Geografia umana- A. L. Greiner, G. Dematteis, C. Lanza
Capitolo 1- Che cos'è la geografia umana?
1.1. Introduzione alla geografia umana
Termine geografia (< greco geo + graphia): scrittura della Terra → è un discorso su ciò che si può osservare
sulla superficie terrestre → è anche un'interpretazione e una riflessione che stimola domande.
Geografia fisica (studia gli ambienti e le componenti naturali, usa i metodi delle scienze naturali) e la
geografia umana (si occupa degli esseri umani sulla terra, si rifà alle scienze umane e sociali).
La g. umana tiene di conto anche della g. fisica, perché tutte le attività umane hanno qualche
rapporto con gli ambienti naturali.
Origine della geografia come descrizione della Terra viene collocata attorno al 550 a.C. → primo tentativo di
rappresentare tutto il pianeta ad opera di Anassimandro di Mileto.
Circa un secolo dopo → Erodoto di Alicarnasso dà origine a quella che oggi chiamiamo geografia
umana (descrive territori, popoli e paesi del mondo allora conosciuto).
Tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI → nasce la geografia scientifica moderna (in Olanda) con l'opera di
Varenio Geografia generalis → considera la geografia come una «scienza matematica mista che studia le
proprietà della Terra e delle sue parti».
Istituisce la distinzione tra geografia generale e geografia regionale.
Ottocento → affermarsi della geografia come sapere accademico nelle principali università europee.
Concezione della geografia come scienza capace di interpretare il mondo fornendo una sintesi
esplicativa delle sue componenti visibili naturali e umane.
I due fondatori della geografia contemporanea:
1. Alessandro di Humboldt → studio del paesaggio come sintesi visiva da cui partire per
ricostruire le interdipendenze dei fatti nella loro varietà planetaria.
2. Karl Ritter → geografia come scienza delle relazioni spaziali.
La geografia accademica si affermò in Italia a partire dalla seconda metà del XIX secolo.
NATURA → in generale, tutto ciò che è estraneo alla creatività umana.
CULTURA → dalle espressioni più alte della spiritualità (arte, musica, poesia, teologia) fino a oggetti di uso
comune (vestiti, cibi, abitazioni, strumenti del lavoro).
Uno dei massimi studiosi del rapporto cultura/natura è Luca Cavalli Sforza → ha definito la cultura in termini
generali come l'accumulo di conoscenze, capacità e innovazioni → trasmessi poi attraverso le generzioni e
diffusi all'intera società.
Cultura universale, se s'intende la «società» come «umanità intera»;
Culture specifiche, se ci si riferisce alle diverse società in cui l'umanità si suddivide.
Negli ultimi decenni → ripensamenti della nozione di cultura, che si fonda su 3 argomenti:
1. È una costruzione sociale che riflette diversi fattori economici, storici, politici.
2. La cultura si modifica nel tempo e può generare sia scambi specifici, sia conflitti.
3. È un sistema dinamico complesso.
Storicamente, le culture si presentano differenziate su base geografica → si parla di culture locali, regionali,
nazionali e sovranazionali (es. europea).
Oggi crescono le ibridazioni tra culture diverse, anche se permangono notevoli diversità culturali su
base territoriale.
Pensiero occidentale. → lunga tradizione che considera natura e cultura separate e contrapposte tra loro
(dualismo tra natura e cultura).
Oggi si tende a considerare la cultura come un sottosistema del sistema naturale, sottoposto a leggi
che gli esseri umani non sono in grado di modificare.
Determinismo ambientale. Consiste nel far derivare direttamente dall'ambiente le differenze sia fisiche, sia
culturali degli esseri umani.
Grande diffusione di questa teoria tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo sotto l'influenza
del geografo tedesco Friedrich Ratzel, poi furono presto abbandonate:
Non era scientificamente dimostrabile la relazione causa-effetto.
Fattori ambientali identici non necessariamente danno luogo a pratiche culturali o
comportamenti umani simili (es. non tutti i popoli costieri sono navigatori).
Sospettato di essere una teoria scientifica che giustificava il colonialismo.
Possibilismo geografico. Reazione al determinismo all'inizio del XX secolo, con il geografo francese Vidal de
la Blache.
Idea che i singoli e le collettività possano usare la loro creatività per reagire alle condizioni o alle
costrizioni di un particolare ambiente naturale.
Termine costrizioni → per indicare che l'ambiente viene visto come una limitazione delle
scelte e delle possibilità che le persone hanno a disposizione.
I possibilisti non rifiutano in toto l'idea di un condizionamento da parte dell'ambiente naturale, ma
non lo considerano come l'unica forza che plasma le società e le culture.
Teorie del possibilismo hanno contribuito a diffondere la consapevolezza del ruolo dell'azione umana nei
cambiamenti dell'ambiente.
Idea di uomo come agente trasformatore che domina la natura.
Visione della natura come una costruzione sociale → costrutto mentale che deriva da percezioni e
modi di pensare condivisi.
o Uomo tende a modificare l'ambiente naturale a partire dall'idea che si fa della natura e di
come andrebbe trasformata.
Esseri umani intrinsecamente legati al mondo naturale:
1. La Terra è un sistema costituito da diverse componenti naturali e culturali che interagiscono con
modalità complesse, non riducibili a rapporti lineari di causa-effetto → poco prevedibili;
2. La Terra è soggetta a continui cambiamenti, che derivano sia da eventi naturali che dall'azione
umana;
3. Il sistema culturale umano è un sottosistema di quello naturale terrestre.
Paesaggio geografico. Concetto mutato nel corso del tempo e introdotto da Alexander von Humboldt →
studiare i fenomeni geografici immaginandoli come se si presentassero in una galleria di quadri dipinti dalla
natura e dalla storia.
Duplice significato di percezioni soggettive e di realtà oggettive.
Lucio Gambi → per capire i paesaggi occorreva ricostruire la storia della loro formazione e delle loro
trasformazioni.
Le espressioni della cultura leggibili nel paesaggio (modelli d'insediamento, stili architettonici,
tipologie di costruzioni) sono indizi riguardanti i valori delle popolazioni, la loro identità e le loro
culture.
In geografia si hanno più tipi di regioni, poiché la superficie terrestre può essere suddivisa secondo criteri
diversi, a seconda delle caratteristiche considerate.
Le regioni sono costruzioni mentali, una forma di classificazione dei luoghi.
Distinzioni tra regioni formali e funzionali:
o Regione formale: area definita in base a 1 o + caratteristiche fisiche o culturali omogenee →
distribuite uniformemente nella regione e non in quella confinante;
Regioni storiche: presentano una certa omogeneità socio-culturale (in passato erano
state a lungo unite politicamente).
o Regione funzionale: area i cui luoghi sono connessi tra loro da relazioni più intense rispetto
a quelle che questi stessi luoghi intrattengono con l'esterno;
Ecoregioni: regioni che corrispondono ad un ecosistema;
Regioni funzionali urbane: grande città + centri minori che gravitano su di essa per
lavoro e servizi;
Distretti economici: forti relazioni che legano le imprese al loro interno;
Regioni istituzionali: gli Stati, le unioni di Stati, e le unità politiche amministrative in
cui si divide il loro territorio (es. regioni, città metropolitane, comuni).
1.2. Pensare come un geografo
Pensare come un geografo: connettere tra loro i fatti che si osservano sulla superficie terrestre e sviluppare
una prospettiva d'analisi che includa i concetti fondamentali: spazio, luogo, diffusione spaziale, interazione
spaziale, territorio, scala.
LUOGO. Località contraddistinta da specifiche caratteristiche fisiche, culturali e sociali; ciascun luogo può
essere identificato tramite:
La sua ubicazione assoluta (o posizione geometrica) → misurata per mezzo della sua latitudine,
longitudine e altitudine;
La sua posizione con riferimento agli elementi dell'ambiente circostante. Si parla di:
o Sito (con riferimento alle caratteristiche fisiche di un luogo, come forma del suolo,
vegetazione, acque…);
o Posizione geografica (contesto più ampio, con riferimento alla rete delle comunicazioni e
connessioni).
Senso del luogo per indicare il complesso attaccamento emozionale che le persone sviluppano nei
confronti di determinate località.
SPAZIO. Estensione della superficie terrestre di dimensioni non definite. 3 diversi tipi di spazio:
1. Spazio assoluto → entità geometrica le cui dimensioni, distanze, direzioni e contenuti possono essere
definiti e misurati con precisione con la metrica corrente (metri, chilometri…).
2. Spazio relativo → uno spazio le cui proprietà variano a seconda dei «contenuti», cioè dei fenomeni
che vi si svolgono.
3. Spazio relazionale → spazio definito dalle interazioni umane, dalle percezioni e dalle relazioni tra gli
eventi. È mutevole in quanto definito dalle contingenze (risultato delle percezioni umane varia a
seconda delle persone e degli oggetti che vengono coinvolti, es. spazi del commercio).
Spazio geografico → è sempre uno spazio relativo e relazionale; una descrizione geografica è sempre il
risultato di una scelta. Ogni geografia è la costruzione mentale di uno spazio relazionale, che risponde
all'esigenza sociale di conoscere la posizione di certi oggetti e soggetti e le relazioni che li legano tra loro.7
Relazioni tra spazio e potere → approfondite da Michel Foucault → relazioni di potere associate allo spazio
solitamente regolano e controllano il comportamento umano.
Distribuzione spaziale → disposizione dei fenomeni sulla superficie terrestre.
Variazione spaziale → cambiamenti nella distribuzione di un fenomeno da un luogo all'altro.
Correlazione spaziale → il grado in cui 2 o + fenomeni condividono una stessa distribuzione e variazione
spaziale.
DIFFUSIONE SPAZIALE. Movimento di persone, idee, mode, malattie ecc. da un luogo ad un altro con tempi
e modalità diversi a seconda del fenomeno considerato.
Diffusione per rilocalizzazione → migrazioni.
Diffusione per contagio → fenomeno si diffonde tra persone che vengono a contatto tra loro (es.
raffreddore).
Diffusione gerarchica → avviene dall'alto verso il basso (top-down), secondo una successione
ordinata per rango (es. mode che da personaggi molto in vista dello spettacolo arrivano
gradualmente fino alla gente comune).
Diffusione per stimolo → la diffusione di un'idea, una pratica o un altro fenomeno contribuisce a
generare una nuova idea → influenza la produzione e la commercializzazione dei beni (es. industria
dell'automobile, fast-food).
INTERAZIONE SPAZIALE E GLOBALIZZAZIONE.
Globalizzazione:
In senso generale → fenomeni naturali (es. circolazione atmosferica) o umani (rotte aeree,
comunicazioni virtuali) coprono l'intero globo terrestre → permettono a tutti i luoghi della Terra di
interagire tra di loro.
In senso ristretto → il dominio che le relazioni di mercato a scala mondiale hanno su tutte le altre
attività ed espressioni sociali e culturali.
La globalizzazione è il risultato del progressivo dilatarsi dell'interazione spaziale → relazione tra 2 o + soggetti
nel corso della quale essi si scambiano idee, merci, servizi e modificano le loro azioni in relazione alle idee e
ai comportamenti reciproci.
Si parla di globalizzazione solo negli ultimi decenni → dopo che l'informatica, le telecomunicazioni e le
connessioni aeree hanno permesso una circolazione (persone, merci, info) estesa ormai ad ogni località del
pianeta. Forza trainante è l'economia capitalistica.
Parziale è la globalizzazione del mercato.
Assente è la globalizzazione legislativa.
L'interazione spaziale è influenzata da:
Complementarietà → si verifica quando un luogo o una regione trovano altrove una risposta alla
propria esigenza di beni e servizi. Crea le basi per il commercio.
o Si può avere complementarietà anche con la cooperazione → scambi di opere d'arte tra
musei, di risultati di ricerche tra università…
o È frutto della variazione spaziale → si lega alla disponibilità di risorse naturali o a condizioni
economiche, sociali, culturali (molti americani visitano l'Europa perché vi trovano un
patrimonio artistico che loro non hanno).
Trasferibilità → inversamente proporzionale all'energia necessaria (costo) per lo spostamento di un
bene.
o Oggi, il bene più trasferibile è l'informazione (grazie ad internet), che comprende anche le
transazioni finanziarie.
o Alto livello di trasferibilità → oggetti non troppo voluminosi e semplici da spostare (es.
gioielli).
o Basso livello di trasferibilità → beni di poco valore e voluminosi (es. fieno, mattoni), di solito
usati vicino al luogo di produzione.
o Influenzata dall'attrito della distanza → modo in cui la distanza può ostacolare gli
spostamenti da un luogo all'altro o l'interazione tra luoghi diversi.
Intervento di opportunità alternativa → esistenza di un luogo che, a parità di costi di trasferimento,
offre un bene richiesto a condizioni più vantaggiose.
o Importanza dell'accessibilità (facilità di accesso ad un luogo) → espressa solitamente in
termini di tempi o costi di viaggio (minore è il tempo di viaggio impiegato per raggiungere un
determinato luogo, maggiore è la sua accessibilità).
L'intensità dell'interazione spaziale, quando richiede contatto fisico tra le persone, diminuisce con la distanza.
Compressione spazio-temporale (David Harvey) → la globalizzazione non modifica la distanza assoluta tra i
luoghi, ma cambia la loro accessibilità e li rende più interagenti tra di loro → può ridurre l'attrito della
distanza.
TERRITORIO. Spazio delle interazioni tra soggetti (individui e collettività), correlato con l'insieme delle
interazioni tra gli stessi soggetti e l'ambiente esterno → si concretizzano nello spazio geografico umanizzato
e nella varietà dei suoi paesaggi.
Rapporti di territorialità possono essere positivi (territorio che produce ciò che ci occorre) o negativi
(rapporto difensivo nei confronti di altri, quando intendiamo escluderli da uno spazio che consideriamo
nostro). Duplice conseguenza:
1. Le relazioni tra soggetti non sono solo quelle di esclusione e difesa, ma anche quelle pacifiche di
cooperazione, scambio e reciprocità.
2. Qualsiasi relazione sociale ha sempre un legame con i rapporti che intratteniamo col territorio come
fonte primaria di quanto può soddisfare i nostri bisogni.
Lo spazio relazionale della geografia umana è fatto di relazioni intersoggettive territorializzate → fenomeni
apparentemente solo culturali/sociali/politici, se studiati nella loro distribuzione geografica, si rivelano in
qualche modo legate ai rapporti di territorialità.
SCALA CARTOGRAFICA E SCALA GEOGRAFICA. Idea di scala è ciò che permette di rappresentare la Terra in
una dimensione ridotta. 2 tipi di scale:
1. Scala cartografica → esprime il rapporto tra le distanze sulla carta e le distanze sulla superficie
terrestre (carte a grande scala e carte a piccola scala, più è grande lo spazio rappresentato, più è
piccola la scala e viceversa).
2. Scala geografica (o scala d'osservazione) → indica il livello di analisi utilizzato per un determinato
studio o progetto (es. corpo, casa, quartiere, città, regione, Stato, continente, mondo).
a. Scala d'osservazione variabile: piccola scala per un livello più circoscritto (es. lo spazio della
vita quotidiana di una famiglia), grande scala per un livello più ampio (es. il territorio di uno
Stato o di un continente);
b. La scala d'osservazione è piccola quanto più lo spazio esaminato è ristretto e il livello d'analisi
dettagliato.
1.3. Gli strumenti della geografia
Distinzione tecniche (prodotto delle nostre conoscenze e capacità operative) e strumenti (attrezzi che si
utilizzano per migliorare alcune metodologie e procedure).
CARTE GEOGRAFICHE. Rappresentazioni della Terra o di sue parti in dimensioni ridotte.
Sono simboliche perché i diversi oggetti sono rappresentati da simboli (es. città con dei cerchietti).
Sono approssimate perché è impossibile rappresentare esattamente in piano la superficie curva della
Terra e anche perché, tra tutti gli oggetti presenti, ne vengono riprodotti solo alcuni.
Le carte geografiche hanno una legenda (spiegazione dei simboli usati) e una scala, che indica di quanto è
stata ridotta la superficie rappresentata.
Proiezioni cartografiche → trasformazioni geometriche per rappresentare in piano una superficie curva
deformandola il meno possibile. Le proiezioni possono essere:
Equidistanti → mantengono le proporzioni tra le distanze (es. carte stradali);
Equivalenti → mantengono proporzionali le aree (es. carte politiche, carte economiche);
Isogone → mantengono esatti gli angoli tra meridiani e paralleli (es. carte nautiche).
A seconda della porzione di superficie che si rappresenta, le carte geografiche assumono nomi diversi:
Mappamondi o planisferi → rappresentano il mondo intero.
Carte geografiche → rappresentano un continente o un paese (scala da 1:50 milioni a 1: 100.000);
carte turistiche e carte stradali.
Carte topografiche &r
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