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Riassunto esame Grammatica Italiana, prof. Marco Biffi, libro consigliato La linguistica: un corso introduttivo", Torino, UTET (capitoli I, IV, VIII) Appunti scolastici Premium

“Riassunto per l'esame di Grammatica Italiana, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente "La linguistica: un corso introduttivo", M. Biffi: G. Berruto, M. Cerruti, Torino, UTET (capitoli I, IV, VIII). Gli argomenti trattati sono i seguenti: nozioni di linguistica generale (cos'è il linguaggio ecc), i 4 modi di analisi grammaticale. Vedi di più

Esame di Grammatica italiana docente Prof. M. Biffi

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ESTRATTO DOCUMENTO

c’è una frase

un criterio per stabilire e identificare le frasi è:

quando c’è una predicazione (contare verbi + frasi nominali)

Proposizione (o clausola): Frase con una unica predicazione.

per analizzare la frase la scomponiamo subito in costituenti immediati e

la riscriviamo con un indicatore sintagmatico (alberi etichettati)

Sintagma 4.2

Sintagma: minima combinazione di parole che funziona come

un’unità della struttura frasale.

sono costruiti attorno ad una testa (classe di parole che da

sola regge il sintagma) sulla cui base sono classificati e da cui

prendono il nome

Nominale, verbale, preposizionale (introduce e regge un

SN, non è indipendente

Criteri di riconoscimento dei sintagmi:

(spostarli all’interno della frase)

1) Mobilità

2) Scissione

3) Enunciabilità in isolamento

4) Coordinabilità

alla testa si attaccano sottocostituenti e molti creano

sintagmi complessi

in gg c’è teoria X barra che indica con apici ogni rango di

complessità

i rapporti sintattici devono essere evidenziati nell’indicatore sintagmatico

affinché si possano disambiguare frasi con diverse interpretazioni.

Funzioni sintattiche, strutturazione delle frasi e ordine dei

costituenti. 4.3

Funzioni sintattiche 4.3.1

per l’interpretazione semantica ci sono dei principi che regolano come si

susseguono gli elementi e la gerarchia dei loro rapporti

1) soggetto (chi fa l’azione)

3 ordini: 2) predicato verbale (l’azione)

3) oggetto (chi subisce l’azione)

a queste si aggiungono i complementi (in italiano retti da proposizione

quindi SPrep)

Schemi valenziali 4.3.2

Le funzioni sintattiche sono assegnate dagli schemi valenziali: per

formare la F si parte dal V

VALENZA (o argomento) implica e configura un quadro di elementi

chiamati in causa: ad ogni verbo vengono associate delle valenze.

V Monovalenti: camminare

Bivalenti: lodare

Trivalenti: spedire

Tetravalenti: spostare

Zerovalenti: atmosferici

omesse: pur intervenendo sempre nell’interpretazione

Valenze

semantica alcune valenze possono non essere espresse (in questo caso

si dice che non tutte le posizioni dello schema valenza sono saturate

Prima valenza: soggetto

Seconda valenza: oggetto nei verbi transitivi o può essere anche un

altro complemento

Circostanziali: costituenti molto importanti semanticamente che però

sintatticamente non svolgono alcuna funzione

(es. Luisa cuoce, con pazienza, la torta per tre ore)

Ruoli semantici: 4.3.3

Frase dalla prospettiva del significato: questa va intesa come una

scena in cui entità interpretano ruoli diversi, i ruoli semantici.

non c’è definizione o individuazione o lista per ruoli semantici ma 6

categorie son sicure:

1) agente (parte attiva che provoca ciò che succede)

2) paziente (parte passiva che subisce ciò che succede)

3) sperimentatore (entità che prova qualcosa o stato mentale)

trae beneficio dall’azione)

4) beneficiario (entità che

(entità inanimata mediante la quale avviene l’azione)

5) strumento (entità verso cui si dirige l’attività)

6) destinazione

e altri ruoli minori

i verbi possono avere tre ruoli: 1) processo

2) azione

3) stato

tra funzioni sintattiche e ruoli semantici ci sono rapporti preferenziali ma

non c’è corrispondenza biunivoca, per esempio nella frase passiva i ruoli

semantici sono diversi dalle funzioni sintattiche

Verbi transitivi

Verbi intransitivi: inaccusativi che hanno come ausiliare essere

inergativi che hanno come ausiliare avere

Struttura pragmatico informativa 4.3.4

produzione frase: 4 fasi

le prime 3 sono parte della struttura profonda, l’ultima della struttura

superficiale.

1) scegliere un predicato che reca con sé uno schema valenziale

2) in base alle valenze del verbo si dà interpretazione semantica

assegnando i ruoli semantici agli elementi

3) ruoli tradotti in funzioni sintattiche

4) esprimere il tutto

Organizzazione pragmatico informativa è il valore con cui le frasi sono

espresse nel loro contesto e ciò che il parlante vuol fare producendole

tipi di frasi: dichiarative

interrogative

esclamative

iussive (esortativa)

è ciò su cui viene fatta l’affermazione,

Tema e Rema: Tema rema è

ciò che si predica

Dato e nuovo: ciò che si sa già o ciò che si apprende con il messaggio

Dislocazione a sinistra (passiva)/destra (scissa) pone focus su

e implica la commutabilità dell’ordine dei costituenti

elementi particolari

della frase.

4 prospettive:

Configurazionale: SN + SV (struttura in costituenti)

Sintattica: sogg + pred verb (funzioni sintattiche)

Semantica: agente + paziente (ruoli semantici)

Pragmatico informativa: tema + rema

La Grammatica Generativa è composta da lessico e regole.

Regole di riscrittura a struttura sintagmatica.

X,Y e Z

Fondi e muovi sono due operazioni.

Certe caratteristiche di un soggetto o un predicato possono essere

indicate in parentesi graffa [Masc] o [Concr] ecc.

L’indicatore sintagmatico è la struttura globale della frase, che ha

una struttura superficiale e una profonda legata al significato.

Nella gg si inseriscono teste funzionali, che danno origine a SFless

(sintagma di flessione) e SComp (Sintagma del complementare).

A livello ancora più macro vale la teoria x barra, ove la x sta ad indicare

la testa del costrutto e comp. il suo modificatore diretto, spec. il

modificatore di un sottolivello superiore a quello della testa.

E’ un modo di comprendere una frase come “L’interpretazione di

Gramsci era molto scadente”, che può avere due sbocchi

semantici.

Le lingue possono essere testa+complemento, o complemento+testo

(come il latino).

Coordinazione -> proposizioni correlate senza rapporti di dipendenza(

con connettivi e, o, ma ecc)

Subordinazione -> proposizione principale e proposizione dipendente.

Frasi subordinate possono essere avverbiali (“benché piova”),

completive (“… dandogli un bacio”) e relative (“sembra CHE faccia bel

tempo”).

PRAGMATICA:

Alcune frasi hanno significato solo nel testo in cui sono inserite (es,

“Il cane abbaia. Maria lo vede tutto infuriato”

pronominalizzazione -

ANAFORA, “lo” è “il cane”). La catafora è il fenomeno contrario,

anticipato.

Deissi: proprietà dei segni linguistici di indicare elementi della situazione

extralinguistica. Es. “Qui!”, “Questo!” (se non ci troviamo nella stanza

non sappiamo di cosa si stia parlando).

Ellissi: omissione o mancanza di elementi in una frase che la rendono

incompleta ma comprensibile.”Dove vai?” (vado… “A casa”

-> -omesso-)

CAPITOLO 8

La Linguistica diventa specializzazione autonoma dopo la seconda metà

dell’Ottocento, studiando le lingue indoeuropee. La linguistica generale

nasce ancora dopo, nel 1916, con il Corso di Linguistica Generale di

Ferdinand de Saussure (scuola di Ginevra).

Già i greci parlarono di linguaggio e gli indiani (V e IV secolo a.C.);

● Platone parlò della lingua anticonvenzionalmente nel dialogo

Parlò dell’uso del linguaggio, parlando delle

del Cratilo. parole

come specchio delle idee e delle immagini mentali delle stesse.

● Aristotele (384-322 a.C.) sostiene che fra realtà e parole il

rapporto è molto più convenzionale, così come gli stoici. Fu il

primo ad analizzare la flessione e i casi grammaticali.

I grammatici greci divisero le parti del discorso in 8, divenute poi 9 (i

latini aggiunsero le interiezioni, che i greci non prevedevano).

● Nel medioevo Isidoro da Siviglia (540-636) scrisse 21 libri di

etimologie, la summa totale della conoscenza antica delle

etimologie delle parole.

● Grammatica Speculativa: XIII secolo e oltre, Boezio di Dacia e altri

modisti -> le parole si manifestano nel loro modo di significare,

che ne giustificano la semantica (lanciarono le basi per la

nascita del concetto di morfema). Dante Alighieri discusse sul

volgare nel De Vulgari Eloquentia.

● Nel Seicento i giansenisti sono essenziali nel dare solide basi alla

linguista moderna, poi discusse da Chomsky. Parlarono infatti di

una teoria grammaticale universale, valida per tutte le lingue e

ragionata (si basa sul rapporto pensiero-linguaggio).

● parlò dell’origine del linguaggio,

Nel Settecento Gianbattista Vico

che era contrario al razionalismo e il convenzionalismo. Vico dice

che il linguaggio si sviluppa in 3 tappe: - lingua primordiale

(divina), - lingua degli eroi - lingua del volgo.

OTTOCENTO

William Jones, giudice in India a fine 700, fu fra i promotori iniziali

della linguistica comparativa. Aprì la strada ad altri studiosi come

Rask e Bopp (padre della linguistica storico-comparativa, o

glottologia) che fecero grammatiche comparate di greco, sanscrito,

latino e altre. A inizio 800 vi furono altri studiosi della lingua come i

fratelli Grimm e i fratelli Schlegel.

teoria dell’evoluzione di Charles Darwin

August Scheleicher si ispirò alla

che concepisce le lingue come un organismo naturale: propose un

albero genealogico delle lingue indoeuropee e arrivo ad una prima

classificazione fra lingue isolanti, agglutinanti e flessive.

SECONDA META’ DELL’OTTOCENTO

● Vengono scoperte le leggi fonetiche da un gruppo tedesco di

neogrammatici. Questa scuola si ispira al positivismo e dice che

sono leggi infallibili, legate all’analogia. Elemento importante

dell’epoca, Herman Paul, che partì dai concetti dei neogrammatici

per giungere a teorie complessive.

● (fine 800) fondò l’Archivio

In Italia Graziadio Ascoli Glottologico

Italiano, prima rivista italiana linguistica che parlò dei fenomeni di

sostrato (influsso lingue soccombenti su lingue principali).

La linguistica di fine Ottocento e inizio Novecento aprono la strada alla

linguistica generale.

● William Whitney fu il fondatore della linguistica americana,

anticipando molte vedute moderne dicendo che la lingua è un

insito nell’uomo. Preparerà

fatto sociale, la strada per i medesimi

concetti in Saussure. Sweet e Passy crearono una Associazione

Fonetica Internazionale, che creò il primo AFI nel 1888.

NOVECENTO

Il 1916 è l’anno in cui nasce la linguistica generale con il trattato

postumo di Saussure, tratto dagli appunti dei suoi allievi a Ginevra. Punti

cardine in Saussure: studio diacronico e sincronico della lingua,

l’assunzione della nozione di sistema e il concetto di struttura globale

della lingua (da qui il nome di strutturalismo).

Breve storia della grammatica italiana.

Capitolo 1: (analisi grammatica)

esitono due tipologie di grammatiche: 1)DIACRONICHE:

grammatiche storiche, si occupano dell’evoluzione della lingua nel

tempo 2)SINCRONICHE: si occupano

dello stato della lingua in un determinato momento (periodo storico)

prime grammatiche Diacroniche dell’italiano

Tra le la più importante

è quella di Gerhard Rohlfs: che si occupa della lingua letteraria e dei

dialetti parlati sulla penisola in 3 volumi.

affianca al’evoluzione dell’italiano, quella dei dialetti

oltre agli studi di dialettologia e alle sue conoscenze il tedesco

approfondì sul campo con dati concreti raccolti di prima mano.

Primo volume: vocalismo (da quantità a qualità, quindi da 10 a 7

vocali)

prendono in rassegna anche aspetti minuti chiarendone l’origine e

la destinazione

Recentemente anche importanti studiosi italiani hanno composto

grammatiche storiche come Arrigo Castellani o Paolo D’Achile.

Per risolvere dubbi grammaticali bisogna consultare grammatiche

sincroniche che sono descrittive e normative. le più diffuse sono le

grammatiche scolastiche e quelle più approfonfondite come la

Grammatica di Serianni e Castelvecchi

La grande grammatica italiana di consultazione è uno strumento rivolto

agli specialisti che studiano la grammatica dal punto di vista della

moderna linguistica.

Capitolo 2: (storia grammatica)

La storia della grammatica si occupa di tutte le proposte e le diverse

posizioni che i grammatici hanno assunto nel corso dei secoli, a partire

dal quattrocento a oggi.

è prevalentemente storia di grammatiche sincroniche e normative,

almeno fino a quando non si è sviluppato un diverso atteggiamento,

seconda metà dell’Ottocento con l’avviamento dell’indagine

nella

grammaticale di tipo storico e con le realizzazioni più aggiornate e

moderne di oggi e del secolo scorso. è l’unico

La storia della grammatica italiana (1908) di Ciro Trabalza

manuale che tratta la storia della grammatica in Italia in maniera

completa e organica dal 400 al 800

non è più adeguato alle esigenze della ricerca moderna (dal punto

di vista metodologico) per il lungo arco di tempo trascorso dalla sua

pubblicazione.

contiene giudizi a volte poco oggettivi come quelli su Grammatica

ragionata (Francesco Soave 1771)

Secondo Benedetto Croce la grammatica esiste solo nelle sue

realizzazioni concrete, cioè nei discorsi e nelle opere letterarie, quindi

non è una scienza autonoma ed è inseparabile dalla letteratura.

Excursus di Teresa Poggi Salani: Grammatikographie (storia delle

grammatiche): indagine da 400 a 900 in cui si può constatare che nella

sostanziale conservatività della grammatica attraverso i secoli esiste

una lenta e graduale evoluzione, non cambiamenti repentini o grandi

rivoluzione perché le differenze tra la grammatica di oggi e quella delle

origini è solo lessicale e sintattica. Ciò che è realmente cambiato è il

modo di studiarla. di classificarla i categorie di descrivere gli elementi e i

fenomeni. nel libro I percorsi Grammaticali: l’intento

Percorsi di Giuseppe Patota:

è di ricostruire l’evoluzione della norma grammaticale e della sua

descrizione come prodotto “dei grandi movimenti che orientano il

pensiero, il commercio intellettuale, le prese di posizione intorno alla

lingua e alla questione della lingua” Discute dei vari atteggiamenti

prevalenti nei vari secoli. (nel periodo post Bembo si pensa a stile

di tre corone per la norma grammaticale, unica eccezione L.B.Alberti

e solo nel 1643 von Buommatei si arriverà alla grammatica ragionevole)

Grammaticografia di Ilaria Bonomi (strumento didattico non facilmente

reperibile): sintetico e puntuale profilo storico che oltre a esaminare la

produzione grammaticale dei vari secoli presta attenzione anche ai

problemi relativi all’istruzione e alla didattica dell’italiano.

Strumenti on-line:

accademia della crusca (1582 Firenze, primo dizionario da cui

prestigio 1612)

Fabbrica dell’italiano: database di oltre 2000 dizionari e quasi 400

grammatiche. per ognuna è possibile leggere alcune pagine

digitalizzate.

Capitolo 3 (400)

Il quattrocento: volgare ritenuto inferiore rispetto a latino, lingua con cui

venivano scritte le opere dai letterati.

GLI UMANISTI FRA LATINO E VOLGARE: affermazione del volgare:

processo lento e graduale, prime opere fine 12 e inizio 13 secolo. metà

500 lingua accettata da dotti quasi unanimità.

Per esempio il Canzoniere di Petrarca era ritenuta dall’autore la sua

opera minore, quasi un raffinato divertimento poetico perché scritto in

volgare e il titolo LATINO era Rerum vulgarium fragmenta

Dante invece con il Convivio prima e con il De Vulgari Eloquentia

dopo mette in risalto il volgare prima con il primo scritto filosofico in

volgare e poi con un’opera in latino per spiegare ai dotti le sue teorie.

Il Principio di imitazione: è necessario scrivere seguendo l’esempio di

Petrarca (per poesia o Boccaccio per prosa) , cioè imitandone lo stile e

la lingua, se vuoi raggiungere l’immortalità letteraria. Nel 500 questo

principio fu trasferito dal latino al volgare

COME NASCE IL VOLGARE?

Flavio Biondo e Leonardo Bruni: Due intellettuali che discutendo sulle

cause del crollo della romanità si soffermano su argomenti linguistici

● Secondo Biondo il latino si corruppe e si contaminò con le

invasioni barbariche, dando origine alle lingue romanze.

● Secondo Bruni esistevano già due diversi livelli linguistici.

La posizione di Bruni è la più vicina alle odierne teorie che

identificano l’origine del volgare nel cosiddetto “latino volgare”, ma

la più accettata nel 500 fu quella di Biondo, abbracciata anche da

Pietro Bembo.

Questo dibattito influì sulla realizzazione della prima grammatica del

volgare perché.

L.B.Alberti si soffermò sulla grammaticalità del volgare: la

posizione di Bruni implicava la non grammaticalità del volgare, mentre la

teoria di Biondo si

Cercò di promuovere la letteratura in volgare con gare

poetiche (Certame Coronario 1441) ma ebbe soprattutto un impegno

teorico: Nel III libro del trattato “Della Famiglia” riprende le

posizioni di Biondo ma implementò la sua analisi sostenendo che anche

il volgare sarebbe potuto essere elegante come il latino. Per

ottenere questo dovette promuoverlo in primo luogo tra i dotti

dimostrandone la grammaticalità.

La Grammatichetta Vaticana è importante perché riuscì a

dimostrare che il latino si fondava sulla grammatica.

Questa è la prima grammatica a livello europeo

che però rimase sconosciuta. Una copia nelle mani di Bembo che però

non aveva interesse a diffonderla. Prima diffusione con Trabalza.

Paternità certa dagli anni 60 e si chiama

Grammattichetta Vaticana perché è piccola e nei musei vaticani.

L’intento dell’Alberti è di dimostrare che la teoria

di Bruni, che ipotizzava una situazione di diglossia (paese con due

lingue distinte a livello sociale) si basava su un errore perché in

realtà è possibile individuare precise regole


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“Riassunto per l'esame di Grammatica Italiana, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente "La linguistica: un corso introduttivo", M. Biffi: G. Berruto, M. Cerruti, Torino, UTET (capitoli I, IV, VIII). Gli argomenti trattati sono i seguenti: nozioni di linguistica generale (cos'è il linguaggio ecc), i 4 modi di analisi grammaticale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere moderne
SSD:
Docente: Biffi Marco
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher milona94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Grammatica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Biffi Marco.

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