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Breve storia della grammatica italiana

Di S. Fornara

Le grammatiche oggi

Esistono due tipi di grammatiche:

  • Grammatica diacronica: analizza dettagliatamente l'evoluzione della lingua nel corso del tempo.

- Scopo: tracciare la storia di tutti gli aspetti che formano e hanno formato una lingua (fonetica, morfologia, sintassi); anche attraverso l'individuazione di regole di trasformazione linguistica (vd. Leggi fonetiche).

- Caso dell'Italiano: grammatiche volte ai processi evolutivi che a partire dal latino hanno portato alla formazione della nostra lingua e dei nostri dialetti.

  • Grammatica di G. Rohlfs (1966-69)
    • Opera in tre volumi (Fonetica, Morfologia, Sintassi e formazione delle parole)
    • Opera di riferimento per gli studi di italianistica e assoluta ricchezza e puntualità delle osservazioni.
    • Taglio dato: affianca all'analisi dell'evoluzione dell'italiano quelle dei dialetti acquisizioni dalla dialettologia e da una ricerca fatta sul campo dallo studioso, non si limita a una descrizione della lingua letteraria (toscano) ma coinvolge anche i dialetti da Nord a Sud.
    • Numero di paragrafi: 1173 (disposti in modo continuo)
    • Es. paragrafi 1-4 della Fonetica: passaggio a un sistema vocalico da quantitativo a qualitativo – differenza coi sistemi vocalici di altri dialetti.
    • Es. libro 3, paragrafo 920: avverbio temporale domani (da de mane in toscano ma continuità in Sardo e in vaste aree dell'Italia meridionale di cras)
  • Grammatica di Meyer-Lubke (fine Ottocento)
    • Studi visti come punto di partenza da Rohlfs, soprattutto per quanto riguarda l'interesse per i dialetti.
    • Differenza: Meyer-Lubke fa analisi solo su documenti pubblicati e allora disponibile, mentre Rohlfs ci aggiunge una ricerca sul campo per quanto riguarda i dialetti.
  • Grammatica di Pavao Tekavcis (1972)
    • Impostazione più teorica
    • Si concentra sull'italiano letterario (poco interesse ai dialetti), già opera molto minuziosa fatta da Rohlfs.
  • Grammatica di Castellani (2000)
    • Grammatica per specialisti
    • Portato a termine solo il primo volume ("Introduzione" = 600 pp.)
    • Tratta della formazione dell'italiano, influssi germanici e galloromanza, varietà toscane nel Medioevo formazione della prima lingua letteraria italiana.
  • Grammatica di D'Achille (2001)
  • Grammatica di Patota (2002)
  • Grammatica di Serianni (1998)

Grammatiche più accessibili, non solo per professionisti, che riescono a spiegare i tratti principali della storia dell'italiano.

  • Grammatica sincronica: descrive lo stato della lingua in un dato periodo, o così come è testimoniato da documenti concreti, prodotti in un specifico momento storico.
    • Descrittiva: descrive la struttura e la caratteristica di una lingua senza dire se è giusto o sbagliato.
    • Normativa: comportamenti linguistici da seguire e da evitare, perché ritenuti scorretti o poco eleganti.

- La Grammatica di Serianni e Castelvecchi (1988)

  • Punto di riferimento per chiunque si occupi di grammatica.
  • Grammatica di tipo tradizionale (indice: 13-14 capitoli; prima parte grafia e fonologia; parti del discorso; sintassi e morfologia).
  • Tentativo di conciliare insieme aspetto descritto e normativo (linguisti di oggi= descrizione della lingua e dei suoi errori che devono essere spiegati e analizzati confrontando coi dialetti).
  • Analisi delle varie possibilità e alternative che derivano dall'uso di altri registri linguistici (più colloquiali).
  • Es. 1: pneumatico uso dell'articolo lo e uno, fa vedere che nella lingua familiare si usano spesso anche il un, non viene espressa nessuna condanna.
  • Es. 2: pronome ci come complemento di termine per la 3a-6a persona in espressioni come "ci dico", non è accettabile perché popolare ma usato in tutta Italia.
  • Riferimenti a usi antichi, oggi caduti o cambiati, es. agg. indefinito qualche poteva essere usato anche con sostantivi plurali.
  • Materia divisa in parti del discorso (N, Ar, Ag, Pn, Pp, C, I V, Av).

- La Grande Grammatica Italiana di consultazione (1988-95)

  • Frutto di un lavoro di equipe (34 collaboratori), discussione e confronto possono dare risultati superiori, più adeguati alle esigenze della scienza odierna.
  • Interesse per tutte le forme usate nella lingua, anche quelle scorrette (es. a me mi piace).
  • Forme precedute da asterisco: non sono accettabili dal punto di vista grammaticale (es. *se stesso ha lodato Mario).
  • La trattazione parte dalla frase per poi passare alle singole parti del discorso.
  • Grammatica per professionisti, per condurre un'analisi rigorosa e approfondita delle strutture che formano la lingua italiana.

La storia della grammatica

Il campo di indagine

In Italia la nascita della grammatica è legata alla Letteratura (soprattutto con l'affermazione delle tre corone). - Il volgare assunse importanza proprio grazie all'uso letterario fatto da questi tre autori. Tale situazione portò al fatto che i grammatici si dovettero interrogare sulle regole della nuova lingua.

- Non tutti però la pensavano allo stesso modo (chi voleva per es. rivalutare il ruolo del toscano, del toscano parlato e non fare solo riferimento alla lingua letteraria) queste situazioni portarono alla pubblicazione di vari scambi di idee e di opere grammaticali, fino alla questione della lingua.

Il succedersi delle varie proposte e delle varie posizioni che i grammatici assunsero nei secoli è appunto il campo di indagine della storia delle grammatiche. Fino all'Ottocento (nascente interesse per la storia) e al Novecento (realizzazioni), la storia della grammatica è stata storia delle grammatiche sincroniche e normative (o prescrittive= fissano determinate regole grammaticali). - precisazione di Renzi: le grammatiche antiche non potevano essere prescrittive ma prima è descrittive. Difficile individuare regole e comportamenti linguistici da seguire, senza prima descrivere la lingua di cui stiamo parlando.

Atteggiamento antichi grammatici

Si lasciavano andare ad atteggiamenti rigidamente normativi, manifestazione di preferenze personali e scelte di gusto che nulla hanno a che fare con la linguistica.

Atteggiamento moderni studiosi

Mirano a descrivere e intendono con descrizione un atteggiamento equilibrato e quanto possibile oggettivo, per mezzo del quale studiare la lingua in modo rigoroso e in ogni suo aspetto, senza lasciarsi andare a facili sentenze di condanna.

Una storia della grammatica per quanto breve, deve ovviamente tener conto di questo cambiamento mentale: le storie delle grammatiche risultano ostili perché i loro autori trovano spesso troppo difficili rilevare le differenze tecniche minute tra un'opera e l'altra. Le storie (come quella del Trabalza) si concentrano spesso sui fatti esterni, sui presupposti della genesi dell'opera, sull'accoglienza ricevuta ecc. (lavoro utile ma presupposto allo studio di una grammatica).

La grammatica oltre la grammatica

La storia della grammatica non è fatta solo di opere strettamente grammaticali.

- Es. Sintassi: fa parte della grammatica moderna ma non fu sempre così; la sintassi divenne costante oggetto di analisi da parte dei grammatici piuttosto tardi, solo nell'Ottocento.

  • Avvenne solo perché la sintassi, intesa come disposizione delle parti del discorso, era considerata pertinente di discipline affini, come appunto la retorica.

- Si occuparono di questioni grammaticali anche autori di trattati di punteggiatura, così come gli autori di opere logico-filosofiche.

- Produzione editoriale didattica dell'Ottocento: è formata da una serie di opere complementari alle grammatiche vere e proprie (prontuari di pronuncia, di ortografia, raccolte di esercizi e i libri di lettura che affiancavano le grammatiche e le completavano ampliandole).

Ciro Trabalza e l'eredità crociana

Ciro Trabalza in "Storia della grammatica italiana" (1908)

  • Unico manuale tutt'oggi disponibile che tratta la storia delle grammatiche in Italia in modo completo e organico (dal 400 all'800).
  • Tuttavia, dato che è vecchio, non soddisfa più le esigenze delle ricerche moderne.
  • Presenza di giudizi poco oggettivi che sono anche ferme condanne che non scaturiscono però da un'attenta analisi del testo in questione.
  • Sentenza de "La grammatica ragionata" di Francesco Soave (1771) ritenuta opera di scarso valore, prodotta da un ingegno alquanto superficiale e per non degna di ammirazione.
  • Studi più recenti hanno portato a una rivalutazione del Soave (aggiornamento e analisi della tradizione grammaticale passata).
  • Trabalza dimostra di non avere avuto l'editio princeps (1771) ma di basare le sue conclusioni su edizioni e ristampe successive non ben identificabili (infatti indica erroneamente come data della prima edizione il 1770).

Oggi conosciamo meglio la storia del Soave e sappiamo che ci sono stati dei rimaneggiamenti dopo la morte dell'autore per mano di curatori ed editori (si spera quindi in un'analisi scientifica accurata o almeno che lo studioso dichiari a quale edizione fa riferimento).

  • Tuttavia il Trabalza è un punto di riferimento importante per gli studi delle grammatiche.
  • Frutto di un'epoca segnata dalla posizione di Benedetto Croce (Trabalza ammiratore di Croce)
    • Considerava la grammatica uno strumento con esclusive finalità empiriche e didattiche, non elevabili al rango di scienza (vd. Posizione filosofica crociana di stampo idealista).
    • Nell'introduzione si fa a più riprese alle parole di Croce: la grammatica esiste solo nelle sue realizzazioni concrete, cioè nei discorsi e nelle opere letterarie, e non come scienza autonoma (grammatica inseparabile dalla lettura).
    • Le categorie grammaticali come nome, verbo, pronome e le parti grammaticali come fonologia, sintassi e metrica sarebbero utili solo come aiuti alla memoria.

Articoli, saggi e risorse online

I pochi studi e articoli sono materiali preziosi (trattazioni della storia della grammatica nel suo complesso). Sono molti i lavori incentrati sui periodi più ristretti o su argomenti specifici.

  1. Grammatikographie di Teresa Poggi Salani (1988, pubblicato all'estero)
    • Il nucleo centrale dell'articolo è un prezioso excursus delle principali grammatiche dal 400 al 900, su casi concreti è possibile individuare l'evoluzione della norma risponde all'esigenza moderna di verificare sul campo (cioè nella prassi grammaticale) l'atteggiamento dei grammatici, andando oltre la dichiarazione di intenti e le prese di posizione teoriche.
    • Vediamo che pur nella conservatività, ci sono delle evoluzioni molto lente e graduali.
  2. I percorsi grammaticali di Patota (1993)
    • Intento: ricostruire l'evoluzione della norma grammaticale e della sua descrizione come prodotto dei grandi movimenti che orientarono il pensiero, il commercio intellettuale, le prese di posizione intorno alla lingua e alla questione della lingua; atteggiamenti prevalenti nei vari periodi storici discussi.
    • Es. Grammatica degli umanisti: norma è fortemente legata alla presentazione di un modello linguistico-letterario ben definito, fondato sulla lingua di Dante, Petrarca e Boccaccio.
    • Questa tendenza si manifestò soprattutto nelle opere del Fortunio e di Bembo.
    • Solo con la grammatica del Buonmattei (1643) si verificò una svolta decisiva nella descrizione grammaticale; tentò di conciliare l'autorità delle tre corone con l'uso moderno, cercando di valutare quali fossero le norme e le regole più ragionevoli.
    • Patota ha deciso di procedere per sommi capi, toccando i momenti più importanti e le opere più significative, senza però trascurare casi concreti di prassi grammaticale.
  3. La grammaticografia di Ilaria Bonomi
    • Sintetico e puntuale profilo storico della grammaticografia italiana che non analizza solo la produzione grammaticale dei vari secoli ma presta attenzione anche ai problemi relativi all'istruzione e alla didattica dell'Italiano.
    • Sezione antologica: pagine tratte dalle principali grammatiche del XV-XIX secolo (libro non facile da reperire - solo dispense universitarie).
  4. Altre risorse
    • Libri di Migliorini (1997), Marazzini (2002).
    • Volumi della collana diretta da Francesco Bruni per il Mulino: ogni secolo scritto da uno studioso (Serianni 2 tomi sull'800 e Nencioni volume sulla lingua di Manzoni).
    • Brevi ma intensi paragrafi dedicati alla storia della grammatica.
    • Aggiornano il Trabalza e inseriscono l'evoluzione grammaticali nel quadro della questione della lingua.
    • Lepschy (1990-1994): storia delle teorie linguistiche a livello mondiale e per capire la tradizione latina e gli sviluppi successivi.
  5. La fabbrica dell'Italiano (www.accademiadellacrusca.it – www.fabbricadellitaliano.it)
    • Si possono consultare le banche dati relative agli oltre 2000 dizionari e alle quasi 400 grammatiche possedute dall'Accademia.
    • Sezione delle grammatiche è Cinque secoli di Grammatiche (a cura di Nicoletta Maraschio) e riguarda le opere conservate nel Fondo Grammatiche dell'Accademia.
    • Accurata scheda bibliografica e immagini digitalizzate (primo sguardo di insieme sull'impostazione e sulla struttura delle opere).
    • Corpus di approfondimento costituito dalle grammatiche più antiche, edite nei secoli XVI e XVII secolo.
    • Oltre alla scheda, si può consultare approfondimenti sugli autori e sui contenuti dell'opera, e le immagini digitalizzate sono un numero superiore di pagine. (Possibile vedere l'atteggiamento concreto del grammatico).
    • Riferimenti aggiornati e completi.
    • Può essere utile per avere un primo panorama sulla produzione grammaticale italiana, dalle origini a oggi, fornendo spunti anche su ulteriori approfondimenti.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher milona94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Grammatica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Biffi Marco.
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