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Linguistica

Linguistica studio scientifico del linguaggio umano. È una disciplina che ha un

centinaio di anni ed è dunque relativamente giovane, la sua data di nascita si fa

Cours de linguistique générale

risalire al 1916 con la pubblicazione di di Ferdinand

de Saussure

Linguistica generale > si occupa di cosa sono, come sono fatte e come

 funzionano le lingue; altre categorie simili sono la linguistica teorica, la

sincronica e la descrittiva. Alla linguistica generale si contrappone la

glottologia = ambito che copre la linguistica storica e lo studio comparato

delle lingue antiche

Linguistica storica > si occupa dell’evoluzione delle lingue nel tempo, dei

 rapporti fra le lingue e tra lingue e cultura

- Franz Boas e la linguistica antropologica = studia le relazioni di un

linguaggio rispetto alla culturale e alla storia

- Antoine Meillet

- Otto Jespersen

- la Scuola di Praga: Nikolaj Trubeckoj, Roman Jakobson

- la Scuola di Copenaghen: Louis Hjelmslev e la glossematica

- Émile Benveniste

- da Edward Sapir allo strutturalismo americano:

Leonard Bloomfield, Zellig Harris, Joseph Greenberg, Kenneth Pike

- André Martinet

- Lucien Tesnière e la grammatica di valenza

- Michael Halliday e la linguistica funzionale

- La nascita della sociolinguistica: Eugenio Coseriu,

William Labov e DellHymes

- Noam Chomsky, le Syntactic structures (1957), e la linguistica generativa

Oggetto della linguistica sono quindi le lingue storico-naturali lingue nate

spontaneamente lungo il corso della civiltà umana e usate dagli esseri umani ora

e nel passato: italiano, francese, romeno, svedese, russo, cinese, tongano, latino,

sanscrito, swahili, tigrino, piemontese ecc.

Tutte queste lingue sono dunque espressioni del linguaggio verbale umano = la

facoltà innata dell’homo sapiens ed è uno (il più raffinato, complesso e duttile)

degli strumenti, modi e sistemi di comunicazione. Secondo questa definizione

dunque non ci sarebbe alcuna differenza tra lingua e dialetti in quanto tutti

sistemi linguistici usati da differenti gruppi sociali, ma la distinzione è basata

unicamente su considerazioni sociali e storico-culturali in funzione della

distribuzione negli usi sociolinguistica = studio dell’interazione tra lingua e

società, la variazione dei componenti linguistici e come le lingue si articolano in

varietà

Linguista persona consapevole di come le lingue funzionano senza che

necessariamente sappia parlarle esattamente come un poliglotta può non sapere

le regole di funzionamento di una lingua e non può non saperla insegnare. Studia

come cambiano, da dove derivano e le similitudini o differenze tra le diverse

lingue. Non è un integralista della grammatica ma decisive la lingua così come è

senza fini prescrittivi ma descrittivi

Linguistica acquisizionale studia il processo di avanzamento di una lingua

attraverso l’errore, senza considerarlo un indice di carenza di conoscenza

Le lingue

Risulta difficile individuarne il numero poiché questo dipende dai criteri adottati

Caratteristiche di una lingua

Grammatica e lessico in relazione tra loro

 

Vocabolario la sua grandezza non è significativa

 

Storia

La lingua cambia nel corso del tempo e presenta delle eccezioni

Lingue artificiali Lingue inventate spesso create a fini artistici

Es. Il klingoncostruita per essere la lingua straniera per eccellenza, ha un ordine

sintattico dei costituenti molto raro (OSV)

Linguaggio Capacità, potenzialità di comunicare la lingua in un determinato

modo, in natura esistono diverse modalità di comunicazione

Le tre categorie della comunicazione

 

Comunicazione in senso stretto Emittente intenzionale\ricevente

intenzionale (es. linguaggio umano, gesti, e sistemi artificiali di

comunicazione come i cartelli stradali)

 

Passaggio di informazione Emittente non intenzionale\ricevente

intenzionale (parte della comunicazione non verbale umana ossia posture

del corpo, orme di animali)

 

Formulazione di inferenze Nessun emittente\interpretante (es. case

dai tetti aguzzi > qui nevica spesso)

Dal primo all’ultimo gruppo l’insieme di conoscenze di riferimento, il codice, che

permette di interpretare correttamente l’informazione decodificando il valore dei

segni diventa man mano meno rigoroso, più vago e indeterminato e l’associazione

tra un segnale e l’informazione che esso veicola è affidata all’attività

dell’interprete e passibile di fraintendimenti. Comunicazione è quindi da intendere

come trasmissione intenzionale di un’informazione

Intenzionalità caratteristica principale della comunicazione: si ha comunicazione

quando c’è un comportamento prodotto da un emittente al fine di far passare

l’informazione e che viene percepito da un ricevente in modo intenzionale,

altrimenti si ha un semplice passaggio di informazione

Segno (in senso lato) unità fondamentale della comunicazione, singola entità

che fa da supporto alla comunicazione o al passaggio di informazione

La classificazione dei segni:

1. INDICI (sintomi) naturalmente\non intenzionali (basati sul rapporto

Motivati

causa o condizione scatenante – effetto; es. starnuto = raffreddore)

2. SEGNALI naturalmente\usati intenzionalmente (es. sbadiglio

Motivati

volontario = sono annoiato)

3. ICONE greco eikon = immagine) Motivati analogicamente\intenzionali

(dal

(basati sulla similarità di forma o struttura, riproducono proprietà dell’oggetto

designato; es. carte geografiche, mappe, fotografie, disegni, onomatopee)

4. SIMBOLIMotivati culturalmente\intenzionali (es. colore nero\bianco = lutto;

semaforo rosso = fermarsi)

5. SEGNI (in senso stretto) Arbitrari\intenzionali un sistema, composto da un

segnale, una referenza e un referente, che rinvia ad un contenuto (es. messaggi

linguistici, suoni al telefono di una linea occupata)

Il linguaggio verbale è composto da segni linguistici, prodotti intenzionalmente

dall'emittente e interpretati dal referente perché riconducibili a un codice.

Codice si intende l'insieme di corrispondenze, fissate per convenzione, fra

qualcosa e qualcos'altro che fornisce le regole di interpretazioni dei segni

Tutti i sistemi di comunicazione sono dei codici e da questo punto di vista i segni

linguistici costituiscono il codice lingua

Proprietà della lingua ossia del linguaggio verbale umano facoltà della specie Homo

sapiens sapiens

Biplanarità il segno è composto da due elementi:

 

1. significante = chiamato anche espressione, costituisce la parte esterna e fisica del

segno (es. la parola gatto pronunciata o scritta), è ogni modificazione fisica a cui

sia associabile un significato

2. significato = chiamato anche contenuto, ciò che il segno esprime, non percettibile

materialmente (es. il concetto o idea di gatto)

Arbitrarietà

Essi sono legati attraverso un rapporto arbitrario ossia non hanno alcun legame ma sono

posti per convenzione e tale arbitrarietà porta ad una serie di problemi quando si hanno

lingue a confronto (es. actually che non vuol dire attualmente): fraintendimenti tra vari

significati e significanti.

Quattro tipi di arbitrarietà della lingua:

1. Arbitrario è il rapporto tra segno nel suo complesso e referente (o designatum):

non c’è alcun legame tra naturale e concreto fra un elemento della realtà esterna e

il segno a cui questo è associato es.fra l’oggetto sedia e il segno sedia

2. Arbitrario è il rapporto tra significante e significato

3. Arbitrario è il rapporto tra forma (struttura, organizzazione interna) e sostanza

(insieme di fatti significabili) del significato (es. ita bosco\legno\legna in francese

bois per tutti)

4. Arbitrario è il rapporto tra forma e sostanza del significante (es. in latino anus con

la breve = vecchia, con la lunga = anello usando quindi suoni di carattere

distintivo, mentre in italiano il carattere del significante è fonico-acustico come ad

es. la durata delle vocali nella parola casa (breve) o caasa lunga, ma la scrittura è

la medesima)

Una parziale eccezione all’arbitrarietà del segno sono le onomatopee = parole che

riproducono o richiamano nel loro significante caratteri fisici di ciò che viene designato

(es. sussurrare, tintinnio)che presentano un

carattere iconico (convenzione) anche se cambiano

da una lingua all’altra benché il referente rimanga lo

stesso, ideofoni = espressioni imitative che

designano fenomeni naturali o azioni,

frequentemente usate nei fumetti (es. bang, bum) e

il fono simbolismo = i suoni hanno per la loro stessa

natura associati a sé certi significati (es. il suono i

chiusa e foneticamente piccola indica qualcosa di

piccolo: piccino, little)

Principio di iconismo l’idea di pluralità che implica più cose sarebbe evocata,

suggerita o riprodotta nella lingua dal fatto che la forma plurale contiene più materiale

fonico e linguistico della forma singolare

Il triangolo semiotico

Il terzo elemento del triangolo semiotico è chiamato referente = elemento della realtà

esterna, extralinguistica.

Doppia articolazione del segno il significante può essere scomposto secondo

 

fattori primi cioè può essere spezzettato in:

1. morfema (prima articolazione) = unità più piccola, parte di un segno ancora

portatrice di significato (es. -gatt e –o = felino domestico e uno, singolare) e che

sono suscettibili ad apparire col medesimo significato in altre parole (es. gatti,

gatte, gattino oppure libro, cucchiaio)

2. quando un morfema viene spezzato rimangono i pezzi singoli cioè i fonemi

(seconda articolazione) = unità prive di significato (g-a-t-t-o), da essi si formano i

morfemi, dal morfemi alle parole, dalle parole ai sintagmi, dai sintagmi alla frase e

dalla frase al testo.

La doppia articolazione costituisce una proprietà cardine del linguaggio verbale umano,

non esistono altri codici di comunicazione naturale che possiedano una doppia

articolazione piena e totale come la lingua. Essa consente alla lingua:

- economicità di funzionamento del sistema linguistico con un numero limitato di

unità di seconda articolazione si può costruire un numero grandissimo di unità

dotate di significato

- Principio della combinatorietà della sua struttura la lingua funziona combinando

unità minori prive di un significato proprio per formare un numero indefinito di

unità maggiori (segni) permettendo di creare infinite combinazioni

Trasportabilità del mezzo ogni messaggio detto, parlato è traducibile e

 

trasponibile in un equivalente messaggio scritto e viceversa

- Il significante dei segni linguistici può essere trasmesso per via:

1. fonico-acustica sotto forma di suoni e rumori prodotti dall’apparato fonatorio

umano che si propagano come onde sonore = il PARLATO

2. grafico-visiva vengono ricevuti dall’apparato uditivo sotto forma di segni,

tracciati sulla carta o su altro supporto solido e ricevuti tramite l’apparato visivo =

lo SCRITTO

- Priorità del parlato in quanto una delle proprietà del linguaggio è la fonicità:

1. Antropologica (realizzazione del linguaggio verbale umano attraverso il mezzo

grafico) > tutte le lingue che hanno una forma e un uso scritto sono e sono state

anche parlate mentre non tutte le lingue parlate hanno una forma scritta (es.

lingue in Africa e Oceania non hanno una scrittura), inoltre nella vita quotidiana

parliamo molto di più di quanto scriviamo ed il parlato è quindi impiegato i una

gamma più ampia di usi e funzioni

2. ontogenetica (relativa al singolo individuo) > ogni individuo umano impara prima

a parlare per via naturale e spontanea e solo in un secondo momento, attraverso

un addestramento guidato, a scrivere; inoltre non tutti sanno scrivere

3. filogenetica (relativa alla specie umana) > nella storia della nostra specie la

scrittura si è sviluppata molto dopo il parlare; le prime attestazioni di una forma di

scrittura di lingua risalgono a non più di cinque millenni prima di Cristo (scritture

pittografiche) e quelle di un sistema vero e proprio presso i Sumeri (scrittura

cuneiforme) circa nel 3500 a.C. e ritrovate a Uruk nella bassa Mesopotamia (oggi

Iraq). La scrittura alfabetica, che darà luogo al nostro alfabeto attuale, nasce

probabilmente sotto forma di scrittura consonantica che non registra le vocali

presso i Fenici (1300 a.C.) come sviluppo di quella ancora cuneiforme detta

ugaritica. Dalla scrittura fenicia derivano nel corso del primo millennio a.C.

l’alfabeto ebraico, aramaico e greco, da cui evolveranno quello cirillico e latino,

usato dalle lingue indoeuropee occidentali

- le origini del linguaggio molto antiche, qualcosa di comunicazione orale con

segni linguistici era già presente nell’Homo habilis, erectus e poi sicuramente

diventerà definitivo con l’Homo sapiens sapiens

Vantaggi del parlato rispetto allo scritto:

- utilizzo in qualsiasi condizione ambientale anche in presenza di ostacoli fra

emittente e ricevente e a relativa distanza

- impiego contemporaneo ad altre attività

- localizzazione della fonte di emittenza del messaggio

- ricezione contemporanea alla produzione del messaggio, avviene in diretta

- trasmissione rapida e simultanea a più destinatari

- evanescenza del messaggio, non occupa spazio, non ingombra il canale (può anche

essere uno svantaggio: scripta manent verba volant, permanenza del messaggio

scritto)

- ridotto consumo di energia

- Priorità dello scritto avere una forma scritta è un requisito indispensabile, lo

scritto ma maggior importanza, prestigio e utilità sociale e culturale, è uno

strumento di fissazione e trasmissione della tradizione culturale, letteraria, del

sapere scientifico, è il veicolo fondamentale dell’istruzione scolastica, ha validità

giuridica (importanza della firma per ogni atto)

Occorre anche sottolineare che la realizzazione parlata e quella scritta dei segni linguistici

non sono puramente la rappresentazione l’una dell’altra: lo scritto è nato come

fissazione, trascrizione stabile del parlato ma si è poi sviluppato con aspetti e caratteri

proprio, infatti non tutto ciò che fa parte del parlato (es. tono di voce, modulazione, ossia

i tratti paralinguistici) può essere reso nello scritto.

 

Linearità per linearità del segno si intende che il significante viene prodotto, si

realizza e si sviluppa in successione, nel tempo e/o nello spazio in modo lineare a

tal punto che non possiamo decodificare il segno e capire completamente il

messaggio se non dopo che siano stati attualizzati l’uno dopo l’altro tutti gli

elementi che lo costituiscono. Molti atri tipi di segni sono invece globali cioè

vengono concepiti come un tutto simultaneamente (es. segnali stradali, colore del

semaforo, gesti ecc.). L’ordine in cui si susseguono le parti del segno è inoltre

pertinente in modo fondamentale per il significato medesimo (Gianni chiama Maria

è diverso da Maria chiama Gianni)

 

Discretezza la linearità implica la monodimensionalità del segno, giacché il

significante si sviluppa in una sola direzione; per discretezza dei segni si intende il

fatto che la differenza fra gli elementi strutturali della lingua è assoluta, non

quantitativa o relativa: le unità della lingua non costituiscono una materia continua

ma c’è un confine preciso tra un elemento e un altro che sono distinti e separabili

(es. pollo con la p e bollo con la b sono due parole distinte e non hanno nulla in

comune dal punto di vista del significato e un’eventuale pronuncia intermedia

viene ricondotta ad una delle due forme non ad una parola che voglia dire qualcosa

di intermedio tra loro). Questo implica che nella lingua, a differenza delle grida o

delle interiezione (si può rendere l’intensità attraverso il tono di un “ahi”) ad es. un

gattooooo detto a voce alta non è più gatto del termine gatto in sé, quindi nella

lingua il significato non varia in proporzione al significante e viceversa

 

Onnipotenza semantica si può parlare di tutto, con la lingua è possibile dare

significato a qualsiasi contenuto, nel senso che un messaggio formulato in

qualunque altro codice o sistema di segni sarebbe sempre traducibile in lingua ma

non viceversa. Tuttavia è stato introdotto il concetto successivo dal momento che

appariva difficilmente provabile che con la lingua si possa davvero dire tutto e che

e che ogni messaggio può essere tradotto in uno linguistico (es. espressioni

artistiche o musicali)

 la

Plurifunzionalità della lingua lingua permette di adempire ad una lista molto

ampia e teoricamente illimitata di funzioni diverse, tra le funzioni più evidenti

troviamo:

a. esprimere il pensiero

b. Trasmettere informazioni

c. Instaurare, mantenere, regolare attività cooperative e rapporti sociali

d. Manifestare sentimenti e stati d’animo

e. Risolvere problemi

f. Creare mondi possibili (es. letteratura)

R. Jakobson propone uno schema composto da sei classi di funzioni, collegate ai sei

fattori necessari della comunicazione:

1. emotiva o espressiva esprimere sensazioni del parlante

2. metalinguistica specificare aspetti del codice

3. referenziale fornire informazioni sulla realtà esterna

 4. conativa per far agire in

qualche modo il ricevente

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marika.curletto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Corino Elisa.
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