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Format televisivo e programma televisivo

Format e programma televisivo non sono sinonimi: un format è sempre un programma, ma i programmi non sono tutti format. Per chi lavora nel campo della progettazione di programmi d'intrattenimento, il termine format assume un significato che comprende una serie di elementi strutturali e contenutistici.

Definizioni di format

Si fa ricorso a tre diverse definizioni:

Definizione letterale

La prima, quella letterale, si basa sulla traduzione immediata del termine. Il corrispettivo italiano che più si avvicina alla parola inglese format è modello o struttura. Un format differisce tanto più da un generico programma quanto più è caratterizzato da una struttura portante precisa, immediatamente riconoscibile e facilmente replicabile. La struttura del programma deve costituire anche il maggior motivo di interesse del programma stesso. Se il peso specifico della struttura è superiore a quello degli altri elementi del programma, siamo in presenza di un vero format.

Il presentatore riveste un ruolo fondamentale e può pesare molto sull'interesse complessivo del game. La scelta di alcuni concorrenti anziché altri, privilegiando la presenza di qualità televisive e non soltanto culturali, può essere influente ed anche la qualità e la tipologia delle domande. Quello che maggiormente caratterizza un game show è la sua gabbia formattizzante, ovvero i suoi meccanismi narrativi e strutturali. È la cosa che colpisce di più, che risulta più evidente e più presente, l'elemento che non cambia mai.

In molti one-man-show la gabbia formattizzante non è presente, o è difficilmente riconoscibile, oppure non è perfettamente replicabile. Mentre nei game show lo schema di base del format è una struttura portante a tutti gli effetti, nel caso dei varietà lo schema di base può essere considerato una sovrastruttura, che non ha valore autonomo in sé e che viene applicata dal di fuori alle performance artistiche.

Definizione in negativo

Un format può essere definito tale se l'elemento artistico e/o informativo non costituisce l'elemento prevalente. Si basa sul concetto del perché di un programma, ovvero le ragioni per cui un telespettatore assiste a un programma d'intrattenimento e ne fruisce per un esteso periodo di tempo, e queste ragioni sono tre: il suo meccanismo narrativo, le qualità artistiche delle performance e il contenuto informativo che riesce a trasmettere.

Accade però che la ragione principale che spinge un gran numero di telespettatori alla visione prolungata di un programma risieda in una sola di esse, e se questa ragione può essere fatta risalire agli ultimi due elementi non siamo in presenza di un format. I programmi d'informazione classici hanno successo o meno per le cose che vengono dette e non per il modo con cui vengono dette, ovvero conta di più il contenuto informativo rispetto alla struttura portante.

In alcuni programmi d'informazione è presente una struttura portante che non è del tutto trascurabile ai fini della fruizione da parte del pubblico, ovvero ci sono dei programmi in cui conta anche il modo in cui vengono fornite le informazioni. Non bisogna né sovrastimate né sottostimare l'importanza della struttura. Sicuramente, una forte struttura portante agevola la replicabilità del format e ne facilita la serializzazione, ma esistono strutture portanti brutte che generano di conseguenza brutti format; mentre ci sono dei programmi molto belli pur senza alcuna struttura portante.

Lo status di format non implica nessun giudizio di merito, ma è una constatazione di tipo tecnico. Non bisogna sempre ritenere la struttura portante come limitativa, perché se ben calibrata valorizza la creatività. Applicare una forte struttura sul corpo di un generico programma significa aumentarne il potenziale, esaltando e sostenendo il suo sviluppo narrativo.

Definizione creativa

Un programma può essere considerato un vero format se ha senso e un valore autonomo anche solo su carta e dunque in forma scritta. Un progetto cartaceo, se ben scritto e ben pensato, ha un senso compiuto e non perde la propria identità e i suoi punti di forza. È possibile ricostruire con sufficiente precisione il suo sviluppo e il suo svolgimento televisivo anche solo limitandosi alla sua lettura. Un vero format regge anche sulla carta ed è riducibile a un insieme di frasi scritte, che sono sufficienti a delineare il suo sviluppo visivo. Un vero format è sempre anche un paper format, dove mantiene intatti tutti i suoi requisiti e le sue potenzialità.

Dalle tre definizioni precedenti possiamo darne una riassuntiva. Perciò, da un punto di vista autorale, può essere definito format un programma fornito di una struttura portante evidente e replicabile, in cui non siano prevalenti gli elementi artistici e/o informativi e che possegga un suo senso e un suo valore autonomo anche allo stadio di paper format.

Grado di formattabilità

Il grado di formattabilità non rivela se un programma sia un format o meno, bensì in che misura esso lo sia. Possiamo fare una distinzione in tre livelli:

  • Programmi con basso grado di formattabilità: Questi programmi sono quelli in cui il lavoro autorale ha un'importanza e un'utilità bassa. Fanno parte di questa classe i programmi completamente basati su elementi di performance artistica, di informazioni di tipo giornalistico e talk non meccanizzati. In questi casi, il lavoro di scrittura e progettazione può essere ridotto al minimo, dal momento che quello che conta è altro. Tutto il resto è costituito dagli ospiti giusti, dall'autorevolezza della conduzione, dall'interesse delle notizie fornite, dalla cifra stilistica del programma e dai toni che riesce a trasmettere al pubblico a casa. Prima bisogna pensare al quadro (la disponibilità degli ospiti, degli artisti, il contenuto informativo) e poi si cerca la cornice (lo schema di base, la struttura del programma, ecc.). Fanno parte di questa categoria gli show ad alto contenuto artistico e spettacolare, come Zelig o gli one-man-show come Stasera pago io, i programmi giornalistici come Porta a porta, i programmi di informazione scientifica come Quark, i talk generici come Ballarò, i magazine come Verissimo, i contenitori come La vita in diretta.
  • Programmi con medio grado di formattabilità: Presentano un intreccio tra elementi formattizzanti e contenutistici. In questo caso, il lavoro di progettazione è importante, ma non è il solo aspetto determinante per la valutazione e l'eventuale successo del programma. Il peso della struttura portante non supera il 40% del totale, mentre la restante parte è costituita dai soliti elementi di contenuto, artistici, informativi e di stile. La stesura di un progetto scritto a un suo senso a patto che non venga trascurato tutto il resto. Fanno parte di questa classe i talk più formattizzati come Forum, programmi di più difficile categorizzazione ma con elementi di formato evidenti come Le iene, i reality meno rigidi come Il treno dei desideri.
  • Programmi con alto grado di formattabilità: Hanno una struttura portante fondamentale e il programma può essere valutato analizzando semplicemente la sua gabbia formattizzante. La forza della struttura non incide mai più del 70% sull'interesse complessivo della trasmissione. Anche nei format più strutturati l'elemento umano ed emozionale è essenziale, e se vengono a mancare questi aspetti qualunque format è destinato all’insuccesso. Il progetto scritto ha qui un valore autonomo e può essere valutato anche sulla carta. Nei programmi con grado di formattabilità medio o basso contano molto altre abilità, che difficilmente possiede chi non abbia mai lavorato nel campo televisivo, come la conoscenza e i contatti con gli artisti, di saper confezionare un programma, saper fare servizi in esterna. Mentre nei programmi ad alto grado di formattabilità ci si può anche limitare all'aspetto progettuale. Fanno parte di questa categoria tutti i game show, la maggior parte dei reality, i people show più strutturati come La corrida e qualche talk.

Nelle zone di sovrapposizione troviamo i factual, un sottogenere che racconta dei fatti con scopo educativo. In questo filone sembrerebbe non esserci alcuna gabbia formattizzante evidente. In realtà è costituita dal racconto stesso ed al modo di raccontarlo. Si possono trovare tracce di formattizzazione anche in generi come il magazine o l’infotainment.

Le tipologie principali

Il fatto che un programma sia composto da più segmenti narrativi dipende dalla durata e dal tipo di struttura adottata. E il tipo di struttura dipende a sua volta dal genere a cui il programma appartiene. Battocchio individua tre poli d'attrazione principali: il game, lo show e il reality. All'interno di questo triangolo trovano spazio i vari generi e sottogeneri televisivi dell'intrattenimento. Chiameremo game show, varietà e reality show i macrogeneri che più sono vicini all'influsso dei tre poli indicati sopra e che comprendono al loro interno i generi, più ristretti e circoscritti.

Il game show

Il game show, che è quello più definibile nelle sue caratteristiche essenziali, presenta un altissimo grado di formattabilità, in quanto si basa su un vero e proprio regolamento. Si ha un game show quando viene determinato uno o più vincitori e/o uno o più perdenti. Infatti la presenza di vincitori e vinti costituisce l'essenza stessa del game. Il quiz è un game show in cui la determinazione dei vincitori avviene attraverso domande. Nel genere degli action le domande sono state sostituite da prove fisiche. Il panel game è un tipo di game in cui protagonisti sono vip, la cui presenza offre anche lo spunto per brevi siparietti che spingono questo genere verso la linea di tendenza dello spettacolo. Negli alea la determinazione del vincitore avviene sulla base della fortuna, dell'azzardo o dell'intuito. Il programma può essere completamente basato su questa modalità di gioco oppure ci può essere un segmento di alea inserito nel corpo di un game di diversa natura. Essendo il macrogenere con il grado di formattabilità più alto, si presta a combinazioni e contaminazioni di varia natura. Siamo nel magrogenere del game show quando la determinazione del vincitore dei perdenti coincide con la finalità primaria del programma. Se invece non coincide, abbiamo una struttura da game inserita in altri macrogeneri.

Il varietà

Siamo nel campo del varietà se l'elemento di successo del programma è di natura performativa, ovvero si basa sulle esibizioni artistiche dei partecipanti, siano essi professionisti dello spettacolo o meno. Questo filone può avere un grado di formattabilità medio, basso o nullo. I programmi rientranti in questo macrogenere sono molto destrutturati e privi di una gabbia formattizzante precisa e circoscritta. Fanno parziale eccezione i people show, ovvero i programmi che si basano sull'esibizione e su prove di varia natura affrontate da gente comune. Questo genere può essere collocato all'incrocio di tutti e tre i principali poli, ma lo facciamo rientrare in questo macrogenere dal momento che le esibizioni e le prove che i protagonisti del programma affrontano sono nella maggior parte dei casi di natura artistica (La corrida, I raccomandati, Beato tra le donne). Va inoltre citato come genere a sé stante i varietà puri, che si basano quasi esclusivamente su esibizioni artistiche di professionisti di ogni campo dello spettacolo, come cantanti, intrattenitori, attori e imitatori. A parte si possono considerare gli spettacoli basati su numeri di comici come Zelig, Rido, Bulldozer, Colorado Café.

La maggior differenza tra intrattenimento e fiction è data dal fatto che i protagonisti dell'intrattenimento non interpretano un ruolo, ma sono semplicemente loro stessi. Si può assegnare un programma al macrogenere del reality se la sua finalità principale e il suo maggior motivo di interesse non coincidono né con quelli del game show (determinazione di vincitori e vinti), né con quelli del varietà (esibizioni di tipo artistico), e neppure nel suo contenuto informativo. È il macrogenere più ibrido e più complesso. Non è presente una realtà ordinaria ma una realtà straordinaria, nel senso che è vera ma costruita ad hoc per un uso televisivo. Alcuni reality hanno un grado di formattabilità molto alto altri molto basso. Alcuni sono nuovi e non sono ancora del tutto codificati; altri invece non sono neppure definibili fino in fondo.

Gli emotainment sono un genere facile da definire. Il loro scopo primario è quello di far emergere, in maniera spettacolare, le emozioni degli ospiti in studio legate al loro vissuto pregresso. Ne fanno parte Stranamore, Carràmba, che sorpresa, C'è posta per te, Il treno dei desideri.

Più recente è lo psycho drama game, genere inventato con il Grande fratello. Gli elementi strutturali che caratterizzano i programmi appartenenti a questa categoria sono la reclusione di alcuni partecipanti in uno spazio delimitato, l'essere sotto l'occhio delle telecamere 24 ore al giorno, le nomination e le conseguenti eliminazioni. Il sottogenere di psycho drama game con protagonisti vip costituisce un sottogruppo a sé denominato psycho celebrity tra cui L'isola dei famosi, La fattoria, Il ristorante e La talpa.

Nato come costola degli psycho, ma ormai diventato un genere autonomo, il talent show è finalizzato alla formazione artistica e/o professionale di un gruppo di persone che devono dimostrare il loro talento e le loro capacità per imporsi sugli altri concorrenti, tra cui ricordiamo Popstars, Amici, Operazione trionfo e Campioni.

La docu-soap, è un genere ibrido, che racconta quasi in presa diretta storie di persone o di situazioni di varia vita quotidiana, senza far ricorso a sovrastrutture esterne che ne limitino il naturale sviluppo narrativo. Anche questo è un genere con basso grado di formattabilità.

Al di fuori dei tre poli principali vanno considerati i talk show, che si basano in larghissima parte sul contenuto informativo. L’infotainment privilegia l'aspetto della notizia e degli argomenti esposti.

Strutture di base dei macrogeneri

Le strutture di base dei macrogeneri con più alto grado di formattabilità (game e reality) sono tre:

  • Struttura lineare: C'è un unico segmento narrativo, autonomo, che si estende senza soluzione di continuità dall'inizio fino alla fine di ogni singola puntata del programma.
  • Struttura modulare: Prevede più segmenti all'interno di una singola puntata del programma, il quale si compone di tante storie differenti, che seguono tutte il medesimo schema narrativo anche se con diverso materiale umano.
  • Struttura a spirale: Può essere definita come una sorta di struttura lineare tesa su molte puntate.

La struttura lineare è la più efficiente, in quanto nell'arco temporale del programma viene raccontata una sola storia, con un solo percorso tensivo e un solo finale. Un percorso tensivo unico dovrebbe garantire una maggiore permanenza sul canale, dato che non ci sono cesure forti tra una storia e l'altra; mentre il finale unico garantisce una conclusione forte e definitiva al termine del programma. Perché risulti realmente efficace, questo unico e lungo segmento deve essere veramente solido, componendosi di tanti fatti veramente significativi, concatenati in modo logico e consequenziale l'uno all'altro. Il game show è quello che più facilmente si presta a questo tipo di struttura, in quanto tutti i fatti raccontati sono costruiti dal format. È proprio per questa sua capacità di generare fatti significativi a cadenza regolare che, quando in un programma appartenente a un altro genere viene adottata una struttura lineare, si fa quasi sempre ricorso a meccanismi ludici tipici del game per sostenere lo sviluppo della storia raccontata.

Quando però non si è in grado di garantire a un racconto unico una solidità sufficiente, è molto meglio ricorrere alla struttura modulare, che risulta adatta quando il programma è incentrato soprattutto sulla sfera emozionale dei protagonisti. Questa struttura permette di fissare ogni personaggio ha una sola emozione o vicenda. Si rinuncia così ad avere un'unica storia lineare e continua, ma in compenso si può contare su una variegata raccolta di momenti più intensi di un'intera galleria di personaggi. L'arco narrativo è molto più breve e deve limitarsi a seguire il climax di un solo evento; quando questo si conclude si passa a un altro segmento narrativo. Perché si abbia un vero format è necessario però trovare un filo rosso estremamente caratterizzante è comune a tutti questi programmi, che sia in grado di dare uniformità ai vari segmenti. Ci vuole una gabbia formattizzante forte e solida, che caratterizzi il format a livello strutturale e visivo, rendendolo così inconfondibile. La struttura modulare è tipica di quasi tutti gli emotainment che si basano sulla spettacolarizzazione dell'emozione degli individui.

La struttura a spirale unisce le due strutture precedenti. Si può definire come un'unica struttura lineare che si protrae per l'intera serie, anziché per una singola puntata del programma. Il format si compone di tanti segmenti modulari, costituiti dalle singole puntate. Questo modello va benissimo per gli psycho drama game, i quali sono caratterizzati da un elemento strutturale comune e che li connota: la lunghezza. La struttura spirale è la più indicata per supportare uno sviluppo di questo tipo, perché, dal punto di vista del livello del racconto, fa sì che in ogni puntata accada almeno un fatto estremamente significativo, e, dal punto di vista del livello dei personaggi, fa sì che il processo di maturazione delle emozioni subisca forti accelenzazioni.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gianbiker di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Format e prodotti televisivi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Cardini Daniela.
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