L'Italia disegnata
Le prime carte geografiche dell'Italia
Laura Federzoni ci parla delle poche carte geografiche antiche che ci sono arrivate in originale. Nessuna di queste presenta riferimenti all'Italia; essa compare, per la prima volta, nelle carte che Tolomeo realizzò tra il II secolo d.C. Le valli e i passi montani sono fra gli elementi più rilevanti, mentre la rete fluviale è semplificata e presenta molte lacune. Si distingue un insediamento abitativo molto denso.
La tabula peutingeriana
Risale alla metà del IV secolo d.C., dove le strade assumono importanza. La copia medievale della tabula peutingeriana si trova a Vienna; l'Italia copre 5 dei 11 fogli che compongono l'opera, con Roma come centro dell'Impero. Viene esasperato l'orientamento longitudinale, rappresentando uno dei primi esempi di convenzionalismo astratto nella cartografia.
Roma è simbolizzata da una figura intorno che regge le insegne del potere, con le strade che si dipartono a raggiera come un anello. I centri urbani, i luoghi di sosta e di cambio cavalli sono simboleggiati da una doppia torre, mentre edifici simili a capannoni industriali rappresentano luoghi con una funzione economico-commerciale. Un'ampia cinta muraria caratterizza Aquileia e Ravenna; la prima è importante per il porto, la seconda per il ruolo di capitale che stava per assumere. Una cupola con due accessi raffigura la galleria che collega il lago Averno a Cuma, opera fatta sotto l'impero di Augusto. La carta fornisce indicazioni su alcuni nomi delle regioni dell'impero e delle popolazioni al di fuori di esso.
Il Corpus Agrimensorum Romanum e la cartografia medievale
Il Corpus Agrimensorum Romanum del V-VI secolo d.C. offre immagini a colori e risente fortemente dell'influenza della cultura cristiana. La cartografia medievale include mappamondi a T con Gerusalemme al centro o la rappresentazione del paradiso nelle aree inesplorate dell'Asia, offrendo una visione mistica ed escatologica del mondo e della storia. La penisola ha una forma triangolare e le città sono rappresentate dall'icona di un castello merlato.
Carte nautiche e evoluzione cartografica dal 1200 al 1700
A partire dal 1200, compaiono sempre più esemplari di carte nautiche, che rappresentano solo coste e isole, mentre l'entroterra è vuoto o con figure simboliche. Vengono indicate solo Genova e Venezia in quanto repubbliche marinare, e l'idrografia rappresenta solo la foce dei fiumi. Queste carte sono redatte con l'ausilio della bussola, introdotta in Europa in quel secolo.
A fine 1400, si diffonde la versione latina della Geografia di Tolomeo. A metà dello stesso secolo, risale il mappamondo di Fra Mauro, con un diametro di quasi 2 metri, contenente la circonferenza (dio) inscritta in un quadrato (creato). Il paradiso è rappresentato in un angolo al di fuori della circonferenza. Le carte di Fra Paolino Minorita e Pietro Coppo si diffondono, con idrografia più precisa, ma non l'orografia (risultati apprezzabili si avranno solo nel 1700). La trama stradale è assente, ma dettagli sulle città sono presenti.
I centri di produzione cartografica e gli atlanti
I centri di produzione cartografica sono Firenze, Venezia e Roma. A Venezia lavora Gastaldi; a Roma ci sono le Raccolte Lafreriane, un abbozzo di atlante. Magini compone il primo atlante italiano pubblicato postumo nel 1620, che manca di viabilità (viene disegnata solo la via Emilia). Dello stesso periodo sono le rappresentazioni che ornano la Galleria delle Carte Geografiche in Vaticano, voluta da papa Gregorio XIII, con 7 tavole per l'Italia.
Ortelio, Mercator e la cartografia europea
Ortelio, fiammingo, crea una sua prima raccolta cartografica nel 1570, ponendo grande attenzione alla rete fluviale, con centri abitati individuati da simboli, ponti e laghi indicati. I testi corredano le immagini e offrono un'idea di come gli umanisti europei guardavano all'Italia. Viene citata la cupola del Brunelleschi a Firenze e le prefiche per la Calabria, con considerazioni di carattere religioso. Mercator pubblica l'Atlas nel 1585, con 15 tavole per l'Italia, che presentano inesattezze notevoli a carattere generale, ma sono dettagliate a livello regionale.
Per Venezia, si esalta il ruolo di difesa, con il mare come mura di cinta naturale della città. Cenni alla configurazione politica sono presenti, ma non alla rete stradale, mentre una simbologia per le città è inclusa.
Altri contributi cartografici del periodo
Braun e Hogenberg, tedeschi, pubblicano il primo volume delle Civitates Orbis Terrarum, una raccolta delle immagini di città con molta attenzione. Per Roma, Venezia e Napoli ci sono più piante; gli spazi verdi mostrati costituiscono orti e giardini. Hoefnagel propone non piante ma visioni prospettiche delle città, indicando i costumi locali con il simbolo di uomini in attività economiche o sociali. Alcune immagini rappresentano anche il tempo; l'autore compì un viaggio in Italia, incontrando Ortelio, come si nota nella tavola di Tivoli.
Coronelli, tra il 1600 e il 1700, si specializzò prima nella costruzione di globi, poi realizzò anche l'Atlante Veneto dei diversi stati italiani, commissionato da diverse autorità.
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