Estratto del documento

Gentrification: tutte le città come Disneyland? (Giovanni Semi)

Introduzione e capitolo primo

La gentrification è un reinvestimento che interessa edifici e quartieri che hanno perso il proprio valore. Solitamente, si trovano nel centro della città. Essa serve per rilanciare l’immagine della città e ne costituisce il capitale economico e il capitale culturale. Non favorisce, però, il capitale sociale (i lavoratori, i piccoli commercianti e i migranti). In altre parole, è la conquista di un territorio urbano centrale da parte di un gruppo di persone (urban gentry) di diversa classe sociale rispetto agli abitanti precedenti. E diventa uno strumento d’affermazione sociale.

A partire dalla fine degli anni 70, i privati (anche da oltreoceano) hanno investito nei centri storici di molte città e così sono state restaurate e adattate a livello commerciale le precedenti forme architettoniche: sono nati così i loft, i waterfront (che da aree industriali sono diventati aree culturali), nuovi uffici, nuovi appartamenti, centri commerciali di lusso (vedi città asiatiche)…: è cambiato il senso del luogo e dei valori.

La faccia visibile/estetica della gentrification è rappresentata dalle gallerie d’arte, dalle boutique, dai caffè, dai prezzi delle case (che vanno oltre le possibilità degli affittuari storici). Essa però ne muta anche l’economia visto che l’area dove avviene diventa più costosa ed esclusiva: è un indicatore importante della ricchezza di una città. L’idea è che agendo sullo spazio fisico, la città si trasformi anche socialmente ed economicamente.

La gentrification cambia la città ed è presente in ogni grande città del mondo ed è supportata dai governi urbani perché dà lustro alla loro città. In realtà, essa omologa le città, le rende tutte uguali, le appiattisce. Obbliga, inoltre, i commercianti a chiudere i propri negozi e le famiglie a trasferirsi.

Due correnti di pensiero

  • Tende a riprodurre le disuguaglianze, favorendo certe persone e svantaggiandone altre.
  • Rende profittevole una porzione di città e produce anche aree giovanili e anticonformiste.

Si manifesta per la prima volta a Londra, Parigi, New York. Il concetto viene coniato nella Londra degli anni 70 dalla sociologa Glass. Pone le prime basi però a Parigi quando Haussmann, durante il regno di Napoleone III, rade al suolo il centro di Parigi per stanare le classes dangereuses protagoniste delle rivolte del 1848 e per costruire i parchi, i boulevard e rilanciare l’immagine di una città imperiale (haussmanizzazione). L’haussmanizzazione però è più una ricostruzione postbellica che una rigenerazione urbana, serve per ricreare la città e non per trasformarla. Parigi, però, diviene modello per altre città per ridurre le densità e per allontanare le classi popolari.

Gentrification a New York

La storica Ware sostiene che, però, soltanto alcuni vengono espulsi per la riqualificazione degli edifici e sono la minoranza. Le altre masse che si spostano sono spontanee e costituite da famiglie che si arricchiscono e che quindi scelgono di vivere altrove, in luoghi più consoni al loro nuovo status sociale.

Gentrification a Chicago

Thomas e Park sostengono che, in città, la differenza tra gruppi sociali eterogenei porta alla segregazione e non all’integrazione e i contatti umani sono anonimi. E Zorbaugh dice che il risultato è la disorganizzazione culturale. La gentrification colpisce il centro della città, ma di conseguenza la città in toto.

Suburbanizzazione

La nozione di centro richiama l’esistenza di una periferia. Suburbanizzazione: decentralizzazione della città/espansione al di fuori dei confini iniziali. Inizialmente, è legata all’aumento della domanda di spazi abitativi. La diffusione dei mezzi di trasporto pubblici e privati ha promosso la suburbanizzazione. Le classi medie si possono spostare e lasciano al loro destino il sottoproletariato urbano.

“Città-giardino”: Howard è il suo teorico; casa indipendente o quasi, automobile doppia con l’emancipazione femminile, barbecue: elementi culturali che traducono il fordismo in uno stile di vita di classe media accessibile. In USA quella suburbana è un’utopia soprattutto bianca che reagiva all’urbanizzazione di popolazioni con la pelle più scura. La suburbanizzazione britannica ha anticipato quella americana e aveva connotati più di classe che di razza: era una reazione all’industrializzazione e al suo creare quartieri “brutti”. Le classi medie consideravano la città centrale problematica.

Suburbanizzazione e gentrification sono interconnessi: la fuga delle famiglie è stata anche fuga di capitali e investimenti. In USA l’interno subirà una depressione dopo la guerra fino agli anni 70 (declino città industriali e shrinking cities cioè città come Detroit che hanno perso moltissima popolazione, suburbanizzazione di massa, sviluppo della Sunbelt cioè la zona tra Florida e California, crescita economica senza precedenti e dominio militare globale ma anche espansione degli slum, chiusura delle fabbriche, stress fiscale). “Grazie” al deprezzamento delle aree nel centro città, si avrà successivamente un ritorno di capitali (una gentrification) negli anni 70 (NB: tornano capitali e qualche figlio di suburbanizzatore baby boomer, ma non popolazione! La suburbanizzazione continua tuttora a crescere. La popolazione delle città deriva sempre dal suo interno). Tornano così le banche, gli investitori, i costruttori, gli agenti immobiliari.

La Glass osserva che in USA le aree centrali delle grandi città diventavano ghetti, ma a Londra (negli anni 60), le aree centrali stavano diventando sempre più ricche ed è anche questo un problema. Lo spazio londinese si diversifica, aumentano le attività non commerciali, aumentano le famiglie che vogliono abitare vicino al posto di lavoro, le politiche immobiliari sono di lassez-faire → Rent Act (57) che destabilizza il mercato lasciando ai proprietari carta bianca per il prezzo della casa → arrivano in città le classi medie e superiori → gentrification → i gentrificatori trasformano lo spazio urbano in modo “tipico”: ampliano le stanze, abbattono i muri divisori, rimettono a nuovo le lunette della porta d’ingresso, abbattono la distinzione tra cucina e tinello, preferiscono la cucina provenzale, usano oggetti di design creati dalla catena Habitat, compaiono i gerani, vogliono la pedonalizzazione, sono sensibili a livello ambientale, hanno accesso al mondo dei media e della cultura cui appartenevano professionalmente → opposizioni assenti (gli operai si disperdevano nel territorio, non avevano accesso ai media e gli operai preferiscono i gentrificatori agli affittuari indiani); i gentrificatori erano politicamente orientati a sinistra.

Anni 70: aumentano sempre più i casi di gentrification.

Quattro ondate di gentrification

(Secondo Hackworth e Smith + Lees, Slater e Wyly) + fasi di latenza

  • Gentrification sporadica: carattere non-sistematico; primi ritorni in città di capitali e investimenti legati a politiche pubbliche locali.
  • Fase di transizione 1: primi gentrificatori che entrano nei quartieri centrali affittando alloggi. Fase di stabilizzazione con case rimesse a nuovo e alcuni abitanti “diversi” che si aggirano in quartieri prima ritenuti degradati.
  • Gentrification di ancoraggio: diffusione su scala internazionale di fenomeni di gentrification che connettono il settore immobiliare e finanziario con politiche di tipo culturale (fiere, eventi…).
  • New-build gentrification: metà anni 90; gentrification si espande anche al di fuori dei centri urbani; scompaiono i movimenti di protesta verso questo tipo di sviluppo urbano.
  • Quarta ondata: 2000-2006; speculazione immobiliare di livello globale che fece aumentare il prezzo delle case. Questa bolla causò la più grande recessione dal secondo dopoguerra; quindi la gentrification diviene la produzione di spazio urbano per utenti sempre più ricchi.

Capitolo secondo

Fase fordista: dalla fine della Grande depressione del 1929 a cavallo degli anni 70; create politiche nel campo dell’istruzione, sanità, lavoro che amplia l’accesso alle classi popolari e medie che cresceranno a livello esponenziale; negli USA, invece, la tutela delle classi popolari e medie avverrà dopo una faglia di tipo razziale.

Fase post-fordista: anni 70; crisi petroliere, recessioni, deindustrializzazione e crisi fiscale ha portato a ristrutturazione che è in atto ancora oggi. Enfatizza la concorrenza e l’imprenditorialità, le città rinascono come imprenditrici e attive promotrici di crescita economica. La gentrification assume forme ben più ampie di quelle della città ed è ritenuta da molti la causa di molti problemi sociali.

La gentrification è una trasformazione urbana che avvantaggia selettivamente una classe sociale o una frazione di essa e riproduce le disuguaglianze sociali. Neil Smith ne fa un’analisi critica con un approccio marxista: la produzione dello spazio urbano si compie attraverso continui e progressivi spostamenti di investimenti di capitale che generano disinvestimenti dai luoghi dai quali prendono il largo. È un’altalena che produce un uneven development cioè uno sviluppo diseguale motore ed esito del capitalismo contemporaneo.

Esempio: fase fordista a Londra tra la fine dell’800 fino al 1960 ha lasciato dietro di sé territori svuotati dalla

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 15
Riassunto esame geografia, prof Rossetto, libro consigliato Gentrification. Tutte le città come Disneyland?, Semi Pag. 1 Riassunto esame geografia, prof Rossetto, libro consigliato Gentrification. Tutte le città come Disneyland?, Semi Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 15.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame geografia, prof Rossetto, libro consigliato Gentrification. Tutte le città come Disneyland?, Semi Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 15.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame geografia, prof Rossetto, libro consigliato Gentrification. Tutte le città come Disneyland?, Semi Pag. 11
1 su 15
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Beam94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Rossetto Tania.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community