Capire i New Media
Introduzione
I ricercatori cercarono di allontanarsi dalla teoria degli effetti dei media, che vedevano le persone come degli esseri passivi che rispondevano a stimoli, per giungere invece al concetto di ‘audience attiva’, studi detti anche ‘della nuova audience’. Il centro dell’interesse è passato da una semplice relazione con il mezzo, ad uno studio più contestualizzato dell’agency nella vita quotidiana. Tuttavia, questi studi rimasero concentrati sulla TV. Oggi, invece, la convergenza delle ICT richiede una riconsiderazione dell’interazione degli individui con le ICT.
- I canali oggi sono diversificati, non più orientati alle masse
- I canali sono convergenti, non più distinti
- I processi di comunicazione non sono più one-to-many, ma interattivi
Nascono nuove modalità di interazione con i media (blogging, mobbing, texting, spoofing). Né la parola ‘audience’ né ‘utenti’ sono termini adatti per indicare chi naviga in internet. Il termine ‘utenti’ è:
- Troppo ampio (non è relativo all’informazione)
- Troppo strumentale (così come sono utenti di pc, le persone dovrebbero essere anche utenti di altri oggetti)
- Troppo individualistico (non c’è interazione e conoscenza condivise)
- Troppo materiale (è riferito agli strumenti della comunicazione piuttosto che al significato e all’interazione)
L’espressione ‘utenti di internet’ è un’espressione vuota, vaga, e non specifica; non spiega il modo in cui gli individui interagiscono con la tecnologia. Gli utenti vengono contrapposti ai non utenti. Quindi si vorrebbe invece trasmettere un’idea nuova e specificamente legata alla comunicazione e all’informazione, riguardante l’interazione contemporanea con le ICT. Che parola usare quindi?
Potremmo usare la parola ‘persone’; essa racchiude sia l’individualità che la collettività, inoltre sottolinea i loro bisogni e i loro diritti, ed include anche noi osservatori. Il termine inoltre mette al centro ‘l’agency’, e l’azione delle persone, e non le etichette o le categorie che le racchiudono. Ciò sarebbe in contrasto con i concetti di ‘società di massa’, che studiano solo gli effetti della ricezione in seguito ad uno stimolo.
Le tecnologie dei media non sono solo delle potenti entità che producono messaggi influenzando il comportamento delle persone, ma anche delle risorse che danno l’opportunità di agire, e di sviluppare la propria agency. Ci si allontana dall’idea che i mass media sono delle entità stabili che producono degli effetti sulle persone, per considerare invece il modo in cui le persone usano i media. Gli studi sulla comunicazione si spostano verso il processo di mediazione.
- New Media: sono infrastrutture per la comunicazione e l’informazione che includono particolari tipi di artefatti, di pratiche e di organizzazione sociale, e che sono modellati socialmente in modi diversi e hanno conseguenze sociali particolari.
- Comunicazione: azione coordinata che porta alla comprensione e ad un significato condiviso.
- Informazione: è il prodotto organizzato e comprensibile della comunicazione.
- Mediazione: facilita l’azione comunicativa e la rappresentazione. Essa non è semplicemente l’inserimento della tecnologia nel processo di comunicazione o nella produzione dell’informazione, ma include tutti e tre gli elementi dell’infrastruttura: i dispositivi, le pratiche e l’organizzazione sociale.
La ‘mediazione’ è un’idea centrale negli studi sui new media; addirittura si parla di una ‘nuova ecologia della mediazione’. Con l’arrivo di sempre nuove tecnologie, si pensava che si sarebbe arrivati ad una disintermediazione, invece oggi ci troviamo di fronte ad un processo di ‘re-intermediazione’. Oggi le tecnologie, i messaggi e i significati interagiscono e si influenzano l’uno con l’altro, quindi la mediazione è sia letterale che metaforica.
Il passaggio dalla società di massa (singolare) alle società e alle relazioni composte da reti (plurali) ha comportato dei cambiamenti nell’interattività delle persone con le tecnologie mediali e con le altre persone, passando dalle audience di massa, ad un vasto repertorio di comunicazione mediata e non mediata e alla condivisione delle informazioni.
Storia dei new media
Si prenderà in esame la storia delle relazioni tra ICT e società, quindi gli effetti della comunicazione, il dibattito sul determinismo, e il dibattito sulla prospettiva socio-tecnica. Vedremo la nascita e lo sviluppo delle ICT, il loro uso nel contesto professionale, e infine i loro usi nell’ambito del tempo libero.
L’innovazione nelle ICT
La tecnologia determina la storia? Spesso si pensa che le tecnologie influenzano l’organizzazione del lavoro, le nostre attività e il nostro modo di pensare. Tuttavia, non esiste ‘un modo migliore di altri’ e l’effetto di una tecnica non può essere compreso senza studiare anche le scelte dei progettisti.
Dopo la seconda guerra mondiale sono state create le macchine analogiche (memorizzavano i movimenti dell’operatore) e le macchine digitali (programmava di per se la produzione). Alla fine le macchine digitali hanno trionfato non perché erano più facili o affidabili, ma perché corrispondevano all’idea che i progettisti e i manager delle aziende avevano della produzione industriale automatizzata. Hanno trionfato semplicemente perché erano un simbolo dell’era informatica, di ordine e prevedibilità, di controllo remoto; e quest’idea piaceva di più perché sapeva di più di futuro.
Lo studio dei casi di successo ed insuccesso
In genere non c’è mai una soluzione tecnica singola, ma in parallelo vengono create diverse soluzioni, ed è per questo che vi sono successi ed insuccessi.
- Insuccesso (Il videodisco dell’RCA): Voleva lanciare un lettore di videodischi, ma il Giappone l’ha surclassato, dominando il mercato al posto suo. Le competenze tecniche e commerciali non sono sufficienti se non vengono coordinate nel modo giusto. Non abbiamo un processo decisionale razionale, ma un aggregato di interessi che possono o non possono riprodursi. L’innovazione è l’arte di coinvolgere un numero crescente di alleati che diviene via via più forte.
- Successo (Il Minitel lanciato dalla Télécom francese): Essa aveva optato per un sistema aperto in cui qualsiasi azienda poteva diventare un service provider.
Boundary Object
Nell’innovazione sono coinvolte diverse parti: ingegneri, esperti di marketing, venditori, riparatori, società affiliate e utenti. Con ‘Boundary Objects’ si intendono tutti i soggetti situati al confine di diversi mondi sociali, che soddisfano i bisogni di tutti i mondi contemporaneamente. Sono oggetti abbastanza plastici da adattarsi ai bisogni locali, ma anche abbastanza robusti da conservare un’identità comune. Sono il risultato di complesse interazioni fra i diversi attori coinvolti, cioè l’esatto opposto dell’idea ingenua secondo cui l’innovazione scaturisce, già pienamente formata, dalla mente dell’inventore. La storia della Macintosh illustra questo punto.
La Apple produsse un computer a finestre: Lisa e Macintosh. Il primo non ebbe successo, in quanto venne progettato in una grande struttura organizzativa con una rigida divisione di compiti fra i team, mentre il secondo fu sviluppato da un a squadra ristretta e unita, le cui scelte venivano sempre discusse collettivamente. Questa negoziazione permise di correggere il progetto per più di una volta.
Path dependency
La crescita tecnologica può essere paragonata ad un albero. Ad ogni ramo, gli attori devono compiere una scelta, ma ogni volta che una decisione viene presa da un gran numero di attori, essa diventa relativamente stabile. Quando una tecnica o una modalità industriale di organizzazione si impone sulle altre abbiamo un fenomeno di lock-in o stabilizzazione. (Path dependecy = si dipende dal percorso fatto). Esempi di Path dependency:
- IBM: Quando l’Ibm è entrata sul mercato produceva computer in modo differente perché aveva capito che il mercato dei personal computer era un mercato completamente nuovo. Ibm si differenziava dagli altri concorrenti, come la Apple, perché adottava un’architettura aperta non protetta da brevetti; così gli utenti potevano acquistare periferiche e software da altre società. Inoltre, la Ibm non usava il modello di integrazione verticale, quindi la sua unità centrale di elaborazione era stata comprata dalla Intel, mentre il sistema operativo dalla Microsoft. Così mostrò anche di mettere fine al suo comportamento monopolistico. Tuttavia, in questo modo, Intel e Microsoft divennero i due attori principali del settore microinformatico, a spese della Ibm stessa, che decise di abbandonare il mercato dei personal computer.
- Internet: L’antenato di Internet era Arpanet, una rete costruita per l’esercito americano. Fu progettata secondo una nuova visione dell’informatica, secondo la quale tutte le macchine connesse dovevano avere lo stesso status nella rete, che doveva essere dotata di un modello orizzontale e decentralizzato, completamente diverso dalle reti telefoniche. In Arpanet tutti i pc erano sullo stesso livello, ogni singola rete poteva mantenere la propria modalità di funzionamento. Questa decentralizzazione e l’accesso libero su cui si basa internet derivano dal fatto che i suoi fondatori appartenevano a centri di ricerca scientifica.
La rappresentazione degli ingegneri
Quindi le scelte iniziali che poi influenzano profondamente lo sviluppo di una tecnologia sono legate non solo alle decisioni contingenti, ma anche alle idee dei progettisti. I padri fondatori di internet volevano che l’informatica fosse un mezzo di comunicazione. Anche i primi hacker, fondamentali per lo sviluppo dei personal pc, condividevano questi principi:
- Accesso ai computer illimitato
- Informazioni libere
- Diffidare delle autorità
- Gli hacker non devono essere giudicati per status, razza, età ecc.
- Con un pc si può creare arte e bellezza
- I pc possono migliorare le nostre vite
Secondo gli hacker l’informatica doveva essere uno strumento disponibile a tutti, che avrebbe costruito una nuova società. C’erano hacker che associavano i valori della controcultura alla loro passione per l’informatica. I sogni tecnologici e sociali potevano servire solo per fornire dei mezzi per l’azione, tuttavia per creare un quadro socio-tecnico stabile erano necessari gli attori.
Esempio: Calcolatore di Babbage = Lui voleva automatizzare la produzione delle tavole numeriche per ridurre i possibili errori umani. È uno studio delle rappresentazioni dei progettisti di tecnologie d’informazione. La sua macchina, anche se non fu mai totalmente operativa, contribuì alla produzione di un bisogno che non era totalmente soddisfatto.
Le rappresentazioni dei media
Vediamo i modi in cui vengono rappresentate le innovazioni tecnologiche.
- Radio: Veniva paragonata ad un’immensa ragnatela che copriva tutto il mondo, e che permetteva a tutti di comunicare. È un nuovo tipo immaginario di comunicazione. Chiunque avrebbe potuto comunicare a suo piacimento in modo gratuito. Dopo la prima guerra mondiale vi fu una ‘mania della radio’, che creò un sentimento di comunità.
- Internet: Anche le utopie connesse ad internet sono cambiate quando la nuova tecnologia si diffuse al di fuori del mondo dei progettisti nelle università. Gli internauti stavano sviluppando nuovi tipi di comunità, in cui quello che conta non è come si appare, ma quello che si pensa, si sente veramente. Le comunità virtuali uniscono persone da ogni parte del mondo, permettendo loro di scambiare informazioni e conoscenze. È un mondo di interazioni equilibrate fra pari, in cui la rete consente di rinforzare un legame sociale, rianimando il dibattito pubblico. Internet è democratico, non proprietario, supera i confini nazionali ed è senza legge. Le persone verranno giudicate solo in base alle loro idee. Il 1995 è stato l’anno di internet. Esso non interessa solo un ambito dell’attività produttiva, ma anche i legami sociali e, più in generale, il modo in cui si è formata la società.
Quindi le utopie della comunicazione connesse alla radiofonia e a internet sono abbastanza simili. Si riferiscono alla comunicazione interpersonale, alla comunicazione di gruppo e a quella di massa. Entrambe sono internazionali e mettono in risalto il principio di libertà e di libero accesso che contraddistingue lo sviluppo di queste nuove tecnologie. Venivano quindi messe in contrasto con i due principali sistemi tecnologici dell’epoca: il telegrafo e il telefono fisso.
Le ICT nella sfera professionale
La rivoluzione industriale fu accompagnata dalla ‘rivoluzione del controllo’. I cambiamenti nell’attività produttiva richiedevano nuovi modi di organizzazione. L’informazione sarebbe al centro di questa rivoluzione del controllo, mentre la tecnologia informatica e del microprocessore non rappresentano una totale novità, ma costituiscono la manifestazione più recente del continuo sviluppo della Rivoluzione del Controllo.
La prima generazione di macchine per l’ufficio
Analizziamo lo sviluppo, nel corso del 1800, degli strumenti di informazione e di comunicazione che avrebbero facilitato l’organizzazione delle aziende e dei mercati.
- Il telegrafo: Ha contribuito a creare i grandi mercati odierni, soprattutto quello azionario. Il telegrafo permise di unificare le valute e di creare un mercato nazionale in America. Agevolò la nascita delle imprese su larga scala. Oltre al telegrafo, anche le ferrovie favorirono questa espansione.
- La scrittura: Doveva essere ampiamente usata nella coordinazione interna. I manager dovevano standardizzare i processi di produzione con l’aiuto di manuali e lettere circolari. Gli agenti di vendita dovevano uniformare i prezzi e il processo di vendita. L’uso del documento scritto venne sistematizzato alla fine del secolo. Anche il lavoro d’ufficio crebbe molto. Nacquero diversi strumenti per amministrare tutta questa ‘carta’, come: la macchina da scrivere, la calcolatrice, ecc. Questi sono i primi strumenti per elaborare i dati. Questi nuovi strumenti hanno funzionato grazie all’esistenza di luoghi di mediazione e di incentivo. Per questa nuova ideologia manageriale, la scrittura rappresentava la procedura più giusta per realizzare una ordinazione efficiente tra i diversi attori nell’azienda.
I mainframe e l’organizzazione centralizzata
L’informatica non trovò subito posto nell’attività manageriale. Il passaggio dei computer da macchine per fare i calcoli a macchine per gestire l’amministrazione fu effettuato da società che avevano già molta esperienza nel campo delle tecnologie con schede perforate, come l’IBM. Essa costruì i primi mainframe e quindi poté concepire una macchina che funzionava in modo adatto all’organizzazione delle grandi aziende di quel tempo, ovvero aziende con una struttura gerarchica multidivisionale e funzionale.
L’informatica, quindi, non introdusse nessun cambiamento nelle aziende, al contrario riproduceva l’ordine già esistente! Le regole scritte delle aziende vennero incluse nel sistema automatico di elaborazione dei dati, computerizzando le procedure, quindi rendendole rigide, piuttosto che rinnovarle. Gli informatici volevano produrre un cambiamento, ma non potevano modificare gli obiettivi introiettati dai lavoratori, quindi si limitarono ad aiutarli a fare meglio ciò che già facevano prima. Quindi intervennero solo a livello di processo, aumentando il livello di stabilità.
L’informatica aumentò l’importanza dei manager professionisti, che non controllavano più gli altri, ma si definivano in base al loro lavoro. La divisione del lavoro venne accentuata. In seguito divenne possibile integrare in una singola macchina la codifica e l’inserimento dei dati così come il loro aggiornamento. Quindi i grandi gruppi di lavoro informatici vennero frammentati e le attività di raccolta dati si qualificarono e si avvicinarono ai servizi di produzione dei dati stessi. La divisione del lavoro non dipendeva più dalla gerarchia aziendale, ma dal sistema informatico. Eppure alla fine le aziende non cambiarono molto: le prime reti informatiche erano molto gerarchizzate; i manager invece avevano dei resoconti finanziari ad intervalli regolari, che consentirono al modello aziendale statunitense di funzionare in modo efficiente.
La microinformatica e la tendenza alla decentralizzazione
Mentre i mainframe vennero introdotti dalle gerarchie aziendali per automatizzare le attività di routine dell’elaborazione dei dati, la microinformatica e i personal computer furono adottati dalla base aziendale. I sociologi hanno dimostrato che di solito erano i dipendenti autonomi nel proprio lavoro che imparavano ad usare questi strumenti e a proporre l’adozione di applicazioni informatiche utili per le loro mansioni. Queste persone divennero in seguito esperti di microinformatica, acquisendo maggiore potere nell’azienda.
Modello dell’innovazione, di Hippel: spesso sono gli utenti finali gli innovatori. Questi utenti non ricevevano nessun supporto dalla divisione di elaborazione dati delle aziende, così emerse un modello di diffusione rapida e incontrollata, senza la mediazione delle divisioni aziendali.
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