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Introduzione alla geografia e ai processi di antropizzazione

La geografia studia i processi di antropizzazione del pianeta. La geografia scientifica, nata tra il 1700 e il 1800, permette di sistematizzare conoscenze che prima erano molto sconnesse tra loro e non sempre veritiere, come i racconti di viaggio. Essa nasce in Germania ad opera di Kant e Herder (filosofi) e poi Von Humboldt e Ritter (primi geografi), seguita dal positivismo con Darwin e Ratzel (organizzatore della moderna scienza geografica). Si arriva poi al ridimensionamento dell'influenza ambientale sull'uomo con Vidal de la Blache e Febvre, fino ad arrivare alla "nuova geografia" che circoscrive ogni fatto geografico in termini quantitativi, ma anche geografia della percezione, che rivolge l'attenzione alle impressioni che del territorio hanno i suoi fruitori.

Le coordinate spazio-temporali: rappresentazioni e misure

Fondamentale il concetto di spazio e tempo. I punti cardinali indicano che il sole sorge esattamente a est e tramonta a ovest solo nei giorni degli equinozi, mentre tutti i giorni individua il sud alla sua massima altezza nel cielo. Anassimandro di Mileto (circa tra IV e V sec a.C.) fu l’autore della prima carta geografica: un disco circondato dalle acque.

La terra è un geoide: un solido unico uguale solo a se stesso, la cui superficie, perpendicolare alla direzione della forza di gravità, corrisponde al livello marino medio. Il solido geometrico che più si avvicina a questa forma è l'elissoide di rotazione o sferoide (sfera schiacciata ai poli), con l'asse maggiore che ruota attorno al suo asse minore che si interseca all'equatore (emisfero nord o boreale ed emisfero sud o australe).

I meridiani sono tutti uguali tra loro, i paralleli no: sono infiniti e non immaginari, ma idealmente tracciati formando il reticolato geografico; il parallelo di riferimento è l'equatore, il meridiano quello di Greenwich, stabilito nel 1884 a Washington. La latitudine è la distanza di un punto dall’equatore, la longitudine è la distanza dal meridiano di Greenwich: le distanze sono misurate in gradi; l'altitudine è il riferimento dato dal livello medio del mare.

I primi tentativi di misurazione della terra risalgono a Eudosso di Cnido nel IV sec a.C., mentre Eratostene nel III sec a.C. misurò con estrema precisione la lunghezza della circonferenza: 40.077 km. La superficie totale è pari a 510.611.393 km2.

Proiezioni cartografiche e scale

La carta geografica si basa sul disegno della superficie terrestre ed è approssimata per definizione: come disegnare una sfera su un piano? Le proiezioni cartografiche intervengono su tre proprietà:

  • Equidistanza: corrispondenza tra lunghezza grafiche della carta e reali
  • Equivalenza: corrispondenza tra aree grafiche della carta e reali
  • Isogonia o conformità: corrispondenza dei valori angolari

Queste tre proprietà non sono mai presenti nello stesso tempo su una carta geografica. La scala numerica esprime il rapporto tra le distanze sulla carta e quelle nella realtà: 1:5000 (1 cm equivale a 5.000 cm nella realtà, quindi a 50 m), la scala grafica (segmento diviso in unità) rappresentano sulla carta elementi molto grandi: ogni segmento (generalmente 1 cm) corrisponde a 100 km, etc.

Tipologie di carte geografiche

Le carte topografiche raffigurano con accuratezza rilievi, idrografia, insediamenti, vegetazione; molto importanti sono quelle dell’Istituto Geografico Militare a Firenze. I toponimi sono i nomi dei luoghi. Le curve di livello (o altimetriche o isoipse) sono linee che congiungono tutti i punti con uguale altitudine sul livello medio del mare, il dislivello tra una curva e l’altra è sempre uguale; le isobate sono curve di livello subacquee.

La più fedele rappresentazione del pianeta è il globo (sfera su cui è disegnata la terra con il reticolato), da non confondersi con mappamondo (rappresentazione cartografica della terra divisa in due emisferi). Le carte geografiche si dividono in:

  • Carte di base o generali: riportano i caratteri fisici, politici o entrambi
  • Carte speciali: rispondono ad obiettivi specifici (es. carte nautiche, aeronautiche)
  • Carte tematiche: dedicate ad un fenomeno o ad un tema specifico, si possono dividere in qualitative (affrontano il tema nella sua globalità e distribuzione spaziale), quantitative (evidenziano gli elementi di misura), analitiche (attenzione su un singolo tema), complesse (uniscono più temi), statiche o dinamiche (presentano un fenomeno stabile o mutevole nel tempo e nello spazio)

L’atlante è una raccolta sistematica di carte geografiche; il primo atlante moderno fu realizzato da Ortelio nel 1570, prima ci fu un tentativo di Tolomeo nel II sec d.C.; sono ordinati tutti allo stesso modo: prima carte geografiche generali, poi carte del paese e poi quelle degli altri paesi.

Il telerilevamento

Il telerilevamento è quell’insieme di tecniche che permette di acquisire le proprietà spaziali di una superficie distante dallo strumento di rilevazione: fotografia aerea, satelliti, termorilevamento; le prime immagini della terra risalgono alla fine degli anni '50.

Dalla fine dell’800 tutte le carte geografiche italiane prendono come riferimento locale il meridiano di Monte Mario a Roma che è subito a est di quello di riferimento internazionale di Greenwich, quindi l’Italia ha fuso orario +1 rispetto a Greenwich; i fusi seguono in genere non i meridiani, ma i confini politici o amministrativi; il meridiano di 180° che attraversa l’Oceano Pacifico segna la linea internazionale del cambio di data.

I calendari

I primi calendari sono nati nei templi, avevano funzione religiosa. Il calendario romano, fissato dal collegio dei pontefici, fissava i giorni in cui erano permessi o proibiti atti pubblici; il calendario giuliano lo segue: un anno dura 365 giorni per 3 anni e 366 un anno; il calendario gregoriano è l’attuale e considera bisestili non tutti gli anni, ma solo quelli in cui il gruppo di cifre del secolo precedenti i due zeri fosse divisibile per 4 (1900 no, 2000 sì); il calendario musulmano si basa su un anno lunare di 354 o 355 giorni, il primo degli anni coincide con l’Egira o fuga di Maometto dalla Mecca: 622; il calendario ebraico prevede l’anno lunisolare; il calendario copto inizia dall’anno della proclamazione di Diocleziano come imperatore: 284.

La crosta terrestre e le forze endogene

La geologia ha il compito di ricostruire la storia della Terra (formatasi 4,5 miliardi di anni fa) e delle rocce che la costituiscono. Gli eoni o ere geologiche sono:

  • Adeano o Azoico (prima di 4 milioni di anni fa, più lontano)
  • Archeozoico (2500-4000 milioni)
  • Proterozoico (570-2500 milioni)
  • Fanerozoico (570 milioni), quest’ultimo suddiviso in Paleozoico (570-245 milioni), Mesozoico (245-65 milioni) e Cenozoico (da 65 milioni a oggi)

Le rocce più giovani sono povere di minerali, mentre le più vecchie sono ricche; l’Italia si è formata 250 milioni di anni fa, per questo non ci sono molti giacimenti minerari, qualcosa c’è in Toscana e in Sardegna.

I processi di costituzione delle rocce

I processi di costituzione delle rocce sono tre:

  • Magmatico: generato dal raffreddamento e consolidamento del magma, può essere di due tipi: intrusivo (il raffreddamento è molto lento, quindi le rocce sono piene di cristalli) o effusivo (raffreddamento brusco, come il basalto)
  • Sedimentario: prodotto dall’accumulo di detriti, spesso sono rocce preesistenti disgregate, sono molto diverse tra loro
  • Metamorfico: deriva da profonde alterazioni e trasformazioni di temperatura e pressione, due tipi: rocce di contatto (vicine al magma) e regionale (aree in profondità)

La teoria della tettonica a placche

All’inizio del ‘900, Wegener affermò che 200 milioni di anni fa da un unico grande continente (Pangea) e da un unico grande oceano (Pantalassa) abbia preso origine la dislocazione delle masse terrestri. Negli anni ‘60 emerge la teoria della tettonica a placche o globale grazie a Hess: moto non uniforme di crosta e mantello superiore. La composizione della Terra comprende il primo nucleo solido, nucleo esterno fluido, mantello, poi crosta terrestre; crosta + parte solida del mantello formano la litosfera, poi sotto c’è l’astenosfera (dove avvengono i movimenti delle placche).

I margini costruttivi o divergenti sono tutto il materiale che emerge dal nucleo e che in prossimità della superficie fonde formando nuova crosta terrestre. La zona di subduzione nasce dallo scontro di due placche con relativo sprofondamento di una delle due: formazione di fosse oceaniche o formazione di catene montuose (orogenesi); i margini conservativi (le faglie trasformi) sono zone in cui non avviene né costruzione né distruzione di litosfera.

Il vulcanismo

Il vulcanismo consiste in fuoriuscita di rocce allo stato fluido e gas che si accumulano in serbatoi (camere magmatiche) oppure erompono; se il magma, durante la risalita, perde i gas, si ha un’eruzione tranquilla sotto forma di lava che, nel continuo accumularsi, forma l’edificio vulcanico. I materiali eruttati possono essere blocchi, lapilli e ceneri, ma se c’è esplosione abbiamo anche pomici; le bombe vulcaniche sono pezzi di magma lanciati in aria allo stato fluido; i flussi piroclastici sono una miscela di gas, ceneri e pomici che scorre lungo il fianco del vulcano; le colate di fango sono ceneri imbevute d’acqua.

Tipi di eruzione e vulcani

  • Hawaiana: con lave fluide povere di gas
  • Stromboliana: con lava viscosa
  • Vulcaniana: esplosiva
  • Pliniana: con intensa attività esplosiva ed emissione di ceneri e pomici, il cratere può collassare formando una caldera
  • Peleeana: con magma viscoso che tende a solidificare nel camino ostuendolo

Due tipi di vulcani: a scudo (forma appiattita per scarsa capacità esplosiva) e a strato (con forma conica). Poi possono esserci vulcani attivi, estinti e quiescienti e possono essere allineati lungo le dorsali oceaniche, lungo i margini continentali o catene di isole (la cintura di fuoco dell’Oceano Pacifico), isolati.

Nelle aree vulcaniche possono esserci fumarole e solfatare (sorgenti di acqua calda e vapore con gas ricchi di zolfo, ad esempio Pozzuoli), soffioni (vapore d’acqua ad altissima pressione ad esempio Monte Amiata in Toscana) e geyser (emissioni di acqua calda non regolare, ad esempio in Islanda).

Il terremoto

Il terremoto è un movimento di una parte della superficie terrestre prodotto da vibrazioni che si propagano dall’interno della Terra cui corrisponde, sulla verticale in superficie, un epicentro.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

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