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Sloterdijk - Non siamo ancora stati salvati

La domesticazione dell'essere

Lo spiegarsi della Lichtung rappresenta il pensare, la questione di Heidegger in modo equo e filosofico, ciò che per Heidegger era vietato per mantenere il suo pensiero lo stesso. Sloterdijk è presente alla sapienza di molte discipline, egli è interprete di un momento presente, caratterizzato da uno stile scoppiettante, a volte nasconde questioni gravi in toni leggeri.

Scrive un saggio sull’uomo e sulla tecnica e sostiene che ci sia un rapporto strano tra i due, un rapporto innocuo. Questo studio mostra come non possiamo trattare la tecnica come qualcosa di strano, la ricetta indica il fattore antropogenetico.

Le situazioni estreme

Partendo dalla frase di Heidegger: “L’intelletto comune di fronte tutti gli enti non vede il mondo”; in questa frase sono separati, esprime differenza ontologica e guerra tra filosofia e pensiero ordinario.

La conversione filosofica è uno sguardo dalle singole attività conosciute all’evento della donazione del mondo nella sua totalità. Il pensiero che si confronta con Heidegger è uno studio approfondito della scuola dell’estasi. Egli nella sua prima fase aveva evocato angoscia e noia.

  • Angoscia - Togliere al soggetto l’ordinarietà attraverso la perdita del mondo
  • Noia - Ottenere un risultato simile attraverso la perdita di sé

Il pensare come lo intende Heidegger è un esercizio dell’estasi (in senso esistenziale) oppure una meditazione sull’essere. Egli ha radicalizzato il topos per cui l’origine della filosofia e della scienza risiede nello stupore = thaumazein, guarda all’abisso della “meraviglia di tutte le meraviglie” = l’ente è.

Heidegger modernizza lo stupore in terrore e basa la filosofia su un affetto logico più scuro, così lo stupore si colora di meraviglia e terrore. Sartre ha detto che il pensiero contemporaneo si è formato partendo dal terrore delle situazioni. Parla a un’intera generazione di scrittori e sostiene che non è colpa loro se vivevano in un’epoca in cui la tortura era qualcosa di quotidiano.

Sono stati gli autori e gli artisti del 1917 a delineare i tratti dell’espressionismo. I radicalismi che emersero dal 1945, esistenzialismo e freudomarxismo, sono delle varianti del radicalismo e dell’ipermorale.

Post-moderno - si delinea una condizione di coscienza post-estremistica, in cui si annuncia un pensiero delle situazioni connesse in rete. Vengono distinti dei motivi interni dei motivi esterni.

Fin de siècle - simbolizza la stanchezza apocalittica di una società che ha assistito a troppe rivoluzioni. Esprime la trasformazione del dramma storico in un sistema assicurativo. Le assicurazioni ancorano l’anti-estremismo alla routine.

Il presente richiede un pensiero delle situazioni estreme perché la trincea, la tortura e il lager non sono più attuali per il mondo euro-americano. L’estremo si nasconde nella routine. Si manifesta rendendo quotidiano il mostruoso.

È un cambiamento che riguarda anche la tecnica, appartiene alle società avanzate, la società è gettata in avanti senza fine, l’economia non si può affermare, a un ritmo veloce rispetto all’uomo. Sloterdijk ritiene che il mostro=routine si sia manifestato dopo Hiroshima attraverso un gioco olocida planetario in cui le potenze si sono prese in ostaggio. Oggi si osservano innovazioni che costringono l’altro a migliorare, se degenera diventa una presa in ostaggio della società da parte delle tecnologie avanzate.

Confronto con Heidegger

Sloterdijk svolge questo confronto perché Heidegger è un disertore della modernità, e poi il suo diagnostico; resta l’alleato logico di coloro che si oppongono alla trivializzazione del mostruoso (antidoto: ex-sistenza = stare fuori = esistere). Si oppone ai problemi banalizzati della tecnica. Heidegger medita sull’esistenza e si oppone all’idea dell’uomo e sostiene di stare fuori nella letteratura. Nella Lettera sull’Umanismo descrive l’uomo partendo dall’animale, mentre Sloterdijk parte dall’inizio dell’umanità dell’uomo.

Antropotecnica - Sottomissione dell’uomo alla tecnica - Sloterdijk dice che Heidegger aiuta a comprendere la crisi dell’uomo, spiega i problemi per i quali l’uomo è un prodotto che può essere compreso solo seguendo il suo processo produttivo i suoi rapporti di produzione. Per Heidegger la tecnica è “un modo del disvelamento”, la domanda su come è stata prodotta la realtà uomo ha senso solo se viene legata alla verità di questo essere. In quanto specie è una grandezza che non può mai darsi nella semplice natura, si è formata come un effetto di ritorno di prototecniche spontanee (non appartiene più alla natura che produce un effetto di ritorno) e inaugura una tendenza paranaturale (comunità abituale).

La condizione umana è prodotto (di produzione che sono state scritte solo poche volte in modo giusto), il risultato (di processi di cui si sa poco). Propone una rielaborazione delle scoperte di Heidegger, come pensatore dell’e-stasi e della Lichtung. La situazione fondamentale dell’uomo, l’essere-nel-mondo, è caratterizzata come esistenza o lo stare fuori nella Lichtung dell’essere, rappresenta il risultato di una produzione nel senso originario del termine.

Rischio - Attribuire un senso ontologico all’espressione “tecnica dell’estasi”. Per Sloterdijk è possibile leggere l’estatica posizione dell’uomo nel mondo di Heidegger, come una situazione tecnogena.

Fatto originario - Ogni tentativo di spiegarlo e del fatto originario stesso - circolarità: la spiegazione della comprensione presume la comprensione. Ipotesi - Per Sloterdijk dalla natura all’uomo c’è un passaggio coerente, perché svolgiamo ricostruzioni per questo prodotto coerente; non dobbiamo ontologizzare il racconto. Sloterdijk con questo saggio "pensa con Heidegger, contro Heidegger" e si chiede come l’uomo è giunto alla Lichtung e viceversa - problema genealogico sugli esseri.

Etsi Homo Non Daretur

Con la ricostruzione fantastica si possono evitare entrambi gli errori: errore: presupporre l’ho già fatto. Errore 1: considerare l’uomo come animale. Egli non finge di avere la Lichtung fuori di sé, quindi la ricerca e scopre che in generale l’ente è l’essere, chiamato da Heidegger “meraviglia delle meraviglie”.

“Non è sufficiente fare scendere le cime degli alberi” - tentativo di sintesi, senza rinunciare al rapporto con le scienze - non si accetta un modo di procedere accecato. La versione ontologica del romanzo genealogico guarda il divenire uomo e al divenire mondo, in nessun tema si può presupporre l’uomo perché non si può presupporre il finale. Problema - è complesso non ragionare teleologicamente ed è difficile andare per presupposto che è un finale - è l’inizio della fine: il passato appare come inizio e sviluppo.

CA Conseguente cammino = uomo finale - situazione inevitabile. Possiamo vedere enti che diventano inizi, solo con il ruolo finale che è conseguente.

Tema uomo - Nell’antropologia storica si basa sul fatto che l’espressione uomo indica un concetto container che raccoglie complessità che non si possono abbracciare con uno sguardo.

La ricerca sull’uomo: potenza=arrivo=uomo Lichtung - occhi (=custodiscono la Lichtung) - si muove in modo circolare. Il progetto di Sloterdijk ripete quello di Heidegger ma in una onto-antropologia con l’idea di entrare in un circolo con ontropotecnico. Questa impresa rispecchia molte condizioni che si sono raccolte a partire dalla “rottura rivoluzionaria del pensiero del XIX secolo”. A questa rottura hanno contribuito Hegel, Darwin, Nietzsche.

Premessa: (storia materia collegata al fatto umano) bisogna accettare che la storia dell’uomo deve essere compresa come un dramma che crea spazi - deve essere collegata al fatto umano. Sloterdijk accosta la Lichtung al mondo, paragonato all’ambiente - l’uomo forma il mondo perché si parla di ambiente (= unwelt in tedesco) e mondo? Ogni organismo vivente è recluso nel suo ambiente e vincolato ad esso (esempio: gabbia, prigioni,...)

In modo empirico constatiamo che l’uomo non vive solo in un ambiente preciso, ma nel mondo - vincolato dall’ambiente, il mondo, non ha confini materiali. Lichtung - spazio=superamento ambiente. L’uomo è ex-statico - perché rompe la gabbia dell’ambiente. La Lichtung e il divenire uomo sono due espressioni per dire la stessa cosa. L’ambiente è una gabbia - una concezione negativa, è un collegamento - organismo-animale.

Mette in dubbio il concetto darwiniano di adattamento all’ambiente perché l’animale è già adattato all’ambiente in cui trova. “Vi è uomo dove vi è mondo” - si riferisce a un mondo quasi privo di gabbie in cui vi è l’uomo sapiens. Come ha fatto a entrare nella Lichtung? Come è divenuto ricettivo per la verità? - osservarsi intorno = apertura = Lichtung - si supera l’ambiente e si apre il mondo. Divenire mondo - disvelarsi in modo portatore di verità. Conclude dicendo che non è un nostro merito, non è un nostro errore se viviamo in un tempo in cui l’apocalisse è quotidiana.

Pensare la Lichtung

Messaggio - la produzione del mondo messaggio = mezzo (=qualcosa di produttivo che trasforma le condizioni dell’esistenza). Come si produce? L’uomo è un prodotto (non finito), non sappiamo chi/cosa l’ha prodotto.

Risposte che riguardano il produttore:

  • Dio
  • L’uomo stesso

X (=produttore che viene prima di Y) produce Y(=prodotto). L’uomo non era ancora ciò che sarebbe divenuto, prima di diventarlo. Conseguenza: bisogna descrivere il meccanismo antropogenetico e bisogna chiarire che procede in modo pre-umano e che non può essere scambiato nell’effetto del produttore. Sloterdijk attribuisce ad Heidegger le parole chiavi per la nuova configurazione dell’antropologia empirica. Nella Lettera sull’Umanismo in cui Heidegger sottolinea il ruolo del linguaggio all’interno della Lichtung.

Casa, abitare, padre,... - il linguaggio visto come metafora nella casa dell’essere. Sloterdijk li porta sul piano empirico - termini che indicano il passaggio tra l’ambiente e il mondo - per Sloterdijk è possibile da pensare solo con lo spazio intermedio - che lo identifica nell’espressione sfera, descrivibile come luogo della risonanza intera animale e interpersonale - la sfera copre lo spazio creatosi tra l’ambiente e il mondo, il passaggio tra i due concetti avviene nelle sfere.

Come si formano le versioni arcaiche delle sfere? Come avviene l’ominazione nelle “case” sferiche? Abitare - più antico della casa. Insieme dei modi dell’abitare - più antico dell’uomo. In che modo si collega al tema della tecnica? Per ora si risponde con una frase di Sloterdijk: “l’uomo in quanto specie si è potuto formare solo come effetto di ritorno di prototecniche spontanee”.

La teoria di Morovitz ci aiuta a ricomprendere il senso della sfera. Questa teoria parte da tempi remoti. Alcune molecole si sono unite all’interno di membrane primitive, che hanno originato “bolle chiuse” - c’è un’evoluzione all’interno delle bolle, ovvero le vescicole, che sono composte da due ambienti (interno/esterno) - senza vescicola non ci sarebbero certi processi - si crea un microambiente chiuso e si creano reazioni.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/01 Filosofia teoretica

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