Islamistica A.A. 2021/2022
Islam: religione e mondo
Prof. Pepicelli
Islam: stile di vita e comportamento, i musulmani lo definiscono “religione e mondo”, perché è una religione che sta all'interno del mondo e condiziona gli altri aspetti della vita; è la terza delle grandi religioni monoteistiche e la seconda al mondo per numero di fedeli, non si identifica solo nel mondo arabo, ma va ben oltre i suoi confini. Per esempio, il primo paese al mondo per numero di fedeli musulmani è l'Indonesia.
La religione musulmana è nata come religione non occidentale, ma negli ultimi decenni si sta creando sempre di più un occidente musulmano. In ogni caso, esistono tante minoranze sparse per tutto il mondo.
Pluralità dell'islam
L'Islam è estremamente plurale, non si può dire che esista un unico modo di vivere l'Islam. Ci sono dei pilastri che uniscono tutti i musulmani, ma ci sono anche tante differenze che suddividono i credenti in due correnti principali: i sunniti e gli sciiti, che a loro volta si suddividono in tante altre categorie. Gli sciiti si trovano principalmente nel nord Africa, mentre i sunniti più a est, nella zona della vecchia Persia.
Termini chiave dell'islam
Il termine Islam ha come radice s-l-m, la stessa che ritroviamo anche nel saluto “salam aleikum” (che la pace sia con te). Il termine indica la sottomissione, l'abbandono volontario e totale a Dio; in questo abbandono il fedele trova la pace interiore. Il credente si chiama musulmano/a.
Con il termine islamismo si indicano tutti quei movimenti e partiti politici alla cui base c'è una determinata lettura dei precetti islamici per fini politici. Con il termine jihadismo si indicano tutti quei movimenti che appartengono all'Islam politico, con la differenza che ricorrono all'uso delle armi per l'imposizione dell'Islam.
“Allah” vuol dire Dios in arabo, ma per dire Dio in arabo ci sono 99 nomi; sicuramente “Allah” è il più usato.
Origini dell'islam
Dove e quando è nato l'Islam? Nasce nella penisola arabica tra la fine del VI secolo e l'inizio del VII secolo d.C. L'Arabia in questo periodo era terra di scambio tra Oriente e Occidente. All'inizio vi era una forte divisione tra Arabia settentrionale e meridionale: la prima era un territorio principalmente desertico con alcune oasi, mentre la seconda era molto più fertile grazie alle piogge abbondanti e all'agricoltura sviluppata, con un alto tasso di popolazione.
Quando la diga di Ma'rib crolla, poco prima dell'avvento dell'Islam, le condizioni dell'Arabia meridionale peggiorano e si ha un massiccio spostamento verso la parte settentrionale della regione, dove gli abitanti vivevano principalmente di pastorizia, basandosi sull'allevamento di cammelli e sulla coltivazione della palma da dattero. La bilancia del potere nelle zone desertiche dell'Arabia pendeva sui beduini, ovvero gli arabi nomadi che pascolavano i cammelli o le greggi di pecore o capre intorno alle aree di oasi, principalmente nella zona dell'attuale Yemen, nei pressi delle città di Yathrib, attuale Medina, e Khaybar, snodi fondamentali per il commercio tra Occidente e Oriente e viceversa, e per questo molto ricche e fiorenti. I porti marittimi erano poi collegati con il commercio Mediterraneo, con l'Africa e con l'oceano Indiano.
Società e lingua araba
La società era quindi di stampo tribale poiché i beduini rifiutavano un governo centralizzato; era una società nomade ed egalitaria, e la giustizia si basava sulla legge del taglione. Era inoltre militarizzata, in quanto ciascuna tribù doveva difendersi in caso di attacchi o incursioni nei propri territori. Ad unire i vari villaggi era la lingua comune: l'arabo. È una lingua fondamentale perché è quella del Corano. Molti musulmani non facenti parte del mondo arabo imparavano a memoria il Corano intero o alcune parti, nonostante non fossero arabofoni, e spesso senza conoscere effettivamente il significato di ciò che avevano imparato. Questo perché, a differenza della Bibbia, il Corano è la voce di Dio, ne è espressione diretta.
Religioni e culti pre-islamici
Le pratiche di culto beduine erano animiste e includevano l'adorazione di idoli, pietre ed alberi. Essi veneravano degli spazi sacri che fungevano da luoghi di rifugio e neutrali dove risolvere le controversie. Solitamente a ognuno di essi veniva associata una divinità, ad esempio il dio Hubal era associato alla Ka'ba, una costruzione a forma di cubo in cui era incastonato un meteorite nero, fin dal V secolo a.C. Era la tribù Quraysh a controllare la Mecca e il pellegrinaggio verso i vari santuari tra cui la Ka'ba, lo spazio sacro che la circondava si riteneva essere stato fondato da Abramo e dal figlio Ismaele, all'interno della quale vigeva la tregua. Il pellegrinaggio era una grande fonte di ricchezza per i meccani in epoca pre-islamica.
Nascita dell'islam
L'Islam è considerata una religione urbana, a dimensione cittadina, infatti nasce nella città di Mecca, dove si trova la “Ka'ba”, ovvero una pietra meteoritica nera preesistente all'Islam e alla nascita del profeta Muhammad. Infatti si dice che risalga all'età dell'ignoranza, ovvero quando le persone erano ancora ignare del messaggio di Dio e dell'Islam, è meta di pellegrinaggio e ogni musulmano, se ne ha la possibilità, almeno una volta nella vita dovrebbe andare a venerare la pietra sacra.
Il profeta Muhammad
Il profeta Muhammad nasce in uno dei mercantili più importanti della Mecca, che gestisce anche i pellegrinaggi alla “Ka'ba”. Il padre di Muhammad muore prima della sua nascita, mentre la madre quando il profeta era ancora in tenera età, per questo egli fu cresciuto dal nonno Abd al-Muttalib e dallo zio Abu Talib, colui che difenderà il profeta dagli attacchi dei clan animisti della città e da tutti coloro che non volevano riconoscerlo come profeta. Nasce intorno al 570 d.C. in un contesto principalmente politeista, anche se studi recenti hanno dimostrato che la penisola arabica fosse attraversata più di quanto si pensasse da correnti monoteistiche quali l'ebraismo e il cristianesimo. La seconda città più importante per l'Islam è Medina, che all'inizio era sede di una tribù ebraica, quindi il monoteismo che porterà Muhammad con il suo messaggio si va a intrecciare con il messaggio delle altre religioni.
Fonti e testimonianze
Le fonti cristiane ci riportano che sia effettivamente esistito un uomo di nome Muhammad, che ha portato un messaggio di fede, ma ciò che studiamo nel corso è ciò in cui credono i musulmani e la storia che credono essere stata quella del profeta. Le fonti da cui attingono sono:
- Corano;
- Ahadith: detti canonici del profeta, ciò che diceva, faceva e i silenzi, importante è la loro natura legislativa;
- Sira: biografie riconosciute del profeta, scritte nel VIII e IX secolo da Ibn Ishaq e Ibn Hisham.
Ahadith e Sira formano la Sunna = comportamento consuetudinario o normativo del profeta. Il Corano e li ahadith si completano: la natura evocativa del primo è completata dall'esaustività dei secondi, che riportano la visione del profeta su una grande serie di argomenti.
Fonti non musulmane riguardanti la vita di Muhammad: ci sono fonti cristiane, ebraiche, zoroastriane e altre che sono importanti perché riflettono il contesto in cui queste comunità reagivano all'avvento dell'Islam. Quindi non bisogna dar loro troppa attendibilità, in quanto questo fenomeno è visto dagli esterni in modo soggettivo e influenzato da vari elementi culturali e ideologici. Tuttavia, nelle fonti è attestata la reale esistenza di Muhammad.
Sin da giovane viene abituato all'attività mercantile in cui è molto bravo, e gli viene dato il soprannome di “Al-amin” ovvero il sincero. Lavorava da una donna mercante vedova più grande di lui, che chiede al profeta di sposarla. La donna si chiamava Khadija e diventa la prima e ultima donna con cui il profeta ha avuto una relazione monogama, è la prima a credere nell'Islam e che Muhammad fosse l'inviato del Signore. Da lei il profeta ha 6 figli, di cui quattro femmine e due maschi, che muoiono in giovanissima età, per questo il profeta non avrà una discendenza, tra le figlie femmine è nota Fatima, che sposerà Ali, figlio dello zio Abu Talib e cugino di Muhammad.
Prime rivelazioni e persecuzioni
Dopo un po' di tempo il profeta comincia a sentire disagio nel vivere nel contesto politeista di Mecca e organizza dei ritiri sul monte Hira dove avviene la prima rivelazione da parte dell'arcangelo Gabriele: egli appare al profeta e gli parla, rivelandogli il Corano tramite la sura del grumo di sangue e dell'aderenza. All'inizio Muhammad non crede a quello che sta vedendo, pensa di avere le visioni, di stare male. Sarà Khadija a credere e a dirgli che invece è vero, è il prescelto da Dio per portare il messaggio della rivelazione agli uomini.
Si pensava che il profeta fosse analfabeta, per questo si considera come un miracolo il Corano e il fatto che egli sia poi riuscito a leggerlo e a pronunciarlo ai fedeli. Egli è considerato il modello per gli uomini ma non è infallibile perché è un essere umano e non il figlio di Dio come nella religione cristiana.
L'espressione che apre la sura del grumo di sangue o dell'aderenza è una formula che apre anche tutte le altre sure del Corano, eccetto la nona, e recita: “Nel nome di Dio, clemente e misericordioso”.
Si pone il problema se durante la prima rivelazione l'arcangelo avesse rivelato al profeta solo la sura del grumo di sangue o tutto il Corano. Molti dicono che in realtà le rivelazioni del Corano sono arrivate a Muhammad fino alla sua morte, rivelandogli una sura ogni volta che il profeta si trovava in difficoltà su cosa fare, come consiglio.
Nel 613, Muhammad ha il coraggio di portare il messaggio e di iniziare il proselitismo, accolto in maniera molto divergente. Molti, infatti, lo ostacoleranno, i primi musulmani sono stati fortemente perseguitati. Sembra che sia a questo punto della sua vita che inizia a considerarsi messaggero inviato da Dio agli Arabi per metterli in guardia dalle terribili conseguenze dei propri peccati.
Emigrazione e formazione della comunità islamica
È proprio in conseguenza delle persecuzioni messe in atto dagli abitanti di Mecca nei confronti dei musulmani, poiché il loro benessere economico era minacciato, che nel 615 si ebbe una prima emigrazione di alcuni musulmani verso l'Abissinia, alla ricerca di un posto sicuro, dove trovarono protezione sotto il “negus”, ovvero il sovrano del luogo, di religione cristiana, che riconosce la loro fede e accorda con loro una protezione. Muhammad però non emigra con gli altri, ma rimane a Mecca dove gode ancora dell'appoggio dello zio Abu Talib e del sostegno del suo clan.
Nel 619, anno terribile, muoiono Khadija e lo zio Abu Talib, il profeta rimane solo e capisce che deve trovare un'altra terra per sé e i suoi seguaci. Va così a Ta'if nel 620, ma invano, finché non viene chiamato dalla comunità ebrea della città di Yathrib, nel 621, tramite delle persone che erano giunte a Mecca per pregare presso il santuario della Ka'ba, che gli chiedono di andare a gestire le controversie dell'oasi. Così manda prima lì i suoi seguaci e lui rimane con Ali e Abu Bakr, questo spostamento viene organizzato con cura.
Solo il 24 settembre del 622 il profeta arriva a Yathrib insieme a Abu Bakr, il nome della città viene cambiato in Medina al-Nabi, ovvero città del profeta. Questa migrazione è chiamata “Hijra” ed è fondamentale perché segna l'inizio del calendario islamico, che è su base lunare, quindi i mesi cambiano di anno in anno.
Nonostante l'opposizione degli ebrei meccani alla religione islamica, Muhammad poté professare liberamente e si pose l'obiettivo di creare una comunità islamica teocratica: la Umma.
Primi documenti e battaglie
Nel 624, a Medina nasce il primo documento politico dell'Islam, patto o Costituzione di Medina, in cui Muhammad indica come devono essere organizzati i rapporti tra musulmani e tra musulmani e non musulmani. Fu un documento importante per gli emigranti meccani che sono arrivati a Medina senza risorse o sostegno e avevano bisogno di essere integrati. Questo documento rivela la notevole abilità di Muhammad come arbitro di controversie;
l'ethos della Umma era di carattere islamico: la più alta autorità era sovratribale e apparteneva a Dio e al suo profeta Muhammad.
Mentre tentava di creare una comunità armoniosa all'interno di Medina, il profeta dovette far fronte anche agli attacchi che provenivano dall'esterno da parte dei Meccani, che consistevano in battaglie che poi sono diventate il prototipo del jihad definito come lotta difensiva contro un'aggressione esterna:
- 624: Battaglia di Badr, dove i musulmani sconfiggono i meccani; successivamente Muhammad pose l'assedio alle fortificazioni del clan ebraico di Medina ed essi furono costretti a rifugiarsi a nord della città, e i loro possedimenti vennero inglobati nell'Umma.
- 624-625: Battaglia di Uhud, i musulmani sono sconfitti duramente, cosa che spinge la comunità a pregare più intensamente, anche in seguito a questa battaglia se ne andarono da Medina i componenti di un altro clan ebraico che emigrarono verso il nord della città.
Comprendendo che Muhammad non si era indebolito, i Meccani unirono le loro forze con quelle degli ebrei medinesi in esilio a Khaybar e mossero verso Medina. Muhammad allora costruì un grande fossato che fece sì che i nemici togliessero l'assedio.
- 626-627: Battaglia del fossato, vittoria musulmana, in seguito anche l'ultimo gruppo ebraico presente a Medina venne cacciato e verso questo non fu mostrata nessuna clemenza. Questo evento è fondamentale per l'inizio dell'espansione islamica, inizia a strutturarsi quello che sarà il Dhar al-Islam, ovvero la casa dell'Islam, territorio di pace sotto il governo musulmano.
Queste battaglie sono di tipo difensivo ma anche offensivo da parte dell'Islam in quanto esso si pone l'obiettivo di ampliare il Dhar al-Islam.
Conquista della Mecca
Nel 628, Muhammad decide di far entrare all'interno dell'Umma anche i territori di Mecca. Tramite le sue abilità di negoziatore riuscì a porre le basi per un suo ingresso pacifico nella città e annunciò la sua intenzione di compiere il pellegrinaggio a Mecca. Così si accampò poco fuori dalla città e strinse un accordo con essa, secondo cui l'anno successivo sarebbe potuto tornare per compiere il pellegrinaggio e si sancivano dieci anni di tregua.
- 628-629: Muhammad conquista l'oasi di Khaybar (prima conquista al di fuori di Medina).
- 630: Muhammad torna a Mecca, entra nella Ka'ba e distrugge tutti gli idoli, simboli del paganesimo e questa diventa luogo di pellegrinaggio e culto musulmano. Il trattamento riservato alla città è del tutto pacifico, anche quello nei confronti della comunità ebraica che fu lasciata libera di professare la propria fede dietro pagamento di un'imposta.
Il profeta poi decide di tornare a Medina e rimanere lì.
L'ultimo pellegrinaggio e la successione
Nel 632, torna a Mecca per il cosiddetto “ultimo pellegrinaggio” o “pellegrinaggio dell'Addio”, durante il quale vengono stabiliti i riti che tutt'oggi i musulmani fanno quando vanno in pellegrinaggio alla Mecca. È chiamato “ultimo pellegrinaggio” perché nello stesso anno Muhammad muore, aprendo un momento di passaggio e tensione nella comunità per la scelta della nuova guida. Ci sono due posizioni contrarie che tutt'oggi dividono l'Umma (=la comunità) islamica:
- Sunniti: coloro che seguono la tradizione, che, poiché il profeta non ha lasciato nessuna indicazione precisa sulla nuova guida, considerano Abu Bakr la persona giusta per ricoprire questa carica;
- Sciiti: coloro che affermano che al ritorno dall'“ultimo pellegrinaggio” il profeta abbia lasciato delle indicazioni sulla nuova guida, che sarebbe il cugino Ali.
Caratteristiche del profeta Muhammad
Muhammad è un uomo, ha sentimenti umani, non è infallibile e commette degli errori, che sono testimoniati dallo stesso Corano, ma tra tutti gli uomini è il migliore, è un modello da imitare, i suoi comportamenti hanno valore normativo. È anche un profeta guerriero, un messaggero in quanto porta agli uomini un messaggio, il Corano, ma anche guida di stato e legislatore in quanto promulga la Carta di Medina.
Si pone il problema che ha a che fare con la pluralità dell'Islam: ci sono diverse tradizioni sul profeta, che nascono dalle diverse biografie che ci sono arrivate. Ci sono Ahadith più affidabili e altri meno, detti deboli, selezionati dai giuristi islamici.
Il sigillo dei profeti e la continuità del messaggio
Muhammad è il sigillo dei profeti: l'Islam riconosce tutta la serie di profeti che Dio ha mandato sulla terra prima di lui, appoggia la linea di profeti ebraica e cristiana, con Abramo e Gesù, che portano il messaggio del monoteismo sulla terra.
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