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Il risveglio islamico

Nel periodo 1798-1801 si registra l’invasione e l’occupazione francese dell’Egitto (il “ricco” Occidente bussa alle porte del “povero” mondo musulmano). Le vittorie di Napoleone in Egitto sconvolsero i musulmani perché i francesi avevano attaccato il cuore delle terre islamiche. L’impero ottomano, comunque, era sottoposto a gravi pressioni europee e russe. I russi, infatti, dopo aver conquistato la Crimea, annessero la cristiana Georgia e dichiararono russa parte dell’Azerbaigian e America. Nel frattempo, dopo i francesi, restarono in Egitto gli inglesi.

Il risveglio islamico può essere visto come una reazione alla contrazione del commercio, per conseguenza dell’espansione del commercio europeo (tuttavia il risveglio vide l’alba all’interno del mondo musulmano, in opposizione al degrado morale e religioso); infatti le potenze europee installarono molte basi nell’entroterra e ciò interferì con l’economia islamica. Movimenti di risveglio (XVIII-XIX sec) si ebbero in India (post-impero Mogul), Afghanistan, Nigeria settentrionale ed Africa Occidentale; tali movimenti ebbero successo soprattutto nelle zone periferiche del Dar-al-Islam.

Wahhabismo

Wahhabismo: si intende l’alleanza tra tribù guidata da Ibu Saud e Muhammad Ibn Abd al-Wahhab (XVIII sec), a Najd, dove le popolazioni nomadi vivevano nella Jahiliyya (ignoranza precedente alla rivelazione islamica). Inizialmente il wahhabismo era un movimento religioso, poi divenne un processo politico. Il primo wahhabismo mirava a ritornare alla purezza dell’Islam. Sotto il potere di Muhammad Ibn Saud e figlio, le truppe wahhabite ebbero successi militari, arrivarono a conquistare la Mecca (1803). Muhammad Ibn Abd era esperto di Sharia e conoscitore della storia islamica, ed il suo fu un tentativo di islamizzazione (o meglio di re-islamizzazione) dei nomadi del deserto. Il wahhabismo rifiutava le interpretazioni del Corano e ciò che non era contenuto nelle sue fonti fondamentali (Corano e Sunna del Profeta); inoltre condannava il culto dei santi. Questo movimento può inserirsi nel grande risveglio: la wahhabiyya è stata un atto di jihad.

Muhammad Husayn Al Kashif al Gita

Altro esponente del risveglio islamico è stato Muhammad Husayn Al Kashif al Gita, che agiva a difesa dell’unità del mondo musulmano (era l’imam di Najaf). Il suo impegno fu soprattutto quello di tenere lontane le potenze straniere. Muhammad Husayn, nel 1931, al Congresso panislamico pronunciò il celebre “discorso storico”. Scrisse molte opere in cui manifestava la speranza di vedere unito il mondo musulmano; quest’ultimo solo unito avrebbe potuto difendersi dagli attacchi del comunismo ateo e dalle mire espansionistiche occidentali. Il suo attacco al comunismo russo (di cui ne evidenziava le carenze) si scatenò quando notò che le idee comuniste stavano avendo fascino sugli sciiti.

Anche l'autore sciita Muhammad Jawad Mugniyya sostenne la causa, affermando che il comunismo fosse lontano dalla giustizia sociale e che, invece, combattere contro l'ingiustizia fosse legittimo ed islamico. Per Mugniyya il vero musulmano non può essere comunista, in quanto per fede ha già scelto il "partito dell'Islam", religione giusta ed equa. Lo scrittore evidenziava come i deboli ed i disagiati fossero degni di attenzione nello spirito islamico: l'Islam è il miglior sistema politico possibile, capace di sostituire i propri valori a quelli "materiali" dell'Occidente.

Al-Gita si oppose anche al comunismo (oltre che all'ateismo), considerandolo un pericolo per l'umanità perché rendeva l'uomo come una "macchina senza volontà". Si opponeva al secolarismo che "riduceva l'uomo allo stato animale". Elaborò una teoria per cui il comunismo fosse figlio di tre mali: ignoranza, malattia e povertà, e che fosse incoraggiato da ogni potenza che avesse causato uno solo di questi tre mali (incolpa anche gli Stati Uniti d'America per aver sostenuto la nascita dello Stato di Israele e perché avevano favorito il comunismo).

Al-Gita rifiutò anche di partecipare al convegno islamo-cristiano per combattere il comunismo in Medio Oriente, perché non vedeva il senso di combattere un'ideologia con chi la avallava (l'incontro era stato organizzato dagli States). Per Al-Gita il musulmano non doveva intraprendere né la strada filorussa né quella filooccidentale. Infine, egli credeva che il movimento per la conquista dei diritti dovesse essere pacifico (non vedeva di buon occhio il "clero" nella politica).

Il riformismo islamico

Il riformismo può essere considerato un'evoluzione del risveglio, e fu una corrente di pensiero che ebbe origine come risposta all'espansione e supremazia europea (un'Europa economicamente e culturalmente rigenerata da Illuminismo e Rivoluzione Francese). Il riformismo voleva adottare modelli culturali per rispondere ai progressi dell'Europa industriale, concentrandosi sulla condizione arretrata dei musulmani in campo tecnologico, economico, politico e militare.

Jamal ad-Din al Afgani, Sayyid Ahmad Khan, Khayr ad-Din, Muhammad 'Abduh e Rashid Rida furono dei pensatori che svilupparono teorie, in base a cui per permettere un salto di qualità della società musulmana, bisognava reinterpretare i concetti islamici classici alla luce delle categorie moderne.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/10 Storia dei paesi islamici

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Morgana393 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Islamistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Tottoli Roberto.
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