INTRODUZIONE AI SISTEMI DI PRODUZIONE
1. Definizione di sistema di produzione e di processo produttivo
Sistema di produzione è l’insieme di uomini, macchine, attrezzature e altri sottosistemi
à
aziendali aventi come obiettivo la trasformazione di materiali e componenti in ingresso in
beni e servizi in uscita ‘a maggior valore e vendibili’.
Circoscrivendo la definizione ai sistemi di produzione di prodotti, con il processo produttivo
si intende la trasformazione dei materiali in prodotti che avviene all’interno di un
à
impianto industriale grazie a scambi di energia che comportano cambiamenti chimici o fisici
dei materiali stessi.
La trasformazione riceve quindi in input alcuni fattori produttivi quali:
Il lavoro
§ I materiali
§ I macchinari
§ L’energia
§ Il capitale
§
Le attività di trasformazione sono spesso assai articolate e vengono quindi rappresentate
attraverso un diagramma tecnologico.
I fattori produttivi non rappresentano l’unico input in ingresso al processo di trasformazione
per l’ottenimento in output di beni economici. Infatti, sono identificabili altri
sottosistemi rilevanti, quali ad esempio:
• Sistema informativo;
• Sistema di amministrazione e controllo gestione;
• Sistema organizzativo;
• Sistema logistico interno;
• Sistema logistico esterno;
• Sistema di pianificazione, controllo e programmazione della produzione.
2. La classificazione dei processi produttivi e dei sistemi di produzione
Non esiste il sistema di gestione della produzione adatto a qualsiasi realtà industriale, ma
differenti sistemi di produzione richiedono differenti approcci gestionali. È quindi
importante valutare quali variabili del sistema produttivo hanno un impatto diretto nella
scelta dell’approccio gestionale.
2.1 Classificazione dei “prodotti”
Tre diverse classificazione di prodotto, tutte molto utilizzate per i problemi di gestione della
produzione.
1. La prima classificazione (Hax e Meal, 1975) permette di distinguere i prodotti in
funzione del livello di aggregazione con cui essi vengono considerati;
2. La seconda (complessità) sarà utile anche in seguito per descrivere differenti
tipologie di sistemi produttivi;
3. La terza (Ulrich, 1995) è utilizzata per analizzare differenti caratteristiche di prodotto
che possono influenzare la complessità gestionale e la possibilità di delegare a
fornitori esterni la realizzazione di parte delle attività produttive.
La classificazione Hax e Meal identifica:
§ • Codice (o item o referenza), cioè lo specifico prodotto, chiaramente distinguibili da
tutti gli altri prodotti dell’azienda: presenta il maggior grado di specificità e la
distinzione tra più item può essere attuata anche per una serie di caratteristiche
accessorie (spesso il livello articolo viene definito SKU, stock keeping unit).
Difficilmente è utilizzabile in sede di progettazione, ma per contro, a livello di
controllo di produzione è doveroso operare a questo grado di dettaglio.
• Famiglia o modello, ovvero un set di prodotti raggruppabili in base a una qualche
affinità; solitamente in ambito produttivo la creazione di famiglie è fatta basandosi
sulla comunanza di attrezzaggio dell’impianto o della macchina per produrre i vari
codici, oppure sul fatto che i tempi di set up tra codici della stessa famiglia siano
molto brevi. Esistono ovviamente innumerevoli modalità di costituzione delle
famiglie per differenti scopi.
• Tipo o tipologia, rappresenta un gruppo di famiglie aventi costi di produzione simili e
domanda con analoghe caratteristiche.
Set up l’operazione, o il complesso di operazioni, che porta a un cambiamento di assetto
à
dell’unità produttiva, tale da indurre una discontinuità significativa dell’unità stessa. Ogni
set up è contraddistinto da un tempo e da un costo. Si possono contraddistinguere 3 diverse
tipologie di set up:
Messa in produzione: passaggio dall’unità produttiva in oggetto dallo stato di fermo
§ allo stato di funzionamento produttivo
Cambio ritmo: configura il passaggio dell’unità operativa a una cadenza produttiva
§ diversa rispetto a quella precedente
Cambio prodotto: quando l’unità produttiva in esame cambio l’oggetto della sua
§ produzione.
Il tempo di set up può essere scomposto in:
Tempo esterno, ovvero quello richiesto dalle operazioni che non richiedono di essere
Ø svolte a unità produttiva ferma.
Tempo interno, ovvero l’effettivo tempo di arresto delle attività produttive.
Ø
Inoltre si distinguono 3 diverse tipologie di setup:
Riassunto GSLP Alessandro Pizzini 2
Sequence independent (SMED, Single Minute Exchange of Die) tempo di
Ø à
setup sempre lo stesso [1]: mm, h, gg, ...
à
Sequence dependent tutte le volte che ho dei setup + o – comodi in funzione
Ø à ⋯
dell’ultimo prodotto à ⋮ ⋱ ⋮
⋯
Zeri sulla diagonale principale: entra un prodotto esce lo stesso prodotto
o No zeri sulla diag. principale: entra un prodotto esce lo stesso prodotto
o modificato
Simmetrica: passare dal prodotto 2 al prodotto 4 è uguale che passare dal
o prodotto 4 al 2
Non simmetrica: viceversa
o
Time series dependent dipendono dalla storia (non solo dall’ultimo prodotto)
Ø à
La ricerca di tempi e quindi di costi ridotti di set up implica il tentativo di trasformare, ove
possibile, il tempo da interno a esterno.
La classificazione in base alla complessità: si suddividono i prodotti in 2 macro
§ categorie:
Prodotti semplici;
§ Prodotti complessi (a elevato gradi di complicanza).
§
In questo caso il concetto di complessità è riferito alla complessità gestionale (difficoltà
nell’effettuare il coordinamento e la sincronizzazione tra le differenti attività produttive)
Distinta base di un prodotto è l’elenco degli item che lo compongono, organizzato in
à
modo da evidenziare le relazioni con legami gerarchici che esistono tra i vari item e il
prodotto stesso. Gli item sono normalmente catalogati per livello, dove il prodotto finito è
convenzionalmente definito come prodotto di livello zero, gli item assieme, che assemblati
tra loro compongono il prodotto finito, sono definiti item di livello uno, i sottoassiemi sono
item di livello due ecc... La distinta base viene solitamente
visualizzata graficamente mediante l’impiego di una struttura ad albero rovesciato. La
rappresentazione più comune in forma tabellare è la cosiddetta distinta base scalare.
Riassunto GSLP Alessandro Pizzini 3
Le informazioni tecniche gestionali non devono però necessariamente essere classificate
nell’archivio distinta base, nella distinta base sono catalogate solo informazioni di struttura.
I principali dati che devono essere presenti a questo livello sono:
Il coefficiente di impiego;
§ Il coefficiente di sfrido;
§ L’informazione sulla validità del legame;
§ Il termine di correzione del lead time.
§
Sinteticamente la distinta base è un documento fondamentale per la progettazione e
gestione di un prodotto. La distinta base è redatta dall’ufficio tecnico (o progettazione) ed è
una rappresentazione gerarchica e strutturale del prodotto.
Un prodotto viene definito semplice se la sua distinta base presenta pochi livelli o al limite
uno solo oltre al prodotto finito. Un prodotto viene definito
complesso se la sua distinta base presenta numerosi livelli e sono presenti numerosi codici
differenti ai vari livelli.
La Classificazione in base alle modalità gestionali adottate, questa classificazione è
§ basata sul confronto tra:
Il delivery lead time, cioè l’intervallo di tempo che intercorre tra il momento
§ dell’emissione dell’ordine da parte del cliente e il momento di consegna richiesta;
Lead time interni, è da intendersi come il tempo gestionale per la realizzazione di una
§ determinata attività.
Lead time è il tempo di attraversamento di un processo, e come tale ha definizioni
à
differenti in relazione all’elemento del quale si misura il tempo di attraversamento e in
relazione al processo che deve attraversare. Il lead time sarà quindi dato dall’intervallo di
tempo intercorrente fra il momento in cui si genera un ordine di produzione e l’istante in cui
l’ordine viene completato. Tale lead time risulta dalla somma
dei tempi di lavorazione, dei tempi di attrezzaggio, dei tempi di movimentazione, dei tempi
di controllo, del tempo di attesa prima del lancio in produzione e dei tempi di attesa in coda
alle varie macchine operatrici.
Sulla base del rapporto che esiste, in differenti contesti, tra il delivery lead time e i lead time
delle differenti fasi produttive, si identificano le seguenti tipologie di sistema produttivo
(Wortman, 1983):
Make to stock (MTS);
§ Assemble to order (ATO);
§ Make to order (MTO);
§ Purchase to order (PTO);
§ Engineer to order (ETO).
§
Riassunto GSLP Alessandro Pizzini 4
La tipologia MTS identifica la produzione di prodotti standard per il magazzino (o su
previsione): l’azienda deve aver prodotto il bene prima del verificarsi dell’ordine del cliente;
condizione necessaria per riuscire a soddisfare il cliente è disporre di un robusto sistema di
demand planning che permette all’azienda di anticipare le richieste del cliente e predisporre
di conseguenza i prodotti finiti a magazzino.
All’estremo opposto si trovano i casi in cui il delivery lead time è talmente grande da
comprendere non solo tutte le fasi del ciclo di approvvigionamento e produzione del bene,
ma anche le fasi di progettazione e industrializzazione, questa tipologia viene definita ETO
(Engineer To Order). In questo caso è evidente come non sia possibile tenere nessun
componente a magazzino: tutte le attività partono dalla ricezione delle specifiche. Il compito
critico per questi sistemi non è quindi la previsione, ma la preventizzazione di tempi e costi.
MTS e ETO sono i casi in cui nell’intero sistema produttivo è presente solo un’unica modalità
gestionale: sistema gestito integralmente su previsione nel caso MTS, gestito integralmente
su ordine nel caso ETO. I restanti casi rappresentano situazioni ibride in cui coesistono le
due modalità gestionali.
Nel caso ATO (Assemble To Order) normalmente sono presenti le produzioni a elevata
ampiezza di mix di prodotti finiti, caratterizzati però dalla comunanza di alcuni sottogruppi
standard, le fasi a monte sono svolte in modalità MTS e solo la fase finale è svolta in
modalità “su ordine”.
Nel caso MTO (Make To Order) il mercato concede un tempo di risposta superiore alla
somma di tutti i lead time interni alla fabbrica. È possibile pertanto realizzare anche prodotti
diversificati sin dalle prime fasi di lavorazione, la cui produzione non inizierà fino a che
l’ordine del committente non sia stato acquisito; l’azienda dispone di stock di materie prime
cosicchè alla ricezione di ordine cliente le attività di approvvigionamento risultano essere
espletate. Il caso PTO (purchase to order) è una tipologia analoga
alla precedente, solo che le attività di approvvigionamento vengono lanciate a valle
dell’acquisizione dell’ordine cliente.
Riassunto GSLP Alessandro Pizzini 5
2.2 Classificazione in base ai processi tecnologici
La classificazione che distingue i prodotti semplici da quelli complessi permette anche di
introdurre una prima classificazione basata sui processi tecnologici in cui si distinguono:
Produzione per processo, cioè produzioni irreversibili in cui il prodotto finito non può
§ essere scomposto a ritroso, poiché i componenti originari non sono più distinguibili o
hanno cambiato natura
Produzione per parti, cioè produzioni nelle quali un prodotto può essere montato e
§ smontato.
Il processo produttivo, comprenderà pertanto sia le fasi di fabbricazione sia le fasi di
montaggio. In generale, il primo tipo di produzione
(per processo) è anche caratterizzato da un ciclo tecnologico ben definito e vincolante: si
parla perciò di produzione “a ciclo tecnologico obbligato”. I
procedimenti del secondo tipo sono invece caratterizzati da una grande varietà nei cicli
di lavorazione delle parti componenti, possono essere definiti come produzioni “a ciclo
tecnologico non obbligato”. Nelle produzioni per processo si incontrano rilevanti
problemi tecnologici e di strumentazione di misura; viceversa, i maggiori problemi di
progettazione e di gestione del sistema produttivo si incontrano nella produzione per
parti.
Ciclo di lavoro è l’insieme delle operazioni che, svolte in opportuna sequenza
à
(metodo), utilizzando gli opportuni attrezzi/utensili, secondo determinati tempi (tempo
di ciclo), permettono la realizzazione di un particolare a partire dalla disponibilità dei
suoi componenti o del particolare grezzo.
Riassunto GSLP Alessandro Pizzini 6
Nei sistemi di fabbricazione in cui un componente grezzo in ingresso al sistema viene
trasformato in un componente finito, si distinguono principalmente:
Job shop
§ Celle di fabbricazione
§ Linee transfer
§
Spesso sono citati i sistemi FMS – Flexible Manufacturing System, o i sistemi FMS – Flexible
Manufacturing Cell, che però di fatto rappresentano un’evoluzione dei sistemi precedenti
verso livelli di automazione superiori.
L’assemblaggio consiste invece in una serie di operazioni di composizione di parti mediante
inserzione, unione ecc... che permette l’ottenimento di prodotti di assieme.
Le caratteristiche generali che distinguono l’assemblaggio dalla fabbricazione sono:
I minori fabbisogni di energia
o L’importanza rilevante del contenuto informativo e di controllo intelligente delle
o operazioni
Le configurazioni più diffuse dei sistemi di assemblaggio sono:
Assemblaggio a posto fisso, l’assieme da montare rimane fisso nella stessa posizione
§ e sono materiali, manodopera e attrezzature a convergere appunto nel posto fisso
per realizzare le attività di assemblaggio
Assemblaggio a trasferimento, rappresenta in pratica la soluzione classica della linea
§ di montaggio, in cui il pezzo transita davanti alle stazioni di assemblaggio, a sua volta
scomponibile in funzione delle caratteristiche del moto:
A trasferimento fisso, linee a cadenza fissa
ü A trasferimento continuo, pezzo costantemente in moto
ü A trasferimento non vincolato, è l’operatore a decidere di far proseguire il
ü pezzo
Riassunto GSLP Alessandro Pizzini 7
Assemblaggio a isola, soluzione intermedia tra il posto fisso e la linea. In pratica
§ l’isola di assemblaggio rappresenta una modalità in cui la manodopera di un’isola si
vede assegnato un dato insieme di compiti e decide autonomamente, nei limiti della
flessibilità permessa dalle attrezzature, come organizzarsi.
Fabbricazione – Job Shop
È un centro di lavoro con macchine divise per famiglia tecnologica; si tratta in genere del
sistema utilizzato per la realizzazione di opere con elevato contenuto artigianale,
tipicamente su ordine singolo o in serie limitata. In particolare il job shop è un sistema di
fabbricazione realizzato per reparti nel quali sono presenti differenti macchine capaci di
realizzare un’ampia gamma di prodotti di una determinata famiglia di prodotti, e i reparti
sono costruiti per affinità tecnologica. In un job shop ogni prodotto ha un proprio ciclo
tecnologico (routing) che prevede il passaggio su alcune macchine. Dal punto di vista dei
flussi, questi sono estremamente intrecciati, perché ogni prodotto ha il suo routing. La
manodopera infine è spesso la risorsa critica (limitata).
Vantaggi:
Estrema flessibilità, prodotto-mix-volume;
§ Disponibilità di macchine in grado di realizzare un potenziale mix infinito di prodotti;
§ Possibilità di impostare cicli alternativi.
§
Svantaggi:
Difficoltà nell’effettuare la programmazione della produzione e nel gestire i flussi
§ fisici di materiale all’interno del sistema;
L’elevato work in progress, conseguenza diretta della difficoltà di programmazione
§ della produzione, ma attribuibile anche alla presenza di fenomeni imprevedibili quali
guasti;
Elevati tempi di attraversamento, i prodotti passano gran parte del loro tempo in
§ coda;
Scarsa saturazione delle macchine;
§ Difficile prevedibilità dei tempi di consegna;
§ Incidenza del costo della manodopera;
§ La difficoltà di gestione della manodopera;
§ Il livello qualitativo non costante.
§
Fabbricazione – La cella di fabbricazione
Le celle di fabbricazione sono una struttura produttiva che cerca di superare alcuni problemi
tipici del job shop. Ipotizzo di aver un prodotto con una maggior richiesta e che utilizza le
stesse macchine, individuo quindi all’interno del mio job shop un flusso dominante. Questo
mi rende più conveniente abbondonare il vecchio layout della fabbrica e di aggregare le
risorse in celle di fabbricazione secondo criteri diametralmente opposti a quelli del job shop:
• Le nuove celle producono famiglie di pezzi
• La famiglia si basa sull’affinità di geometrie o di cicli di processi produttivi
• Il gruppo di macchine interessato viene raggruppato in uno stesso luogo,
prediligendo ove possibile una disposizione lineare
Riassunto GSLP Alessandro Pizzini 8
La cella di fabbricazione è di f
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Formulario corso Gestione dei sistemi logistici e produttivi
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