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Il mondo del noi

L'intersoggettività secondo Husserl

Nelle pagine finali delle Cartesianische Meditationen, l’esperienza di altri che non restano separati l’uno dall’altro si esplicita in Husserl come fondativa di una comunità di io comprendente me stesso e quindi della formazione dell’intersoggettività. Per questo passaggio è importante la percezione di sé che guida la percezione dell’altro. Quindi, alla base dell’intersoggettività c’è l’alterità, tutto ciò che non sono io. L’altro si costituisce a partire dall’io. Husserl, servendosi dell’analogia, sostiene che, così come io ho un corpo e al mio interno ho il leib, guardando l’altro anche lui sarà fatto come me: questa si chiama inferenza logica.

Tuttavia, Husserl ritiene che questa percezione (insieme di dati che provengono direttamente dall’esercizio dei sensi) sia insufficiente per spiegare la costituzione dell’altro. Tutti i contenuti che io ho poiché posseggo un leib, sono il complesso della mia spiritualità che deriva da tutte le mie esperienze. È ritenuto insufficiente perché questo leib non è accessibile percettivamente, la coscienza e i vissuti dell’altro non possono essere toccati. È necessaria una trasposizione appercettiva in cui ci si serve della percezione per trasporre nell’altro contenuti che so che l’altro ha ma non conosco, si mette in analogia il corpo fisico al proprio, procedimento che Husserl chiama Paharung (paio), ma non è comunque per lui soddisfacente.

L’esperienza appercettiva dell’altro rimane altra cosa da una presentazione originaria (percettiva), ciò significa che l’einfühlung ovvero empatia deve essere intesa soltanto come un’esperienza mediata dell’altro, una quasi percezione. Einfühlung è la grande novità introdotta dalla fenomenologia, che entra nella filosofia grazie alla psicologia, non è intesa come esperienza diretta dell’altro perché non esiste possibilità di avere un’esperienza diretta dei contenuti di coscienza dell’altro.

Il dubbio dell'autonomia dell'altro

Il dubbio che rimane forte è che l’altro sia solo un rispecchiamento dell’io, qualcosa che poi in realtà non è autonomo. Per fugare questo dubbio, Husserl introduce un altro strato di ragionamento in cui è implicita l’idea di movimento, di collocazione spaziale e temporale. Definisce il soggetto una monade con relazione. Difatti, l’ego è dotato di una conformazione materiale che è il corpo, occupa uno spazio che è un qui, l’altro invece occupa un là, 2 ego non possono occupare lo stesso qui.

La monade è una struttura autonoma, è una originaria unità di vita soggettiva e temporale che è partecipe di una socialità in quanto è con gli altri. Non è autoreferenziale (si cura solo di se stessa) e percepisce gli altri. Pur separate, le monadi sono intenzionalmente aperte l’una all’altra.

La comunità e la comunicazione

Per Husserl, la comunità è la prima conformazione intersoggettiva. La dinamica della comunità è il costituirsi di una base di intendimenti e di volere comune, per comprenderla bisogna considerare la nostra passività originaria. Per la fenomenologia, la passività è tutto ciò che non è attività, che muove i comportamenti, impulsi. L’ego deve riuscire a modulare questa passività. Gli atti sociali e comunicativi sono parte integrante dell’essere comunità. Comunità e comunicazione sono in un circuito strettissimo.

Negli Inediti, egli afferma che “ogni cosa del mondo è costituita intersoggettivamente”, cioè per un verso gli altri esistono già a un livello elementare di percezione del mondo e sono identificabili come modi differenti di guardare lo stesso dato, per un altro verso sostiene che la comunità è la prima forma in cui l’altro si presenta. L’altro è indispensabile all’ego per costituire sé stesso, un parametro da cui non si può prescindere. Noi siamo soggetti uguali ma diversi radunati in una comunità dove la mia idea del mondo è solo una fra le tante e la mia esperienza degli altri si modifica quando comprendo che io stesso sono esperito da altri, cioè l'oggetto della mia esperienza non vale solo più per me ma anche dall'esperienza dell'altro.

L’idea husserliana di precedenza, antecedenza della comunità rappresenta uno snodo fondamentale relativamente al tema dell’intersoggettività. L’intersoggettività è a monte, anche se questo Husserl non è mai stato in grado di farlo diventare principio fondativo della sua riflessione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Saxbrina97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia morale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Tundo Laura Anna Antonia.
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