Statistica: metodologia e fenomeni collettivi
La statistica è una metodologia che ha come scopo la conoscenza quantitativa dei fenomeni collettivi, ossia di quei fenomeni il cui studio richiede l’osservazione di un insieme di manifestazioni individuali. I fenomeni collettivi possono distinguersi in:
- Fenomeni collettivi semplici: delineati attraverso un solo carattere, ad esempio il ‘peso degli individui’.
- Fenomeni collettivi complessi: delineati da molte caratteristiche, ad esempio il ‘consumo non alimentare delle famiglie’.
Strumenti statistici e dati
Lo strumento statistico è riconducibile a due differenti categorie di fenomeno collettivo: da una parte quelli che fanno riferimento alla ricerca empirica come la demografia e la sociologia, dall’altra gli studi che si basano sulle scienze sperimentali come fisica, chimica, ingegneria. Dallo studio del fenomeno collettivo si ottengono dei dati statistici. Un dato statistico fornisce un’informazione (modalità) riguardo una caratteristica (carattere statistico) che si manifesta nel fenomeno su di un individuo o gruppo di individui (unità statistica). L’unità statistica è l’elemento su cui vengono osservati i caratteri ed è un’entità reale oppure un ente logico; inoltre può prendere il nome di elemento, soggetto, oggetto o caso. Un insieme di unità statistiche viene nominato collettivo statistico o popolazione statistica che può essere:
- Reale
- Teorico
- Finito
- Infinito
Osservare un carattere statistico sulle unità statistiche significa attribuire a ciascuna di esse una modalità secondo alcune regole. Tale elenco di modalità deve soddisfare due proprietà: la mutua esaustività e la non sovrapponibilità. La lista è esaustiva quando le modalità elencate rappresentano tutti i possibili modi di essere del carattere e non è sovrapposta quando due o più modalità non possono rappresentare lo stesso modo di manifestarsi del carattere. Ad ogni unità statistica può essere associata una ed una sola modalità.
Caratteri qualitativi e quantitativi
I caratteri si distinguono in:
- Caratteri qualitativi: manifestano attraverso attributi, aggettivi o espressioni verbali. Si attribuisce a ciascuna modalità attributo un numero intero come codifica.
- Caratteri quantitativi: manifestano con modalità espresse da numeri cardinali. A loro volta i caratteri quantitativi vengono divisi in discreti (numero intero compreso in un intervallo di valori) e continui (fissati due valori numerici tutti i valori compresi in quell’intervallo).
Un’altra classificazione sui caratteri che può essere fatta riguarda le operazioni logiche e matematiche che possono essere compiute. In questo caso un carattere qualitativo viene distinto in:
- Carattere qualitativo sconnesso: non c’è un ordine tra le modalità con cui si può manifestare; l’unica operazione possibile tra le due modalità con le quali il carattere si presenta su due unità statistiche è l’operazione dell’uguale o diverso (es. variabile dicotomica [M/F]).
- Carattere qualitativo ordinato: esiste un ordine tra le modalità e si possono compiere le operazioni di uguale, diverso e maggiore o minore.
Un'ulteriore classificazione permette di distinguere i caratteri ordinati rettilinei, in cui esiste una modalità iniziale e una finale nella graduatoria delle modalità e i caratteri ordinati ciclici per i quali, pur individuando una successione, non esistono dei valori iniziali e finali.
I caratteri quantitativi vengono distinti in:
- Variabili con scala a intervalli: esiste un’unità di misura, ma il sistema di riferimento è convenzionale. Il valore 0 non significa assenza di proprietà del carattere bensì indica una situazione convenzionale definita a priori.
- Variabili con scala di rapporti: esiste un’unità di misura delle proprietà numeriche e lo zero assoluto significa assenza di proprietà del carattere. Su queste variabili ha senso applicare tutte le operazioni logiche.
Trasformazione dei livelli di misura
È possibile trasformare il livello di misura dei caratteri; nello specifico, il passaggio da una scala di misura superiore ad una inferiore viene compiuto organizzando le modalità numeriche in gruppi di modalità alle quali sarà associato un attributo. Se gli attributi scelti possono essere ordinati, il carattere originario sarà trasformato in un ordinale, mentre se non è possibile sarà trasformato in una mutabile sconnessa. Dunque una classe di modalità di un carattere quantitativo è costituita da un insieme di valori numerici compresi tra un estremo inferiore e uno superiore. Possiamo avere quindi:
- Una classe aperta, dove gli estremi non sono compresi e quindi si indica con due parenthesi tonde;
- Una classe chiusa a sinistra e aperta a destra [);
- Una classe aperta a sinistra e chiusa a destra (];
- Una classe chiusa, dove entrambi gli estremi sono inclusi e rappresentati da due parentesi quadre.
In alcune situazioni è possibile manipolare le unità statistiche che possono essere aggregate secondo criteri utili alla finalità dell’indagine. È opportuno distinguere tra:
- Unità statistica di rilevazione: l’unità elementare su cui vengono rilevate le informazioni oggetto di studio. Queste informazioni si definiscono microdati organizzati in tabelle dove ogni riga si riferisce all’unità di rilevazione ed ogni colonna ai caratteri rilevati su tali unità.
- Unità statistica di analisi: l’unità primaria di interesse per l’analisi a cui vengono riferiti i caratteri oggetto di studio. Può coincidere con quella di rilevazione, ma anche riferirsi ad un collettivo di unità statistiche di tipo territoriale o di altro genere. Questi si definiscono macrodati.
Analisi e fonti statistiche
L’analisi si distingue in primaria, che riguarda l’uso di dati prodotti ad hoc nell’ambito di un processo di indagine, e in secondaria, che si basa su dati preesistenti. Questi dati vengono prodotti dalle fonti statistiche che vengono definite come enti e istituzioni preposte alla produzione, sistematica o periodica, di dati riguardanti i fenomeni collettivi più disparati per fini conoscitivi o amministrativi.
Una prima classificazione di queste fonti può essere compiuta secondo il criterio territoriale, per cui distinguiamo le fonti nazionali, europee e internazionali. Un ulteriore criterio è quello riguardante le fonti ufficiali e le fonti parallele. Le prime sono quelle autorizzate da una normativa vigente in un dato contesto, mentre le seconde sono costituite da quegli Istituti di ricerca, associazioni, fondazioni che producono dati con regolarità.
Il SISTAN e l'ISTAT
Nel 1989 è stata istituita il SISTAN (Sistema Statistico Nazionale), un insieme di operatori pubblici che forniscono statistiche ufficiali nazionali. Questo viene coordinato dall’Istituto Nazionale di statistica (ISTAT), che deve coordinare il SISTAN, predisporre il Programma Statistico Nazionale (PSN), effettuare censimenti, diffondere i dati e mantenere rapporti con enti statistici esteri ed internazionali. Il PSN stabilisce le rilevazioni, le elaborazioni e gli studi progettuali di interesse pubblico e deve essere aggiornato annualmente in modo da soddisfare due esigenze fondamentali: l’analisi della validità tecnica dei lavori proposti e la verifica riguardo la rispondenza di tali lavori alle norme nazionali e comunitarie. Gli studi del PSN riflettono i mutamenti che avvengono nella società italiana.
Fonti parallele sulla sfera culturale
- SIAE: raccoglie e diffonde dati relativi al settore degli spettacoli e dell’intrattenimento.
- Censis: (Centro Studi Investimenti Sociali) focalizza le sue analisi su i consumi e le politiche culturali analizzando una popolazione dai 14 agli 80 anni residente in Italia.
- Gfk Eurisko: istituto operante in Italia che svolge indagini tematiche di interesse per la ricerca sociale e per la ricerca di mercato. Di esso fanno parte Sinottica, EMM, Audistar e New Media e Internet.
- Auditel: società che rileva l’ascolto della televisione italiana e serve a fornire elementi utili per pianificare gli investimenti delle aziende utenti di pubblicità. L’Auditel fornisce dati di audience media, penetrazione, share, contatti netti e permanenza.
- Audiradio: indagine campionaria sull’ascolto delle emittenti radiofoniche nazionali e locali.
- Audipress: realizzazione di indagini collettive di tipo quantitativo e qualitativo sulla lettura dei quotidiani e dei periodici e sul profilo dei lettori.
- Audiweb: produce e distribuisce i dati sulle audience online, ossia informazioni di carattere quantitativo e qualitativo sulla fruizione dei mezzi operanti su internet e sui sistemi online.
Sistema Statistico Europeo e fonti internazionali
Il sistema statistico europeo (SSE) comprende sia i servizi statistici degli Stati Membri dell’UE sia l’Eurostat, il quale ha la funzione di coordinare l’attività statistica comunitaria. L’attività del SSE viene effettuata sulla base del Programma statistico comunitario che stabilisce gli orientamenti, gli obiettivi e i piani di lavoro per un periodo non superiore a cinque anni. L’Eurostat è organizzata in nove aree tematiche che sono statistiche generali, economia e finanza, industria e commercio, agricoltura e pesca, commercio estero, trasporti, ambiente ed energia, scienza e innovazione ed infine popolazione e condizioni sociali.
A livello internazionale, possiamo trovare fonti come:
- OCSE: Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, dove si affrontano i problemi dello sviluppo economico, sociale e le sfide della globalizzazione. Il suo scopo è agevolare il confronto tra 30 governi che cercano soluzioni ai problemi continui promuovendo lo sviluppo.
- UNSD (Divisione Statistica delle Nazioni Unite): attività statistica dell’ONU che diffonde i risultati di istituti statistici di tutto il mondo.
- FMI (Fondo Monetario Internazionale): organizzazione di 186 paesi che promuove la cooperazione monetaria a livello mondiale, garantisce la stabilità finanziaria, favorisce una crescita economica e una riduzione della povertà.
- WDI (Banca Mondiale): svolge attività di assistenza finanziaria e tecnica nei paesi in via di sviluppo ed è costituita da due diversi istituti: la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo e l’International Development Association. Il fine è promuovere una globalizzazione omogenea erogando prestiti a basso interesse.
Indagini statistiche
Le indagini statistiche sono procedure con cui è possibile acquisire informazioni concernenti le manifestazioni individuali di un fenomeno collettivo oggetto di studio. L’obiettivo è la conoscenza delle informazioni riguardanti uno specifico fenomeno.
Fasi dell'indagine statistica
L’indagine statistica è costituita dalle seguenti fasi:
- Piano di rilevazione: l’obiettivo è la definizione e l’inquadramento del fenomeno collettivo oggetto di studio. In questa fase si evidenzia il campo di indagine, quindi l’individuazione delle unità statistiche e la definizione della popolazione statistica; la scelta del metodo di rilevazione che può essere diretto, da cui poi si può scegliere una rilevazione totale o parziale, oppure in modo indiretto. Viene individuata una lista delle unità appartenenti alla popolazione da osservare che deve essere completa, esatta (unità della lista = unità della popolazione) e aggiornata. Inoltre fondamentali sono la scelta dell’epoca di rilevazione, del personale per la rilevazione e degli strumenti necessari alla rilevazione dei dati e all’elaborazione di essi. Per ridurre i costi e facilitare la ricerca vengono estrapolati dei campioni attraverso strategie di campionamento. Un campione si dice probabilistico quando ogni unità è estratta con una probabilità nota e all’interno dei campioni probabilistici troviamo il caso del campionamento casuale semplice, che esiste quando tutte le unità della popolazione hanno la stessa probabilità di essere incluse nel campione. Campionamento stratificato: si suddivide la popolazione in sottopopolazioni (strati) il più possibile omogenee rispetto alla variabile da stimare, si estrae mediante un procedimento casuale semplice un campione da ogni strato e si uniscono i singoli campioni dei singoli strati per ottenere il campione globale. All’interno degli strati l’estrazione avviene secondo la procedura di campionamento casuale semplice e il campione si dice stratificato proporzionale se riproduce la stessa composizione degli strati nella popolazione; se invece decidiamo di sovra-rappresentare o sotto-rappresentare degli strati, abbiamo un campione stratificato non proporzionale. Campionamento a stadi: implica una semplificazione della procedura di estrazione e diminuzione dei costi di rilevazione. Deve essere scelto quando manca la lista da cui attingere le unità di popolazione. In questo tipo di campionamento la popolazione viene suddivisa in livelli gerarchicamente ordinati che vengono estratti con un procedimento a imbuto. I vantaggi sono la non necessità di avere una lista, la rilevazione è concentrata nelle unità estratte e c’è riduzione dei costi. Tra i campionamenti non probabilistici citiamo: Campionamento per quote: si divide la popolazione in sottogruppi sulla base di alcune variabili delle quali, per varie fonti, si conosce la distribuzione. Per ogni strato si attua un numero di interviste precise e il ricercatore ha la facoltà di scegliere liberamente i soggetti da intervistare purché mantengano quella quota. I limiti di questo campionamento sono il fatto che la scelta del ricercatore si limita ad una cerchia ristretta di conoscenti o di più facile reperimento. Campionamento a scelta ragionata: le unità campionarie vengono scelte non in maniera probabilistica ma sulla base di alcune loro caratteristiche e viene usato quando l’ampiezza è assai limitata. Campionamento a valanga: è utile nel caso di popolazioni clandestine quindi di membri che devono tenere nascosta la loro identità. Si individuano i soggetti da inserire nel campione a partire dagli stessi soggetti intervistati e si parte da un piccolo numero di individui dai requisiti richiesti i quali sono utilizzati come indicatori per identificare altri individui aventi le medesime caratteristiche. Lo svantaggio è selezionare le persone più attive socialmente e più visibili.
- Raccolta dei dati: si può articolare in modi differenti. Ad esempio, se si tratta di una rilevazione sperimentale, si procede allo svolgimento dell’esperimento con la rilevazione delle informazioni di interesse, mentre nelle situazioni di rilevazione osservazionale si procede all’acquisizione dei dati in forma diretta o in forma indiretta. Per la somministrazione del questionario si possono compiere differenti metodi come l’intervista faccia a faccia, in cui la tecnologia ha solo parzialmente cambiato il modo di procedere migliorando attraverso l’uso dei personal computer che hanno portato allo scorrimento del questionario di fronte all’intervistatore sul monitor e alla registrazione facilitata dei dati sul computer. Fondamentale in questa modalità è il ruolo dell’intervistatore, il cui ruolo viene descritto all’interno di un manuale in cui vengono descritte le caratteristiche fisiche, del modo di vestirsi e dell’atteggiamento di un intervistatore ideale. Questa figura coincide con una donna sposata di mezza età, diplomata e di ceto medio. Gli intervistatori hanno delle aspettative riguardo le risposte di alcuni intervistati e queste aspettative vengono trasmesse inconsciamente nella dinamica dell’intervista. L’intervistatore deve essere preparato riguardo l’argomento e ad ogni tipo di occasione; inoltre deve spiegare in dettaglio l’obiettivo del suo lavoro e che ne sia convinto. I questionari auto compilati, cioè compilati senza che ci sia un intervistatore, hanno come vantaggio l’enorme risparmio nei costi di rilevazione, ma il loro limite è che si va incontro a dei soggetti intervistati non del tutto pronti a un lavoro del genere. Possiamo individuare due tipi di auto compilazione: la rilevazione di gruppo e la rilevazione individuale. Nella prima abbiamo un operatore che consegna i questionari, detta le istruzioni e successivamente alla loro compilazione li ritira. La rilevazione individuale si distingue a sua volta in con e senza vincoli. Una restituzione vincolata è per esempio quella del censimento, in cui un rilevatore deposita il questionario presso una famiglia e lo ritira una settimana dopo. Mentre la rilevazione senza vincoli implica la possibilità che il questionario non torni indietro, ad esempio il questionario postale. Quindi i vantaggi sono: risparmi sui costi alti, l’intervistato può compilarlo quando vuole, assenza di distorsioni dovute all’intervistatore e maggiore garanzia di anonimato. Mentre gli svantaggi sono bassa percentuale di risposte, distorsione del campione dovuta all’autoselezione, mancanza di controlli sulla compilazione, impossibilità di questionari complessi e lunghezza del questionario non eccessiva. Il tasso di riuscita per quanto riguarda i ritorni dipende da quattro fattori: dall’importanza dell’istituzione che patrocina l’indagine, dalla lunghezza del questionario e dalle altre caratteristiche di esso, dalle caratteristiche degli intervistati ed infine dal tipo di sollecito dell’istituzione. Con l’avvento dei telefonini, molte interviste faccia a faccia sono state sostituite con le interviste telefoniche, le quali permettono una maggiore rapidità di rilevazione delle informazioni, comportano costi inferiori e maggiore anonimato dei soggetti, permettono di abolire le distanze territoriali e consentono di usare direttamente il PC in fase di rilevazione. Gli svantaggi sono: l’intervistato si sente meno coinvolto nell’intervista quindi si avranno risposte più superficiali.
-
Riassunto esame fonti e strumenti statistici per la comunicazione, Prof. Mingo, libro consigliato Statistiche, istr…
-
Riassunto esame Teoria della letteratura, prof. Bertoni, libro consigliato La vita istruzioni per l'uso, Perec
-
Riassunto esame Storia , Prof. Magnani Lauro, libro consigliato La storia dell'arte. Istruzioni per l'uso, Antonio …
-
Riassunto esame Storia medievale , Prof. Fara Andrea, libro consigliato Medioevo. Istruzioni per l'uso, Senatore