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Vita di Galileo

I. Galileo Galilei, docente di matematiche a Padova

Galileo Galilei, docente di matematiche a Padova, crea le prove del nuovo sistema cosmico di Copernico. A Padova, una mattina, Galileo si trova nella sua stanza di lavoro miseramente arredata. Andrea, un ragazzetto figlio della governante, entra con in mano un bicchiere di latte e un panino. Galileo mostra ad Andrea un grande modello in legno del sistema tolemaico: è un astrolabio, che fa vedere come si muovono gli astri intorno alla Terra, secondo l'opinione degli antichi. In mezzo c’è un sassolino, cioè la Terra, e intorno ad esso, una sopra l'altra, otto sfere di cristallo. Ad esse sono attaccate delle palline che rappresentano delle costellazioni. Sopra a dei nastri ci sono dipinti i nomi degli astri.

Andrea fa muovere il modellino e Galileo gli spiega che per tantissimi anni l'umanità ha creduto che il Sole e tutte le costellazioni celesti le girassero attorno. Ma ora le cose stanno cambiando e l’umanità ha capito che ogni cosa si muove. Non le basta più quello che è scritto negli antichi libri. E, dove per mille anni avevano dominato la fede e le verità solenni, ora domina il dubbio. S'era sempre detto che le costellazioni erano fissate a una volta di cristallo, in modo che non potevano cadere. Ma adesso sono da sole, senza aggancio e son tutte impegnate in lunghi percorsi. La Terra allegramente ruota intorno al Sole e, insieme a lei, ruotano tutti coloro che vi abitano sopra. Andrea ribatte che il Sole che vede la sera è in un punto diverso che al mattino e dunque non sta fermo.

Siccome Andrea ancora non capisce, Galileo non si arrende e prova a spiegargli di nuovo che è la Terra a girare intorno al Sole, secondo la teoria del sistema copernicano. Anche la Signora Sarti, entrando nella stanza, accusa Galileo di insegnare fandonie a suo figlio, il quale, andandole poi a raccontare a scuola, si attira le ire di tutte quelle persone che lo accusano di mettere in giro dicerie contro la religione. Galileo ribatte pure alla Signora Sarti che sta sorgendo una nuova era, un'epoca di grandezza in cui sarà una gioia vivere.

Uscita Signora Sarti, nella stanza entra Ludovico Marsili, un giovane di famiglia ricca. Ludovico viene dall’Olanda, dove ha sentito molto parlare di Galileo. La madre di Ludovico ha voluto che suo figlio andasse un po' a dare un'occhiata a quel che succede nel mondo e che si orienti un po’ in fatto di scienza, dato che nelle conversazioni mondane non si parla altro che di questa. Per questo Ludovico chiede a Galileo delle lezioni private, anche se dice di avere poca testa per la scienza. Andrea esce dalla stanza e Ludovico comincia a parlare a Galileo del cannocchiale, uno strano tubo che vendono ad Amsterdam. Ludovico lo aveva esaminato minutamente: un fodero di cuoio verde e due lenti, una concava e l’altra convessa; una ingrandisce e l'altra impicciolisce e tutto quello che è molto lontano si vede più grande. Galileo, incuriosito, comincia a chiedere sempre più delucidazioni riguardo a questo oggetto.

Una volta uscito Ludovico, la signora Sarti fa entrare il procuratore Priuli. Galileo si fa prestare da Priuli il denaro per mandare Andrea dall’occhialaio a comprargli due lenti le cui misure sono scritte su un foglietto che ha consegnato alla signora Sarti. Priuli è venuto per parlare della richiesta che Galileo aveva fatto di aumento dello stipendio: essa è stata rifiutata perché i suoi corsi di matematica, oltre ad essere poco necessari, erano anche poco frequentati. I soldi che Galileo chiedeva gli erano utili per poter continuare a studiare e a fare ricerche, dato che molto tempo gli era sottratto per guadagnarsi qualcosa dando ripetizioni private ai suoi allievi. Galileo anticipa a Priuli che ha uno strumento sensazionale da proporgli, alludendo al cannocchiale di cui Ludovico gli aveva parlato poco prima. Andato via Priuli, Andrea torna da Galileo con le lenti e quest’ultimo gli dice di non diffondere le sue idee agli altri perché, anche se erano la verità, le autorità gliel’avevano proibito. Inoltre, non si poteva ancora dimostrare che le idee erano giuste e quindi rimanevano soltanto delle ipotesi. Dinanzi alle costellazioni, gli uomini sono solo dei vermi dalla vista annebbiata. Galileo prova a far osservare il cielo ad Andrea attraverso le lenti e tutto si avvicinava.

II. Galileo Galilei consegna alla Repubblica Veneziana la sua nuova invenzione

Davanti ai Doge, ci sono l'amico di Galileo, Sagredo, e la quindicenne Virginia Galilei che regge un cuscino di velluto sul quale è posato un telescopio. Su una tribuna è seduto Galilei e dietro di lui c’è il treppiede del telescopio. Galileo presenta e consegna il suo nuovo cannone ottico o telescopio, da lui costruito dopo 17 anni di pazienti ricerche. Sceso dalla tribuna, si siede a fianco di Sagredo, ringraziando degli applausi. Priuli fa notare che questo strumento permetterà, in guerra, di conoscere il numero e i tipi delle navi nemiche molto tempo prima del nemico, cosicché, sapendo la forza degli avversari, sarà possibile decidere se inseguirlo, dargli battaglia o fuggire. Il cannocchiale avrà poi fama mondiale, dato che sarà fabbricato e gettato sui mercati.

Montato il telescopio sul treppiede, il Doge e i Consiglieri salgono sul podio e vi guardano dentro. Galileo è disgustato dal pensiero che questo strumento è per il Doge solo una macchinetta per far quattrini. È ben più di questo: la notte prima lo aveva puntato sulla Luna e aveva visto che essa non ha luce propria. Da tanti anni l’astronomia era ferma perché non ha posseduto il telescopio. Adesso Galileo poteva perfino provare la fondatezza di una certa dottrina. Il Doge stringe la mano a Galileo: 500 scudi non gliel’avrebbe tolti nessuno. L’unico sdegnato resta Ludovico, il quale non nasconde la propria amarezza nei confronti di Galileo che ha proposto uno strumento che Ludovico stesso gli aveva descritto per guadagnare dei soldi.

III. 10 gennaio 1610: Galileo scopre fenomeni celesti

10 gennaio 1610: Galileo, servendosi del telescopio, scopre fenomeni celesti che confermano il sistema copernicano. Ammonito dal suo amico delle possibili conseguenze di tali scoperte, Galileo afferma la sua fede nella ragione umana. Nella stanza di lavoro di Galileo a Padova è notte. Galileo e Sagredo, avvolti in pesanti mantelli, sono al telescopio. Galileo scopre delle montagne sulla Luna: le loro cime ricevono i primi raggi del sole nascente, mentre le pendici sono ancora nell'oscurità. La luce del Sole scende man mano dalle cime verso le vallate. Questo contraddice a tutti gli insegnamenti d'astronomia da duemila anni fino a quel momento. Quello che Sagredo aveva visto, non era stato visto da nessuno all’infuori di Galileo e Sagredo era il secondo. Ciò rendeva molto simili la Terra e la Luna e tra Terra e Luna non ci sarebbe stata alcuna differenza.

Il procuratore Priuli arriva tutto affannato per parlare con Galileo e gli dice che avrebbe potuto buttar via il telescopio perché non vale nulla poiché si sarebbe potuto acquistare per pochi soldi in tutta Italia, fabbricato in Olanda. Galileo non è molto sorpreso della notizia e Sagredo ribadisce che il telescopio ha consentito a Galileo di compiere scoperte che sconvolgeranno le teorie sull’universo. Ma a Priuli non interessa della scienza ed esce di scena disgustato perché Galileo non vuole ridargli i 500 scudi per l’imbroglio che quest’ultimo aveva fatto al Doge. Galileo ribatte a Sagredo che il suo cannocchiale che ha costruito per la Signoria era molto meglio di quelli che si trovano in circolazione e continua il discorso mostrandogli una nebulosa della Via Lattea: essa ha un colore biancastro perché è composta da innumerevoli stelle. La notte stessa, con la scoperta dei satelliti di Giove, Galileo ha le prove che il sistema tolemaico è erroneo, ma Sagredo lo mette in guardia del pericolo che corre se diffonderà la notizia.

La mattina, mentre Galileo parla a Virginia, sorge l’idea di chiamare le macchie solari con un nome che attiri l’attenzione della gente: per questo Galileo sceglie “stelle medicee” in onore del Granduca di Firenze. Dopo che la signora Sarti e Virginia sono uscite per la messa, Sagredo avvisa Galileo di non andare a Firenze perché lì comandano i frati. Ma Galileo non ha paura di loro e, una volta messi davanti al telescopio, anch’essi soggiaceranno alla seduzione delle prove perché a verità, quando è troppo debole per difendersi, deve passare all’attacco.

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Scienze fisiche FIS/01 Fisica sperimentale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher likelikelike di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisica sperimentale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Straulino Samuele.
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