Istituzioni di pedagogia e didattica: manuale dell'attualità educativa e sociale
Capitolo 1 - Il bisogno di comunità e i costrutti teorici
Oggi siamo immersi in un ipertesto globale dove sembra prevalere la perdita di energia atta a dirigere il proprio destino piuttosto che una nuova potenzialità "per" e dell'"essere" umano. In questa situazione sembra disperdersi anche l’idea di comunità che, come afferma Tramma, è dovuta sia alle varie discipline che l’attenzionano sia al costante dibattito sulla comunità a partire da fine '800.
Secondo Bauman è proprio il dilatarsi delle opportunità e della dimensione geo-sociale che provoca la mancanza di comunità e di una sua chiara connotazione. La società globale e globalizzata appare come assorbente la comunità, ma è questa che sa esprimere la condizione di unicità-identità della persona.
Comunità: luogo storico dove la condizione umana (la persona) perviene alla propria realizzazione di umanità e alla sua verità. Convivenza umana all’interno di una comunità: insieme di persone che hanno legami sociali e valori condivisi e che agiscono per il complesso collettivo che esse costituiscono.
Tonnies esprime l’idea di un passaggio evolutivo dal mondo della vita organica al mondo della società, connotando e distinguendo due tipi di relazioni sociali:
- Comunitarie: fiducia reciproca, lealtà...
- Di tipo contrattuale: spesso fredde e temporanee
Quindi, comunità e società sono prodotti diversi della strutturazione e interpretazione dei legami sociali.
Tonnies definisce:
- Gemeinschaft: comunità
- Gesellschaft: società
Descrive il cambiamento di valori e di orientamenti che si sono verificati quando si è passati da una società rurale a una industriale. La trasformazione avviene nell’asse dei valori e delle relazioni che passano dall’essere basate sulla condivisione della comunità e responsabilità con tutti i membri all’essere di natura contrattuale e quindi si sposta l’ottica nella prospettiva dell’organizzazione.
Considerando i costrutti di Tonnies, Sergiovanni sottolinea come entrambe le posizioni possano manifestare punti critici:
- Troppa Gemeinschaft impedisce l’evolversi di legami sociali e trasformazioni
- Troppa Gesellschaft produce una perdita di legame sociale e di indebolimento del tessuto di coesione
La risposta per lui sarebbe quella di costruire una Gemeinschaft dentro una Gesellschaft.
La comunità è una sorta di mediazione tra società e persona poiché la persona è connessa fin dal suo esistere in un noi. La comunità come rete di relazioni sociali, seppur comunità calda caratterizzata da comprensione comune, resterebbe comunque fragile e vulnerabile.
Si osserva per la prima volta la comunità di destino che Morin descrive come una nuova consapevolezza delle persone che hanno la necessità di cogliere l’interdipendenza dei legami tra il particolare e il globale. La comunità di destino oggi emerge come anello mancante tra persona, società e mondo.
La comunità si nutre quindi di inter-relazioni, scambi, reciprocità che si compiono in quella dimensione intersoggettivo-comunitaria del soggetto storico (processo di coscientizzazione [Freire] che nello stesso tempo diviene processo di denuncia e di annuncio). L’oppresso per Freire può generare per un processo di coscientizzazione, lo spazio del dialogo in continua crescita, che rende l’uomo e la donna permeabili al cambiamento e co-costruttori di una coscienza transitiva naturale caratterizzata spesso dall’enfasi per il passato (giudicato migliore del presente) e dall’impermeabilità del futuro.
La coscientizzazione come esito del processo dialogico delle inter-soggettività diviene spazio nella comunità e grazie alla comunità diviene opera trasformativa e di esercizio della ragione etico-critica.
Divenire capaci di riconoscere la non-dignità della vita vissuta → atto di ri-conoscere la propria condizione → comincia ad essere un processo di liberazione da, e si trasforma in coinvolgimento storico, inserimento critico nella storia per crearla. Trasformare la realtà per dare dignità alla vita così da essere vissuta, attribuendo potere a ognuno e a ogni comunità, esprime un bisogno di collaborazione e di sostegno alle inter-relazioni sociali che per Sennett è tra le condizioni per migliorare la qualità della vita sociale. La comunità sembra costituire l’ambiente più proficuo per conseguire una buona qualità di vita.
Davanti all’innalzarsi delle soglie di povertà e delle sacche di marginalità, la scelta e la strategia più efficiente è l’abbandono delle comunità a un destino senza risorse. L’essenza della comunità è individuata da Sennett nella collaborazione, intendendola come il comportamento riconoscibile dell’aiuto, dello scambio di reciprocità, poiché l’aiuto reciproco è inscritto nei geni di tutti gli animali sociali: collaborano per fare ciò che da soli non riescono a fare.
Oggi abbiamo bisogno di una comunità porosa, cioè aperta all’alterità, al meticciato e all’inclusività.
Educazione e comunità
La comunità oggi sembra trovare una maggiore credibilità perché riscopre la persona e la comunità. La comunità come mediazione e anello mancante potrebbe prospettarsi come soluzione generale che rappresenta l’oltre dell’adesso.
Le relazioni che si creano tra i costrutti sono plurali, solitamente intenzionali, divenendo dispositivi di intervento metodologico che tendono a modificare e innovare i contesti comunitari verso livelli sempre più maturi di consapevolezza e di comunità possibili in una prospettiva evolutiva. I soggetti sono coinvolti nel vivere nelle relazioni "con" la comunità e nel vivere esperienze "di" comunità, perciò lo sviluppo dell’esperienza di comunità si compie attraverso l’interazione tra i costrutti dell’esistere-divenire e indica come l’educazione sia essenzialmente un processo sociale necessario quanto più le persone formano un gruppo comunitario.
Il concetto di comunità resiste nel tempo e nella globalizzazione, nella massificazione e uniformità, rappresentando unicità e glocalità, territorialità e specificità. Una comunità che delinea una convivenza sociale più attenta al valore della persona in sé e della relazione umana in sé, meno frammentata e più giusta, capace di nutrire una solidarietà fatta di condivisione e partecipazione.
Essendo la persona soggetto di educazione ovvero soggetto che è teso alla realizzazione di sé in quanto riesce a pensarsi inserito in una trama di relazioni comunitarie, la comunità diviene propriamente lo spazio di cui la persona ha bisogno per la propria realizzazione. Di conseguenza non vi è educazione della società ma è la comunità la condizione affinché una società si dia come tale, divenendo, la comunità, rete vitale delle persone ovvero spazio dinamico e aperto. La comunità diviene tessuto connettivo tra le persone e la società che costituiscono gli orizzonti di movimento della storia e delle esistenze e per questo la comunità è indispensabile alle persone e alla società.
La comunità è educante → perché attraverso il vivere e il divenire in essa la persona respira e si alimenta degli orizzonti culturali e di sviluppo umano che in essa si generano. La comunità educa all’umano, perché è lo sviluppo intero e integrato della persona il suo interesse. La comunità diviene rottura con la società, capace di invertirne la tendenza massificante e realizzare la vera rivoluzione che per Heller è realizzare una umanazione della vita, attraverso l’estensione delle forme di vita comunitarie ampliando gli spazi di democrazia e dialogo. Il cambiamento → non è nelle forme di governo, ma è nella comunità. È la comunità che consente l’elaborazione e la trasmissione di cultura.
La scuola come comunità
La famiglia e la scuola assumono un ruolo sempre più rilevante in questa nuova visione di comunità. Fabbroni e Minerva sostengono che è la scuola che si riconferma sede privilegiata di apprendimento, socializzazione e assunzione di valori collettivamente condivisi.
La scuola diviene istituzione in grado di rivitalizzare la comunità, sorreggendo i processi di democrazia comunitaria attraverso i quali la persona dà senso alle proprie azioni.
- Gli studenti delle scuole con forte senso di comunità aumentano la loro motivazione e agiscono altruisticamente.
- Il senso di comunità nella scuola sviluppa competenze sociali ed emotive ed evita comportamenti problematici.
- Il soggetto è al centro e apprende, la persona cresce, creando comunità di persone premurose.
- Le scuole come comunità divengono spazi neutrali per l’educazione alla convivenza civile e alla coesione sociale.
- La scuola come comunità dà un senso di democrazia, diviene comunità democratica.
Le scuole come comunità mettono in comune il lavoro per migliorare e sviluppare progressivamente l’apprendimento degli studenti dove vengono distribuite leadership e presa di decisioni. Le scuole come comunità professionali hanno queste caratteristiche:
- Credenze, valori e idee condivise
- Leadership supportiva e distributiva
- Apprendimento cooperativo anche tra adulti
- Fiducia
- Pratiche condivise
- Sostegno tra pari
- Auto-valutazione continua
Un fattore chiave nella scuola come comunità è la fiducia, che si forma attraverso il lavoro insieme, la distribuzione della leadership, il perseguimento dell’idea-limite, lo scambio continuo di informazioni, il sostegno reciproco. Le tre linee guida che sostengono i contesti di relazione tra gli adulti nelle scuole come comunità sono:
- Fiducia
- Cooperazione
- Responsabilità individuale
Welfare community
Le prospettive di risoluzione delle difficoltà del welfare state si riconducono alla cosiddetta terza via tra il mantenimento del welfare classico e la privatizzazione totale dei servizi alla persona. Si tratta di realizzare un modello di comunità solidale (welfare community) che permette una maggiore soggettività della comunità modificando i rapporti tra istituzioni e società civile. Si tratta di favorire una civilizzazione in senso umano.
In tale senso l’evoluzione possibile del welfare trova nel cosiddetto terzo settore una terza via. Con il welfare community viene promossa l’autonomia attraverso la sussidiarietà attraverso l’autonomia, costruendo una comunità plurale che si fonda sulla sostenibilità sociale e l’equità.
Smart community e innovazione sociale
La smartcity o città intelligente, digitale, inclusiva → ambiente urbano in grado di agire attivamente per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini. Un contesto in cui i processi cognitivi e partecipativi sono frutto dello scambio e della condivisione di conoscenza tra le persone che usano consapevolmente le piattaforme per attingere alla conoscenza in esse presenti → crea una catena di valore sociale ed economico.
Prospettiva attuale → utilizzo delle nuove tecnologie per riprogettare città, produrre innovazione sociale, creare ambienti vivibili in cui sia facile stabilire reti di collaborazione e solidarietà.
Capitolo 2 - Il tesoro dei valori nella/della comunità
I valori, comunque siano concepiti, sono presenti nella comunità secondo precise condizioni storiche le quali operano e prendono forma nella cultura del tempo. I valori rappresentano il formarsi e l’evolversi storicizzato della comunità, definendo ciò che esiste dentro di essa come prevalenza nei confronti dell’esterno.
Alla pedagogia di comunità spetta il compito di contribuire a progettare la comunità, ma anche di verificare i modi in cui la comunità è educante, cioè la corrispondenza dell’azione di tutti i luoghi e i centri comunitari.
L’alterità assume una rilevanza fondamentale nel costrutto di comunità. Essa rappresenta tutta la diversità/variabilità dell’ambiente che è sia fuori che dentro un organismo, e che rende costantemente dinamico l’organismo stesso, il suo confine, perché lo mette in crisi. L’alterità → è ciò che consente/impone alla forma organismo di aprire la sua chiusura. È principio organizzatore, dentro il processo IO, è presupposto necessario al processo semiotico. È l’altro che illumina di senso l’io. Non abita solo il fuori del confine dell’organismo ma anche il dentro. L’alterità è dunque quella condizione umana in cui la propria identità si relazione all’altro, attraverso il riconoscimento di differenze, con cui, assumendo il virus, si costruisce identità sociale, nella relazione con gli altri.
L’alterità è anche una relazione di reciprocità come stile di vita comunitario.
La solidarietà
Solidarietà → definisce la particolare interpretazione dei legami sociali che forniscono significato e traducono il suo potenziale in una serie di azioni dei singoli, gruppi, delle responsabilità di governo. Solidarietà → aiuto, rispetto, distinzione, valore educativo che si esprime nella partecipazione all’impegno evolutivo dell’altro e della società in direzione di responsabilità e trasformazione.
La comunità come contesto storico trova la solidarietà una costante significativa, essa si rivolge agli altri nell’ottica di una concezione della società che vede la giustizia, la dignità, l’uguaglianza nell’ambito del bene comune.
Il capitale sociale
Pierpaolo Donati → il capitale sociale si basa sulla dimensione relazionale, ovvero quello che mostra l’esistenza di relazioni sociali sui generis, la cui funzione primaria non è strumento per ottenere qualcosa ma favorire la relazionalità sociale stessa.
Il capitale sociale è la relazione sociale stessa vista e agita come risorsa per l’individuo e/o per la società. Questo concetto aiuta a capire la scuola come comunità. Sergiovanni sottolinea l’importanza del legame che esiste tra la capacità della stessa scuola di sviluppare capitale sociale per tutti i suoi studenti e il loro conseguente impegno con la scuola, il loro comportamento come membri della scuola e le loro prestazioni scolastiche. La scuola costruisce una comunità di pensiero, lega le persone da un sistema di idee condiviso.
L'interdipendenza positiva
La sua esistenza è l’essenza delle relazioni dei membri di un gruppo; un cambiamento nello stato di ogni membro o sottogruppo cambia lo stato di ogni altro membro o sottogruppo.
Interdipendenza di tipo sociale = la percezione di essere collegati con altri in un modo tale che il singolo non può avere successo senza l’apporto del gruppo (e viceversa); il lavoro degli altri porta vantaggio al singolo e il lavoro del singolo porta vantaggio agli altri.
L’interdipendenza positiva permette nella comunità l’esistenza di legami sociali e di esperienze di sussidiarietà comunitaria, divenendo esperienza di comunità per tutti i membri.
L'empowerment personale e di comunità
Il processo di empowerment → processo di transizione da uno stato di assenza di potere a uno stato di relativo controllo sulla propria vita, destino e contesto. Attribuisce una maggiore umanità ad ognuno. Diviene un passaggio dallo stato maggiormente passivo a uno potenzialmente attivo e di agency.
Empowerment in prospettiva pedagogica → processo attraverso cui la persona è resa autonoma nel percorso di acquisizione delle conoscenze permettendo di "sentire di avere potere" o "sentire di essere in grado di fare".
Nel fornire potere ai gruppi, l’empowerment diviene empowerment comunitario, costituisce perciò la base del lavoro di rete perché tende ad attribuire potere di azione al tessuto che compone il territorio sociale.
[Alla fine degli anni '70 viene adottato nel codice organizzativo per denotare un processo individuale e organizzativo, attraverso il quale i soggetti a partire da una qualsiasi condizione di sfavore e di dipendenza, vengono resi potenti (empowerment) ovvero rafforzano la loro capacità di autodeterminazione e autoregolazione. La pratica di empowerment si fonda sull’aiutare le persone a individuare le proprie risorse e quelle ambientali, ad accrescere energie e abilità e a saperle adoperare nella risoluzione di problemi apportando così vantaggi sulle performance organizzative]
Capitolo 3 - I dispositivi di attivazione della comunità
Attraverso i metodi si può rendere capace la comunità di acquisire e dispiegare le proprie capacità oltre che le incapacità che i sistemi di governo dei territori consentono di attivare. Alcuni dispositivi attivanti permettono alla comunità di assumere posture e disposizioni in grado di trasformare le risorse individuali, sociali e culturali che in essa esistono.
Il modello ACL
Action community learning (ACL) è un modello di ricerca-formazione-intervento sperimentato e messo a punto nell’ambito di un gruppo di ricerca dell’Università del Salento in base alle esperienze condotte sul territorio. In una situazione laboratoriale tenta di favorire tra gli operatori sociali (psicologi...
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