Strategia di Corporate
La globalizzazione - La globalizzazione della sanità
Negli ultimi tempi stiamo assistendo agli inizi della globalizzazione in uno dei settori tradizionalmente più locali: la sanità. Ad esempio, negli Stati Uniti c'è carenza di radiologi. Infatti, la domanda di radiologi sta crescendo a un tasso doppio rispetto al tasso con cui le scuole mediche diplomano radiologi con le capacità e le qualifiche richieste per comprendere immagini mediche. Questo squilibrio tra offerta e domanda implica che i radiologi siano cari (un radiologo statunitense può guadagnare 350 mila dollari l’anno). Per affrontare la carenza e la spesa, le radiologie vengono trasmesse attraverso internet in India dove possono essere interpretate da specialisti locali, riducendo così il carico di lavoro dei radiologi negli Stati Uniti e diminuendo i costi. Un radiologo in India può infatti guadagnare un decimo della sua controparte statunitense. Inoltre, poiché l'India è nel lato opposto del globo, le immagini possono essere interpretate mentre negli Stati Uniti è notte ed essere fonte per il medico curante al suo arrivo al lavoro la mattina seguente.
Anche nella chirurgia stiamo assistendo agli inizi di una tendenza all’outsourcing. Infatti, circa 170.000 stranieri si sono recati in India nel 2004 per trattamenti medici. Si stima che il numero crescerà del 15% l’anno nei prossimi anni. La domanda di servizi sanitari negli Stati Uniti, anche se il lavoro si sposta all’estero, difficilmente cadrà. Questo perché le leggi, le preferenze personali e le considerazioni pratiche implicano che la maggioranza dei servizi sanitari venga sempre realizzata nel paese in cui il paziente risiede. Infatti, per tutelare la cura del paziente, le leggi statunitensi richiedono che un radiologo sia abilitato nello stato dove viene realizzata l’indagine e che sia certificato dall’ospedale in cui viene data assistenza. Dato che non molti radiologi in India hanno queste qualifiche, solo una piccola parte di risonanze può essere interpretata all’estero. Un’altra complicazione è che il programma di assicurazione medica sponsorizzato dal governo statunitense, il Medicare, non rimborsa i servizi realizzati fuori dal paese. Nemmeno molti piani privati di assicurazione lo fanno, o comunque non ancora. Inoltre, la maggior parte delle persone preferirebbe essere curata vicino a casa e solo in casi eccezionali, come quando la procedura non è coperta dal loro piano medico, potrebbero considerare l’operazione straniera.
Che cos’è la globalizzazione?
Il termine globalizzazione si riferisce allo spostamento verso un’economia mondiale più integrata e interdipendente. La globalizzazione ha diversi aspetti, tra cui la globalizzazione dei mercati e la globalizzazione della produzione.
Globalizzazione dei mercati
La globalizzazione dei mercati si riferisce all’unione di:
- Mercati nazionali, storicamente distinti e separati, in un ampio mercato globale. La caduta delle barriere al commercio internazionale ha reso più semplice vendere a livello internazionale. Inoltre i gusti e le preferenze dei consumatori nei diversi paesi stanno iniziando a convergere in uno standard globale, aiutando in tal modo a creare un mercato globale. Esempi tipici di questa tendenza sono: Coca-Cola, McDonald’s, Starbucks e Sony che, offrendo gli stessi prodotti di base a livello mondiale, favoriscono la creazione di un mercato globale.
Nonostante la prevalenza globale degli hamburger McDonald’s e del caffè di Starbucks, è importante non spingere troppo lontano la visione secondo cui i mercati nazionali stiano cedendo il passo al mercato globale. Infatti continuano ad esistere differenze molto significative tra i mercati nazionali in molte dimensioni rilevanti, tra cui i gusti e le preferenze dei consumatori, i canali di distribuzione, il sistema di valori insito culturalmente, i sistemi commerciali e le norme legali. Queste differenze frequentemente richiedono che le strategie di marketing, le caratteristiche di prodotto e le pratiche operative siano personalizzate per meglio adeguarsi alle condizioni di un paese.
Attualmente i mercati più globali non sono però i mercati dei prodotti di consumo - dove le differenze nazionali nei gusti e nelle preferenze sono spesso ancora sufficientemente importanti da agire come un freno sulla globalizzazione - ma i mercati per i beni industriali e per i materiali che servono bisogni universali in tutto il mondo. Questi includono i mercati delle materie prime come l’alluminio, il petrolio e il grano, i mercati dei prodotti industriali come i microprocessori, i DRAM (schede di memoria per computer) e i jet commerciali, i mercati per il software del computer e i mercati per le attività finanziarie.
Globalizzazione della produzione
La globalizzazione della produzione si riferisce all’approvvigionamento di beni e servizi da località in tutto il mondo per trarre vantaggio dalle differenze nazionali nei costi e nella qualità dei fattori di produzione come: il lavoro, l’energia, la terra e il capitale. Così facendo, le aziende sperano di ridurre la struttura generale dei costi e/o migliorare la qualità o la funzionalità della loro offerta di prodotto, permettendo così loro di competere con maggiore efficacia.
Esempio: Boeing 777 - Otto fornitori giapponesi producono le parti della fusoliera, le porte e le ali, un fornitore di Singapore produce le porte per il carrello di atterraggio di prua, tre nitratori in Italia fabbricano gli ipersostentatori per le ali e così via. In totale circa il 30% del valore del 777 è costruito da imprese straniere. Parte della giustificazione logica della Boeing per esternalizzare così tanta produzione ai fornitori esteri è che questi fornitori sono i migliori al mondo nella loro particolare attività. Una rete globale di fornitori porta a un prodotto finale migliore.
La globalizzazione della produzione è un fenomeno che storicamente si è limitato principalmente alle imprese manifatturiere. Come conseguenza della tendenza testimoniata da imprese come la Boeing, in molti casi sta diventando irrilevante parlare di prodotti statunitensi, prodotti giapponesi, prodotti tedeschi o prodotti coreani. Sempre di più l’outsourcing delle attività produttive a diversi fornitori causa la creazione di “prodotti globali”. In ogni caso, ostacoli rilevanti continuano a rendere difficile alle imprese raggiungere la dispersione ottimale delle loro attività produttive in altre località sparse in tutto il mondo. Questi ostacoli includono:
- Barriere formali e informali al commercio tra i paesi
- Barriere agli investimenti diretti esteri
- Costi di trasporto
- Problemi associati al rischio economico e politico
Quando i mercati si globalizzano e una quota crescente di attività commerciali trascende i confini nazionali, sono necessarie istituzioni che aiutino a gestire, a disciplinare e a vigilare sul mercato globale e a promuovere la costituzione di trattati multinazionali per governare il sistema economico globale. Nell'ultima metà del secondo secolo scorso, sono state create alcune importanti istituzioni globali per agevolare l'esecuzione di queste funzioni. Queste istituzioni includono:
- L’Accordo Generale sui Dazi e sul Commercio (GATT) e il suo successore, l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). L’OMC ha principalmente la responsabilità di vigilare sul sistema del commercio mondiale e di assicurarsi che gli stati si attengano alle regole sancite nei trattati di commercio firmati dagli stati membri. Ha anche il compito di favorire la conclusione di ulteriori accordi multinazionali tra gli stati membri. Nella sua storia ha promosso l’abbassamento delle barriere al commercio e agli investimenti internazionali.
- Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la sua istituzione gemella, la Banca Mondiale. Il compito della FMI è di mantenere l’ordine nel sistema monetario internazionale; è spesso visto come l’ultima possibilità per gli stati nazionali le cui economie sono in subbuglio e le cui valute stanno perdendo valore rispetto a quelle degli altri paesi. Per esempio, il FMI ha ripetutamente prestato denaro nell’ultimo decennio ai governi degli stati in crisi, tra cui l’Argentina, l’Indonesia, il Messico, la Russia, la Corea del Sud, la Thailandia e la Turchia. La Banca Mondiale si è invece concentrata sulla concessione di prestiti con un tasso di interesse basso ai governi dei paesi poveri con problemi finanziari che desideravano intraprendere investimenti significativi in infrastrutture.
- L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). Ha quattro obiettivi: mantenere la pace e la sicurezza internazionale, sviluppare relazioni amichevoli tra le nazioni, cooperare nella risoluzione dei problemi internazionali e nella promozione del rispetto dei diritti umani, ed essere un centro per armonizzare le azioni delle nazioni.
Fattori che hanno facilitato la tendenza verso una maggiore globalizzazione
Due macro-fattori sembrano aver facilitato la tendenza verso una maggiore globalizzazione:
- Riduzione delle barriere ai flussi liberi di beni, servizi e capitali che si è verificata a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Durante gli anni '20 e '30, molti degli stati nazionali avevano eretto delle eccezionali barriere al commercio internazionale e agli investimenti diretti esteri. Molte delle barriere al commercio internazionale prendevano la forma di dazi elevati sulle importazioni di beni industriali. Lo scopo tipico di tali dazi era proteggere i settori domestici dalla concorrenza estera. Perciò, in quel periodo si generò un circolo vizioso di politiche protezioniste ritorsive, con i paesi che aumentavano progressivamente le barriere al commercio l’uno con l’altro. Alla fine, questo ridusse la domanda mondiale e contribuì alla grande depressione degli anni Trenta. Avendo imparato da questa esperienza, i paesi industriali avanzati dell’Occidente si impegnarono dopo la seconda guerra mondiale a rimuovere le barriere al libero scambio di beni, servizi e capitale tra paesi. Questo obiettivo fu sancito nel GATT. Oltre a ridurre le barriere commerciali, molti paesi hanno anche rimosso progressivamente le restrizioni agli investimenti diretti esteri. Tali tendenze hanno guidato sia la globalizzazione dei mercati sia la globalizzazione della produzione. La riduzione delle barriere al commercio internazionale permette alle imprese di vedere il mondo, piuttosto che un singolo paese, come loro mercato e di stabilire la produzione nella località migliore per quella attività. Di conseguenza, un’impresa potrebbe progettare un prodotto in un paese, produrre le parti componenti in altri due paesi, assemblare il prodotto in un altro stato ancora e quindi esportare il prodotto finito nel mondo. La globalizzazione dei mercati e della produzione e la conseguente crescita del commercio mondiale, degli investimenti diretti esteri e delle importazioni implicano che le imprese si trovino con il proprio merito sotto l’attacco dei concorrenti esteri. La crescente integrazione dell’economia mondiale in un unico grande mercato sta accrescendo l’intensità della concorrenza in una serie di settori manifatturieri e dei servizi. Tuttavia, la riduzione delle barriere al commercio e all’investimento internazionali non può essere presa per data. La domanda di protezione dai concorrenti esteri, infatti, trova ancora chi l’ascolta in molti paesi del mondo, inclusi gli Stati Uniti.
- Cambiamento tecnologico. La riduzione delle barriere commerciali ha reso la globalizzazione dei mercati e della produzione una possibilità teorica. Il cambiamento tecnologico l’ha resa una realtà tangibile. Dalla fine della seconda guerra mondiale, il mondo ha assistito a importanti progressi:
- Nelle comunicazioni: la rapida crescita di Internet e del World Wide Web è l’ultima espressione dello sviluppo nelle comunicazioni. Internet e il World Wide Web promettono di trasformarsi nella spina dorsale dell’informazione dell’economia globale. Tali strumenti facilitano e accrescono sempre più le transazioni tra impresa-cliente (e-commerce) e tra imprese (e-business). Il web, dunque, sta emergendo come equilibratore: riduce i vincoli della localizzazione, della scala e dei fusi orari; rende molto più semplice l’incontro tra i compratori e i venditori, ovunque essi siano localizzati e qualunque sia la loro dimensione; permette alle imprese, sia piccole sia grandi, di aumentare la loro presenza globale a un costo inferiore rispetto a prima.
- Nell’elaborazione delle informazioni: la più importante innovazione è stata forse lo sviluppo del microprocessore, che ha permesso al crescita dirompente dell’uso di computer ad alto potenziale e a basso costo, incrementando enormemente la quantità di informazioni che possono essere elaborate dagli individui e dalle imprese. Negli ultimi 30 anni, le comunicazioni globali sono state rivoluzionate dai progressi delle tecnologie satellitari, delle fibre ottiche e delle tecnologie wireless e ora di Internet. Queste tecnologie si basano sul microprocessore per codificare, trasmettere e decodificare la grande quantità di informazioni che scorre lungo queste autostrade elettroniche. Il costo dei microprocessori continua a ridursi, mentre le loro prestazioni aumentano.
- Nelle tecnologie di trasporto: le più importanti innovazioni nel trasporto sono probabilmente lo sviluppo del jet commerciale e dei grandi velivoli per il trasporto merci e l’introduzione dello sviluppo dei container, che semplifica il trasbordo da un mezzo di trasporto ad un altro. L’aumento del trasporto commerciale attraverso i jet, riducendo il tempo necessario per andare da una località ad un’altra, ha di fatto ristretto il mondo.
Il cambiamento tecnologico ha indubbiamente generato delle implicazioni sia per la globalizzazione della produzione sia per la globalizzazione dei mercati. Con la riduzione dei costi di trasporto associati alla globalizzazione della produzione, la diffusione della produzione in località geograficamente distinte è diventata più economica. In seguito alle innovazioni tecnologiche discusse sopra, i costi reali di elaborazione delle informazioni e della comunicazione si sono ridotti drasticamente negli ultimi due decenni. Questi sviluppi permettono a un’impresa di creare e quindi gestire un sistema di produzione disperso a livello globale, facilitando ulteriormente la globalizzazione della produzione. Una rete di comunicazioni a livello mondiale è diventata essenziale per molte imprese internazionali.
Internet è stata una forza importante nel facilitare il commercio internazionale nei servizi. È il web che permette agli ospedali di Chicago di inviare le immagini delle risonanze magnetiche in India per l’analisi. Poiché la larghezza di banda delle telecomunicazioni continua ad aumentare, quasi ogni processo operativo che può essere digitalizzato lo sarà, e questo permetterà che il lavoro sia svolto ovunque nel mondo e sia più efficiente ed efficace farlo. Lo sviluppo del jet commerciale ha anche aiutato ad interconnettere le operazioni mondiali di molte imprese internazionali. Usando i jet, un dirigente statunitense ha bisogno al massimo di un giorno per recarsi alle filiali europee o asiatiche della sua azienda. Questo gli permette di supervisionare un sistema di produzione disperso a livello globale.
Le innovazioni tecnologiche hanno anche agevolato la globalizzazione dei mercati. Reti di comunicazione globali e a basso costo come il World Wide Web stanno aiutando a creare mercati elettronici globali. Come abbiamo notato sopra, bassi costi di trasporto hanno reso più economico spedire i prodotti nel mondo, aiutando a creare di conseguenza mercati globali. Ad esempio, grazie alla caduta dei costi di spedizione dei beni per via aerea, le rose coltivate in Ecuador possono essere recise e vendute a New York due giorni dopo, quando sono ancora fresche. Inoltre, il trasporto aereo a basso costo si è tradotto in un movimento di massa delle persone tra paesi diversi. Questo ha ridotto la distanza culturale tra paesi e sta portando ad un certo grado di convergenza nei gusti e nelle preferenze dei consumatori. Allo stesso tempo, le reti di comunicazione globali e i media globali stanno creando una cultura globale. Nonostante queste tendenze, dobbiamo stare attenti a non enfatizzarne eccessivamente l’importanza. Mentre le tecnologie moderne di comunicazione e di trasporto stanno introducendo il “villaggio globale”; permangono differenze nazionali molto significative nella cultura, nelle preferenze dei consumatori e nelle pratiche commerciali. Un’impresa che ignori le differenze tra i paesi lo fa a proprio pericolo.
Cambiamento nella demografia dell’economia globale
Di pari passo con la tendenza alla globalizzazione, negli ultimi trenta anni si è verificato un cambiamento abbastanza drastico nella demografia dell’economia globale. Fino agli anni Sessanta, quattro fatti descrivevano in sintesi la demografia dell’economia globale:
- La supremazia degli Stati Uniti sulla scena dell’economia mondiale e del commercio mondiale.
- La supremazia statunitense negli investimenti diretti esteri mondiali.
- Il dominio delle grandi multinazionali statunitensi sulla scena economica internazionale.
- Circa metà del globo - le economie pianificate del mondo comunista - era proibito alle imprese occidentali.
Tutte queste caratteristiche o sono cambiate o stanno ora cambiando rapidamente. Infatti, negli ultimi trenta anni, la supremazia statunitense nei mercati globali...
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