Impresa e ambiente
L’impresa è un evento a un tempo soggettivo, oggettivo e interattivo.
- Soggettivo: l’accento è posto sulla componente umana e relazionale, si crea un’interdipendenza tra obiettivi dell’organizzazione e quelli dei soggetti che la compongono.
- Oggettivo: spersonalizzata e resa quantificabile, trascura ogni considerazione culturale, sociale e psicologica. L’impresa è razionale, le componenti sono prevedibili, programmabili e controllabili; essa è orientata a misurare e quantificare.
- Interattivo: Essa è viva ed opera all’interno di sistemi più vasti dai quali è influenzata ed in grado di influenzare.
Definizione giuridica
Partendo dalla definizione di imprenditore presente nel Codice Civile è possibile affermare che l’impresa è:
- Attività economica che si autoalimenta attraverso i suoi flussi in uscita (output) e in entrata (input).
- Un insieme di fattori organizzati.
- Al fine di produrre uno scambio di beni o servizi (elemento finalistico/teologico).
Produrre uno scambio di beni o servizi però non può essere visto come fine ultimo dell’impresa. Essa deve essere vista come un sistema organico, cioè composto da più parti in relazione tra loro, interdipendenti, di cui la somma del loro valore totale è maggiore della somma dei singoli elementi. È capace di adattarsi all’evolversi dell’ambiente, di apprendere, memorizzare, replicare le soluzioni applicate a problemi passati. Quindi lo scambio di beni o servizi è il mezzo attraverso il quale l’Impresa persegue il suo fine ultimo: la sopravvivenza.
A differenza dell’Azienda che è il complesso di beni organizzato dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa, l’Impresa non è un oggetto ma un qualcosa di connaturato ai soggetti che la compongono.
Definizione zappiana
Secondo Zappa (tripartizione zappiana) il fenomeno aziendale può essere indagato secondo tre grandi aggregati di processi: rivelazione, organizzazione, gestione.
Altre visioni
L’impresa è un sistema di trasformazione efficiente al fine della produzione di valore, sistema vitale che tende a permanere in vita ricercando condizioni di economicità durevole ed è sottoposta alle pressioni di numerosi stakeholders. Essendo aperta all’ambiente deve sviluppare principi etici ed eco-compatibili. È un sistema autopoietico che rigenera i propri processi interagendo con l’ambiente ed è cognitivo perché genera conoscenza.
Approcci allo studio dell’impresa
Approccio riduzionistico-analitico
I principi su cui si basa sono:
- Determinismo: convincimento che ogni fenomeno reale sia funzione di determinati fattori.
- Scomponibilità: scomporre il problema nelle sue parti elementari, arrivando alla comprensione del problema generale grazie alle soluzioni parziali.
- Sperimentazione: individuazione delle funzioni, della modelizzazione attraverso prove e osservazioni controllate e dei punti di ottimo.
Il pensiero di Taylor viene ripreso da alcuni studiosi. Faylor elabora un codice direzionale di principi attraverso il quale la funzione direzionale apprende le capacità utili per assolvere alla sua funzione. Weber legittima l’apparato amministrativo come "organizzazione" necessaria per l’esercizio dell’autorità. Le caratteristiche che secondo lui dovrebbe avere la burocrazia sono:
- Competenze stabili
- Stabile gerarchia relazionale
- Preparazione specialistica
Approccio sistemico
Orientato alla comprensione dei fenomeni nella loro dimensione complessiva. L’impresa è un sistema, un insieme di elementi interrelati che interagiscono tra loro, orientati a raggiungere determinate finalità.
Approccio evolutivo
Analizza i mutamenti delle organizzazioni in funzione del trascorrere del tempo. Può essere diviso in due macro categorie: Analogia biologica ed Analogia sociale.
L’ambiente di riferimento
L’ambiente d’impresa è tutto ciò che può direttamente influire sulla sia sopravvivenza o crescita. Può essere percepito dall’impresa come:
- Matrice delle regole del gioco: l’azienda deve attenersi a determinate regole che può modificare solo in parte con opportune strategie.
- Matrice delle convenienze ed opportunità: Le opportunità si dividono in:
- Convenienze dirette (mercato dei fornitori, del denaro e della manodopera).
- Convenienze indirette (infrastrutture e servizi).
L’ambiente si può dividere in specifico (provincia, comune, regione, ecc.) e generale (Stato), anche se nell’epoca attuale, la dinamica delle tecnologie informatiche e telematiche, ha ridotto l’importanza di questa suddivisione.
Sotto un’altra prospettiva, si può considerare l’ambiente come:
- Competitivo: relazioni tra imprese di tipo concorrenziale e/o cooperativo
- Socio-culturale: prende in considerazione la cultura con cui è in contatto l’impresa e una serie di istituzioni diverse dalle imprese (sistema di norme giuridiche).
- Fisico-naturale: insieme di ambiente fisico percepibile come il paesaggio naturale, acqua, suole e risorse naturali dell’attività manifatturiera come le materie prime, le fonti di energia, ecc.
La relazione impresa/ambiente è biunivoca poiché l’impresa è allo stesso tempo destinataria e artefice delle dinamiche ambientali. L’impresa acquisisce e trasforma input e distribuisce output; l’interazione con l’ambiente esterno comporta dei feedback che vengono interiorizzati dall’impresa e possono modificarne il comportamento. Si parla di sincronismo adattivo tra produzione e mercato per indicare la capacità tecnica e sociale dell’impresa di fornire una risposta flessibile alla variabilità del mercato; emerge quindi la necessità di formulare strategie articolate che permettano il processo di adattamento.
Le attuali tendenze ambientali
Nella struttura industriale si rileva un bisogno crescente di flessibilità, intesa come la capacità di adattarsi ai mutamenti dell’ambiente. Emergono mercati dominati dall’incertezza, da ritmi dell’innovazione tecnologica molto rapidi, da processi continui di riorganizzazione aziendale, da una vera e propria “ipercompetizione”.
Ci possono essere vari livelli di competizione:
- Concorrenza di bassa intensità (monopolio)
- Concorrenza moderata (si cerca di evitare la concorrenza)
- Concorrenza intensa (Ipercompetizione)
- Concorrenza estrema (Concorrenza perfetta)
Per mantenere un equilibrio dinamico, l’impresa mette in atto delle forze interne che interagiscono con quelle esterne. Il cambiamento diventa la linfa vitale dell’impresa.
Si evidenziano le seguenti tendenze:
- Rallentamento nei tassi di crescita della domanda (saturazione, mercati maturi)
- Gruppi omogenei di utenti hanno bisogni sempre più specifici
- Evoluzione nei gusti e negli stili di vita dei consumatori (ritmi di acquisto, ordini di preferenza)
- Crescente pervasività del progresso scientifico-tecnologico
- Crescente internazionalizzazione dei settori e delle imprese
- Cambiamenti nel rapporto tra domanda e offerta, caratterizzati oggi dalla crescente centralità del ruolo degli intermediari commerciali e dei consumatori
- Adozione da parte dei paesi più avanzati di regole di governo economico orientate alla stabilità che hanno avuto conseguenze costose.
La globalizzazione e l’internazionalizzazione quindi hanno contribuito ad incrementare il livello della complessità ambientale. L’internazionalizzazione è il fenomeno della crescita dell’impresa su mercati esteri secondo diverse modalità:
- Mercantile: esportazioni (dirette e indirette).
- Produttiva: trasferimento, implementazione di risorse produttive dall’estero.
Essa può manifestarsi secondo due diverse fattispecie:
- Internazionalizzazione attiva: rappresenta la capacità di un’impresa di operare competitivamente all’esterno del proprio ambiente di riferimento.
- Internazionalizzazione passiva: quando l’impresa subisce nel proprio ambiente di primo riferimento la concorrenza di imprese esterne, senza riuscire ad estendere le proprie vendite nei mercati di queste.
Al giorno d’oggi le imprese di piccole dimensioni possono estendersi grazie alla cooperazione con altre aziende (per lo più estere), che permette loro di accedere a nuove tecnologie, mercati, servizi, ecc. conservando però la propria autonomia economica ed imprenditoriale. L’internazionalizzazione oggi sembra essere una scelta obbligata per riuscire a mantenere adeguati livelli di competitività e redditività. C’è inoltre la tendenza all’esternalizzazione: le imprese concentrano le proprie attività sul core business e sulle core competence aziendali, rinunciando ad attività secondarie di supporto, che affidano a partner qualificati.
Il sistema impresa
L’impresa si configura come un sistema aperto agli scambi con l’ambiente esterno, orientato al perseguimento di una finalità, autopoietico, capace cioè di rigenerare le sue componenti e le relazioni senza perdere la propria identità; relazionale ed infine cognitivo perché basa la sua sopravvivenza sulla capacità di produrre conoscenze al proprio interno che generano valore economico.
Per sistema si intende un raggruppamento di elementi tra i quali sono ravvisabili relazioni, collegamenti logici, connessioni; gli elementi, oltre ad essere relazionabili, sono anche interagenti ed orientati al perseguimento di una finalità. Gli elementi possono essere raggruppati in due categorie, una antecedente e una susseguente nel tempo: input e output.
Esistono dei postulati fondamentali:
- Ogni sistema fa parte di un sistema più vasto che lo comprende.
- Ogni sistema comprende in sé altri sistemi che gli appartengono.
- Il valore di un sistema considerato nel suo complesso è maggiore della somma dei valori delle singole parti che lo compongono.
I sistemi si dividono in:
- Aperti: tendenza all’interscambio con tutto ciò che è loro esterno.
- Chiusi: se l’interscambio è di modesta entità ed i risultati delle azioni compiute ricadono al loro interno.
- Isolati: assenza totale di interscambi.
Le proprietà dei sistemi aperti:
- Trasformazione: gli elementi provenienti dall’ambiente (input) vengono trasformati e rinviati all’esterno (output).
- Omeostasi: quando il sistema è in grado di regolare automaticamente il proprio modo d’essere e divenire e quindi di assicurare l’equilibrio tra le componenti che cambiano nel tempo.
- Entropia negativa: capacità di evolvere verso stati di ordine, di distribuzione non casuale degli elementi (es. formazione di scorte, immissione di risorse finanziarie).
- Equifinalità: si può giungere a uno stato finale attraverso diverse condizioni iniziali (negazione della one best way).
- Differenziazione spinta: divisione del lavoro con l’attivazione di funzioni specialistiche, standardizzazione e necessità di attivare nuove funzioni.
- Integrazione: necessità del sistema di indirizzare in modo unitario la relativa indipendenza acquisita dai suoi sub-sistemi (porzioni del sistema).
Entropia nei sistemi aperti
Con il termine entropia si intende l’esistenza di norme, di routine, di processi standardizzati in cui le procedure sono previste e stabilite ex-ante, in sostanza di un ambiente in cui tutto è prevedibile e posto sotto il controllo del management aziendale. L’azienda quando riesce a mantenere l’entropia interna ad un livello compatibile con il contesto ambientale conserva la sua capacità di sopravvivenza. Questo livello di compatibilità si può mantenere attraverso una proficua interazione con l’ambiente che consenta la creazione di valore, la riduzione della scarsità delle risorse disponibili e un aumento delle risorse immateriali, cognitive e relazionali. L’obiettivo delle imprese diventa quindi quello di controllare l’entità dell’entropia. Il livello di quest’ultima varia in base al contesto storico e alla dimensione d’impresa. L’entropia negativa, intesa come assenza di collegamenti predefiniti e rigidi è funzionale alla sopravvivenza e alla competitività dell’impresa, alla sua evoluzione in un ambiente complesso.
Risorse immateriali
Oggi si manifesta nelle organizzazioni un elevato fabbisogno di informazione e conoscenza, l’azienda infatti interagisce con i cambiamenti ambientali, creando nuova conoscenza per la risoluzione dei problemi. Le risorse immateriali costituiscono fattori critici di successo perché difficilmente imitabili. Esse possono essere di varia natura: capacità innovativa, conoscenze specifiche, grado di fedeltà della clientela, immagine, ecc.
Possono essere suddivise in:
- Risorse di mercato: fattori utilizzati nella produzione, trasferibili ad altre aziende (es. brevetti, licenze).
- Risorse immateriali specifiche: capacità organizzative, prodotti generati dall’impresa al fine di accrescere la produttività delle risorse e conferire flessibilità al sistema prodotto/servizio ottenuto.
Possiamo individuare altre due categorie:
- Risorse conoscitive: conoscenze tecniche per fornire soluzioni a specifici problemi
- Risorse relazionali:
- Risorse reputazionali: fiducia, immagine di marca.
- Risorse relazionali in senso stretto: capacità di sviluppare e gestire proficuamente relazioni di varia natura.
Impresa e settore
Complessità settoriale
Un settore è una porzione circoscritta del sistema industriale, costituita da unità i cui rapporti sono considerati indagabili con un dettaglio e con una ricchezza di angolature maggiori di quelli riservati all’esame dei rapporti tra le unità interne e quelle esterne. I confini settoriali non sono un dato statico, ma vengono costantemente ridefiniti da vari fattori. Sono le imprese stesse a stabilire i fattori di omogeneità da adottare, in funzione dei mutamenti tecnologici o produttivi e dei cambiamenti della domanda.
È sempre più frequente il fenomeno del crossing border settoriale: alcune aree di mercato, pur trovandosi in settori diversi, appartengono ad aree convergenti, caratterizzate da un elevato grado di dinamismo e nelle quali le fonti del vantaggio competitivo sono le alleanze, priorità di sviluppo tecnologico, progetti di acquisizione e dimissione.
Un’analisi aziendalistica odierna dovrebbe ammettere le differenze all’interno delle imprese appartenenti allo stesso settore poiché l’impresa è un fattore dinamico. Il rapporto tra settore e impresa quindi deve tener conto della dinamicità che non solo è frutto di influenze esterne, ma è generata dalle imprese stesse.
Criteri per la definizione di settore
- Fondato sulla domanda: riunisce in un unico settore tutte le imprese che producono una stessa merce, almeno secondo quanto percepito dai consumatori. Il limite è che nella società odierna i singoli bisogni sono interrelati tra loro, quindi c’è il rischio di focalizzare un insieme di prodotti eccessivamente numeroso e poco significativo.
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Centrato sull’offerta: sono appartenenti ad uno stesso settore produttivo tutte quelle imprese che utilizzano una tecnologia, una materia prima o un processo produttivo simili o identici. Critiche:
- Il forte dinamismo tecnologico potrebbe portare un gruppo di imprese già inserite in un settore a far parte di un altro.
- I prodotti sono frutto dell’utilizzo di diverse tecnologie e sono quindi difficilmente riconducibili ad un unico settore.
- Inserisce nello stesso settore imprese che servono mercati distanti.
Es. Settore manifatturiero merceologico: si individua sulla base del criterio centrato sull’offerta. Settore economico manifatturiero: si individua combinando il criterio dell’omogeneità dei materiali utilizzati (offerta) con il criterio dell’omogeneità dell’utilizzo finale dei beni (domanda). Da un punto di vista strategico il settore economico manifatturiero presenta dei vantaggi rispetto al primo settore citato, in quanto aggrega tutte quelle imprese che si confrontano direttamente su uno stesso mercato.
- Firm-centered: il settore rappresenta l’insieme delle imprese che una determinata azienda considera sue concorrenti.
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Guerci: prende in considerazione sia i fattori alternativi alle affinità di carattere tecnologico, sia i bisogni soddisfatti e li interseca:
- Concentrazione e frammentazione dell’offerta, per imprese e per impianti.
- Concentrazione della domanda e la sua tipologia (privata, pubblica, interna, esterna).
- Canali distributivi
- Grado di concorrenza
- Ampiezza area commerciale
- Importanza qualità del prodotto
Il vantaggio di questa impostazione consiste nella sua estrema flessibilità.
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Volpato: definisce il settore come luogo economico dato dall’intersezione di alcuni fondamentali fattori di omogeneità:
- Tipo di bisogno soddisfatto dai prodotti;
- Tipo di tecnologia utilizzata nella produzione;
- Tipo di materiali impiegati;
- Tipo di struttura commerciale.
Si considerano appartenenti ad uno stesso settore le imprese che presentano tutti e 4 i fattori di omogeneità. Quando invece presentano solo 3 fattori sono concorrenti potenziali.
- Porter: ha abbattuto completamente i confini settoriali introducendo il concetto di arena competitiva.
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