il negozio, in quanto privo di causa

(anche con la novazione)

Se T paga il debito di D verso C, egli assume il rapporto obbligatorio tra C e D come

causa della propria prestazione a C

- DISPOSIZIONE IN ESECUZIONE (ed in luogo) DI UNA PREESISTENTE:

l’obbligazione preesistente costituisce la causa  il trasferimento di una cosa al creditore

in luogo del pagamento in denaro, è un negozio di pura attribuzione che trova causa

nell’obbligazione che vuole estinguere (sono negozi rari: i contratti di trasferimento di

proprietà o di diritto non hanno necessità di un separato negozio di esecuzione)

MANCANZA DI CAUSA Art. 1941, 1234 I

Se uno degli effetti essenziali non può verificarsi, l’operazione negoziale è mutilata o

ingiustificata  il negozio manca di causa ogni volta che l’obbligazione che il negozio intende

eseguire o modificare è inesistente

A promette a B una somma di denaro per fargli estinguere il suo debito verso C, ma se questo

debito non esiste la promessa tra A e B è senza causa (non è un atto di liberalità perché A ha

espresso il motivo di tale promessa)

Come per la novazione che non ha effetto se non esiste l’obbligazione primaria + la

fidejussione non eccede ciò che è dovuto dal debitore

LICEITA’ Art. 1322 II, 1343

Una causa, affinché il negozio sia valido, deve essere lecita e degno di tutela

• ILLECITA: se contraria a norme imperative, al buon costume o all’ordine pubblico  se è

illecito l’oggetto, a sua volta lo è la causa

A volte ogni singola prestazione è lecita, ma è illecita la loro combinazione nel contratto

• INDEGNA DI TUTELA: negozio lecito, ma non sufficiente a giustificare la cooperazione

statale per al sua attuazione (ad esempio il vincitore non una scommessa non può

portare avanti un’azione per ottenerne il pagamento (Art. 1933)

Schemi causali leciti e degni di tutela

- Nei negozi unilaterali: solo quelli definiti dalla legge

- Nei contratti: non vi è un’elencazione tassativa  contratti TIPICI o NOMINATI: previsti in

modo specifico (i più diffusi) + possibilità di concludere contratti ATIPICI o INNOMINATI:

purché realizzino interessi meritevoli di tutela secondo l’ordinamento

NEGOZI CAUSALI ED ASTRATTI

• Negozi CAUSALI = l’ordinamento giuridico nega al negozio qualsiasi effetto se la causa

non è degna di tutela (trasferimenti di proprietà, costituzioni di diritti reali e negozi

obbligatori)

• Negozi ASTRATTI = l’ordinamento giuridico nega solo alcune delle conseguenza,

eliminandole (promesse relative a situazioni triangolari, aventi causa in un rapporto

obbligatorio con un terzo: la promessa cambiaria e la promessa del delegato) 

l’astrattezza della promessa si manifesta solo nei confronti di un soggetto diverso da

quello tenuto alla restituzione dell’arricchimento (rende più sicuro e semplice il traffico

giuridico) ASTRAZIONE PROCESSUALE Art. 1988, 2697

Spesso alcune PROMESSE non manifestano una giusta e chiara causa  queste promesse non

hanno effetto se non vi è una causa valida a giustificarle

MA la legge ammette che il promissario le faccia valere in giudizio senza causa se l’esistenza di

questa è presumibile e il promittente non dà prova del contrario  deroga al principio dell’Art.

2697 = ASTRAZIONE PROCESSUALE

Questa regola per le promesse NON può applicarsi analogicamente alle dichiarazioni di

trasferimento (di proprietà o di diritti)  se è un trasferimento che richiede la forma scritta,

anche la causa deve risultare dallo scritto

NEGOZIO ILLECITO Art. 1229, 1343 – 1345, 2035, 788

Un negozio è illecito se il suo risultato è vietato da norme o princìpi inderogabili: norme

imperative di legge, ordine pubblico o buon costume (concezioni morali)  né riconosciuto né

tutelato: il negozio o la singola clausola sono nulli (la clausola sarà sostituita da una

disposizione legale)

Occorre che sia illecito il contenuto del negozio, non i mezzi usati (in quel caso il negozio sarà

annullabile, non nullo)

• NORME IMPERATIVE:

Codice civile + codice penale + leggi speciali  limitano l’autonomia del privato per

proteggerlo

- Disposizioni imperative = favoriscono il dinamismo economico; principio di struttura

dell’ordinamento, coinvolgono gli interessi generali e sono inderogabili (tutela di un

interesse superiore che si ripercuote sulle iniziative economiche)

- Norme dispositive = coinvolgono solo gli interessi individuali e sono derogabili dalle

parti

Le norme imperative dispongono la nullità dell’atto in violazione le norme dispositive

fanno salava una diversa volontà delle parti (in mancanza di precise indicazioni,

l’interprete deve saperne stabilire la natura)

La norma imperativa esclude la possibilità di disporre del proprio diritto, se in contrasto

con convinzioni etiche fondamentali e limita l’autonomia privata con vincoli di durata

massima  limita anche l’autonomia negoziale per proteggere l’individuo contro i suoi

atti di disposizione (se imposti da abuso di potere economico)

La norma imperativa pone una disciplina che implica diritti patrimoniali alla parte

protetta, per natura disponibili ( = possibilità di essere alienati rinunciandovi)  es: nel

contratto di locazione sono nulle la clausole con le quali il conduttore rinuncia alla sua

pozione di privilegio rispetto ad altri eventuali acquirenti nel caso in cui il locatore

intenda vendere, ma il conduttore può comunque liberamente rinunciare a questo

diritto

• ORDINE PUBBLICO:

Occorre che il negozio non contrasti con i princìpi a cui si ispirano le norme imperative,

ricavabili dal sistema delle leggi e presenti soprattutto nella Costituzione

a) ORDINE PUBBLICO POLITICO: difesa della struttura dello Stato, della famiglia, della

libertà fondamentali dell’individuo

 sono illeciti i negozi che turbano il funzionamento dello Stato e la sua organizzazione

(STATO)

 sono illeciti i patti di sposarsi, di non sposarsi o di sposarsi con un terzo,… (FAMIGLIA)

 sono illeciti gli accordi di boicottaggio contro una determinata confessione religiosa

(INDIVIDUO) : difesa della libertà dell’individuo + tutela da impegni limitativi che egli

stesso si assume (es: promessa di mutare confessione o cittadinanza o di lavorare per

un dato periodo troppo lungo)

Art. 5 : sono nulli i patti che prevedono atti di disposizione del proprio corpo e che

diminuiscono l’integrità fisica

b) ORDINE PUBBLICO ECONOMICO:

- ordine pubblico economico DI PROTEZIONE: protegge la parte economicamente

debole o ignorante

Contratto di lavoro subordinato, contratti agrari, locazioni di immobili urbani a difesa dei

conduttori, tutela dei consumatori degli utenti o dei risparmiatori, tutela di imprenditori

minori assoggettati ad un’impresa maggiore economicamente (norme a protezione

dell’impresa satellite + nullità di clausole vessatorie o gravose per l’impresa minore),

contratti di affiliazione commerciale e franchising con una impresa maggiore  nullità di

qualsiasi clausola o contratto o patto che escluda/limiti la responsabilità del debitore per

dolo o colpa grave o patti in cui i termini di decadenza stabiliti rendano difficile

l’esercizio del diritto = patti iniqui

- ordine pubblico DI STRUTTURA E DIREZIONE ECONOMICA: criteri secondo i quali va

condotta l’attività economica degli operatori privati e pubblici

Norme e princìpi che regolano la libertà e correttezza della concorrenza, nullità di

accordi tra imprenditori che falsifichino la concorrenza (divieto del cartello)  contrario

all’ordine pubblico ogni vincolo eccessivo alla libertà delle attività in generale (regime di

circolazione dei beni, divieti di disciplina urbanistica e tutela del paesaggio riguardanti

la nullità degli atti aventi per oggetto edifici abusivi o terreni abusivamente lottizzati)

• BUON COSTUME

Regole di comportamento sociale la cui violazione è ritenuta immorale e scandalosa,

regole numerose e storicamente determinate e variabili nel contesto di appartenenza

Corruzione pubblica o privata, negozi in cui ci si impegna alla menzogna, alla reticenza

ingannevole o al silenzio disonesto, negozi contrari alla decenza o all’onestà sessuale (i

lasciti testamentari in favore dell’amante sono illeciti solo quando hanno carattere

remunerativo di un rapporto mercenario, o quando il testamentario trascura i doveri

verso i famigliari)

Contratti per l’organizzazione di casa da gioco (anche se la casa è autorizzata, i

contratti riguardanti essa sono nulli), chi eseguisce una prestazione in base a un

negozio nullo ha diritto alla restituzione = ripetizione dell’indebito (non se è anch’egli

coinvolto)

Spesso il negozio è contrario sia a norme imperative che al buon costume (corruzione di

pubblico funzionario) MOTIVI ILLECITI

Non sempre è rilevante l’illiceità dei motivi (mentre i vizi della causa si ripercuotono su tutto il

negozio)

Per ogni negozio che intende realizzare immediatamente un risultato vietato, l’illiceità è

intrinseca in esso

Quando invece il contenuto del negozio è lecito ma realizza un piano illecito, l’illiceità è

estrinseca (riguarda solo il motivo di una delle parti):

- CONTRATTI A TITOLO ONEROSO: illeciti e nulli quando le parti lo hanno concluso

esclusivamente per un motivo illecito comune ad entrambe (il motivo non deve solo

essere noto ad entrambi, ma comune: per evitare che i contraenti debbano trasformarsi

in guardiani di moralità ed onestà)

- DONAZIONI: il contratto è nullo per motivo illecito quando risulta dall’atto ed è il solo

che abbia determinato il donante a disporre (sono illecite le liberalità che ricompensano

attività illecite) NEGOZIO IN FRODE ALLA LEGGE

Spesso si decide di aggirare l’ostacolo che renderebbe nullo un negozio attraverso vie oblique 

si vuole realizzare un risultato equivalente tramite una combinazione di negozi leciti in sé ma

compiutamente illeciti, oppure tramite un negozio lecito ma elaborandone il contenuto  il

negozio in frode alla legge è NULLO (procedura analogica del divieto)

Es: A non può vendere a C

E quindi A non può nemmeno vendere a B facendogli promettere di vendere a sua volta a C

LA FORMA

La volontà può essere manifestata in qualsiasi modo, purché risulti chiara e comprensibile ad

entrambe le parti

Talvolta però la legge prescrive una manifestazione particolare di volontà, con una forma

specifica:

- scrittura privata(anche uno scambio di lettere o un documento informatico, se idoneo ed

autentico)

- in atto pubblico: il notaio redige la manifestazione di volontà in un documento (ROGITO)

a disposizione di chiunque (spesso la dichiarazione deve contenere determinate

indicazioni dette requisiti di forma-contenuto)

PRO:

In antichità, la forma specifica distingueva l’impegno giuridico dall’impegno sociale o morale 

oggigiorno può svolgere una funzione affine marcando una distinzione tra l’accordo definitivo

vincolante (forma specifica) e gli accordi di trattative  esigenza di controllabilità rendendo il

negozio accessibile a tutti o facilmente controllabile

La richiesta di una specifica forma induce una riflessione più approfondita nei negozi giuridici

importanti, in quanto le parti rivolgendosi a un notaio possono meglio capire tutti gli effetti del

negozio che stanno stipulando, manifestandolo anche con maggior chiarezza per entrambe 

prova documentale del negozio che previene eventuali liti ed evita equivoci riguardanti la

natura o l’oggetto del negozio (tramite documenti allegati o formule particolari)

CONTRO:

un eccessivo formalismo può diventare fonte di potere per la parte più esperta nella redazione

di un contratto, portando a risultati opposti alla certezza e ad abusi verso la parte meno

esperta; inoltre oggigiorno gli impegni sono vincolanti anche se assunti senza formalità 

ragioni per cui il formalismo negoziale si è ridotto nel diritto moderno

MA l’esigenza di semplificazione e standardizzazione riporta alla ribalta il formalismo

NEGOZI FORMALI

La mancata adozione delle corrispettive forme previste rende invalido il negozio

La FORMA SCRITTA è richiesta per la validità di

- Negozi che trasferiscono la proprietà di beni immobili, che modificano diritti reali su

beni immobili, o che costituiscono diritti reali di godimento su beni immobili per più di 9

anni (anche per i contratti preliminari che stipuleranno questi tipi di negozi)  a causa

della loro importanza economica

- Contratti stipulati con banche e società di investimento

- Titoli di credito per trasformare un ente astratto come il credito in una cosa materiale

(un documento) + imposizione di particolari denominazioni per renderli riconoscibili

senza equivoci

- Contratti con enti pubblici

Con ATTO PUBBLICO:

- La donazione con la presenza di 2 testimoni  se la donazione è di modico valore, è la

consegna a costituire una forma negoziale

- La costituzione di una società per azioni

Requisiti di FORMA – CONTENUTO (particolari parole o indicazioni o dichiarazioni specifiche)

- Atti tra vivi per il trasferimento di edifici o vicende di diritti reali su edifici 

estremi della concessione edilizia

- Atti tra vivi aventi oggetto diritti reali su terreni  certificato di destinazione

urbanistica (per evitare lottizzazioni abusive e tutelare l’acquirente sulla sicurezza

dell’immobile o del terreno)

Specifica APPROVAZIONE PER ISCRITTO delle clausole onerose = 2 sottoscrizioni: una al

contratto ed una alla specifica clausola per evitare che sfugga al lettore

FORMA OLOGRAFA (scrittura di mano del testatore) per il testamento, o per ATTO PUBBLICO o

in forma SEGRETA (depositata al notaio)

FORME CONVENZIONALI Art. 1352

Dichiarazioni negoziali espresse in una forma determinata anche se non necessaria per legge

Per un’esigenza di chiarezza e di certezza tra le parti  clausole che impongono la forma scritta

per qualsiasi patto che si aggiunga o modifica il contratto

Se non espressamente dichiarato dalle parti che la forma convenzionale sia necessaria solo per

la prova, essa si presume voluta come requisito di validità del futuro negozio

FORMA PER VALIDITA’ E PER PROVA Art. 2721, 2725, 2729, 2730, 2736

- 

Forma AD SUBSTANTIAM = forma richiesta per la validità del negozio se non è

rispettata, il contratto è nullo 

Se il contratto è stato eseguito può essere pretesa la restituzione (provando che il

contratto fu stipulato a voce)

- Forma AD PROBATIONEM = forma richiesta per la prova: la legge prevede che il negozio

debba essere provato per iscritto se non è rispettata, il contratto non è nullo ma sarà

difficile farlo valere in giudizio: limitazione dei mezzi di prova (né testimoni né per

presunzioni)

L’esistenza del contratto può essere provata con la confessione del debitore o

deferendogli il giuramento decisorio (se fosse un negozio con forma scritta, non

gioverebbe ottenere che l’altra parte ne confessi la stipulazione verbale)

Se il contratto è stato eseguito non può essere richiesta la restituzione se il patto fu

stipulato a voce CONDIZIONE, TERMINE E MODO

CONDIZIONE Art. 1353 – 1360

Un negozio può disporre che i suoi effetti si attuino o vengano meno solo al determinarsi di un

avvenimento futuro e incerto: la CONDIZIONE (clausole condizionali)

- SOSPENSIVA = se l’effetto manca inizialmente ma è destinato a prodursi se la

condizione si avvera

- RISOLUTIVA = se l’effetto si produce immediatamente ma è destinato a venir meno in

futuro a causa dell’avvenimento della condizione

Non tutti i negozi tollerano l’apposizione di condizioni: matrimonio e negozi del diritto di

famiglia, emissione di cambiali/assegni/titoli di credito, accettazione/rinuncia dell’eredità 

esigenza di chiarezza ed univocità

Se vi è una condizione dove non può esserci, o la condizione viene tolta o reso nullo il negozio

I presupposti di efficacia del negozio per legge NON sono condizioni (le autorizzazioni) 

condicio iuris: concetto al quale non sono applicabili le norme riguardanti le condizioni per

analogia

• Condizione CASUALE = indipendente dalla volontà delle parti

• Condizione POTESTATIVA = dipendente dalla volontà di una delle parti

- MERAMENTE potestativa = dipendente dal mero arbitro della parte

- Potestativa ORDINARIA = dipendente dal comportamento/volontà di una delle parti

• Condizione MISTA = avveramento dipendente dalla volontà di una parte + circostanze

esterne

 è nulla l’alienazione di un diritto o assunzione di un obbligo subordinata alla condizione

sospensiva dipendente dalla mera volontà del debitore/alienante (l’alienante non ha inteso

vincolari)

 è valido il trasferimento subordinato ad una condizione risolutiva dipendente dalla mera

volontà dell’alienante (il trasferimento di verifica immediatamente)

 è nulla l’assunzione di un obbligo subordinato dalla mera volontà dell’obbligato (la volontà di

non adempirlo basta a farlo venir meno)

PER I CONTRATTI O NEGOZI UNILATERALI TRA VIVI:

Condizione ILLECITA = rende illecito il negozio  il negozio è nullo

o Se la condizione è riferita ad una clausola non essenziale, la nullità si limita ad essa

Condizione IMPOSSIBILE

o - Condizione SOSPENSIVA impossibile = negozio privo di effetti, nullo (rinvia l’efficacia

ad un momento che non arriverà mai)

- Condizione RISOLUTIVA impossibile = la condizione si ha come non apposta (gli effetti

cadono in un momento che non verrà mai)

PENDENZA

Si ha pendenza della condizione se è incerto il suo avverarsi

Condizione SOSPENSIVA = l’acquirente ha un diritto in formazione (aspettativa),

 mentre l’alienante non ha l’esercizio pieno ed illimitato in quanto non deve pregiudicare

l’aspettativa (diritto condizionato)

Condizione RISOLUTIVA = ruoli invertiti: l’acquirente deve astenersi dal pregiudicarne

 l’aspettativa mentre l’alienante ha una propria aspettativa

Il titolare del diritto condizionato deve agire secondo correttezza  in caso contrario, se la

condizione si avvera è obbligato al risarcimento del danno (agire secondo buona fede = non si

deve impedire l’avverarsi o meno della condizione: se questo precetto viene violato, la

condizione si considera avverata  finzione di avveramento della condizione)  può alienare il

diritto ad un terzo che resterà soggetto a perderlo nel caso che la condizione di verifichi (se

tace l’esistenza della condizione, vi è la tutela dell’affidamento : se è una cosa mobile,

l’acquirente ne diviene proprietario se in buona fede)

Il titolare dell’aspettativa può, secondo la legge, compiere atti conservativi se ha il motivo di

temere un pregiudizio alle sue ragioni  può alienare l’aspettativa ad un terzo che gli subentra

nella titolarità e matura in diritto pieno la realizzazione della condizione

RETROATTIVITA’

- Se si avvera la condizione risolutiva, vengono meno gli effetti del negozio

- 

Se si avvera la condizione sospensiva, se producono gli effetti del negozio in modo

retroattivo: gli effetti della condizione retroagiscono al tempo della conclusione del

contratto

Le conseguenze di un fatto valgono per il futuro: se un evento ha efficacia retroattiva,

dal tempo dell’evento in poi la situazione è regolata come se gli effetti si fossero

verificati già prima

Gli atti di disposizione compiuti durante la pendenza dal titolare della aspettativa si

consolidano (come se ne avesse il diritto dall’inizio)  si caducano quelli compiuti dal

titolare del diritto condizionato (come se mancasse già del diritto)

La retroattività opera anche verso terzi, ed è REALE o ASSOLUTA (è obbligatoria o relativa la

retroattività obbligatoria in tema di risoluzione per inadempimento)  da ogni altro punto di

vista la condizione non è retroattiva

(se la condizione è pattuita in favore di un contraente, egli può rinunciarvi)

TERMINE Art. 1184 – 1186

Limita nel tempo l’efficacia del negozio (iniziale o finale)

La nascita e l’estinzione di un negozio avente termine finale ed iniziale è CERTA (al contrario

della condizione che è incerta), a meno che vi sia incertezza riguardo il momento

Termine di adempimento = si riferisce ad un solo effetto negoziale (la scadenza) e

determina quando l’obbligazione deve essere eseguita  normalmente a favore del debitore

A volte il termine dell’adempimento può essere a favore del creditore che può pretenderlo

anche prima della scadenza, mentre il debitore deve sottostare alla sua volontà se espressa

o al termine stabilito

Se invece il termine è posto a favore di entrambi: le parti non possono eseguirne/ottenerne

la prestazione prima del termine i scadenza

Se il debitore è insolvente, o non abbia dato le garanzie promesse  decade dal termine

fissato a suo favore e il creditore può esigere immediatamente la prestazione

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ValentinaValentina94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Delfini Francesco.

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