INTRO
Glottologia: Scienza scientifico delle lingue, nella loro struttura o nella loro storia
Studi dei grammatici indiani → Tutte le lingue hanno a che fare con il Buddhismo.
Si sono misurate con traduzioni da testi in sanscrito ibrido o sanscrito buddhista,
in cinese, in tocario e in tante altre lingue
Sanscrito → Lingua di grande importanza anche per le lingue dell’Estremo Oriente.
(l’ordinamento dei simboli del sillabario giapponese segue sostanzialmente l’ordine dell’alfabeto sanscrito)
→ forte influsso culturale In India, nascono con uno scopo pratico:
la pronuncia corretta dei riti sacri, i veda
Veda: Inni religiosi in metrica.
La lingua era ormai così antica che non era così automatico che venissero pronunciati correttamente.
Studiosi: si occupavano di come dovessero essere pronunciati correttamente gli inni;
non si occupavano della comparazione con altre lingue;
si occupavano solamente di lingue indoeuropee e semitiche
La pronuncia corretta non era inerente solo alla fonetica.
Nella credenza indiana un inno pronunciato bene arriva agli Dei, uno pronunciato male arriva ai Demoni.
Gli Indiani svilupparono una serie di conoscenze sulla lingua, suddivise in tre ambiti:
1) śikṣā → fonetica (studio dei suoni);
Capacità di individuare luoghi diaframmatici e i modi di articolazione assolutamente perfetta rispetto alle conoscenze
che sia avevano in altre parti del mondo
2) vyākaraṇa → grammatica Riferimento all’ambito della morfologia
3) nirukta → etimologia Motivazione interna della parola
→ come la spiego sulla base di suffissi che contiene e grado apofonico che contiene
Culmine dell’opera dei grammatici indiani è l’Aṣhṭādhyāyī "Gli otto capitoli" di Pāṇini
[Aṣhṭā → otto Dhyāyī → casi - Opera in versi, in metrica]
Pāṇini → grammatico indiano vissuto probabilmente intorno al IV secolo a.C
usa il linguaggio oscuro (il suo testo è oscuro)
usa un metalinguaggio: serie di termini che sono in realtà sigle/abbreviazioni sue peculiari
brevità: ci sono poche parole – il testo è lasciato molto all’interpretazione (peculiarità degli indiani)
metaregole: tutto ciò che viene detto fa riferimento all’intero contesto, fino a che un parola non interrompe la serie
Panini è corretto a priori (per gli indiani)
Non esiste un’edizione critica-collazione dei manoscritti reperibili Panini non ha subito la corruzione critica
di nessun testo attraverso la tradizione manoscritto (prendere n testo e ricopiarlo porta errori)
Gli indiani distinguono: - nome “dibassi” casi grammaticali - ruoli “karaca” agente/paziente
Bopp e Rask
1816 Franz Bopp libro: sul sistema di coniugazione della lingua sanscrita,
in comparazione con quella della lingua greca/latina/persiana e anche della lingua germanica.
Non si confrontano parole a caso, ma qualcosa che è meno soggetto e prestiti.
Morfologia flessiva: termine non ben definito, inizialmente intesa come flessiva (la morfologia)
Confrontavano desinenze in questo caso verbali.
Il confronto tra i sistemi di coniugazione delle lingue indoeuropee antiche porta a ricostruire una serie di
desinenze del protoindoeuropee (parentela genealogica)
- desinenze primarie: *-mi (desinenze che
*-si si trovano in
*-ti tutte le lingue
*-nti indoeuropee)
- desinenze secondarie: *-m (desinenze dei
*-s tempi storici)
*-t
*-nt
Esiti regolari di queste desinenze si trovano nei tempi verbali di tutte le lingue indoeuropee.
Ciò prova la parentela genealogica molto di più di gruppi di parole prese a caso, poiché le parole generalmente:
- possono passare come prestiti da una lingua all’altra
- possono somigliare per forma o significato in modo casuale.
[esempio: inglese ( lingua germanica) => lessico per metà francese (lingua romanza: diversa morfologia
la comparazione si fonda sulla morfologia verbale)]
Viene definita lingua madre (non più il sanscrito), ma una lingua non attestata che ha avuto vari nomi:
indoeuropeo o protoindoeuropeo => una protolingua [in Italia negli 30’= arieuropeo / arioindoeuropeo]
Pregiudizio culturale: sanscrito => lingua madre per il peso culturale che ebbe la sua scoperta
si pensò fosse la lingua dalla quale derivano tutte le altre consonantismo
(morfologia arcaicizzante)
Fondatore della linguistica storica insieme a Bopp è Rask
Rask è orientalista => “Ricerche sull’origine della lingua nordica antica e islandese” (pubblicato nel 1818, ma già nel 1814)
Questo libro dà un punto di vista metodologico quasi meglio di quello di Bopp ma ebbe minor impatto perché pubblicato
due anni dopo e soprattutto perché scritto in danese. Inoltre andava di moda l’India e non confronta mai, non usa il sanscrito.
Nonostante ciò, come orientalista aiuta tutti gli orientalisti perché porta in Danimarca dall’India,
una serie di manoscritti medio persiani-iranici che sono stati poi editi molto dopo, ma non ancora sufficienti.
Molti testi sono difficili, quasi ignoti.
Molti di questi testi non hanno una traduzione: si tratta di una traduzione a braccio, ma non è un’edizione critica problema critico:
scrittura medio-persiano ambigua (ogni segno può rappresentare sé stesso o l’unione di altri due)
Rask confronta persiano antico e moderno:
per identificare il medio persiano (ancora oggi non vi è un dizionario)
Rask insiste anche sugli aspetti del suono (successiva fonologia nata nel 1928) [importante per la comparazione]
Le parentele genealogiche si possono verificare tramite la morfologia anche grazie alla fonologia.
Rask studia una serie di corrispondenze regolari che intercorrono tra latino, greco e germanico.
Queste forme devono essere confrontate tramite iuxta legis (per la loro somiglianza come dice Schleicher).
Iuxta Legis => conoscendo due lingue, prendendo parole nel lessico di base “piede” e “foot”:
le parole che iniziano con la p hanno sempre in inglese f (corrispondenza tra due lettere).
I confronti vanno fatti tramite le leggi fonologiche (limitative), ovviamente individuate.
Legge di Grimm
Descrive l’evoluzione del consonantismo delle lingue indoeuropee a quelle germaniche
(legge fonologica fondamentale ed anche la più antica)
Si chiama così perché è un tipo di regolarità che aveva già intuito Rask nel 1818 nella suo opera.
Si trova in un testo importante “Grammatica tedesca” (1819) [seconda edizione 1822].
Tale legge si applica a tutte le varietà del germanico.
I serie: tutto quello che è occlusivo diviene fricativo
II serie: si altera la sonorità
III serie: si perde il tratto dell’aspirazione, mantenendo bilabialità e sonorità (vale per tutte le serie)
Non è un mutamento regolare e sistematico perché ogni serie altera un solo tratto, non tutti.
caselle vuote: fattore di instabilità presente nella correlazione*
Se un sistema fonologico:
perde tutte le occlusive sorde, articolazioni relativamente semplici rimane vuota la serie delle occlusive sorde
e verrebbe ad avere delle fricative sorde e delle sonore semplici non aspirate.
Questa serie si sposta a riempire quella delle occlusive sorde
quindi è come se venissero riempite contemporaneamente dalla serie
=> tutte le sonore si spostano a sorde
Così si avranno: fricative sorde
occlusive sorde
sonore aspirate
I mutamenti descritti nella legge di Grimm sono avvenuti nel tempo con un leggero distacco temporale l’un dall’altro.
Esistono alcuni casi particolari (eccezioni):
- le occlusive sorde sono escluse dal cambiamento se precedute da */s/
- la /t/ germanica preceduta da fricativa non subisce la legge di Grimm
Il mutamento della situazione antica è dipeso dalle abitudini fonetico-fonologiche delle lingue germaniche
che non ammettono a presenza di due fonemi fricativi consecutivi.
(esempio)
Due parole germaniche “stella” : latino=aster / inglese=star
- la t rimane => succede quando vi è un nesso consonantico con la sibilante prima
- la sibilante impedisce che si crei una fricativa per motivi articolatori
Il nesso di due occlusive nel protoindoeuropeo:
- la prima subisce la legge di Grimm
- la seconda no per non avere due fricative in due luoghi diaframmatici diversi e a contatto
=> difficoltà nella pronuncia (eccezioni minamiliste)
IE (indoeuropeo) Germanico
nacht
noctem bro ar x
frater fadar (fricativa dentale sonora)
pater
Lessico di parentela (lessico di base)
[se in IE il suffisso che indica parentela è “er” (ter), solo la prima parola ha mutamento esatto] x
Il gruppo più complesso di apparenti eccezioni alla Legge di Grimm, ricevette una brillante spiegazione da parte del
linguista danese Verner, che si accorse che esse erano legate alla posizione dell’accento in IE.
Verner (1877) ha osservato che le parole “padre” e “fratello” partendo dalle parole ricostruite nell’IE differivano
per la posizione dell’accento IE.
Apofonia: mutamento di una vocale all’interno di una radice con funzione morfologica
può essere e/o/ grado zero/ lungo
Indoeuropeo= - apofonia con accento sulla radice
- apofonia grado zero con accento sul suffisso
*bréH -ter suffisso atono
2
*pH -ter suffisso di parentela – parentela talmente attiva / sta prima dei suffissi di femminile e maschile
2
[pH radice verbale]
2
CVC => radice minima
V=> dà il valore morfologico, a seconda delle vocali interfisse vi sono variazioni
C=> danno il valore noetico di base
Verner ha scoperto che questa apparente eccezione alla legge di Grimm:
*bréH2-ter accento sulla radice
*pH2-ter accento sul suffisso
Nel caso in cui posizione interna di parola, l’accento cade dopo l’occlusiva in questione,
allora questa fricativa sorda si sonorizza e diventa fricativa sonora
fricativa sorda => fricativa sonora => legge di Verner [legge di Verner:
descrive il passaggio in proto-germanico dalle occlusive *b, *d, *z, *g e *gʷ
alle fricative *f, *θ (trascritta "þ"), *s, *h e *hʷ.
Schleicher
Ha una formazione botanica, classificazione linneana (linneo: classica specie e generi)
Per questa sua formazione ha un’idea delle lingue come organismi naturali che nascevano, si sviluppavano e morivano
[visione positivistica da un punto di vista filosofico (convinto ottimisticamente)].
Lingue => organismi biologici autonomi, convinto ottimisticamente che si potesse ricostruire il protoindoeuropeo.
La cieca fiducia del metodo comparativo-ricostruttivo viene persa.
Schleicher si oppone al fatto che con il metodo comparativo-ricostruttivo (vd. neogrammatici)
si possa ricostruire una lingua nella sua interezza (visione positivistica);
è possibile ricostruire solo una parte / alcuni settori: - sistema fonologico
- un po' di morfologia, di parole (radici)
- quale parola intera e qualche espressione fatta
I grammatica del lituano, scritta da Schleicher “Compendio della grammatica comparativa delle lingue indoeuropee” [1861-1862]
[pietra miliare della linguistica IE].
E’ il primo a proporre il modello ad albero genealogico
Albero genealogico: individua e esemplifica le parentele fra lingue e gruppi linguistici e
la loro appartenenza ad una determinata famiglia
Da qui derivano le lingue affermate/attestate oggi.
La suddivisione delle lingue indoeuropee è basata su criteri morfologici in base ai fenomeni delle desinenze.
Non considera però, i rapporti trasversali / obliqui tra le lingue come i contatti interlinguistici
(anche se non ne modificano l’appartenenza) e i nodi delle lingue comuni che si suddividono in dialetti (sbagliato).
Ogni nodo nell’albero è una lingua comune (no rapporti trasversali tra lingue), la quale si frantuma in dialetti.
Lingua comune => innalzamento delle varietà dialettali l’albero => (somiglia al linneo e alle famiglie filologiche)
somiglia ad uno stemma codicun della filologia classica (come si suddividono i nomi delle famiglie dei codici)
da lingua comune a gruppi di famiglie di codici
Tutti questi gruppi si erano suddivisi anticamente => ogni suddivisione successiva portava con sé la lingua ed il popolo
(suddivisione dialettale, di lingue comuni)
Ciò attestato da una dialettizzazione.
Questo albero era creato sulla base di suddivisioni morfologiche.
Alcune lingue sono state definite solo da poco tempo. Mancano delle lingue che non erano ancora state scoperte.
L’albero ha dei difetti:
1) dà per scontato che i nodi siano lingue comune che si trasformano in dialetti (ancora da dimostrare)
2) non considera i rapporti trasversali tra le lingua * => non considera i contatti successivi tra le lingue / contatti interlinguistici
non modificano la parentela genealogica
(esempio) il fatto che l’inglese ad un certo punto abbia avuto contatti con il francese cambia la parentela genealogica.
3) ci sono tratti che non trovano questa suddivisione
(esempio) le forme verbali dell’indiano, dell’iranico, del greco
=> le forme del passato presentano un:
- morfema iniziale (indica una certa determinazione del tempo del verbo) che si chiama aumento
- aumento del verbo (si: iranico / indiano / greco – no: italico / italiano / celtico)
Aumento del verbo: innovazione indipendente del greco
problema => affermare sia un fenomeno ario, poiché non è tipico soltanto del gruppo ario
=> Isoglosse ribelli all’albero di Scleicher.
Idea centrale => queste lingue genealogicamente fanno parte di un’unica lingua (è stato dimostrato).
Shleicher si era occupato di classificazione a vari livello:
- classificazione tipologica = raggruppamento delle lingue fatto sulla base di una serie di tratti morfologici
- classificazione genealogica = riferimento a qualcosa di realmente avvenuto, cioè una discendenza da una protolingua
Basandosi su tratti morfologici pensa di suddividere e descrivere le successive divisioni sa questa lingua ceppo
e le varie lingue indoeuropee => quindi la divisione in gruppi
Non fa riferimento a contatti successivi tra le lingue (contatti trasversali), perché è un dato di fatto che le lingue hanno contatti tra
di loro e si influenzano a vicenda, ma questo non cambia la loro appartenenza genealogica:
i contatti storici importanti, sostanziali e anche strutturali non sono prestiti di parole, ma proprio strutturali.
Schmidit (1872)
Nel 1872, Schmidit (allievo di Scleicher) elabora la teoria delle onde.
Teorie delle onde: teoria alternativa basata sulle isoglosse (sul concetto di isoglossa) “wellen theorie”
Isoglossa => - linea ideale che in una cartina geografica si presenta nelle zone dove si verifica un determinato fenomeno
- termine: ripreso dalla dialettologia romanza (dove si afferma la stessa cosa) [iso=uguale / glotta=lingua]
- permette quindi di dividere le varietà dialettali di una certa lingua
(smentendo la teoria delle lingue come organismi viventi)
- se frastagliate, è possibile una si sovrapponga all’altra
Atlante linguistico= - analizza dei tratti linguistici
- cartine molto dettagliate
[ciò diventa ovviamente più difficile studiando le varietà di una lingua morta]
(ad esempio) In Italia si dice “babbo” o “papà”
=> 2 isoglosse: - linee ideali che comprendono una zona dove si dice babbo
- un’altra dove si dice papà
Secondo Schimidit, le lingue originariamente diverse ma vicine sul territorio si influenzano reciprocamente mediante la
circolazione di innovazioni linguistiche che, partendo da un centro, si propagano verso l’esterno in cerchi concentrici come le
onde di uno specchio d’acqua in cui sono stati gettati dei sassi.
L’intersecarsi di queste onde e il fatto che col tempo perdono la loro forza propulsiva
(perciò le lingue più lontane non sono toccate dall’innovazione), dà luogo all’uniformità di una famiglia linguistica
e alla diversità interna dei suoi membri
La teoria delle onde trova conferma nel campo della dialettologia e della geografia linguistica
=> le isoglosse si propagano dall’interno di una lingua all’esterno (formando ad esempio i dialetti di una stessa lingua.)
Schuchardt e altri linguisti osservano che ad un certo punto linguistico “x” presente in una lingua “y” presenta una certa area
determinata da linee chiamate “isoglosse”, considerando le lingue che si propagano nello steso spazio (spazio = area linguistica),
senza vere e proprie leggi fonetiche. Lazzeroni studia l’”alchimia” che si andò a creare fra le popolazioni indoeuropee e fra il
mutamento che ha avuto nelle varie zone che poi lo adottarono.
Gilliéron pubblica il primo Atlante Linguistico (ALF) dopo anni di indagini dialettali, grazie ad Edmond Edmont che gira per la
Francia facendo compilare una specie di questionario, raccogliendo dati per analizzare l’isoglossa (non vi erano registratori).
Neogrammatici (serie di leggi fonetiche)
Gruppo di linguisti tedeschi dell’università di Lipsia che alla fine del XIX secolo diedero inizio e un notevole impulso
allo sviluppo dell’indoeuropeistica fino ad arrivare a definire una prima ricostruzione dell’indoeuropeo,
definita nei decenni seguenti “ricostruzione classica” e, definitivamente sintetizzata da Karl Brugmann.
Esponenti sono: - Ostnoff (1847-1909)
- Delbruck (1842-1922)
- Brugmann (1849-1919)
- Leskien (1840-1916)
La scuola dei neogrammatici si afferma nel 1870.
Particolare attenzione agli aspetti storici, sociolinguistici antiletterari, in quanto la sociologia nasce nel 1960 con Labov
- si interessano ai principi dell’evoluzione diacronica delle lingue storiche (greco, latino, slavo, germanico, avestico),
soprattutto a livello dei mutamenti fonologici (descrizione di mutamenti fonologici)
- individuazione di un grande numero di leggi fonetiche simili alla Legge di Grimm
[mutamenti fonologic
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