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Riassunto esame Geografia, prof. Molinari, libro consigliato Il paesaggio nelle scienze umane, Dal Borgo, Gavinelli

Riassunto per l'esame di Geografia.
Basato su appunti personali e sullo studio autonomo del testo consigliato dal docente Paolo Molinari: Il mio spazio nelle scienze umane.
Argomenti trattati:
paesaggio e storia
origine e percorsi evolutivi
riflessioni sui paesaggi dell'Africa sub-sahariana

Esame di Geografia docente Prof. P. Molinari

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ESTRATTO DOCUMENTO

La psicologia generale definisce alcune aree che sono alla base del funzionamento della

psiche di ogni individuo: percezione, attenzione, emozione, memoria, pensiero e

linguaggio. E alcune di queste sono fondamentali nella costruzione dell’ESPERIENZA

SOGGETTIVO DEL PAESAGGIO. Infatti il processo percettivo avviene attraverso la

stimolazione di 5 sensi; per esempio con gli occhi siamo in grado di percepire le

colorazioni dell’ambiente; i suoni e gli odori rendono piacevole o sgradevole un

ambiente.

Gli ambienti suscitano in noi EMOZIONI in base al tipo di esperienza che ne facciamo.

Kaplan e Kaplan hanno ipotizzato che per suscitare emozioni positive, l’ambiente deve

avere 4 caratteristiche:

- essere COMPRENSIBILE, dove la persona si sente subito a suo agio);

- essere LEGGIBILE, contenere significati già noti all’individuo ma che possono

arricchire la sua esperienza;

- essere COMPLESSO, contenere informazioni nuove;

- essere MISTERIOSO, ossia sollecitare l’esplorazione.

I paesaggi essendo ambienti aperti e vasti saturano facilmente tutte le caratteristiche

sopra elencate.

Anche la MEMORIA ha un ruolo importante nella relazione uomo/ambiente:

- Permette la valutazione, confrontando ogni nuovo ambiente con quelli visti in

precedenza;

- Lega nuove esperienze a quelle passate (anche grazie alle emozioni suscitate).

Il LINGUAGGIO ci permette:

- Di descrivere un paesaggio nei dettagli da permettere a chi non l’ha visto di

rappresentarselo si costruisce solo l’immagine

- Di descrivere un ambiente in maniera emotiva si costruisce l’esperienza intera

attraverso i 5 sensi. (es. Montale, in “Meriggiare pallido e assorto”).

Il paesaggio come esperienza si crea dalla relazione tra quotidianità e novità e

diventa partecipe della cultura. 21

Antropologo Tullio Altan nella sua definizione di ETNICITA’ distingue 5 aree, tra le quali il

PAESAGGIO INTERIORE = TOPOS.

Comprende le caratteristiche geografiche ed ambientali significative per la

vita dell’individuo, gli spazi che ha abitato psicologicamente ed

emotivamente = territorio come fonte di identità e come legame con gli avi.

Permette di riconnettersi con le proprie radici geografiche.

Gli psicologi ambientali parlano di PLACE IDENTITY = insieme di quelle dimensioni del Sé

che definiscono l’identità individuale di una persona in relazione al territorio e agli

ambienti di vita (casa, lavoro). Con questi luoghi siamo legati da un processo affettivo

detto ATTACCAMENTO AI LUOGHI.

Vera e propria relazione affettiva con gli ambienti quotidiani (casa,

quartiere, città). E’ una relazione costante nel tempo quindi genera

sicurezza e identità nell’individuo.

MIGRANTI rompono questo legame con i luoghi, allora si comportano da “nuovi

nomadi” perciò eleggono a luogo di ritrovo con i connazionali dei luoghi nel paese

accogliente che ricordano i loro luoghi (giardini, piazze ecc.)

La relazione tra individuo/ambiente è anche determinata dalla cultura di appartenenza

che fornisce i significati da attribuire alle esperienze ambientali (nelle varie culture ci sono

significati diversi). Questo crea la CULTURA INTRASOMATICA INDIVIDUALE = un mix di

cultura condivisa ed esperienza soggettiva all’interno della quale si trovano anche i

paesaggi di cui ognuno ha esperienza. a partire dalle caratteristiche della propria

cultura si costruiscono i parametri per valutare e giudicare i nuovi paesaggi che si

potranno incontrare in futuro.

L’ambiente naturale per essere vissuto deve essere modificato o interpretato dall’uomo,

allora il paesaggio non può che essere un’esperienza culturale.

L’esperienza culturale del paesaggio è soggettiva, ma è grazie alla condivisione che

possiamo comprendere le descrizioni di paesaggi altrui. 22

CAPITOLO 7: ABITARE AI MARGINI DEL DESERTO (di Maria Lauretta Moioli)

Le fonti per studiare il paesaggio nell’antichità

-

Il paesaggio antico si indaga con le fonti delle scienze dell’antichità disciplina che si

chiama = Geografia storica del mondo antico: ha per oggetto il mondo romano e greco

per questo il geografo antichista userà gli AUCTORES greci e latini con scritti di tipologia

varia. Fonti molto eterogenee: scritti di geografia o di storia, di letteratura, narrazioni

fantastiche. Si utilizzano fonti epigrafiche (quasi solo per l’Egitto) e fonti pauperologiche.

I papiri documentari raccontano le situazioni di vita quotidiana quindi hanno obiettivi

pratici. Perciò le difficoltà maggiori nel loro utilizzo sono: comprensione delle situazioni,

identificazione di luoghi antichi con siti moderni, danneggiamento della conservazione

dello scritto. Dai papiri noi conosciamo informazioni sulla città, sui viaggi e i commerci, sui

terreni.

Rappresentare i paesaggi delle aree desertiche

-

Fonti papirologiche sulle aree egiziane e di deserto e di oasi presentano un vantaggio =

l’aggiunta del DETTAGLIO dell’episodio di vita quotidiana. Le descrizioni di autori greci e

latini mostrano sbalordimento davanti alle zone desertiche infatti li descrivono come

luoghi desolati e inospitali pensano siano i luoghi migliori dove relegare i nemici.

Testimonianze letterarie sono fondamentali per comprendere come i Greci e i Latini

rappresentavano i paesaggio del deserto significative testimonianze di Apollonio Rodio

e di Quinto Curzio. [Curzio racconta il viaggio di Alessandro Magno all’oasi di Zeus

Ammon racconta di siccità e caldo e dello sfinimento degli uomini.]Ci sono anche

racconti di viaggiatori moderni che vedono le oasi come piccoli paradisi.

Nella cultura faraonica il deserto era rappresentato con un geroglifico a tre collinette

(esprime diversi significati: terreno ostile, luogo sabbioso/improduttivo, zona abitata da

stranieri/da spiriti maligni, necropoli).

Riferimento allo straniero perché per gli Egiziani il paese ERA la valle del Nilo, la sola area

abitabile in modo stabile. Per questo i deserti li percepiscono come frontiere popolate da

23

nemici infatti le aree che confinavano con aree desertiche erano presidiate da corpi

di polizia = GUARDIE DEL DESERTO.

Il plus apportato dai papiri documentari

-

I testi papiracei entrano nel concreto della vita dalle oasi del deserto a sud-ovest del

Nilo. Infatti sono stati rinvenuti molti testi di epoca romana che mostrano la realtà

amministrativa/la vita economica e i rapporti dei cittadini con la giustizia. Nei papiri non

c’è traccia di come i paesaggi desertici fossero percepiti da chi ci abitava.

[Una lettera privata è il PAPIRO di Londra n.854 scritto da Nearchos scrive che molti

uomini vanno alla ricerca delle meraviglie create dall’uomo. I ricercatori hanno detto

che è semplicemente un esercizio retorico o un pezzo letterario come racconto di

viaggio vero e proprio è poco credibile, causa non si menzionano né la durata del

viaggio, né gli spostamenti].

Fonti papirologiche di epoca romana Papiro Ossirinico n.1439 (=ricevuta doganale),

Papiro di Ossirinico n. 2783 (sembra una lettera privata. Questi documenti testimoniano

una realtà quotidiana importante di produzione agricola.

Altro scritto, non su papiro è un codice scritto intorno al 246-49: contiene una

lista/inventario di pozzi, installazioni idrauliche (sia posizione che nome) sembra il

risultato di un’indagine condatta sui posti. 24

CAPITOLO 8:

UN CONTESTO DEL PAESAGGIO TARDO-ANTICO: LA “BASILICA DOPPIA” DALLA CIVITAS ALLO SPAZIO

RURALE (di Paolo Piva)

Nel paesaggio tardo-antico/paleocristiano c’è la presenza della cosidetta “BASILICA

DOPPIA”, ossia dove alle chiese vengono aggiunti degli edifici ulteriori come il battistero,

le domus abitate dal clero, costruzioni termali e spazi per l’accoglienza. Oggi complessi di

tale natura si possono raramente percepire in elevazione. In casi isolati si possono

apprezzare in elevato le chiese doppie paleocristiane (es. cattedrale di Grado, di

Parenzio a Istria), o gruppi ricostruiti nel Medioevo (es. Brescia e Bergamo) cattedrali

ubicate all’interno delle mura urbane e diffuse dal IV e V secolo anche negli spazi rurali.

I nuclei doppi urbani vennero solitamente ubicati ai margini delle civitas (perché le aree

centrali erano troppo insediate), ma comunque entro le mura. Infatti le chiese doppie

rurali furono presenze isolate.

Dalla cattedrale doppia alla basilica doppia

-

Nel IV secolo (a partire dall’età costantiniana), le cattedrali delle grandi metropoli

sembrano aver seguito l’articolazione in due edifici di culto. Situazione orientale dove

in alcuni casi una nuova chiesa veniva aggiunta a una chiesa già presente.

Nel IV secolo si ipotezza che una delle due chiese avesse una funzione catecumenale 

questo affermazione è priva di ogni consistenza perché se le aule erano dotate di altare

l’istruzione dei catecumeni poteva essere solo una funzione aggiuntiva e non strutturale.

Quando le chiese episcopali si diffusero anche nei centri minori, il modello doppi viene

adottato anche per chiese non espiscopali.

Diffusione della basilica doppia fra V e VI secolo in tutta l’area mediterranea

dell’Italia, nel vicino Oriente, nell’Africa mediterranea. Non sembra aver riguardato la

penisola iberica e l’area germanica. 25

Una selezione di esempi significativi

-

CIMITILE = comune in provincia di Napoli. In origine costituiva l’area di una NECROPOLI

PAGANA, poi divenuta un rinomato santuario cristiano, poi destinato a ospitare nel

Medioevo la cattedrale di Nola. Il santuario ha un ingresso poco visibile e segnalato, ma

comunque accessibile e conservato bene.

Nella prima metà del IV secolo Paolino (ex governatore della Campania) aggiunse la

basilica di Nova nell’intento di promuovere il santuario ma anche di costituire per sé e

per la sua famiglia una sorta di fondazione monastica.

BASILICA DI NOVA era a 3 navate divise da due filie di colonne con capitelli corinzi e

grande abside a nord. Le pareti delle navata centrale erano decorate con pitture

relative all’Antico Testamento. Le due aule di culto si possono definire “memoriale” e

“comunitaria”. Lehmann (uno studioso) invece reputa che l’aula a destra fosse una

sagrestia e quella di sinistra un luogo di lettura/preghiera del clero. In qualsiasi caso è da

prendere in considerazione che in entrambe le aule le preghiere di dirigevano verso la

tomba di Felice. Nell’alto Medioevo il complesso si arricchisce di altre chiese e mausolei.

LUCERA (Foggia) sito archeologico scavato tra 1995 e 1997 (ritrovamento fortuito

mentre si stava costruendo una diga sul torrente Celone). Un grande complesso con due

aule a tre navate e un battistero incluso in una villa rustica romana. Inizialmente è una

casa colonica con una villa rustica. Poi verso la metà del V secolo due edificata la chiesa

con il battistero. La chiesa era a tre navate divise da sei colonne con abside unica 

decorata con pavimento a mosaico e dipinti parietali. Aula = funzione funeraria, utilizzata

per deposizioni di corpi. [Verso la metà del VI secolo un incendio alla chiesa primitiva

indusse a utilizzare solo la chiesa più recente]. In entrambe le chiese non c’è traccia

dell’altare che però poteva essere mobile.

FRA SLOVENIA E CARINZIA sul monte Hemmaberg si rivela un complesso di 5

chiese, tutte ad aula unica e con edifici correlati. Infatti una campagna archeologica

austriaca ha evidenziato l’importanza del sito che oggi è meta di visite aperte al

pubblico. Alla basilica già nota è stata scoperta nel 1991-1993 una seconda chiesa

doppia. L’aula di culto più antico è circondato da costruizioni abitative. Le due chiese

sono perfettamente parallele non c’è traccia dell’altare (forse mobile). Glaser (uno

studioso) considera l’aula nord come chiesa della comunità = per la celebrazione

26

eucaristica e a sud quella memoriale. Quindi l’edificio sud oltre che al pellegrinaggio è

destinato alla liturgia feriale di lode e intercessione.

VRANJE in SLOVENIA località a nord-est della Slovenia centrale. Si trovano tracce

archeologiche di torre, abitazioni, cisterne e complesso cultuale con una possibile domus

del clero. Quasi al centro dell’abitato c’è una chiesa. La doppia chiesa va intesa come

un tentativo di imitazione delle cattedrali doppie con funzioni della messa festiva e

officiatura feriale viene anche aggiunta la propensione all’introduzione di reliquie e

memorie.

ISOLA DI CIPRO nucleo cultuale di Peyia due chiese che oggi sono sito

archeologico. Si dispongono in linea assiale (sia basilica maggiore che battistero), a nord

si colloca l’aula minore. C’è un’influenza di Gerusalemme perché tra le due chiese è

collocato un atrio quadriportico. Non può esserci una chiesa adibita a funzione

catecumenale ma ci può essere uno spazio ad essi riservato in cui possono udire la

parola divina. Quindi la chiesa è destinata sia ai fedeli che al clero.

SIRIA DEL NORD gruppi cultuali di Fassouq e Banassara. In entrambi i casi si

riscontra un quartiere antico nella parte alta con abitazioni costruite nella roccia, mentre

al di sotto un quartiere più recente riunisce edifici bizantini più ampi. Le basiliche doppie

sono a nord-est. A Fassouq la chiesa maggiore nord è a tre navate con pilastri ed è

divisa da un cortile dalla chiesa minore sud a tre navate ma con colonne. Entrambe le

chiese hanno pavimento a mosaico chiesa sud è più antica, quella nord è del VI

secolo. A Banassara due chiese absidate parallele divise da un cortile. Entrambe

utilizzano le colonne. La loro destinazione può essere a comunità di villaggio, ma con

propensione verso la proposta di un santuario.

GERASA in GIORDANIA è stata un’importante città romana e oggi è una delle

mete turistiche principali. La civitas romana fu riscoperta e restaurata negli anni ’70. La

cattedrale doppia di Gerasa è nata grazie all’aggregazione con la chiesa di San

Teodoro. Ruolo martiriale della chiesa minore funzione di liturgia feriale.

SBEITLA in TUNISIA sito archeologico della città romana che conserva molti edifici

romani con chiese anche bizantine. Doppia chiesa del gruppo episcopale le chiese

non sono perfettamente parallele. La più antica a sud = eretta nella seconda metà del IV

secolo sopra un monumento pubblico romano. Chiesa maggiore fu edificata sopra le

27

domus e usata per la sepoltura. Quindi l’aula primitiva assunse una connotazione

martiriale (può essere anche destinata a liturgia feriale di lode e intercessione).

Le ragioni della diffusione

-

Nella quasi totalità degli insiemi presi in considerazione almeno una delle due chiese

sembra connotarsi in senso martiriale. Impossibilità di costruire una teoria unica infatti la

basilica doppia ha un pluralità di motivazioni. Di solito chiesa maggiore per liturgia

eucarisitca e festiva, quella minore per liturgia feriale di lode e intercessione. La disciplina

catecumenale non può essere considerata una destinazione strutturale della chiesa

doppia no chiese per catecumeni, ma aperte all’intero popolo italiano. L’uso

martiriale/funerario delle due chiese fra fine V e VI secolo indica l’introduzione delle

reliquie/sepolture nelle chiese cattedrali. [Nelle chiese orientali esisteva la pratica della

commemorazione dei donatori o dei loro defunti. A Bisanzio la liturgia eucaristica si

celebra in una chiesa principale, mentre gli uffici dedicati ai santi e le commemorazioni

avevano luogo nelle cappelle].

La liturgia già a partire dal IV secolo è duplice RITO EUCARISTICO FESTIVO (la messa) e

SALMODIE QUOTIDIANE (canti di lode e preghiere di intercessione dei santi = richiesta di

salvezza per gli uomini). Inoltre esistevano le VEGLIE = sessioni liturgiche notturne in onore

dei martiri o in preparazione alle festività.

Gli “esterni” e i contesti

-

3 aspetti della contestualizzazione dei nuclei cultuali:

- Poche restituzioni grafiche in elevato dei complessi duplici paleocristiani;

- Per la topografia storica le basiliche doppie si diffondano dal contesto urbano

(cattedrali), a quello suburbano (chiese cimiteriali/martiriali), fino a quello rurale

(chiese battesimali/funerarie). La diffusione segue i percorsi della propogazione

cristiana (contesti che poi diventeranno anche sede di pellegrinaggi);

- Stato attuale dei contesti sono tutti siti archeologici.

 28

CAPITOLO 9:

UN INASPETTATO PITTORE DI PAESAGGI: ANTONIO COLOMBERTI E LE MEMORIE DI UN ARTISTA

DRAMMATICO (di Alberto Bentoglio)

Bentoglio si è occupato di opere inedite teatrali tra le quali anche quelle di Antonio

Colombretti = attore italiano del XIX secolo che scrisse molte opere dedicate alla storia

del teatro italiano. [Egli compila due redazioni di un dizionario biografico destinato a

illustrare la vita artistica degli attori italiani che avevano recitato nei secoli XVIII e XIX

secolo; compose romanzi storici (es. Il gioielliere di Venezia); redasse un volume

autobiografico dal titolo “Memorie di un artista drammatico” (che è una testimonianza

diretta di aspetti poco noti del mondo del teatro)].

Ampio spazio è anche riservato alla

DESCRIZIONE DEL PAESAGGIO, ossia dei

paesaggi che l’autore ebbe occasione

di osservare nelle sue continue tournées.

Infatti alcune pagine del libro sembra più il diario di un viaggiatore invece che il racconto

dell’attività artistica di un attore.

Descrizione minuziosa di Roma del 1806. Nei giorni successivi l’autore con il padre sia reca

a Firenze. Poi descrizione di Venezia nel 1810. Nei mesi successivi la compagnia teatrale si

sposta in Dalmazia città di Pola. In seguito nel 1817 la famiglia si sposta a Sassari e

Cagliari. Nel 1826 si descrive Arezzo e poi si sposta a Fossombrone (dove abita lo zio

dell’autore) e nel mentre descrive il paesaggio invernale dell’Appennino (perché il

periodo è quello natalizio il viaggio prosegue senza cavallo e quindi a piedi perché la

neve è fresca). Nella parte finale si racconta della tournée francese del 1830 dura 3

mesi ma non ha successo perché è in contemporanea con la rivoluzione di luglio e quindi

la gente non si reca a teatro. Nuovo paesaggio che viene descritto quello del rientro

dalla Francia all’Italia passando dal cantone Vallese della Svizzera incontrano una

bufera al Passo del Sempione.

Bentoglio scrive questo saggio con questo obiettivo per gettare interesse verso le

opere autobiografiche di attori che furono grandi viaggiatori e diedero testimonianza dei

paesaggi umani e naturali.

CAPITOLO 10: 29

DAL PAESAGGIO NARRATO AL PAESAGGIO VISSUTO (di Alessandra Omini)

Introduzione

-

Come far percepire ai ragazzi l’idea di PAESAGGIO? Questa autrice sceglie la magia

della narrazione + la concretezza della realtà. svolgere un percorso che evidenzi

l’importanza del paesaggio utilizzando i LIBRI. La ricerca non riguarda solo il territorio

fisico, ma anche quello vissuto costituito dalle emozioni che abitano dentro di noi.

“Le emozioni positive creano un legame profondo con l’ambiente che le ha fatte

provare. Ecco la prima alleanza tra libri e territorio”.

Per creare un progetto necessario partire da una STORIA come molla per scatenare la

fantasia dei ragazzi. Deve essere una storia significativa per i

ragazzi, che parta dai loro interessi e che possa

piacere.

Si sceglie la FIABA perché utilizza un linguaggio universale, comprensibile sia per

linguaggio che per immagini (il paesaggio della fiaba è noto ai fanciulli, es. bosco, fiume,

foresta).

Il percorso

-

Importanza della scelta della STORIA partire dalle esigenze dei bambini/ragazzi. Infatti

l’ascolto della storia è uno stimolo fondamentale. Testo in cui vi è particolare attenzione

alla DESCRIZIONE DEL PAESAGGIO i luoghi toccati dal protagonista devono essere

fondamentali per l’andamento della storia stessa.

STORIA DI UN VIAGGIO, dove il protagonista vive il paesaggio. 30

La nostra esperienza

-

Tema dell’anno “Cammina l’uomo quando sa bene dove andare” = riflessione sul

tema del cammino, ossia dell’uomo che cammina ma non a caso solo quando ha

ben chiara una meta. Collegamento con PELLEGRINO che instancabilmente percorre un

lungo cammino perché è certo che la strada da percorrere sia quella giusta.

Obiettivi trasversali:

- Educare all’amicizia e al dono di sé

- Educare al senso di responsabilità come possibilità di cammino

- Valorizzare la capacità di iniziativa insieme

e il coraggio - Conoscere la storia di uomini che

- Accettare i propri doni e i propri sono stati pellegrini

limiti

- Educare al senso del buono, del

bello, del vero

Obiettivi specifici del percorso geografico:

- Comprendere il concetto di spazio - Scoprire luoghi nuovi

- Usare il Tuttocittà per orientarsi a - Individuare elemente che

Milano caratterizzano spazi noti

La scelta della lettura per la nostra storia è SAN CRISTOFORO perché è il protettore dei

pellegrini. Luoghi proposti nella storia: castello, villaggio, FIUME (che è stato scelto).

Uscita didattica chiesa di San Cristoforo a Milano: all’interno custodita statura del

santo. Spiegato ai bambini che le chiese dedicate a questo santo vengono costruite

vicino ai corsi d’acqua perché la sua storia è legata al fiume.

Perché tra le prove che il santo deve affrontare c’è quella di trasportare gli

abitanti di un villaggio sulle spalle da una parte all’altra del fiume. L’ultimo da

trasportare è un bambino speciale che è Cristo (pesante perché porta tutto il

peso del mondo). Per questo riceve il nome di Cristoforo = colui che porta

Cristo. Per questo durante l’uscita oltre alla visita della chiesa si inserisce

anche un percorso con il battello sul Naviglio. 31

Evento ad inizio anno festa della scuola dove si accolgono i bambini di prima. Infatti gli

altri bambini iniziano un giorno prima dei piccoli per preparare al meglio la festa.

Ricca di giochi a tema e segni distintivi per caratterizzare

l’esperienza (es. la conchiglia, che viene utilizzata dai

pellegrini per poter bere dai fiumi. Il credenziale = libretto

sul quale vengono apposti i timbri).

I timbri vengono inseriti ogni volta che si raggiunge un traguardo (es. sapere costuire

cartine tematiche, saper descrivere un territorio). Altra attività incontro con un

pellegrino che si dirige verso la Terra Santa e visione di alcuni MOSAICI.

Per capire la tecnica viene creato un LABORATORIO per

realizzarne alcuni.

Dal narrato al vissuto

-

Dopo l’ascolto della storia abbiamo realizzato delle illustrazioni che abbiamo fatto rifare

dopo l’uscita didattica per vedere cosa è cambiato rappresentato graficamente il

percorso fatto con il battello e approfondito il lavoro sulle carte geografiche. [I bambini

hanno anche deciso di rappresentare il viaggio di Cristoforo per tappe e appenderlo alle

pareti].

Approccio molto diversa dalla lezione frontale è destabilizzante anche per gli

insegannti che si devono mettere ogni volta in gioco insieme ai propri alunni.

Si generano anche molti collegamenti interdispiplinari. Le esperienze vissute legano i

bambini fra di loro, ma anche i bambini al territorio.

Valutazione diversa dalla classica oltre alla valutazione orale con l’interrogazione

scritta e orale si prevedono griglie di valutazione con le capacità da osservare:

- Capacità di creare collegamenti - Prove di orientamento

- Comportamenti dei bambini da - Realizzazione di carte tematiche

osservare durante le uscite

didattiche 32

CAPITOLO 11:

ALLA SCOPERTA DELLA MIA CITTA’: IL PAESAGGIO DI MILANO (di Carmenluisa Muscillo)

Premessa

-

Lezione di geografia l’insegnante inizia a leggere “Le 101 cose da fare a Milano

almeno una volta nella vita”. I ragazzi sono incuriositi perché? Sono cose che non sanno

e quindi sono spinti a stare attenti (alcuni hanno preso appunti). Idea dell’insegnante 

lezione successiva arriva con delle foto di Milano e chiede agli alunni di indicare dove

sono ubicati i luoghi della città. SI INTRAPRENDE UNO STUDIO SUL PAESAGGIO DI MILANO,

ATTRAVERSO LE SUE EPOCHE.

Riflessioni sul paesaggio

-

Si parte da un’esigenza ideologica = volontà di far capire che geografia è tutto ciò che ci

circonda. Si propone un brainstorming sulla parola PAESAGGIO. Definizione assemblata

dai ragazzi: “Paesaggio è ciò che ci circonda: la rappresentazione fenomenica delle relazioni

ambientali. Queste relazioni sono dinamiche, di cambiamento e richidono sempre degli agenti

Ruolo

che intervengano ad apportare le modifiche. Tra questi agenti è presente anche l’uomo.”

dell’uomo nel paesaggio è fondamentale se ponderato crea interventi positivi, se

negativo arreca danni. Paesaggio = dinamico sia per cambio di spazi, ma anche di

tempo (epoche diverse).

Lavoro per gli studenti ricerca degli elementi più caratteristici del paesaggio in ordine

di tempo.

Lavoro di ricerca

-

Ogni studente deve dotarsi di planimetria della città e delineare i confini. Considerazioni

sulla planimetria:

- Milano si sviluppa su due circonvallazioni (vecchie mura della città) superficie

circolare. Attualmente espansione della zona Nord di Milano, perché a Sud sono

presenti molte aree versi che appartengono al WWF.

- Città aumento di popolazione. Non si abita il centro, ma la periferia e

l’Hinterland per una migliore qualità della vita. 33

I ragazzi recuperano le informazioni sulle mura di Milano nelle varie epoche.

[Con l’aumentare del perimetro delle mura aumentano le porte (da 7 a 11). Le vecchie mura

corrispondono alla cerchia dei Navigli, mentre quelle nuove ricalcano la cerchia dei Bastioni.

MILANO ROMANA analizzate costruzioni come le basiliche (es. Sant’Ambrogio). Ruolo centrale

della città nel periodo tardo imperiale = fu anche capitale. Posizione strategica al centro della

pianura padana divenne snodo commerciale.

MILANO MEDIEVALE Piazza dei Mercanti. Possibile trovare simboli del periodo dei Comuni. Si

riflette sul ruolo della piazza = garantiva la presenza degli organi governativi e era il centro dei

commerci. Tre grandi famiglie: I Della Torre, i Visconti, gli Sforza (che danno avvio al periodo del

Rinascimento).

RINASCIMENTO periodo del castello Sforzesco = pianta quadrata con 4 torri laterali. Famoso

bombardamento delle Cinque Giornate di Milano oltre a ricostruire si fece anche il parco

Sempione attorno al castello.

NEOCLASSICISMO città sobria ed elegante. Da piazza della Scala a San Babila. Galleria Vittorio

Emanuele (attorno alla metà dell’800). Oggi con la globalizzazione nella galleria ci sono negozi

storici, ma anche il Mc.

FASCISMO i monumenti con stile e forma più austeri.

ANNI ’50 dopo la Seconda Guerra Mondiale deve ricostruirsi. Periodo del grattacielo Pirelli

(innovativo perché antisismico).

ANNI ‘50/60 immigrazione dal Sud Italia quindi si parla della Milano del boom economico.

ANNI ’80 trasformazione quartieri popolari in quartieri malsani con spaccio di droga (es. Quarto

Oggiaro). Costruzione della metropolitana. Avvio dei murales. Decadenza della città la gente

preferisce vivere in periferia = RURUBANIZZAZIONE = costruzione di centri abitati vicini a Milano ma

immersi nel verde.

ANNI ’90 immigrazione straniera. Mercati e negozi con nuovi prodotti anche extraeuropei.

Studenti invitati a cercare i cambiamenti anche in previsione dell’EXPO nel 2015. Polo fieristico

Rho (progettato da Renzo Piano) conseguente potenziamento dei servizi e del trasporto. Expo

tema anche della sostenibilità anche con la riprogettazione delle aree verdi (es. Idroscalo).] 34

Assemblaggio

-

Materiale dei ragazzi creato con carteceo abituare i ragazzi anche a scrivere tesine.

Studenti riuniti in gruppi divisione dei compiti. Progetto anche in power point.

Presentazione

-

Ragazzi illustrano il progetto valutazione verte su questi punti:

- Aspetto grafico del cartaceo e pp

- Sicurezza dell’esposizione del singolo

- Dinamiche del lavoro di gruppo

- Commenti e riflessioni

Riflessioni

-

Commento significativo degli alunni: “Sarebbe stato interessante avere oggi mille anni e

aver vissuto tutti i cambiamenti della città”.

CAPITOLO 12: MILANO BELLA: VOCI DEL PAESAGGIO URBANO (di Barbara Peroni)

Il culto delle proprie radici è una ricchezza, conoscere la propria città è un atto doveroso,

e anche farla conoscere allo “straniero” può diventare un atto di rispetto e di

accoglienza. Si organizza un PERCORSO. La letteratura è indagata dai geografi e amata

dai letterati perché ci racconta come è percepito lo spazio. Nel testo letterario si unisce

la conoscenza oggettiva dei luoghi alla rappresentazione di sentimenti e di emozioni.

Per dimostrare quanto sopra esposto si scelgono due monumenti simbolo di Milano: il

DUOMO e la STAZIONE CENTRALE. Entrambi i luoghi sono un nodo spaziale per le relazioni

tra l’uomo e la società = spazi vissuti che ci descrivono gli incontri rappresentano un

paesaggio urbano carico di significati.

Il testo vuole dimostrare che la città può diventare un testo aperto quindi esaminiamo

alcuni scritti di autori diversi. 35

Stazione centrale

-

La stazione è stata definita dall’architetto Frank Lloyd Wright la più bella stazione al

mondo è uno spazio non solo attraversato ma anche vissuto.

[Facciata larga 200 metri, volta alta 72, arcature in acciaio metallo a copertura delle

zone dei binari. L’esemplarità edilizia è aumentata dalla piazza antistante è una

stazione che miscela stili diversi, in particolare Liberty e Art Decò. Sui testi di architettura

viene definita di stile Assiro-Milanese]. Il problema della realizzazione era coniugare la

monumentalità con la funzione a cui era destinata (sono stati presentati 43 progetti 

assegnato il primo premio al progetto In motu vita di Ulisse Stacchini). 28 aprile 1906

quando il re Vittorio Emanuele III posava la prima pietra, ma i lavori iniziarono nel 1913.

Tanti uomini famosi arrivando in stazione l’hanno descritta, per primo Giovanni Verga.

[Alfonso Gatto quando nel ’34 si trasferisce da Salerno a Milano scrive sulla rubrica

“Guida sentimentale di Milano. Giovannino Guareschi arrivato a Milano nel ’41 guarda la

stazione giocando su un’autobiografia familiare. Scritto anche il libro della Ortese

giornalista: Silenzio Milano. Biondillo invece parla della piazza e della sua vivacità di

villaggio globale].

Tram o metrò?

-

Il tramvai (lo chiamano così) contraddistingue il paesaggio milanese della modernità.

Tutti abbiamo in mente il tram gialli realizzato nel ’27, chiamato “Ventotto”.

Se invece vogliamo parlare della metropolitana dobbiamo scegliere il percorso sottoterra

e salire ne parlano le pagine di Parazzoli il protagonista è un personaggio è

 

un’entità misteriosa. Infatti l’autore ci convince che la metropolitana di Milano non è un

mezzo di trasporto ma la protagonista della commedia umana.

La grande fabbrica del Duomo

-

Doninelli lo definisce “l’edificio più bello del mondo” è il luogo più caratterizzante

nell’immaginario cittadino. Infatti l’intera popolazione milanese nel 1387 si è mobilitata

36

per dare offerte a favore della costruzione. Nel ’14 Marinetti parla del duomo nella sua

poesia.

Dopo 60 anni, ne parla Saba scrive una dolce poesia su piazza duomo, come luogo

sociale per eccellenza.

Oggi si parla di lavoro e dell’immigrazione con il narratore Mihai Mircea Butcovan.

Nell’ultimo suo racconto nel 2009 inquadra in maniera “apparentemente” leggera storie

di immigranti a Milano, reclutati in lavoro clandestino.

CAPITOLO 13:

L’UNITA’ PAESAGGISTICA- CULTURALE DEL SANTUARIO HISTORICO DEL BOSQUE DE POMAC.

CONSERVAZIONE, IDENTITA’ E SVILUPPO COMUNITARIO (di Anna Serralunga)

Il Santuario Historico del Bosque de Pomac è una delle 74 Areas Nacionales Protegidas

amministrate dallo Stato peruviano. È situata a nord-ovest del Paese, nella bassa valle del

Rio La Leche nel dipartimento di Lambayeque.

Caratterizzata dall’ecosistema del Bosco Secco

Equatoriale, ospita al suo interno alcuni centri

cerimoniali preispanici.

Il Santuario Storico è stato istituito nel 2001 con l’obiettivo di conservare e valorizzare

questa peculiare unità paesaggistica-culturale. Forte legame con i gruppi umani con

l’ambiente che ha permesso la conservazione di un paesaggio connessione tra

comunità umana e ambiente naturale.

Attuale paesaggio = prodotto di un immaginario collettivo strettamente legato a un

mondo magico religioso ispirato agli elementi della natura.

4 mila anni fa gli antichi abitanti dell’area fertile fondano un’economia basata su

un’agricoltura sempre più sviluppata in grado di generare un surplus di produzione

necessario alla nascita di un’organizzazione sociale complessa e gerarchizzata. 37

Nel periodo Preceramico medio e tardo (fino al 2000 a.C) sviluppati i sistemi di irrigazione.

Nel Formativo iniziale (2000-1000 a.C) la popolazione si nutriva di agricoltura ma

soprattutto anche di risorse marine del litorale atlantico.

Periodo Formativo medio (1000-500 a.c) caratterizzato dalla Culture Cupisnique e

Cholope che lasciarono una grandissima varietà di manufatti in terracotta =

testimonianza della più grande produzione di ceramica d’America del primo millenio a.C,

e inizio di un tradizione orafa.

Nel Formativo tardo processo di interrelazione culturale a livello macroregionale che

porta una scomparsa parziale del fenomeno religioso dei periodi precedenti. Questo

favorisce la comparsa della cultura Moche o Muchik o Mochica sviluppatasi nel periodo

Intermedio Temprano (100 a. C – 700 d.C).

Successivamente nelle valli di Lambayeque la Cultura Sican dominò la zona fino al 1375

d.C (anno della conquista da parte dei Chimù, venuti da sud). La cultura Lambayeque

costituisce l’epoca culminante dello sviluppo preispanico della regione. Il ritrovamento di

grandi quantità di materiali esotici ci dimostrano che queste popolazioni crearono una

rete di scambi molto complessa.

Potere e religione si basavano su un’ideologia nella quale il mondo naturale veniva

sacralizzato dalla presenza di esseri antropo-zoomorfi ed era legato alle forze telluriche e

celesti che davano senso al ciclo vitale umano. avevano anche il culto dell’acqua e

della fertilità. Infatti alcune comunità locali hanno avuto storicamente un rapporto di

dipendenza dalle risorse del territorio.

Dagli anni ’70 l’integrità paesaggistica culturale del Bosque de Pomac è stata minacciata

dai tagliatori di legname in cerca di essenze pregiate e di terra da abitare e coltivare. I

nuovi abitanti disboscarono l’area corrispondente all’attuale zona di protezione esterna,

causando la distruzione di parte dell’ecosistema e di elementi archeologici.

Il fenomeno si intensificato negli anni ’80-’90 quando il conflitto

armato interno ha insanguinato il Perù e provocato l’esodo forzato

delle popolazioni rurali andine. Gli invasori sono stati allontanati dalle

autorità locali. 38

L’abitante attuale da una parte mantiene l’antica tradizione di adattamento e

sfruttamento delle risorse naturali, dall’altra si trova a fare i conti con le numerose

distorsioni dovute ai cambiamenti degli ultimi decenni.

Popolazione odierna = 11 mila abitanti residenti nella Zona di Protezione Esterna o di

Transizione che circonda il Santuario di Pomac permane il rapporto dell’uomo con la

natura e il bosque. Identità Muchik potenzialità turistiche infatti è inserita al centro dei

progetti di promozione del patrimonio tradizionale.

Il Santuario = un’unità paesaggistica – culturale in cui le costruzioni degli antichi abitanti si

integrano con la natura circostante si forma un paesaggio portatore di memoria e

identità = ponte tra passato e presente = memoria storica + memoria collettiva.

La memoria è la base per la costruzione di una nuova identità comunitaria Socco dice

che non può esistere una memoria collettiva senza un immaginario paesaggistico

condiviso. Il paesaggio si pone alla base della costruzione dell’identità e della

creazione del senso di appartenenza ai luoghi. Il senso di appartenenza

non è proprio solo della comunità autoctona, ma si può sviluppare

anche nelle nuove comunità che si insediano nel luogo.

Identità culturale non è un costrutto definito e mutevole essa si TRASFORMA e si

RIDEFINISCE nel tempo e nello spazio, grazie alla continua INTERAZIONE tra membri della

società.

Oltre alla valorizzazione del territorio e del patrimonio archeologico del Santuario 

l’obiettivo prioritario è la creazione di nuove opportunità occupazionali e remunerative

per la popolazione locale (es. ricezione turistica, artigianato).

Per farlo si deve promuovere il coinvolgimento

attivo della popolazione delle comunità locali.

Per uno sviluppo sostenibile è necessario che

gli abitanti si organizzino dal basso = modello

partecipativo.

Infatti gli enti amministratori (ossia il Servicio Nacional de Areas Naturales Protegidas e la

Unidad Ejecutora Naylamp/Museo Nacional Sican) deveono porre come priorità la

39

PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DECISIONALE le autorità locali con MODELLO

PARTECIPATIVO BOTTOM-UP.

Luisa Bonesio afferma che un’apertura prudente e sostenibile al turismo può costituire “il

momento catalizzatore di rivitalizzazione della consapevolezza identitaria. TURISMO

SOSTENIBILE = coinvolgimento attivo e responsabile delle comunità coinvolte nelle

politiche gestionali, puntando a un rafforzamento delle forme di cooperazione e di

governance dal basso.

CAPITOLO 14:

IL PAESAGGIO: PERCORSI MULTIDISCIPLINARI, SEGNI CULTURALI, SIGNIFICATI GEOGRAFICI (di Dino

Gavinelli)

Un’introduzione geografica ma non solo

-

I contributi raccolti in questo libro hanno cercato di offrire uno scorcio delle espressioni

plurali che caratterizzano il paesaggio all’inizio del Terzo Millennio. La mancanza di una

definizione unica di PAESAGGIO non deve stupire perché deriva dalla complessità del

tema. La realtà concreta è la porta per accedere la significato di paesaggio.

= costituito non solo dall’esistenza

di oggetti nello spazio ma anche

dalla presenza di un soggetto.

Rapporto fra dimensione:

SOGGETTIVA = compare nel tardo OGGETTIVA = compare nel corso dell’800.

medioevo.

Si sviluppa un doppio binario interpretativo: da un lato il paesaggio della contemplazione

visuale legato alla dimensione artistica ed estetica; dall’altro il paesaggio legato alla

concretezza delle forme naturali ed antropiche. 40


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DETTAGLI
Esame: Geografia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria (laurea a ciclo unico) (BRESCIA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PaolaArpini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Molinari Paolo.

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