Estratto del documento

Capitolo 1: Traiettorie dell'economia mondiale fino al XXI secolo

L'industria come nuova strategia

La rivoluzione industriale è il punto di arrivo dell'economia di mercato di tipo capitalistico europeo. Questo fenomeno è diventato in breve tempo globale. La Gran Bretagna, nella seconda metà del Settecento, ha cambiato la strategia di sfruttamento delle risorse, ossia delle operazioni di: selezionamento, prelevamento, manipolazione. Il sistema economico si inizia ad imperniare sulla produzione industriale di beni manufatti. La produzione industriale diventa presto l'attività umana in grado di generare la massima ricchezza.

Tutto ciò avviene con l'addentrarsi di nuove tecnologie. L'elevata redditività attrarrà investimenti, modificherà i mercati del lavoro e aggiornerà l'organizzazione economica di alcune regioni britanniche, despecializzandole dall'agricoltura e dal commercio e rispecializzandole nella manifattura.

La nuova strategia di sfruttamento delle risorse può essere schematizzata in sei passaggi:

  • Moltiplicazione della biomassa umana
  • Grande differenza delle condizioni materiali di diversi popoli e la crescente integrazione geografica dei mercati
  • Industrializzazione a scala globale
  • A scala regionale e nazionale, con la nascita del mercato interno
  • Inversione del rapporto tra rurale e urbano e capovolgimento dei modelli insediativi della popolazione
  • Stravolgimento del modello geografico della produzione

La strategia industriale di utilizzo delle risorse ha portato:

1) L'esplosione demografica

Grazie allo sviluppo della strategia agricola di sfruttamento delle risorse, la popolazione mondiale già a partire dal VIII secolo aveva subito uno sviluppo demografico: dai 200/250 milioni di abitanti del VIII secolo ai 250/300 milioni nell'anno Mille, fino ai 400 milioni prima del 1500, 600 milioni nel 1700 e 750 milioni nel 1760, anno battezzato dagli inglesi come anno di inizio della Rivoluzione industriale.

Nell'era industriale la popolazione esplode passando da 1.5 miliardi negli anni Ottanta dell'Ottocento a 3 miliardi verso gli anni Settanta del Novecento. Fino ad arrivare alla fine del XX secolo a 6 miliardi di persone. Attualmente siamo a circa 8 miliardi di persone. Il mondo è passato da avere una bassa densità di esseri umani, ad essere sulla strada che conduce al Mondo pieno.

2) La grande divergenza

Lo sfruttamento delle risorse porta ad una grande divergenza fra le condizioni materiali di vita delle popolazioni del Pianeta. Trappola maltusiana = assenza di significativi miglioramenti negli standard di consumo pur in presenza di maggiore produttività, a causa del correlato incremento demografico. Il mutamento sociale portato dall'industrializzazione è un fattore di contenimento della crescita demografica, poiché i figli, riserva di lavoro futuro nelle società agricole, divenendo voci di costo.

3) La Seconda globalizzazione

Lo sfruttamento delle risorse porta ad un acceleramento dell'integrazione geografica dei mercati. Periodo: ultimi decenni dell'Ottocento - Prima Guerra Mondiale (1914). La diffusione del telegrafo elettrico porta ad una divulgazione dell'informazione molto più veloce. Il connubio tra incremento delle tratte navali e dei cavi elettrici porta anche ad una crescita del fenomeno del colonialismo. Si passa dal colonizzare le terre del Nuovo Mondo a colonizzare terre più vicine, come l'Africa e l'Asia.

4) L'avvento dei mercati interni

Si ha la nascita dei mercati interni, ovvero vengono saldati i vari mercati regionali in un unico mercato. Ciò avviene nella seconda metà dell'Ottocento, grazie all'effetto congiunto della diffusione del telegrafo elettrico e delle ferrovie. Questo dà la possibilità alle imprese industriali di reperire lavoro, capitale e di strutturare reti di vendita su scala nazionale.

5) Il trionfo dell'urbanizzazione

In questi anni si ha un capovolgimento del modello insediativo della popolazione. Precedentemente l'economia era basata sull'agricoltura e ciò portava ad avere gli insediamenti abitativi in campagna. La città rimaneva comunque un luogo dominante, che doveva mantenere buoni rapporti con la campagna per garantirsi gli approvvigionamenti. Con lo sviluppo dell'industria si ha una saturazione delle città, poiché le industrie domandano lavoro e attirano grossi flussi migratori in ingresso.

6) Il modello duale della localizzazione industriale

L'industrializzazione comporta la rimodellazione delle forme organizzative dei territori, entrando spesso in contraddizione con gli ecosistemi. Le imprese tendono a svilupparsi vicine tra loro e ciò porta una sostanziale concentrazione geografica. Infatti l'industria richiede luoghi con condizioni materiali specifiche e non ha problemi della vendita dei prodotti, poiché ciò che produce in un luogo può venderlo ovunque. La complessità dei prodotti industriali richiede la presenza di produttori complementari. Il modello geografico dell'industria è un modello duale: tende ad avere una crescita cumulativa in pochi luoghi, ma richiede di essere alimentata da molte risorse naturali e artificiali.

Le basi ecologiche e tecnologiche dell'era industriale

L'era industriale si compone di:

  • Secolo britannico -> Ottocento -> Prima Rivoluzione industriale
  • Secolo americano -> Novecento -> Seconda Rivoluzione industriale
  • Terza Rivoluzione industriale -> Fine Novecento e secolo attuale

L'economia di mercato di tipo capitalistico prevede un ruolo estremamente attivo dello Stato. La lunghezza secolare del dominio si basa sul potere politico e militare, a cui si aggiunge quello dovuto al controllo della tecnologia. Il controllo esclusivo di una tecnologia porta a rendimenti crescenti, e a rendimenti crescenti dei concorrenti.

Per limitare l'egemonia britannica sul mercato internazionale vengono applicate delle politiche restrittive dagli altri paesi. Gli Stati Uniti, nel Report on Manufacturers, di Hamilton, individuano quattro iniziative per limitare la Gran Bretagna:

  • Creare un mercato nazionale unificato attraverso l'eliminazione dei dazi interni e costruire una rete di trasporti.
  • Erigere una barriera doganale.
  • Promuovere il ruolo delle banche per stabilizzare la moneta e finanziare gli investimenti industriali.
  • Istituire il sistema dell'istruzione di massa per aumentare la qualità della forza lavoro.

List, economista tedesco, porta in Europa le politiche di Hamilton che diverranno le misure standard delle politiche di sviluppo degli Stati Europei e del Giappone. A trarre il massimo beneficio da queste norme sono gli Stati Uniti, grazie anche alla loro ingente disponibilità di terra, che comporta anche l'abbondanza di terre coltivabili, terre da pascolo, vaste foreste di legno duro, buone disponibilità idriche e importanti giacimenti di combustibili fossili e minerali.

La crescente pressione sulle risorse scarse rende decrescenti i rendimenti e più oneroso il costo di produzione degli alimenti, quindi più bassi i salari reali. Ciò non si verifica negli Stati Uniti che riescono mantenere i salari reali molto più alti della ricca Inghilterra. Quindi l'apparato produttivo statunitense si caratterizza per una maggiore produttività, una maggiore intensità di capitale e un maggiore contenuto tecnologico.

A differenza degli Stati Uniti in cui si ha un'esasperata standardizzazione della produzione (=produzione in serie), in Europa si riesce a mantenere ancora la preesistente manifattura artigianale grazie alla sua protezione politica e alla sua predilezione da parte del ceto ricco europeo. Negli Stati Uniti, nella seconda metà dell'Ottocento, si instaura un mercato interno vasto grazie all'effetto congiunto di politiche, telegrafo elettrico e ferrovia. La sua espansione avviene attraverso l'addizione di spazio vergine, non attraverso l'unificazione dei mercati regionali preesistenti.

Taylorismo (1911): l'ingegnere di produzione, Taylor, riprogetta il layout delle fabbriche per eliminare i tempi morti ed elevare la produttività.

Fordismo (1913): Ford ristruttura radicalmente il ciclo produttivo. Da esso deriverà un grande vantaggio di produttività che porterà questo metodo ad essere il modello organizzativo più utilizzato. La produzione di massa comporta la necessità di rispondere ad una domanda di massa.

Politica economica di Keynes: prescrive il controllo pubblico delle variabili macroeconomiche al fine di assicurare l'equilibrio fra domanda e offerta, la piena occupazione e la gestione dell'inflazione.

La Golden Age e la crisi del mondo industriale maturo

Lo Stato si fa garante di un'adeguata diffusione della ricchezza, grazie ad una continua gestione del rapporto con sindacati e imprese, e con ingenti politiche distributive, sostenuta da un'elevata fiscalità.

1950-1973: Golden Age. In questi decenni si ha la più sensibile espansione del prodotto mondiale del secolo, che porta ad un ritmo mondiale di crescita che supera di due volte e mezzo la crescita demografica. Allo stesso tempo si deve fare i conti con l'inizio di un processo di inquinamento elevato. I grandi centri abitativi ospitano una abnorme concentrazione di popolazione e attività industriali, portano ad un elevato livello di inquinamento.

L'organizzazione che raggruppa i Paesi produttori di petrolio, OPEC, pone fine alla Golden Age, poiché quadruplica nel 1973 il prezzo del greggio, dando luogo al primo shock petrolifero. Ne seguirà un altro nel 1979, innescando una lunga crisi economica di tipo stagflativo (stagnazione e inflazione).

La globalizzazione nasce dal fatto che quando un fattore diventa troppo costoso il mercato lo sostituisce con un altro più conveniente, e nel caso del lavoro la sostituzione classica è con la tecnologia.

La Terza Globalizzazione

  • Prima globalizzazione a metà millennio: diffusione della navigazione
  • Seconda globalizzazione nella seconda metà dell'Ottocento: sviluppo delle tecnologie
  • Terza globalizzazione dagli ultimi decenni del Novecento ad ora: nascita della microelettronica, della computer science e di internet.

La sua genesi è triplice: economica, politica e tecnologica. Con la liberazione della produzione, non più vincolata al territorio, si ha un dislocamento delle industrie nei territori con costi minori. Questo è possibile grazie alla diffusione delle tecnologie che fanno sì che si creino efficienti reti di coordinamento a distanza.

Una volta create le condizioni per globalizzare la produzione, la WTO, l'organizzazione mondiale del commercio, fa sì che vengano ridotte le limitazioni al libero scambio delle merci. Attualmente la specializzazione industriale appartiene in prevalenza ai paesi asiatici (in primis la Cina), mentre le regioni avanzate sono specializzate in attività commerciali e di servizio. La globalizzazione ha portato la popolazione a polarizzarsi, separando un nucleo ridotto abbienti da una quota rilevante e crescente in via di impoverimento. Tutto ciò è causato dall'arretramento delle politiche redistributive dello Stato. In queste condizioni lo stato è impossibilitato a sottoporre a fiscalità buona parte delle imprese, e quindi necessita di innalzare la pressione fiscale sui cittadini, dall'altra parte necessita di tagliare le spese e quindi riduce i servizi come la sanità, l'istruzione e la ricerca.

Crisi dello stato nazionale -> si manifesta attraverso due fenomeni:

  • Cessione di sovranità dallo stato a istituzioni sovranazionali
  • Cessione di sovranità verso istituzioni sub-nazionali come le regioni, dovuto all'impossibilità per i governi nazionali di sviluppare politiche condivise per la totalità dei propri spazi regionali. Oggi le economie regionali rispondono ciascuna diversamente ai mercati globali, avendo interessi diversi e rendendo problematica una sintesi al governo nazionale.

Capitolo 2: Metodologie e strumenti della Geografia economica

Le radici della geografia

La geografia è una scienza che affonda le proprie radici nella cultura dell'antica Grecia. Erodoto -> padre della storia e della geografia. Eratostene -> usa per la prima volta la parola geografia in una sua opera. Strabone -> indica come variabili essenziali per la ricchezza dei Paesi la posizione geografica e le caratteristiche del suolo.

Dopo la caduta dell'impero romano e per tutto il medioevo si abbandona geografia, dando spazio alla cosmografia. Dal 1700 si ebbe l'avvio di una elaborazione di metodi, concetti e strumenti della scienza geografica, grazie alla ripresa delle grandi esplorazioni. La descrizione cartografica e la conoscenza geografica della Terra diventano sempre più precise e dettagliate. Il punto di svolta fondamentale per le conoscenze geografiche ed economiche dell'epoca arriva con la grande ondata di esplorazioni del XV e del XVI secolo. Alla fine del Settecento paesi europei conquistano molte colonie e iniziarono a commerciare a livello extraeuropeo. Con la fine delle grandi esplorazioni il nostro pianeta è diventato uno spazio noto, delimitato e identificato in ogni sua parte. Per un lungo periodo di tempo la figura di geografo e di cartografo sono state considerate riunite in un'unica persona.

L'evoluzione degli studi geografici

La geografia come scienza moderna nacque nell'Ottocento in Europa. Geografi tedeschi:

  • Humboldt -> basi della geografia fisica
  • Ritter -> ricerca storico-geografica
  • Ratzel -> fondatore geografia umana e geografia politica

Geografi francesi:

  • Reclus -> studio legami tra la popolazione, le risorse disponibili e l'ambiente e la dimensione storico-evolutiva di queste relazioni. È il padre della geografia sociale.
  • Vidal de la Blache -> "genre de vie" = insieme delle tradizioni, dell'organizzazione sociale, dei valori radicati in un territorio e delle caratteristiche culturali.

Interpretazione delle relazioni sociali tra specie umana e ambiente

Determinismo geografico: i caratteri e la morfologia dell'ambiente naturale influiscono direttamente sui caratteri della popolazione e sulle forme di organizzazione sociale e territoriale.

Possibilismo geografico: ogni comunità ha molteplici possibilità e modalità di organizzazione territoriale perché il ruolo fondamentale è assegnato all'azione umana che nel corso del tempo trasforma e modifica l'ambiente naturale.

Movimenti ecologici e volontarismo. Seconda metà del XX secolo. Consapevolezza dell'impatto della modernizzazione industriale sugli ecosistemi e territori -> nascita movimenti ecologisti e ambientalisti. Influenza sulla scienza geografica.

L'approccio sistematico dell'analisi geoeconomica

Anni sessanta del Novecento -> Teoria Generale dei Sistemi (TGS) = modello di casualità circolare che tenesse in considerazione le interazioni tra le parti. Sistema = complesso di elementi in interazione reciproca. Ogni sistema è formato da un insieme di elementi e di relazioni che si sviluppano nel tempo e nello spazio.

Insieme intero unico che consiste di parti in relazione tra loro, tale che l'intero risulti diverso dalla semplice somma delle parti e qualsiasi cambiamento in una di queste influenzi la globalità del sistema.

Sistemi termodinamici:

  • Sistemi isolati = assenza di scambi
  • Sistemi chiusi = scambio di energia non di materia
  • Sistemi aperti = scambio di materia e energia

I sistemi territoriali per svilupparsi devono essere aperti. 1865 -> Clausius -> Entropia = processo di trasformazione e di scambio di energia. L'energia totale dell'universo è costante e l'entropia totale è in continuo aumento. Più energia consumiamo, meno ne resta per le future generazioni.

L'applicazione della TGS alle scienze sociali permette di studiare i cambiamenti, di compiere un'analisi dinamica dei sistemi territoriali sociali e economici. I sistemi viventi interagiscono con l'ambiente esterno mediante un meccanismo di azione-retroazione. Il sistema economico e sociale si adatta al proprio ecosistema e al tempo stesso lo modifica.

Livelli di analisi sistematica

  • I livello -> individuare gli elementi caratterizzanti ogni sistema economico o territoriale
  • II livello -> individuare relazioni/organizzazione
  • III livello -> individuare la capacità di relazioni e flussi verso l'esterno

Caratteri fondamentali dei sistemi:

  • Capacità di elaborare informazioni
  • Capacità di adattamento al cambiamento
  • Capacità di auto-organizzare
  • Capacità di auto-mantenimento

La geografia economica

La geografia economica studia la dimensione spaziale dei fenomeni fisici, la loro evoluzione nel tempo e le relazioni con l'ambiente naturale. Principali argomenti: processi di localizzazione e distribuzione spaziale delle attività produttive; le risorse e le loro modalità di consumo e di scambio; le reti di trasporto e di comunicazione; le diverse modalità di organizzazione territoriale e di sviluppo; le pressioni e gli impatti sugli ecosistemi.

Metodi di studio

  • Metodo induttivo -> parte dall'analisi descrittiva delle singole osservazioni per arrivare alla classificazione e alla formazione di un quadro generale. Geografia ideografica -> metodo induttivo dal particolare al generale, dalla scala globale a quella globale.
  • Metodo deduttivo -> parte dalla formulazione di ipotesi, regole, teorie e modelli, quindi di concetti astratti e generali, per poi verificare ipotesi e teorie nella realtà concreta. Geografia nomotetica -> metodo deduttivo.
Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 43
Riassunto esame geografia economica Pag. 1 Riassunto esame geografia economica Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame geografia economica Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame geografia economica Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame geografia economica Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame geografia economica Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame geografia economica Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame geografia economica Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame geografia economica Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame geografia economica Pag. 41
1 su 43
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ginevra701 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Romei Patrizia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community