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L’AFRICA OCCIDENTALE

16 paesi 3 hanno sbocco sul mare (Burkina Faso, Mali, Niger)

 

i rimanenti si affacciano sull’Oceano Atlantico o sul Golfo di Guinea

Sta vivendo una lunga fase di transizione che la vede da una parte ancora

 legata alle tradizioni, dall’altra affacciata agli stimoli di trasformazione e

adattamento imposti dalla contemporaneità.

Occupa il 20% della superficie continentale

 304 milioni di abitanti distribuiti nel territorio in maniera disomogenea

 Nigeria: paese più abitato di tutto il continente africano (la metà della

 popolazione)

Composizione etnica è varia: hausa (religione islamica, dotati di abilità

 commerciali), yoruba (religione tradizionale, storicamente abitanti della savana

e agricoltori), malinke (si trovano in Gambia e praticano l’agricoltura e

l’allevamento, seguono la religione islamica), mossi (gruppo prevalente in

Burkina Faso, guerrieri e conquistatori)

Niger: paese con popolazione più giovane

 In Ghana si trova il bacino artificiale più esteso al mondo

 L’Africa è caratterizzata da una varietà di situazioni fisiche e antropiche

PUNTO DI VISTA CLIMATICO: si colloca nella fascia tropicale con una temperatura

media tra i 22 e i 27 gradi.

Regime pluviometrico che varia molto a seconda della zona; si possono dunque

distinguere un clima tropicale arido e uno umido.

Sul clima influiscono in modo determinante le masse d’aria umida oceaniche e

l’anticiclone sahariano che origina venti secchi.

PUNTO DI VISTA MORFOLOGICO: si è in presenza soprattutto di una serie di tavolati

alternati a rilievi.

La rete idrografica è un’imprescindibile risorsa anche per gli usi energetici e domestici;

purtroppo la maggior parte dell’acqua piovana si disperde per evaporazione o

infiltrazione.

Diversificato è il patrimonio faunistico multiformi ambiti ecologici (aree desertiche,

steppe, savane, foreste…) ospitano molte specie di insetti, rettili, uccelli, grandi

mammiferi.

PUNTO DI VISTA LINGUISTICO: anche sotto questo punto di vista vi è estrema

varietà di idiomi (tra le 600 e le 2.000 lingue differenti) forte è l’eredità europea:

INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLO, PORTOGALLO.

PUNTO DI VISTA RELIGIOSO: la molteplicità si riscontra anche nel culto: feticismo,

islamismo, cristianesimo.

Tra le malattie endemiche (= costantemente presente all’interno di una popolazione

o in una determinata area geografica) più insidiose in Africa occidentale è doveroso

segnalare la malaria, malattie infettive, parassitarie come: AIDS, colera, febbre gialla,

difterite, ebola, epatite, tetano, tifo, peste, polmonite, tubercolosi e meningite.

Fattori che favoriscono la diffusione di tali malattie:

Peculiarità climatiche

 Precarietà delle condizioni igienico-sanitarie

 Scarsità di sistemi idonei alla protezione e conservazione dei cibi

 Malnutrizione (40% della popolazione in Africa Subsahariana è sottonutrita)

 Poca informazione

Una fondamentale componente della possibilità di vita è data dalla qualità e dalla

quantità della nutrizione.

[POVERTA’: è e rimane una questione che grava pesantemente sulla realtà

geografica.]

INSEDIAMENTI

Città costituiscono centri politici, amministrativi, economici, portuali per gli Stati che

si affacciano sull’oceano o su fiumi navigabili (alcune città sono divenute megalopoli)

esse mostrano anche i livelli di disuguaglianza più alti del mondo dovuta alla

disequilibrata distribuzione dei redditi si vengono così a configurare disparità locali e

regionali che amplificano disagi e povertà inducendo molti a scegliere la via

dell’emigrazione;

Villaggi sono distribuiti sul più vasto territorio e presentano valenze differenti in

ragione di infrastrutture e di servizi che ne consentono l’accesso e la vita stessa.

ECONOMIA E INFRASTRUTTURE

L’Africa subsahariana ha registrato un interessante incremento del prodotto interno

lordo, molteplici sono i fattori che hanno promosso tale dinamica:

Presenta e commercializzazione di materie prime

 Afflusso di investimenti esteri

 Maggiore movimentazione di materiali per l’edilizia dovuta all’espansione

 urbana

In relazione alle ineguali situazioni fisiche (climatiche, morfologiche, ambientali) e

antropiche (economie, socio-culturali) l’Africa occidentale presenta colture e

allevamenti diversificati.

Coltivazione: mais, miglio, sorgo (nelle aree aride/semiaride)

 Coltivazione del riso (Niger, Senegal, Sierra Leone)

 Tuberi come la patata, igname; cipolle, pomodori, agrumi, banane,

cocomeri, datteri, noci

Generalmente le piantagioni sono gestite da multinazionali, occupano vaste aree; il

loro prodotto è destinato all’esportazione e la loro rendita non ricade sul

miglioramento complessivo della qualità di vita locale. Nell’Africa occidentale

l’agricoltura è soprattutto di sussistenza destinata all’autoconsumo e ai mercati

locali. Le sue caratteristiche principali sono:

Piccoli appezzamenti

 Metodi culturali tradizionali

 Manodopera

 Meccanizzazione scarsa/nulla

 Vulnerabilità della produzione rispetto a condizioni naturali o a vere e proprie

 calamità

Assenza di un guadagno sufficiente a reinvestimenti

La pesca è una risorsa sia per la sussistenza che per l’esportazione. Il settore ittico è

tuttavia molto vulnerabile: risente dei disequilibri ecologici della concorrenza

economica e degli interventi infrastrutturali come le dighe, che modificano l’equilibrio

fluviale.

Essenze legnose costituiscono un vero e proprio patrimonio naturale, esse

sono presenti nei paesi della fascia meridionale della regione. (mogano, abachi: legno

richiesto per i rivestimenti delle saune in quanto non trattiene calore e per la

mancanza di schegge e resina può andare a contatto con la pelle delle persone).

Anche per il legno prevale l’esportazione della materia prima rispetto alla

trasformazione in loco, con la conseguenza che i paesi si trovano ad affrontare costi

molto elevati per importare il prodotto finito. Gran parte della popolazione sfrutta

ancora il legno come combustibile incidendo pesantemente sul disboscamento e sulla

deforestazione.

Settore del commercio anche se è più sviluppato di quello industriale, ci sono vari

fattori negativi:

Mancano qualità e quantità delle infrastrutture viarie

 Pesano: burocrazia, dazi doganali

 Costo del trasporto (il più alto su scala mondiale)

Il trasporto è soprattutto marittimo ma anche in questo caso non mancano le

problematiche: obsolescenza delle navi, scarso drenaggio dei fondali, debolezza dei

sistemi di sicurezza e delle strutture logistiche.

In Africa i collegamenti via terra sono disagevoli: le strade secondarie generalmente

sono non asfaltate (terra battuta, terra mista, ghiaia). Gli incidenti sono troppi e molto

gravi. Il continente africano ha una quantità e una qualità di risorse

straordinarie:

La varietà di ambienti, popolazioni e culture sono una

 potenzialità significativa anche per il turismo.

Paesi attrattivi sono da tempo l’Egitto, il Marocco,

Tunisia, Kenya, Sudafrica.

CAPITOLO 1:

LA SANITA’ IN MALI

L’obiettivo di tutti i governi è stato quello di migliorare la salute della popolazione e di

rendere il sistema sanitario efficiente.

ESCURSUS STORICO Durante il periodo coloniale, il Mali aveva una struttura

amministrativa fortemente gerarchizzata e centralizzata. Per quanto riguarda la

manodopera si utilizzava la popolazione locale.

Dopo la seconda guerra mondiale, la Francia creò dei fondi speciali per le colonie:

1. Gli obiettivi del primo piano erano la realizzazione di infrastrutture base

(strade, ponti, ferrovie) e la sistemazione di terreni agricoli.

2. Gli obiettivi del secondo, invece, ponevano l’attenzione sulla sanità e

sull’istruzione con la costruzione di scuole e dispensari.

Grazie al lieve miglioramento delle condizioni economiche, si realizzarono nuove

strutture e l’ampliamento di quelle esistenti. Con la conquista dell’indipendenza e

nel corso degli anni successivi si cercò di applicare differenti programmi sanitari.

La situazione sanitaria era indubbiamente precaria: il Mali nel 1960 aveva

solamente 35 medici cioè circa un medico per più di 140mila abitanti.

Grazie ai progressi, seppur limitati, ottenuti nel campo sanitario, la mortalità infantile

si presentò limitata/dimezzata. Si creò un sistema sanitario piramidale , esteso in

tutto il paese.

Purtroppo sul piano logistico questo sistema incontrò vari problemi tra cui quello

legato all’accessibilità, dato che comprendeva territori molto vasti spesso mal

collegati, e quello finanziario per mancanza di fondi; inoltre spesso non vi era

personale adeguato, le attrezzature erano inadatte e i medicinali non disponibili.

Nel 1993 vi fu una politica sanitaria per combattere le forme di esclusione ed

 emarginazione. Il progetto PROJECT SANTE’ strutturato in 3 azioni:

1. Offrire alle popolazioni delle comunità rurali e delle periferie urbane una

più ampia possibilità di accedere a strutture sanitarie di qualità.

2. Aumentare l’uso dei dispositivi anticoncezionali (progetto mirava

anche a rallentare la forte crescita demografica attraverso la

pianificazione familiare).

3. Costruire pompe idrauliche nelle aree più disagiate.

In aggiunta un altro progetto PROGRAMME DE DEVELOPPEMENT SANITAIRE ET

SOCIAL:

1. Assicurare a tutta la popolazione l’accessibilità geografica ai

servizi socio-sanitari di qualità e a prezzi contenuti.

2. Ridurre la mortalità.

3. Lottare contro la povertà estrema e l’esclusione sociale.

4. Promuovere sviluppo e partecipazione delle comunità.

5. Garantire un finanziamento equo e durevole alla sanità.

Dopo questi due progetti, la situazione sanitaria era caratterizzata ancora da una

persistente morbilità e da una mortalità elevata (malaria: malattia più frequente e

preoccupante considerata la prima causa di morte nella fascia d’età 0-5 anni).

Rimanevano ancora molti problemi da risolvere:

Difficoltà del mantenimento e rinnovamento delle attrezzature.

 Limitatissimo numero di ambulanze.

 Carenza di equipaggiamenti di laboratorio e la mancanza di medicinali.

 Fattori ambientali (scarsità d’acqua).

 Basso livello d’informazione.

 Malnutrizione.

La disponibilità geografica delle medicine essenziali e dei vaccini è migliorata, ma non

sussiste ancora un sistema organizzato a livello nazionale e regionale per un corretto

approvvigionamento. Inoltre persiste un’importazione illegale di alcuni farmaci.

AUTOSUFFICIENZA ALIMENTARE: è il punto cardine per un maggior benessere sul

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Barons98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia sociale e culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Gamberoni Emanuela.
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