Capitolo 1
Caratteristiche della forza gravitazionale
La forza che si esercita fra i corpi celesti del sistema solare è stata descritta
da Newton nella legge della gravitazione universale. Tale forza è presente fra
qualunque coppia di oggetti dotati di massa. La legge della gravitazione
universale afferma che:
La forza con cui m1 attrae m2 e con cui m2 attrae m1 hanno sempre uguale
intensità.
L’unità di misura della forza è il Newton (N). La forza descritta ha un’intensità
molto piccola, ecco perché non vediamo gli oggetti attrarsi tra di loro.
L’attrazione gravitazionale comincia a diventare osservabile se almeno una
delle due masse è notevolmente più grande di 1 kg.
L’attrazione gravitazionale della terra
Gli oggetti sono attratti dalla forza di gravità della Terra verso il centro del
globo. Newton riuscì a dimostrare che in un corpo sferico tutto funziona come
se la massa del corpo fosse collocata nel centro della sfera:
F= mg
g= accelerazione di gravità (9,8 m/s^2)
La forza con cui un oggetto viene attratto verso il basso è proporzionale alla
massa m dell’oggetto stesso. Infatti, per il secondo principio della dinamica
scritto in forma scalare: a= F/m
Se un oggetto cade partendo da fermo la velocità aumenta progressivamente
con il tempo. Galileo Galilei riesce a descrivere correttamente il moto di
caduta libera, comprendendo che la resistenza dell’aria cresce con la velocità
di caduta e fa sì che il corpo raggiunga una velocità massima.
Aristotele afferma che gli oggetti pesanti cadono più velocemente degli oggetti
leggeri (Es. foglio-sasso)
- L’esperimento ci suggerisce che l’aria abbia un ruolo importante nella
loro caduta.
Forza gravitazionale e orbite
Ipotizziamo che il pianeta si muova su un’orbita circolare. La forza con cui il
sole attrae il pianeta è indicata dal vettore F. Osserviamo che se nessuna
forza agisse sul pianeta, questo si muoverebbe di moto rettilineo uniforme.
L’attrazione gravitazionale è necessaria per mantenere il pianeta in orbita
intorno al sole. Il modulo della velocità del pianeta non varia nel tempo (gli
attriti sono ridotti a zero).
La forza F produce un’accelerazione. In questo caso l’accelerazione
corrisponde a una variazione della direzione della velocità verso il centro
dell’orbita ed è chiamata pertanto accelerazione centripeta.
L’attrazione gravitazionale del Sole impedisce ai pianeti di allontanarsi.
La forza che il Sole applica sul pianeta ha lo stesso modulo, la stessa
direzione e verso opposto della forza che il pianeta applica sul Sole (terzo
principio della dinamica) .
I pianeti hanno la forma di un’ellisse.
Molti pianeti hanno uno o più corpi minori, i satelliti.
Dimensioni e distanze nel sistema solare
L’Unità astronomica (UA) è definita come la distanza media Terra-Sole.
La distanza Terra-Sole corrisponde a oltre 20.000 raggi terrestri.
La Luna dista dal nostro pianeta soltanto 60 raggi terrestri.
Il raggio della Terra è 4.3*10^-5= 0.000043 UA.
Capitolo 2
Che cosa sono le stelle
Le stelle sono sfere di gas a temperatura molto alta, soggette alla gravità da
loro stesse prodotta.
Poichè qualsiasi particella viene attratta verso il centro del corpo celeste, la
materia che si trova nelle parti più interne della sfera subisce la compressione
dovuta alla materia che si trova negli strati esterni.
- Questa compressione intensa innesca reazioni nucleari
Nelle stelle avvengono reazioni di fusione nucleare, cioè due nuclei si fondono
e danno origine a un nucleo di massa maggiore. Il limite naturale per cui le
reazioni di fusione nucleare sono energeticamente favorevoli (ovvero liberano
energia) è la produzione di ferro.
L’energia liberata nelle reazioni nucleari raggiunge la superficie della stella. Se
un corpo celeste non è abbastanza grande, il meccanismo di compressione
degli strati interni non è in grado d’innescare le reazioni di fusione nucleare e il
corpo non si accende come stella.
Anno-luce
Le distanze delle stelle si misurano con l’anno-luce, che corrisponde alla
distanza percorsa dalla luce in un anno nel vuoto. Osservare il cielo è quindi
un bellissimo viaggio nel tempo, in quanto gli oggetti celesti che vediamo non
sono come sono nella realtà oggi, ma come apparivano nel momento in cui la
luce ha iniziato il suo percorso.
L’evoluzione di una stella
L’universo è in espansione e le stelle sono in continua formazione. Le stelle si
formano nelle nebulose, zone in cui la densità di materia è più alta che nello
spazio circostante.
Durante le fasi di reazione le stelle vengono mantenute in una condizione di
equilibrio grazie al bilanciamento tra l’energia gravitazionale (che tende a far
collassare tutta la materia verso il centro della stella) e l’energia termica (che
tende a far espandere la stella).
Quando una stella termina l’idrogeno il nucleo inizia a contrarsi; la contrazione
produce un rapido riscaldamento (anche degli strati esterni), permettendo che
si inneschi la fusione dell’idrogeno residuo.
- La stella riprende ad espandersi, la temperatura diminuisce e la stella
diventa una gigante rossa
Questa catena di eventi dipende dalla massa iniziale della stella.
● M<8 M solari
La stella continua ad espandersi fino a disperdersi nell’ambiente
formando una nebulosa planetaria. Il nucleo della stella progenitrice
resta quindi scoperto e prende il nome di nana bianca.
● M>8 M solari
Il processo di bruciamento continua fino al ferro (struttura a cipolla, con
elementi via via più pesanti andando verso il nucleo). La fine dei
processi di fusione innesca il collasso del nucleo verso gli strati esterni,
diventa un oggetto compatto. Gli strati esterni colpiscono questo strato
compatto, provocando un’onda d’urto che come risultato produce una
supernova. Nella fase di supernova vengono prodotti più elementi
pesanti del ferro.
A seconda delle dimensioni del nucleo e della massa iniziale della stella,
l’oggetto compatto che rimane può essere:
1. Stella di neutroni;
stella estremamente compatta (raggio di 10-15 km)
2. Buco nero
Quando la massa della stella progenitrice ha un’attrazione
gravitazionale così intensa da innescare la contrazione del nucleo,
questo non si stabilizza.
Tutta la materia quindi “collassa in un punto” (singolarità). Il buco nero
ha una gravità così elevata che neanche la luce, da una certa distanza,
è in grado di “scappare”, questa distanza è chiamata orizzonte degli
eventi e rappresenta la zona oltre la quale non possiamo avere alcuna
informazione sull’oggetto.
Galassie
Le stelle dell’universo sono raggruppate in galassie. Le galassie sono
raggruppate in tre grandi famiglie:
1. Galassie ellittiche
Ha una forma ellittica. Sono formate da stelle vecchie e al loro interno il
tasso di produzione di nuove stelle è piuttosto basso.
2. Galassie a spirale
Sono formate da un disco di gas e polvere, hanno uno sferoide centrale
molto luminoso dove si trova una grande quantità di stelle. I bracci sono
il luogo in cui avviene la maggior parte della formazione stellare.
3. Galassie irregolari
Non presentano una forma riconoscibile. Le galassie irregolari mostrano
un elevato tasso di formazione stellare, sono presenti molte stelle
giovani.
La galassia di cui fa parte il solo è una galassia a spirale chiamata Via Lattea.
Il Sole si trova in uno dei suoi bracci secondari, detto braccio di Orione. Al
centro della Via Lattea si trova un oggetto di massa molto elevata noto come
Sagittarius A, che si ritiene essere un buco nero supermassiccio.
- la presenza di un buco nero supermassiccio sembra essere un
elemento comune a tutte le galassie di grandi dimensioni.
L’osservazione delle stelle
Il Sole è una stella di media grandezza.
A causa della presenza dell’atmosfera terrestre le stelle non sono visibili nelle
ore di luce. Per descrivere la luminosità delle stelle gli astronomi utilizzano il
concetto di magnitudine.
- Più luminoso è un corpo. minore è la magnitudine.
La luce che proviene da una stella offre informazioni di notevole importanza
sulla sorgente che l’ha emessa. Lo spettro, cioè le righe che si osservano
scomponendo la luce con un prisma, consente di ricavare informazioni sugli
elementi che compongono la stella.
L’elemento chimico dell’elio (He) è stato individuato per la prima volta nello
spettro della luce del Sole.
Il colore è associato alla massa della stella. I colori delle stelle, in ordine di
temperatura crescente, vanno dal rosso al blu.
La brillantezza dipende anche dalla sua distanza; per questo motivo dal
nostro pianeta possiamo attribuire a un corpo celeste:
- una magnitudine apparente, attribuita a un corpo celeste dal nostro
pianeta;
- una magnitudine assoluta è invece quella che si osserverebbe ad una
distanza standard.
Costellazioni
Le stelle vengono identificate in base alla costellazione a cui appartengono.
Le costellazioni sono gruppi di stele a cui gli uomini hanno dato nomi ispirati
alle figure che gli astri sembrano disegnare nel cielo.
- attualmente troviamo 88 costellazioni convenzionalmente riconosciute.
Le stelle ruotano tutte insieme spostandosi nel cielo. In realtà il movimento
che noi vediamo è prodotto dalla rotazione della Terra ed è chiamato moto
apparente delle stelle.
Capitolo 3
Struttura del sistema solare
Il Sole orbita attorno al centro della galassia da cui dista circa 30.000
anni-luce, a una velocità di circa 220 km/s.
- Per compiere un’intera orbita ci vuole approssimamente 200 milioni di
anni.
Il sistema solare è composto dal Sole e da tutti i corpi celesti che la sua
attrazione gravitazionale mantiene in orbita. Troviamo:
- I pianeti terrestri
- La fascia degli asteroidi
- I pianeti gassosi
- Gli oggetti transnettuniani
- La nube di Oort
Il sole
Il Sole contiene quasi tutta la massa presente nel sistema solare (90%).
Poichè la distanza del Sole dalla Terra è di 1.5*10^8 km, la luce emessa dal
Sole impiega circa 500 secondi a raggiungere la Terra, circa 8 minuti e 20
secondi.
- Questo significa che osserviamo il Sole con un ritardo di 8 minuti
Il Sole è composto:
- 74% da idrogeno
- 25% da elio
- 1% elementi più pesanti
Internamente ha una struttura a strati concentrici:
- Nucleo ( 40% della massa solare); al suo interno la temperatura è
sufficientemente alta da permettere l’attivazione delle reazioni di fusione
termonucleare.
- Zona radiativa, qui viene trasportata l’energia prodotta dal nucleo;
- Zona connettiva, energia trasferita qui per convezione;
- Fotosfera, identificata anche come superficie solare;
- Cromosfera, sottile fascia di 2000km dove hanno origine i fenomeni
magnetici solari;
- Corona, zona più esterna del sole, è un’aura di plasma.
Tutto questo materiale genera il cosiddetto vento solare. I confini del sistema
solare si intendono generalmente con la zona di influenza di tale vento
(eliosfera).
Fase finale del sistema solare
Tra circa 5 miliardi di anni il Sole entrerà in una fase instabile. Quando
l’idrogeno nel nucleo sarà stato interamente convertito in elio, ci sarà un
innalzamento della temperatura avviando così la fusione dell’idrogeno
residuo.
- Questo porterà ad una nuova espansione del sole, il quale si estenderà
fino oltre l’orbita di Venere.
- Il Sole non riuscirà quindi a innescare la fusione di elementi più pesanti
come il carbonio, terminato questo elemento si spegnerà
definitivamente.
- Gli strati esterni verranno rilasciati
- Gli starti interni continueranno a collassare sul nucleo, dando origine ad
una nana bianca.
Il nostro pianeta diventerà inabitabile.
I pianeti rocc
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