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Nell’Islam, Allah non si mostra favorevole agli eccessi (estremismi), né richiede

 mutilazioni ed astinenze sessuali per dedicarsi a lui.

Gli Abissini accolsero i musulmani, vedendo il loro credo simile al cristianesimo

(probabilmente per questo il regno cristiano per secoli fu risparmiato dalle successive

operazioni belliche musulmane).

Un episodio interessante è quello dei “versetti satanici” declamati da Maometto davanti

alla folla: in tali versetti egli si trovò a sostenere il politeismo, parlando di altri dei. Corretto,

nel sonno, da Gabriel, il Profeta smentì quanto detto, dicendo di essere stato suggerito dal

diavolo. Alcuni studiosi, negano la veridicità dell’episodio (tali versetti, comunque, non

sono stati inseriti nel Corano).

Nel 616 i politeisti meccani si decisero per un boicottaggio per convincere il clan del

 Profeta ad abbandonare la sua identità: non stringere alcun rapporto commerciale

con lui, né matrimoniale. Il boicottaggio, però, non durò a lungo, proprio per i troppi

rapporti già intrecciati col clan.

Tra le conversioni, ricordiamo quella di ‘Umar b. al-Khattab, che da feroce oppositore

dell’Islam ne divenne fervente seguace. Questi, divenne un prezioso collaboratore di

Muhammad ed inserito nella lista dei “Dieci benedetti” a cui il Profeta aveva profetizzato le

delizie del Paradiso, mentre erano ancora in vita.

Khadiga muore nel 619. Ciò provocò un profondo dolore in Muhammad. Il Profeta

 prese altre due moglie; l’ultima, Aisha, aveva 6 anni.

Nello stesso periodo, Maometto si trovò contro il capo del suo clan, non convertito,

che dopo un’iniziale accettazione del nipote, lo cacciò perché questi aveva

duramente profetizzato a suo padre una vita da dannato nell’Aldilà (era politeista,

vissuto prima della Rivelazione). Muhammad e i suoi cercano protezione a Mecca

dal sayyid dei Nawfal; una notte il profeta si addormentò ai piedi della Ka’ba ed in

tale situazione ebbe un’esperienza teofinica (si trovò a “meno di due archi di

distanza” da Allah). Si trattò di un viaggio notturno verso il Cielo, guidato da

Gabriele e che lo porterà ad incontrare altri profeti (Abramo e Gesù – che per i

musulmani non è il Messia ma, appunto, un profeta, un uomo normale e non

divino). I fedeli si divisero tra chi ne sollecitava una lettura simbolica e chi vi

credeva letteralmente: dopo tre secoli di dibattiti, vince la seconda fazione. Questa

immagine, narrata da Muhammad, dei sette cieli verso il Paradiso che sovrastano

quelli dei dannati, fu trasmessa in varie tradizioni dai “Libri della scala” che

circolavano in Spagna; una versione in dialetto fiorentino fu letta da Dante, il quale

acquisì tale impianto narrativo per la sua Commedia.

Nel frattempo a Yathrib era in corso una sanguinosa guerra civile. Raggiunta una breve e

fragile tregua, dopo una vittoria degli Aws e cercando un equo mediatore, un gruppetto di

Aws andò a Mecca ed incontrò Muhammad. Questi giovani si convertirono all’Islam; l’anno

seguente (621) ad Aqaba, Muhammad rivide cinque dei convertiti ad altri sette ( 12 è un

numero fatidico per la storia islamica e nella cultura semitica). Nello stesso luogo si

verificò, con gli stessi, un secondo incontro. Dal primo incontro scaturì un giuramento di

fedeltà, riconoscendo in quella Prima Aqaba Muhammad come l’Inviato di Allah; invece,

nella Seconda Aqaba il Profeta incaricò Musab (affascinante e di fede salda) di iniziare a

predicare il Corano nell’oasi Yathrib, in attesa dell’arrivo del Profeta. In questa circostanza,

fu professato un giuramento “di guerra” contro le genti, arabe e non. Muhammad e i suoi,

da Mecca, partirono successivamente per Yathrib secondo le scritture protetti da Allah.

2. La costruzione della Umma

Nell’oasi di Yathrib, Muhammad ebbe la sua ultima dimora, con attigua moschea, su cui,

dopo la sua inumazione, sarà costruita la Moschea del Profeta. Muhammad sollecitò gli

abitanti ad una mutua solidarietà per difendersi dall’esterno (tutto fu redatto nel

“Rescritto”). Yathrib fu poi chiamata Medina, che significa “città del profeta”. Alcuni

medinesi accettarono l’Islam, altri preferirono andare a Mecca. Alcuni emigrati, per essere

economicamente indipendenti, da mercanti quali erano divennero contadini ed artigiani,

altri si cullarono sulla misericordia degli ospiti ed altri ancora si diedero alla razzia.

I musulmani svilupparono una crescente ostilità verso i pagani di Mecca, da cui avevano

ricevuto angherie, forti anche del versetto coranico per cui “i popoli confinanti vanno

conbattuti e vanno colpiti con le armi i non credenti”. Tale furor bellico è stato etichettato

come “gihad” (sforzo sacro sulla strada per Allah). Una volta creato l’impero islamico ed

eliminata ogni minaccia esterna, il mondo islamico non si farà predicatore/operatore di

pace, proseguendo con l’impegno militare della gihad.

Due anni dopo la Grande Egira (la fuga di Maometto e i suoi da Mecca a Medina), un

gruppo di musulmani attaccò una carovana di pagani che tornava dallo Yemen, con

l’uccisione di uno di loro. Ciò successe durante il mese sacro del Ragab, durante il quale

non erano consentite azioni belliche; Muhammad per sedare gli animi dei fedeli disse che

Allah l’aveva rassicurato della giustizia di quell’azione, doverosa e lecita, perché non frutto

di violenza ma di jihad. L’uccisione dei pagani o anche di uno qualsiasi di loro, diventava

doverosa. La vittoria registrata dai musulmani a Badr sui pagani (caddero anche i nemici e

gli oppositori del Profeta) fu letta come una dimostrazione che Allah sosteneva i suoi

sudditi ubbidienti. Nella penisola arabica si diffuse la gihad. A Medina, poi, la comunità

ebraica fu considerata un nemico: dopo scontri, gli ebrei furono esiliati in Siria (i loro beni

furono incamerati dai musulmani).

Muhammad vestiva in modo semplice, rifiutava il frivolo e l’eccesso, eppure manteneva

quattro effemminati, curava l’igiene personale e usava profumi, parlava con un linguaggio

accorto e disapprovava il gergo scurrile. Muhammad non si privava dei suoi appetiti

sessuali, e disse di aver ricevuto da Allah una deroga alla divina limitazione a quattro

mogli per musulmano (il Profeta arrivò ad avere undici moglie).

625: i pagani di Mecca si alleano ed attaccano Medina (battaglia di Uhud).

 Muhammad accolse il volere interventista, nonostante la sfavorevole sproporzione

di combattenti. Si combattè e nonostante il Rescritto di Medina, i gruppi ebraici si

rifiutarono di combattere con i musulmani, sia per non rovinare i rapporti

commerciali con le tribù della Mecca, sia per la personale ostilità verso i musulmani

(il loro rifiuto fu giustificato da loro col fatto che il sabato fosse il giorno dedicato a

Dio). I politeisti fecero strage; dopo la vittoria, però, temendo la sopraggiunta di un

rinforzo medinese, la coalizione tornò a Mecca senza infierire, essendosi ormai

vendicata della disfatta di Badr. Muhammad fece notare come, mentre a Badr

avevano vinto perché lui stesso era favorevole allo scontro, ora avevano perso

perché erano stati indifferenti al parere non interventista del Profeta: nasce così il

dogma per cui obbedire a Maometto equivaleva ad obbedire ad Allah.

Agli ebrei Nadir fu contestato il rifiuto alla lotta e furono accusati di aver complottato

per uccidere il Profeta. I Nadir furono costretti all’esilio, le cui priorità restarono ai

musulmani. La Umma (ovvero la comunità dei musulmani) fu sconfitta anche a Bir

Mauna.

Il matrimonio di Muhammad con Aisha, la sposa bambina, è tutt’ora controverso.

 Muhammad contrasse il matrimonio quando Aisha aveva sei anni, e lo consumò

quando ne ebbe nove. All’epoca si trattava di consuetudine. Comunque sia, Aisha,

è una figura interessante perché si mostra sempre libera di esprimersi, con vivacità

e schiettezza. Era gelosa della prima moglie del Profeta, ovvero del tenero ricordo

che questi ne conservava. In seguito ad un viaggio, Aisha fu calunniata di aver

tradito il marito, ma una Rivelazione permise al Profeta di scagionarla, evitando il

ripudio. Nonostante ella stessa, quindi, fu graziata da una Rivelazione,

maliziosamente ebbe da ridire sulla Rivelazione che permise a Maometto di

sposare la nuora, di cui si era invaghito (prima della Rivelazione non avrebbe

potuto farlo, sarebbe stato considerato incesto).

Le mogli del Profeta godevano di privilegi sociali e, una volta vedove, ricevettero un

 generoso appannaggio sociale; tuttavia, non potevano risposarsi ed erano tenute

ad indossare un higab.

La questione del velo: in antichità le popolazioni arabe preislamiche,

 contemplavano l’uso del velo, così come anche il mondo greco ed alcune tribù

semitiche. Il legame tra velo ed Islam, si rifà a dei versetti coranici: nel primo si

esortano le donne a coprirsi le “parti belli” e nel secondo a coprirsi con i loro

mantelli. L’obbligo del velo, quindi, risulta legato più all’interpretazione e alla pratica

dei fedeli, piuttosto che alla religione in sé.

I pagani ripresero le armi contro i medinesi islamici ma, dopo un infruttuoso assedio e un

secondo fallimento bellico, si decisero a tornare a Mecca (Battaglia del Fossato/di

Medina). Fu in quest’ultima situazione che Muhammad, seguendo un’esortazione di

Gabriele, marciò contro i Qurayza. L’attacco agli israeliti avvenne con l’accusa di

intelligenza col nemico. Muhammad delegò Sa’d b.Mu’abh come arbitro per lo scontro

finale, il quale, dopo la vittoria dei musulmani, ordinò l’uccisione di tutti i maschi adulti e la

riduzione di donne e fanciulli in schiavitù (il Profeta lo elogiò per avere eseguito il volere di

Allah; si salvarono solo un paio di persone che si convertirono all’Islam). Fu un massacro.

Tra le donne che divennero bottino dell’esercito, una divenne concubina del Profeta (si

parla nelle scritture di una successiva conversione della donna).

4. La vittoria e la morte

Nel 628, Mihammad si reca a Medina per pellegrinaggio alla Ka’ba. I meccani videro

inizialmente l’iniziativa come un attacco, quindi le due popolazioni si incontrarono a Al-

Hudaybiyya dove strinsero un accordo con cui Maometto si impegnava a non entrare

armato a Mecca e a non intralciare i residenti, a non fare proselitismo, l’anno successivo.


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DETTAGLI
Esame: Islamistica
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in lingue e civiltà orientali
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Morgana393 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Islamistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli L'Orientale - Unior o del prof Tottoli Roberto.

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