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5. Il Seicento

Venne stampato in questo secolo il vocabolario degli accademici della Crusca

- Stampato nel 1612 a Venezia (non a Firenze per motivi economici l’accademia era una

associazione privata che si autofinanziava.

- Uno dei membri più autorevoli fu Leonardo Salviati 

➢ Autore de Avvertimenti della lingua sopra ‘l Decamerone (1584-1586) scritto dopo

Ercolano (1570) del Varchi dove affiancava alla lingua delle tre corone il parlato del popolo

colto di Firenze

➢ Dà ampio spazio agli autori minori che fossero: fiorentini, vissuti nel Trecento, scrivessero in

toscano.

➢ Salviati celebra il ruolo della lingua parlata anche del popolo del 300.

➢ Sostiene il decadimento dello stile fiorentino dei secoli successivi (fondatore del purismo che

tornerà in auge nell’ 800)

➢ Introduce l’articolo determinativo col nome di accompagnanome

- Nel percorso avviato dal Varchi e dal Salviati si arriva alla stampa del vocabolario della Crusca

Il vocabolario della Crusca

Il vocabolario in questione comprende le tre corone e gli autori del trecento minori + integrato con l’uso

moderno fiorentino ( Documentato attraverso gli scrittori antichi 300schiper mostrare così la continuità

con la lingua antica)

- Le fonti erano manoscritti inediti e che si trovavano negli archivi della crusca non era quindi

possibile verificare le fonti (Tasso è escluso dal canone)

2^ edizione: 1623 solo qualche correzione

3^edizione: 1691 più citazioni e voci (da 1 a 3 volumi); include nello spoglio Guicciardini, Castiglione e

Tasso; voci scientifiche da Galileo, Redi e Malgalotti.

4^/5^ edizione:1729- 1738

Contro la Crusca

1. Anticrusca di Paolo Beni (1612)

– opponevo gli scrittori del Cinquecento al canone del Bembo

2. La secchia rapita di Tassoni

- Poema eroico che faceva osservazioni sulle prime edizioni del vocabolario

- Poco chiara la comunicazione col modello del trecento

- Propone il canone della corte di Roma

3. Il torto e il diritto del non si può (1655 )di Daniello Bartoli

- Contro l’autoritarismo dei grammatici che spesso giudicavano una norma scorretta solo perché

fuori dal loro gusto.

Della Lingua toscana di Bonmattei (1643)

Primo volume (7 trattati) si chiamava Delle cagioni della lingua toscana (Venezia, 1623).

L’opera finale è in due volumi (il terzo non fu pubblicato)

- 2° volume: 12 trattati sulle diverse parti del discorso.

➢ Influenza della grammatica inedita di salviati che ne distingueva ben 10. 

- Nella premessa sostiene di aver indagato senza accettare a priori la tradizione definisce cosa

sia la lingua e da quali elementi sia costituita.

- Utilizza le categorie di SOSTANZA e ACCIDENTE di Aristotele per spiegare i fatti linguistici

➢ Riprende i Casi della lingua latina (1540) di Giulio Cesare Scaligero.

Vuole rivolgersi a tutti, senza presupporre conoscenze acquisite.

- Sintetizza gli studi fino ad allora per meglio insegnare come funzioni il toscano

- Incoraggio il lettore inesperto a leggere prima il 2° libro perché vera e propria grammatica

pratica.

Fra le categorie individua anche:

- Segnacasi preposizioni che hanno la funzione della desinenza latina.

- Preposizioni vere e proprie che a volte hanno delle forme comuni.

- Ripieni parti non ritenute necessarie per la competenza grammaticale.

Buonmattei oltre che al Salviati guarda anche a Bembo, Varchi, e Castelvetro.

Pregi maggiori della sua opera:

ricerca dell’equilibrio tra autorità dell’antico (uso dei termini latini per la classificazione) e uso moderno della

lingua dà un senso di ragionevolezza.

Altre grammatiche

1. Osservazioni della lingua italiana di Mambelli (1644: secondo libro; 1685: primo libro)

- tratta del verbo affiancato a particelle : ar, pn, av, pp, c, i le voci vengono trattate in ordine

alfabetico.

- È spoglio di documenti antichi

- Presenta una trattazione non omogena della sintassi.

2. Trattato della lingua di Giacomo Pergamini (1613)

- Grammatica completa a impianto tradizionale sulla base delle 3 corone e altre trecenteschi fino

a Passavanti e Villani.

- Lo schematismo rende l’opera molto pratica come il suo ricco indice

- Il ricorso ricco ad esempi a volte è a discapito dell’enunciazione delle regole.

- Include una sua opera precedente (il memoriale della lingua italiana, 1602) e una premessa al

lettore dove dice di aver fatto la grammatica perché quelle precedenti non erano state esaustive.

3. Avvertimenti grammaticali per scrivere in lingua italiana di sforza Pallavicino (1661, Roma)

- Una serie di informazioni (non una grammatica) di consigli senza rimandi alle opere di

riferimento.

4. Della costituzione irregolare della lingua toscana di Benedetto Menzini (1679)

5. Degli autori del ben parlare di Giuseppe degli Aromatari (1643)

- È una raccolta di testi di argomento grammaticale di vari autori (Fortunio, Bembo, Corso, Dolce,

Giambullari, Buonmattei)

Alcune norme

Due linee: 1. Purista e conservativa 2. Ragionevole e aperta

1. Numero delle coniugazioni: 3 (are, ere, ire) per Buonmattei (non accetta altri grammatici)

2. Il congiuntivo: non si stacca dalla tradizione grammaticale

3. Il condizionale: è sinonimo di congiuntivo

4. Prima forma di indicativo imperfetto: accolta solo la -a, la -o citata solo per condannarla

5. Lui/lei come soggetto: non accolti radicalmente

6. Distinzione aggettivo: è una sottocategoria del nome 6.Il Settecento

Attraverso un processo graduale la grammatica diventa da strumento per letterati uno strumento didattico.

Prima metà del secolo

1. Pratica e compendiosa istruzione a principianti, circa l’uso emandato et elegante della lingua italiana

di Benedetto Rocacci (1711)

- non era per i totali inesperti

- diffusa perché approvata dalla Crusca

2. regole per la toscana favella (1721) e Lezioni di lingua toscana (1722) di Girolamo Gigli

- introduzione di espedienti di didattici: esercizi modellati sulle grammatiche latine; specchietti

riassuntivi riguardanti i verbi (con le diverse forme concorrenti dello stesso verbo

- impronta dovuta al fatto che Gigli insegnava Toscana favella allo Studium Senese per gli stranieri

3. della lingua nobile d’Italia di Niccolò Amenta (1723- 1724)

- di stampo bembiano depurato dalle forme più arcaiche e toscane

4. lezioni di lingua toscana di Domenico Maria Manni (1737)

- discussioni specifiche su questioni anche di interesse filologico

- dava molte conoscenze pregresse come scontate

- frequenti discussioni

5. grammatica italiana per uso de’ giovanetti di Jacopo Antonio Nelli (1744)

- pensata per principianti

- 3 parti: 1. Le parti del discorso 2. Regole grammaticali 3. Ortografia

- Introduce gli alunni gradualmente

in generale tutti si avvicinano alla tradizione normativa latina

6. Regole per il seminario di Bologna di Corticelli (1745)

- Non per principianti ma per studenti provenienti da un ceto medio alto

- Prende riferimenti dalla grammatica latina di Manuel Alvarez

- Metodo: esposizione ordinata e facilmente consultabile.

- 1° libro: 8 parti del discorso

2° libro: sintassi svolta! Prima non era stata affrontata in modo approfondito

3° libro: ortografia, pronuncia, punteggiatura

- Identifica la costruzione regolare SVO (opposta alla costruzione irregolare frequente nel

Decamerone)

- Legame col vocabolario della Crusca

➢ 1729-1738: 4^ edizione del Vocabolario della Crusca

➢ Passo indietro rispetto alla terza edizione

➢ È molto forte l’autorità, gli esempi nella grammatica sono quelli delle tre corone e del

vocabolario.

➢ Mostra lo stretto legame tra grammatiche e vocabolario.

- La grammatica del Corticelli fu usata fino al primo decennio del Novecento.

La situazione scolastica

Prima: l’insegnamento era monopolizzato dalla Chiesa

- Insegnanti del clero= gesuiti insegnamento basato sull’apprendimento mnemonico e

nozionistico

- Non era previsto l’insegnamento della lingua materna (era un insegnamento complementare,

subordinato al latino)

Durante: la frammentazione politica non aiutava lo sviluppo di un’unica politica scolastica la moltitudine

di stati comportò notevoli differenze fra stato e stato anche sul versante scolastico.

- L’entrata dei singoli stati nella politica scolastica determina la perdita del monopolio da parte

della Chiesa

XVIII secolo: insegnamento dell’italiano entrò ufficialmente nella scuola.

Seconda metà del secolo

Gli intellettuali sono più attenti ai problemi dell’istruzione e vedono necessario liberarsi della forte

componente intellettuale e di insegnare prima l’italiano e poi il latino.

Erano: MURATORI, FACCIOLATI, TAGLIAZUCCHI, SORESI, SOAVE

1. I rudimenti della lingua italiana di Soresi (1756)

- Manuale per principianti

- Critica i modelli del passato non didattici 

- Sostiene che si debba insegnare prima l’italiano sovvertendo l’ordine tradizionale.

- Distingue il nome dall’aggettivo (con l’esempio di cosa “cosa uomo”, “Cosa onesta”)

- A Soresi fu affidata la sistemazione didattica dell’area lombarda importa il modello

proveniente dalle scuole austriache.

Port-Royal e Soave

Nuove teorie metodologiche su teorie pedagogiche e linguistiche del XVIII secolo dalla scuola di Port-Royal

Grammatiche generali e ragionate di Lancelot e Arnauld (1660)

- Prodotto dalle teorie che sostengono che esistono principi universali alla base di tutte le lingue

 grammatiche generali

Francesco Soave: appartiene alla congregazione dei padri somaschi (in contrasto coi metodi gesuiti)

- Attuò una riforma elementare (opera nel ducato di Parma ed è uno di grammatici più attivi nel

700)

- Riforma dell’università: voluta dal ministro francese Du Tillot (1768 cacciati i gesuiti dal ducato)

Grammatica ragionata della lingua italiana (1771) di Francesco Soave

- Fonde la tradizione grammaticale italiana con le teorie linguistiche e pedagogiche francesi.

- Sostiene che il linguaggio sia manifestazione del pensiero e le idee si rappresentano con le

parole che si formano a partire dall’esperienza sensibile.

- Elabora le leggi dell’esperienza senza ignorare le strutture universali ad ogni lingua unisce

empirismo e logistica teorica.

- Soave vuole ragionare sulla lingua: l’opera è scorrevole.

- 1,2,3 parte: le parti del discorso (8)

- 4 parte: sintassi

- 5 parte: ortografia

- Innovazione di Soave:

1. Esempi tratti dall’uso e non dall’autore

2. Distinzione di diversi registri comunicativi

3. Classificazione proposizioni

4. Maggior indipendenza della grammatica latina

5. Distinzione condizionale

6. Considerazioni comparative con altre lingue

7. Interesse per la sinonimia

La norma

1. Il numero di coniugazioni

- 3: Buonmattei, Soave (ne indica comunque 4), Nelli, Soresi

- 4: Corticelli

- Manni indeciso

2. Congiuntivo

- Senesi e Soave annullano la distinzione fra congiuntivo e ottativo lo chiamano unicamente

soggiuntivo.

3. Condizionale

- Soave lo distingue e lo chiama condizionale

4. 1^ persona indicativo imperfetto

- In -a all’unanime; in -o nei contesti familiari

5. Lui/lei soggetto

- No, solo nei contesti familiari

6. aggettivo ancora definito come nome- aggettivo. 7. L’Ottocento

Prima metà del secolo 

Prevalsero le ristampe o riedizioni delle grammatiche precedenti le nuove grammatiche si dividono in due

filoni: GRAMMATICHE RAGIONATE (da Soave) GRAMMATICHE PURISTICHE

1. Analisi del linguaggio” 1818 di Mariano Ebbero rigore tra fine 700 e inizi 800 contro la

Gigli crescente influenza della lingua francese in Italia.

Bandisce qualsiasi riferimento alle partizioni

consuete delle grammatiche. 1. Dissertazione sopra lo stato presente della

Rinuncia all’intento normativo. lingua italiana (1808) di Antonio Cesari

Favorisce una descrizione teorica della lingua a Ritorno ai modelli trecenteschi

partire da criteri semantici. Affianca alla Crusca Veronese.

Molto inattuale ma raccolse seguito.

2. Teoria della lingua italiana 1826 di Giovanni

Romani 2. Regole elementari della lingua italiana

Vuole chiarire le lacune dovute alla mancanza delle (1833) di Basilio Puoti

descrizioni grammatico- filosofiche. Basato sulla lingua toscana trecentesca, non aperto

Vuole chiarire i principi che regolano il all’uso

funzionamento della lingua e il suo apprendimento. 1 parte : le parti del discorso (10)

Romani deve la sua inclinazione logico- semantica al 2 parte: sintassi ortografia e pronuncia

suo lavoro di lessicografo. Attenzione all’aspetto didattico con istruzioni

rivolte ai maestri.

La fortuna delle grammatiche razionali durò fino alla

fine del secolo.

Sviluppo delle grammatiche elementari

1. Introduzione alla grammatica italiana per uno della classe seconda delle scuole elementari (1825) di

Giovanni Gherardini

- Struttura semplice e chiara con esempi specchietti esercizi e questionari, avvertenze per i maestri

- Scrive anche Appendice alle grammatiche italiane su ortografia e sintassi.

2. Grammatica della lingua italiana (1828) di Francesco Ambrosoli

- Influsso sia della grammatica ragionata che della tradizionale.

- Atteggiamento meno rigido.

Seconda metà del secolo

Grammatica nuovissima della lingua italiana (1856- 57) di Leopoldo Rodinò

- Sia regole generali che particolari attraverso un ragionamento logico

- Lunga prefazione con suggerimenti per i maestri

L’Italiano attraverso il dialetto

L’abate Cesari fu il primo a scrivere grammatiche che spiegano l’italiano a partire dal dialetto (attraverso il

confronto con una lingua che gli allievi conoscevano)

- Non prese piede ma produsse grammatiche (quella del Fulci)

I repertori

Teorie e prospetto ossia dizionario critico de’ verbi italiani coniugati 1814 di Marco Mastrofini

- Forme verbali classificate in regolare – antico- poetico- incero- erroneo.

L’Unità d’Italia

Ritorna con vigore il dibattito linguistico come conseguenza di: 1. Ricerca di una lingua comune 2.

Ampliamento del mercato editoriale

- Due linee si fronteggiano: quella TOSCANA- MANZONIANA (Corticelli e Puoti) e quella PURISTICA-

CLASSICISTICA (Moise Fornaciari)

LINEA PURISTICA- CLASSICISTA LINEA TOSCANA- MANZONIANA

1. Grammatica della lingua italiana (1867) di Manzoni aveva una concezione democratica della

Moise cultura: non solo per i dotti.

Sono 3 libri: ortografia, pronuncia, etimologia, Dopo l’unità EMILIO BROGLIO, ministro della

morfologia e sintassi pubblica istruzione affida a Manzoni il compito di

Grammatica filosofica che insegnasse regole scrivere un resoconto sullo stato della lingua

pratiche e le ragioni dietro alle regole italiana: dell’unità della lingua e dei mezzi per

Ricca di citazioni adatta alla consutazione diffonderla (1868)

Introduce una riforma ortografica: - Uso del toscano, preferenza di

- Abbreviazioni, simboli (poco pratico per insegnanti nati in toscana (alle

i giovani) magistrali ammessi solo insegnanti

- Abbandonata però nella seconda toscani.

edizione del 1878 Gli si contrappose ISAIA ASCOLI: l’unità linguistica si

Grammatichetta della lingua italiana (1874): dovesse raggiungere in modo graduale e non con

compendio di 150 pagine per i fanciulli delle prime una norma legislativa.

scuole. - Non si potevano ignorare le differenze

regionali

2. Grammatica storica della lingua italiana - Promuoveva l’insegnamento dell’

(1872) di Fornaciari Italiano a partire dal dialetto

Influenzato dall’interesse generalizzato in Europa Vocabolari manzoniani

per la grammatica storica di Friedrich Diez e 1. Novo vocabolario della lingua italiana

Napoleone Caix secondo l’uso di Firenze, avviato nel 1870 di

Completato da Grammatica (1879) e Sintassi Giorgini Broglio

dell’uso moderno (1881) Rottura con la Crusca, esempi dall’uso vivo.

4 parti: ortografia, pronuncia, morfologia,

formazione delle parole e metrica. 2. Vocabolario della lingua parlata (1875) di

Atteggiamento oggettivo e scientifico (consapevole Rigutini e Fanfani

dell’evoluzione storica della lingua lingua.

Divide la storia della grammatica in 3 fasi: 1. 3. Nòvo vocabolario universale della lingua

Fortunio. Buonmattei (troppo ligio al latino o al italiana (1887-91) di Petrocchi

volgare) 2. Buonmattei- Corticelli (autorità 300sca) Mitigazione delle concessioni dalla lessicografia

3. Gherardini Moise (parlar italiano) tradizionale.

Definizione di uso medio: lingua che si parla o che si

intende almeno del popolo medio toscano Grammatiche manzoniane

riscontro nell’elaborazione della norma: Primo influsso sono già le opere del Fornaciari.

- Mostra la continuità dell’italiano 1. Grammatica della lingua italiana (1887) di

scartando gli usi arcaici Petrocchi

- L’autorità degli scrittori da solo non Abolisce citazioni letterarie.

basta, deve essere affiancata dall’ uso. Ammette “la” come pronome personale.

Fornaciari inoltre: fornisce molti esempi; analizza la

sintassi classificando le proposizioni (attento ai 2. Grammatica italiana (1894) di Morandi e

segni di interpunzione) Cappuccini

Non esclude le citazioni letterarie.

Aperta a tratti linguistici extra toscani.

3. Grammatica di Giannettino (1883) di Carlo

Collodi

In forma dialogica fra Giannettino e il maestro a cui

pone domande.

1 parte: pronuncia e ortografia

2 parte: parti del discorso

Uso fiorentino ma attento alle difficoltà di

esportarlo.

Alcune regole

1. Coniugazione: 3 all’unanime

2. Congiuntivo:

Solo Puoti distingue ancora ottativo e congiuntivo

3. Condizionale: autonomo

4. Prima persona indicativo imperfetto:

Puoti solo -a , gli altri ammettono entrambe le forme(viene usato il concetto di uso come decisivo).

5. Lui /lei:

- Puoti e Collodi errore

- Altri uso familiare o enfatico

- Petrocchi indica come soggetti: egli, lui, la, lei

6. Aggettivo:

parte autonoma del discorso (tranne il Puoti) si ha 9 parti del discorso magari presentate in modo

diverso. 8.Il Novecento

I primi anni del secolo

Si assiste a una svalutazione della grammatica come disciplina scientifica dovuta all’idealismo di Benedetto

Croce. - Scarsa produzione di grammatica (continua solo per i testi scolastici)

- Mancano le figure degli intellettuali impegnati attivamente nell’elaborazione di nuovi metodi

pedagogici per l’apprendimento dell’italiano.

Lombardo Radice: direttore generale dell’istruzione elementare realizza una grammatica per le scuole

medie inferiori.

Edmondo De Amicis (posizione Manzoniana): L’idioma gentile (1905)

- le indicazioni linguistico- grammaticali sono proposte con esempi ed aneddoti (sia per studenti

per insegnanti.

Gabriele Goidànich (linguista e glottologo): Grammatica italiana (1918)

- ruolo di primo piano scopo pedagogico con atteggiamento moderno e scientifico.

- Struttura innovativa:

➢ Obiettivo: estrema chiarezza nella classificazione delle categorie

➢ Non si sofferma su norme ovvie

➢ Divide la materia in due corsi: 1. Elementare (conoscenze che hanno un carattere d’ urgenza)

2. Superiore (nozioni su morfologia e sintassi)

- Attento alle varietà dell’italiano in base all’uso

- Attento alla differenza tra l’italiano comune a base toscana e i dialetti.

La grammatica degli italiani (1934) di Trabalza e Allodoli

- Assenza di esercizi e apparati per gli studenti,

- È un libro leggibile da cima a fondo (non solo di consultazione)

- Trattazione discorsiva: suddivisa in capitoli

- Assente il riferimento alla lingua parlata (influenzato dal Croce e Gentile e dal contesto storico

del Fascismo)

- Testimonia il carattere nazionale della lingua che voleva espandersi con una politica di conquista.

- Trabalza critica la grammatica del Soave considerandola inutile (a causa delle sue influenze

Crociane): Croce infatti sosteneva che le grammatiche fossero uno strumento solo empirico e

didattico, non una scienza autonoma impronta idealistica dove la grammatica esiste solo nelle

sue realizzazioni concrete legate alla letteratura.

Guida alla grammatica italiana (1932) di Alfredo Panzini

- Più prontuario delle incertezze

- Lingua fortemente legata alla patria (venne fortemente criticata)

La revisione della grammatica

1941: riforma didattica avviata durante gli anni del fascismo.

Devoto e Migliorini sono il legante fra l’impegno ottocentesco e il rinnovamento del dopoguerra.

1. Bruno Migliorini e La lingua nazionale. Avviamento allo studio della grammatica de del lessico per ls

scuola media (1941)


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milona94

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere moderne
SSD:
Docente: Biffi Marco
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher milona94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Grammatica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Biffi Marco.

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