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I SISTEMI ECONOMICI

Economia di mercato : tutte le attività produttivie sono di proprietà dei privati e i beni e i

servizi che un paese produce non vengono pianificati da nessuno. Se la domanda di un prodotto p

superiore all’offerta i prezzi aumenteranno, segnalando ai produttori di produrre di più. Avviene il

contrario se invece la domanda è minore rispetto all’offerta. Questa economia si basa quindi sul

sistema dei prezzi che segnala l’andamento della domanda/offerta. In una tale economia uno stato

deve favorire una efficace, libera e legale concorrenza tra i produttori privati e deve dichiarare

illegale dei monopoli che si riversano poi sul consumatore.

L’economia pianificata : decisa dal governo che, sulla base dei principi del collettivismo,

alloca le risorse “per il bene della comunità”. Si trovano nei paesi comunisti e dalla fine degli anni

80 il loro numero si è ridotto drasticamente.

L’economia mista : prevede delle imprese private e delle imprese che rientrano sotto lo stretto

controllo statale. Molte economie miste stanno comunque andando sempre più nella direzione di

una totale privatizzazione. I SISTEMI LEGALI

COMMON LAW CIVIL LAW DIRITTO TEOCRATICO

Si sviluppa in Inghilterra un Sono quei sistemi legali che Si basa sugli assunti contenuti

centinaio d’anni fa e si trova non si basano nei testi sacri e il sistema più

nella maggior parte delle sue sull’interpretazione ma su diffuso è quello islamico che è

ex-colonie . Si basa sulla sistemi di norme e leggi un diritto principalmente

tradizione del precedente, della dettagliate organizzate in morale, non commerciale. In

consuetudine per cui le leggi codici. Sono più di 80 i paesi realtà molti paesi islamici sono

vengono applicate come è già che adottano tale sistema e c’è un misto di diritto teocratico e

successo per altri casi simili. quindi meno flessibilità del uno degli altri due sistemi. In

common law. I giudici possono questo diritto non esiste il

solo applicare la legge, non concetto di “interesse”, o

interpretarla a seconda dello meglio accettarne è considerato

spcifico caso. un grave peccato.

Nel caso delle imprese multinazionali i sistemi giuridico-legali dei paesi esteri sono molto

importante perché ciascuno si approccia differentemente al diritto contrattuale: ovvero al corpo di

leggi che regola l’attuazione dei contratti. Anche affrontare le controversie può essere molto diverso

da stato a stato. Per risolvere questi problemi alcuni paesi, tra cui gli usa, hanno aderito ad una

“convenzione delle nazioni unite sui contratti per la vendita internazionale dei beni” (CIGS) per cui

aderendovi accolgono gli accordi contrattuali stabiliti nella convenzione come parti del proprio

diritto. Sono meno di 70 i paesi e alcuni, come Inghilterra e cina, non l’hanno ratificata.

Il Foreign Corrupt Practices Act: Approvato negli anni 70 in seguito alla scoperta che alcune

imprese statunitensi avevano corrotto funzionari di governo in paesi esteri nel tentativo di ottenere

contratti vantaggiosi. Questa legge rende illegale la corruzione di un funzionario governativo estero

per ottenere o mantenere una attività. L’atto permette pagamenti per agevolare o accelerare l’esito

di una azione governativa di routine.

DIRITTI DI PROPRIETA’…

Proprietà...fa riferimento ad una risorsa sulla quale un individuo o un’impresa ha un titolo legale.

Per diritti di proprietà si intendono tutti i diritti legali sull’uso dedicato di quella risorsa. Sebbene

quasi tutti i paesi hanno delle norme in tal senso in alcuni vengono violati spesso.Questi diritti

infatti possono essere violati attraverso l’azione privata (furto, pirateria…) ma anche e soprattutto

attraverso l’azione pubblica (corruzione, mafia…). Vi sono pertanto anche delle leggi che vietano la

corruzione di funzionari esteri al fine di ottenere dei vantaggi in loco. Tuttavia queste stesse leggi

sono un po’ vaghe e non vietano una certa abitudine, quella delle tangenti per “accellerare” i tempi

classici burocratici necessari per aprire una nuova impresa in uno stato estero.

PROPRIETA’ INTELLETTUALE…la filosofia che c’è sotto prevede che la creatività sia

incentivata dal pensare che la propria invenzione sarà, per un certo tempo, protetta e potrà quindi

fruttare. Questo per cercare di stimolare la ricerca e lo sviluppo che senza tali protezioni non si

impegnerebbe in importanti investimenti.

BREVETTO Concede all’inventore un certo periodo di avere

il diritto esclusivo della sua invenzione

DIRITTI D’AUTORE I diritti legali degli autori, compositori, artisti,

editori, registi…

MARCHI Loghi e nomi registrati ufficialmente con cui i

produttori differenziano i loro prodotti

La sicurezza e la responsabilità del prodotto

Questa implica che un impresa e i suoi funzionari si assumano le loro responsabilità nel caso in cui

il loro prodotto crei un danno a qualcuno. Inoltre ogni prodotto deve essere conforme a degli

standard fissati dalla legge. Le norme di sicurezza più acute possono rendere più o meno attraenti

dei paesi per un’impresa che desidera espandersi all’estero, pertanto avere più norme è diventato

sinonimo di avere più responsabilità e di conseguenza la competitività in questi paesi è diminuita.

Dove invece vi sono meno norme la competizione è più alta e di conseguenza anche i prezzi

scendono.

Concetti più ampi di sviluppo: Amartya Sen

Lo sviluppo dovrebbe essere valutato meno attraverso misure di output materiale, come il RNL pro-

capite, e di più considerando le capacità e le opportunità di cui godono le persone. L’HDI misura la

qualità della vita in diversi paesi. Si basa sull’aspettativa di vita, sul livello di istruzione e sul

reddito pro-capite medio in PPP

Il dibattito su quale sistema politico sia migliore per favorire un’economia di mercato volta a

tutelare in primis i diritti di proprietà è ancora aperto. Gli autori sono convinti che la democrazia sia

un bene per la crescita economica, e anche spontaneamente, questo è il tipo di sistema politico che

viene acclamato dopo che un paese inizia ad avere i primi sintomi del benessere.

Altre ricerche invece sottolineano l’importanza dell’istruzione affinchè un paese possa progredire

realmente: questa ha un impatto molto significativo sul tasso di crescita economica. Questa infatti,

secondo gli studi di Smith e Sachs, sono stati in grado di compensare anche gli svantaggi geografici

che molti paesi purtroppo hanno, come per es. il sud-est asiatico (malesia, indonesia, singapore).

Investendo sull’istruzione hanno risolto tali problemi logistici e questo spiega perché loro stiano

progredendo a differenza dell’America latina che invece non ha fatto grossi investimenti in tal

senso.

STATI INTRANSIZIONE

Dalla fine degli anni ’80 ad oggi si è visto un crollo dei governi totalitari e un avvicinamento verso

forme di governo democratiche e pratiche di libero commercio. L freedom House nel 2006 ha

creato una mappa dei paesi, da quelli che garantiscono le maggiori libertà (individuali, politiche ed

economiche) a quelli che invece non sono per niente liberi e non garantiscono nemmeno le libertà di

base.

Le tutele della democrazia rappresentativa:

• Diritto individuale alla libertà di espressione, di opinione e di organizzazione

• Mezzi di comunicazione liberi

• Elezioni regolari

• Suffragio universale degli adulti

• Mandati limitati per i rappresentanti eletti

• Un giusto sistema giudiziario indipendente dal sistema politico

• Burocrazia statale non politica

• Una forza di polizia ed un servizio armato non politici

• Accesso relativamente libero alle informazioni dello stato

Oramai il 50 % della popolazione vive sotto un governo democratico, e questo fenomeno è spiegato

da tre fattori principali:

- I totalitarismi non sono stati in grado di trasmettere il progresso alla massa del loro popolo

- Il controllo su certe informazioni da parte esclusiva dello stato è ormai nulla grazie alle

nuove tecnologie e alla loro diffusione.

- Lo sviluppo di molte classi medie ha fatto pressioni affinchè molte loro libertà venissero

accolte e pertanto rese concrete da un governo di tipo democratico.

Molti paesi sono però ancora molto distanti da questo passo, come 11 paesi dell’africa sahariana, 8

dell’europa dell’est etc…

Huntington nel 96 sostenne che sebbene molte parti del mondo stiano diventando più moderne non

stanno comunque diventando più occidentali. Anzi, il movimento delle società orientali verso il

progresso le fa retrocedere come è successo in molte società musulmane che, dopo aver esser

entrate in una fase di sviluppo e benessere, hanno riscoperto l’islam. Pertanto questo autore vede nel

futuro tante civiltà diverse, ognuna con la propria cultura e i propri valori, sempre vicine al

conflitto. Solo dopo l’11 settembre le sue tesi vennero prese in considerazione sul serio. Egli vede

pertanto il terrorismo come il naturale prodotto della tensione tra le civiltà e tra i rispettivi valori e

di ideologie che ora, attraverso l’abbassamento delle barriere spazio-temporali hanno molte più

occasioni di conflitto. Altri indicano le radici del terrorismo in quei conflitti storici che non trovano

soluzione da decenni. Inoltre, il terrorismo era molto più forte durante la fine degli anni 80 che

adesso, sebbene lo shock di eventi come l’11 settembre abbia un impatto molto più significativo

rispetto agli attacchi del passato.

LA DIFFUSIONE DEI SISTEMI BASATI SUL MERCATO… parallelamente alla

diffusione della democrazia c’è stato un passaggio, per molte economie, da quella pianificata a

quella di libero mercato. Molti stati hanno privatizzato imprese precedentemente statali e hanno

deregolamentato l’economia del proprio stato per favorire una maggiore concorrenza. Bisogna

comunque comprendere che libertà economica non sempre corrisponde libertà politica. Per es.

Singapore, nonostante stia economicamente avanzando viene classificato come parzialmente libero

perché attua delle pratiche come la censura della stampa.

LA TRASFORMAZIONE ECONOMICA …per passare da un’economia pianificata verso

una basata sul mercato sono necessari 3 step:

- La deregolamentazione (non vi deve essere, da parte dello stato, alcun controllo sui prezzi,

ci si deve basare solo sulla doamnda/offerta e non vi deve essere alcuna restrizione che

intralci il libero funzionamento dei mercati in generale)

- La privatizzazione (spesso il passaggio di una risorsa dallo stato ad un privato avviene

attraverso un’asta e questa ha inizio con la vendita della British Telecom da parte di

Margaret Thatcher. In questo senso l’azienda non deve avere dei sussidi da parte dello stato

e pertanto deve essere efficiente al massimo.)

- La creazione di un sistema legale per proteggere i diritti di proprietà

FOCUS SULLE IMPLICAZIONI ETICHE

I benefici monetari, i costi, i rischi associati allo svolgimento di attività d’impresa in un paese sono

in funzione del sistema politico,economico e legale che vige lì.I benefici monetari di lungo periodo

dipendono dall’ampiezza del mercato (quello cinese da soloè più grande di usa, europa e giappone

messi assieme), dalla ricchezza presente che rappresenta il potere di acquisto della popolazione.

Inoltre investendo in una futura stella economica le imprese che per prime arrivano hanno maggiori

vantaggi. I costi, oltre a quelli base possono aumentare se in un certo paese mancano determinate

risorse (es. mac donald che per mantenere il suo indice di qualità ha dovuto costruire a monte tutte

le sue attività, compresi campi di coltivazione e bestiame poiché la qualità della carne e delle patate

in Russia era troppo bassa). I rischi di fare affari in un paese estero sono determinati da elementi

diversi che riguardano tutti gli ambiti: politco, economico, legale, ma anche sociale. Se un

malcontento generale crea un brusco cambio di governo questo potrebbe variare delle leggi e creare

dei problemi ad un’impresa.

L’attrazione complessiva di un paese come potenziale mercato dipende quindi dal bilancio dei

benefici, dei costi e dei rischi associati al fare affari in quel paese. In genere, costi e rischi sono

tipicamente più bassi nei paesi avanzati, ma il calcolo è comunque complesso poiché è necessario

prevedere anche i benefici futuri, e prevederli esattamente è molto difficile. Comunque, a parità di

altre condizioni, il trade off tra benefici-costi-rischi è molto più probabilmente positivo nei paesi

sviluppati stabili basati su economie di mercato.

CAP. 3 LE DIFFERENZE CULTURALI

CULTURA:“La cultura è quel complesso insieme che include la conoscenza, la fede, l’arte, i

principi morali, la legge, gli usi e le altre capacità acquisite dall’uomo come membro della società.”

Edward Tylor. Le componenti della cultura sono:

• I valori

• Le norme

• La società

• Quattro dimensioni della cultura

- Distanza dal potere – la posizione in classifica di una cultura riguardo a questa dimensione

dipende dalla capacità particolare della società di affrontare le disuguaglianze. La dimensione

Individualismo contro collettivismo si concentra sulla relazione tra l’individuo e i suoi colleghi

all’interno di una cultura.

L’avversione all’incertezza – questa dimensione misura il grado in cui una cultura integra i propri

membri nell’accettazione di situazioni ambigue e nella tolleranza dell’incertezza

La terza dimensione trovata, Mascolinità – femminilità guarda alla relazione tra genere e posizione

in ambito lavorativo.

Le critiche che possono essere mosse a Hofstede sono:

- Egli ipotizza una corrispondenza uno a uno tra la cultura e lo stato nazionale

- La ricerca potrebbe essere culturalmente limitata

- Gli intervistati appartenevano ad un unico settore (computer) e ad una sola impresa (IBM)

Il cambiamento culturale esiste poiché la stessacultura non è costante: si evolve nel tempo e infatti

dagli anni Sessanta, i valori americani nei confronti del ruolo della donna sono cambiati

profondamente. Il Giappone si è spostato verso un maggiore individualismo nell’ambiente di

lavoro e comunque sia la globalizzazione continuerà ad avere un impatto sulle culture di tutto il

mondo.

VALORI E NORME: I valori sono il fondamento di una cultura, creano il contesto all’interno del

quale sono nate e giustificate le norme di una società. In essi sono comprese le attitudini verso:

- La libertà individuale

- La democrazia

- La verità

- La giustizia

- L’onestà

- La lealtà

- Gli obblighi sociali

I valori si riflettono anche nei sistemi politici ed economici per cui influenzano la gran parte delle

scelte che a volte non sono solo economiche ma riguardano anche questioni etico-sociali.

Le norme: sono regole sociali che disciplinano le azioni tra le persone

Usi: convenzioni abituali della vita quotidiana in cui rientrano convenzioni sociali come

l’abbigliamento appropriato, le buone maniere sociali, un comportamento cordiale.

Costumi: norme centrali al funzionamento della società e della sua vita sociale (es. feste

tradizionali). La loro violazione può portare a serie punizioni (si pensi in certe culture cos’è previsto

per violazioni come furto, adulterio, incesto, cannibalismo)

Società: è un gruppo di persone legate da una cultura comune, pertanto non sempre c’è

corrispondenza tra questa e lo stato nazionale in cui abita.

Stato nazionale: E’ una creazione politica e può contenere culture differenti

La struttura sociale: indica l’organizzazione sociale di base le cui due dimensioni particolarmente

importanti sono:

- Peso dato all’individualismo e/o al collettivismo - Il grado di stratificazione in caste o classi

I sistemi religiosi: un sistema di credenze e di rituali condivisi che riguardano il sacro

Sistemi etici: insieme di principi morali, o valori, che sono usati per guidare e formare il

comportamento. La maggior parte dei sistemi etici del mondo sono il prodotto delle religioni. Tra

le migliaia di religioni attualmente presenti nel mondo, quattro dominano in termini di numero di

seguaci:

- Il Cristianesimo con 1,7 miliardi di seguaci

- L’Islam con 1 miliardo di seguaci

- L’Induismo con 750 milioni di seguaci

- Il Buddismo con 350 milioni di seguaci

L’istruzione formale gioca un ruolo chiave in una società: essa è il mezzo attraverso cui gli

individui apprendono buona parte delle capacità linguistiche, concettuali e matematiche che sono

indispensabili in una società moderna. Inoltre completa il ruolo della famiglia nell’integrare il

giovane nei valori e nelle norme di una società.Le scuole insegnano i fatti fondamentali sulla natura

sociale e politica di una società, così come gli obblighi fondamentali del cittadino. Persino le norme

culturali sono insegnate anche direttamente a scuola. Inoltre ci sono e saranno sempre più

importanti delle implicazioni per il manager

• Alfabetizzazione inter-culturale

• Cultura e vantaggio competitivo

• Cultura ed etica negli affari

CAP. 4 L’ETICA DEGLI AFFARI INTERNAZIONALI

Col termine etica indichiamo l’insieme di principi condivisi da una collettività riguardanti ciò che è

giusto e ciò che non lo è rispetto alla condotta delle persone/gruppi o istituzioni. L’etica delle

imprese è l’insieme dei principi che devono essere considerati come linee guida del comportamento

dei dipendenti, mentre quando ci riferiamo ad una strategia etica parliamo di una strategia che non

viola tali principi, sia dei dipendenti, sia del contesto in cui l’impresa è inserita.

l’etica degli affari si riferisce ai principi di giusto/sbagliato seguiti dai manager delle imprese. E’

normale che diversi paesi con culture differenti, basate su valori morali differenti o intesi in maniera

differente, possano fraintendersi da questo punto di vista. Questo, per le imprese multinazionali,

rende importante conoscere i problemi e i dilemmi etici delle diverse realtà. I punti di dibattito in

questo senso riguardano il trattamento dei dipendenti, la tutela dell’ambiente, la corruzione, i doveri

morali richiesti in un certo stato. Molti errori sono stati commessi dalle imprese sussidiarie estere

dal punto di vista morale: questo è dovuto alla scarsa conoscenza della cultura del posto, alla scarsa

considerazione delle questioni etiche nelle decisioni strategiche, a delle disfunzioni culturali.

Inoltre, come nel caso dell’apartheid, molte imprese che convivevano con quel sistema politico che

negava agli uomini di colore i diritti politici di base, hanno a loro volta condiviso loro stesse quella

forma violenta di discriminazione. La posizione delle imprese su questo punto di vista comincia a

cambiare tra gli anni 70 e 80, quando, con GM per prima, vengono imposti due criteri per

continuare a operare nel Sudafrica, dove la loro presenza era molto forte: l’azienda non avrebbe

seguito i principi dell’apartheid e si sarebbe impegnata costantemente per la sua abolizione. Molti

sono convinti che attraverso questa resistenza passiva si può continuare portare il benessere anche

in questi stati, rendendo così migliore la vita delle persone che saranno poi oro stesse a chiedere

maggiori libertà ai loro dittatori. In Nigeria molti accusano la Shell per l’uccisione di tutti i

manifestanti alle sue porte ma in realtà fu la polizia del posto che uccise tutti senza rispettare alcun

diritto. Dopo questo evento Shell decise di rivedere degli standard di sicurezza interna affinchè

questi rispettino i diritti umani di base. Queste manifestazioni sono dovute al fatto che in questi stati

non vi sono delle norma che regolano l’inquinamento ambientale e pertanto un’impresa

multinazionale non dovrebbe sentirsi di libera di andare lì e inquinare senza misure. La”tragesy of

commons” è un’espressione utilizzata proprio per parlare della tragedia dell’inquinamento di quelle

risorse comuni che non sono di nessuno ma che tutti possono inquinare (atmofera).

Corruzione: dopo il caso Lockheed (tangenti di manager statunitensi verso funzionari giapponesi,

molti dei quali non sapevano niente, che poi si suicidarono dopo lo scandalo) in un congresso degli

usa venne firmato un atto, il “Foreign Corrupt Practises Act”, che legalizza quei “pagamenti” che

non mirano ad un trattamento esclusivo o ad avere un’autorizzazione per delle attività che non

potrebbero esser fatte, ma quelle tangenti mirate magari a velocizzare i normali procedimenti

burocratici che di norma son troppo lenti. Questo principio dei “pagamenti facilitanti” non è

contemplato nei principi della OCSE, ma le implicazioni etiche per questo tipo di pagamenti sono

poco chiare. Da un punto di vista pragmatico il pagamento di tangenti p moralmente scorretto, ma

potrebbe essere un costo necessario per il raggiungimento di un benessere maggiore. C’è addirittura

chi crede che la corruzione favorisca la crescita del paese e tutte queste tesi hanno convinto il

congresso statunitense a escludere i pagamenti facilitanti dalle forme di corruzione.

La teoria della NON responsabilità sociale delle imprese- Friedman (anni 70)

Friedman semplifica la questione e sostiene che quando si fanno affari si dovrebbe accettare questo

tipo di cultura e assimilarla nella propria. Secondo lui l’unica responsabilità sociale di un’impresa è

aumentare i profitti nel rispetto della normativa legislativa vigente. Al contrario, gli studiosi che si

schierano per il relativismo culturale sostengono che i principi etici del posto devono essere tenuti

in considerazione quando un’impresa stabilita in quel paese prende decisioni importanti. Il

moralismo virtuoso dal canto suo sostiene il totale rispetto dei valori etici del paese in cui si opera, e

l’immoralità innocente, un'altra corrente di pensiero, ritiene che se vi sono già imprese che non

rispettano gli standard etici anche loro non sono tenute a farlo.

Un approccio che segue una via di mezzo, ma più difficile da mettere in pratica nella realtà è quello

utilitarista che sostiene che la validità delle azioni e delle procedure operative di un’azienda deve

essere misurata sulla base delle sue conseguenze: pertanto le decisioni migliori sono quelle che

apportano, alla fine, il maggior beneficio al maggior numero di persone. Ma c’è Kant che ricorda

che le persone non devono essere considerate solo come dei mezzi ma principalmente come dei fini:

queste hanno dignità, a differenza delle macchine, pertanto i loro diritti devono essere rispettati

prima di tutto. Vi sono inoltre svariate teorie sui diritti inalienabili degli uomini, dei diritti di base

che devono essere riconosciuti a tutti, a prescindere dalla cultura e dai confini nazionali in cui

vivono.

Rawls: la sua teoria sulla giustizia prevede che i manager, nelle loro decisioni, debbano tenere

presenti i diritti fondamentali di ogni persona coinvolta che nutre un certo interesse nei confronti

dell’azienda. Ogni volta che si prende una decisione importante sul trattamento dei lavoratori per

es., i manager devono chiedersi, attraverso il velo dell’ignoranza, nei panni dei lavoratori, e cercare

di capire, dal loro punto di vista, che reazioni provoca tale decisione.

PARTE V STRATEGIA E STRUTTURA NELL’INTERNATIONAL BUSINESS

CAP. 12 LA STRATEGIA DI ESPANSIONE GLOBALE

Caso di apertura: Wal-Mart

Questa impresa si è rivolta verso altri paesi per tre ragioni:

- Le opportunità di crescita interna stavano diventando limitate

- Riteneva di poter creare valore trasferendo il suo modello di business nei mercati esteri

- Desiderava battere sul tempo gli altri venditori al dettaglio che stavano iniziando ad espandersi a

livello globale. Agli inizia la Wal-Mart operava nei mercati esteri come faceva in quello

statunitense, ma scoprì ben presto che questo non era l’approccio corretto, così, per avere successo

all’estero, capì che doveva adattare la sua offerta alle condizioni locali, mantenendo le sue strategie

e operazioni chiave immutate in ogni mercato. Diventare globale ha portato anche benefici

addizionali: essa ha infatti acquisito maggiore potere contrattuale con i fornitori e ha beneficiato del

poter trasferire le idee valide da un paese all’altro.

La strategia e l’impresa

• La strategia può essere definita come l’insieme di azioni che i manager devono intraprendere per

raggiungere gli obiettivi dell’impresa e purtroppo per la maggior parte delle imprese lo scopo

principale è semplicemente massimizzare il valore d’impresa per i suoi proprietari.

• La redditività può essere misurata con diversi meotodi ma viene in genere definita come il tasso di

rendimento che l’impresa realizza sul suo capitale investito (ROIC),che si calcola rapportando i

profitti netti dell’impresa al capitale investito.

• La crescita del profitto è misurata dall’aumento percentuale dei profitti netti nel tempo.

La creazione del valore

E’ il modo per aumentare la redditività di un’impresa. L’ammontare di valore che un’impresa crea è

misurato dalla differenza tra i suoi costi di produzione e il valore che i consumatori associano ai

suoi prodotti. Michael Porter afferma che ci sono due strategie di base per creare valore e ottenere

un vantaggio competitivo in un settore La strategia low-cost suggerisce che un’impresa ha alti

profitti quando crea più valore per i suoi clienti e lo fa ad un costo inferiore. La strategia di

differenziazione si focalizza principalmente sull’aumento della capacità di attrazione del prodotto.

Posizionamento strategico

E’ importante per un’impresa esplicitare le proprie scelte di focalizzazione strategica per creare

valore. Il management deve decidere dove l’impresa si vuole posizionare rispetto al valore e al

costo. Un principio fondamentale del paradigma alla base della strategia è che per massimizzare la

sua redditività, un’impresa deve fare tre cose:

- Scegliere sulla frontiera efficiente una posizione praticabile nel senso che esista una domanda

sufficiente per supportare tale scelta

- Organizzare le operations interne in modo da sostenere tale posizione

- Assicurarsi che l’impresa abbia una struttura organizzativa coerente per realizzare la sua strategia

La catena del valore

Ogni impresa si compone di una serie di attività distinte che creano valore:

- Attività primarie

- Ricerca & sviluppo

- Produzione

- Marketing e vendita

- Customer service

- Attività di supporto

- Gestione dei materiali o logistica

- Risorse umane

- Sistemi informativi

- Infrastruttura dell’impresa

L’espansione globale, la redditività e la crescita dei profitti

• L’espansione a livello globale permette alle imprese di incrementare la redditività e il tasso di

crescita dei profitti con modalità non disponibili alle aziende che si limitano al mercato domestico

• Le imprese che operano a livello internazionale sono in grado di:

- Espandere il mercato dei propri prodotti domestici

- Realizzare economie di localizzazione dislocando le singole attività di creazione del valore

- Realizzare maggiori economie di costo

- Ottenere un maggior ritorno sfruttando ogni competenza utile sviluppata nelle operations estere

L’espansione del mercato: sfruttare prodotti e competenze

• Un’impresa può aumentare il suo tasso di crescita prendendo i beni e servizi sviluppati nel

mercato domestico e vendendoli a livello internazionale

- Il ritorno che deriva da tale strategia tende ad essere maggiore se i concorrenti locali nei paesi in

cui l’impresa decide di entrare non hanno prodotti paragonabili

• Il successo delle imprese multinazionali si basa anche sulle competenze distintive che sono alla

base del loro sviluppo, della produzione e del marketing dei beni e dei servizi

- Le competenze distintive sono capacità interne all’impresa che i concorrenti non possono

facilmente raggiungere o imitare e sono alla base del vantaggio competitivo di un’impresa e le

permettono di ridurre i costi di generazione del valore

Economie di localizzazione

• Le economie di localizzazione sono economie che sorgono dalla realizzazione di un’attività di

creazione del valore nella località ottima per quella attività. Possiamo avere uno dei seguenti due

effetti:

- Possono ridurre i costi della creazione del valore e aiutare l’impresa a raggiungere una posizione

low-cost e/o

- Possono permettere all’impresa di differenziare la sua offerta da quella dei concorrenti

• Un risultato di questo tipo di ragionamento è la creazione di una rete globale di attività della

creazione del valore, con diverse fasi della catena del valore disperse in quelle località nel mondo

in cui il valore percepito è massimizzato o dove i costi della creazione del valore sono minimizzati

Effetti di esperienza

• La curva di esperienza si riferisce alla riduzione sistematica dei costi di produzione che si osserva

durante la vita di un prodotto. Ci sono due spiegazioni a questo effetto esperienza:

- Gli effetti di apprendimento si riferiscono al risparmio sui costi che si origina dal learning by

doing

- Le economie di scala si riferiscono alla riduzione dei costi unitari ottenuta attraverso la produzione

di grandi volumi di prodotto

Il significato strategico della curva di esperienza è chiaro: muovendosi lungo la curva di esperienza

l’impresa può ridurre i suoi costi di creazione del valore e aumentare la sua redditività

Lo sfruttamento delle competenze locali

• Lo sfruttamento delle competenze create all’interno delle filiali locali e la loro applicazione ad

altre unità all’interno del network globale dell’impresa può creare valore

• Apprendere come sfruttare le competenze delle filiali è una sfida per i manager delle imprese

multinazionali che devono avere l’umiltà per riconoscere che la generazione di competenze utili

può verificarsi ovunque all’interno del network globale di un’impresa

- Devono sviluppare un sistema di incentivi che incoraggi i dipendenti locali ad acquisire nuove

competenze

- Devono avere un processo per identificare quando si creano nuove competenze di valore nelle

filiali

- Devono agire come moderatori, aiutando a trasferire le competenze di valore all’interno

dell’impresa

Pressione sui costi e adattamento alle caratteristiche locali

• Le imprese che competono sui mercati globali tipicamente affrontano due tipi di pressione

competitiva:

PRESSIONE SUI COSTI PRESSIONE PER L’ADATTAMENTO

LOCALE

• Le imprese internazionali spesso fronteggiano • Differenze nei gusti e nelle preferenze dei

pressioni per la riduzione dei costi a causa di un consumatori:

mercato globale molto competitivo - Le famiglie nordamericane preferiscono i

• La pressione sulla riduzione dei costi può pickup mentre in Europa sono visti solo come

essere particolarmente intensa nei settori in cui veicoli commerciali

si producono commodity. • Differenze nelle infrastrutture e nelle prassi e

- Esistono bisogni universali quando i gusti e le convenzioni

preferenze dei consumatori nei diversi paesi - Il sistema di distribuzione di elettricità al

sono simili se non identici consumo si basa in Nord America sui 110 volt,

• La pressione sulla riduzione è intensa anche: mentre in Europa è a 240 volt

- Nei settori in cui i maggiori concorrenti hanno • Differenze nei canali di distribuzione:

sede in località a basso costo - La Germania ha pochi venditori al dettaglio

- Dove c’è un persistente eccesso di capacità che dominano il mercato alimentare, mentre in

- Dove i consumatori sono potenti e affrontano Italia il mercato è frammentato

costi di cambiamento ridotti - Le richieste dei governi locali

- Le differenze nel sistema sanitario

La strategia internazionale

• Crea valore trasferendo le competenze distintive verso i mercati esteri che non hanno concorrenti

locali

• Centralizza le funzioni di sviluppo del prodotto nel paese domestico

• Crea le funzioni di produzione e di marketing localmente, ma il quartier generale esercita uno

stretto controllo

• Limita la personalizzazione dell’offerta di prodotti e della strategia di mercato

- La strategia è efficace se l’impresa affronta deboli pressioni all’adattamento locale e alla riduzione

dei costi

Strategia multi-domestica

• Lo scopo principale è il massimo adattamento locale

• Adattamento dell’offerta di prodotti, della strategia di mercato, incluso la produzione e la R&S,

alle condizioni nazionali

• Generalmente incapace di ricavare valore dagli effetti della curva di esperienza e dalle economie

di localizzazione

• Alti costi di struttura

Strategia globale

• Si concentra sul raggiungimento di una strategia low-cost sfruttando la riduzione dei costi che

nasce dagli effetti della curva di esperienza e dalle economie di localizzazione.

• Produzione, marketing e R&S concentrate in poche funzioni favorevoli

• Prodotti standardizzati per mantenere bassi i costi

• Efficace dove le pressioni sulla riduzione dei costi sono forti, e c’è bassa domanda di adattamento

locale.

- Industria dei semiconduttori

Strategia transnazionale

• Per affrontare la concorrenza, le imprese si impegnano alla riduzione dei costi, a trasferire le

competenze distintive, ponendo attenzione alle pressioni all’adattamento locale

• Apprendimento globale

- Valide competenze possono svilupparsi in qualsiasi punto delle operations globali dell’impresa

- Trasferimento delle conoscenze dalla filiale estera al paese di origine ad altre sussidiarie

• La strategia transnazionale è un compito difficile a causa delle contraddittorie domande poste

all’azienda

- Caterpillar

L’evoluzione di una strategia

• Il tallone di Achille della strategia internazionale è che nel tempo inevitabilmente emergono

concorrenti:

- Una strategia internazionale potrebbe non essere attuabile nel lungo termine e per sopravvivere le

imprese devono spostarsi verso una strategia di standardizzazione globale o verso una strategia

transazionale in anticipo rispetto ai concorrenti

• Quando la concorrenza si fa più intensa:

- La strategia internazionale e quella di localizzazione tendono a diventare meno praticabili

- I manager devono orientare le loro imprese verso la strategia di standardizzazione globale o verso

una strategia transnazionale

CAP. 13 L’ORGANIZZAZIONE DELL’IMPRESA INTERNAZIONALE

Caso di apertura:la Unilever

• Una delle prime imprese multinazionali al mondo organizzata in modo decentralizzato dove si

tengono delle conferenze annuali sulla strategia aziendale e sessioni di formazione dei dirigenti

creano le connessioni tra i manager. Il problema avuto era la duplicazioni degli impianti e una

struttura con costi elevati . Nel 1996 introdusse una nuova struttura basata su business group

regionali: “Lever Europe” è stata fondata per consolidare le operations, relative ai detergenti per

ridurre i costi e accelerare l’introduzione di nuovi prodotti.

Introduzione

• L’architettura organizzativa è il complesso dell’organizzazione dell’impresa, che comprende la

struttura organizzativa formale, i sistemi di controllo e gli incentivi, i processi, la cultura aziendale e

le persone

• Una maggiore redditività aziendale richiede il soddisfacimento di tre condizioni

- I diversi elementi dell’architettura organizzativa dell’impresa devono essere coerenti tra loro

- L’architettura organizzativa deve adattarsi o concordare con la strategia dell’impresa

- La strategia e l’architettura devono non solo essere coerenti tra loro, ma devono anche essere

consistenti con le condizioni competitive

L’architettura organizzativa

• L’espressione architettura organizzativa si riferisce a tre cose

- L’articolazione formale dell’azienda in sotto unità

- La collocazione delle responsabilità decisionali all’interno di quella struttura

- La costituzione di meccanismi di integrazione per coordinare le attività delle sotto unità

• I sistemi di controllo sono le metriche impiegate per misurare la performance delle sotto unità e

per formulare giudizi su come i manager le stanno gestendo

• Gli incentivi sono i dispositivi usati per ricompensare un comportamento manageriale appropriato

L’architettura organizzativa

• I processi decisionali sono il modo in cui si assumono le decisioni e si svolge il lavoro all’interno

dell’azienda

• La cultura aziendale si riferisce alle norme e al sistema di valori condivisi tra il personale di

un’azienda

• Le persone sono non solo i dipendenti dell’azienda; il termine si riferisce anche alle strategie usate

per reclutare, compensare e trattenere quegli individui e al tipo di persone in termini di capacità,

valori e orientamento

La struttura organizzativa

La struttura aziendale

• Si può pensare ad essa in termini di tre dimensioni

- Differenziazione verticale: allocazione delle responsabilità decisionali all’interno della struttura

- Differenziazione orizzontale: articolazione formale dell’azienda in sotto unità

- Predisposizione di meccanismi di integrazione: meccanismi per coordinare le sotto unità

Accentramento e decentramento

ACCENTRAMENTO DECENTRAMENTO

- Facilita il coordinamento - Top management

- Assicura che le decisioni sovraccaricato

siano coerenti con gli - Gli studi sulla motivazione

obiettivi aziendali incentivano il

- Il top management ha i decentramento

mezzi per generare - Permette maggiore

significativi cambiamenti flessibilità

aziendali - Può portare a decisioni

- Evita la duplicazione di Migliori

Attività -può accrescere il controllo

Differenziazione orizzontale:

La progettazione della struttura

• La differenziazione orizzontale riguarda il modo in cui l’impresa decide di articolarsi in sotto unità

• La decisione è assunta normalmente in base:

- alle funzioni

- al tipo di attività

- alle aree geografiche

Una tipica struttura funzionale: La divisione internazionale

• Molte imprese manifatturiere si sono diffuse a livello internazionale attraverso l’esportazione dei

prodotti fabbricati internamente a imprese commerciali controllate all’estero

• Allo stesso tempo, tuttavia, si potrebbe produrre il bene in ogni paese. Il risultato potrebbe essere

che: le imprese con una struttura funzionale nel paese domestico potrebbero replicare la struttura

funzionale in ogni paese in cui operano, mentre le imprese con una struttura divisionale potrebbero

replicare la struttura in ogni paese in cui svolgono l’attività.

Problemi della divisioni internazionale:

• Possibilità di conflitto e problemi di coordinamento tra le attività domestiche e quelle estere

• I dirigenti delle filiali estere hanno generalmente meno peso rispetto ai dirigenti delle funzioni

domestiche. Si presume che la divisione internazionale sia in grado di rappresentare gli interessi di

tutti i paesi presso la sede centrale

• Mancanza di coordinamento tra le operations domestiche e quelle estere

• Per combattere questi problemi le imprese scelgono una delle seguenti strutture

- Struttura divisionale globale per prodotto che tende ad essere sviluppata dalle imprese

diversificate che hanno divisioni di prodotto domestiche

- Struttura globale per area geografica che tende ad essere adottata da imprese non diversificate la

cui struttura domestica è disegnata per funzioni

Il modello delle fasi strutturali internazionali

Struttura globale per area geografica

- Preferita da imprese con un basso grado di diversificazione e con una struttura domestica

organizzata per funzioni. Per loro il mondo è diviso in aree geografiche autonome. Il controllo delle

operations è decentralizzato. Ciò facilità l’adattamento locale e stimola la frammentazione

dell’organizzazione. Inoltre ciò è coerente con una strategia di localizzazione.

Una struttura globale per divisioni di prodotto

• Adottata dalle imprese con un buon grado di diversificazione

• Organizzazione domestica basata su divisioni di prodotto

• Le attività di creazione del valore di ogni divisione di prodotto sono all’interno della medesima

divisione. Ciò aiuta a realizzare economie di localizzazione e di apprendimento. Facilita il

trasferimento di competenze.

• Problema: scarso potere attribuito ai manager di area, subordinati ai vertici delle divisioni di

prodotto, portando ad un ridotto adattamento locale

Struttura globale a matrice

• Aiuta ad affrontare le contrastanti esigenze delle strategie precedenti

• Due dimensioni: divisione di prodotto e area geografica

• Alla divisione di prodotto e alle aree geografiche è data pari responsabilità nelle decisioni

operative

• Problemi:

- La struttura burocratica può rallentare il processo decisionale

- Contrasti tra le aree e le divisioni di prodotto

- Difficoltà di accertamento delle responsabilità

I meccanismi di integrazione

• Il bisogno di coordinamento varia con la strategia. In ordine crescente:

- Strategia di localizzazione

- Strategia internazionale

- Strategia globale

- Strategia transnazionale

Gli ostacoli al coordinamento sono:

• Obiettivi differenti e mancanza di rispetto

• Orientamenti diversi perché si hanno compiti diversi

• Differenze di nazionalità, fuso orario e distanza

• Problemi particolari nelle imprese multinazionali, per la numerosità di sotto unità sia nel paese

domestico che all’estero

I meccanismi di integrazione formale

• Contatto diretto tra i manager delle sotto unità

• Ruoli di interfaccia: si assegna ad una figura specifica la responsabilità di coordinarsi con

regolarità con le altre sotto unità

• Gruppi temporanei o permanenti composti da soggetti provenienti dalle sotto unità interessate per

incentivare il coordinamento

• Struttura a matrice: tutti i ruoli sono visti come ruoli di integrazione

- Spesso basata sulle aree geografiche e le divisioni globali di prodotto

I meccanismi informali di integrazione

• Network gestionali informali basati su una cultura aziendale che dà valore al lavoro di gruppo e

alla cultura comune

• Flussi di informazione informali

• Deve coinvolgere il maggior numero di manager possibile

• Due tecniche usate per creare i network: - Sistemi informativi - Programmi di sviluppo

manageriale

• Rotazione dei manager nelle varie sotto unità con regolarità

Tipi di sistemi di controllo:

- controlli personali

- controlli burocratici

- controlli sulla produzione

- controlli culturali

• I sistemi di incentivo:

- Si riferiscono agli strumenti usati per ricompensare il comportamento appropriato

- Strettamente collegati a misure di performance legate ai controlli sull’output

Fattori che influenzano i sistemi di incentivo:

• Anzianità e natura del lavoro svolto

- La ricompensa è collegata ad obiettivi di output che il dipendente può influenzare

• Cooperazione tra i manager nelle sotto unità

- Collega gli incentivi ai profitti dell’intera impresa

• Differenze nazionali nelle istituzioni e nella cultura

• Si devono comprendere le conseguenze di un sistema di incentivo

L’ambiguità di performance

• La chiave per comprendere la relazione tra la strategia internazionale, i sistemi di controllo e i

sistemi di incentivo risiede nel concetto di ambiguità della performance: si origina a causa dell’alto

grado di interdipendenza tra le sotto unità dell’impresa. Il livello di ambiguità di performance

dipende dal numero di sotto unità, dal livello di integrazione e dai processi decisionali congiunti

• Ambiguità nelle imprese in ordine decrescente

• Imprese transnazionali

• Imprese globali

• Imprese multinazionali

• Imprese multi – domestiche

Le implicazioni per il controllo e per gli incentivi

• Costi di controllo

- Tempo che il top management deve dedicare al controllo e alla valutazione della performance

delle sotto unità

- L’ambiguità della performance accresce i costi di controllo: - Crea conflitti perché i costi di una

strategia transnazionale sono molto più elevati - Controlli culturali

• L’incentivo pagato ai manager superiori dovrebbe essere legato all’unità cui appartengono

entrambe le sotto unità

I processi

• Modo in cui si assumono le decisioni e viene svolto il lavoro

- Attraversano i confini nazionali e organizzativi

- Possono essere sviluppati ovunque all’interno del network globale di imprese

La cultura aziendale

• Valori e norme condivisi dalle persone

• Origini:

- Fondatori o leader carismatici

- Cultura sociale nazionale

- Storia dell’impresa

- Decisioni che portano ad una buona performance

• Mantenimento della cultura:

- Modelli di reclutamento e promozione

- Strategie di ricompensa

- Processi di socializzazione

- Strategia di comunicazione

Cultura e performance

• Una cultura “forte” non sempre è buona, a volte ha un impatto positivo, a volte no. Il contesto è

importante e ci devono essere delle culture che si adattino all’architettura dell’organizzazione. Deve

essere una cultura che non si trasmette necessariamente oltre confine.

Il cambiamento organizzativo

• Le imprese devono periodicamente modificare la propria architettura, per adeguarsi ai

cambiamenti dell’ambiente e della strategia

• Difficile da raggiungere a causa dell’inerzia organizzativa

• Fonti di inerzia:


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in formazione e sviluppo delle risorse umane
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silvia.furcas.1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Nacamulli Raoul Claudio.

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