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La Penisola arabica e Muhammad

L'Arabia del VII secolo d.C. non era un deserto, e vi erano brevi ma pieni corsi d’acqua e litorali pescosi che si sono prestati alla tropizzazione stanziale e alla produzione agricola e mercantile. Nel II millennio prima dell’Era Volgare, i Sabei abitavano le aree della Penisola Arabica dette “meridionali” (da qui, Yemen). Erano guerrieri esperti (sono così ricordati nel Corano), capaci di proteggere i loro commerci. Questa popolazione fu in grado di governare i popoli sub-arabici, organizzando un efficiente apparato burocratico-militare che riuscì ad impiantare una rete di canali, dighe (-> ottima era l’irrigazione del terreno). Si tratta di quella che il mondo greco-latino definisce con “Arabia Felix”.

La vera fonte del commercio dei Sebei era quello degli aromata (specie l’incenso ed altre spezie); loro, invece, importavano i prodotti di alto livello tecnologico (l’Arabia era crocevia commerciale e di idee). Tra il IV e il VII secolo della nostra era, l’Arabia era contesa dall’impero etiopico aksumita, il bizantino e il persiano-sasanide. La penisola fu attraversata da ebraismo, cristianesimo e mazdeismo. Nei confronti del cristianesimo yemenita, il primo Islam e Muhammad si espressero con simpatia; la prima realtà cristiana sorse e si diffuse nella forma nestoriana, quella giudeo-cristiana (che influenzò l’Islam circa Gesù), mentre la seconda realtà cristiana fu quella dell’oasi di Nagran che subì la persecuzione di Dhu Nuwas (questi, giudaizzante, fu attaccato militarmente dall’impero etiopico per volere di Bizanzio).

Nella penisola vivevano comunità persiane ed agirono da lievito culturale gli abua (gruppo umano di yemeniti e persiani). L’Islam attingerà proprio da questa cultura. Tuttavia, si può dire che l’antica religione araba fosse monoteista (ciò è confermato dai ritrovamenti archeologici nel Sud della Penisola). Inoltre, il percorso verso il monoteismo in Arabia ha trovato sostegno anche nella statuaria dell’antico regno sud-arabico del Qataban, dove appaiono imprecisate “figlie di Dio” (figlie di Allah). Anche a Mecca, in passato, il santuario era dedicato ad un dio antropomorfo di nome Hubal (Allah).

Muhammad: vita e contesto

Muhammad ha subito varie traduzioni nel nome (Maometto, Mahoma, Mafona, Mahumet) e le notizie sulla sua vita non sono certe. I materiali storici che abbiamo a disposizione sono “merci” sottoposte alle leggi del mercato culturale vigente al momento della loro elaborazione. Bisogna per lo più basarsi sui dati tramandati dalla prodiga ed ingenua memoria dei contemporanei di Muhammad (illetterati soprattutto).

Negli inizi del VII secolo, svolse la predicazione del “Sigillo dei profeti” (così chiamato dai musulmani, cioè Muhammad) ma la lingua araba scritta ancora non aveva raggiunto un standard capace di renderla usabile in modo diffuso; la lingua orale, però, vantava un patrimonio lessicale e sintattico sedimentato e ricco, formatosi nei “giorni memorabili degli arabi” (Ayyam, le vicende delle varie tribù semistoriche, di cui sono narrate le lodi ed enfatizzate le scaramucce). Tutto ciò che riguardava Muhammad fu memorizzato dai suoi primi seguaci (come fossero degli Ayyam), esaltando il protagonista (un po' come fosse epica). Questi nuovi memorabilia furono raccolti e scritti nella seconda metà del VII secolo (dopo che i cinesi catturati a seguito della battaglia di Talas avevano spiegato la fabbricazione della carta). Cronache, biografie, comunque, saranno realizzate quando l’arabo scritto avrà conseguito un compiuto assetto (grazie ai convertiti siriaci e persiani, quindi due culture si uniscono).

A velocizzare il passaggio da racconto orale a scritto, fu l’esigenza di diffondere il testo coranico e quanto riguardava l’operato del Profeta (Sunna), ma anche la necessità sentita dallo Stato Islamico di registrare i documenti contabili e amministrativi (prima redatti in greco, aramaico o copto). Durante la trascrizione, Muhammad divenne un uomo infallibile.

La nascita di Muhammad

Si tende ad indicare la vita del profeta intorno al 569-70. La venuta al mondo di Maometto è stata descritta come preceduta da eventi miracolosi, come animali che parlano e piante che repentinamente danno frutti. Lo stesso bambino viene descritto con caratteristiche eccezionali (sviluppo intellettivo ed abile precoce, prestanza fisica). Maometto nacque già orfano di padre ed apparteneva ad un clan nato a Mecca, quello dei Quraysh. Il bisnonno aveva fatto fortuna come mercante, e la sua eredità era passata in gran parte ai figli. In particolare, il nonno di Muhammad (Abd al-Muttalib) aveva istituito gli uffici pubblici della rifada e della siqaya per incentivare gli arrivi alla Mecca (e quindi gli affari); si trattava della preparazione e distribuzione gratuita ai pellegrini di cibo sapido e bevande. Il padre di Maometto, Abd Allah, nacque dopo molte femmine e il padre (in riparazione di un precedente voto che lo legava a sacrificare il decimo figlio maschio) sacrificò in sua vece 100 dromedari (-> era il “prezzo di sangue” dell’allora legge consuetudinaria e segnale di una condizione economica florida).

Secondo gli scritti, la madre di Muhammad vide passare il futuro marito circondato da un’aurea luminosa e gli si offrì in moglie (arrivò a pagarlo 100 dromedari). La donna, di nome Fatima bt Murr, restò subito incinta e ciò fu visto come un segno della benedizione divina su quell’unione. Il padre del profeta, però, morì prima della sua nascita.

Le donne nella vita di Muhammad

  • Fakhita bt. Abi Talib: cugina di Muhammad, molto legata a lui (inizialmente i ragazzi avevano pensato al matrimonio, ma per volere delle famiglie tale unione non avvenne).
  • Umm Hakim al-Bayda: zia di Muhammad, sarà tra i primi a convertirsi e a supportare l’apostolato del nipote.
  • Halima: balia di Muhammad, poi lui la chiamerà “mamma”. Da lei imparò usi e lingua beduina (è quella conservativa, è la lingua araba pura). Secondo quanto riportato, da piccolo il profeta fu avvicinato e purificato dagli arcangeli Michele e Gabriele; Halima, spaventata dal racconto di Maometto, lo riportò alla madre.
  • Baraka: schiava comprata dal padre e che alla fine si ricongiungerà al profeta a Mecca. Gli era molto legata, lo considerava un figlio.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/10 Storia dei paesi islamici

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Morgana393 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Islamistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Tottoli Roberto.
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